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Guerra Israele - Hamas, le notizie del 14 maggio

Guerra Israele - Hamas, le notizie del 14 maggio
(afp)
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Israele, sfollati resteranno negli hotel fino a dicembre

Secondo l'emittente pubblica Kan, gli hotel che attualmente ospitano gli israeliani sfollati dalle loro case a causa della guerra tra Israele e Hamas a Gaza e degli scontri con Hezbollah al confine con il Libano hanno ricevuto istruzioni di prepararsi ad ospitarli fino a dicembre, lo scrive il Times of Israel. Il corrispondente settentrionale dell'emittente osserva che tale provvedimento potrebbe essere prolungato anche l'anno prossimo.

Onu, donne e bambini sono almeno 56% morti Gaza

Donne e bambini costituiscono almeno il 56% delle decine di migliaia di persone uccise nella guerra di Gaza. Lo rende noto l'Onu. Il Ministero della Sanità con sede a Gaza ha affermato che dal 7 ottobre sono state uccise almeno 35.173 persone. Le autorità di Gaza hanno costantemente affermato che donne e bambini costituiscono la maggioranza delle persone uccise nella Striscia. Il ministero ha affermato che al 30 aprile erano state identificate quasi 25.000 persone uccise. Di questi, il 40% erano uomini, il 20% donne e il 32% bambini, mentre l'8% erano anziani, una categoria non suddivisa per genere.
Il portavoce dell'OMS Christian Lindmeier ha affermato che la nuova ripartizione è "la più completa" fornita fino ad oggi.
Ha detto ai giornalisti a Ginevra che, applicando lo stesso rapporto alle persone non identificate e presupponendo che le donne rappresentino la metà degli anziani, ci si potrebbe aspettare che almeno "il 56% di donne e bambini" siano tra gli oltre 35.000 morti. E questo senza prendere in considerazione la probabilità che ci siano più donne e bambini tra le migliaia che si ritiene siano ancora sotto le macerie "perchè sono quelli che solitamente restano a casa". Quindi da un "calcolo statistico minimo", ha detto, "si arriva al 60 per cento di donne e bambini".

Idf, ci sono ostaggi a Rafah

Il portavoce dell'IDF (le Forze armate israeliane), il contrammiraglio Daniel Hagari, ha dichiarato di essere tornato "dalla parte orientale di Rafah", dove ha incontrato "i comandanti sul campo. Hanno detto che ci sono degli ostaggi a Rafah". "Siamo determinati a fare di tutto per creare le condizioni giuste per garantire il loro rilascio", ha aggiunto.

Idf diffonde video: “Terroristi vicini a auto Onu a Rafah”

"Durante l'attività operativa dell'Idf di sabato nella parte orientale di Rafah, sono stati identificati terroristi nel complesso logistico centrale dell'Unrwa insieme a veicoli delle Nazioni Unite". Lo riferisce l'esercito israeliano diffondendo un video in cui "si vedono numerosi terroristi e spari vicino ai veicoli dell'Onu e nell'area del magazzino logistico dell'Unrwa, un punto centrale per la distribuzione degli aiuti nella Striscia". Le autorità israeliane hanno poi "trasmesso i fatti agli alti funzionari della comunità internazionale e hanno chiesto alle Nazioni Unite di condurre un'indagine urgente sulla questione".

Sullivan nel fine settimana in Israele e Arabia Saudita

Il Consigliere per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, ha intenzione di recarsi in Arabia Saudita e Israele questo fine settimana. Lo riferisce Axios citando tre funzionari statunitensi e israeliani non identificati.

Un civile ucciso e 5 soldati feriti in attacco Hezbollah

Un civile israeliano è stato ucciso e cinque soldati sono rimasti feriti in un attacco di Hezbollah con missili anticarro contro la comunità di Adamit, nel nord di Israele. Lo ha riferito l'esercito. Il Partito di Dio sciita filo-iraniano ha rivendicato l'attacco, affermando di aver preso di mira le posizioni militari nella zona. In risposta al raid, le forze armate israeliane hanno colpito gli edifici utilizzati da Hezbollah ad Ayta ash-Shab e Kafr Kila, nel sud del Libano.

Qatar, colloqui pace in stallo per attacco a Rafah

I colloqui per una tregua a Gaza sono in una fase di stallo a causa dell'attacco israeliano a Rafah: lo ha detto in una conferenza stampa a Doha il primo ministro del Qatar, Mohamed bin Abderrahman. "Nelle ultime settimane avevamo visto un certo slancio. Ma, sfortunatamente, le cose non si sono mosse nella giusta direzione. Quanto succede a Rafah ci fa tornare indietro e in questo momento ci troviamo quasi in una situazione di stallo", ha detto il ministro degli Esteri al Qatar Economic Forum.

