Le borse europee hanno chiuso con cautela, sotto la pressione del rialzo dei tassi di interesse sul debito pubblico in Europa e negli Stati Uniti, sullo sfondo del persistente blocco dello Stretto di Hormuz e dell'aumento dell'inflazione.
Tra le maggiori piazze solo Milano resta cauta, mentre altre guadagnano oltre l’1% e il petrolio rallenta, pur restando attorno a quota 110 dollari al barile. L'attesa questa settimana è per la trimestrale di Nvidia che, in agenda per domani nella notte italiana, potrebbe portare volatilità sui mercati. Sul valutario, dollaro in ripresa con l'euro schiacciato sotto 1,17, mentre nell'energia il gas europeo è sotto quota 50 euro al megawattora, in attesa della visita del presidente russo Vladimir Putin in Cina.
La rupia indiana giù a 96,53 sul dollaro
La rupia indiana, scambiata stamattina a 96,38 sul dollaro, ha chiuso la sessione odierna a 96,53 nei confronti della moneta americana, dopo aver toccato il nuovo record minimo di 96,60. Gli indici finanziari Nifty e Sensex, che stamattina avevano aperto in rialzo dello 0,4 e dello 0,5% hanno chiuso con un leggero calo rispettivamente dello 0,14 e dello 0,15%.
Borsa Milano: chiude in calo, Ftse Mib -0,65%
La Borsa Milano chiude in calo in una giornato dove è prevalsa la cautela con il protrarsi della tregua in Medio Oriente in un contesto inflazionistico caratterizzato da prezzi del petrolio e tassi di interesse a livelli elevati. A Piazza Affari il Ftse Mib ha perso lo 0,65% a 48.354 punti.
Borsa: l'Europa conclude incerta, Londra piatta
Mercati azionari del Vecchio continente senza una direzione precisa: la Borsa migliore è stata quella di Francoforte, che ha chiuso con un rialzo dello 0,6%, seguita da Amsterdam in aumento dello 0,3%. Piatte sia Londra sia Parigi, mentre Madrid ha ceduto mezzo punto percentuale.
Europa in chiaroscuro tra incertezza Iran e timori su tech, Milano -0,6%
Il sospiro di sollievo per l'attacco rinviato degli usa all'Iran non si trasforma in entusiasmo: le borse europee terminano così la seduta in ordine sparso, con Milano che lascia sul terreno lo 0,65%, frenata da Prysmian (-5,04%) e dai petroliferi. Intanto, si muove con cali ancora più marcati Wall Street, dove torna a farsi sentire la pressione sui titoli tech: i trader fanno notare che gli acquisti si stanno spostando dalle aziende che si occupano di infrastrutture per l'ai (chip e cavi) alle aziende software.
Btp: spread con bund chiude in lieve rialzo a 77 pb, rendimento sale al 3,96%
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra btp e bund. A fine seduta il differenziale di rendimento tra il btp decennale benchmark e il bund tedesco di pari durata si è attestato infatti a 77 punti base, in aumento rispetto ai 76 punti della chiusura di ieri. In rialzo anche il rendimento del btp decennale benchmark che ha terminato gli scambi al 3,96% dal 3,92% del riferimento precedente.
Brasile, il caro petrolio porta 1,45 miliardi al mese alle casse pubbliche
L'aumento del prezzo internazionale del petrolio legato alla guerra in Medio Oriente garantirà al governo brasiliano un incremento delle entrate fiscali di circa 1,45 miliardi di euro (8,5 miliardi di real) al mese. Lo prevede il ministero delle Finanze, secondo cui l'aumento del gettito derivante da royalties petrolifere, dividendi, imposte societarie e tassa del 12% sulle esportazioni di greggio sarà più che sufficiente per compensare le misure introdotte per contenere il rincaro dei carburanti.
Simest, patto con Umana e Orienta per rafforzamento delle competenze
Con l'obiettivo di progettare politiche personalizzate per il rafforzamento delle competenze tecniche, Simest - la società del gruppo Cdp per l'internazionalizzazione delle imprese italiane - annuncia la sottoscrizione di due accordi di collaborazione con le agenzie per il Lavoro Umana e Orienta.
