L'esercito di Israele ha confermato l'attacco di domenica sera a Rafah (in cui sono morte 45 persone), e ha precisato di aver mirato una sede di Hamas mentre era in corso una riunione di alto livello del gruppo terroristico. "L'attacco è stato effettuato contro terroristi, che sono un bersaglio in conformità con il diritto internazionale, utilizzando munizioni di precisione e sulla base di informazioni di intelligence che indicano l'uso dell'area da parte di terroristi di Hamas", ha affermato l'Idf in una nota. Ma il procuratore militare generale Yerushalmi ha affermato che il raid su Rafah è "sotto indagine". Un soldato egiziano è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco scoppiato al valico di Rafah con le forze armate israeliane. Erdogan ha avvertito: “Porteremo Netanyahu in tribunale”. Il ministro della Difesa Crosetto ha dichiarato: "Ho l'impressione che Israele stia seminando un odio che coinvolgerà figli e nipoti”.
Chiude ospedale Kuwait a Rafah, “siamo sotto attacco”
L'ospedale kuwaitiano a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza, è stato chiuso e non è più operativo "a causa degli attacchi intenzionali al personale dell'ospedale e all'area circostante". Lo ha reso noto il suo direttore dopo il raid israeliano a un campo profughi a Rafah, con alcuni feriti trasportati all'ospedale del Kuwait. Lo riporta l'emittente Al-Jazeera.
Hamas, “attacco Rafah fa parte di una guerra genocida”
L'attacco israeliano contro una tendopoli di profughi a Rafah fa parte di una "guerra genocida" intrapresa da Israele. Lo ha dichiarato uno dei leader di Hamas in Libano, Osama Hamdan, secondo cui l'attacco "contraddice la tesi di Israele secondo cui ci sono posti sicuri nella Striscia di Gaza". Inoltre, ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa a Beirut, "gli attacchi degli ultimi due giorni sono un'indicazione della sfida da parte di Israele agli ordini emessi dalla Corte Internazionale di Giustizia (Cig) di fermare l'offensiva di Rafah e di ritirarsi da Gaza".
Idf, colpiti lanciarazzi di Hezbollah nel Sud del Libano
Le forze israeliane di difesa (Idf) hanno annunciato di aver eseguito raid aerei nel sud del Libano per colpire lanciarazzi usati oggi da Hezbollah per lanciare attacchi contro l'area del Monte Meron, nel Nord di Israele. Lo riporta The Times of Israel. Hezbollah, da parte sua, sostiene di aver lanciato attacchi contro la località di Kiryat Shmona e altre comunità del nord dello Stato ebraico in risposta a presunto raid israeliano contro un ospedale di Bint Jbeil, nel sud del Libano.
Katz, è Erdogan a dover essere accusato di genocidio
Il ministro degli Esteri israeliano, Israel Katz, ha risposto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan che ha accusato il primo ministro Benjamin Netanyahu di "imitare Hitler". "Quello che dovrebbe essere accusato di genocidio è il dittatore Erdogan che uccide i cittadini curdi, che occupa Cipro Nord e che commette crimini contro l'umanità", ha scritto su X.
Usa: “Chiesto chiarimenti all’esercito israeliano su Rafah, si proteggano i civili”
"Israele deve prendere ogni precauzione per proteggere i civili, stiamo coinvolgendo l'Idf sul campo per valutare cosa è successo". Lo fa sapere la Casa Bianca riferendosi al raid israeliano su Rafah. "Le immagini devastanti seguite all'attacco dell'Idf a Rafah la scorsa notte che ha ucciso decine di palestinesi innocenti sono strazianti. Israele ha il diritto di attaccare Hamas, ma come siamo stati chiari, Israele deve prendere ogni precauzione possibile per proteggere i civili. Siamo coinvolgere attivamente l'Idf e i partner sul campo per valutare cosa è successo", ha affermato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale Usa.
Il leader dell’opposizione Lapid a Netanyahu: “Dimettiti, vai a casa”
Il leader dell'opposizione, Yair Lapid, ha attaccato alla Knesset il premier Benyamyn Netanyahu chiedendone più volte le dimissioni. "Perché sei ancora primo ministro? Perchè - ha aggiunto - non sali su questo podio, chiedi perdono al popolo d'Israele e non vai a casa?" "Non hai adempiuto al tuo ruolo, hai fallito e fallito. Un primo ministro illegittimo e questo governo - ha aggiunto - è illegittimo".
Unicef su Rafah: “Basta folle uccisione di bambini”
“Servono un cessate il fuoco immediato, il rilascio senza condizioni di tutti gli ostaggi e la fine della uccisione insensata di bambini". Ha scritto così su X Catherine Russell, direttrice generale di Unicef, dopo i fatti di Rafah. "Le immagini di bambini e famiglie bruciati che riemergono da tende bombardate a Rafah sono scioccanti per tutti noi - aggiunge - È inconcepibile la denunciata uccisione di bambini rifugiati in tende di fortuna. Per più di sette mesi abbiamo assistito a questa tragedia, con migliaia di bambini uccisi o rimasti feriti".
Netanyahu: “A Rafah un tragico incidente di cui rammaricarsi”
Un tragico incidente di cui rammaricarsi". Così il premier israeliano Benyamyn Netanyahu alla Knesset ha definito i fatti di Rafah durante un incontro con le famiglie degli ostaggi che lo hanno contestato.
ActionAid condanna l’attacco a Rafah: “Nessuno è sicuro a Gaza”
ActionAid esprime "profonda indignazione" per i recenti attacchi nell'area ovest di Rafah, dove sono stati colpiti i rifugi di fortuna che ospitano sfollati palestinesi, situati accanto ai magazzini dell'Unrwa contenenti aiuti umanitari vitali.
"Luoghi che sarebbero dovuto essere sicuri per i civili sono diventati bersagli di una violenza brutale. Bambini, donne e uomini sono stati bruciati vivi sotto le loro tende", commenta l'organizzazione. "Le immagini dei corpi carbonizzati che abbiamo ricevuto dai nostri partner locali a Gaza sono una cicatrice sul volto dell'umanità e della comunità globale, che finora non è riuscita a proteggere la popolazione. Un collega di ActionAid è sfuggito per poco a questa atrocità, avendo lasciato il rifugio solo un giorno prima dell'attacco. Un nostro giovane attivista ha raccontato quei momenti di terrore: 'In pochi secondi, hanno bombardato una zona di tende a Rafah con più di otto missili. Non ci sono pietre o tetti; solo metallo e teli di nylon! Centinaia di persone pensavano di dormire al sicuro e di sfuggire alla morte. Ora, invece, decine di persone stanno morendo e decine o centinaia di persone sono ferite. Nessuno conosce ancora il numero esatto. Per non parlare del fatto che l'incendio ha bruciato tutto ciò che la gente possiede". ActionAid condanna "con la massima fermezza questo atto disumano e chiede con urgenza l'immediato cessate il fuoco e la protezione dei civili. Siamo solidali con la popolazione di Gaza e sollecitiamo la comunità internazionale ad agire rapidamente per evitare ulteriori perdite di vite innocenti. A Gaza non è più al sicuro nessuno".
