MILANO – Partenza contrastata per le Borse europee all’indomani della riunione della Fed che ha lasciato invariati i tassi di interesse. Con il prezzo del petrolio che risale sulle nuove tensioni nel Golfo, oggi a Piazza Affari gli occhi sono puntati sui nuovi dati sul Pil in arrivo dall’Italia e sulla fittissima agenda di conti trimestrali.
I timori sull’intelligenza artificiale, con Meta che ieri ha registrato dati inferiori alle attese, pesano ancora in parte sui listini asiatici. Tokyo termina positiva, mentre gli indici cinesi si muovono tutti in territorio negativo.
Milano chiude in rialzo: +1,29%. Positive le piazze europee
Chiusura di seduta in netto rialzo per la Borsa di Milano, con il Ftse Mib che guadagna l'1,29% a 52.104 punti. Tra i maggiori rialzi Stmicroelectronics (+6,35%). Bene Prysmian (+4,49%) e Azimut (+3,92%), nel giorno in cui vengono diffusi i conti, mentre Stellantis cede il 4,31%.
Positive anche le Borse europee. Parigi chiude in rialzo dello 0,92% a 8.485,64 punti. A Londra il Ftse100 segna -0,11% a 10.896,89 punti. L'Ibex 35 avanza del 1,84% a 19.748,03 punti. Francoforte chiude con +0,64% a 25.611,71 punti.
Wall Street allunga: Nasdaq +2,61%
Wall Street procede positiva. Il Dow Jones sale dello 0,63% a 51.917,13 punti, il Nasdaq avanza del 2,61% a 25.088,41 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dell'1,25% a 7.407,51 punti.
De Longhi, utile netto +21% oltre 141 milioni
Il gruppo De' Longhi chiude il primo semestre 2026 con risultati in crescita e rafforza le prospettive per l'intero esercizio, sostenuto dall'accelerazione registrata nel secondo trimestre, dalla crescita del segmento professionale del caffè e dal miglioramento della marginalità. Il Consiglio di amministrazione ha approvato i risultati consolidati dei primi sei mesi dell'anno, con ricavi pari a 1.676,3 milioni di euro, in aumento del 5,8% rispetto allo stesso periodo precedente e dell'8% a cambi costanti. Nel solo secondo trimestre il fatturato ha raggiunto 898,7 milioni di euro, con una crescita dell'8,4% (+9,2% a cambi costanti), confermando il rafforzamento della dinamica commerciale del gruppo.
Wall Street apre in rialzo: Microsoft corre +11%
Apertura in rialzo a Wall Street, dopo i pesanti cali di ieri. A spingere gli indici sono il titolo di Microsoft, in rialzo dell'11,7% dopo una trimestrale superiore alle attese, e il settore dei semiconduttori, che viene da un perdiodo di grande turbolenza. Tonfo di Meta per i conti deludenti: -9% in avvio. Ieri, a pesare erano stati soprattutto il rally del petrolio e la decisione della Federal reserve di mantenere i tassi d'interesse invariati. In avvio, il Dow Jones guadagna 363,26 punti (+0,70%), lo S&p 500 è in rialzo di 68,84 punti (+0,94%), il Nasdaq aggiunge 387,05 punti (+1,58%). Il petrolio Wti al Nymex perde l'1,12% a 83,51 dollari al barile.
Mondadori cresce nel semestre, ricavi a 415,9 milioni
Mondadori mette a segno un semestre in crescita con ricavi consolidati a 415,9 milioni di euro, in aumento del 6,8% rispetto ai 389,5 milioni di euro dello stesso periodo dell'anno scorso. Al netto della variazione di perimetro intervenuta tra i due periodi - derivante dal consolidamento delle società Ma Retail (dall'1 dicembre 2025), Edilportale (dall'1 gennaio 2026) ed Hoepli Education (dall'1 maggio 2026) - la crescita organica dei ricavi è stata pari a circa il 3%, sostenuta in particolare dalle buone performance dell'area Libri Trade e dal dinamismo del canale fisico Retail. Il margine operativo lordo (Ebitda) adjusted, pari a 45,6 milioni di euro, ha mostrato un incremento del 12,5% rispetto ai 40,5 milioni di euro del primo semestre 2025, grazie in particolare alle aree Libri Trade e Digital. La crescita della marginalità del gruppo è stata generata per circa la metà dal contributo delle società di recente acquisizione. Il risultato netto di gruppo, dopo la quota di pertinenza di terzi, è risultato positivo per 1,4 milioni di euro rispetto ai 3,5 milioni di euro del primo semestre dell'esercizio precedente. Il risultato netto adjusted si è attestato a 8 milioni di euro, in crescita del 5,8% rispetto ai 7,6 milioni di euro al 30 giugno 2025. Alla luce dei risultati dei primi sei mesi dell'anno il gruppo conferma per l'esercizio 2026 le stime precedentemente comunicate.
