ROMA – Dopo l’attacco di ieri nel sito dell’enorme giacimento di gas iraniano a South Pars, a cui è seguita la ritorsione di Teheran contro gli impianti dei vicini Paesi del Golfo, i prezzi dell’energia impennano. Già dai primi scambi, il gas ad Amsterdam balza del 25% e poi si attesta sui 61 euro Mwh, e anche il Brent e il Wti continuano a salire. Il contraccolpo si vede sui mercati, con le Borse asiatiche tutte in rosso e poi in scia l’Europa. La Bce ha deciso di rimanere invariati i tassi di interesse, come atteso e come già confermato dalla Federal Reserve e dalla Bank of England.
Borse europee giù, bruciati 420 miliardi
Chiusura pesante per le principali borse europee che nella seduta odierna hanno mandato in fumo oltre 420 miliardi di euro. Parigi ha ceduto il 2,03% a 7.807 punti, Londra il 2,35% a 10.063 punti, Francoforte il 2,82% a 22.839 punti e Madrid il 2,35% a 16.892 punti.
Chiude in forte calo Milano, male l’Europa
Piazza Affari chiude in netto calo a causa dell'escalation del conflitto in Medio Oriente e degli attacchi agli impianti energetici nell'area. L'indice Ftse Mib, nel giorno in cui la Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse, perde il 2,32% e scene sotto i 44 mila punti (43.701). Sul listino raffica di segni meno, con la vistosa eccezione di Eni che sale del 3,79% nel giorno del Capital Market. Crolla Inwit -15,23% dopo l'accordo tra Fastweb, Vodafone e Tim (-5,57%) per le nuove torri. Male anche Stm (-4,52%) e Prysmian (-5,35%). Vendite sui bancari: Intesa (-2,61%), Unicredit (-2,94%), Mps (-3,65%), Mediobanca (-4,28%).
Anche Wall Street procede in calo
Prosegue in calo la seduta a Wall Street, dopo che ieri il Dow Jones industrial average ha toccato un nuovo minimo del 2026 a causa dei timori sull'inflazione, rafforzati dagli ultimi dati economici e dall'impennata dei prezzi del petrolio causata dal conflitto che coinvolge il golfo persico. In questo momento, il dow jones cede 410,17 punti (-0,89%), lo s&p 500 perde 48,74 punti (-0,74%), il nasdaq è in calo di 201,42 punti (-0,91%). Il petrolio wti al nymex guadagna lo 0,90% a 97,19 dollari al barile.
Borse, l’Europa riduce calo ma rimane pesante
Riducono il calo le principali borse europee dopo che il sottosegretario al tesoro Usa Scott Bessent ha annunciato il possibile ritiro delle sanzioni sul greggio iraniano. Un'ipotesi che ha riallineato il prezzo del Brent del Mare del Nord al Wti texano, scesi entrambi sotto quota 98 dollari al barile, è allenta la stretta sulle borse. Così Francoforte cede il 2,35%, Londra il 2,25%, Milano il 2,1%, Madrid il 2% e Parigi l'1,6%.
Giorgetti: “Guerra è stress test impegnativo per conti pubblici”
"Le guerre generano sfiducia, paura, chiusura e le conseguenze sono immediate: impennate dei prezzi energetici e con un rischio inflazionistico sulle famiglie, mentre il famigerato spread ha rialzato la testa. E quindi è uno stress test impegnativo anche per i conti pubblici". Lo ha detto Giancarlo Giorgetti, ministro dell'Economia e delle Finanze, in un videomessaggio diffuso durante la tappa milanese di Motore Italia, il roadshow crossmediale di Milano Finanza.
QatarEnergy, “forza maggiore” per risoluzione contratti gnl anche per Italia
QatarEnergy potrebbe dover dichiarare la forza maggiore sui contratti a lungo termine, della durata massima di cinque anni, per le forniture di gas naturale liquefatto destinate a Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. Lo ha annunciato il ceo della società Saad al-Kaabi in un'intervista esclusiva a Reuters, pubblicata anche sul sito dell'agenzia. Gli attacchi iraniani hanno messo fuori uso il 17% della capacità di esportazione di gnl del Qatar, causando una perdita di entrate annuali stimata in 20 miliardi di dollari e minacciando le forniture a Europa e Asia, ha detto Kaabi.
