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Guerra Israele-Hamas, le news del 10 maggio

Voto massiccio all’Onu in favore dell’adesione palestinese. L’Italia si astiene. L’ambasciatore di Israele fa a pezzi la carta delle Nazioni Unite
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L'Italia si è astenuta durante la votazione dell'Assemblea Generale Onu che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. Un voto approvato con una maggioranza massiccia, ma il cui valore è soprattutto simbolico. L’ambasciatore israeliano: “Avete aperto l’Onu ai nuovi nazisti”. Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato "l'espansione dell'area di operazione" dell’esercito a Rafah, nel sud di Gaza. Lo hanno indicato tre fonti citate dal giornalista di Axios, Barak Ravid, sul social X. Secondo il giornalista, due fonti hanno sostenuto che si tratta di una "espansione limitata" che non supera le linee rosse stabilite dal presidente, Joe Biden. La terza fonte, invece, ha affermato che l'espansione approvata include azioni che potrebbero essere interpretate dagli Stati Uniti come un superamento delle linee rosse. Il presidente americano Joe Biden aveva avvisato che in caso di attacco israeliano a Rafah gli Usa sospenderanno gli aiuti militari.

I razzi lanciati da Gaza feriscono una donna a Beersheba

L'esercito israeliano ha reso noto che più di una dozzina di razzi sono stati sparati da Gaza verso Israele. Uno di loro ha colpito una zona popolata di Beersheba, dove una donna è rimasta ferita. L'esercito israeliano ha detto che nove razzi sono stati lanciati dalla zona di Rafah, nell'estremo sud della Striscia di Gaza, e altri cinque dal centro del territorio palestinese. Tutti i razzi erano puntati verso Beersheba, la più grande città del sud di Israele. Nessuno dei razzi è stato intercettato. La donna, 37 anni, è stata ferita da schegge dal razzo, che ha colpito un parco, si apprende da fonti sanitarie. Colpita alla gamba, è "pienamente cosciente". L'ala armata di Hamas, le Brigate Ezzedine Al-Qassam, ha dichiarato di aver effettuato lanci di razzi in una dichiarazione pubblicata su Telegram

Hamas esulta: “L'Onu riconosce i diritti dei palestinesi”

Hamas palude al voto dell'Onu sulla Palestina. "Consideriamo questa risoluzione - ha scritto la fazione islamica su Telegram - un riconoscimento della necessità che il nostro popolo palestinese ottenga i propri diritti legittimi e un'affermazione della cooperazione internazionale, a fronte della volontà Usa di sostenere la guerra di annientamento condotta contro di lui. Chiediamo ai Paesi liberi del mondo di intensificare i loro sforzi e di fornire tutti i mezzi di assistenza e sostegno al nostro popolo palestinese"

Usa: “L’operazione a Rafah per ora non è in grande scala”

La Casa Bianca guarda sempre con "preoccupazione" all'operazione israeliana a Rafah ma ritiene che per ora sia "localizzata" e non "in grande scala": lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale John Kirby

Le foto satellitari mostrano la grande fuga da Rafah

Immagini satellitari scattate negli ultimi giorni mostrano la grande fuga da Rafah con i campi sfollati prima pieni di tende e, nel giro di pochi giorni, svuotati

Prima

Dopo

Ministero della Salute di Gaza: “34.943 morti dall’inizio della guerra”

È di almeno 34.943 morti e 78.572 feriti il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio dell'offensiva militare israeliana successiva all'attacco del 7 ottobre in Israele. Ad aggiornare il bilancio è stato il Ministero della Salute della Striscia di Gaza

L’ambasciatore di Israele fa a pezzi la carta dell’Onu

L'ambasciatore di Israele all'Onu, Gilad Erdan, ha fatto a pezzi la Carta delle Nazioni Unite criticando dal palco del Palazzo di Vetro la posizione dell'Assemblea generale, che pochi minuti fa ha approvato una risoluzione sulla membership a pieno titolo dello Stato palestinese. Erdan, come si vede in un video, ha distrutto il documento inserendolo in un tritacarte. Ha quindi accusato le Nazioni Unite di aver violato la propria Carta permettendo allo Stato palestinese di essere ammesso tra i membri. "State facendo a pezzi la Carta delle Nazioni Unite con le vostre stesse mani. Sì, sì, è quello che state facendo. Distruggere la Carta delle Nazioni Unite. Vergognatevi", ha dichiarato l'ambasciatore, citato dal Guardian