Guterres, "sconvolto" da escalation militare a Rafah

Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, è "sconvolto" dall'escalation dell'attività militare israeliana a Rafah. Lo ha riferito il suo portavoce, Farhan Haq, sottolineando che "questi sviluppi ostacolano ulteriormente l'accesso umanitario e peggiorano una situazione già tragica".
Haq ha anche denunciato il lancio di razzi "indiscriminati" da parte di Hamas e ha chiesto la protezione dei civili in tutta Gaza.

Idf, colpita sala comando Hamas dentro scuola Unrwa

Le forze armate israeliane hanno annunciato di aver colpito un centro di comando di Hamas situato in una scuola dell'Unrwa nel centro di Gaza, uccidendo oltre 15 miliziani. Tra di loro, anche esponenti della forza d'èlite Nukhba di Hamas che hanno partecipato all'attacco del 7 ottobre.
"L'attacco è stato attentamente pianificato ed effettuato utilizzando informazioni precise, evitando il più possibile di danneggiare i civili", ha riferito l'Idf, secondo cui la sala di comando è stata utilizzata dal gruppo palestinese per pianificare attacchi contro le truppe che operano nel centro di Gaza nelle ultime settimane.

Idf chiede evacuazioni da altri quartieri nel Nord di Gaza

L'esercito israeliano sta chiedendo ai palestinesi di altri quartieri del Nord di Gaza di evacuare dalle loro aree mentre prosegue l'operazione contro Hamas a Jabalya. Il portavoce dell'esercito in arabo, Avichai Adraae, ha avvisato i residenti dei quartieri di Al Karama, Salatin e Al Zuhor, nel nord della Striscia di Gaza, di evacuare. "Hamas e altri terroristi - ha detto Adraae - stanno utilizzando le vostre terre per attività terroristiche e lanciano razzi nel territorio israeliano, pertanto l'Idf agirà contro di loro con urgenza. Per la vostra sicurezza, dovete immediatamente evacuare".

Idf: “Uccisi 15 terroristi in un raid contro la scuola Unrwa a Gaza”

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno annunciato di aver eliminato 15 "terroristi" nei raid aerei che hanno preso di mira una scuola dell'Unrwa - l'Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi - nel campo profughi di Nuseirat, nella zona centrale della Striscia di Gaza. Lo riporta Haaretz, precisando che i raid sono stati condotti sulla base di precise informazioni di intelligence e hanno preso di mira una sala usata come "base terroristica per pianificare attacchi contro le forze delle Idf a Gaza".

Idf: a Nuseirat colpita sala comando Hamas in scuola Unrwa

L'aviazione israeliana in "un'azione mirata" ha colpito "una sala di guerra dei comandanti di Hamas all'interno di una scuola dell'Unrwa" nella zona di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che l'attacco - in base a informazioni di intelligence - ha centrato la sala che "era usata dagli operativi dell'ala militare di Hamas". "Sono state impiegate - ha aggiunto - munizioni mirate in modo da minimizzare danni a civili non coinvolti". Nell'attacco - ha spiegato - "sono stati uccisi "circa 15 terroristi, dei quali più di 10 erano di Hamas".

I carri armati si spingono più in profondità a Rafah Est

I carri armati israeliani si sono spinti più in profondità nella parte orientale di Rafah, raggiungendo alcuni quartieri residenziali della città all'estremo Sud di Gaza. Lo ha riferito un residente alla Reuters, precisando che i carri armati "sono avanzati questa mattina a ovest di Salahuddin Road nei quartieri di Brzail e Jneina".

Lega araba: “A Gaza pulizia etnica, uccise anche istituzioni”

"L'aggressione contro Gaza è il completo assassinio di una società, lacerandone il tessuto sociale e distruggendone le capacità e le istituzioni. Dopo mesi di atrocità accumulate, il mondo dovrebbe essere pronto a dichiararlo chiaramente come pulizia etnica". Lo ha detto il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, durante il suo discorso al Consiglio dei Ministri degli Esteri della Lega Araba in preparazione del 33° Summit Arabo organizzato dal Regno del Bahrein. Quello che accade a Gaza - ha aggiunto - "è una macchia sulla fronte del mondo".

Hamas: saliti a 36 i morti negli attacchi a Nuserait

È salito a 36 il numero dei palestinesi uccisi in due distinti attacchi aerei notturni israeliani nel campo profughi di Nuseirat. Lo riferisce la Cnn, citando funzionari della sanità di Hamas.
In un comunicato diffuso oggi, la Difesa civile palestinese ha specificato che la prima operazione ha colpito un edificio che ospitava almeno 100 sfollati. Un successivo raid, intorno alle 2.45 era diretto a un obiettivo a poche centinaia di metri dal primo.
Almeno 25 salme sono state portate al vicino ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah. Altri 11 cadaveri, dopo il secondo attacco, all'ospedale Al-Awda.

