Economia

Live

Le Borse oggi, 18 marzo. Iran minaccia contrattacco sugli impianti nel Golfo, risale il petrolio

Le Borse oggi, 18 marzo. Iran minaccia contrattacco sugli impianti nel Golfo, risale il petrolio
(reuters)
Le Borse europee perdono slancio a metà seduta e viaggiano contrastate. L’attenzione si sposta sulle banche centrali, Fed e Bce, e su eventuali indicazioni sull’impatto della guerra in Iran
1 minuti di lettura

Un accordo tra l'Iraq e la Turchia per l'export di petrolio via tubo, che permette di aggirare lo stretto di Hormuz, allenta la tensione sui mercati in avvio. Ma la seduta presto vira con la notizia dell’attacco a siti strategici iraniani, ai quali Teheran ha risposto con la minaccia di colpire gli impianti degli altri Paesi del Golfo. L'attenzione si sposta sulle decisioni delle banche centrali (oggi la Federal Reserve, domani la Bce). Il mercato prevede un nulla di fatto sui tassi, per cui il focus è sulle dichiarazioni dei banchieri, nella speranza che diano qualche indicazione sull'impatto del conflitto nel Golfo.

Il petrolio continua a salire

Nuovi rialzi per il petrolio dopo l’escalation militare in Medio Oriente. Il Brent supera i 111,05 dollari al barile, in rialzo del 7,38% e il Wti sale a 100,3 dollari (+4,25%).

Wall Street chiude in calo

Wall Street chiude in calo. Il Dow Jones perde l'1,64% a 46.224,62 punti, il Nasdaq cede l'1,46% a 22.152,42 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno l'1,36% a 6.624,71 punti.

Qatar, incendio nel più grande impianto di gas

Il ministero dell'Interno del Qatar ha segnalato un incendio nella zona di Ras Laffan, sede del più grande impianto di produzione di Gnl al mondo, a seguito di un "attacco mirato dall'Iran". L'azienda QatarEnergy conferma che Ras Laffan è stata oggetto di attacchi missilistici. "Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente mobilitate per contenere gli incendi, che hanno causato danni ingenti. Tutto il personale è stato rintracciato e al momento non si segnalano vittime", ha dichiarato.

Petrolio, Wti al Nymex chiude a 96,32 dollari al barile

Il petrolio Wti al Nymex ha chiuso in lieve rialzo (+0,1%) a 96,32 dollari al barile, dopo aver sfiorato, in giornata, i 100 dollari, a causa delle minacce dell'Iran alle infrastrutture energetiche del medio oriente.

Fed, Powell: “Conseguenze incerte su economia Usa”

Iran, Pezeshkian: “Ripercussioni incontrollabili per i raid”

"Condanno fermamente gli attacchi alle infrastrutture energetiche in Iran. Questi atti di aggressione non porteranno alcun vantaggio al nemico sionista-americano e ai suoi sostenitori". Lo scrive su X il presidnte irariano Masoud Pezeshkian che avverte: "Al contrario, complicherà le cose e potrebbe portare a ripercussioni incontrollabili i cui effetti si estenderanno al mondo intero".

Borse europee, chiusura in calo

Borse europee in ordine sparso nel finale, con i listini Usa deboli dopo l'attacco agli impianti iraniani di gas di South Pars e di greggio di Asaluyeh. Cedono Londra (-1,09%) e Francoforte, poco mosse Milano (-0,2%) e Parigi (-0,1%), positiva Madrid (+0,34%).

Borsa, Milano chiude in ribasso

Piazza Affari ha chiuso la seduta in ribasso. L'indice Ftse Mib ha ceduto lo 0,33% a 44.741 punti.

Benzina record in Giappone a 200 yen

I dati del ministero dell'Industria nipponico hanno mostrato un nuovo picco storico per la benzina, mentre aziende chiave, dai produttori di alimentari confezionati ai colossi della chimica, sono costrette a rivedere produzioni e listini. Il prezzo al dettaglio della benzina ha toccato quota 190,80 yen (circa 1,05 euro) al litro, superando il precedente massimo di 186,50 yen registrato nell'aprile 2025, e l'impatto si è già allargato ben oltre il settore dei trasporti, investendo la produzione industriale.

