Sui mercati vige la cautela, mentre la tregua tra Stati Uniti e Iran diventa sempre più fragile. Sale il petrolio, reagendo alla notizia riportata dal Wall Street Journal secondo cui gli Emirati Arabi avrebbero attaccato Teheran. Intanto sul fronte macroeconomico in arrivo dalla Germania l'inflazione armonizzata e l'indice Zew. Dall'Italia la produzione industriale. Dagli Stati Uniti l'inflazione e i dati sugli occupati settimanali.
A Piazza Affari focus sul settore bancario: Mediobanca ha pubblicato la trimestrale ieri sera, mentre la controllante Mps questa mattina. Torna poi l’attenzione su Unicredit, con il sostegno della Banca centrale europea al tentativo di scalata su Commerzbank.
Wall Street: prosegue in calo (s&p -0,8%) tra balzo inflazione e caro greggio
Prosegue in calo la seduta a Wall Street. A pesare sono il rialzo del prezzo del petrolio, la tregua tra Usa e Iran "appesa a un filo" (secondo le parole del presidente Trump) e la lettura peggiore sull'inflazione da quasi tre anni (maggio 2023). I prezzi al consumo sono aumentati, ad aprile, del 3,8% annuale, dopo il 3,3% di marzo, a causa del forte rialzo dei prezzi energetici (+17,9%).
Il rame supera i 14.000 dollari, vicino ai massimi di gennaio
Il rame ha superato i 14.000 dollari, avvicinandosi al massimo storico. I prezzi sono saliti fino all'1,2% a 14.106,5 dollari la tonnellata sul London Metal Exchange, avvicinandosi al massimo storico di oltre 14.500registrato a gennaio, per poi ripiegare leggermente a 13.940.
Borse europee deboli in chiusura
Scivolano in chiusura di mercati le borse europee. Il Dax di Francoforte incassa la performance peggiore, cedendo l'1,62% a 23.961 punti. Cede terreno anche Parigi, con il Cac sotto dello 0,95% a 7.979 punti. Chiude poco sotto la parità Londra (-0,11% a 10.258 punti).
Milano: chiude in calo, Ftse Mib -1,36%
La Borsa di Milano chiude in calo con il Ftse Mib che cede l'1,36% a 48.990 punti
Il dollaro in rialzo dopo aumento inflazione Usa
l dollaro è avanzato per la seconda sessione consecutiva dopo l'accelerazione dell'inflazione statunitense ad aprile mentre l'incertezza sulla durata del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti ha ulteriormente rafforzato il dollaro, bene rifugio per eccellenza. L'euro ha perso sul biglietto verde lo 0,41% a 1,1736 mentre si è mantenuto poco sotto la parità nel cross con lo yen (-0,05%) a 184,9. Dollaro in rialzo sulla valuta nipponica (+0,32%) a 157,6 yen.
Milano peggiora (-1,1%) con il resto d'Europa, Brent a un paso da 108 dollari
Si appesantiscono le Borse europee, con l'avvio debole di Wall Street dopo l'inflazione americana che ha accelerato ad aprile spinta dai prezzi dell'energia per la guerra in Medio Oriente. A impensierire gli investitori è la fragile tregua fra Usa e Iran mentre il petrolio è ormai tornato sopra la soglia dei 100 dollari al barile: il Wti segna un aumento del 3,5% oltre i 101 dollari, il Brent cresce della stessa percentuale verso 108 dollari al barile.
Milano perde l'1,16% con Nexi sempre in coda nel paniere principale (-3,95). In controtendenza invece Mps e Mediobanca (+1,6% entrambe) dopo i conti di Siena sopra le attese e la conferma della guidance. Fa peggio Francoforte (-1,23%).
Così come i mercati azionari scendono i titoli di Stato i cui rendimenti si confermano in aumento. I Treasuriens a 10 anni rendono il 4,45%, il Bund tedesco il 3,1%. Sale anche il rendimento del Btp (al 3,8%) e lo spread con l'omologo tedesco si porta a 76,7 punti base. (ANSA).
Wall Street in negativo, DJ -0,53%
Wall Street in negativo nella mattinata, con il Dow Jones che cede lo 0,53% a 49.440,32 punti, il Nasdaq in flessione dello 0,69% a 26.093,29 puti, e il S&P 500 giù dello 0,44% a 7.379,96 punti.