Israele: “Tra i 30 e i 40 razzi lanciati dal Libano”
Sono tra i 30 e i 40 i razzi lanciati dal Libano sul Monte Meron nel nord di Israele. Lo ha fatto sapere, citato dai media, l'esercito israeliano aggiungendo che nella zona sono scoppiati degli incendi.
Michel: “Terribile vedere civili palestinesi uccisi a Rafah”
"È terribile vedere civili palestinesi innocenti uccisi nel recente attacco. Non esiste una zona sicura per gli sfollati interni a Rafah. Invito il governo israeliano a rispettare pienamente la Corte internazionale di giustizia e a fermare immediatamente la sua offensiva militare a Rafah. È necessario attuare un cessate il fuoco immediato". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "Esorto a rispettare il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario. Ricordo al governo di Israele che l'accordo di associazione Ue-Israele e' e deve continuare a basarsi sul rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale in linea con i nostri valori", aggiunge.
Egitto conferma uccisione di un soldato in scontri con Idf al valico di Rafah
Un portavoce dell'esercito egiziano ha confermato il "martirio" di un soldato del Paese arabo nello scontro a fuoco scoppiato con le Idf nei pressi del valico di Rafah. Secondo quanto riferiscono i media egiziani, il portavoce ha annunciato l'uccisione di "un addetto incaricato della sicurezza" presso la zona di confine di Rafah, aggiungendo che le forze armate hanno aperto un'indagine sull'accaduto.
Media: Hamas non parteciperà ai negoziati dopo strage di Rafah
Hamas ha informato i mediatori che non parteciperà ad alcun negoziato con Israele dopo il massacro di Rafah. Lo riferisce la tv all-news saudita Al-Sharq citando fonti del movimento palestinese. I negoziati si sono interrotti tre settimane fa dopo che Israele ha respinto l'ultima bozza approvata da Hamas, accusando l'Egitto di avere "unilateralmente apportato modifiche fondamentali".
Crosetto: “Da me nessun attacco a Israele”
Se critico una affermazione specifica di Stoltenberg sull'uso di armi occidentali all'Ucraina su suolo russo non sto attaccando la Nato o mettendo in discussione la necessità dei nostri aiuti all'Ucraina per difendersi dalla vile aggressione russa. Se critico l'offensiva israeliana su Rafah e i rischi e drammi che questa comporta per la popolazione civile innocente palestinese non sto attaccando Israele, di cui sono sempre stato amico o la sua legittima reazione contro il feroce attacco di Hamas. Chiederei ai mass media italiani maggiore attenzione e contestualizzazione delle parole. Non per rispetto a me, nel caso in specie, ma perche' stiamo parlando di drammi e guerre catastrofiche e pericolose per l'intera umanità. Non si può banalizzare sempre tutto per un titolo ad effetto. Grazie". Lo scrive su "X" il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Gli Usa stanno raccogliendo informazioni sull’attacco a Rafah
La Casa Bianca è a conoscenza dell'attacco israeliano al campo profughi di Rafah e sta raccogliendo maggiori informazioni. Lo riferisce un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale.
Idf: “Prese misure nei raid a Rafah per proteggere civili”
L'esercito israeliano ha detto di aver "intrapreso passi per minimizzare il rischio di colpire civili non coinvolti nell'attacco a Rafah, inclusa la sorveglianza aerea e l'uso di armi speciali da parte dell'aviazione". Inoltre, ha fatto sapere il portavoce militare, l'attacco "non è avvenuto nell'area umanitaria di al Mawasi, dove l'Idf ha incoraggiato i civili ad evacuare" e lo stesso attacco è avvenuto su precise informazioni di intelligence.
Onu chiede a Israele un’indagine sull’attacco a Rafah
L'Onu ha chiesto a Israele un'inchiesta "completa e trasparente" sull'attacco che ha provocato decine di morti nel campo profughi vicino a Rafah."Tutte le parti in conflitto devono astenersi da azioni che ci allontanano ulteriormente dal raggiungimento della fine delle ostilità e mettono ulteriormente a repentaglio la già fragile situazione sul terreno e nella regione più ampia", ha continuato il coordinatore speciale dell'Onu per il processo di pace in Medio Oriente. Wennesland ha anche ribadito l'appello del segretario generale Guterres per un cessate il fuoco immediato e per il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi in modo da porre fine alle sofferenze dei civili. "Le Nazioni Unite - ha concluso - restano ferme nel loro impegno a sostenere tutti gli sforzi volti a porre fine alle ostilità, ridurre le tensioni e portare avanti la causa della pace".
Unione africana: “Israele mostra disprezzo per la Corte internazionale di giustizia
L'attacco israeliano a Rafah è la prova del "disprezzo" di Israele per la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia. Lo sostiene l'Unione africana.
Idf: “Indagine su sparatoria al valico di Rafah, contatti con Egitto”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno confermato che c'è stata una "sparatoria" con l'esercito egiziano al valico di Rafah, nel sud della Striscia, che secondo diversi media ha causato la morte di almeno un soldato egiziano.
Secondo il Times of Israel, le Idf hanno spiegato che "qualche ora fa c'è stata una sparatoria al confine egiziano, l'incidente è sotto indagine ed è in corso un dialogo con la parte egiziana".
Tajani: “A Israele messaggio di condanna per l’attacco a Rafah”
''Abbiamo inviato messaggi molto chiari a Israele di condanna per l'attacco a Rafah'' e occorre ''scongiurare una escalation''. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani a Sky TG24 Live In Milan. ''Serve un cessate il fuoco immediato, l'immediata liberazione degli ostaggi , la fine del lancio di razzi da parte di Hamas verso Israele'', ha aggiunto.