Intercettati su Sderot tre razzi lanciati da Gaza

Le forze di difesa aerea israeliane hanno intercettato nei cieli di Sderot, nel sud del Paese, tre razzi lanciati dalla Striscia di Gaza. Lo ha reso noto l'amministrazione locale, mentre la stampa israeliana fa notare che l'attacco è avvenuto nelle stesse ore in cui nella zona di Sderot si teneva una marcia della destra per chiedere la costruzione di nuovi insediamenti israeliani a Gaza.

Human Rights Watch: dall’inizio della guerra colpiti da Israele 8 convogli umanitari per Gaza

Human Rights Watch (Hrw) accusa le forze israeliane di aver colpito almeno otto convogli o edifici di organizzazioni umanitarie nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra il 7 ottobre. Le organizzazioni prese di mira "avevano fornito i propri dati di contatto alle autorità israeliane, al fine di garantire la propria protezione" e le "autorià israeliane non avevano avvertito nessuno di loro in anticipo" dell'attacco, sostiene Hrw. Secondo l'organizzazione per i diritti umani, in questi otto eventi almeno 15 persone sono state uccise e 16 ferite, tra operatori umanitari e persone che li accompagnavano. "Questo modello... solleva seri interrogativi sull'impegno e sulla capacità di Israele di rispettare il diritto internazionale umanitario, su cui fanno affidamento paesi come il Regno Unito, per continuare ad autorizzare le esportazioni di armi verso Israele", sottolinea Hrw.

L’Iran contesta il senatore Usa Graham per le frasi su Israele

"Le dichiarazioni del senatore repubblicano Lindsey Graham, che violano i diritti umanitari, mostrano il livello di brutalità di questo gruppo di guerrafondai e la sua disattenzione al diritto alla vita degli esseri umani, come anche mancanza di rispetto per la Dichiarazione universale dei Diritti Umani". Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanani, riferendosi alle parole di Graham, il quale ha affermato che sganciare bombe atomiche sul Giappone durante la seconda guerra mondiale, per porre fine al conflitto, è stata la giusta decisione e che dovrebbero essere date a Israele "le bombe di cui ha bisogno per per porre fine alla guerra" a Gaza. "Tali dichiarazioni sono fatte da un senatore di un Paese che, oltre all'uso di bombe atomiche nella storia, afferma sempre di essere il portabandiera dei diritti umani e si ritiene qualificato per valutare e giudicare il livello di rispetto dei diritti umani in altri Paesi", ha aggiunto Kanani in un messaggio condiviso su X.

Israele: “Diversi lanci dal Libano nel nord del Paese”

L'esercito israeliano ha identificato diversi razzi lanciati dal Libano verso le aree di Arab al-Aramshe e Adamit nella Galilea occidentale. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui poco dopo l'aviazione ha colpito ed "eliminato un terrorista di Hezbollah che operava nelle vicinanze di una struttura militare dell'organizzazione nella zona di Meiss El Jabal nel sud del Libano". Nelle ultime ore - ha aggiunto la stessa fonte - aerei israeliani hanno colpito gli Hezbollah nelle aree di "Kharayeb, Halta, e Yaroun".

In Cisgiordania attivisti incendiano due camion aiuti a Gaza

Due camion, che trasportavano aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza, sono stati dati alle fiamme ieri sera al valico di frontiera di Tarqumiyah, vicino a Hebron in Cisgiordania. Lo riferisce Haaretz, precisando che il convoglio era stato bloccato e saccheggiato in giornata da attivisti di destra. La polizia aveva arrestato quattro persone e poi se ne era andata. Poche ore dopo, gli attivisti sono tornati e hanno appiccato il fuoco ai camion. Polizia ed esercito si sono scambiati accuse su chi avrebbe dovuto vigilare sul convoglio. Un alto funzionario della sicurezza ha puntato il dito quelli nelle forze dell'ordine che "chiudono un occhio" sugli atti di questi "delinquenti, che vandalizzano e bruciano gli aiuti grazie a informazioni interne sul movimento dei camion". "C'è la sensazione che stiano cercando di compiacere qualcuno in particolare nel governo", ha aggiunto la fonte, in un velato riferimento al ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, leader dell'estrema destra.

Cisgiordania, manifestanti israeliani bloccano il convoglio umanitario diretto a Gaza: "No agli aiuti a Hamas"

Corte Aia: il 16 e 17 maggio udienze su operazioni Rafah

La Corte internazionale di giustizia dell'Aia terrà due udienze, giovedìe venerdi', a seguito della richiesta del Sudafrica che ha chiesto a Israele di ritirare le sue truppe da Rafah. La Corte delle Nazioni Unite ascolterà giovedì gli avvocati del Sud Africa e il giorno successivo la risposta di Israele, si legge in una nota.

