Stando a quanto riportano i media, continuano gli attacchi dei carri armati israealiani a Rafah. Intanto, è di 21 morti e decine di feriti il bilancio di un nuovo attacco israeliano contro un'area di tende di sfollati nella zona ovest di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. L'Algeria ha preparato una bozza di risoluzione su Rafah che presenterà ai membri del Consiglio di Sicurezza Onu. Gli Stati Uniti "ritengono che sanzionare la Corte penale internazionale" che ha emesso un mandato d'arresto per il premier israeliano Benyamin Netanyahu e di altri alti funzionari d'Israele "non sia l'approccio giusto", ha detto il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing con la stampa.
Hamas, colpita ambulanza a Rafah, morti due paramedici
Due paramedici sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano contro un'ambulanza a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato il Ministero della Sanità controllato da Hamas, citato dall'agenzia turca Anadolu. Il ministero ha affermato che due membri delle squadre di ambulanze affiliate alla Società della Mezzaluna Rossa Palestinese (Prcs) sono stati uccisi quando la loro ambulanza è stata colpita mentre si dirigeva ad evacuare i feriti e i morti nell'area della rotatoria nell'area di Tel al-Sultan.
Si consegna ai palestinesi uomo che ha investito due israeliani a Nablus
L'uomo sospettato di aver investito due israeliani ferendoli gravemente presso Nablus in Cisgiordania si è consegnato alle autorità palestinesi. Lo riferisce l'esercito israeliano, citato da Haaretz.
Tre miliziani siriani filo-Iran uccisi in attacco Israele
Tre combattenti siriani, membri del gruppo libanese Hezbollah con sede in Siria, sono stati uccisi questa sera in un attacco israeliano nella regione di Homs, nella Siria centrale, ha dichiarato una Ong.
L'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh) ha dichiarato che i tre combattenti sono stati uccisi "in un attacco israeliano su un sito militare nella regione di Homs". Un altro attacco israeliano ha ucciso una ragazza nella città costiera di Banyas, secondo i media ufficiali siriani e l'Osservatorio.
Auto contro israeliani in Cisgiordania, 2 feriti gravi
L'esercito israeliano ha riferito che due persone sono in condizioni critiche dopo che un'auto le ha investite nei pressi di Nablus in Cisgiordania. Lo scrive Haaretz.
Fonti della difesa dicono che le forze israeliane stanno cercando un veicolo con targa palestinese che dopo aver investito i due passanti ha fatto perdere le sue tracce a Nablus.
Onu, flusso aiuti umanitari a Gaza giù del 67%
Il flusso degli aiuti umanitari diretti a Gaza è calato del 67 per cento dal 7 maggio. Lo ha detto l'Onu. Il crollo delle consegne, ha spiegato il portavoce, è legato "al blocco dell'attraversamento a Rafah e alla mancanza di sicurezza nei posti dove vengono raccolti gli aiuti".
Kirby, nuova proposta per tregua con ok Israele
Gli Stati Uniti hanno confermato che i mediatori stanno avanzando una nuova proposta di accordo sugli ostaggi con il sostegno di Israele. "C'è una nuova proposta su cui si sta lavorando. Posso dirvi che gli israeliani sostengono pienamente questa nuova proposta e come prima sono stati disposti a negoziare in buona fede", ha detto il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca John Kirby durante un briefing con i giornalisti. La proposta riguarda un cessate il fuoco temporaneo che "potrebbe anche portare a qualcosa di più duraturo", afferma Kirby.
Netanyahu a Haley: “Corte penale ci vuole ammanettare”
Benjamin Netanyahu accusa il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, di "cercare di ammanettare" Israele nella sua lotta contro Hamas. "Non ci fermerà", ha aggiunto il premier israeliano, durante il suo incontro con l'ex candidata alla Casa Bianca repubblicana, Nikki Haley, affermando che le mosse della Corte penale mettono a rischio tutte le società democratiche nella loro lotta contro il terrorismo.
Netanyahu ha poi ripetuto di essere "sorpreso e deluso" dal fatto che l'amministrazione Biden abbia "fatto marcia indietro" dal proposito di imporre sanzioni alla Corte in risposta alle richieste di mandati di arresto per i leader israeliani. "Spero che questo non succeda perché è importante mandare un messaggio alla Corte su fatto che le società libere mantengono il diritto e la capacità di difendersi", ha aggiunto.
Idf controlla corridoio Philadelphi, trovati 20 tunnel
L'esercito israeliano ha annunciato di avere il controllo "tattico" del corridoio Philadelphi che corre nel sud della Striscia di Gaza lungo il confine con l'Egitto e dove, secondo Israele, sono stati scoperti circa 20 tunnel utilizzati da Hamas per introdurre armi nell'enclave. "Ciò non significa che abbiamo forze sul terreno lungo l'intero corridoio, ma significa che possiamo controllare e avere la capacità di tagliare la linea" dei rifornimenti di Hamas nell'area, ha detto un funzionario militare in una conferenza stampa. Sono stati trovati anche circa 82 punti di accesso ai tunnel, alcuni dei quali erano già noti prima dell'operazione.
Le forze armate israeliane hanno informato le loro controparti egiziane dei ritrovamenti.