Soldato egiziano ucciso in scontri con Israele a Rafah
Un soldato egiziano è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in uno scontro a fuoco scoppiato al valico di Rafah con le forze armate israeliane. Lo riportano i siti israeliani e fonti egiziane. L'esercito israeliano ha riferito in un comunicato che "al confine con l'Egitto è avvenuta una sparatoria" che è' "oggetto di un'indagine" e che "è in corso un dialogo con la parte egiziana". Intanto fonti militari egiziane parlano di un "incidente insolito" che ha provocato "uno scontro a fuoco tra soldati egiziani e israeliani". "I soldati egiziani hanno aperto il fuoco contro membri dell'esercito israeliano, senza causare vittime. Ma le forze dell'esercito israeliano hanno risposto al fuoco", aggiunge la fonte, che ha anche osservato che l'Egitto "ha aperto un'indagine urgente". "Tutte le forze israeliane si sono ritirate dall'area degli scontri al valico di frontiera di Rafah, sul lato palestinese", hanno aggiunto la fonte egiziana secondo cui lo scontro a fuoco "è stato causato dalla tensione esistente tra Tel Aviv e Il Cairo, nel contesto delle dure critiche rivolte nelle ultime ore" per quanto successo a Rafah. All'inizio del conflitto tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza, un bombardamento israeliano al valico di frontiera aveva già provocato lievi ferite in diversi soldati egiziani. Secondo Ynet, che cita fonti militari israeliane, l'Idf accusa l'Egitto per l'incidente in cui altri soldati egiziani sono rimasti feriti.
Iran: “Coopereremo con l’Oman per fermare i crimini di Israele”
"Dobbiamo avviare sforzi più seri per fermare i crimini (di Israele) immediatamente e mettere in campo un serio impegno per inviare aiuti umanitari (a Gaza). L'Iran e l'Oman coopereranno in modo serio ed efficace nel futuro prossimo". Lo ha detto Ali Bagheri Kani, il ministro degli Esteri ad interim della Repubblica islamica, durante una conferenza stampa congiunta con l'omologo dell'Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi, in visita a Teheran. Affermando che "non ci dovrebbero essere lacune nelle relazioni amichevoli con i vicini", come riferisce Mehr, Bagheri Kani ha assicurato che l'Iran continuerà la politica di vicinato portata avanti da Hossein Amirabdollahian, il ministro degli Esteri iraniano morto assieme al presidente Ebrahim Raisi nello schianto dell'elicottero sul quale stavano viaggiando nel nord ovest del Paese il 19 maggio.
Media: soldati egiziani sparano su camion dell’esercito israeliano a Rafah
Guardie di frontiera egiziane avrebbero aperto il fuoco contro un camion dell'esercito israeliano nei pressi del valico di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'emittente al-Jazeera, secondo cui i militari israeliani avrebbero reagito. Ma per al-Arabiya, quelli sparati dai soldati dello Stato ebraico sono stati solamente colpi di avvertimento. Altre fonti parlano di un vero e proprio scontro a fuoco e di diversi feriti. Le tensioni al valico di Rafah, snodo chiave per l'ingresso degli aiuti nella Striscia, sono state confermate dai media israeliani. Secondo Canale 13, Israele ha avviato un'indagine interna per fare luce sull' "inusuale" incidente con l'esercito egiziano. La notizia segue il raid israeliano di stanotte su un campo per sfollati a Rafah che avrebbe causato 45 morti.
Germania: “Raid su Rafah errore di Israele”
Il raid aereo israeliano su Rafah, costato la vita a oltre quaranta palestinesi, è stato probabilmente ''un errore''. Lo ha dichiarato il portavoce del governo tedesco Steffen Hebestreit, definendo ''il diritto di Israele a difendersi nel rispetto del diritto internazionale''. Le Forze di difesa israeliane stanno indagando sul raid, ma ''in ogni caso è stato fatto un errore, questo si può già dire'' secondo Hebestreit. Ma va ancora compresa la motivazione del raid. ''Se si sia trattato di un crimine di guerra in base al diritto internazionale deve essere stabilito da avvocati che conosco i fatti con esattezza'', ha aggiunto Hebestreit.
Borrel: “Inorridito per gli attacchi israeliani a Rafah”
"Sono inorridito dalle notizie che arrivano da Rafah sugli attacchi israeliani che hanno ucciso decine di sfollati, tra cui bambini piccoli. Condanno questo fatto con la massima fermezza". Lo scrive su X l'alto rappresentante Ue Josep Borrell. "Non esiste un luogo sicuro a Gaza. Questi attacchi devono cessare immediatamente. Gli ordini della Corte internazionale di giustizia e il diritto internazionale umanitario devono essere rispettati da tutte le parti", aggiunge.
Il capo del Mossad nomina il suo nuovo vice, si chiamerà “A”
Il capo del Mossad, David Barnea, ha annunciato di aver nominato 'A' come suo vice al comando dell'Istituto. Lo ha fatto sapere l'ufficio del premier israeliano. 'A' (il nome in codice) - che sostituirà 'H' in carica dal 2021 - è da lungo tempo nel Mossad ed è un esperto nel settore delle operazioni "basate su fonti umane (Humint)".
Media: un morto in attacco vicino a un ospedale nel sud del Libano
I media ufficiali libanesi hanno riferito che un attacco israeliano che ha colpito l'esterno di un ospedale nel sud del Libano ha ucciso una persona e ne ha ferite altre. "Un drone nemico" ha preso di mira "una motocicletta vicino all'ospedale Salah Ghandour nella città di Bint Jbeil", uccidendo una persona e ferendone altre, ha detto la National News Agency, gestita dallo Stato, senza specificare se si trattasse di civili. Il Comitato sanitario islamico, affiliato al potente gruppo libanese Hezbollah, gestisce l'ospedale nella città meridionale. L'amministrazione della struttura ha confermato che una persona e' stata uccisa e altre 10 sono rimaste ferite, quattro delle quali in modo grave.
Israele: “Da Raid Rafah incendio che ha ucciso i civili”
Le prime indagini sull'incidente a Rafah hanno mostrato che il raid sui comandanti di Hamas ha innescato un incendio che può aver ucciso i civili palestinesi. Lo ha detto, citato dai media, il portavoce del governo Avi Hyman.