Usa, rendimento Treasury al massimo dal 2007
Il rendimento dei titoli di Stato trentennali statunitensi ha raggiunto il livello più alto dal 2007, anno della crisi finanziaria, spinto dai timori inflazionistici legati al conflitto in Medio Oriente. Intorno alle 15:35, il Treasury a 30 anni veniva scambiato intorno al 5,18%, rispetto al 5,12% del giorno precedente e al 4,61% circa prima dell'inizio del conflitto, che ha innescato un'impennata dei prezzi del petrolio.
Milano procede in calo: bene Ferrari e Avio
Piazza Affari procede in lieve calo dello 0,15%, a 48.597 punti, dopo un avvio stamane cautamente positivo. In evidenza il rialzo di Ferrari: +3,77%. Avio balza di +3,53%. Inwit guadagna il 3,34%. Leonardo è in progresso del 2,71%. Fra i cali spicca Prysmian che perde il 6,18%. Banca Mediolanum cede il 2,06%. Amplifon cala dell'1,62%. Tenaris cede l'1,40%. In calo nel settore industriale anche il titolo Stellantis (-1,20%) nel giorno in cui ha annunciato il lancio del progetto E-Car, per la produzione a Pomigliano di un'auto elettrica compatta ed economicamente accessibile. L'uscita delle prime E-Car dalle linee di produzione è prevista nel 2028.
Wall Street apre in calo: Dj -0,66%
Wall Street apre in calo con i prezzi del petrolio rimasti sopra i 100 dollari al barile con l'incertezza su una risoluzione della crisi iraniana continua a rappresentare il principale freno per i mercati. Il Dow Jones cede lo 0,66%, l'S&P 500 lo 0,53% e il Nasdaq lo 0,63%. Al di là del conflitto in Medio Oriente, gli investitori attendono i risultati del primo trimestre di Nvidia, previsti per mercoledì.
Borse europee in rialzo a metà seduta su speranza Iran
Le Borse europee procedono in rialzo a metà seduta spinte dal calo dei prezzi del petrolio e dalle rinnovate speranze di un accordo di pace tra Stati Uniti e Iran. Il presidente Usa, Donald Trump, ha dichiarato di aver annullato un attacco pianificato contro l'Iran in seguito alle richieste degli alleati del Golfo, aggiungendo che sono ora in corso negoziati seri. L'Arabia Saudita, secondo quanto riferisce il quotidiano libanese Al-Akhbar, sta conducendo "intensi colloqui" con i Paesi della regione, tra cui Qatar e Oman, nel tentativo di formulare una posizione unitaria rispetto ai rapporti con l'Iran. Parigi avanza dello 0,81%, Francoforte sale dell'1,59% e Londra registra un progresso dello 0,61%. Madrid cresce dello 0,31% e Milano segna un +0,05%.
Ferretti, in calo utile netto del 12%
Il gruppo Ferretti, attivo nel settore della nautica, ha chiuso il primo trimestre del 2026 con un utile netto in calo del 12,1% a 21 milioni di euro (dai 23,9 milioni nel primo trimestre 2025), a fronte di ricavi netto nuovo pari a 302,1 milioni (-8%). Lo ha reso noto la società in un comunicato. Tra gli altri indicatori, l'Ebitda adjusted è sceso del 7,2% a 48,7 milioni, con un margine pari al 16,1%, in aumento di 10 punti base rispetto ai primi tre mesi del 2025. La raccolta ordini si è attestata invece a 179,6 milioni, in rallentamento del 33,6% rispetto ai 270,6 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. Al 31 marzo 2026 il portafoglio ordini ha raggiunto un nuovo record di 1.717,9 milioni, in linea con il 31 dicembre 2025, riflettendo gli ordini raccolti nel 2024 e nel 2025 nei segmenti made-to-measure e superyacht. Il net backlog, che si calcola come il valore complessivo degli ordini in portafoglio di yacht non ancora consegnati è stato pari a 722,3 milioni (dai 828,6 milioni al 31 dicembre 2025).
