MILANO – Le parole di Donald Trump, che ha indicato come vicina la fine della guerra, infondono fiducia sui mercati. Rimbalza l’Europa, con gli indici tutti in positivo. Dopo la pesante seduta di ieri i listini dell’estremo oriente si sono mossi tutti in rialzo, con Tokyo che ha chiuso a +2,88% e Seul che ha riguadagnato quasi quanto perso ieri, risalendo del 5,35%. La parziale schiarita di Trump fa bene anche al petrolio, con il Wti che scende sotto i 90 dollari e il Brent che arretra intorno ai 93 dollari.
Il gas conclude in picchiata (-16%) a 47 euro al megawattora
Prezzo del gas in violento calo sul mercato di Amsterdam, di riferimento per l'Europa: il future sul metano con consegna ad aprile ha chiuso in ribasso del 16% a 47 euro al megawattora, sui minimi di una giornata cominciata subito in forte discesa.
Le Borse europee chiudono in forte rialzo con petrolio in calo
Le Borse europee chiudono in forte rialzo, sostenute da un sentiment positivo alimentato dal netto calo dei prezzi di petrolio e gas naturale. A favorire il clima di ottimismo sui mercati, sono state le dichiarazioni rilasciate ieri sera dal presidente Donald Trump, secondo cui il conflitto in Medio Oriente sarebbe prossimo alla conclusione. Gli indici si sono mossi, per tutta la giornata, in territorio positivo.
A Londra l'indice Ftse 100 è salito dell'1,6% a 10.413,31 punti, a Francoforte il Dax del 2,46% a 23.970,44 punti mentre a Parigi il Cac40 ha guadagnato l'1,79% a 8.065,33 punti. A Milano l'indice Ftse Mib segna +2,67% a 45.201,69 punti mentre, a Madrid, l'Ibex 35 è avanzato del 2,90% a 17.436, 76 punti.
Anche von der Leyen a vertice Italia-Germania-Belgio
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, parteciperà alla videoconferenza con un gruppo di leader Ue promossa da Italia, Germania e Belgio su possibili misure per affrontare i prezzi dell'energia e sulla semplificazione, che si terrà questo pomeriggio alle 18. Lo fa sapere un portavoce della Commissione europea.
G7 chiede ad AIE studio su opzione riserve strategiche
I ministri dell'energia dei paesi del G7 hanno chiesto all'Aie (Agenzia Internazionale dell'Energia) di valutare la possibilità di fare ricorso alle riserve strategiche per abbassare le quotazioni del greggio. L'Aie ha convocato una riunione straordinaria dei suoi Stati membri per fornire una valutazione approfondita della situazione. "Tutti sono disposti ad adottare misure per stabilizzare il mercato, compresi gli Stati Uniti", ha dichiarato il ministro delle Finanze francese Roland Lescure ai giornalisti dopo che i ministri dell'energia del G7 hanno discusso le modalità per affrontare l'impennata dei prezzi dell'energia dovuta alla guerra in Iran. "Abbiamo chiesto all'Aie di elaborare scenari per un potenziale rilascio delle riserve di petrolio, dobbiamo essere pronti ad agire in qualsiasi momento", ha aggiunto Lescure.
Wall Street procede in rialzo
Wall Street avanza. Il Dow Jones sale dello 0,52% a 47.990,58 punti, il Nasdaq guadagna lo 0,61% a 22.834,45 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,38% a 6.821,71 punti.
Il gas scende a 47 euro
Il prezzo del gas naturale in Europa cala ancora nell'ultima fase di contrattazioni. All'hub di riferimento Ttf, i future sul contratto di aprile arretrano del 15,9% a 47,5 euro/Mwh.
Milano accelera verso il finale di seduta
Piazza Affari accelera dopo le prime fasi positive di Wall Street grazie alla flessione dei prezzi del petrolio e alle parole del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui la guerra in Medio Oriente potrebbe finire "presto". L'indice Ftse Mib avanza del 3% a quota 45.344 punti.