Madrid richiama ambasciatore Israele: “A Rafah commesso crimine di guerra”
La vice presidente del consiglio spagnola, Yolanda Díaz, ha richiamato per consultazioni immediate l'ambasciatrice spagnola in Israele, Ana María Salomon, dopo "l'atroce crimine di guerra" commessi con i raid a Rafah che hanno fatto almeno
45 morti. "Israele è tornato a commettere un altro atroce crimine di guerra", ha scritto Diaz, leader della coalizione della sinistra spagnola Sumar, affermando che il governo non può "normalizzare le relazioni diplomatiche" con l'esecutivo di Benyamin Netanyahu. "Dobbiamo chiamare per consultazioni immediate la nostra ambasciatrice", ha aggiunto, ribadendo il fatto che il governo spagnolo sostiene "l'iniziativa sudafricana alla Corte di Giustizia internazionale", in riferimento alla denuncia presentata per presunto genocidio a Gaza. A questo proposito, Diaza ha affermato che due giorni dopo la Corte di Giustizia ha ordinato ad Israele di fermare l'offensiva a Rafah, "il regime di Netanyahu bombarda bambini e bambine" nella località di confine con l'Egitto. "Israele attenta alla vita del popolo palestinese, al diritto internazionale e alla possibilità di un ordine globale basato sulle regole", scrive ancora la vice di Pedro Sanchez ribadendo l'impegno a "fermare il genocidio". Nel post Diaz non risponde agli attacchi rivolti da Israele a Madrid per il fatto che domani la Spagna, insieme a Irlanda e Norvegia, riconoscerà formalmente lo Stato palestinese, come i 3 Paesi hanno annunciato la scorsa settimana provocando l'immediata reazione di Tel Aviv che aveva richiamato i suoi ambasciatori. Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz oggi ha annunciato di aver inviato una nota all'ambasciata spagnola per proibire al consolato spagnolo di Gerusalemme di condurre attività consolari o fornire servizi consolari ai palestinesi. "Noi non rimarremo in silenzio di fronte un governo che premia i terroristi e i cui leader, come Yolanda Diaz, cantano lo slogan antisemita 'dal fiume al mare, la Palestina sarà libera", ha scritto su X il ministro israeliano. "I giorni dell'Inquisizione sono finiti - ha aggiunto riferendosi all'era delle persecuzioni e della cacciata degli ebrei dalla Spagna nel 1492 - oggi il popolo ebreo ha uno stato sovrano e indipendente, e nessuno ci costringerà a convertirci ad una religione e minaccerà la nostra esistenza, quelli che minacciano saranno minacciati".
Israele: distrutto tunnel di Hamas di 800 metri a Gaza city
L'esercito israeliano ha annunciato di aver distrutto nel quartiere Sabra di Gaza City un un tunnel di Hamas, lungo 800 metri e scavato alla profondità di 18 metri. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui il tunnel era vicino il Corridoio Netzarim, che taglia orizzontalmente la Striscia, dove era di stanze truppe israeliane.
Ministero Sanità Gaza: almeno 45 palestinesi uccisi nell’attacco a Rafah
Almeno 45 palestinesi, tra cui almeno 23 donne, bambini e anziani, sono stati uccisi nell’attacco israeliano contro un campo per sfollati dalla città meridionale di Rafah, ha detto il ministero della Sanità di Gaza. Il ministero ha aumentato il bilancio complessivo delle vittime accertate dell'offensiva militare israeliana ad almeno 36.050, con 81.026 feriti.
Macron: “Indignato per gli attacchi a Rafah”
“Indignato dai raid israeliani che hanno causato numerose vittime tra gli sfollati a Rafah. Queste operazioni devono cessare. Non ci sono zone sicure a Rafah per i civili palestinesi. Mi appello al rispetto del diritto internazionale e al cessate il fuoco immediato": lo scrive il presidente francese, Emmanuel Macron, in un messaggio pubblicato su X.
Eisenkot: “Mettere fine ai combattimenti a Rafah per arrivare alla tregua”
“Bisogna raggiungere una fine nei combattimenti a Rafah e al tempo stesso muovere verso un accordo per gli ostaggi nel quale si sospendono i combattimenti per il tempo che sarà necessario". Lo ha detto alla Knesset, citato dai media, Gadi Eisenkot che è "osservatore" all'interno del Gabinetto di guerra ed è dello stesso partito di Benny Gantz. "Proprio come ci siamo fermati per una tregua l'ultima volta - ha aggiunto - possiamo sospendere i combattimenti e riprenderli per tutto il tempo necessario per raggiungere gli obiettivi della guerra".
Esercitazione Idf, simulata operazione di terra in Libano
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto un'esercitazione durante la quale è stata simulata un'offensiva di terra in territorio libanese. Lo ha riferito l'esercito, precisando che le manovre si sono svolte nelle ultime settimane e hanno visto la partecipazione della 146ma divisione e la 205esima brigata corazzata. "L'esercitazione ha simulato scenari di combattimento nell'arena settentrionale, il dispiegamento rapido di forze sul terreno, il funzionamento del quartier generale della divisione e della brigata e la prontezza delle forze per un attacco", ha affermato Idf in una nota. Le manovre militari si sono svolte nel mezzo di attacchi quotidiani condotti dal Libano con razzi, missili e droni. Il governo israeliano ha più volte minacciato di entrare in guerra contro Hezbollah per ripristinare la sicurezza nel nord del Paese, dove a causa degli attacchi migliaia di civili sono attualmente sfollati.
Erdogan: “Porteremo Netanyahu in tribunale per Rafah”
"Come Turchia, faremo di tutto affinché questi barbari vengano ritenuti responsabili" davanti alla giustizia per i "crimini" che hanno commesso. Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, citando il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo governo e criticandoli per l'attacco contro Rafah. Durante una conferenza a Istanbul, trasmessa dalla tv di Stato Trt, il leader turco ha paragonato nuovamente Netanyahu a Adolf Hitler e Slobodan Milosevic, aggiungendo che l'attacco di Israele contro un campo profughi a Rafah "rivela il volto sanguinoso" del premier israeliano. “Fino a che Netanyahu e la sua rete omicida non riusciranno a spezzare l'eroica resistenza del popolo palestinese, resteranno con le spalle al muro nel loro Paese e cercheranno di prolungare la propria vita politica spargendo altro sangue ma presto si renderanno conto che questo non serve a nulla", ha aggiunto il leader turco, chiamando nuovamente Israele "uno Stato terrorista" e definendo il raid contro il campo profughi di Rafah "un massacro", sottolineando che "ha avuto luogo dopo l'appello della Corte internazionale di Giustizia a fermare gli attacchi".
Erdogan: “Barbari” i responsabili degli attacchi a Rafah
La Turchia "farà tutto il possibile per ritenere i barbari responsabili" degli attacchi israeliani che ieri hanno colpito il campo profughi vicino a Rafah provocando decine di morti. Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Parigi: “Gli ostaggi a Gaza sono la nostra priorità”
Il capo della diplomazia francese, Stéphane Séjourné, incontrerà oggi a Bruxelles le famiglie degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas dal 7 ottobre. "Come francesi, abbiamo ancora due ostaggi a Gaza e questa oggi è la priorità", ha sottolineato il ministro degli Esteri a margine della riunione con gli omologhi Ue. Alla famiglie degli ostaggi "trasmetterò un messaggio di solidarietà", ha evidenziato Séjourné. Venerdì scorso Parigi ha pianto la morte del trentenne Oriòn Hernàndez, cittadino franco-messicano, il cui corpo è stato recuperato dalle forze di difesa israeliane nel nord della Striscia di Gaza.