Wall Street apre in calo
Wall Street apre negativa. Il Dow Jones perde lo 0,87% a 45.814,37 punti, il Nasdaq cede l'1,23% a 21.882,39 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno lo 0,90% a 6.564,76 punti.
Bce, i mercati danno al 75% le possibilità di tre rialzi dei tassi nel 2026
Le previsioni dei trader sui tassi della Bce puntano su un'accelerazione della stretta monetaria - danno ora al 75% tre rialzi dei tassi nel 2026 - dopo l'escalation nella guerra contro l'Iran, fra ipotesi di dispiegamento di truppe Usa e bombardamenti alle infrastrutture energetiche.
E' quanto segnalano gli swap overnight: i tassi Ois sui terminali Bloomberg segnalano entro dicembre tassi in rialzo di 66 punti base rispetto all'attuale 2%.
Milano in netto rosso (-2,36%) a metà seduta
Piazza Affari in rosso amplia le perdite a metà seduta con l'escalation del conflitto in Medio Oriente e gli attacchi agli impianti energetici nell'area. L'indice Ftse Mib perde il 2,36% e scene sotto i 44 mila punti (è a quota 43.638). In un listino tutto in perdita, sono in controtendenza Eni che sale dell'1,08% con l'aumento dei prezzi del petrolio e Iveco sopra la parità. Maglia nera per Inwit -1,66% dopo l'accordo tra Fastweb, Vodafone e Tim (-3,46%) per le nuove torri. Pesa St -5%. Male Prysmian (-4,81%). Vendite sui bancari con Intesa (-3,4%), Unicredit (-3,63%), Banca Mps (-3,33%) e Mediobanca (-3,57%).
L'Ue stanzierà 330 milioni per accelerare su fusione e mini reattori nucleari
Tra il 2026 e il 2027 la Commissione europea stanzierà 330 milioni di euro per il programma Euratom di ricerca e formazione per il settore nucleare, che contribuirà alla futura strategia sulla fusione e allo sviluppo dei piccoli reattori modulari. Lo ha annunciato l'esecutivo europeo, spiegando che circa 222 milioni di euro saranno dedicati a portare le tecnologie di fusione dai laboratori alla rete elettrica. Bruxelles punta a includere la creazione di un nuovo partenariato pubblico-privato europeo per la fusione, il sostegno alle start-up emergenti nel settore della fusione attraverso gli strumenti del Consiglio europeo per l'innovazione e gli investimenti nella ricerca fondamentale e nei talenti specializzati.
I restanti 108 milioni di euro sosterranno l'innovazione e la sicurezza nella fissione nucleare, compresa la ricerca sul funzionamento a lungo termine delle attuali centrali nucleari, sui reattori avanzati, sui combustibili nucleari, sulla radioprotezione e sulla gestione sicura dei rifiuti radioattivi.
Banca d'Inghilterra lascia tassi invariati al 3,75%, pesa la guerra
Tassi d'interesse invariati al 3,75% nel Regno Unito, secondo le attese. Lo ha deciso oggi la Bank of England (BoE) sullo sfondo di un calo ancora insufficiente dell'inflazione e soprattutto degli allarmi per l'impatto della guerra in Medio Oriente, innescata dagli attacchi di Usa e Israele all'Iran, sull'economia britannica e globale: a partire dall'impennata dei prezzi dell'energia. Effetti che hanno già provocato, anche a tassi stabili, un aumento medio dei costi dei mutui sull'isola per iniziativa degli istituti bancari privati.
Calo Europa si estende, Francoforte in ribasso del 2,47%
Le Borse europee estendono il calo, in scia alle tensioni geopolitiche con il conflitto in Iran e agli impatti sulla regione mediorientale e con il prezzo del gas e del petrolio che corre. Francoforte cede il 2,47% a 22.922 punti. Parigi cede l'1,82%, a 7.824 punti. Londra cede il 2,10% a 10.088 punti.
Borsa Parigi: -9% Accor, short selling del fondo speculativo Grizzly Research
Accor crolla alla borsa di Parigi dopo che il fondo speculativo statunitense Grizzly Research ha annunciato di avere adottato una posizione di short selling in seguito a un'inchiesta che ha fatto emergere gravi lacune in diversi hotel della catena, pronti ad accettare prenotazioni "altamente problematiche". Il titolo del gruppo alberghiero francese attorno alle 12,15 accusa una flessione del 9,4% a 38,06 euro, la peggiore dell'indice cac 40 (-1,8%) e tra le più ampie anche dello stoxx europe 600.