(reuters)

Israele: “Dall'Onu decisione assurda, un premio ad Hamas”

Una "decisione assurda". Così il ministro degli esteri Israel Katz ha bollato il voto all'Assemblea generale dell'Onu sulla Palestina. "Il messaggio che l'Onu manda alla nostra regione in sofferenza - ha denunciato Katz - è che la violenza paga". "La decisione di aggiornare lo status dei palestinesi all'Onu - ha continuato - è un premio ai terroristi di Hamas. Israele è riconoscente a tutti quei Paesi che non hanno votato a favore o cooperato con questa mossa contorta, scegliendo di stare dalla parte giusta della storia e della moralità"

Katz sul voto dell’Onu: “Un premio per Hamas”

Un "premio per Hamas". Così il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha definito la decisione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite di votare a grandissima maggioranza una risoluzione che riconosce che la Palestina può diventare membro dell'Onu a pieno titolo. "L'assurda decisione adottata oggi all'Assemblea generale dell'Onu mette in evidenza i pregiudizi strutturali dell'ONU e le ragioni per cui, sotto la guida del Segretario generale Guterres, si è trasformata in un'istituzione irrilevante", afferma Katz in una dichiarazione diramata dal suo ufficio.

L’Onu: 110 mila in fuga da Rafah

L’Onu indica che circa 110.000 persone sono fuggite da Rafah nel Sud di Gaza, mentre i pesanti combattimenti tra truppe israeliane e militanti palestinesi lasciano inaccessibili i valichi di soccorso e le scorte di cibo e carburante diventano criticamente basse. Un funzionario dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari afferma che tutti i valichi nel Sud di Gaza rimangono chiusi, interrompendo i rifornimenti e impedendo l’evacuazione medica e il movimento del personale umanitario. Circa 1,3 milioni di palestinesi – più della metà della popolazione di Gaza – avevano cercato rifugio a Rafah. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ribadisce che la minaccia degli Stati Uniti di ritirare alcune armi non dissuaderà Israele dall’espandere la sua offensiva a Gaza.

L’Italia si è astenuta al voto alle Nazioni Unite sulla Palestina

L'Italia si è astenuta sulla risoluzione dell'Assemblea Generale Onu che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite. Gli altri astenuti sono Albania, Bulgaria, Austria, Canada, Croazia, Fiji, Finlandia, Georgia, Germania, Lettonia, Lituania, Marshall Island, Olanda, North Macedonia, Moldavia, Paraguay, Romania, Vanuatu, Malawi, principato di Monaco, Ucraina, Gran Bretagna, Svezia e Svizzera. Mentre i nove Paesi che hanno votato contro sono Usa, Israele, Palau, Nauru, Micronesia, Papua Nuova Guinea, Ungheria, Argentina, Repubblica Ceca.

L’Assemblea dell’Onu dice sì in modo massiccio alla Palestina Stato membro a pieno titolo

L'Assemblea Generale dell'Onu ha approvato una risoluzione che riconosce la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo delle Nazioni Unite, e raccomanda al Consiglio di Sicurezza di "riconsiderare favorevolmente la questione". Il via libera del Cds (dove gli Usa il mese scorso hanno posto il veto) è condizione necessaria per un'eventuale approvazione piena. Il testo ha ottenuto 143 voti a favore, 9 contrari e 25 astensioni.

L’ambasciatore israeliano all’Onu: “La Palestina qualificata a diventare membro a pieno titolo? Avete aperto le Nazioni Unite ai nazisti moderni”

"Avete aperto le Nazioni Unite ai nazisti moderni". Lo ha detto l'ambasciatore israeliano all'Onu Gilad Erdan prima del voto in Assemblea Generale della risoluzione che riconoscerebbe la Palestina come qualificata per diventare membro a pieno titolo dell'organizzazione internazionale. "Questo giorno rimarrà ricordato nell'infamia", ha aggiunto, parlando di uno "Stato terrorista palestinese che sarebbe guidato dall'Hitler dei nostri tempi". "State facendo a pezzi la Carta Onu con le vostre mani", ha detto passando alcune pagine del documento in un tritacarte.