L’Arabia Saudita condanna il raid a Rafah “nei termini più forti”
L'Arabia Saudita ha condannato "nei termini più forti" i continui "massacri" di civili "indifesi" nella Striscia di Gaza da parte delle "forze di occupazione israeliane". In una nota il ministero degli Esteri di Riad ha "denunciato" l'ultimo raid di Israele su un campo per sfollati a Tal al-Sultan, a Rafah, e ha espresso "il suo rifiuto categorico delle continue e palesi violazioni da parte delle forze di occupazione israeliane di tutte le risoluzioni, leggi e norme internazionali e umanitarie". Riad ha quindi esortato la comunità internazionale a intervenire "immediatamente per fermare i massacri commessi dalle forze di occupazione israeliane" e "limitare l'aggravarsi della catastrofe umanitaria senza precedenti che sta vivendo il popolo palestinese fratello".
Unrwa: “Terribili gli attacchi a Rafah, Gaza è l'inferno in terra”
L'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, Unrwa, ha affermato che le notizie sugli attacchi a Rafah sono "terribili". "Le informazioni provenienti da Rafah su ulteriori attacchi contro le famiglie in cerca di rifugio sono terribili", ha scritto l'Unrwa su X. "Ci sono notizie di vittime di massa, tra cui bambini e donne. Gaza è l'inferno sulla terra. Le immagini di ieri sera ne sono l'ennesima testimonianza", ha affermato.
Libano: “Sette morti nel raid di Israele nel sud del Paese”
È di 7 morti, tra cui almeno un combattente di Hezbollah, il bilancio delle ultime 24 ore di raid israeliani nel sud del Libano. Sono 64 i civili uccisi in Libano da Israele dallo scoppio della guerra a ottobre scorso. Mentre da allora sono circa 320 i combattenti di Hezbollah uccisi nei raid di Israele. Lo riferisce l'agenzia nazionale libanese di notizie (Nna) e altri media, secondo cui tre persone, di cui un membro di Hezbollah, Muhammad Baydun, sono state uccise in un raid con drone a Naqura, località sulla costa mediterranea a due passi dalla linea blu di demarcazione tra i due paesi. Altre due persone, identificati come civili, Rafiq Qasem e Hussein Saleh, sono state uccise in un altro attacco aereo con drone nella località di Aita Shaab, nel settore occidentale della linea blu. Altri due civili sono morti a seguito delle ferite riportate in un raid aereo a Hula, nel distretto di Marjuyoun, nel settore orientale della linea del fronte tra Hezbollah e Israele. Tutti e tre gli attacchi hanno preso di mira persone su motociclette, spesso considerati da Israele come combattenti di Hezbollah in movimento lungo la linea del fronte. Altre vittime sono persone che si trovavano in prossimità delle moto colpite.
Il procuratore generale di Israele: “L’Aja non ha giurisdizione”
Procuratore generale di Israele Gali Baharav-Miara ha attaccato la Corte dell'Aja e il suo procuratore Karim Khan sostenendo che "l'indagine su Israele manca di giurisdizione" i mandati di arresto richiesti sono "senza basi". "La decisione di Khan ignora, tra le altre cose, il fatto che il sistema legale israeliano ha provato in passato la sua indipendenza, la sua imparzialità e il suo attaccamento ai valori della verità e della giustizia". "Non siamo timorosi - ha aggiunto di applicare la legge contro chiunque, anche i capi dell'esercito e dello stato se ci sono sospetti di fondate violazioni della legge". "Non abbiamo bisogno di aiuti dall'esterno - ha concluso - per mettere a nudo sospette attività criminali".
Atene: “Serve task force Stati arabi-Ue per la pace”
"Proporrò una task force congiunta, che includa ministri sia degli Stati arabi sia dell'Ue, che possa rivolgersi a entrambe le parti in modo da garantire negoziati efficaci per una pace immediata": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri greco Giorgos Gerapetritis a proposito della situazione a Gaza, dopo essere arrivato a Bruxelles per il Consiglio degli Affari Esteri. Lo riporta l'agenzia Ana-mpa. Il ministro greco ha osservato che "tutte le ostilità devono cessare immediatamente, gli ostaggi devono essere rilasciati, dobbiamo lavorare per ulteriori corridoi umanitari, dobbiamo lavorare per una soluzione a due Stati, che è un terreno comune per noi".
Madrid: “Domani giorno storico per convivenza in Medio Oriente”
Domani i nostri tre paesi Irlanda, Norvegia e Spagna, vivranno una giornata storica che di certo ci avvicinerà all'obiettivo che tutti aneliamo di una convivenza pacifica e sicura in Medio Oriente". Lo ha dichiarato il ministro spagnolo del esteri, José Manuel Albares, in conferenza stampa a Bruxelles assieme ai colleghi irlandese, Michael Martin e norvegese, Espen Barth Eide, alla vigilia del riconoscimento dello Stato di Palestina, previsto per domani. Albares, ripreso dalla tv spagnola Tve, ha assicurato: "Non abbiamo risparmiato sforzi perché il dialogo sia la strada" per porre fine al conflitto in Medio Oriente. "È necessario fermare la catastrofe umanitaria a Gaza", ha insistito il capo della diplomazia spagnola. E ha ricordato che l'ordine del tribunale internazionale di Giustizia perché Israele sospenda l'offensiva a Rafah deve essere eseguito. Non cadremo in nessuna provocazione che ci allontani dal nostro obiettivo, che è riconoscere domani lo Stato Palestino e fare tutti gli sforzi possibili per ottenere un cessate il fuoco permanente e che porti alla pace definitiva nella regione", ha segnalato il ministro degli Esteri, José Manuel Albares, dopo la riunione con i colleghi di Irlanda e Norvegia, che domani procederanno al riconoscimento. "E' la decisione corretta", hanno assicurato i capi delle diplomazie dei tre Paesi nella conferenza stampa celebrata nella rappresentanza spagnola davanti alla Ue. E hanno chiesto a Israele di eseguire l'ordine del Tribunale internazionale dell'Onu di fermare l'attacco a Rafah.