Inwit in Borsa -21%, pesa accordo Tim e Fastweb+Vodafone
Seduta da dimenticare per Inwit a Piazza Affari che lascia sul terreno il 21% a 6,42 euro dopo essere crollata fino al 26%, raggiungendo il minimi dal 2019. A Madrid soffre Cellnex (-6,6%). A pesare è l'accordo di Tim e Fastweb+Vodafone (Swissicom), entrambe clienti di Inwit, per sviluppare una propria infrastruttura.
Volano Brent e gas dopo attacchi a siti energetici
Schizzano i prezzi del Brent e del gas dopo i nuovi attacchi alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente, che hanno acuito le preoccupazioni del mercato sulle forniture globali. Il prezzo del Brent, con consegna a maggio, è schizzato del 10% a 118 dollari al barile per poi ripiegare a 114,5 dollari (+6,75%). Il suo equivalente statunitense Wti, con consegna ad aprile, ha invece mostrato maggiore cautela salendo dello 0,88% a 97 dollari al barile. Il contratto future olandese Ttf, considerato il benchmark europeo per il gas naturale, è balzato del 21,18% a 66,24 euro per megawattora, dopo aver toccato un massimo del 35%.
La banca centrale svizzera lascia i tassi invariati allo 0%
La Banca nazionale svizzera ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0%, come da attese degli analisti, rimanendo così al livello più basso tra le principali banche centrali. La banca svizzera ha affermato che "dato il conflitto in Medio Oriente, la disponibilità ad intervenire sul mercato dei cambi è aumentata. La Bns contrasta così un rapido ed eccessivo apprezzamento del franco svizzero, che metterebbe a repentaglio la stabilità dei prezzi nel Paese".
Il presidente Martin Schlegel ha quindi aggiunto che, alla luce dei risvolti della guerra contro l'Iran, "sta aumentando la possibilità di tassi negativi". Una dichiarazione che ha pesato sul franco, arretrato dello 0,2% sull'euro.
Quella della Bns è la prima delle importanti decisioni di politica monetaria attese in giornata: dopo la Federal Reserve, che ieri sera ha mantenuto i tassi fermi, oggi tocca a Bank of England e Bce.
Incontro Meloni-Merz- de Wever a Palazzo Chigi
Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, il Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, e il Primo Ministro belga Bart de Wever si sono incontrati a margine del Consiglio Europeo per uno scambio di vedute in vista della discussione sulla competitività europea. E' quanto rende noto Palazzo Chigi.
La riunione ha consentito di fare il punto sugli esiti della videoconferenza dei Leader del gruppo di lavoro informale sulla competitività europea ospitata congiuntamente lo scorso 10 marzo, concentrandosi in particolare sulle conseguenze del conflitto in Medio Oriente sul mercato globale delle fonti energetiche e sulle possibili iniziative da adottare rapidamente per contenere la spinta dei prezzi dell'energia. Sono state allo stesso tempo discusse le priorità da promuovere congiuntamente in tema di semplificazione, mercato unico e investimenti.
Il rublo si svaluta nonostante l’aumento del prezzo del petrolio
All'apertura delle contrattazioni alla Borsa di Mosca, il rublo si è indebolito nonostante l'aumento dei prezzi del petrolio. Alle 11:04 ora di Mosca, secondo quanto riportato dall'agenzia Tass, il dollaro si è attestato a 87,44 rubli, in rialzo del 4,25% rispetto al giorno precedente. Il tasso è poi leggermente diminuito. Il tasso di cambio dell'euro sul mercato interbancario russo alle 11:14 ora di Mosca è salito dell'1,31% a 97,29 rubli. È la prima volta che l'euro supera quota 97 rubli dal 7 ottobre 2025. Ieri, il tasso di cambio del dollaro sul mercato interbancario russo ha superato gli 84 rubli per la prima volta dal 26 settembre 2025. Il tasso di cambio ufficiale del dollaro fissato dalla Banca Centrale per oggi, 19 marzo, è di 83,1259 rubli (in rialzo rispetto valore precedente di 81,9103 rubli); il tasso ufficiale dell'euro è 94,6663 rubli (valore precedente 93,1557 rubli), quello dello yuan 12,1155 rubli (valore precedente 11,8865 rubli).