Dr. Martens balza a Londra (+8,7%) dopo i solidi conti
Dr. Martens va veloce alla Borsa di Londra, dopo avere messo a segno un forte aumento dell'utile nell'esercizio 2026 grazie al riassetto in corso, dopo anni difficili, pur sottolineando che c'è ancora "lavoro da fare" per riorientare l'attività. Il titolo del produttore di calzature, noto soprattutto per gli ormai iconici anfibi, avanza dell'8,7% a 69,90 pence. Nell'esercizio chiuso al 29 marzo, l'utile ante imposte è salito a 32,7 milioni di sterline dagli 8,8 milioni dell'anno precedente, nonostante un fatturato in calo del 2,9% a 764,9 milioni di sterline.
“Nel 2025 siamo riusciti a stabilizzare il business” e nel 2026 “siamo riusciti a raggiungere o superare tutti gli obiettivi strategici che ci eravamo dati”, ha sottolineato l'azienda, precisando che le vendite a sconto ai grossisti sono diminuite del 31% negli usa, è aumentato il range di modelli di calzature e sono stati siglati nuovi accordi di distribuzione in particolare in America Latina, Uae e Filippine.
Eurostat: a marzo cala avanzo commerciale area euro
L'area euro chiude marzo 2026 con un avanzo commerciale di 7,8 miliardi di euro, in netto calo rispetto agli 11,1 miliardi di febbraio e ai 34,1 miliardi di marzo 2025. Lo rende noto Eurostat. Il peggioramento riflette il forte ridimensionamento degli avanzi nei prodotti chimici e nei macchinari e veicoli. Le esportazioni verso il resto del mondo scendono a 265,3 miliardi (5,5% su base annua), mentre le importazioni salgono a 257,4 miliardi (+4,4%).
Il saldo risulta così molto più debole rispetto all'anno precedente. Tra i settori, i prodotti chimici registrano la flessione più marcata: l'avanzo passa da 41,8 miliardi di marzo 2025 a 18,9 miliardi. In calo anche il comparto macchinari e veicoli, con un surplus ridotto da 17,6 a 9,7 miliardi.
Si riducono le filiali delle banche ma il numero di Atm totali sale
Le banche in Italia hanno continuato a ridurre le filiali nel 2025 con un taglio di 517 unità a 19.138 ma il numero degli Atm disponibili, considerati anche quelli non appartenenti agli istituti di credito e di Postamat di Poste, è salito. Da quanto emerge dalle statistiche della Banca d'Italia il numero di Atm bancari dove prelevare contanti o eseguire diverse operazioni sul proprio conto, con la Pubblica amministrazione o altri soggetti, è sceso solo di 361 unità.
Peraltro le tabelle evidenziano come, al contrario, siano aumentati gli Atm non bancari presso imprese e luoghi pubblici e quelli delle Poste, passati da 8.125 a 8.818 unità (peraltro saliti oltre quota novemila nel 2026 secondo i dati del gruppo). Il totale Atm nel 2025 è salito così a poco sotto le 45mila unità contro i 44.500 del 2024.
Pichetto: “Gas per l'inverno? Non abbiamo problemi quantitativi”
"Noi non abbiamo problemi quantitativi, quello che era il prelievo di gas dallo Stretto di Hormuz è stato facilmente sostituito con altre forniture. Le garanzie nazionali, nell'ottica del prossimo inverno, sono assolutamente tranquille. Abbiamo contrattualizzazioni per stoccaggi oltre il 90%, oltre 17 miliardi di metri cubi e, ad oggi, siamo sui 9 miliardi di metri cubi".
Così il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, rispondendo a Reggio Calabria a una domanda sullo stato dell'approvvigionamento energetico italiano in vista del prossimo inverno. Pichetto ha parlato a margine di un punto stampa con il candidato sindaco del centrodestra e deputato Francesco Cannizzaro. "Le conseguenze per noi - ha spiegato - sono quelle relative ai prezzi internazionali venendo meno il 20% dell'offerta e rimanendo invariata la domanda".