RaiWay ritocca al rialzo la guidance 2026
Rai Way ha chiuso il primo semestre dell'anno con ricavi core per 143,9 milioni, in crescita del 2,5% sullo stesso periodo del 2025, e un utile netto sceso del 6,7% a 44,1 milioni di euro, riflesso di un utile operativo in calo a 64,6 milioni (-6,3%) principalmente per effetto dei crescenti ammortamenti collegati all'attività di investimento. Il margine operativo lordo rettificato (adjusted ebitda), si legge in una nota, sale dello 0,4% a 96,8 milioni. Nel corso del semestre gli investimenti sono stati pari a 14,2 milioni, a fronte dei 16,1 milioni del primo semestre 2025, la generazione di cassa ricorrente è ammontata a circa 68 milioni mentre l'indebitamento finanziario netto è salito a 167,9 milioni, dai 136,5 milioni di fine 2025, dopo il pagamento di dividendi per 87,7 milioni.
Usa, frena l’inflazione a giugno: +3,7% sull’anno precedente
Il Dipartimento del Commercio Usa ha reso noto che l'indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE), quello maggiormente considerato dalla Federal Reserve, è aumentato del 3,7% il mese scorso rispetto a giugno 2025, ma ha registrato un calo rispetto all'aumento del 4,1% su base annua di maggio. Escludendo i prezzi volatili di cibo ed energia, i cosiddetti prezzi al consumo "core" sono aumentati del 3,3% rispetto all'anno precedente, poco invariati rispetto all'aumento del 3,4% di maggio.
Tchnogym, nel semestre i ricavi salgono del 7,4%
Technogym chiude il primo semestre 2026 con ricavi consolidati pari a 493 milioni di euro, in crescita del 7,4% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+9% a cambi costanti), nonostante un contesto internazionale segnato da tensioni geopolitiche, rincaro dei costi e ritardi nelle spedizioni. L'Ebitda adjusted sale a 85,7 milioni (+1%), l'Ebit adjusted a 58,5 milioni (+3%), mentre l'utile netto adjusted si attesta a 43,8 milioni, sostanzialmente in linea con l'anno precedente. La posizione finanziaria netta resta positiva per 88,6 milioni di euro. Nel semestre il gruppo ha investito 26 milioni di euro per ampliare la capacità produttiva e accelerare l'innovazione, in particolare nello sviluppo di nuovi prodotti, tecnologie basate sull'intelligenza artificiale e nel progetto Healthness Lab.
Azimut, utile sale a 241,6 milioni. Alzata la guidance
Il gruppo del risparmio gestito Azimut ha chiuso il primo semestre dell'anno con un utile netto salito a 241,6 milioni, dai 239,6 milioni dello stesso periodo del 2025. L'utile netto ricorrente, si legge in una nota, cresce del 6% a 249 milioni, mentre la guidance sulla raccolta per il 2026 viene rivista al rialzo da 10 a oltre 35 miliardi, con la conferma di un obiettivo di utile, al netto delle componenti straordinarie, di 550 milioni. I ricavi totali crescono da 645,7 a 781 milioni, con un aumento del 16% di quelli ricorrenti, mentre l'utile operativo sale da 291 a 353,5 milioni (+10% l'ebit ricorrente). Azimut ha annunciato l'avvio ad agosto della prima tranche di buyback da 250 milioni di euro, nell'ambito di un piano di riacquisto azioni da mezzo miliardo, per accelerare la creazione di valore per gli azionisti.
Prada, nel semestre salgono i ricavi ma scende l’utile
Prada chiude il semestre con ricavi in crescita a doppia cifra, pari a 3.048 milioni (+16%) con miglioramenti in tutte le regioni, ad eccezione del Medio Oriente e una notevole forza nelle Americhe, in Giappone e nell'area Asia-Pacifico. L'utile operativo rettificato però è sceso del 14,3% a 530 milioni e l'utile netto del periodo a 328 milioni (-15,2%).