Linee guida Ue contro il caro energia: sgravi e contratti flessibili
Cambi di fornitore più rapidi, contratti flessibili, sgravi di tasse e oneri sulle bollette elettriche e maggiore trasparenza nelle informazioni su contratti e fatture energetiche. Sono le principali misure raccomandate dalla Commissione europea ai governi nazionali per ridurre le bollette dell'energia. Tra le misure incoraggiate da Bruxelles, contenute nel pacchetto 'energia per i cittadini' presentato a Strasburgo, anche un'accelerazione su rinnovabili ed efficienza energetica. Il pacchetto, spiega l'esecutivo Ue, "punta a mettere i cittadini al centro della transizione energetica"Cambi di fornitore più rapidi,
contratti flessibili, sgravi di tasse e oneri sulle bollette elettriche e maggiore trasparenza nelle informazioni su contratti e fatture energetiche. Sono le principali misure raccomandate dalla Commissione europea ai governi nazionali per ridurre le bollette dell'energia. Tra le misure incoraggiate da Bruxelles, contenute nel pacchetto 'energia per i cittadini' presentato a Strasburgo, anche un'accelerazione su rinnovabili ed efficienza energetica. Il pacchetto, spiega l'esecutivo Ue, "punta a mettere i cittadini al centro della transizione energetica"
Wall Street apre piatta
Wall Street apre in territorio sostanzialmente positivo. Il Dow Jones sale dello 0,07% a 47.713,76 punti, il Nasdaq avanza dello 0,22% a 22.756,55 punti mentre lo S&P 500 è invariato a 6.796,05 punti
Gas in calo del 14%
Andamento in forte calo per i futures del gas Ttf scambiati all'hub di riferimento europeo di Amsterdam, che cedono attualmente il 14,1%, attestandosi a 48,55 euro al megawattora.
Sul ribasso delle quotazioni incidono le parole di Trump sulla possibile fine della guerra in Iran.
Keravnos, presto per discutere di misure d'emergenza per prezzi energia
Il presidente dell'Ecofin Makis Keravnos (cipriota) ha indicato al termine della riunione dei ministri finanziari che non c'è stata una discussione su eventuali misure di emergenza per fronteggiare l'aumento dei prezzi dell'energia, misure analoghe a quelle prese nel 2022 dopo l'invasione dell'ucraina da parte della russia: “questo è qualcosa che può accadere solo una volta che la situazione si è stabilizzata".”Non si e' parlato in modo specifico di strumenti, per il momento non abbiamo alcuna misura sul tavolo, dobbiamo valutare ulteriormente la situazione: se si sarà stabilizzata potremo decidere quali misure prender”, se sarà necessario, ha detto il ministro. Ieri il ministro Giancarlo Giorgetti aveva parlato all'Ecofin della necessità di “valutare l'adozione di misure straordinarie sulla scia di quelle adottate nel 2022”.
Petrolio, Aramco: “Garantiamo 70% export in pochi giorni”
Saudi Aramco sarà in grado di ripristinare circa il 70% delle sue normali spedizioni di petrolio greggio entro pochi giorni. Lo ha detto il ceo di Aramco, Amin Nasser, secondo quanto riporta il Financial Times, nel corso di una conference call sui risultati finanziari. Nasser ha spiegato che la società sta lavorando per incrementare rapidamente le esportazioni nel suo porto di Yanbu, sul Mar Rosso, che consentirà a circa 5 milioni di barili al giorno di raggiungere il mercato globale senza attraversare lo Stretto di Hormuz. L'Arabia Saudita esporta normalmente circa 7 milioni di barili al giorno, di cui solo una piccola parte parte dal Mar Rosso, mentre la maggior parte del greggio parte dalla costa orientale verso il Golfo.
Stretto di Hormuz, Tajani: “Passano 2-3 navi al giorno”
Allo stretto di Hormuz "la situazione è ancora quella di ieri, passano due-tre navi al giorno e i Pasdaran hanno detto ai Paesi che cacceranno gli ambasciatori americano e israeliano che avranno la possibilità di far passare le loro navi. Questo è un ricatto, una sorta di rottura di relazioni diplomatiche con Stati Uniti e Israele in un periodo ipotetico della irrealtà". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in videocollegamento con la fiera LetExpo di Verona. "Io - ha aggiunto - sono in contatto con tutti i Paesi dell'area per vedere cosa si può fare, ma per adesso c'è ancora grande preoccupazione".