Blinken: non posso dire se armi Usa siano state usate a Rafah
"Io non posso dire quali armi o come siano state usate" nell'attacco israeliano sulla tendopoli a ovest di Rafah, nella Striscia di Gaza. Ma gli Stati Uniti sono stati "molto chiari con Israele, è imperativo indagare immediatamente e determinare cosa è accaduto. Aspettiamo i risultati" dell'indagine. Lo ha dichiarato il Segretario di Stato americano Antony Blinken nel corso di una conferenza stampa in Moldova, rispondendo a una domanda sull'uso o meno di armi americane nel raid. "Non posso verificare nulla in merito", ha aggiunto.
"A Gaza anche attacchi limitati, mirati e concentrati possono avere conseguenze orribili, terribili e inaspettate", ha aggiunto.
Macron sente Abu Mazen, a Gaza bilancio intollerabile
Il presidente francse, Emanuel Macron, ha avuto oggi un colloquio telefonico con il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen): è quanto annuncia l'Eliseo precisando che nel corso della conversazione Macron "ha rivolto le sue sincere condoglianze al popolo palestinese per il bilancio umano intollerabile dell'operazione a Gaza e dopo la nuova tragedia in seguito al raid su un campo di sfollati a Rafah".
Idf, preso controllo corridoio Filadelfia a confine Gaza-Egitto
L'esercito israeliano (Idf) ha annunciato di aver preso il controllo del cosiddetto 'corridoio Filadelfia', un corridoio che si snoda lungo il confine fra Gaza e l'Egitto, vicino alla città di Rafah. Sotto l'area si estendono i tunnel di contrabbando che corrono fra l'Egitto e la Striscia di Gaza.
Eisenkot, per stabilizzare Gaza ci vorranno fra 3 e 5 anni
Un membro del Gabinetto di guerra israeliano, Gadi Eisenkot, intervenendo a un convegno sulla sicurezza, ha criticato il premier Benjamin Netanyahu per aver creato il concetto di "vittoria totale" contro Hamas, affermando invece che la guerra contro il terrorismo è una guerra di resistenza più che di velocità. "Chiunque dica che scioglieremo qualche battaglione a Rafah e poi riporteremo indietro gli ostaggi sta seminando una falsa illusione", ha detto Eisenkot criticando Netanyahu, affermando che "si tratta di un evento molto più complesso" e "la verità è che ci vorranno dai 3 ai 5 anni per stabilizzare Gaza, e poi molti altri anni per stabilire un altro governo". Lo riporta il Times of Israel.
Gaza, 36.171 i morti da inizio guerra, 75 in ultime 24 ore
È salito a 36.171 morti e 81.420 feriti il bilancio delle vittime palestinesi nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra. Lo riferiscono le autorità sanitarie di Gaza e lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che il bilancio delle ultime 24 ore è di almeno 75 morti e 284 feriti.
Ucciso capo logistica polizia Hamas in raid Idf a Khan Yunis
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ucciso in un raid aereo il capo della logistica della polizia di Hamas, Salama Baraka, a Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo riferiscono media palestinesi. Come spiega il Jerusalem Post, Baraka era il responsabile per i rifornimenti e l'addestramento delle forze di polizia di Hamas. Suo fratello era un alto ufficiale delle Brigate Al-Qassam, il braccio armato di Hamas, ed è stato ucciso nel 2018.
Blinken: “Senza un piano per il ‘dopo’ per Israele sarà il caos”
Il segretario di Stato americano Antony Blinken ha definito "orribile" e condannato l'attacco israeliano di domenica a Rafah, che ha provocato decine di morti tra i civili palestinesi, sottolineando come le "morti indicano la necessità di avere un piano del 'giorno dopo' per Gaza". "Senza un piano di questo tipo - ha aggiunto - non ci sarà un 'giorno dopo' a Gaza" e "Israele si troverà a fronteggiare il caos".
Russia: “”Bene bozza Onu su Rafah, fare pressione su Israele-Usa”
La vice ambasciatrice russa all'Onu, Anna Evstigneeva, ha accolto con favore la bozza di risoluzione presentata dall'Algeria sulla fine dell'operazione a Rafah, e afferma che "il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite deve continuare a fare pressione su Israele così come sul suo alleato, gli Stati Uniti".
Ex capo Idf: “Netanyahu ha fallito e semina false illusioni”
L'ex capo di stato maggiore congiunto israeliano, Gadi Eisenkot, accusa il primo ministro Benjamin Netanyahu di aver deluso il Paese su questioni sia di sicurezza che di economia. In un discorso alla conferenza annuale Meir Dagan al Netanya Academic College riportata dal Times of Israel, Eisenkot ha critica Netanyahu per aver creato e promosso il concetto di "vittoria totale" contro Hamas e avverte che una guerra contro il terrorismo è una guerra di resistenza, piuttosto che di velocità. "Chiunque dica che annienteremo i battaglioni a Rafah e poi riporteremo indietro gli ostaggi semina una falsa illusione", ha detto "La verità è che ci vorranno dai tre ai cinque anni per stabilizzare Gaza, e poi molti altri anni per istituire un altro governo". Il generale critica anche Netanyahu per non aver mantenuto le promesse fatte nella sua campagna elettorale del 2022, principalmente sulla normalizzazione delle relazioni con l'Arabia Saudita e il rafforzamento dell'economia israeliana. Una delle principali promesse elettorali di Netanyahu era "il perseguimento della pace con l'Arabia Saudita", ha detto Eisenkot, "sembrava che fossimo a un passo da un accordo di pace che oggi appare abbastanza lontano, sia per quello che è successo che come risultato delle priorita' date agli interessi nazionali di Israele.