Il capo della Mezzaluna Rossa egiziana del Nord Sinai: “Gli aiuti alimentari e i farmaci stanno marcendo nei camion per i valichi chiusi”

I camion stazionano sotto il sole da 4 giorni e molti aiuti umanitari destinati alla popolazione palestinese stanno andando a male, mentre i feriti attesi in Egitto sono bloccati dall'altro lato dei valichi con Gaza di Rafah e Kerem Shalom, tuttora chiusi. Restano di là del confine anche gli stranieri e i cittadini con doppia cittadinanza. Lo riferisce il capo della Mezzaluna Rossa egiziana del Nord Sinai, Khaled Zayed. "Nessun camion è stato inviato al valico di Kerem Shalom o al valico commerciale di Al-Awja, il che ha comportato un accumulo di migliaia di mezzi davanti e su entrambi i lati della strada dal valico di Rafah. I generi deperibili, come cibo, frutta e verdura stanno marcendo, a causa della loro esposizione a temperature elevate e alla polvere", e anche il materiale medico è a rischio. Cinquecento camion sono comunque sempre pronti a partire per essere consegnati immediatamente oltre la Striscia di Gaza, nel caso in cui Israele apra almeno uno dei valichi di Rafah e Kerem Shalom.

(afp)

Quattro soldati israeliani uccisi in combattimento a Gaza

Quattro soldati israeliani sono stati uccisi in combattimento a Gaza. Lo ha fatto sapere l'esercito. I 4 soldati - tutti di 19 anni della Brigata Nahal - sono stati colpiti da un'esplosione a Zeitun, quartiere di Gaza City, nel centro della Striscia, dove da questa mattina sono in corso duri scontri con i miliziani di Hamas. Da una prima indagine dell'Idf l'esplosione potrebbe essere avvenuta in una viale del quartiere. L'esercito - hanno ricordato i media - stava operando in una scuola dove nelle aule sono state trovate varie armi. Nella deflagrazione sono stati feriti altri soldati. La morte dei 4 soldati porta il bilancio complessivo dei caduti, dall'avvio della operazione di terra a Gaza, a 271.

Borrell: “Spagna, Irlanda e Slovenia il 21 maggio riconosceranno lo Stato palestinese. Altri seguiranno”

Spagna, Irlanda e Slovenia riconosceranno simultaneamente lo Stato palestinese il 21 maggio, ha assicurato il capo della diplomazia dell'Unione Europea Josep Borrell. Interrogato alla radio pubblica spagnola sulla data del 21 maggio, Borrell ha detto che i “tre Paesi europei” compiranno questo passo “e probabilmente altri dopo seguiranno”, visto che anche il Belgio ha annunciato di voler riconoscere lo Stato palestinese . “Si tratta ovviamente di un atto simbolico”, ha insistito. “Riconosciamo, al di là dello Stato stesso, la volontà di questo Stato di esistere”, ha aggiunto.

Irruzione della polizia all’University of Pennsylvania per sgombrare la tendopoli degli studenti pro-Palestina

La polizia ha fatto irruzione all'alba anche alla University of Pennsylvania per sgomberare una tendopoli di manifestanti pro-palestinesi. L'ingresso delle forze dell'ordine ha fatto seguito ad affermazioni del governatore della Pennsylvania Josh Shapiro, un democratico, secondo cui "era passato" il momento per sgombrare il 'green' del campus di Filadelfia dai manifestanti. Come nelle stesse ore al Massachusetts Institute of Technology, anche a UPenn sono stati fatti arresti dopo che la polizia del campus aveva intimato agli studenti a sgomberare.

Axios: “Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato l’espansione dell’area di operazioni dell’Idf a Rafah”

Il gabinetto di sicurezza israeliano ha approvato "l'espansione dell'area di operazione" delle Idf a Rafah, nel sud di Gaza. Lo hanno indicato tre fonti citate dal giornalista di Axios, Barak Ravid, sul social X. Secondo il giornalista, due fonti hanno sostenuto che si tratta di una "espansione limitata" che non supera le linee rosse stabilite dal presidente, Joe Biden. La terza fonte, invece, ha affermato che l'espansione approvata include azioni che potrebbero essere interpretate dagli Stati Uniti come un superamento delle linee rosse.

