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Le Borse di oggi, 9 aprile. Sfuma l’euforia, mercati deboli. E il petrolio torna sopra i 100 dollari

Le Borse di oggi, 9 aprile. Sfuma l’euforia, mercati deboli. E il petrolio torna sopra i 100 dollari
Il greggio rimbalza, pesano i timori per la durata della tregua e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz
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L’euforia lascia lo spazio ai timori e i listini si tingono di rosso. Ieri Milano aveva recuperato oltre 28 miliardi di capitalizzazione riavvicinandosi ai valori pre-guerra, ma oggi sulle Borse del Vecchio continente torna l'apprensione. Pesa il traballante cessate il fuoco, dopo gli attacchi israeliani in Libano e la risposta iraniana, e il nodo intorno allo Stretto di Hormuz. Debole anche Wall Street, sotto la parità.

Wall Street chiude in rialzo con colloqui di pace per il Medio Oriente

Chiusura in rialzo per Wall Street grazie allo spiraglio aperto dai negoziati che si terranno la prossima settimana a Washington tra Israele e Libano. Il Dow Jones ha guadagnato lo 0,58% a 48.185 punti, il Nasdaq lo 0,83% a 22.822 punti, lo S&P 500 lo 0,62% a 6.823 punti.

Le Borse europee chiudono in calo, tranne Milano

Le Borse europee chiudono in rosso mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran traballa dopo gli attacchi israeliani in Libano. Secondo la Nbc, il presidente americano Donald Trump ha chiesto ieri al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di ridurre gli attacchi israeliani sul paese dei cedri per contribuire al successo dei negoziati. Francoforte ha perso l'1,14% a 23.806,99 punti, Parigi lo 0,22% a 8.245,80 punti, Londra lo 0,05% a 10.603,48 punti. In positivo Milano che guadagna lo 0,50%.

Milano chiude in rialzo dello 0,50%

La Borsa di Milano chiude in rialzo. L'ultimo indice Ftse Mib guadagna lo 0,50% a 47.327 punti.


Corre il prezzo del petrolio, Wti di nuovo sopra 100 dollari

Il prezzo del petrolio accelera la sua corsa di fronte alla fragile tregua tra Iran e Usa. Il Wti americano guadagna il 7,4% portandosi a 101,4 dollari al barile. Vicino a quota 100 anche il Brent che sale del 4,3% a 98,9 dollari.

Scannapieco, su nomina ad prerogative Cdp devono essere rispettate

"Gli accordi prevedono delle prerogative per Cdp e riteniamo che debbano essere rispettate. A volte non è questione di persone ma di quello che è previsto nei patti". Lo ha detto l'ad di Cdp Dario Scannapieco sui contrasti con Euronext sulla governance di Borsa Italiana. L'attuale amministratore delegato Fabrizio Testa è in scadenza di mandato mentre Euronext è intenzionata a rinnovare l'incarico, Cdp (che è azionista di Euronext) si è rivolta al tribunale di Amsterdam per far valere il proprio potere di scelta sulla base dei patti parasociali.

Leonardo allunga (+2,3%) con voci su scelta Mariani come nuovo ad

Allunga in Borsa il titolo Leonardo sulle indiscrezioni che danno in dirittura d'arrivo la scelta del nuovo amministratore delegato in sostituzione di Roberto Cingolani. Le quotazioni salgono del 2,3%. Secondo i rumors riportati da Reuters, il governo è orientato a indicare Lorenzo Mariani, ceo di Mbda italia ed ex condirettore generale di Leonardo fino al 2025, come candidato alla carica di amministratore delegato. Le voci trovano conferma da altre fonti: è possibile, si aggiunge, che la nuova governance di Leonardo, con Mariani alla guida, sia completata da un direttore generale o dall'attribuzione di deleghe all'interno del consiglio. Il ministro della difesa Guido Crosetto, intercettato al Senato, non ha voluto commentare l'indiscrezione. È possibile, secondo le voci, che la lista per il rinnovo del board nell'assemblea del 7 maggio prossimo sia già ufficializzata in serata dopo un vertice per trovare l'intesa anche sulle altre partecipate. Il termine per presentare le liste è il 13 aprile.