Eisenkot: “Il governo di Netanyahu ha fallito miseramente”
Il governo israeliano di Benyamin Netanyahu "ha fallito miseramente nel raggiungere tutti i suoi obiettivi", tra cui fermare il programma nucleare iraniano, raggiungere la normalizzazione delle relazioni con l'Arabia Saudita, abbassare il costo della vita e ricostruire la sicurezza di Israele. Lo ha affermato Gadi Eisenkot, deputato di Unità Nazionale e membro osservatore del gabinetto di guerra, intervenendo a un convegno sulla sicurezza. Dura la risposta del Likud, secondo il quale Gadi Eisenkot e il ministro Benny Gantz stanno "cercando scuse per porre fine alla guerra senza raggiungere i suoi obiettivi, e per dimettersi dal governo nel bel mezzo della guerra"
Usa: “Inorriditi e con il cuore spezzato per attacco a Rafah”
"Abbiamo il cuore spezzato e siamo inorriditi" dall'attacco aereo israeliano a Rafah. Lo ha detto al Consiglio di Sicurezza Onu il vice ambasciatore americano Robert Wood, ribadendo che secondo Tel Aviv l'attacco è stato "un errore". "Abbiamo chiesto a Israele di fare di più per proteggere vite civili innocenti a Gaza. Come abbiamo detto in passato, Israele ha il diritto di difendersi ma ha anche il dovere di proteggere i civili", ha aggiunto: "Continuiamo a credere che ci siano alternative ad una operazione su larga scala".
Papa ortodosso riceve al Cairo i ministri palestinesi
Il Papa copto ortodosso Teodoro II ha ricevuto i ministri palestinesi degli Esteri e del Turismo. "Il Papa ha deplorato la situazione a Gaza e ha accolto con favore il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di alcuni Stati europei", fa sapere il suo portavoce in una nota.
Usa su bozza Onu per Rafah: “Non sarà utile”
"Ogni documento in questo momento non sarà utile e non cambierà la situazione sul terreno, noi vogliamo continuare a sostenere gli sforzi per ottenere l'accordo sugli ostaggi e altri aiuti a Gaza". Éil primo commento del vice ambasciatore americano all'Onu Robert Wood sulla bozza di risoluzione dell'Algeria che chiede a Israele di "fermare immediatamente la sua offensiva militare a Rafah". A margine della riunione del Consiglio di Sicurezza, Wood ha detto che comunque il testo è stato inviato a Washington per valutazioni.
Al Jazeera: 15 morti a Rafah nella giornata di oggi
I raid aerei e i bombardamenti dell'artiglieria israeliani hanno ucciso almeno 15 palestinesi da questa mattina a Rafah. Lo riferisce al Jazeera. In un video diffuso dall'emittente, si vede il fumo che si alza da un edificio di Rafah. Altri filmati mostrano palestinesi feriti da attacchi di elicotteri nella zona di Tal as-Sultan a Rafah. I continui attacchi hanno spinto molti palestinesi nella parte occidentale di Rafah a fuggire verso Khan Younis.
Israele: “Nessun messaggio del Brasile su ritiro ambasciatore”
“Nessun messaggio ufficiale è finora stato ricevuto dal governo brasiliano" riguardo al richiamo dell'ambasciatore in Israele. Lo ha fatto sapere il ministero degli esteri israeliano secondo cui "l'incaricato brasiliano è stato convocato domani al ministero per un incontro sul tema
Houti: “Attaccate sei navi dirette in Israele, una nel Mediteranneo”
Il portavoce militare dei ribelli Houthi nello Yemen ha annunciato che sei attacchi sono stati condotti contro navi dirette in Israele, uno dei quali con missili da crociera contro una nave che navigava nel Mar Mediterraneo. Secondo il portavoce, tre attacchi con missili e droni sono stati effettuati nel Mar Rosso e hanno provocato vittime, e altri due nel Mar Arabico. "Tutte le navi sono state attaccate perché hanno violato il divieto di navigare verso i porti israeliani", ha aggiunto.
Tre soldati Idf uccisi da trappole esplosive a Rafah
Tre soldati israeliani sono stati uccisi da trappole esplosive in un edificio di Rafah. Secondo il Times of Israel, i tre, tutti tra i 20 e 21 anni, prestavano servizio nel 50esimo battaglione della Brigata Nahal. La loro morte ha portato a 291 il bilancio dei soldati uccisi nell'offensiva di terra contro Hamas a Gaza. Un ufficiale e due soldati del 50esimo battaglione sono rimasti gravemente feriti e un altro ufficiale è rimasto moderatamente ferito nello stesso incidente.
In un altro episodio, un soldato dell'unità d'elite del genio militare Yahalom e altri tre soldati sono rimasti feriti da un'esplosione in un tunnel nel sud di Gaza.
Telefonata Erdogan-Meloni: “L’Italia riconosca lo Stato palestinese”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha avuto un colloquio telefonico con il premier Giorgia Meloni. ''La Turchia si aspetta che l'Italia riconosca la Palestina come Stato, assumendo una posizione giusta come Spagna, Irlanda e Norvegia'', detto Erdogan a Meloni, secondo quanto riporta l'agenzia di stampa Anadolu. Erdogan ha detto alla premier Meloni che ''va aumentata la pressione per fermare gli attacchi brutali di Israele contro la Palestina''. Nel corso di un colloquio telefonico, secondo quanto riferisce il direttorato delle comunicazioni di Ankara, Erdogan ha affermato che occorre ''costringere l'amministrazione israeliana a rispettare il diritto internazionale''.