Bbc: “Camion di aiuti israeliano bloccato da coloni israeliani”

Il passaggio di camion che trasportavano aiuti umanitari verso Gaza è stato impedito ieri da un gruppo di coloni israeliani vicino al checkpoint di Tarqumiya, a ovest di Hebron. Lo riferisce la Bbc. In un video diffuso ieri, si vedono decine di manifestanti attaccare i mezzi e distruggere il contenuto: pacchi alimentari lanciati e calpestati, sacchi di grano rovesciati al suolo. Gli aiuti provenivano dalla Giordania ed erano destinati a chi si trova nel territorio della Striscia di Gaza, dove il bisogno di prodotti alimentari di base è altissimo.
Da una settimana, prosegue la Bbc, Israele chiude i valichi di Rafah e Kerem Shalom al passaggio degli aiuti, circostanza che rende ancora più disastrosa la situazione nella Striscia, dove vivono in condizioni critiche circa 2milioni e 300mila persone. Fonti israeliane ritengono che i responsabili siano gli attivisti di Tzav 9. In una dichiarazione citata dal Jerusalem Post, il gruppo si è però dissociato dalle azioni dei manifestanti, affermando che le azioni compiute "non sono in linea con i valori del nostro movimento". La forma di protesta del blocco dei camion è però stata rivendicata: "È un passo efficace con cui gridiamo che nessun aiuto transiterà fino alla liberazione dell'ultimo degli ostaggi".

Msf lascia ospedale indonesiano a Rafah

Dopo l'intensificarsi dell'offensiva delle forze israeliane a Rafah, i team di Medici Senza Frontiere (Msf) sono stati costretti a lasciare l'ospedale da campo indonesiano di Rafah, mentre sono riprese le attività nell'ospedale Nasser di Khan Younis per continuare a fornire assistenza alla popolazione. ''Dall'inizio del conflitto abbiamo dovuto lasciare 12 diverse strutture sanitarie e abbiamo subìto 26 incidenti violenti, tra cui attacchi aerei che hanno danneggiato gli ospedali, carri armati che hanno sparato contro i nostri rifugi le cui posizioni erano condivise con le parti in conflitto, offensive di terra contro i centri medici e convogli colpiti'', afferma Michel-Olivier Lacharité, responsabile delle operazioni di emergenza di Msf. Alla luce degli attacchi sistematici contro le strutture mediche e le infrastrutture civili fin dall'inizio della guerra e dell'avanzata dell'offensiva, il 12 maggio i team di Msf hanno deciso di lasciare l'ospedale da campo indonesiano di Rafah e i 22 pazienti che erano rimasti sono stati trasferiti in altre strutture, poiché impossibile garantire la loro sicurezza. Prima dell'evacuazione, le équipe di Msf fornivano assistenza post-operatoria ai feriti di guerra, medicazioni e fisioterapia, con 60 posti letto, circa 35 interventi a settimana in sala operatoria e circa 130 consultazioni al giorno. Anche il ministero della salute è stato costretto a spostare le attività dall'ospedale di Rafah e l'intero ospedale è stato chiuso.
Intanto, Msf ha ripreso le attività presso l'ospedale Nasser di Khan Younis con reparti ambulatoriali e di degenza incentrati sulla chirurgia ortopedica, la cura delle ustioni e i servizi di salute mentale. Le équipe di Msf, che erano state costrette a lasciare l'ospedale Nasser a metà febbraio dopo che una granata aveva colpito il reparto di ortopedia e le forze israeliane avevano ordinato l'evacuazione della struttura prima di fare irruzione, sono in azione per riaprire anche i servizi di maternità,

Qatar: dal 9 maggio aiuti umanitari a Gaza

Gli aiuti umanitari non arrivano a Gaza dal 9 maggio, quando Israele ha lanciato incursioni nella citta' di Rafah e ha chiuso i valichi di soccorso. Lo dice il ministero degli Esteri del Qatar. "I nostri fratelli nella Striscia di Gaza non hanno ricevuto alcun aiuto dal 9 maggio, e questo è un indicatore del continuo perpetuarsi della catastrofe umanitaria nella Striscia di Gaza", ha detto il portavoce del ministero Majed al-Ansari in una conferenza stampa a Doha.

Ankara paragona l’uccisione di bambini palestinesi all’Olocausto

"Uccidere bambini palestinesi innocenti nei loro letti è sbagliato quanto lo è uccidere ebrei innocenti nei campi di concentramento". Lo ha detto il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo austriaco Alexander Schallenberg ad Ankara. "Israele calpesta il diritto internazionale e i diritti umani e gli sforzi diplomatici sono falliti ancora una volta a causa dell'invasione di Rafah", ha aggiunto Fidan, come riporta Sabah, ribadendo la posizione del presidente Recep Tayyip Erdogan secondo cui Hamas "non è un'organizzazione terroristica ma un gruppo che sta difendendo le terre (palestinesi)".

Turchia: “Con migliaia di morti e milioni di sfollati a Gaza è genocidio”

''L'uccisione di migliaia di palestinesi innocenti da parte di Israele'' nella Striscia di Gaza, così come il fatto dello ''sfollamento di milioni di persone'' fa sì che sia ''un atto di genocidio'' quello in corso nell'enclave palestinese. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, come riporta l'agenzia di stampa Anadolu. Ieri il consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, ha detto che gli Stati Uniti ''non credono che quello che sta succedendo a Gaza sia un genocidio".