Giù petrolio e gas
Per le materie prime, future sul Brent a 90,9 dollari al barile (-8%) e Wti a quota 87,8 (-7,2%). Crolla anche il gas Ttf di Amsterdam, a 48,4 euro al megawattora (-14,2%). Oro spot a 5.176 dollari (+0,8%).
Borse, andamento di metà seduta: Milano +2,3%
Le borse Europee proseguono toniche al giro di boa, mentre i future a Wall Street sono al momento poco mossi, complice un'apertura solo parziale di Trump sulla fine del conflitto in Iran. A metà seduta Milano segna +2,3%, Parigi +1,6%, Francoforte +2,2%, Amsterdam +1,5%, Madrid +2,4% e Londra +1,4%. A Piazza Affari protagonista il rally dei bancari. Il focus oggi è su Mediobanca (+4,3%) e Mps (+4,2%), con i rispettivi cda alla prova del nodo dei concambi e gli aggiornamenti previsti a mercati chiusi. Sul risparmio gestito, tra le altre spiccano Mediolanum (+3,7%), Fineco (+2,5%) e Azimut (+3,5%), sostenuta anche dagli ultimi dati sulla raccolta di febbraio. In luce i tech in scia ai rialzi dell'intero settore: su St (+3,3%) più analisti confermano il "buy", con target price che variano dai 30 ai 35 euro. Rialzi di cui beneficia anche Prysmian (+4,6%), forte del business di cavi per tech e tlc. In negativo Eni (-1,2%), più sensibile alla correzione del petrolio.
Milano resta in buon rialzo
Piazza Affari si mantiene in rialzo, con il Ftse Mib al 2,42%
Borse europee proseguono in positivo
Lo Stoxx 600, l'indice che raccoglie le principali quotate del Vecchio continente, guadagna il 2,3%. Mostrano i muscoli Madrid (+3,2%), Francoforte (+2,6%), Parigi (+2%) e Londra (+1,8%). I listini sono sostenuti dal rimbalzo delle banche (+4%) e dalle assicurazioni (+2,4%). Bene il settore tecnologico (+3,2%) e il lusso (+2,7%). Positive le auto (+3%), con Volkswagen (+3,7%), dopo i conti, e Renault (+2,1%), con il piano ed i nuovi modelli. Seduta positiva per le utility (+2,1%), con il prezzo del gas che scende del 14% a 48,67 euro al megawattora. Sul fronte azionario scivola il comparto dell'energia (-1,9%), con il Wti in calo dell'8,6% a 86,62 dollari al barile, e il Brent in flessione del 9% a 90,14 dollari.
Gas e petrolio in forte calo
Il petrolio e il gas sono in caduta libera, dopo che ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che la guerra in Medio Oriente finirà presto. Il Wti è in calo dell'8,6% a 86,62 dollari al barile. Il Brent cede il 9% a 90,14 dollari.
In forte calo anche il prezzo del gas. Ad Amsterdam l'indice Ttf registra una flessione del 14% a 48,67 euro al megawattora.
Milano tonica con le banche
La Borsa di Milano (+2,5%) prosegue tonica, in linea con gli altri listini europei dopo la parole di Trump sulla fine della guerra e il calo dei prezzi delle materie prime energetiche. Lo spread tra Btp e Bund è stabile a 69 punti, con il rendimento del decennale italiano al 3,54%.
Piazza Affari è sostenuta dalle banche con Unicredit (+5,2%).
Acquisti su Mediobanca (+5%), in attesa delle decisioni dei cda per il concambio con Mps (+4,9%). Sale anche Bper (+4,8%) e Popolare Sondrio (+4,3%). Cresce Prysmian (+4,5%) e Stm (+3,9%).
Positive le utility con Hera (+2%), A2a (+1,9%), Enel (+2,1%). Sale Tim (+1,9%). Il calo del prezzo del greggio appesantisce il settore dell'energia dove Eni cede l'1,7%. In lieve rialzo Saipem (+0,3%) e Tenaris (+0,2%).
I paesi del Golfo riducono la produzione di petrolio
I paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. Lo scrive Bloomberg. L'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500.000-800.000 barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.
Brent ancora in calo
Dopo il balzo a 120 dollari al barile di picco ieri, il contratto future sul Brent è a 91,55 dollari al barile. Prezzi in altalena per il petrolio dopo le parole del presidente Usa Donald Trump sulla guerra che dovrebbe finire "molto presto". Il Wti viaggia a 87,71 dollari al barile.