Trump: “Offensiva su Gaza? Gli israeliani devono finire il lavoro”

"Devono finire il lavoro, sono stati attaccati in modo orribile il 7 ottobre, hanno subito cose che nessuno ha mai visto". Così Donald Trump rispondere a chi gli chiede, durante un'intervista con un'emittente della North Carolina, se sostiene l'invasione da parte di Israele di Rafah, la città nel sud di Gaza dove si sono rifugiati oltre un milione di palestinesi in questi 7 mesi di conflitto. Offensiva a cui si oppone Joe Biden che si è detto pronto a fermare l'invio di armi all'alleato se Benjamin Netanyahu andrà avanti con l'operazione a Rafah.

Hillary Clinton: “Gli studenti pro-Gaza non conoscono la Storia”

Hillary Clinton accusa gli studenti manifestanti pro-Gaza di essere ignoranti in merito alla storia del Medio Oriente. "Non ne sanno molto. Non sanno della storia del Medio Oriente e, francamente, della storia in generale, inclusa quella del nostro Paese", ha detto l'ex segretaria di stato, spiegando che i giovani non sanno che se l'ex leader dell'autorità palestinese Yasser Arafat avesse accettato l'accordo raggiunto da Bill Clinton, i palestinesi avrebbero già un loro stato

Egitto, pronti a proteggere la nostra sicurezza con ogni mezzo

"Gli sforzi egiziani nelle ultime settimane hanno fatto notevoli progressi nei negoziati per la tregua a Gaza, ma la saggezza nella gestione dei negoziati non impedisce all'Egitto di proteggere la propria sicurezza nazionale con tutti i mezzi". Lo ha detto una fonte 'di alto livello' a Skynews Arabia, mentre Israele ha assunto il controllo della zona est di Rafah palestinese.

Tank israeliano finisce in un vespaio a Gaza: 11 feriti lievi, uno in modo moderato

Dodici soldati israeliani sono rimasti feriti, punti dalle vespe, dopo che il tank sul quale si trovavano è finito su un nido nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti delle Idf, secondo cui l'incidente è avvenuto nei pressi della comunità di Nirim, dove era in corso un'operazione della Brigata della divisione meridionale. I 12 soldati - 11 feriti in modo lieve, uno in modo moderato - sono stati ricoverati in ospedale.

Ue: “Ferma condanna all’attacco alla sede Unrwa di Gerusalemme”

"L'Ue condanna fermamente l'attacco contro i locali dell'Unrwa a Gerusalemme Est. Gli autori dei reati devono essere chiamati a risponderne. E' responsabilita' di Israele garantire la sicurezza degli operatori umanitari.L'Unrwa e' un'ancora di salvezza insostituibile per milioni di persone a Gaza e nella regione". Lo scrive su X l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell.

Media, 'tank e truppe Israele circondano parte est di Rafah'

I tank e le truppe dell'Idf hanno preso il controllo della strada principale che separa la parte orientale da quella occidentale di Rafah, e di fatto hanno circondato l'intero lato orientale della città, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riporta il sito della Reuters citando testimonianze di "esplosioni e sparatorie quasi costanti nell'est e nel nord-est della città".

Eurovision, i media israeliani: alla cantante israeliana Golan il 39% del voto italiano

Il 39% del voto italiano alle semifinali di ieri dell'Eurovision Song Contest è andato alla cantante israeliana Eden Golan che è passata alla finale. Lo hanno segnalato i media israeliani aggiungendo che la rivelazione della percentuale è avvenuta "accidentalmente da parte dell'emittente pubblica italiana". Di norma, la distribuzione del voto viene resa nota dopo la finale. Il premier Benjamin Netanyahu ha inviato alla cantante un messaggio di congratulazioni. "Non solo stai gareggiando all'Eurovision in modo orgoglioso e impressionante, ma stai gareggiando con successo - ha detto in video - di fronte a una brutta ondata di antisemitismo: e stai resistendo questo rappresentando lo Stato di Israele con enorme onore".