Il norvegese, Espen Barth Eide, ripreso da Tve, ha definito "una violazione flagrante" del diritto internazionale che Israele continui l'offensiva a Rafah e segnalato che ora spetta al Consiglio di Sicurezza dell'Onu agire. "C'è una ampia preoccupazione per il doppio standard" sui diritti umani "e credo sia fondata. E questo è un problema perché mina la credibilità delle istituzioni internazionali", ha rilevato il ministro degli esteri norvegese. L'irlandese Michael Martin ha affermato che spera che il riconoscimento provochi "un cambio di paradigma" e ha assicurato che, nonostante molti Paesi sostengano la soluzione dei due Stati, "non ci siamo vicini". "Riconosciamo entrambi gli Stati perché vogliamo vedere un futuro fra i due popoli.. Non può esserci soluzione militare a questo conflitto", ha rilevato Martin. Secondo Barth Eide, "è il momento adeguato per farlo".
Nuova denuncia di Reporter senza frontiere alla Corte penale internazionale per uccisione giornalisti Gaza
Reporter senza frontiere (Rsf), ha annunciato di aver presentato una nuova denuncia davanti alla Corte penale internazionale, chiedendo di indagare presunti crimini di guerra commessi dall'esercito israeliano contro almeno nove giornalisti palestinesi a Gaza dal 15 dicembre a oggi. L'organizzazione ha sostenuto di avere "fondati motivi per ritenere che alcuni di questi giornalisti siano stati deliberatamente uccisi e che gli altri siano stati vittime di attacchi deliberati dell'Idf contro i civili". La denuncia, la terza presentata da Rsf, riguarda otto reporter palestinesi uccisi tra il 20 dicembre e il 20 maggio e un altro che ha riportato ferite. "Tutti i giornalisti coinvolti sono stati uccisi (o feriti) nel corso del loro lavoro", ha affermato Antoine Bernard di Rsf. Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti, almeno 107 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi durante la guerra a Gaza, "il periodo più mortale per i giornalisti da quando il Cpj ha iniziato a raccogliere dati nel 1992".
Berlino: “La sentenza dell’Aja su Rafah sia rispettata”
"Le misure" su Rafah "della Corte Internazionale di giustizia sono vincolanti e devono essere seguite". Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, a margine del Consiglio Ue Esteri, sottolineando che l'Ue e il governo tedesco sono "impegnati insieme a favore di un cessate il fuoco umanitario" per "porre fine alle sofferenze degli ostaggi" israeliani e "della popolazione di Gaza". "Il diritto internazionale internazionale umanitario si applica a tutti, e questo vale anche per la condotta di guerra di Israele", ha evidenziato Baerbock.
Giordania: “A Rafah crimini in violazione del diritto”
Anche la Giordania ha attaccato Israele per il raid su Rafah nel quale secondo fonti palestinesi ieri sera sono state uccise circa 40 persone. "La comunità internazionale - ha detto il ministero degli esteri di Amman - deve costringere Israele ad assumersi la propria responsabilità". "Questi atti e crimini rappresentano - ha denunciato - una palese violazione delle norme del diritto internazionale e del diritto internazionale umanitario e sono incoerenti con tutti i valori umani e morali, e rappresentano crimini di guerra che l'intera comunità internazionale deve affrontare condannare i responsabili".
Norvegia: “È il momento giusto per riconoscere uno Stato palestinese”
Il ministro degli Esteri norvegese Espen Barth Eide afferma che il suo Paese riconosce lo Stato di Palestina ''perché è la cosa giusta da fare, ma soprattutto perché è il momento giusto per farlo''. Intervenendo in una conferenza stampa a Bruxelles con i suoi omologhi spagnolo e irlandese, ha affermato: ''Per molti anni, noi e tanti altri paesi ci aspettavamo di riconoscere la fine di un processo di pace. Ma poi, qualche anno fa, ci siamo resi conto che in realtà avevamo bisogno di pensare fuori dagli schemi", ha detto, aggiungendo che il riconoscimento doveva arrivare in un momento che mandasse "un segnale forte". "Alcuni potrebbero pensare che sia paradossale parlare del riconoscimento dello Stato di Palestina nel mezzo della guerra", ha aggiunto il ministro. ''In questo momento a Gaza assistiamo a violenze estreme. Abbiamo israeliani che vivono nella paura del terrorismo e degli attacchi missilistici, e abbiamo la violenza dei coloni e l'espansione degli insediamenti illegali in Cisgiordania. Ora stiamo assistendo a un ciclo di violenza. Questo è un punto basso nella lunga e triste storia della mancata soluzione del problema israelo-palestinese. ''Penso che ciò che stiamo offrendo ora sia un nuovo software. È una visione 2.0 in cui il riconoscimento anticipato della Palestina è uno dei tanti pezzi del grande puzzle su come portare la pace in Medio Oriente'', ha affermato.
Procuratore militare Israele: “Inchiesta su incidente Rafah”
Il Procuratore generale militare, la generale Yifat Tomer Yerushalmi, ha affermato che il raid su Rafah è "sotto indagine". "I dettagli del grave incidente - ha spiegato - sono ancora sotto inchiesta, che ci impegniamo a portare avanti al massimo". Poi ha aggiunto che "sono aperte 70 inchieste dalla Polizia militare per sospetti incidenti criminali durante la guerra". Tra queste c'è anche quella sul centro di detenzione militare di Sde Teiman dove sono rinchiusi i miliziani di Hamas catturati dal 7 ottobre in poi, tra cui quelli dell'Unità Nukheba di Hamas, responsabile dell'attacco ai kibbutz a ridosso di Gaza.
Idf: “Ampliate le operazioni a Jabaliya. Eliminati diversi terroristi”
Le truppe dell'Idf hanno ampliato la loro attività operativa nella parte orientale di Jabaliya negli ultimi giorni. Lo ha annunciato l'esercito israeliano, aggiungendo che, nel corso delle operazioni, le truppe hanno eliminato diversi terroristi in combattimenti ravvicinati e hanno rinvenuto grandi quantità di armi, tra cui fucili Kalashnikov, colpi di mortaio, esplosivi e ulteriore equipaggiamento militare. Inoltre, sono stati localizzati e smantellati un impianto di produzione di esplosivi e una serie di tunnel, eliminati diversi terroristi e sequestrate decine di armi e infrastrutture terroristiche. Gli aerei dell'aeronautica israeliana hanno colpito un sito di lancio a Jabaliya da cui venivano effettuati lanci verso la città di Ashkelon.