Lo spread in netto calo
Lo spread tra Btp e Bund tedesco apre in forte calo a 68 punti base rispetto ai 76 della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale italiano viaggia al 3,51%, quello dell'omologo tedesco al 2,83%.
Italia-Germania-Belgio convocano videocall su energia e semplificazione
Italia, Germania e Belgio, a quanto si apprende da più fonti europee, hanno convocato per la giornata di oggi una riunione tra leader in videocall per fare il punto su semplificazione e energia, anche alla luce della nuova crisi dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente. La riunione, il cui orario non è ancora stato reso noto, segue lo stesso schema inaugurato da Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever in occasione della riunione convocata a margine del summit Ue sulla competitività dello scorso 12 febbraio. Il numero totale dei Paesi partecipanti alla riunione di oggi non è per ora stato comunicato.
G7 energia d’urgenza su Iran, presente Pichetto
A margine del vertice sull'Energia nucleare in corso a Parigi, è stato convocato d'urgenza un G7 Energia al quale parteciperà il ministro Pichetto Fratin. Lo comunica il ministero.
L’Europa rimbalza in avvio
Le Borse europee rimbalzano all'apertura, con il sentiment rafforzato dal netto calo dei prezzi del petrolio e del gas dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato ieri sera che la guerra in Medio Oriente sta per volgere al termine.
Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 sale dell'1,5% a 10.400,73 punti, a Francoforte il Dax del 2,09% a 23.883,44
punti e a Parigi il Cac40 guadagna l'1,89% a 8.065,33 punti. A Milano l'indice Ftse Mib segna +2,5% a 45.144,18 punti.
L’oro si rafforza
I prezzi dell'oro sono saliti a circa 5.175 dollari l'oncia, recuperando le perdite di ieri, mentre il dollaro si è indebolito dopo che il presidente Trump ha dichiarato che il conflitto in Medio Oriente potrebbe concludersi presto. Ieri Trump ha cercato di rassicurare i mercati nel contesto delle continue tensioni militari con l'Iran, descrivendo l'operazione come una "piccola escursione".
In risposta, l'Iran ha dichiarato che deciderà quando il conflitto si concluderà. Le precedenti preoccupazioni che un conflitto prolungato nella regione potesse innescare un picco dell'inflazione avevano spinto gli operatori a ridimensionare le aspettative di tagli dei tassi di interesse della Fed quest'anno. I mercati ora prevedono circa 40 punti base di allentamento entro la fine dell'anno, in calo rispetto agli oltre 55 punti base di fine febbraio. Gli investitori attendono ora i dati chiave sull'inflazione statunitense, inclusi l'indice dei prezzi al consumo e il Pce, previsti per la fine di questa settimana, per nuovi indizi sulle prospettive di politica monetaria della Fed.
Crolla il prezzo del gas
Scivola il prezzo del gas naturale in Europa. All'hub di riferimento Ttf, i future sul contratto di aprile calano del 14,4% a 47,8 euro/Mwh.
Ripiega il petrolio
Il prezzo del petrolio ripiega questa mattina sui mercati delle materie prime: il Wti con consegna ad aprile passa di mano a 88,79 dollari al barile con una flessione del 6,31% mentre il Brent con consegna a maggio passa di mano a 93,02 dollari al barile con una riduzione del 6%.
L’Asia chiude in rialzo
Le Borse asiatiche chiudono in netto rialzo, dopo le parole di Donald Trump sulla fine della guerra in Medio Oriente e con il petrolio che scende a ridosso dei 90 dollari al barile. Sui mercati resta alta l'attenzione sull'andamento dei prezzi delle materie prime dell'energia, con i timori di una fiammata dell'inflazione e l'intervento delle banche centrali.
Mettono a segno un balzo Tokyo (+2,88%) e Seul (+5,3%). A contrattazioni ancora aperte sono in netto rialzo anche Hong Kong (+2%), Shanghai (+0,65%), Shenzhen (+1,8%) e Mumbai (+0,5%). Sul mercato valutario lo yen è stabile sul dollaro, a 157,50, e sull'euro a di 183,30.