La Yamayoshi Seika, una nota azienda di snack, ha annunciato martedì la sospensione della produzione delle sue patatine più vendute, le "Wasabeef", nello stabilimento di Hyogo, a ovest di Tokyo. La decisione è dovuta all'impossibilità di reperire olio combustibile necessario per il riscaldamento dell'olio di cottura, a causa delle turbolenze nel Medio Oriente da cui il Giappone dipende fortemente. Effetti simili si sono registrati nella industria chimica. Mitsubishi Chemical ha comunicato aumenti per il monomero di acetato di vinile, mentre Shin-Etsu Chemical ha alzato di circa il 20% i prezzi del cloruro di polivinile (Pvc), essenziale per le tubature e le infrastrutture idriche. Anche Idemitsu Kosan ha dovuto ridurre la produzione di etilene. Nonostante l'allarme, l'Associazione dell'industria petrolchimica nazionale cerca di ridimensionare i timori di una crisi immediata, sottolineando che le scorte strategiche di nafta - la materia prima derivata dal greggio da cui si ottiene il 40% del fabbisogno nazionale, coprono attualmente dai tre mesi e mezzo ai quattro mesi di consumo. Di fronte al rischio che la benzina superi la soglia psicologica dei 200 yen, il governo di Tokyo ha reagito varando misure di emergenza.

Carburanti, negli Usa la benzina oltre 3,8 dollari al gallone

Continua a salire il prezzo dei carburanti negli Stati Uniti. La benzina, che due giorni fa si attestava a 3,70 dollari, oggi supera i 3,80 dollari. Secondo l'AAA, l'American Automobile Association, il costo medio di un gallone (circa 4 litri) di benzina senza piombo si attesta oggi a 3,84 dollari: 5 centesimi in più rispetto a martedì e 14 cents in più rispetto a lunedì. Dal 27 febbraio, il giorno prima dell'attacco gli Usa e di Israele all'Iran, i prezzi alla pompa sono aumentati di 86 centesimi. Il Tennessee e il Kentucky, riferisce il Wall Street Journal, hanno registrato i picchi più marcati, con prezzi in entrambi gli Stati in aumento di oltre il 38% durante la guerra. I prezzi sono aumentati di almeno il 14% in ogni stato e a Washington, Dc. Gli automobilisti che fanno rifornimento in California, Washington e Hawaii devono ora affrontare prezzi medi superiori a 5 dollari al gallone di benzina normale. Anche i prezzi del diesel resta al di sopra della soglia dei 5 dollari al gallone a livello nazionale. Il Tennessee, la Carolina del Sud, il Mississippi e il Texas sono gli stati i più colpiti con i prezzi medi del diesel in questi stati che sono saliti di oltre il 44% dall'inizio della guerra.

Qatar, evacuazione degli impianti di Ras Laffan

Gli impianti di Gnl di Ras Laffan, in Qatar, sono in fase di evacuazione. Lo scrive Times of Israel citando Reuters: una fonte informata ha affermato che l'evacuazione è stata disposta a seguito della minaccia iraniana di attaccare le infrastrutture energetiche del Golfo. L'Iran ha emesso un avviso di evacuazione per diverse infrastrutture petrolifere in Arabia Saudita, negli Emirati Arabi Uniti e in Qatar, affermando che sarebbero state colpite da attacchi "nelle prossime ore", come riportato in precedenza dai media statali iraniani. Ras Laffan è un importante polo energetico del Qatar.

Iran, il governatore di Asaluyeh: “Guerra economica si è spostata”

Il governatore di Asaluyeh in Iran, Eskandar Pasalar, ha dichiarato che gli attacchi delle forze israelo-americane agli impianti iraniani del South Pars significano che “l'oscillazione della guerra si è spostatà verso una guerra economica su larga scala. Pasalar ha condannato l'attacco definendolo un suicidio politico da parte di Stati Uniti e Israele e ha detto che segna una nuova fase delle equazioni di guerra”, come riporta il Financial Times. “La sicurezza energetica nella regione ha raggiunto il punto zero”, ha aggiunto ancora Pasalar.