Biden: “L’impegno Usa per la sicurezza di Israele è ferreo”

Nei saluti inviati dal presidente degli Stati Uniti Biden all'israeliano Isaac Herzog in occasione del 76esimo Giorno dell'Indipendenza di Israele, Biden ha affermato che "gli Stati Uniti sono orgogliosi della loro relazione duratura con Israele" e che "l'impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele è ferreo". Lo riporta Haaretz. Biden ha riconosciuto che "l'anno trascorso è stato profondamente doloroso... ma il popolo di Israele ha mostrato una forza e una resilienza straordinarie". "EÈfondamentale che i nostri paesi - afferma Biden - lavorino insieme per aumentare sicurezza e pace per Israele e per l'intera regione. Spero che le nostre nazioni continuino a lavorare insieme per creare un futuro migliore per tutto il nostro popolo".

Esercito Israele: “Operazioni a Rafah est e a Jabalya”

L'esercito israeliano sta continuando ad operare a Rafah est, al valico omonimo di Gaza, ma anche a Jabalya nel nord e a Zeitun. Lo ha fatto sapere il portavoce militare second cui i soldati "hanno eliminato numerosi cellule terroristiche in combattimenti ravvicinati" nell'area del valico. Nella parte est di Rafah - ha continuato - le truppe "hanno ucciso terroristi e individuato armi". Nel corso della notte, l'Idf ha "allargato l'operazione nell'area di Jabalya con operazioni militare sul altri obiettivi del terrore". Lo stesso è avvenuto a Zeitun, sempre nel nord, dove sono "individuati imbocchi di tunnel e smantellati numerose postazioni di lancio". Nelle ultime 24 ore - ha aggiunto la fonte - l'Idf ha operato anche nella parte centrale della Striscia. Complessivamente - ha concluso - i raid dell'aviazione hanno "colpito oltre obiettivi terroristici in tutta la Striscia".

La Croce rossa internazionale apre ospedale da campo a Rafah

La Croce Rossa Internazionale e i suoi partner apriranno un ospedale da campo a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, per cercare di rispondere a quella che è stata definita una domanda ''enorme'' di assistenza sanitaria. Una situazione resa ancora più grave dall'inizio dell'operazione militare israeliana su Rafah, che ha portato alcune cliniche a sospendere le loro attività per l'assenza di medici. "Le persone a Gaza stanno lottando per accedere alle cure mediche di cui hanno urgentemente bisogno, in parte a causa dell'enorme richiesta di servizi sanitari e del numero ridotto di strutture sanitarie funzionanti", ha affermato il Comitato internazionale della Croce Rossa. "Medici e infermieri hanno lavorato 24 ore su 24, ma la loro capacità è stata portata oltre il limite", prosegue la nota. Il personale del nuovo ospedale da campo sarà in grado di curare circa 200 persone al giorno e potrà fornire cure chirurgiche di emergenza e gestire vittime di massa, oltre a fornire servizi pediatrici, spiega la Croce Rossa Internazionale. "Il personale medico si trova ad affrontare persone che arrivano con ferite gravi, malattie trasmissibili in aumento che potrebbero portare a potenziali epidemie e complicazioni legate a malattie croniche non trattate che avrebbero dovuto essere curate giorni prima", ha sottolineato.

Pesanti combattimenti a Rafah, Jabaliya e al-Zaytoun

Prosegue l'offensiva israeliana a Gaza. Fin dall'alba, Rafah, la città all'estremità meridionale della Striscia, ha subito intensi bombardamenti aerei e di artiglieria. I bombardamenti di artiglieria israeliani hanno preso di mira anche il centro del quartiere di Al-Zaytoun, a sud di Gaza City. Secondo i media palestinesi, ci sono scontri anche a Jabaliya, nel centro dell'enclave palestinese. Nella città' di Rafah, i carri armati israeliani hanno attraversato la strada principale, Salah al-Din, che taglia la Striscia da Nord e Sud e divide anche la città nella metà orientale e quella occidentale. Le truppe avanzano da Est verso Ovest e ora stanno combattendo nei quartieri vicini al centro. I video sui social media e sui media palestinesi mostrano un blindato israeliano nel cuore del quartiere di Geneina, nel centro della città. Le Brigate al-Qassam, il braccio armato di Hamas, hanno anche riferito di attacchi di artiglieria contro le truppe israeliane di stanza al valico di Rafah, che collega con l'Egitto, e contro un convoglio di fanteria nel quartiere di Salam. Attualmente sul lato egiziano del confine si trovano circa 100 camion dell'Unrwa, di fronte al valico di Kerem Shalom - che collega la Striscia di Gaza con Israele da sud, molto vicino all'Egitto - il che potrebbe indicare che altri aiuti umanitari entreranno a Rafah nelle prossime ore. Il valico di Rafah con l'Egitto è chiuso da martedì scorso, quando Israele ha preso il controllo del lato palestinese, mentre il vicino valico di Kerem Shalom - dove Israele sta effettuando ispezioni - è stato aperto la scorsa settimana di tanto in tanto, principalmente per consentire l'ingresso di carburante durante il fine settimana.