Unicredit non parteciperà domani all’assemblea di Commerzbank
Altro colpo di scena nel risiko bancario. Secondo quanto scrive Bloomberg citando alcune fonti, Unicredit non parteciperà all'assemblea annuale di Commerzbank in programma per domani, 20 maggio.
Un'assenza, anticipata anche da Repubblica, e che toglie dal principale appuntamento con gli investitori il maggiore azionista, principale critico e potenziale acquirente della banca tedesca.
Ferretti chiude il primo trimestre con ricavi in calo a 302,1 milioni
Ferretti chiude il primo trimestre con ricavi sul mercato del nuovo in calo dell'8% a 302,1 milioni di euro. In ribasso del 7,2% a 48,7 milioni il margine operativo lordo mentre l'utile netto segna un calo da 23,9 a 21 milioni. Rallenta da 270,6 a 179,6 milioni la raccolta ordini, con un portafoglio totale in calo da 828,6 a 722,3 milioni dallo scorso 31 dicembre. Rispetto a quella data scende del 92,6% la posizione finanziaria netta a 18,4 milioni. Per l'esercizio in corso il costruttore di yacht prevede di raggiungere ricavi netti tra 1,25 e 1,26 miliardi, con un margine operativo lordo compreso tra il 16,2% e il 16,6% degli stessi e investimenti tra 70 e 75 milioni.
"Il primo trimestre - commenta l'amministratore delegato Stassi Anastassov - ha riflesso un contesto commerciale meno dinamico e una conversione degli ordini più lenta di quanto atteso, in particolare sulla loro raccolta". "Affrontiamo questa fase con realismo, disciplina e focalizzazione sull'esecuzione", afferma sottolineando che "la fiducia non va mai confusa con l'autocompiacimento. Allo stesso tempo - prosegue - i fondamentali del business restano pienamente solidi: i nostri brand sono fortemente posizionati, i margini si confermano resilienti e la qualità e la visibilità del portafoglio ordini rappresentano una base operativa robusta su cui continuare a costruire".
Europa accelera con gli occhi all'Iran, Francoforte +1%
Le Borse europee imboccano la strada del rialzo mentre i future su Wall Street azzerano i ribassi in attesa di capire se il nuovo round di trattative tra Usa e Iran sarà in grado di mettere fine alla guerra in Medioriente. Francoforte sale dell'1%, Parigi dello 0,7%, Londra dello 0,5% e Milano, fanalino di coda, dello 0,4%. Il petrolio è debole, con il Brent che cede l'1,5% attorno ai 110 dollari al barile, e il Wti poco posso a 108,6 dollari, mentre il gas sale in Europa, con i future Ttf in progresso dello 0,6% a 50,5 euro al megawattora. Rifiatano i bond, oggetto di forti vendite in questi giorni sui timori che la spinta inflazionistica generata dalla guerra porterà a una stretta monetaria: i rendimenti dei Btp cedono così 2 punti base, al 3,88%, mentre lo spread con il Bund scende di un punto a quota 74.
Il Pil del Cile scende al peggior livello degli ultimi 17 anni
La Banca centrale cilena ha comunicato che il Pil del Paese è diminuito dello 0,5% nel primo trimestre del 2026 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, registrando il dato peggiore dal primo trimestre del 2009, quando si era contratto del 2,3%. Il dato è risultato inferiore alle proiezioni di mercato e riflette la lentezza dell'economia, che cresce a un tasso annuo del 2%.
Nonostante le aspettative generate dall'ascesa al potere dell'ultraconservatore José Antonio Kast e la speranza di maggiori investimenti, l'economia non è riuscita a riprendersi in due mesi e questo è uno degli argomenti addotti dal governo per ottenere l'approvazione dal Congresso della cosiddetta Legge di ricostruzione nazionale, che mira a stimolare la crescita riducendo le tasse per le grandi imprese e promuovendo l'occupazione.