Uccisi tre membri di Hezbollah: confusi con militanti di Hamas

Appartenevano a Hezbollah e non a Hamas, come precedentemente riportato, tre combattenti libanesi uccisi ieri nel Sud del Libano a Est del capoluogo di Tiro. Lo riferisce lo stesso movimento armato libanese, alleato dell'Iran, precisando che i tre "martiri" caduti a Baflay, in un raid aereo condotto da Israele, sono Ali Hamza, Ahmad Maatouk et Hussein Hamdam. Il raid ha però ucciso in tutto quattro persone. I resti della quarta vittima non sono stati ancora identificati e resi noti ai media.

Sirene dell’allarme anti-missili in azione a Kerem Shalom

Sirene di allarme missilistico nei pressi del valico di Kerem Shalom, all'estremità meridionale del confine di Israele con Gaza, meno di un'ora dopo che era stato lanciato l'allarme missilistico nelle vicine località di Holit e Sufa. All'inizio di questa settimana, quattro soldati dell'esercito israeliano sono stati uccisi in un attacco missilistico di Hamas contro un'area di sosta vicino al valico di Kerem Shalom. Di conseguenza, il valico è rimasto chiuso fino a ieri.

(reuters)

L’Egitto chiede pressing Usa

Il Cairo avrebbe chiesto a Washington pressioni su Israele per convincere il governo di Benjamin Netanyahu a porre fine alle sue operazioni a Rafah e a riprendere "seriamente" i negoziati. E' quanto scrive il giornale libanese Al Akhbar, che cita sue fonti secondo le quali sarebbe questo il senso del messaggio recapitato da funzionari egiziani al capo della Cia, William Burns, nel corso di colloqui dei giorni scorsi al Cairo.

Ci sono piani israeliani per operazioni in ogni zona di Rafah

Ci sarebbero "piani israeliani" per operazioni distinte in "ogni zona di Rafah", nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive il giornale libanese Al Akhbar che cita un ufficiale egiziano. L'obiettivo di Israele sarebbe evitare "lo scontro", ovvero le ire di Stati Uniti e comunità internazionale in un contesto di tensioni. La situazione a Rafah, ammette la fonte, "sta peggiorando ulteriormente". Il giornale cita fonti egiziane secondo cui "Israele ha informato" Il Cairo del "proseguimento" delle operazioni militari al confine tra Gaza ed Egitto nella città di Rafah e dell'intenzione di effettuare "operazioni mirate" nella zona con informazioni fornite all'Egitto sulle unità e le dotazioni impiegate per le attività.

Per aggirare veto Usa, Israele vuole operazioni mirate a Rafah

Per aggirare il veto degli Stati Uniti a un'offensiva di terra su Rafah e non scatenare le ire della comunita' internazionale, Israele sta pianificando di lanciare operazioni separate nelle diverse aree della citta' a Sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito una fonte del governo egiziano citato dai media libanesi. L'agenzia di stampa libanese Al-Akhbar, che cita il funzionario egiziano, ha aggiunto che la situazione a Rafah "sta peggiorando".

L'esercito israeliano va avanti con "operazioni mirate" nella parte orientale di Rafah

Quella dove lunedi' scorso ha ordinato l'evacuazione dei civili; e ha ripreso l'attivita' militare a Zeitoun, un quartiere di Gaza City, dove secondo IDF sono rientrate truppe di Hamas. "Le forze di difesa israeliane continuano operazioni precise nell'area di Zeitoun, nel sud di Gaza City, cosi' come in aree specifiche della parte orientale di Rafah", si legge in un comunicato delle forze armate israeliane. I militari hanno individuato piu' di una dozzina di tunnel sotterranei a Rafah e sul lato palestinese del valico di Rafah - che collega l'enclave con l'Egitto - "hanno eliminato diverse cellule terroristiche in combattimenti corpo a corpo e con attacchi aerei". "Diversi luoghi nell'area di Rafah dove negli ultimi giorni sono stati lanciati razzi e mortai contro Israele, anche verso il valico di Kerem Shalom (che collega Israele e la Striscia), sono stati attaccati da aerei da combattimento", si legge ancora.