Anche gli Emirati contro l’attacco al sito in Iran

Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato il bombardamento israeliano del giacimento iraniano di gas South Pars. L'attacco "rappresenta una grave escalation", si legge in una nota pubblicata sul sito del ministero degli Esteri, "colpire le infrastrutture del settore energetico rappresenta una minaccia diretta per la sicurezza energetica globale e per la sicurezza e la stabilità della regione e dei suoi popoli".
L'azione, prosegue la nota, "ha anche gravi ripercussioni ambientali ed espone i civili, la sicurezza della navigazione e le strutture civili e industriali vitali a rischi immediati". dunque indispensabile "evitare di colpire le strutture vitali in qualsiasi circostanza, aderire al diritto internazionale e mantenere la sicurezza e della stabilità nella regione", avvertono gli Emirati.

Peggiorano le Borse europee

L’escalation in Medio Oriente spaventa le Borse, che ampliano i cali. Così Milano cede lo 0,65%, Parigi lo 0,25% e Francoforte lo 0,98. Anche Wall Street viaggia con il segno meno (Dow Jones -0,8%, Nasdaq e S&P -0,6%) in attesa della decisione e delle previsioni di politica monetaria della Federal reserve.

Mercati, misti gli energetici. Male cibi e bevande

Contrastati i petroliferi TotalEnergies (+1,84%), Bp (+1,27%), Shell (-0,05%) ed Eni (-1,07%). Sotto pressione il comparto dei cibi e delle bevande con Nestlé (-4,08%), Danone (-3,31%), Heineken (-3,18%), Carlsberg (-2,33%) Magnum (-1,7%) e Campari (-1,55%), frenato da "una generazione di cassa prevista in declino nel 2026 già prima degli effetti della guerra sull'inflazione", secondo gli analisti di Bloomberg.

Borsa, Milano rimane debole: -0,35%

Si mantengono deboli le principali borse europee sula scia dell'avvio in calo dei listini Usa. L'attacco agli impianti iraniani di South Pars per il Gas e Asaluyeh per il petrolio. La peggiore è Londra (-0,85%), preceduta da Francoforte (-0,6%), Milano (-0,35%), Parigi (-0,08%) e Madrid, che è invariata.

Sale ancora il petrolio: Brent 109 dollari, Wti supera i 98

Continua a crescere il prezzo del petrolio a barile, dopo l’escalation delle ultime ore tra attacchi ai siti iraniani e minacce di ritorsione. Il Brent ha superato i 109,1 dollari al barile (+5,57%), il Wti a 98,8 (+2,69%).

Teheran: danneggiati impianti South Pars

I raid israeliani, approvati da Washington, sul sito di South Pars nella provincia di Bushehr hanno danneggiato gli impianti del più grande giacimento di gas al mondo. Lo rendono note le autorità iraniane. Sul posto sono in corso le operazioni per spegnere gli incendi.

Iran, i pasdaran ai Paesi del Golfo: “Evacuate gli impianti”

Dopo l’attacco al sito iraniano di South Pars, Teheran minaccia ritorsioni contro gli impianti energetici dei vicini Paesi del Golfo. I pasdran hanno avvisato di evacuare le raffinerie in Arabia Saudita, Emirati e Qatar perché saranno obiettivo di attacchi militari.

Oro sui minimi dell’ultimo mese

L'oro è sceso verso i 4.850 dollari l'oncia, sui minimi da un mese, poichè i prezzi alla produzione Usa sopra le stime hanno rafforzato le aspettative di un mantenimento della politica monetaria restrittiva da parte della Fed. L'aumento dello 0,7% dei prezzi all'industria a febbraio ha spinto i rendimenti dei titoli del Tesoro al 4,2% e ha sostenuto l'indice del dollaro verso quota 99,9 in vista della decisione odierna sui tassi di interesse. Nonostante il calo del 3% di questa settimana, l'oro mantiene un guadagno da inizio anno di circa il 16%, mentre i mercati cercano di superare le conseguenze dell'interruzione delle spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz.

In rialzo il gas ad Amsterdam: +6,5%

Il prezzo del gas è in rialzo del 6,5% al Ttf dopo che le raffinerie statali di Asaluyeh, nella provincia meridionale iraniana di Bushehr, sono state attaccate. Al momento i contratti vengono scambiati a 54,9 euro al megawattora.