“Unrwa è un gruppo terroristico”: primo sì del Parlamento israeliano
Il parlamento israeliano ha dato la prima approvazione a un disegno di legge per dichiarare l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) un "gruppo terroristico". Tuttavia, secondo i media israeliani, è molto probabile che la coalizione di governo finirà per accantonare il progetto prima della sua approvazione definitiva, il che riduce le possibilità che il testo - presentato dalla deputata Yulia Malinovsky, dell'opposizione Yisrael Beitenu, e sostenuta dalla coalizione di governo guidata da Benjamin Netanyahu - venga promulgato.Malinovsky ha recentemente sostenuto, in un'intervista al media israeliano Jns, che l'approvazione del testo porterebbe alla fine di qualsiasi collaborazione fra l'agenzia e le autorità israeliane, dal momento che "questa organizzazione collabora con Hamas da anni".
Malinovsky ha inoltre dichiarato che l'Unrwa "ha partecipato attivamente all'uccisione, al rapimento e allo stupro di cittadini israeliani" durante gli attacchi del 7 ottobre.
Ong: “A Gaza la risposta umanitaria è al collasso”
Mentre si intensificano gli attacchi israeliani su Rafah, la risposta umanitaria a Gaza è sull'orlo del collasso. Una realtà resa ancor più tragica visto che gli aiuti internazionali - pur aumentati nelle ultime settimane - non riescono a entrare nella Striscia. È l'allarme lanciato oggi da Oxfam, Save the Children, Medici Senza Frontiere e altre 17 organizzazioni umanitarie che lavorano per rispondere all'emergenza, sottolineando in una nota che secondo i dati Onu, tra il 7 e il 27 maggio solo 1.000 camion sono arrivati dentro Gaza, "un numero del tutto insufficiente a soccorrere oltre 2,2 milioni di persone allo stremo".
Il rischio concreto in questo momento - avvertono le organizzazioni - è un rapido aumento delle morti causate da fame, malattie e mancanza di assistenza medica. I punti di accesso a Gaza, sia marittimi che terrestri, sono ancora chiusi all'ingresso di aiuti e di carburante, mentre si stanno intensificando gli attacchi nelle aree dove hanno trovato rifugio i civili. Uno status quo, che unito al prolungato blackout delle telecomunicazioni, ha ridotto il volume degli aiuti che riescono a entrare nella Striscia (tra cui cibo e forniture mediche) ai livelli più bassi degli ultimi 7 mesi. Il sistema sanitario di Gaza è stato di fatto smantellato, secondo le ong. "Praticamente tutti gli ospedali hanno ricevuto 'ordini di evacuazione', sono sotto assedio israeliano o saranno presto a corto di carburante e rifornimenti. Il più grande ospedale di Rafah, Abu Yousef al-Najjar, è stato chiuso a seguito di un 'ordine di evacuazione' emesso da Israele, mentre ad ora nessun ospedale nel nord di Gaza è accessibile", denunciano le organizzazioni. In questo contesto, per le organizzazioni è prioritario un cessate il fuoco immediato e duraturo e che vengano garantiti percorsi sicuri e prevedibili per l'ingresso di aiuti a Gaza e per la loro distribuzione all'interno dell'enclave. Le parti in conflitto devono poi garantire l'accesso umanitario alla popolazione e la consegna degli aiuti, rispettando le norme del diritto umanitario internazionale. Israele in particolare deve rispettare le sentenze della Corte Internazionale di Giustizia, incluso il recente ordine che impone uno stop all'offensiva militare su Rafah. La comunità internazionale, inclusi i Paesi terzi e i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - concludono le organizzazioni - allo stesso modo sono tenuti a rispettare quanto previsto dal diritto internazionale umanitario e dalle sentenze della Corte internazionale di giustizia, e hanno l'obbligo di garantire la sicurezza della popolazione palestinese.
Anp: “Nessun segnale che il valico di Rafah sarà riaperto presto”
Il ministro della Sanità palestinese ha affermato che non c'è stata alcuna indicazione da parte di Israele che il valico di Rafah, utilizzato per portare forniture mediche e umanitarie essenziali nella Striscia di Gaza, possa essere aperto presto. Lo riporta Al Jazeera. "Dato che è stato chiuso, non abbiamo alcuna indicazione che gli israeliani vorrebbero che sia aperto a breve", ha detto Majed Abu Ramadan ai giornalisti a margine dell'Assemblea Mondiale della Sanità a Ginevra. Il valico di Rafah - di cui Israele ha preso il controllo agli inizi di maggio - rappresenta un importante punto di ingresso per gli aiuti umanitari a Gaza. La sua chiusura è oggetto di uno scontro tra Israele e l'Egitto: lo Stato ebraico accusa infatti Il Cairo di tenere serrato il valico, mentre l'Egitto sostiene che sono le operazioni militari israeliane nell'area a impedire il passaggio degli aiuti.
Idf: “Continuiamo a combattere nel centro di Jabalya, nel nord di Gaza'
L'Idf sta continuando ad operare "nel centro" di Jabalya nel nord della Striscia. Lo ha detto il portavoce militare. Le truppe - ha continuato - hanno "fatto irruzione in decine di compound di lancio razzi che hanno neutralizzato". "Individuati e distrutti - ha aggiunto la fonte - anche una serie di imbocchi di tunnel e anche un campo di combattimento posti vicino ad una moschea" con armi ed equipaggiamento militare.