Milano apre poco mossa (+0,03%), Europa cauta
Avvio poco mosso per Piazza Affari con l'indice Ftse Mib che ha iniziato le contrattazioni in rialzo dello 0,03% a 48.684 punti. Brilla Avio (+4,2%) dopo il successo del lancio del satellite con Vega. Bene anche Nexi, Leonardo e Inwit. Male Tenaris che cede il 2%, seguita da Prysmian (-1,76%) e Saipem (-1,44%). Cautela anche sulle altre piazze europee: Francoforte sale dello 0,26%, Londra dello 0,21% e Parigi dello 0,1%.
Stellantis, a Pomigliano si produrranno le e-car dal 2028
Stellantis lancia il progetto e-car per un'auto elettrica compatta ed economicamente accessibile. L'uscita delle prime e-car sarà nel 2028 dallo stabilimento di Pomigliano con volumi produttivi significativi. L'e-car - spiega - è un veicolo di piccole dimensioni, innovativo, economicamente accessibile e completamente elettrico sviluppato nella più autentica tradizione europea della 'mobilità per tutti', in risposta alla contrazione senza precedenti del segmento delle vetture di piccole dimensioni a prezzi accessibili in Europa. Punta a "consentire alle persone di muoversi con i brand e i prodotti che amano e di cui si fidano".
Huang (ad Nvidia): “La Cina finirà per aprire il proprio mercato ai chip Usa”
L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, prevede che la Cina finirà per aprire il proprio mercato ai chip statunitensi di fascia alta in grado di addestrare ed eseguire sistemi di intelligenza artificiale. Lo ha dichiarato in un'intervista a Bloomberg Television. Huang ha comunque riferito di non aver discusso delle vendite del potente modello H200 con gli alti funzionari di Pechino durante la visita del presidente Usa Donald Trump. Fino a poco tempo fa la vendita del chip H200 in Cina era stata vietata da Washington per motivi di sicurezza nazionale. Poi, secondo indiscrezioni della stampa, circa dieci aziende cinesi sarebbero state autorizzate a comprarlo, ma al momento non c'è stata nessuna consegna.
“Gli H200 sono autorizzati alla vendita in Cina. Ma il governo cinese deve decidere quanto del proprio mercato locale vuole proteggere”, ha detto Huang. “La mia sensazione è che col tempo il mercato si aprirà”, ha aggiunto l’ad di Nvidia, l'azienda più preziosa al mondo grazie all'enorme domanda del suo hardware per l'IA. Trump ha dichiarato a dicembre di aver raggiunto un accordo con Xi per allentare le restrizioni sui chip H200, una mossa che secondo alcuni legislatori statunitensi potrebbe aiutare l'esercito cinese. I prodotti di punta di Nvidia, la serie Blackwell e la prossima serie Rubin, rimangono vietati alla vendita in Cina.
L’Asia guarda con cautela agli sviluppi in Iran, timori per i bond
Borse asiatiche incerte, con gli investitori preoccupati per l'impennata dei rendimenti dei bond globali che minaccia la tenuta dei livelli record raggiunti dal mercato azionario sulla spinta del comparto tecnologico. Tokyo cede lo 0,4%, Seul, una sorta di benchmark per gli investimenti in intelligenza artificiale, il 2,7% mentre sono poco mosse Hong Kong (+0,2%), Shanghai (+0,2%) e Shenzhen (-0,1%) e Sydney si muove in controtendenza (+1%). In rosso anche i future su Wall Street con il Nasdaq che cede lo 0,5% e l’S&P lo 0,3%, mentre sono in lieve rialzo quelli sulle Borse del Vecchio Continente.
I listini, in assenza di dati macro significativi, restano focalizzati sugli sviluppi nel Golfo Persico e mostrano cautela di fronte alle parole del presidente Donald Trump, che ha annunciato il rinvio di un attacco all'Iran e parlato di negoziati “seri” in corso con Teheran: il Brent cede l'1,6% mantenendosi appena sopra i 110 dollari al barile mentre il Wti arretra dello 0,4% a 108,2 dollari. Gli alti prezzi dell'energia hanno innescato una spirale inflazionistica che ha spinto i rendimenti dei bond a massimi che non si vedevano da molti anni, alimentando le aspettative che la Fed e le altre banche centrali debbano mantenere alto il costo del denaro, con effetti negativi per tutti gli asset rischiosi.