Il petrolio sale a New York, anche il Wti sopra i 100 dollari
Il petrolio continua la sua corsa a New York, in scia alle incertezze legate al Medio Oriente dopo il nulla di fatto delle trattative tra Usa e Iran per raggiungere una pace duratura: il Wti, il riferimento americano, ritorna sopra quota 100, a 101,57 dollari (+2,87%), mentre il Brent, il benchmark internazionale, si attesta a quota 107,90, con un allungo del 3,54%
Wall Street apre in calo dopo inflazione Usa oltre attese
Wall Street apre in calo dopo il rapporto sull'inflazione Usa, cresciuta oltre le attese, che ha consolidato le preoccupazioni sull'impatto dell'aumento dei prezzi dell'energia. Il Dow Jones cede lo 0,10%, l'S&P 500 perde lo 0,27% e il Nasdaq registra una flessione dello 0,71%. L'inflazione generale negli Stati Uniti è salita al massimo triennale del 3,8%, al di sopra delle aspettative. Non si prevede un ulteriore taglio dei tassi da parte della Federal Reserve quest'anno, a fronte del rischio di uno shock inflazionistico, soprattutto alla luce dei solidi dati sul mercato del lavoro recentemente pubblicati.
Europa resta debole dopo l'inflazione Usa, limano calo i future su Wall Street
Si confermano deboli le Borse europee mentre riducono le perdite i futures su Wall Street dopo il dato sull'inflazione Usa che ha accelerato ad aprile al 3,8%, sopra le attese. Milano cede lo 0,69%, Francoforte lo 0,82%, Parigi lo 0,56% e Londra lo 0,31%. Sui mercati obbligazionari restano in rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Lo spread Btp-Bund è pari a 76 punti base.
L’inflazione Usa balza al 3,8%, dato più alto da maggio 2023
L'inflazione ad aprile negli Stati Uniti sale oltre le attese: l'indice dei prezzi al consumo è aumentato del 3,8% su base tendenziale dal 3,3% precedente e contro attese per un dato a +3,7%. Pesa il +17,9 per cento segnato dal settore energia. Su base mensile l'inflazione si è attestata a +0,6% dopo un aumento dello 0,9% a marzo. Il dato è in linea con le stime.
Milano, a metà mattinata -0,8%
Borse europee in territorio negativo a metà giornata, ancora preda delle tensioni in medio oriente e di una tregua Usa-Iran che sembra ormai agli sgoccioli. Milano cede lo 0,84%, Parigi lo 0,6%, Francoforte lo 1,1%, Madrid l'1% e Amsterdam lo 0,9%, mentre anche i future a Wall Street viaggiano in ribasso.
Panetta eletto presidente Bri
Il consiglio di amministrazione della Banca dei regolamenti internazionali ha eletto presidente Fabio Panetta, governatore della Banca d'Italia, e ha effettuato altre nomine chiave nei gruppi delle banche centrali. Panetta ricoprirà la carica di presidente del consiglio per un mandato triennale, a partire dal 3 giugno. Il Consiglio è responsabile della definizione degli orientamenti strategici e politici della Bri, della supervisione della sua gestione e dell'adempimento dei compiti specifici previsti dallo Statuto della Banca. Panetta succederà a Francois Villeroy de Galhau, governatore della Banca di Francia, che ha precedentemente annunciato la sua decisione di lasciare la Banca di Francia e si dimetterà dalla carica di Presidente il 2 giugno.
Petrolio e gas in rialzo
Petrolio e gas in netto rialzo con lo stallo tra Usa e Iran e mentre si allungano i tempi per la riapertura dello stretto di Hormuz. Sul fronte del greggio il Wti registra un incremento del 3,2% a 101,24 dollari al barile. Il Brent guadagna il 3% a 107,29 dollari. Ad Amsterdam il prezzo del gas sale del 2,3% a 47,30 euro al megawattora.