Il Brasile ha rimosso il suo ambasciatore in Israele
Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva ha rimosso definitivamente il suo ambasciatore in Israele, Frederico Meyer, che era stato convocato per consultazioni a Brasilia nel quadro delle tensioni create dall'intervento militare israeliano a Gaza, ed era poi tornato a Tel Aviv il 24 maggio. Ma la Gazzetta ufficiale brasiliana ha ora pubblicato un decreto in cui si rende noto che Meyer è stato nominato nuovo rappresentante speciale del Brasile alla Conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo a Ginevra Di conseguenza, rilevano fonti diplomatiche brasiliane, la rappresentanza diplomatica in Israele resterà senza ambasciatore e sarà guidata dall'incaricato d'affari, Fábio Farias. Questo annuncio giunge dopo che il governo di Brasilia ha nuovamente condannato il recente attacco israeliano domenica contro un campo profughi palestinese nella Striscia di Gaza. Le relazioni brasiliano-israeliane sono diventate molto tese da febbraio, quando ministro degli Esteri, Mauro Vieira, ha ordinato all'ambasciatore Meyer di rientrare in Brasile, dopo che il governo Netanyahu ha dichiarato Lula come "persona non grata". Tale dichiarazione da parte delle autorità israeliane è arrivata dopo che il capo dello stato aveva paragonato le azioni di Israele all'Olocausto promosso dalla Germania nazista.
Il premier del’Anp ringrazia la Spagna per il riconoscimento dello Stato palestinese
Il riconoscimento dello Stato palestinese da parte della Spagna porta a "continuare a lottare per un futuro di prosperità e giustizia": lo ha detto il primo ministro palestinese, Mohammed Mustafa, dopo un incontro a Madrid con il premier Pedro Sánchez insieme agli altri membri del gruppo di contatto arabo-islamico per Gaza. "Rafah ha bisogno del mondo, non possiamo fallire", ha aggiunto Mustafa in una dichiarazione congiunta con il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares e gli altri integranti del gruppo di contatto arabo-islamico per la Striscia.
Sanchez: “Noi e i Paesi arabi vogliamo lo stop alla violenza”
"È stato un onore ricevere il Comitato Ministeriale Arabo-Islamico su Gaza a un giorno dal riconoscimento della Palestina come Stato da parte della Spagna. Condividiamo con i Paesi arabi la volontà e l'impegno per porre fine alla violenza e di rendere la soluzione dei due Stati una realtà": lo ha scritto su X il premier spagnolo, Pedro Sánchez, dopo aver ricevuto a Madrid il primo ministro palestinese, Mohammed Mustafa e gli altri membri del gruppo di contatto arabo per la Striscia (alti esponenti dei governi di Arabia Saudita, Qatar, Giordania e Turchia e il segretario generale dell'Organizzazione per la cooperazione islamica, Hussein Ibrahim Taha). "Confidiamo che il riconoscimento restituirà al popolo palestinese la speranza che sia possibile per la regione un futuro di pace, sicurezza e prosperità", ha aggiunto Sánchez.
Tajani: “La prossima settimana partono gli aiuti italiani per Gaza”
"Dobbiamo bloccare la guerra, siamo per cessate il fuoco immediato, per portare gli aiuti alla popolazione palestinese per la liberazione degli ostaggi. La prossima settimana partiranno gli aiuti italiani del progetto Food for Gaza. Poi siamo pronti, se ci sarà una missione Onu a guida araba, a dare un contributo anche di uomini per preparare lo stato palestinese che dovrà riconoscere Israele ed essere riconosciuto da Israele. L'obiettivo è la pace tra i due popoli e due stati". L'ha detto il ministro per la Affari Esteri Antonio Tajani parlando a margine dell'inaugurazione del Salone Nautico di Venezia.
Gallant incontra Nikki Haley: “Hamas e Hebollah contro i nostri valori”
Incontro a Tel Aviv tra il ministro israeliano della Difesa, Yoav Gallant, e Nikki Haley, ex ambasciatrice all'Onu ed ex candidata repubblicana alla Casa Bianca. "Colloqui significativi con Nikki Haley sull'importanza di rapporti forti tra gli Stati Uniti e Israele di fronte ai nostri nemici comuni, guidati dall'Iran - ha scritto Gallant su X - Hamas e Hezbollah non solo attaccano Israele, attaccano i nostri valori condivisi e il nostro stile di vita".
Il consigliere per la sicurezza nazionale di Israele Hanegbi: “Altri 7 mesi di combattimenti a Gaza”
"I combattimenti a Gaza continueranno per altri 7 mesi". Lo ha detto il Consigliere per la sicurezza nazionale di Israele Tzachi Hanegbi. In una intervista a Canale 2 - ripresa dai media - Hanegbi ha anche aggiunto che "l'Idf controlla al momento il 75% del 'Corridoio Filadelfia'". Il Corridoio è una striscia di terra che corre a Gaza lungo il confine tra Israele e l'Egitto.
Gallant a Hale; “Stretti legami Usa-Israele contro l'Iran”
"Una discussione significativa sull'importanza di stretti legami fra Usa e Israele davanti ai nostri comuni nemici, guidati dall'Iran". Così il ministro israeliano della Difesa Yoav Gallant ha definito l'incontro con Nikky Haley, ex ambasciatrice americana all'Onu ed esponente di spicco del Partito repubblicano, che si trova in Israele. "Hamas e gli Hezbollah non hanno solo attaccato Israele, ma i nostri valori e il nostro modo di vivere", ha aggiunto Gallant. Ieri è diventato virale l'immagine in cui Haley ha scritto su alcuni missili israeliani 'Finish them' ('Eliminateli').