Irlanda: “Non siamo più vicini a raggiungere la soluzione dei due Stati”
'Non siamo più vicini a raggiungere effettivamente lo stato finale desiderato'', quello della soluzione dei 2 Stati, nonostante la comunità internazionale, inclusa l'Ue, ne abbia discusso e l'abbia sostenuta per decenni. Parlando in una conferenza stampa a Bruxelles con i suoi omologhi spagnolo e norvegese, il ministro degli Esteri irlandese Micheal Martin ha aggiunto che alcuni hanno interpretato la decisione di riconoscere lo Stato di Palestina come una ''ricompensa per il terrorismo'', aggiungendo che ''niente potrebbe essere più lontano dalla verità''. ''Abbiamo riconosciuto sia lo Stato di Israele che lo Stato di Palestina proprio perché vogliamo vedere un futuro di relazioni normalizzate tra i due popoli'' ha continuato Martin, aggiungendo che il suo Paese cerca una soluzione in cui l'occupazione, il terrorismo, l'esproprio e lo sfollamento ''non abbiano alcun ruolo'' e siano ''sostituiti da un quadro politico in cui i partiti possano perseguire i loro obiettivi politici''. ''Non può esserci una soluzione militare a questo conflitto. E rifiuto assolutamente qualsiasi gruppo che utilizzi la violenza o il terrorismo per cercare di eliminare lo Stato di Israele o per eliminare lo Stato di Palestina come idea o come realtà'', ha affermato.
La Spagna chiede ai Paesi Ue di sopportare la Corte Onu
"Alzare la voce" non solo per "un cessate il fuoco immediato" ma anche per "supportare il diritto internazionale e l'Onu": questo l'appello del ministro degli Esteri della Spagna, Jose Manuel Albares, dopo un bombardamento da parte di Israele che nel sud della Striscia di Gaza ha provocato almeno 40 morti. ,Il dirigente ha tenuto una conferenza stampa stamane, insieme con gli omologhi di Norvegia e Irlanda, tutti Paesi che hanno preannunciato il riconoscimento di uno Stato di Palestina.
"La gravità", ha detto Albares in riferimento al raid, che ha colpito una tendopoli nell'area di Rafah, "è ancora maggiore perché c'è stata una decisione della Corte internazionale di giustizia, che, voglio ricordarlo ancora una volta, è vincolante e obbligatoria per tutti".Il ministro ha aggiunto: "Credo che questa volta dobbiamo alzare la nostra voce non solo per un cessate il fuoco immediato ma anche per sostenere il diritto internazionale e l'Onu".
Secondo Albares, la Spagna chiederà oggi agli altri 26 Stati membri rappresentati al Consiglio Ue di supportare "in modo ufficiale" quanto stabilito della Corte internazionale di giustizia e adottare misure affinché la decisione del tribunale sia attuata da Israele. Secondo Tel Aviv, il raid mirava a colpire due comandanti dell'organizzazione palestinese Hamas, che sarebbero stati effettivamente uccisi.
Qatar: i raid su Rafah possono ostacolare i negoziati
Gli attacchi israeliani a Rafah potrebbero "ostacolare" i colloqui per una tregua a Gaza e la liberazione di ostaggi. È l'allarme lanciato dal Qatar che, insieme a Egitto e Usa, media i negoziati indiretti tra Israele e Hamas. Bombardamenti israeliani su un campo di Rafah, nell'estremo sud della Striscia, hanno causato almeno 40 morti, secondo i soccorritori.
Crosetto: Israele sta seminando un odio che si ripercuoterà sui figli
"Ho l'impressione che Israele stia seminando un odio che coinvolgerà figli e nipoti. Hamas è un conto, il popolo palestinese è un altro. Dovevano discernere tra le due cose e fare una scelta più coraggiosa dal punto di vista democratico". Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a SkyTg24 Live in Milano. "Siamo convinti che Israele dovesse risolvere il problema con Hamas - ha aggiunto -, ma fin dal primo giorno abbiamo detto che questa cosa andava affrontata in modo diverso. Tutti gli Stati sono concordi che su Rafah Israele doveva fermarsi. Non siamo stati ascoltati e ora guardiamo con disperazione la situazione". Il ministro si è detto anche "molto preoccupato" dalla prospettiva di "una lunga guerra". "Quello che sta accadendo, in Medio Oriente come in Ucraina - ha sottolineato -, ci dimostra che tutta la comunità internazionale anche quando è unita nel chiedere la stessa cosa alla fine non conta nulla di fronte alla volontà di un singolo Stato che decide di fare un'azione come quella che sta accadendo in Uuraina o adesso a Rafah".
L’Egitto a Israele: “Rispetti l’ordine dell’Icj, stop ai raid a Rafah”
Il ministero degli Esteri egiziano ha esortato Israele ad "attuare le misure decretate dalla Corte internazionale di giustizia (Icj) riguardanti l'immediata cessazione delle operazioni militari" a Rafah, all'estremoSsud di Gaza, al confine con l'Egitto. L'appello arriva dopo che almeno quaranta persone sono state uccise in un bombardamento israeliano su un campo di sfollati nella città.
Netanyahu: “Le fughe di notizie sul negoziato rafforzano Hamas”
Lo staff del premier israeliano Benjamin Netanyahu ha smentito domenica le fughe di notizie che riguardano il negoziato per la liberazione degli ostaggi in cambio di una tregua, dicendo che queste indiscrezioni "Non fanno altro che rafforzare la posizione di Hamas". Il primo ministro ha fatto sapere che le fughe di notizie "danneggiano le famiglie degli ostaggi e ritardano il loro rilascio". La reazione, riportata dalla stampa israeliana, è stata diffusa in seguito alle notizie che uno dei negoziatori, il generale riservista Nitzan Alon, ritiene che il mandato non sia abbastanza ampio per ottenere risultati e avrebbe affermato che l'attuale governo non accetterà mai un accordo sugli ostaggi.
Il ministro degli Esteri spagnolo: “Domani riconosciamo la Palestina, giornata storica”
"Domani i nostri tre Paesi, Irlanda, Norvegia e Spagna, vivranno una giornata storica che sicuramente ci avvicinerà all'obiettivo che tutti desideriamo: raggiungere una coesistenza pacifica e sicura in Medio Oriente". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri spagnolo, Manuel Albares, annunciando il riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina.
Msf: dopo l’attacco israeliano su Rafah 28 morti e 180 feriti portati nel nostro centro di stabilizzazione
A seguito dell’attacco aereo israeliano che nella notte ha colpito un campo per sfollati a Tal Al Sultan, a Rafah, 180 feriti e 28 morti sono stati portati al centro di stabilizzazione per pazienti con traumi supportato da Medici Senza Frontiere (Msf). "Siamo inorriditi, quello che è successo dimostra ancora una volta che nessun luogo è sicuro a Gaza. Continuiamo a chiedere un cessate il fuoco immediato e duraturo" dice Gaia Giletta, infermiera di Msf a Rafah. Il centro dove sono arrivati i feriti è stato aperto lo scorso 15 maggio nella zona di Tal Al Sultan per ricevere, stabilizzare e poi trasferire i pazienti vittime di traumi ai pochi ospedali rimasti nella Striscia.