Quotidiano del Qatar: “Sforzi in atto per riprendere i negoziati a Doha”

'Sforzi in atto per riprendere i negoziati per un cessate il fuoco a Gaza fra pochi giorni a Doha". Lo rivela il sito del quotidiano vicino alle autorità qatarine 'Al-Araby Al-Jadeed' citando fonti diplomatiche egiziane ed occidentali al Cairo, secondo cui il primo ministro del Qatar, lo sceicco Mohammed bin Abdul Rahman Al Thani ha invitato il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel ed il direttore della Cia William Burns a riprendere i negoziati nella capitale del suo paese. Inoltre, una fonte egiziana riferito che Burns ha confermato che ''ci sarà una nuova telefonata tra il presidente americano Joe Biden e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu entro due giorni, per un rapido ritorno ai negoziati e al raggiungimento di un accordo''.

Egitto: “Serve flessibilità da parte di Hamas e Israele”

Serve "flessibilità" da parte di Hamas e Israele. E' quanto si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri egiziano dopo il colloquio telefonico tra il capo della diplomazia del Cairo, Sameh Shoukry, e il segretario di Stato UsaAntony Blinken. Secondo la nota, c'è sintonia di vedute sull' "importanza di esortare le parti a mostrare flessibilità" e "compiere tutti gli sforzi necessari per arrivare a un accordo di cessate il fuoco".

Unrwa: “Sono circa 110mila le persone fuggite da Rafah”

Sono circa 110mila le persone fuggite da Rafah, la citta' nel Sud della Stria di Gaza, dopo che Israele ha intensificato i suoi bombardamenti e nel timore che possa concretizzarsi la minacciata offensiva di terra. Lo ha riferito l'Unrwa, l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso dei rifugiati palestinesi: "Circa 110.000 persone sono fuggite da Rafah in cerca di un luogo sicuro in condizioni di vita spaventose, con l'unica speranza di un cessate il fuoco"

Razzi da Gaza verso il valico di Kerem Shalom

Razzi lanciati dal nord della Striscia di Gaza hanno preso di mira il valico di Kerem Shalom con il sud di Israele, l'unico aperto dopo l'annunciata operazione militare israeliana su Rafah. Lo rende noto il sito di Ynet. Il Times of Israel spiega che le sirene di allarme antiaereo sono suonate nella comunità di Kerem Shalom per avvertire del pericolo. Meno di un'ora prima le sirene erano suonate nelle vicine Holit e Sufa

Unrwa chiude sede Gerusalemme dopo tentativo di incendio

La sede dell'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa), nella Gerusalemme Est occupata, rimarra' chiusa oggi dopo che ieri un gruppo di residenti israeliani ha appiccato il fuoco alla sua area esterna quando c'erano dipendenti di quell'agenzia e di altri organismi delle Nazioni Unite al suo interno. "Alla luce di questo secondo atroce incidente in meno di una settimana, ho preso la decisione di chiudere il nostro complesso fino a quando non sara' ripristinata un'adeguata sicurezza", ha spiegato il commissario generale dell'agenzia, Philippe Lazzarini, che ha definito l'evento "scandaloso". Lazzarini ha detto che non ci sono feriti tra i componenti dello staff Onu, ma "l'incendio ha causato danni estesi nell'area esterna". Tra l'altro, l'accaduto ha rappresentato un grave rischio per il personale, poiche' la sede dell'Unrwa dispone su quel terreno di una stazione di benzina e diesel per la sua flotta di auto. Il personale ha "dovuto spegnere le fiamme da solo perche' c'e' voluto del tempo prima che gli addetti israeliani agli estintori e la polizia si presentassero".

Hamas ha chiesto 12 settimane di tregua invece di 6, 'no' di Israele

Hamas ha chiesto che Israele accetti in una pausa dei combattimenti di 12 settimane (invece delle sei settimane discusse in precedenza nei colloqui) e questo ha creato un ostacolo nei negoziati. Lo ha riferito la Cnn, citando tre fonti informate. Israele e' fermamente contrario alla richiesta perche' ritiene che non sarebbe diverso dall'accettare di porre fine alla guerra.

Sirene d’allarme a ridosso della Striscia di Gaza

Le sirene di allarme anti razzi da Gaza stanno risuonando nelle comunità israeliane a ridosso della Striscia. Lo ha fatto spere il portavoce militare.