Europa fiacca dopo Wall Street, Milano -0,1%

Le Borse europee proseguono fiacche dopo l'avvio negativo di Wall Street e dopo una serie di dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. I mercati si mostrano incerti sulla tenuta della tregua tra Usa e Iran, mentre riprendono a correre petrolio e gas. In tensione i titoli di Stato con i timori di un aumento dell'inflazione e la possibilità di un intervento delle banche centrali sui tassi d'interesse. Ancora debole il dollaro, con l'euro che sale a 1,1690 sul biglietto verde. L'indice Stoxx 600 scende dello 0,6%. In flessione Francoforte (-1,3%), Parigi (-0,6%), Madrid (-0,8%), Londra (-0,4%) e poco mossa Milano (-0,1%). I listini sono appesantiti dal dalle auto (-1,9%) e dal lusso (-1,7%). Male anche l'informatica (-0,7%) e le banche (-1,1%). Seduta in rialzo per l'energia (+2%), con il prezzo del petrolio in aumento. Il Wti guadagna il 5,4% a 99,55 dollari al barile. Il Brent sale del 3,5% a 98,11 dollari. Bene anche le utility (+0,5%), in linea con l'aumento del prezzo del gas. Ad Amsterdam le quotazioni guadagnano l'1,2% a 45,88 euro al megawattora. Sul fronte dei titoli di Stato lo spread tra Btp e Bund si attesta a 78 punti, con il rendimento del decennale italiano che sale di nove punti base al 3,79% e quello tedesco al 3% (+6 punti). In moderato rialzo l'oro che guadagna lo 0,5% a 4.765 dollari l'oncia. A Piazza Affari scivolano Stellantis (-2,5%) e Campari (-2%).
Male anche Cucinelli (-1,7%), in attesa dei risultati, e Moncler (-1,6%). Corrono Eni (+2,8%), Italgas (+2,2%) e Tenaris (+2%). In luce Leonardo (+1,9%) e Stm (+1,7%). Male Banca Generali (-1,8%), nel giorno in cui ha reso noto i dati sulla raccolta a marzo.

Wall Street apre in calo

Apertura in lieve calo a Wall Street, dopo i forti rialzi di ieri. Gli operatori continuano a monitorare la situazione in Medio Oriente, dopo l'accordo di cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, che appare quanto mai fragile. Lo stretto di Hormuz, poi, resta di fatto chiuso, mandando il prezzo del petrolio Wti di nuovo sopra i 100 dollari al barile. In avvio, il Dow jJones cede 195,99 punti (-0,41%), lo S&p 500 perde 8,76 punti (-0,13%), il Nasdaq è in calo di 17,52 punti (-0,08%). Il petrolio Wti al Nymex, in questo momento, guadagna il 5,52% a 99,62 dollari al barile.

L'inflazione Usa sale a febbraio, in linea con le attese

L'inflazione americana misurata dall'indice Pce, il personal consumption expenditure che la Fed Usa come uno dei principali indicatori delle pressioni sui prezzi, è salita in febbraio al 2,8%, in linea con le attese degli analisti. Su base mensile, l'aumento è stato dello 0,2%. L'indice core, al netto di energia e alimentari, è salito al 3% su base annua e del 0,4% su base mensile.

Banca Sistema, Consob sospende termini approvazione Opas di Cf+

Consob ha comunicato la sospensione dei termini istruttori dell'Opas di Banca Cf+ su Banca Sistema per un periodo non superiore a 15 giorni di calendario "dalla medesima data di comunicazione" per acquisire "talune informazioni supplementari". Lo rende noto Banca Cf+.

Ue, no rischi immediati su forniture gas

L'Unione europea non registra "rischi immediati di sicurezza dell'approvvigionamento" di gas ma sono prevedibili "conseguenze a lungo termine". È quanto emerso dalla riunione del gruppo di coordinamento sul gas che si è tenuta a Bruxelles questa mattina. All'incontro, a quanto si apprende, è stata ribadita la necessità di iniziare a preparare le scorte per l'inverno. Le infrastrutture dell'Ue sono pronte a riempire le riserve almeno all'80% entro il primo novembre. Ai governi è stato ribadito l'invito a evitare "la corsa di fine estate" e avviare invece i lavori per l'immissione anticipata di gas nelle riserve.

Petrolio, Brent e Wti salgono. Metalli in calo

Con lo stretto di Hormuz ancora chiuso rimbalza poi il petrolio. Il wti allunga (+5%) e supera i 99 dollari , il brent viaggia su quota 98 dollari al barile (+3,7%). Il prezzo del gas si consolida sopra 46 euro (+2%) al megawattora. Sempre in calo, invece, i metalli preziosi. L'oro cede lo 0,8% a 4.745 dollari e l'argento il 3,4% a 74,1 dollari l'oncia. Lo spread tra Btp e Bund è più o meno sui livelli dell'avvio a 78,8 punti, così come i rendimenti dei titoli di Stato. Il decennale italiano sale di 7 punti base al 3,77%, il tedesco è al 2,98% (+4 punti base) e l'Oat francese è al 3,62% (+5 punti base).