"In uno scenario geopolitico e macroeconomico turbolento, abbiamo continuato a eseguire la nostra strategia con rigore - ha commentato Patrizio Bertelli, presidente e amministratore esecutivo - Il costante impegno verso l'eccellenza del prodotto, supportato da artigianalità e creatività, da sempre elementi imprescindibili, ci ha consentito di raggiungere 22 trimestri consecutivi di crescita organica. Il contesto rimarrà incerto; dobbiamo rimanere agili e innovare costantemente, facendo leva sulla nostra struttura industriale e mantenendo un equilibrio tra disciplina nel breve termine e visione di lungo periodo."
La Banca d'Inghilterra lascia di nuovo i tassi invariati al 3,75%
Tassi d'interesse britannici di nuovo confermati al 3,75% dalla Bank of England (BoE) nella riunione odierna del Comitato Monetario presieduto dal governatore Andrew Bailey. La decisione, identica alla Fed americana, rispetta le attese sullo sfondo dei dati sull'inflazione e delle incognite di politica internazionale.
Nonché di quelle di politica interna dopo il cambio di leadership nel Partito laburista di maggioranza e l'avvento al governo di Andy Burnham al posto di Keir Starmer: in attesa che il cambio di passo promesso su economia e spesa pubblica si concretizzi in indicazioni più chiare sulle coperture finanziarie.
Ferrari, ricavi e utile netto in crescita. Salgono le stime sull’anno
Ferrari ha realizzato nel secondo trimestre ricavi netti pari 1,9 miliardi di euro, in aumento dell'8% rispetto all'anno precedente (+11% a cambi costanti), un utile operativo pari a 605 milioni, con un margine al 31,2%, in crescita del 10% rispetto all'anno precedente (+16% a cambi costanti) e un utile netto di 463 milioni, in crescita del 9%. La casa di Maranello ha rivisto al rialzo la guidance 2026 con ricavi netti a circa 7,6 miliardi (era 7,5 miliardi).
L’Europa in miglioramento, petrolio poco mosso e titoli
Le Borse europee navigano a vista con gli indici volatili ma in generale miglioramento con i future sugli Stati Uniti positivo. Resta la lente sulle tensioni nel Golfo Persico con riacutizzarsi del conflitto tra Usa e Iran a cui si è aggiunta l'Arabia Saudita. Milano viaggia a +0,14% con Stellantis sempre maglia nera (-4,3%) in scia ai conti e Campari (+2,91%), sull'altro versante, la migliore. Da registrae il cambio di passo di Prysmian passato in rialzo dell'1,83%, seguita da St (+1,72%).
Fiacca l'energia con il petrolio che lima ed è poco mosso. Il Wti segna un +0,13% a 84,6 dollari e il Brent un +0,47% a 91,17 dollari al barile. Forte calo del gas con i prezzi che cedono il 3,2% a 58,5 euro al megawattora.
A2a chiude i primi sei mesi con ricavi in crescita, ma calano margine e utile
A2A chiude i primi sei mesi con ricavi in crescita del 22% a 8,42 miliardi di euro, mentre cala del 3% il margine operativo lordo a 1,18 miliardi e l'utile netto rettificato si riduce dell'11% a 374 milioni. In crescita del 5% gli investimenti a 718 milioni. Il margine operativo lordo ha scontato l'incremento dei costi per i canoni delle concessioni idroelettriche e il minor contributo di alcuni impianti di trattamento. Un andamento che è stato in parte compensato dalle maggiori produzioni eoliche e fotovoltaiche e dei risultati delle attività di vendita e di gestione dell'energia e dalla crescita delle attività regolate di distribuzione elettrica e del ciclo idrico. Sul risultato netto invece – spiega il gruppo – pesano il calo del margine operativo lordo e l'incremento degli ammortamenti legati ai maggiori investimenti. Per l'intero esercizio A2a conferma le stime di un margine operativo lordo tra 2,21 e 2,25 miliardi e di un utile netto rettificato compreso tra 630 e 660 milioni.
L'assemblea di Unipol approva l'aumento da 2,5 miliardi per Mps
L'assemblea degli azionisti di Unipol ha approvato l'aumento di capitale fino a 2,5 miliardi di euro funzionale all'acquisizione di parte della rete di Mps da Intesa Sanpaolo nel caso in cui l'Opas di Ca’ de Sass sull'istituto senese dovesse andare in porto. Lo comunica la compagnia bolognese in una nota.