Il mercato valutario - osserva l'agenzia di stampa Interfax - è in attesa della decisione della Banca Centrale russa sul tasso di riferimento e di un inasprimento delle regole fiscali, annunciato in precedenza dal ministro delle Finanze, Anton Siluanov. Secondo l'agenzia russa, il rublo avrebbe risentito anche della carenza di liquidità in valuta estera, causata dalla decisione del ministero delle Finanze di non effettuare vendite di valuta estera sul mercato interno nel mese corrente.
Gas e petrolio, salgono i prezzi dell’energia
Il prezzo del gas è schizzato in avvio fino a 74 euro, poi ha ripiegato e viaggia a 68 euro al megawattora con un rialzo del 24%. Sale anche il petrolio con il brent che supera i 116 dollari (+8,19%). Più contenuto il wti (+0,9%) a 97 dollari al barile. L'oro scende del 5% a 4.700 dollari mentre l'argento cede oltre il 10% poco sopra i 70 dollari l'oncia.
Borse, Milano peggiora: -2%
Approfondisce le perdite di giornata, cedendo attualmente il 2% a 43.846,97 punti, l'indice Ftse Mib alla Borsa di Milano. Sul listino incide la tensione in Medio Oriente, con gli attacchi a importanti infrastrutture energetiche nel Golfo, e il conseguente boom dei prezzi di petrolio e gas. Crolla Inwit, che cede il 17,19%, in scia all'accordo annunciato oggi da Vodafone+Fastweb e Tim sulla costruzione di nuovi torri e per lo sviluppo del 5G in Italia. Negative anche Prysmian (-3,93%), la stessa Tim (-3,11%) e Mediobanca (-3,1%). In rialzo invece Eni (+0,69%).
Spread Btp Bund in rialzo
Lo spread tra Btp italiani e omologhi Bund tedeschi apre in deciso rialzo a 83 punti contro i 79 punti della chiusura di ieri, sulla scia delle fibrillazioni dei mercati per il protrarsi del conflitto in Medio Oriente. Il rendimento dei titoli di Stato decennali è salito al 3,82%, il livello più alto dall'aprile 2025 per po attestarsi al 3,81%.
Milano parte male insieme alle altre piazze europee
Apertura in deciso calo per la Borsa di Milano: l'indice Ftse Mib avvia gli scambi con un ribasso dell'1,51% e scivola a 44.066 punti. Avvio negativo anche per le altre borse europee: nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 cede l'1,35% a 10.166,20 punti, a Francoforte il Dax l'1,60% a 23.141 punti e a Parigi il Cac40 perde l'1,33% a 7.863,96 punti.
A Milano la tower company italiana Inwit non riesce a fare prezzo in avvio e perde un teorico 6,91%. Male anche Tim (-2,3%) dopo l’accordo con Fastweb+Vodafon per 6.000 nuove torri per la rete mobile, Prysmian (-3,3%) e Cucinelli (-2,4%). In controtendenza Eni +0,46% e Leonardo +0,52%.
Borse asiatiche in rosso
Borse di Asia e Pacifico in caduta con Tokyo in testa dopo che la BoJ, la banca centrale giapponese, ha lasciato i tassi di interesse invariati segnalando la crescente incertezza sull'inflazione. Tokyo in chiusura lascia sul terreno il 3,38%. Hong Kong perde oltre il 2%, Shenzen il 2,27%, Shanghai l'1,39%, Seul il il 2,7%.
Iran, colpita in Kuwait raffineria di Mina Al-Ahmadi
Una delle più grandi raffinerie del Kuwait è stata colpita da un attacco di droni che ha provocato un incendio in una delle sue unità. Lo riportano i media statali. "La Kuwait Petroleum Corporation ha annunciato che una delle unità operative della raffineria di Mina Al-Ahmadi è stata presa di mira da un attacco di droni, causando un incendio localizzato", ha riferito l'agenzia di stampa kuwaitiana, aggiungendo che non ci sono state vittime.
Iran, il gas scatta in avvio del 25%
Il prezzo del gas schizza in avvio a 74 euro al megawattora, poi ripiega su quota 70 euro. A spingere le quotazioni l'inasprimento delle tensioni in Medio Oriente.
Ad Amsterdam, mercato di riferimento, i contratti Ttf scambiano a +26,6%