Lapid: “Mi aspetto che Gantz lasci il governo di Netanyahu”
Ci aspettiamo che Benny Gantz si dimetta dal governo e si unisca a noi". La ha detto il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid che oggi - come previsto - ha incontrato Avigdor Lieberman, segretario di 'Israel Beitenu', e Gideon Saar del 'Partito diunità nazionale' per formare un governo "alternativo" a quello del premier Benyamin Netanyahu. I tre hanno anche concordato su un piano di azione "per rimpiazzare l'attuale esecutivo per il bene del futuro di Israele".
Idf intercetta “bersaglio aereo sospetto vicino al Libano”
L'Idf ha intercettato "un bersaglio aereo sospetto" che era diretto verso Israele. Una dichiarazione dell'esercito non specifica da dove abbia avuto origine l'aereo, ma dice che è stato abbattuto sul mare vicino a Rosh Hanikra, vicino al confine con il Libano. Lo riportano i media israeliani.
Gaza: sale a 36.171 palestinesi ucci il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia
È salito ad almeno 36.171 palestinesi uccisi e 81.420 feriti il bilancio degli attacchi sferrati da Israele sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza City aggiungendo che, solo nelle ultime 24 ore, 75 persone sono state uccise e 284 ferite
Msf: “Chiuso centro medico a Rafah, nessun luogo è sicuro”
Medici senza frontiere (Msf) è stata costretta a chiudere il centro per la stabilizzazione dei traumi che gestisce a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha annunciato Martina Marchiò, coordinatrice medica di Medici Senza Frontiere a Gaza sottolineando che ''a Rafah purtroppo non ci sono più luoghi sicuri né ospedali funzionanti'' e descrivendo ''un'altra giornata di sangue per la città di Rafah e per la sua popolazione''. Come riferisce Marchiò, ''l'esercito israeliano ha duramente attaccato la zona di Tal as-Sultan nella zona ovest della città e anche il centro di stabilizzazione per i traumi di Medici Senza Frontiere, che fino a poche ore prima aveva stabilizzato i feriti da esplosioni e sparatorie, è stato costretto a chiudere''. Marchiò spiegando che lo staff dell'ospedale ''è riuscito a fuggire dopo essere stato bloccato per alcune ore, per fortuna non c'erano pazienti al suo interno''. La coordinatrice medica spiega quindi che l'esercito israeliano ''si è spostato verso la zona costiera di Rafah, quella di Al-Mawasi, dove ha brutalmente attaccato la spiaggia causando la morte di moltissimi donne, uomini e bambini''.
Erdogan chiede al mondo islamico di reagire contro Israele
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha lanciato un appello al mondo islamico per reagire contro Israele. "Ho qualcosa da dire al mondo islamico: che cosa aspettate a prendere una decisione condivisa? Allah considererà voi, tutti noi, responsabili per questo", ha affermato Erdogan durante una discorso al suo gruppo parlamentare Akp, trasmesso dalla tv di Stato turca Trt.
Erdogan: “L’Europa ha ucciso i suoi valori sostenendo Israele”
"Israele ha ucciso tutta l'umanità a Gaza e l'Europa ha ammazzato tutti i suoi valori, calpestandoli sotto i suoi piedi". Lo ha affermato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, durante un discorso al gruppo parlamentare del suo partito Akp, trasmesso dalla tv di Stato Trt. "A parte non fermare il genocidio, le Nazioni Unite non sono riuscite nemmeno a proteggere il proprio personale o gli operatori umanitari. A Gaza non è morta solo l'umanità ma sono morte anche le Nazioni Unite e il loro spirito", ha aggiunto il leader turco, definendo il premier Benjamin Netanyahu un "vampiro assetato di sangue".
Media: carri armati israeliani proseguono attacchi a Gaza
I carri armati israeliani hanno condotto un secondo giorno di attacchi a Rafah e funzionari sanitari palestinesi riferiscono che diverse persone sono rimaste ferite stamattina a causa del fuoco israeliano nella zona orientale di Rafah. Lo riporta Reuters, ripresa dal Guardian. Fonti palestinesi sostengono che alcuni depositi di aiuti sono stati dati alle fiamme. Secondo Reuters, i residenti hanno affermato che i costanti bombardamenti israeliani durante la notte hanno distrutto molte case nella zona, da dove la maggior parte delle persone è fuggita dopo l'ordine di evacuazione da parte di Israele.
Erdogan: “Spiriti Nazioni Unite è morto a Gaza”
"Lo spirito delle Nazioni Unite è morto a Gaza". Ad affermarlo e' stato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. "Anche la democrazia, i diritti umani, la libertà di parola e di stampa, i diritti delle donne e dei bambini muoiono mentre muore l'umanità a Gaza", ha aggiunto.
Unicef: “Rafah è una città di bambini, 600mila sono a rischio”
L'offensiva militare israeliana a Rafah ha messo a rischio la vita di 600.000 bambini sfollati, molti dei quali sono malnutriti o disabili. Lo ha scritto su X l'Unicef. ''Rafah è una città di bambini'', ha aggiunto la direttrice per la raccolta dei fondi e delle partnership private Carla Haddad Mardini.
''I bambini di Gaza hanno bisogno di un cessate il fuoco adesso per prevenire ulteriori sofferenze''.