Wall Street apre in calo

Wall Street apre negativa influenzata dall'assenza di chiari segnali di de-escalation del conflitto con l'Iran e del nuovo rialzo del prezzo del petrolio. Gli investitori attendono la riunione odierna della Fed per capire come i banchieri americani bilanceranno i rischi di crescita e di inflazione. Il Dow Jones arretra dello 0,28%, il Nasdaq dello 0,10% e lo S&P 500 dello 0,17%.

Petrolio torna a salire: Brent +5%

Il petrolio sale dopo che l'Iran ha promesso di rispondere agli attacchi alle sue infrastrutture energetiche. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile. Il Wti a New York sale del 2,33% a 98,45 dollari la barile.

Attacco a South Pars, Qatar: “Atto irresponsabile”

Il Qatar ha duramente condannato l'attacco israeliano su South Pars. "Il fatto che Israele prenda di mira infrastrutture collegate al giacimento iraniano di South Pars, un'estensione del giacimento di North Field in Qatar, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione", ha dichiarato Majed Al Ansari, portavoce del ministero degli Esteri.
"Prendere di mira le infrastrutture energetiche costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale, nonchè alle popolazioni della regione e al suo ambiente", ha insistito.

Idrocarburi, Teheran minaccia contrattacco ai siti dei Paesi del Golfo

Le autorità della Repubblica islamica hanno diramato un comunicato in cui minacciano un attacco alle infrastrutture di petrolio e gas dei Paesi del Golfo, dal Qatara, all’Arabia Saudia agli Emirati Arabi. L’avviso arriva dopo che è stato colpito l’impianto iraniano di South Pars. Gli attacchi hanno avuto come obiettivo il mega-giacimento di South Pars/North Dome, la più grande riserva di gas conosciuta al mondo, che fornisce circa il 70% del gas naturale consumato in Iran.

Borse europee: perdono slancio a metà seduta

Le Borse europee perdono slancio a metà seduta e viaggiano contrastate. Prevale la cautela tra gli operatori dopo che l'ottimismo sull'intelligenza artificiale e il calo dei prezzi del petrolio hanno sostenuto il sentiment nel corso della mattinata. L'attenzione è rivolta alle decisioni delle principali banche centrali, in particolare al verdetto della Federal Reserve atteso stasera. Parigi avanza dello 0,27%, Francoforte segna un -0,05% e Londra cede lo 0,23%. Madrid guadagna lo 0,49% e Milano sale dello 0,17%.

Usa: prezzi alla produzione +0,7% a febbraio, +3,4% annuale, sopra stime

Usa: prezzi alla produzione +0,7% a febbraio, +3,4% annuale, sopra stime

Borsa Milano: rallenta a metà seduta (+0,38%) con energetici

Piazza Affari frena al parziale di metà seduta con l'indice Ftse mib che sale dello 0,38% a quota 45,056, appesantita dagli energetici. In giornata è attesa la decisione di politica monetaria della Federal Reserve, con il mercato orientato verso una conferma dei tassi ma con un'impostazione ancora restrittiva. Sul listino in luce il lusso con Moncler +2,93%, Brunello Cucinelli +3,68%, e il comparto del credito con Banco Bpm +2,36%, Mediobanca +1,88%, Mps +1,08%, Unicredit +0,58%, Intesa +0,94%. Tra gli energetici giù Eni -1%,Enel -1,98%, Hera -1,72%, Italgas -1,53%. Vendite su Stellantis -1,41%.

Prezzo del petrolio torna a salire su notizia attacco impianto Iran

Torna a salire il prezzo del petrolio dopo la notizia, diffusa dai media ufficiali iraniani, di un attacco all'impianto petrolifero del Paese a Asaluyeh. Il greggio Wti che in mattinata perdeva terreno con un ribasso di oltre il 3%, ha cambiato subito andamento e ora è risalito a 95,5 dollari al barile con un calo dello 0,7%.

Brembo: utile 2025 a 209,3 mln (-20,3%), proposta cedola di 0,30 euro

Brembo chiude il 2025 Con un utile netto di 209,3 milioni, in calo del 20,3% rispetto ai 262,6 milioni del 2024. I ricavi, spiega una nota, sono di 3.702,7 Milioni (-3,6%), l'ebitda è di 612,1 milioni (-7,4%) e l'ebit di 336,5 milioni (-14,5%).