Blinken pronto a presentare al Congresso un rapporto critico sull’atteggiamento di Israele

Il segretario di Stato Usa Antony Blinken potrebbe gia' oggi presentare al Congresso un rapporto molto critico sulla condotta di Israele a Gaza, che non arriva pero' a concludere che ha violato i termini per l'uso delle armi statunitensi. Lo rende noto Times of Israel, che riprende Axios, sulla base delle dichiarazioni di tre funzionari statunitensi. Negli ultimi mesi, il Dipartimento di Stato e' stato impegnato in un processo interno per preparare il rapporto politicamente sensibile richiesto dal nuovo memorandum sulla sicurezza nazionale emesso a febbraio dal presidente Biden. Nelle ultime settimane c'e' stato un braccio di ferro all'interno del Dipartimento di Stato sul contenuto del rapporto su Israele e sulle sue conclusioni. L'ambasciatore americano in Israele Jack Lew e l'inviato umanitario uscente degli Stati Uniti per Gaza David Satterfield hanno inviato un promemoria a Blinken affermando che Israele non sta violando il diritto internazionale nella sua guerra a Gaza. Hanno raccomandato a Blinken di certificare nel rapporto che Israele non sta ostacolando gli aiuti umanitari. I due hanno chiarito che, sebbene in passato Israele abbia limitato gli aiuti umanitari e creato ostacoli affinche' gli aiuti raggiungessero Gaza, ha cambiato la sua politica da aprile

Onu: oggi voto in Assemblea Generale su status palestinese

L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite potrebbe questa sera migliorare lo status palestinese presso le Nazioni Unite, garantendogli quasi tutti i diritti di statualità all'interno del suo plenum, tranne consentirgli di votare. Lo scrive il Jerusalem Post secondo cui si prevede che gli Emirati Arabi Uniti presentino una risoluzione che invita il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite a garantire alla Palestina lo status di membro a pieno titolo nelle Nazioni Unite. Il testo, che probabilmente otterrà il sostegno della maggioranza, afferma che "la Palestina è qualificata per diventare membro delle Nazioni Unite in conformità con l'articolo 4 della Carta e dovrebbe pertanto essere ammessa come membro delle Nazioni Unite". L'Autorità Palestinese, attraverso gli Emirati Arabi Uniti, si era rivolta all'Assemblea Generale dopo che il mese scorso gli Stati Uniti avevano posto il veto alla sua richiesta di adesione al Consiglio di Sicurezza. La risoluzione degli Emirati Arabi Uniti cerca di aggirare il potere esclusivo del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di determinare l'adesione alle Nazioni Unite. Secondo l'attuale bozza, oggi l'Assemblea concederebbe alla Palestina il diritto di operare all'interno del suo plenum come Stato membro, concedendole quasi tutto tranne il diritto di voto, che richiederebbe l'approvazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. La risoluzione afferma "il diritto del popolo palestinese all'autodeterminazione, compreso il diritto al proprio Stato indipendente di Palestina". In pratica, lo Stato di Palestina potrebbe essere seduto tra gli Stati membri e avere ampi diritti per parlare al plenum a suo nome o a nome di gruppi. I palestinesi potrebbero presentare risoluzioni, proposte ed emendamenti per proprio conto o per conto di gruppi all'interno del sistema delle Nazioni Unite. Se la risoluzione venisse approvata, i palestinesi potrebbero anche partecipare a riunioni di alto livello e conferenze internazionali, dove avrebbero diritto di voto.

Egitto, appello a Israele e Hamas: dare prova di flessibilità per arrivare a tregua e liberazione ostaggi

L’Egitto rivolge un appello a Israele e Hamas perché diano prova di “flessibilità” per arrivare “nel più breve tempo possibile” a una tregua nei combattimenti a Gaza assieme alla liberazione degli ostaggi israeliani. Il messaggio è contenuto in un comunicato del ministero degli Esteri del Cairo ed è stato ribadito dal capo della diplomazia egiziana Sameh Choukri in una conversazione telefonica con il segretario di Stato americano Anthony Blinken.