Il ministro delle Finanze Smotrich: “Dovremmo combattere terroristi in Cisgiordania come a Gaza”
I terroristi della Cisgiordania "devono essere combattuta come a Gaza''. Lo ha scritto su X il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich, rispondendo alla rabbia causata dagli spari dei terroristi palestinesi da Tulkarem verso la città israeliana di Bat Hefer, nella regione centrale di Sharon. "Non dobbiamo permettere loro di fare a Sharon quello che hanno fatto il 7 ottobre" vicino al confine di Gaza", scrive Smotrich su X. ''Il terrorismo deve essere sradicato ovunque, anche se ciò significa che Tulkarem assomiglierà a Gaza oggi''. Gli spari da Tulkarem sono un'ulteriore prova del fatto che un futuro Stato palestinese rappresenterebbe ''una minaccia esistenziale per lo Stato di Israele'', ha aggiunto Smotrich.
Duecento camion di aiuti in viaggio verso valico di Kerem Shalom
Mentre proseguono costanti i bombardamenti sul confine di Rafah tra Egitto e Striscia di Gaza, 200 camion di aiuti umanitari si sono mossi anche oggi verso il terminal di Kerem Shalom e, secondo la Mezzaluna rossa egiziana, stanno cominciando ad entrare. Un'intesa tra le parti prevede l'invio di 200 camion al giorno dal valico di Kerem Salem finché quello di Rafah non sarà in condizioni di riaprire, ma secondo fonti della sicurezza egiziana finora in tre giorni ne sarebbero passati solo 433. Ieri è stato messo fuori uso per il maltempo il molo temporaneo allestito dagli Stati Uniti davanti alla costa di Gaza e gli aiuti da quella via sono stati sospesi.
Protesta pro Gaza a Londra: 3 poliziotti feriti e 40 arresti
Tre agenti sono rimasti feriti e 40 persone sono state arrestate nel corso di una protesta pro Palestina svoltasi ieri sera a Westminster, nel cuore di Londra. È quanto si legge in un comunicato di Scotland Yard, secondo cui un poliziotto ha riportato gravi lesioni al viso dopo essere stato colpito da una bottiglia lanciata dalla folla. Si sottolinea inoltre come la "stragrande maggioranza" dei manifestanti - tra le 8.000 e le 10.000 persone - abbia lasciato il luogo della protesta senza provocare incidenti, come accaduto nelle tante manifestazioni del genere che si svolgono tutte le settimane nella capitale britannica per invocare il cessate il fuoco israeliano nella Striscia di Gaza. I fermi sono stati compiuti per violazione dell'ordine pubblico e aggressioni alle forze dell'ordine.
Xi incontra il presidente egiziano Sisi
Il presidente cinese Xi Jinping ha avuto colloqui a Pechino con l'omologo egiziano Abdel Fattah al-Sisi, in base alle immagini trasmesse dal network statale Cctv e relative al loro saluto prima di entrare nella Grande sala del popolo su Piazza Tienanmen per il bilaterale a porte chiuse. La capitale cinese sta ospitando diversi leader arabi in vista dell'apertura di domani del Forum di cooperazione Cina-Stati arabi alla presenza dei capi di stato di Egitto, Emirati Arabi Uniti, Bahrein e Tunisia, il cui presidente Kais Saied è arrivato oggi. Mentre i legami Cina-Medio Oriente si allargano oltre il commercio, al vertice di domani i colloqui si concentreranno sulla rapida crescita dell'interscambio e degli investimenti, e sulle preoccupazioni per la sicurezza regionale nel contesto della guerra tra Israele e Hamas. Xi, in particolare, incontrerà nel corso della settimana i leader arabi alla ricerca di legami più profondi in una regione in cui il Dragone punta a svolgere un ruolo sempre più rilevante.
Pechino ha cercato di costruire legami più stretti con gli stati arabi negli ultimi anni e nel 2023 ha mediato la distensione delle relazioni tra Teheran e Riad, interrotte per un decennio. Storicamente, la Repubblica popolare è stata anche solidale con la causa palestinese e favorevole alla soluzione dei due Stati e lo scorso mese ha ospitato i gruppi palestinesi rivali Hamas e Fatah per "colloqui sinceri e approfonditi sulla promozione della riconciliazione intra-palestinese
Media: spari da Tulkarem verso limitrofa cittadina Israele
Numerosi colpi d'arma da fuoco sono stati sparati questa mattina da Tulkarem in Cisgiordania verso la limitrofa cittadina di Bat Hefer, in territorio israeliano. Lo ha fatto sapere, citato dai media, Galit Shaul, capo del consiglio regionale di Emek Hefer che ha scritto una lettera con richiesta di aiuto al ministro della difesa Yoav Gallant. Nella lettera si fa pressione per ottenere "sicurezza" nella località che si trova sulla linea di giunzione con la Cisgiordania e che da tempo è sotto il fuoco da parte palestinese. Gli uomini armati che hanno sparato verso Bat Hefer hanno postato anche sui social - hanno riferito i media - video dell'attacco. Per ora sono state senza effetto le ricerche effettuate in zona dall'esercito.
Tre soldati israeliani uccisi a Rafah, il bilancio sale a 291
L'esercito israeliano ha annunciato la morte di 3 soldati della Brigata Nahal uccisi da un ordigno esplosivo vicino Rafah, nel sud della Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che si tratta di Amir Galilov (20 anni), di Uri Bar Or (21 anni) e di Ido Apel (21 anni). Nello stesso episodio sono rimasti feriti anche tre altri militari, di cui uno grave. Il bilancio dei soldati caduti dall'inizio della operazione di terra a Gaza è ora arrivato a 291.