Von der Leyen: “Con Eu Inc. un'impresa in 48 ore in tutta l'Ue”

"Eu Inc. crea un quadro unico europeo per le imprese. Si tratta di un insieme semplice di regole che si applica all'intero mercato unico di 450 milioni di consumatori, rendendo drasticamente più facile avviare e far crescere un'impresa in Europa. Qualsiasi imprenditore potrà creare un'azienda entro 48 ore da qualsiasi luogo dell'Unione Europea, completamente digitalizzata, per meno di 100 euro e senza capitale sociale minimo". Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen presentando uno dei pilastri del cosiddetto 28esimo regime.

Europa accelera, Milano tocca +1% con sprint banche e lusso

Le Borse europee, che già dalle prime battute si sono portate saldamente in territorio positivo, accelerano mentre ci si avvia verso la metà seduta, spinte in particolar modo dai titoli bancari (+2,17% l'Euro Stoxx 600 di settore), del lusso (+1%) e industriali (+1,8%). A Milano, infatti, tra le migliori ci sono Cucinelli (+4,26%) e Moncler (+3,27%), ma anche la Popolare di Sondrio (+3,36%), Bper (+3,27%) e Banco Bpm (+3,1%). A passo rapido anche Buzzi (+3,2%). Così Milano è arrivata fino a +1,05%, salvo poi ritracciare leggermente, Parigi sale dello 0,98%, Francoforte dello 0,72%, Madrid dell'1,32%, Londra e Amsterdam dello 0,2%.

Eni accelera su hub di gas in Indonesia

Eni accelera sugli hub di gas in acque profonde in Indonesia con due decisioni finali di investimento. Come sottolinea una nota con l'approvazione dei giacimenti di Gendalo, Gandang, Geng North e Gehem, il gruppo "è pronto a fornire fino a 56.5 milioni di metri cubi giorno di gas e 90.000 barili al giorno di condensati a plateau. I progetti faranno leva sulle infrastrutture esistenti per accelerare il time-to-market e rafforzare sia l'approvvigionamento interno che le esportazioni di Gnl", "contribuendo alla sicurezza energetica domestica e globale a lungo termine".

Commerz strappa a +6% in Borsa con possibilità Unicredit riveda Ops

Commerzbank sugli scudi in Borsa con la possibilità che Unicredit riveda l'offerta se il confronto con la banca tedesca dovesse essere positivo. Il titolo dell'istituto di Francoforte sale del 6,3% a 34,4 euro, molto al di sopra dei 30,7 euro indicati nell'Ops. Anche il gruppo di Piazza Gae Aulenti corre a Piazza Affari e guadagna il 2,35% a 65,6 euro.

Le Borse proseguono in rialzo

Le Borse europee proseguono in rialzo beneficiando del momentaneo calo dei prezzi del petrolio e in attesa dell'esito delle riunioni di politica monetaria della Fed e della Bce. Parigi guadagna l'1,03%, Francoforte lo 0,91% e Londra lo 0,28%. Bene anche Milano con +1%.

Scatta il primo divieto Ue ai contratti di fornitura di gas russo

Scatta oggi il primo divieto dell'Ue ai nuovi contratti, sia a breve che a lungo termine, di importazione del gas russo. La tabella di marcia prevista dal regolamento RepowerEU, entrato in vigore a febbraio, inizia ad applicarsi per tappe, con l'obiettivo di eliminare completamente le importazioni di gas russo entro l'autunno del 2027.
Il primo stop riguarda i nuovi contratti a breve e lungo termine che non potranno essere più stipulati. Dal 25 aprile scatterà poi il divieto per i contratti a breve termine già in essere di gnl, mentre dal 17 giugno saranno banditi quelli relativi al gas trasportato via gasdotto. Dal 30 settembre 2027, il divieto si applicherà ai contratti di fornitura a lungo termine di gas da gasdotto, mentre dal primo gennaio 2027 lo stop interesserà anche i contratti a lungo termine per le importazioni di gnl.
Il regolamento concede ulteriore tempo di transizione, fino al primo novembre 2027, per i contratti di consegna verso Paesi senza sbocco sul mare, come Ungheria e Slovacchia.