Rafah, tribù beduine Sinai vogliono un nuovo valico

I beduini del Sinai hanno chiesto al presidente egiziano Abdel Fettah al Sisi di aprire un nuovo valico di frontiera con Rafah, dopo che l'esercito israeliano ha preso il controllo del passaggio. "Chiediamo al presidente egiziano di agire immediatamente per la creazione di un passaggio alternativo tra l'Egitto e Gaza, fino a quando Israele manterrà il controllo del valico terrestre", si legge in un comunicato dell'Alleanza delle Tribù Arabe. I beduini chiedono ad Al Sisi di "fare pressione per spingere Israele a lasciare l'area" e ribadire "la sovranità egiziana". La richiesta arriva dopo che i militari israeliani hanno annunciato di aver preso il controllo del valico di Rafah, unico punto di passaggio tra Gaza e l'Egitto dove ora sventola la bandiera dello Stato ebraico.
L'operazione israeliana ha inoltre bloccato il flusso di aiuti umanitari diretti ai civili di Gaza attraverso l'Egitto. Una situazione che aumenta il rischio di una crisi umanitaria. L'Alleanza delle Tribù Arabe è nata ufficialmente lo scorso 1 maggio, riunisce i 5 clan più importanti del Sinai con l'obiettivo di sostenere le politiche del governo sulla penisola, storicamente difficile da controllare per Il Cairo. L'alleanza si avvale del sostegno di un gruppo paramilitare formato dalle milizie beduine e attivo dal 2015 nella lotta al terrorismo di matrice islamista.

Hezbollah annuncia la morte di un suo combattente nel sud

Un combattente di Hezbollah, dell'età di 56 anni, è stato ucciso nelle ultime ore in un raid israeliano lungo la linea del fronte tra Hezbollah e Israele.
Lo riferisce lo stesso movimento armato filo-iraniano, secondo cui Hussein Issa, originario di Mays al Jabal, è "morto sulla via di Gerusalemme", espressione per indicare che è stato ucciso nella guerra in corso tra il Partito di Dio e Israele.Sono circa 300 i combattenti di Hezbollah dichiarati uccisi in raid israeliani dall'inizio della nuova guerra in Medio Oriente nell'ottobre scorso.

L’Egitto valuta se declassare le relazioni diplomatiche con Israele

L'Egitto sta valutando la possibilitàdi declassare le relazioni diplomatiche con Israele e anche di richiamare il suo ambasciatore da Tel Aviv. Lo hanno riferito fonti egiziane al Wall Street Journal. La notizia segue di appena due giorni l'annuncio, del ministero degli Esteri Egiziano, che l'Egitto ha aderito alla causa del Sudafrica, che accusa Israele di genocidio a Gaza davanti alla Corte internazionale di giustizia dell'Aia.

Media: “Netanyahu salta due cerimonie per Giorno Indipendenza”

Il premier Benyamin Netanyahu ha saltato due appuntamenti del Giorno dell'Indipendenza che si festeggia oggi in Israele e che è improntato alla sobrietà vista la guerra in corso. Lo ha sottolineato Times of Israel. Il primo è stato la cerimonia nella residenza del presidente Isaac Herzog a Gerusalemme dove sono stati onorati i soldati. Il secondo è l'annuale concorso sulla Torah (Bibbia) in cui sono premiati i migliori studenti con le conoscenze del testo sacro. In questo caso il premier ha inviato un video. Ieri Netanyahu è stato oggetto di alcune contestazioni durante le cerimonie ufficiali per il Giorno del ricordo dei caduti.

Proteste contro Netanyahu nel Giorno dell'Indipendenza di Israele

Mattarella: “Fermare le ostilità a Gaza, soluzione due Stati”

"È altresì indispensabile giungere a un'immediata cessazione delle ostilità nella Striscia di Gaza. Auspichiamo che quanto prima il ciclo della violenza possa essere interrotto, che si riducano le tensioni - anche al livello regionale - e che si apra la strada ad un dialogo che porti ad una soluzione a due Stati, giusta, necessaria, sostenibile, in linea con il diritto internazionale. Una soluzione che è nell'interesse di tutti e per la quale tutti dobbiamo impegnarci". Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio al Presidente israeliano Israele, Isaac Herzog.