Gaza, media: quattro morti in raid Israele su campo profughi Jabalia

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che quattro persone sono rimaste uccise stanotte in un bombardamento israeliano che ha colpito un edificio residenziale nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Le vittime appartengono tutte alla stessa famiglia e tra loro c'è anche un bambino, spiega la Wafa. Morti e feriti a causa dei raid di Israele vengono segnalati in queste ore anche nella città di Gaza e a Nuseirat, nel centro dell'enclave palestinese. Il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre è di almeno 34.904 morti e 78.514 feriti, secondo il Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Netanyahu: “Spero che io e Biden supereremo i disaccordi. Ma bisogna sconfiggere Hamas a Rafah”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha detto che spera che lui e il presidente degli Stati Uniti Joe Biden possano superare i loro disaccordi sulla guerra a Gaza. "Spesso abbiamo avuto i nostri disaccordi. Siamo stati in grado di superarli. Spero che riusciremo a superarli anche ora, ma faremo quello che dobbiamo fare per proteggere il nostro Paese", ha detto in premier israeliano in un'intervista al talk show americano Dr. Phil Primetime. Ma il premier di Israele non fa marcia indietro sull’opzione militare al valico di Rafah, osteggiata da Biden al punto da minacciare lo stop alle forniture militari offensive a Israele. “Dobbiamo sconfiggere Hamas a Rafah – ha detto Netanyahu –. E a Gaza sarà necessario che si imponga un qualche tipo di governo civile, possibilmente con l’aiuto degli Emirati e di chiunque desideri la stabilità” dell’area.

Hamas: negoziato, la palla è ora completamente nel campo di Israele

Il gruppo militante palestinese Hamas ha annunciato che la sua delegazione presente ai negoziati per il cessate il fuoco a Gaza al Cairo ha lasciato la città per il Qatar, aggiungendo che "la palla è ora completamente" nel campo di Israele. "La delegazione negoziale ha lasciato il Cairo diretta a Doha. In pratica, Israele ha respinto la proposta presentata dai mediatori e ha sollevato obiezioni su diverse questioni centrali", ha detto il gruppo in una nota, aggiungendo di sostenere la proposta. "Di conseguenza, la palla è ora completamente nelle loro mani".

Esercito Israele: bombardati siti di Hezbollah nel sud del Libano

Aerei da combattimento di Israele hanno colpito stanotte edifici e altre infrastrutture appartenenti a Hezbollah nel sud del Libano. Lo rendono noto le Forze di difesa israeliane (Idf). In un comunicato citato dai media locali, le Idf specificano di aver effettuato operazioni sulle città di Kafr Kila, Alma ash-Shab e Yaroun. I raid arrivano dopo ripetuti attacchi di razzi e droni sul nord di Israele da parte delle milizie islamiste libanesi, aggiunge l'esercito.

Media: Netanyahu pronto a sostituire ambasciatore in Usa

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu intende sostituire l'ambasciatore negli Stati Uniti, Michael Herzog, il cui mandato dovrebbe scadere tra quattro mesi, nonostante il diplomatico abbia espresso interesse a rimanere nella sua posizione. Lo rivela il Jerusalem Post secondo cui Netanyahu avrebbe manifestato la sua intenzione in alcune conversazioni riservate nelle ultime settimane, in un contesto di gravi divergenze di opinione emerse tra i due. Herzog, esperto di sicurezza nazionale e negoziatore di pace veterano, è anche il fratello del presidente Isaac. Il premier avrebbe anche già identificato il sostituto in Gilad Erdan, ambasciatore presso l'Onu. Erdan era stato nominato da Netanyahu rappresentante presso le Nazioni Unite e, dopo le elezioni presidenziali americane del 2020, anche ambasciatore negli Stati Uniti. Questo duplice ruolo diplomatico, ricoperto l'ultima volta negli anni '50 da Abba Eban, segno' una pietra miliare significativa nella carriera di Erdan. Il suo mandato come ambasciatore negli Stati Uniti si concluse con l'arrivo di Herzog il 15 novembre 2021.

Esercito israeliano attacca obiettivi Hezbollah in Libano

Aerei da combattimento israeliani hanno colpito poco fa edifici e altre infrastrutture appartenenti a Hezbollah nelle città di Kafr Kila, Alma ash-Shab e Yaroun, nel Libano meridionale, secondo l'esercito. Lo riportano i media locali. Gli attacchi arrivano dopo ripetuti attacchi di razzi e droni oggi nel nord di Israele.

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