De Biasio ai soci, “Terna ha raggiunto risultati senza precedenti”
In questi anni Terna ha raggiunto "risultati senza precedenti" anche grazie alle "7000 persone presenti in Italia e all'estero". Lo ha detto il presidente di Terna, Igor De Biasio, nell'ultima assemblea degli azionisti dell'attuale consiliatura. "L'azienda oggi è in grado di affrontare in maniera efficiente e puntuale le complesse sfide del sistema" ha proseguito De Biasio rilevando che "per me è stato un onore ricoprire il ruolo di presidente in un'azienda come questa centrale per il paese in un momento complicato dal punto di vista geopolitico e dedicato per quello che riguarda i temi dell'energia però è stata un'esperienza stimolante ed entusiasmante. È un'azienda che io porterò sempre nel cuore, farò il tifo per Terna da qua fino a quando potrò, credo davvero che sia un'eccellenza per il paese e che possa anche rappresentare un modello per tanti in Europa. Il mio augurio è che questa azienda continui a crescere, a migliorare".
"Terna è oggi un'azienda più solida, efficiente e proiettata verso il futuro”, ha ribadito. “Al nuovo consiglio di amministrazione e a tutte le persone di Terna rivolgo i migliori auguri di buon lavoro, nell'interesse dell'azienda, del Paese e della collettività".
Accordo Italgas e Tokyo Gas Network su reti e progetti comuni
Italgas e Tokyo Gas Network hanno rinnovato il protocollo d'intesa volto a rafforzare la collaborazione nelle aree strategiche della distribuzione del gas e a promuovere lo sviluppo di progetti congiunti. Attraverso l'accordo, le due società continueranno a condividere competenze e best practice per promuovere innovazione, resilienza e sviluppo sostenibile delle reti di distribuzione del gas. La collaborazione si concentrerà in particolare su resilienza e sicurezza delle infrastrutture, con lo scambio di know-how per aumentare la capacità delle reti di rispondere a eventi estremi e condizioni operative complesse; sul fronte dell'innovazione tecnologica e digitalizzazione con lo sviluppo e applicazione di soluzioni tecnologiche avanzate per l'ottimizzazione della gestione delle reti e il miglioramento dell'efficienza operativa.
Per la supply chain con la collaborazione su modelli evoluti di procurement per migliorare performance, qualità e sostenibilità. L'accordo è stato sottoscritto, nell'ambasciata d'Italia a Tokyo, da Paolo Gallo, amministratore delegato di Italgas, e da Satoshi Tanazawa, ceo di Tokyo Gas Network, alla presenza dell'Ambasciatore d'Italia a Tokyo Mario Vattani.
Istat, produzione industriale marzo +0,7% su mese, +1,5% su anno
A marzo si stima che l'indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,7% rispetto a febbraio. Su base annua, al netto degli effetti di calendario, l'indice generale aumenta dell'1,5% (i giorni lavorativi di calendario sono stati 22 contro i 21 di marzo 2025). Lo rende noto l'Istat. Nonostante la ripresa di febbraio e marzo, nella media del primo trimestre il livello della produzione diminuisce dello 0,2% rispetto ai tre mesi precedenti.
Tensione sui titoli di Stato del Regno Unito, trentennale ai massimi dal 1998
Alta tensione sui titoli di Stato del Regno Unito mentre si guarda all'incertezza politica interna e sul futuro del primo ministro Keir Starmer. Il rendimento del trentennale inglese sale di dieci punti base al 5,77%, ai massimi dal 1998. Anche il titolo a dieci anni è in aumento di circa dieci punti e si attesta al 5,09 per cento.
Mps in Borsa -2,2% nel giorno dei risultati del primo trimestre
Mps scivola in Borsa nel giorno dei conti del primo trimestre, in linea con il settore bancario e con l'indice Ftse Mib in calo dell'1,4%. A Piazza Affari le azioni di Siena cedono il 2,2% a 9,12 euro. In flessione anche Mediobanca (-2,3% a 20,01 euro) all'indomani dei risultati finanziari del trimestre.
L'integrazione tra Mps e Mediobanca prevede "l'incorporazione delle reti di consulenti finanziari di Mediobanca Premier in Banca Widiba, che adotterà una nuova denominazione sociale che includerà anche il marchio Mediobanca" mentre "la partecipazione azionaria detenuta in Assicurazioni Generali sarà in capo alla nuova 'Mediobanca S.p.A' .Lo ha detto l'ad di Mps, Luigi Lovaglio, in conference call con gli analisti.