L’Europa sale in attesa della Fed

Mercati azionari in rialzo in Europa a metà mattinata dopo la chiusura brillante delle Borse asiatiche e l'attesa, riflessa dai future americani, di un avvio positivo anche a Wall Street.
Gli investitori attendono le indicazioni sui tassi della Fed, che stasera dovrebbe mantenere invariato il costo del denaro ma anche spiegare come intende muoversi nell'attuale contesto geopolitico. Domani lo stesso compito toccherà alla Bce. Nel frattempo resta alta l'attenzione del mercato sulle evoluzioni della situazione in Medio Oriente. Il calo del prezzo del petrolio, complice l'accordo tra Iraq e Turchia sull'export di greggio iracheno, lascia respirare gli investitori. Parigi e Milano avanzano dello 0,8%, Francoforte dello 0,6% e Londra dello 0,2% mentre a New York i future sul Nasdaq salgono dello 0,5% e quelli sull'S&P 500 dello 0,2%.
In rialzo anche i titoli di Stato, con i rendimenti dei Btp che flettono di oltre tre punti base, al 3,61%, mentre lo spread con il Bund si restringe. Sul fronte energetico il Wti cede l'1,7% a 94,56 dollari al barile mentre si sono quasi azzerati i cali del Brent (-0,2% a 103,2 dollari). In Europa il gas cede l'1,6% a 50,72 euro al megawattora mentre l'oro, in flessione dello 0,1%, scivola sotto quota 5.000 dollari, a 4.994 dollari l'oncia.
A Piazza Affari brillano la moda e le banche con in testa Cucinelli (+4,1%), Banco Bpm (+3,3%), Moncler (+3,2%), Popolare di Sondrio (+3,2%) e Bper (+3,1%) mentre scivolano le utilities e i petroliferi con Hera (-1,8%), Eni (-1,3%) e Snam (-1,3%).
(ANSA).

Il gas apre in calo sul mercato di Amsterdam (-1,4%)

Avvio in calo per il prezzo del gas sul mercato di Amsterdam. I future Ttf, punto di riferimento del costo del metano nel Vecchio Continente, scendono dell'1,4%, a 50,84 euro al megawattora.

Acea scivola in Borsa (-8%) con il collocamento di Suez

Acea pesante a Piazza Affari dopo che Suez ha annunciato il collocamento di una quota del 4% nella multiutility. Il titolo cede l'8% a 22,7 euro. Le azioni, secondo quanto riferisce Bloomberg, sono state offerte agli investitori al prezzo di 23 euro, con uno sconto del 7,26% rispetto alla chiusura di ieri del titolo.

Milano, apre in cauto rialzo, Ftse Mib +0,52%

Avvio in cauto rialzo per Piazza Affari, in linea con le altre Borse europee, nel giorno della riunione di politica monetaria della Fed e alla vigilia della decisione sui tassi della Bce. Nei primi scambi l'indice Ftse Mib sale dello 0,52% a 45.121,93 punti.

Il sentiment è sostenuto dal calo dei prezzi del petrolio dopo l'accordo raggiunto dall'Iraq per la ripresa delle esportazioni attraverso il porto turco di Ceyhan, attenuando le preoccupazioni relative alle interruzioni delle forniture legate alla guerra con l'Iran. Gli Stati Uniti hanno inoltre intensificato gli sforzi per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Prezzo petrolio in deciso calo dopo accordo Iraq-Kurdistan, -3,3%

Prezzo del petrolio in deciso calo sui mercati dopo l'accordo fra Iraq e la regione semi autonoma del Kurdistan per riattivare l'oleodotto che transita in Turchia evitando così il blocco di Hormuz. Il greggio Wti del Texas cede il 3,3% mentre il Brent arretra del 2% rivedendo la soglia dei 101 dollari al barile. L'Iraq, uno dei componenti dell'Opec, ha visto cadere la sua produzione dei greggio di un terzo a circa 1,4 milioni di barili al giorno. La riapertura dell'oleodotto, secondo le stime di Bloomberg, potrebbe comunque solo parzialmente riequilibrare i numeri pre-guerra.

I commenti dei lettori