Nuova denuncia di Reporter Senza Frontiere alla corte penale internazionale per la morte di giornalisti a Gaza
Reporter senza frontiere (RSF) ha presentato una nuova denuncia alla Corte penale internazionale per "crimini di guerra commessi da Israele contro i giornalisti". Chiede al procuratore della Corte penale internazionale “di indagare sui crimini commessi contro almeno nove giornalisti palestinesi tra il 15 dicembre 2023 e il 20 maggio 2024”. Secondo RSF più di 100 giornalisti di Gaza sono stati “uccisi dall'esercito israeliano”. La denuncia menziona "altri otto casi di giornalisti palestinesi e un reporter feriti", tutti "nell'esercizio delle loro funzioni". La ONG afferma di avere "fondati motivi per ritenere che alcuni di questi siano stati vittime di omicidi intenzionali, altri di attacchi intenzionali contro civili da parte dell'esercito israeliano". Secondo il Comitato per la protezione dei giornalisti con sede a New York, almeno 107 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi durante la guerra a Gaza. La denuncia di RSF riguarda in particolare due giornalisti di Al Jazeera, Hamza Dahdouh e Moustafa Thuraya, uccisi durante un attacco alla loro auto nel sud dei territori palestinesi. L'esercito israeliano aveva affermato che "i due stavano pilotando droni che rappresentavano una minaccia imminente per le truppe israeliane" e li aveva descritti come "agenti terroristici", accuse respinte dalla loro famiglia e dal datore di lavoro.
Wafa: “Quattordicenne palestinese ucciso in Cisgiordania”
Un quattordicenne palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane in Cisgiordania. Lo scrive - come riporta Al Jazeera - l'agenzia di stampa Wafa.
Il giovane - che si chiamava Majd Shaher Arameen - è morto vicino alla città di Sair, a nord-est di Hebron. Fonti palestinesi accusano i soldati israeliani di aver impedito alle ambulanze di raggiungere il ragazzo, lasciandolo sanguinante a terra dopo avergli sparato.
Usa stanno raccogliendo info su attacco a campo Rafah
La Casa Bianca è a conoscenza dell'attacco israeliano al campo profughi di Rafah e sta raccogliendo maggiori informazioni. Lo riferisce un portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale
Amnesty International indaga su tre attacchi israeliani
Amnesty International ha esortato la Corte penale internazionale a indagare come crimini di guerra tre recenti attacchi israeliani che hanno ucciso 44 civili palestinesi, tra cui 32 bambini. La settimana scorsa il procuratore della Corte penale internazionale, Karim Khan, ha chiesto un mandato d'arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e i massimi leader di Hamas con l'accusa di crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Amnesty ha affermato che tre attacchi israeliani - uno nel campo profughi di al-Maghazi nel centro di Gaza il 16 aprile, e due a Rafah nel sud di Gaza il 19 e 20 aprile - sono "un'ulteriore prova di un modello più ampio di crimini di guerra" commessi da l'esercito israeliano a Gaza.
Hamas: “Sarebbero almeno 50 i morti per attacco a Rafah”
Sarebbero almeno 50 i morti a causa dell'attacco israeliano al campo profughi nel nord-ovest di Rafah, nel quartiere di Tal al Sultan. "Un altro atroce massacro è stato commesso dalle forze israeliane a Rafah, che finora è costato la vita a 50 persone oltre a decine di feriti, la maggior parte dei quali bambini e donne", ha detto un portavoce del ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas.
Hamas: “Palestinesi si ribellino contro massacro Rafah”
Hamas ha detto che i palestinesi devono "insorgere e marciare" contro il "massacro" dell'esercito israeliano nella città di Rafah, nell'estremo sud di Gaza.
"Alla luce dell'orribile massacro sionista commesso questa sera dall'esercito criminale di occupazione contro le tende degli sfollati invitiamo le masse del nostro popolo in Cisgiordania, a Gerusalemme, nei territori occupati e all'estero a sollevarsi e marciare con rabbia contro il massacro sionista in corso contro il nostro popolo nel settore", ha affermato il gruppo palestinese in una nota
Idf: “Nel raid su Rafah uccisi due alti comandanti di Hamas”
L'Idf ha affermato in una nota che nel raid compiuto questa sera su Rafah, nel sud di Gaza, sono stati "eliminati il terrorista Yassin Rabia, comandante della leadership di Hamas in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr), nonché Khaled Nagar, un alto funzionario dell'ala di Hamas in Giudea e Samaria". L'attacco - afferma l'Idf - "è stato effettuato nella zona di Tal as Sultan, nel nord-ovest di Rafah, sulla base di precise informazioni di intelligence".
Hamas: “Almeno 35 uccisi a Rafah, molte donne e bambini”
Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha dichiarato che almeno 35 palestinesi sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti a seguito degli attacchi aerei su Rafah. Lo riporta Al Jazeera. Secondo il ministero, la maggior parte delle vittime erano donne e bambini sfollati presi di mira da "strumenti di uccisione di massa".
Anp: “Con raid israeliano su Rafah superato ogni limite”
Il portavoce presidenziale dell'Autorità nazionale palestinese, Nabil Abu Rudeineh, ha condannato il raid di questa sera su Rafah definendolo "un massacro che supera ogni limite". Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Il portavoce ha sottolineato "l'urgente necessità di un intervento per fermare immediatamente i crimini commessi contro il popolo palestinese", e ha chiesto all'amministrazione statunitense di "costringere Israele a fermare questa follia e questo genocidio che sta commettendo a Gaza, in particolare a Rafah".
Idf: “Nel raid a Rafah colpito un compound di Hamas”
"Poco tempo fa, un aereo dell'Idf ha colpito un compound di Hamas a Rafah in cui operavano importanti terroristi di Hamas. L'attacco è stato effettuato contro obiettivi legittimi secondo il diritto internazionale, utilizzando munizioni precise e sulla base di precise informazioni di intelligence che indicavano l'uso dell'area da parte di Hamas". Lo afferma l'Idf in una nota in riferimento all'attacco di questa sera su Rafah. "L'Idf è a conoscenza delle notizie che indicano che a seguito dell'attacco e dell'incendio scoppiato diversi civili nella zona sono rimasti feriti. L'incidente è in fase di revisione", conclude la nota.