Avvio in calo per l’Europa con tregua Usa-Iran in bilico
Avvio in calo per le Borse europee dopo che il presidente Usa Donald Trump ha messo in guardia sulla sostenibilità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, respingendo l'ultima proposta di pace di Teheran. I prezzi del petrolio hanno esteso i guadagni per la terza sessione consecutiva, alimentando i timori di inflazione e rafforzando le aspettative di un prolungato mantenimento dei tassi di interesse elevati. L'indice Cac 40 di Parigi cede l'1,05% a 7.972,00 punti, il Dax 30 di Francoforte perde l'1,28% a 24.043,87 punti e l'Ftse 100 di Londra arretra dell'1,15% a 10.152,45 punti. A Madrid l'Ibex segna una flessione dell'1,22%.
Milano apre in calo dell'1,18%
La Borsa di Milano apre in calo. Il primo indice Ftse Mib cede l'1,18% a 49.078 punti. Sul listino in flessione Mps (-1,29%) dopo i conti. Tra gli altri finanziari, Unicredit -1,99%, Intesa a -1,57% e Mediobanca a -1,12%. Tim scende dello 0,28%, Stellantis a -2,29%. Tra i principali energetici, Eni sale dello 0,79% ed Enel a -1,34%.
Asia chiude in calo con lo stallo tra Usa e Iran
Le Borse asiatiche concludono in calo la seduta con lo stallo nelle trattative tra Usa e Iran, con la chiusura dello stretto di Hormuz che spinge il prezzo del petrolio. Sotto i riflettori anche i rapporti tra Cina e Stati Uniti mentre in Corea del Sud si discute della proposta di tassare gli utili dei profitti delle società legati all'intelligenza artificiale. In rialzo Tokyo (+0,52%). Sul fronte dei cambi lo yen torna a rivalutarsi sul dollaro a 157,44 e sull'euro a 185,04. A contrattazioni ancora in corso sono negative Hong Kong (-0,17%), Shanghai (-0,30%), Shenzhen (-0,65%), Seul (-2,29%) e Mumbai (-1,22%).
UniCredit lancia operazione di riacquisto obbligazioni e nuove emissioni
UniCredit annuncia un'offerta di acquisto di proprie obbligazioni e l'emissione di nuove obbligazioni Tier 2 subordinate e richiamabili in euro a tasso fisso. L'offerta di riacquisto per cassa riguarda del proprio prestito obbligazionario subordinato denominato in euro a tasso fisso 'Euro 1,250,000,000 Fixed Rate Resettable Tier 2 Subordinated Callable Notes due 15 January 2032' con un importo nominale complessivo in circolazione di 1.250.000.000 euro.
Prevista anche l'emissione, subordinatamente al sussistere delle condizioni di mercato, di un titolo obbligazionario subordinato Tier 2 richiamabile e denominato in euro a tasso fisso (i "Nuovi Titoli") nell'ambito del proprio Programma Euro Medium Term Note destinato a investitori istituzionali in Italia e all'estero. La banca procederà a richiedere l'ammissione a quotazione e negoziazione dei nuovi titoli presso il mercato regolamentato della Borsa del Lussemburgo. L'offerta è in linea con la gestione "proattiva da parte della banca della propria struttura finanziaria", si legge in una nota.
Nel trimestre l'utile Mps a 521 milioni, oltre le attese
Mps ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile di 521 milioni di euro. Il risultato, superiore alle attese degli analisti, è in crescita rispetto al dato contabile di 413 milioni del primo trimestre 2025, quando il Monte però ancora non consolidava Mediobanca, ma inferiore ai 692 milioni realizzati lo scorso anno su base pro-forma, simulando l'inclusione di Piazzetta Cuccia. L'utile, spiega una nota, "è sostenuto dalla crescita a doppia cifra della performance operativa" mentre, nel confronto su base pro-forma, "non beneficia di effetti positivi delle imposte". L'utile ante imposte sale infatti a 911 milioni, in crescita del 6,7% anno su anno e del 15,6% rispetto al quarto trimestre.
Mps, utile trimestrale a 521 milioni. Lovaglio: “In linea con il piano, focus su fusione Mediobanca”