L'utile di Mediolanum nel semestre cresce del 16% a 555 milioni
Mediolanum segna nel primo semestre 2026 un utile netto di 555 milioni di euro, in crescita del 16% rispetto al semestre 2025. Il buon andamento dei risultati commerciali, unito alla forte crescita delle masse gestite nel corso gli ultimi 12 mesi, ha consentito di ottenere commissioni nette per 705,7 milioni, in aumento del 10% rispetto al pari periodo dello scorso anno. Il margine di interesse pari a 478,5 milioni risulta in crescita del 30% rispetto al primo semestre 2025, principalmente per via della riduzione del costo della raccolta dei depositi della clientela e della tesoreria.
Fineco migliora le previsioni per l'anno per il piano al 2029
Fineco archivia il primo semestre con un ricavi per 713,8 milioni, in crescita del 10,8% anno su anno, grazie alla crescita di tutte le aree di business. Il banking evidenzia un +8,5% grazie all'effetto volumi positivo, che ha più che controbilanciato il calo dei tassi di mercato nel periodo. L'outlook per il 2026 e il piano al 2029 di Fineco è ulteriormente migliorato, guidato da una combinazione di raccolta netta migliore delle attese. Per quest'anno la banca si attende che tutte le aree di business contribuiscano positivamente alla crescita dei ricavi, grazie all'accelerazione dei trend strutturali con il margine finanziario atteso in crescita grazie alla combinazione di raccolta positiva dei depositi e ai tassi di interesse di mercato più elevati.
Trevi vola (+9%) dopo annuncio dell’Opa di Webuild (+2,1%) da 295 milioni
Trevi corre a Piazza Affari (+8,9% a 4,2 euro) dopo l'offerta pubblica di acquisto (Opa) da 295 comunicata ieri sera da Webuild (+2,1% a 2,2 euro), in concorrenza con l'Ops annunciata il mese scorso da Icop (-2% a 28,4 euro). Il titolo della società specializzata nell'ingegneria del sottosuolo si avvicina così ai 4,5 euro per azione in contanti offerti da Webuild. A sostenere quest'ultima contribuiscono anche i risultati semestrali, che Intermonte definisce solidi e con “un outlook 2026 superiore rispetto alle attese di consenso”. Il prezzo d’Opa di 4,5 euro incorpora, secondo webuild, un premio del 29,8% rispetto alle quotazioni precedenti all'annuncio dell'offerta concorrente di Icop, che invece riconoscerebbe un corrispettivo di 0,133 azioni ordinarie di nuova emissione, incorporando un premio del 20,1% rispetto alla chiusura di trevi del 26 giugno scorso. Webuild offre quindi circa il 14% rispetto alla valorizzazione implicita nell'Ops "rivale".
“L'operazione Webuild appare prevalentemente come una integrazione verticale, con Trevi destinata a diventare una capability interna a supporto del backlog del gruppo”, argomenta Equita, secondo cui “resta da approfondire l'impatto industriale dell'integrazione, in particolare il grado di sovrapposizione tra le attività ed eventuali dissinergie”, oltre ai tempi dell’operazione. Un altro elemento che il mercato tiene in osservazione è la presenza nel capitale, sia di Webuild (16,47% ma diritti di voto per il 21,62%) sia di Trevi (21,3%), di Cdp.
Shell triplica i profitti nel secondo trimestre del 2026, fino a 10,8 miliardi
Volano nel secondo semestre 2026 i profitti di Shell, attestandosi a 10,8 miliardi di dollari, il triplo di quanto conseguito nello stesso periodo del 2025. Lo certificano i dati sui conti diffusi oggi dal colosso petrolifero britannico, avvantaggiato dall'impennata dei prezzi di gas e petrolio sullo sfondo della guerra in Medio Oriente innescata dagli attacchi dei mesi scorsi di Usa e Israele all'Iran e dello stallo creatosi per i passaggi del traffico marittimo commerciale attraverso il cruciale Stretto di Hormuz.
"La performance operativa di Shell ci garantisce risultati molto solidi durante questo periodo di gravi tensioni sui mercati mondiali dell'energia", ha sottolineato l'amministratore delegato Wael Sawan a commento dei dati. Dati segnati anche da un balzo del 45% dei ricavi, fino a 96,4 miliardi di dollari. E questo nonostante il calo del volume di barili di commerciati fra aprile e giugno a causa degli effetti del conflitto: sfociato fra l'altro nel grave danneggiamento del deposito di gas naturale di Ras Laffan, in Qatar, hub chiave dell'azienda nella regione. Shell ha infine annunciato la distribuzione di 3 miliardi di dividendi agli azionisti.