Borse europee procedono in calo

Le Borse europee procedono in calo a metà seduta. L'ottimismo degli investitori sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran sta vacillando mentre riaffiorano le preoccupazioni sulla durata dell'accordo, dopo che Teheran ha avvertito che alcuni termini sono stati violati. Nel frattempo, gli attacchi israeliani in Libano sono proseguiti e lo Stretto di Hormuz è rimasto quasi chiuso, spingendo nuovamente verso l'alto i prezzi del petrolio. Tornano a salire i titoli del settore energetico, tra cui Shell (0,9%) e Bp (+2,5%). Parigi cede lo 0,92%, Francoforte arretra dello 0,90% e Londra perde lo 0,32%. Madrid segna una flessione dello 0,41% e Milano lascia sul terreno lo 0,33%.

Enea: +500 milioni di euro di spesa a marzo per gas e petrolio

"Solo per il mese di marzo si stima che il costo del gas importato possa superare ampiamente i 2 miliardi di euro, almeno mezzo miliardo in più del costo che si sarebbe registrato al prezzo medio dei precedenti dodici mesi. Anche nel caso del petrolio una stima conservativa porta a un extracosto delle importazioni di oltre mezzo miliardo di euro". Così Francesco Gracceva che cura l'Analisi Enea sul mercato energetico italiano, che ricorda come nello stretto di Hormuz, transiti oltre un quinto del petrolio mondiale e circa il 6% di greggio e il 9% di GNL diretto in Europa, con pesanti ricadute sui prezzi"

Ue, Dombrovskis: “Rischio stagflazione”

"L'economia europea pertanto rimane a rischio di uno shock stagflazionistico come abbiamo detto, quindi una situazione in cui una crescita lenta coincide con un'alta inflazione." Lo ha detto il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis in audizione al Parlamento europeo. "L'analisi della Commissione indica che la crescita europea quest'anno potrebbe essere intorno allo 0,2-0,4 punti percentuali più bassa rispetto a quello che era stato previsto ad autunno con uno scenario di disturbo per l'inflazione - ha spiegato - , in questo caso potrebbe essere fino a un punto percentuale più alto". ma, ha aggiunto, "se le interruzioni dell'offerta si rivelassero più consistenti e di maggiore durata, le conseguenze negative per la crescita sarebbero ancora più gravi, quindi la crescita potrebbe essere 0,4, 0,6 come punti percentuali più basse e l'inflazione fino a 1,1-1,5% più alta sia nel 2026 che nel 2027".

Borse asiatiche, chiusura in calo

Le Borse asiatiche chiudono in calo in un clima di crescenti dubbi sulla tenuta del cessate il fuoco nella guerra tra Usa-Israele e Iran, con il rimbalzo dei prezzi del petrolio che ha riacceso la tensione sui mercati dopo un importante rally nella sessione precedente. Il Kospi della Corea del Sud cede l'1,65% a causa di un'inversione dei titoli dei produttori di chip, mentre il Nikkei 225 e l'indice Topix del Giappone perdono, rispettivamente, lo 0,73% e lo 0,90%. Lo Shanghai Composite della Cina arretra dello 0,69% mentre l'Hang Seng di Hong Kong cala dello 0,54%.

Energia, Pichetto: “Non sono preoccupato su riserve gas e petrolio”

“Sulle riserve di gas non sono preoccupato nel modo più assoluto. Siamo sul 43% che è il livello più alto d'Europa, il doppio della Germania", mentre per quanto riguarda gli stoccaggi del prossimo inverno "sono tranquillo di superare l'80%" e potremmo arrivare "anche al 90%". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto nel suo intervento al convegno Energia per competere sull'efficienza energetica.

Per quanto riguarda il petrolio, Pichetto ha ricordato che il mese scorso sono state rilasciate riserve strategiche per "10 milioni di barili misti", che rappresenta "il 10-12% della media di stoccaggio che ha il sistema” italiano: "Il rischio complessivo non c'è - ha concluso - può esserci una situazione particolare, come abbiamo visto nel sistema di trasporto aereo, perchè quel tipo di raffinazione è fatta da impianti collocati nel golfo persico".