Usa: “Improbabile vittoria totale Israele su Hamas”

L'amministrazione Biden non crede che l'attuale strategia di Israele contro Hamas possa portare a una "vittoria totale", uno sviluppo che non viene ritenuto "probabile o possibile". È in questi termini che si è espresso il vice segretario di Stato Usa, Kurt Campbell, intervenuto nelle scorse ore al Nato Youth Summit a Miami. "A volte, ascoltando con attenzione i leader israeliani parlano per lo più dell'idea di una sorta di vittoria schiacciante sul campo, di una vittoria totale - ha affermato Campbell in dichiarazioni rilanciate dai media americani - Non penso che noi crediamo questo sia probabile o possibile". Mentre da mesi, dall'attacco in Israele del 7 ottobre dello scorso anno, il premier israeliano Benjamin Netanyahu insiste nel voler arrivare a una "vittoria totale" su Hamas, che nel 2007 prese il controllo della Striscia di Gaza. In questo contesto, ha detto Campbell, "molti Paesi" vogliono vedere "una soluzione politica in cui ci sia più rispetto per i diritti dei palestinesi", ma "non penso sia mai stato così difficile come in questo momento, anche se credo ancora che l'impegno ci sia".

Unrwa: “Sono 450mila i palestinesi che hanno lasciata Rafah”

L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, l'Unrwa, afferma che circa 450.000 palestinesi hanno lasciato Rafah la scorsa settimana mentre l'Idf ha intensificato le sue operazioni nella città più meridionale di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. Si stima che a Rafah si trovassero circa 1,3 milioni di persone prima che Israele iniziasse ad invadere la città, che secondo il governo di Tel Aviv è l'ultima roccaforte di Hamas.

Herzog: “Non ci fermeremo finché i nostri figli non torneranno a casa”

"Quest'anno celebriamo un Giorno dell'Indipendenza diverso. Siamo orgogliosi della nostra indipendenza, del miracolo rappresentato dallo Stato di Israele, ma i nostri cuori sono pieni di dolore e tristezza". A dichiararlo, durante la cerimonia per il Giorno dell'Indipendenza, è stato il presidente israeliano Isaac Herzog. "Dobbiamo agire con coraggio. Dobbiamo scegliere la vita. Non ci fermeremo e non staremo in silenzio", ha dichiarato ancora. "Non ci fermeremo e non staremo in silenzio - finché i nostri figli e le nostre figlie non torneranno a casa".

Israele: “Veicolo Onu attaccato era in zona di combattimento”

Il veicolo delle Nazioni Unite attaccato ieri a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, in cui è morto un dipendente internazionale dell'organizzazione, si trovava in una "zona di combattimento attivo" e l'esercito non era stato informato del suo percorso. Lo ha detto un portavoce militare israeliano all'agenzia spagnola Efe. "Una prima indagine condotta indica che il veicolo è stato colpito in un'area dichiarata zona di combattimento attiva. Non eravamo a conoscenza del percorso sul veicolo", ha detto il portavoce. L'esercito ha confermato che quanto accaduto è "in fase di esame". A bordo del veicolo – che stava andando verso l'ospedale europeo e, secondo Hamas, era "chiaramente identificato" con le insegne dell'Onu- c'erano due dipendenti internazionali del team della sicurezza delle Nazioni Unite (la nazionalità non è stata ancora resa nota).
Non è la prima volta che l'esercito israeliano attacca un veicolo chiaramente contrassegnato con le insegne di un'agenzia umanitaria, e Human Rights Watch ha documentato oggi in un rapporto di diversi attacchi diretti contro convogli umanitari e camion per la consegna di cibo, in cui sono stati uccisi una trentina di operatori umanitari. All'inizio di aprile, i militari hanno attaccato un convoglio dell'Ong World Central Kitchen, che distribuisce cibo e pasti preparati in luoghi devastati da guerre o disastri, uccidendo sette dei suoi lavoratori, sei dei quali stranieri. Sotto i bombardamenti a Gaza, sono morti 250 impiegati dell'Onu (quasi 190 dell'agenzia per i rifugiati palestinesi, Unrwa) ma quelle di ieri son le prime vittime straniere.

Qatar: “Colloqui di pace in stallo per l’attacco a Rafah”

I colloqui per una tregua a Gaza sono in una fase di stallo a causa dell'attacco israeliano a Rafah: lo ha detto in una conferenza stampa a Doha il primo ministro del Qatar, Mohamed bin Abderrahman. "Nelle ultime settimane avevamo visto un certo slancio. Ma, sfortunatamente, le cose non si sono mosse nella giusta direzione. Quanto succede a Rafah ci fa tornare indietro e in questo momento ci troviamo quasi in una situazione di stallo", ha detto il ministro degli Esteri al Qatar Economic Forum

Human Rights Watch: “Da ottobre l’Idf ha colpito almeno otto volte le organizzazioni umanitarie a Gaza”