Cnn: “Munizioni Usa sono state utilizzate nei raid contro il campo profughi che ha provocato 45 morti”
Munizioni prodotte negli Stati Uniti sono state utilizzate domenica nell'attacco israeliano contro un campo profughi a Rafah che ha provocato 45 morti. Lo sostiene un'analisi della Cnn che ha visionato video della scena e sentito esperti di armi esplosive. Nel video condiviso sui social media, che la Cnn ha geolocalizzato sulla stessa scena confrontando dettagli tra cui il cartello di ingresso del campo e le mattonelle sul terreno, è visibile la coda di una bomba di piccolo diametro (SDB) GBU-39 di fabbricazione statunitense, secondo quattro esperti di armi esplosive che hanno esaminato il video per la Cnn.
Riad accusa Israele: “Continui massacri genocidari”
Dure critiche dall'Arabia Saudita a Israele. Il ministero degli Esteri di Riad accusa Israele di "continui massacri genocidari". La diplomazia della monarchia del Golfo "condanna nei termini più forti i continui massacri genocidari commessi dalle forze di occupazione israeliane contro il popolo palestinese" e punta il dito contro Israele in particolare perché "continua a colpire le tende dei rifugiati palestinesi indifesi a Rafah".
Sospesi gli aiuti umanitari a Gaza dopo la rottura del molo costruito dagli Stati Uniti
Gli Stati Uniti hanno interrotto la fornitura di aiuti a Gaza attraverso il molo di recente costruzione dopo che il maltempo e le alte maree hanno causato danni significativi durante il fine settimana, ha detto martedì ad Al Arabiya English un funzionario americano. Il Pentagono ha poi aggiunto che il molo militare al largo della costa di Gaza era stato rimosso per riparazioni e sarebbe stato restituito una volta riparato. Il molo temporaneo sarà riparato nel porto israeliano di Ashdod e ci vorrà circa una settimana per essere completato, ha detto ai giornalisti la vice portavoce del Pentagono Sabrina Singh.
Houthi attaccano nave greca nel Mar Rosso a largo Yemen
I ribelli Houthi yemeniti del movimento Ansar Allah hanno attaccato una nave di greca. Lo riporta il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) su X.
"Gli Houthi sostenuti dall'Iran - si legge - hanno lanciato cinque missili balistici antinave dalle aree dello Yemen nel Mar Rosso. La nave mercantile Laax, battente bandiera delle Isole Marshall, di proprietà e gestita dalla Grecia, ha riferito di essere stata colpita da tre missili, ma ha continuato il suo viaggio. Non sono stati segnalati feriti da parte degli Stati Uniti, della coalizione o del mercantile navi", si legge nel comunicato.
Messico, scontro polizia-manifestanti all'ambasciata israeliana
Un gruppo di manifestanti si è scontrato con la polizia antisommossa vicino all'ambasciata israeliana in Messico martedì sera, durante una manifestazione contro gli attacchi israeliani alla città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
I manifestanti, alcuni dei quali erano incappucciati, hanno lanciato pietre contro una squadra di poliziotti che ha bloccato il loro passaggio verso il complesso diplomatico nel ricco quartiere di Lomas de Chapultepec, al che la polizia ha risposto con gas lacrimogeni
Francia: "Consiglio di sicurezza fermi la guerra a Rafah
La Francia ha chiesto alle Nazioni Unite di adottare una risoluzione per fermare subito la guerra a Gaza. L'ambasciatore francese all'Onu Nicolas de Riviere ha messo in guardia da ogni ulteriore aggravarsi del conflitto a Rafah, dicendo che è "arrivato il momento" per il Consiglio di Sicurezza di "passare all'azione e adottare una nuova risoluzione". "Ci deve essere - ha dichiarato, parlando ai media - un immediato cessate il fuoco a Gaza e il rilascio incondizionato degli ostaggi. Non c'è zona di sicurezza per i civili palestinesi a Rafah".
Algeria presenta bozza Onu, stop uccisioni a Rafah
L'Algeria ha preparato una bozza di risoluzione su Rafah che presenterà ai membri del Consiglio di Sicurezza Onu questo pomeriggio. Lo ha detto ai giornalisti l'ambasciatore algerino al Palazzo di Vetro, Amar Bendjama, a margine delle consultazioni a porte chiuse dei Quindici. "Sarà un testo corto e risoluto per fermare le uccisioni a Rafah", ha detto. Non è chiaro quando il testo andrà al voto, e se gli Usa hanno intenzione di bloccarlo con il veto.
Fiaccolata e falò pro Palestina in strada a Torino
Una fiaccolata di studenti e di giovani attivisti pro Palestina si è svolta ieri sera a Torino. Il corteo, che secondo gli organizzatori ha raccolto circa 2000 persone, si è snodato per il centro storico e ha fatto tappa nella piazza del municipio, dove sono stati scanditi slogan contro "le istituzioni complici dello Stato criminale di Israele". I manifestanti hanno poi raggiunto il rondò Rivella, dove hanno acceso un grande falò bloccando il passaggio.
Abascal vede a sorpresa Netanyahu a Gerusalemme
Poche ore dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez, il leader del partito di estrema destra Vox, Santiago Abascal, ha avuto un incontro a sorpresa a Gerusalemme con il premier israeliano BenYamin Netanyahu, col quale si è impegnato a revocare la decisione di Madrid se governerà in futuro, e allo stesso tempo ha lodato "la fermezza" di Israele a fronte della "aggressione" subita e delle "pressioni" internazionali.