Messina (Intesa Sanpaolo) cita Draghi, su Mps “whatever it takes”
Il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, parla dell'Opas su Monte dei Paschi di Siena, in una intervista a Cnbc Europe, e cita la famosa frase di Mario Draghi pronunciata nel luglio del 2012 a difesa dell'euro. "Posso dirvi, proprio come Mario Draghi, whatever it takes. Quindi questo è un obiettivo che vogliamo realizzare, raggiungere, e faremo del nostro meglio per portare a termine questa operazione di fusione e acquisizione", afferma Messina. "È fondamentale - aggiunge - per accelerare il piano aziendale. In questo modo potremo anticipare di tre anni la realizzazione del piano".
Battaini: “Presenteremo nuovi ambiziosi target per Prysmian a metà 2027”
Prysmian si prepara a presentare "nuovi ambiziosi target di medio termine in occasione del Capital Markets Day che terremo nella prima metà del 2027". Lo afferma l'amministratore delegato Massimo Battaini commentando i risultati dei primi sei mesi dell'anno.
"La capacità di servire simultaneamente i mercati dell'energia e dei dati - indica il manager - rappresenta uno dei principali elementi di differenziazione di Prysmian". In questo modo, a suo dire, "il gruppo è particolarmente ben posizionato per beneficiare dell'espansione degli investimenti nelle infrastrutture energetiche e digitali che stanno alla base della nuova economia alimentata dall'intelligenza artificiale, favorendo una crescita duratura e sostenibile".
Per Prysmian ricavi 6 mesi a 11,24 miliardi di euro, utile a 569 milioni
Prysmian chiude i primi 6 mesi dell'anno con ricavi in crescita del 7,2% a 11,24 miliardi di euro. Il margine operativo lordo sale del 17,6% a 1,33 miliardi e l'utile netto del 34,2% a 569 milioni. In ribasso del 13,1% l'indebitamento finanziario netto a 4,08 miliardi mentre la generazione di cassa scende dello 0,1% a 978 milioni. Dopo un trimestre da record con ricavi in crescita del 9,4% a 6,02 miliardi, margine operativo ordo del 20,7% a 730 milioni e utile netto del 17,9% a 323 milioni, il gruppo alza le stime sull'intero esercizio. Il margine operativo lordo sarà compreso tra 2,8 e 2,9 miliardi di euro, contro i precedenti 2,62-2,77 miliardi, e la generazione di cassa tra 1,65 e 1,75 miliardi, contro i precedenti 1,3-1,4 miliardi.
Petrolio in rialzo
Petrolio ancora in rialzo dopo il forte scatto della vigilia, dovuto alle nuove tensioni in medio oriente. Il Brent settembre viaggia a quota 91,5 dollari al barile (+0,8%), mentre il corrispettivo Wti a 85 dollari (+0,6%).
Le Borse europee aprono contrastate
Le Borse europee aprono in ordine sparso, dopo la decisione della Fed di lasciare i tassi invariati e prima del meeting Boe. Gli investitori mantengono un atteggiamento cauto in attesa dei dati macro di oggi, tra cui i dati preliminari sul Pil del secondo trimestre, l'inflazione di luglio e i tassi di disoccupazione di giugno provenienti da tutta la regione.
Nei primi scambi a Londra l'indice Ftse 100 è piatto a 10.909,25 punti, a Francoforte il Dax cede lo 0,16% a 25.329,50
punti mentre a Parigi il Cac40 sale dello 0,60% a 8.454,57
punti. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib segna -0,15% a 61.366,71 punti.
Oro in calo
Il prezzo dell'oro flette sotto i 4.050 dollari l'oncia (a 4.036 dollari, in calo dello 0,75%) e annulla i guadagni di ieri, mentre gli operatori rivalutano le prospettive di politica monetaria della Federal Reserve dopo che la banca centrale ha lasciato i tassi di interesse invariati. Tre membri del Fomc si sono espressi contro un aumento dei tassi, mentre il presidente Kevin Warsh ha sottolineato che la decisione di mantenere i tassi stabili non dovrebbe essere vista come un segno di inerzia politica, aggiungendo che i mercati continueranno a reagire ai dati economici in arrivo.
I mercati ora prezzano circa il 67% di probabilità di un aumento dei tassi della Fed di 25 punti base a settembre, rispetto al 56% del giorno precedente, mentre le aspettative di un aumento maggiore di 50 punti base sono in gran parte svanite.
L'oro ha anche risentito della pressione del rialzo dei prezzi del petrolio dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato una nuova ondata di raid contro l'Iran in risposta agli attacchi contro le forze americane in Medio Oriente, sollevando preoccupazioni per ulteriori interruzioni delle forniture energetiche globali.