L'Europa è debole con i timori su tenuta della tregua Usa-Iran

Borse europee all'insegna della debolezza per i timori sulla tenuta della tregua tra Stati Uniti e Iran. Lo stretto di Hormuz ancora chiuso spinge le quotazioni delle materie prime ed in particolare del petrolio. Il Brent sale del 3% a 97,8 dollari ed è sugli stessi livelli il Wti che guadagna il 3,5%. Il prezzo del gas è stabile a 46 euro al megawattora con un rialzo dell'1,5%. In frenata i metalli preziosi con l'oro che cede l'1,3% a 4.719 dollari l'oncia. L'argento perde il 3,7% ed è a ridosso dei 74 dollari.

Milano cede lo 0,27% con il Ftse Mib che scende sotto i 47mila punti. A Piazza Affari si conferma il buon passo dei titoli legati all'energia con Italgas (+2,27%) e Tenaris (+2,25) in testa. Sul versante opposto la maglia nera è di Moncler (-2,69%), Leonardo (-2,33%) e Amplifon (-2,4%). Tra le altre Piazze, Francoforte cede lo 0,96, Parigi lo 0,51% e Londra lo 0,12%.

Ocse avverte, per Italia risanamento conti più difficile in futuro

"Nei prossimi anni, le tensioni sulle spese legate alla difesa, alle pensioni e al cambiamento climatico si accentueranno mentre i bisogni in investimento pubblico resteranno importanti, il che complicherà il risanamento" dei conti pubblici: è quanto si legge nella scheda dedicata all'Italia del primo rapporto Ocse sui Fondamenti della crescita e della competitività presentato oggi a Parigi.

Tre sono le raccomandazioni indicate: ridurre e utilizzare gli introiti eccezionali per ridurre il deficit, rafforzare ulteriormente il ruolo dell'esame di spesa, rendendo obiettivi di risparmio più ambiziosi e accrescere le entrate con la lotta all'evasione fiscale, riducendo le spese fiscali e migliorando l'efficacia dell'amministrazione fiscale, attraverso i pagamenti digitali l'attualizzazione dei calcoli relativi alla tassa sulla proprietà".

Avvio debole per l’Europa con timori per tenuta della tregua

Avvio debole e contrastato per i mercati mentre torna la cautela tra gli investitori sulla tenuta del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Ieri i listini avevano registrato un ampio rialzo per il sollievo dopo che l'accordo sul cessate il fuoco ha spinto al ribasso i prezzi del petrolio, alleviando le preoccupazioni sull'inflazione. L'indice Cac 40 di Parigi cede lo 0,15%, Francoforte perde lo 0,41% e Milano segna un +0,03%. Madrid avanza dello 0,21% e Londra sale dello 0,26%.

Il prezzo del gas è in rialzo a 46 euro con Hormuz chiuso

Il prezzo del gas in avvio è in rialzo mentre lo stretto di Hormuz è ancora chiuso e la tregua tra Usa e Iran vacilla con gli attacchi di Israele al Libano. I contratti Ttf ad Amsterdam segnano un rialzo dell'1,10% a 46 euro al megawattora.

Il petrolio torna a salire, Brent guadagna il 2,4% a 97 dollari

I prezzi del petrolio sono balzati di oltre il 2% intorno ai 97 dollari al barile, recuperando parte delle perdite della sessione precedente, mentre i rinnovati attacchi israeliani sul Libano hanno sollevato dubbi sulla durata di un fragile cessate il fuoco in Medio Oriente, e lo Stretto di Hormuz rimane in gran parte bloccato.

Venezuela, Rodríguez apre alle privatizzazioni tranne che nel petrolio

La presidente ad interim del Venezuela, Delcy Rodríguez, ha annunciato la formazione di una commissione con vari attori per rivedere il carattere strategico degli attivi dello Stato, aprendo così la porta a un eventuale piano di privatizzazioni nella nuova fase che vive il paese sudamericano dopo la cattura e l'estrazione di Nicolas Maduro. L'unico settore non aperto a questa revisione sul suo valore strategico, ha dichiarato, "è il settore petrolifero".

Telefónica lascia il Messico, filiale venduta per 450 milioni di dollari

Telefónica ha annunciato la cessione della sua intera divisione messicana al consorzio Melisa per 450 milioni di dollari (circa 389 milioni di euro). L'operazione comporta il trasferimento di tutto il capitale azionario di Pegaso e Celular de Telefonía. L'intesa, in attesa del via libera delle autorità garanti, fa parte della "politica di gestione delle attività del Gruppo, in linea con la sua strategia di uscita dall'America ispanofona".

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