Le forze israeliane hanno effettuato almeno otto attacchi contro convogli umanitari e strutture annesse a Gaza, anche dopo che le organizzazioni umanitarie avevano trasmesso le loro coordinate alle autorità israeliane. La denuncia parte dall'organizzazione per i diritti umani Human Rights Watch, secondo cui le Forze di Difesa Israeliane non hanno avvertito le organizzazioni umanitarie per tempo prima di sferrare gli attacchi, nei quali sono morte o sono rimaste ferite 31 persone. Il rapporto cita il raid del primo aprile scorso in cui sette operatori umanitari sono stati uccisi, in un attacco sferrato dai droni nella città di Deir al-Balah. I missili hanno colpito un convoglio di tre mezzi della World Central Kitchen, due contrassegnati con il logo dell'organizzazione sul tetto e tutti con a bordo civili. Secondo quanto riportato da Hrw, il convoglio "stava percorrendo una rotta che l'organizzazione ha detto di aver concordato con l'esercito israeliano"

Gaza: “82 morti nelle ultime 24 ore, 35.173 dall’inizio della guerra”

È salito a 35.173 morti e 79.061 feriti il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra lo scorso 7 ottobre. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza nell'ultimo aggiornamento quotidiano, precisando che il bilancio delle ultime 24 ore è di 82 palestinesi morti e 234 feriti

Axios: “Israele ha chiesto che l'Anp gestisca il valico di Rafah”

Israele ha chiesto che sia l'Autorità nazionale palestinese (Anp) di Abu Mazen a gestire il valico di Rafah di Gaza con l'Egitto. Lo sostiene il sito Axios, che cita quattro fonti diverse, come riporta il Jerusalem Post. Secondo Axios, se così fosse, sarebbe la prima volta che Israele coinvolge l'Anp in fatti relativi alla guerra a Gaza. Una posizione diversa da quella sostenuta finora da Israele che non vuole il coinvolgimento dell'Anp nella Striscia. Attualmente il valico - che è sotto controllo dell'Idf dopo l'operazione militare avviata nei giorni scorsi - è chiuso e le organizzazioni internazionali ne hanno chiesto l'immediata riapertura per gli aiuti umanitari

Media: “Con l’offensiva Rafah a rischio 45 anni di pace Israele-Egitto”

L'offensiva israeliana a Rafah sta mettendo a rischio 45 anni di pace fra lo Stato ebraico e l'Egitto. Il Cairo, secondo quanto riporta il Wall Street Journal, sta considerando di "declassare" le relazioni diplomatiche con Tel Aviv, dopo aver preannunciato l'intenzione di unirsi all'accusa presentata dal Sudafrica e altri Paesi al Tribunale dell'Aia contro Israele per genocidio a Gaza. Come ricorda il quotidiano finanziario americano, "nei 45 anni trascorsi dal loro storico accordo di pace (firmato il 26 marzo 1979, ndr), Israele ed Egitto sono diventati partner essenziali, un rapporto stretto ma mai caloroso che è alla base della sicurezza nazionale di entrambi i paesi. L'offensiva israeliana di Rafah minaccia di annullare tutto ciò". L'Egitto ha recentemente rifiutato di riaprire il confine con Gaza dopo la chiusura della parte palestinese del valico

Cnn: “Israele ha ammassato abbastanza truppe per assalto Rafah”

L'amministrazione Biden valuta che Israele abbia ammassato abbastanza truppe ai margini di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, per procedere con un'incursione su vasta scala nei prossimi giorni: lo riferisce la Cnn citando due alti dirigenti Usa, che tuttavia non sono certi se Tel Aviv abbia preso una decisione definitiva per una mossa del genere, in aperta sfida al presidente americano. Uno dei dirigenti ha anche avvertito che Israele non si è avvicinato nemmeno lontanamente a preparativi umanitari adeguati prima di evacuare potenzialmente più di un milione di abitanti dell'enclave palestinese che attualmente risiedono a Rafah.

Onu conferma, numero di vittime a Gaza sopra i 35mila

Le Nazioni Unite hanno chiarito che il numero complessivo delle vittime a Gaza e basato sui dati del ministero della salute palestinese resta invariato, equivalente a più di 35mila. Il chiarimento arriva dopo che l'agenzia umanitaria dell'Ocha aveva dimezzato il numero delle vittime tra i bambini e le donne, correggendo i dati del ministero controllato da Hamas.
Le cifre, ha spiegato l'Onu, adesso sono basate sulle vittime accertate per nome e cognome. Nel conteggio generale il numero delle donne e dei bambini uccisi dalla guerra potrebbe tornare ad aumentare.

Gaza: media, 14 morti in raid Israele su campo Nuseirat

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 14 persone sono morte e decine sono rimaste ferite in un bombardamento aereo israeliano che ieri sera ha colpito un edificio residenziale del campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza

Usa, Israele sta prendendo seriamente i nostri timori su Rafah

Israele sta "prendendo seriamente" le preoccupazioni americane su unìoperazione a Rafah: "ogni operazione militare deve essere accompagnata da una strategia per il cosa accade dopo". Lo afferma il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan.

Casa Bianca: “Quello che accade a Gaza non è un genocidio” "

“Non riteniamo che quello che sta accadendo a Gaza sia un genocidio". Lo ha detto il consigliere alla sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan

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