Non si allenta la tensione nei rapporti tra Benjamin Netanyahu e Joe Biden. L'oggetto dell'ultimo scontro è quello dell'invio delle armi americane a Israele, un dossier che si trascina da settimane. Nel caso di un conflitto tra Israele e Libano, l'Onu si affiderebbe al Consiglio di sicurezza per valutare cosa dovrebbero fare i soldati della missione di pace Unifil. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite.
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Netanyahu, accetto attacchi personali ma Usa mandino armi
"Sono pronto a subire attacchi personali a condizione che Israele riceva dagli Usa le munizioni di cui ha bisogno nella guerra per la sua esistenza". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in risposta alle affermazioni di John Kirby, portavoce del consiglio di sicurezza nazionale americano, che aveva definito "deludente e irritante" l'ultimo video del premier sulla questione delle armi.
Media, Usa temono sopraffazione Iron Dome se guerra con Hezbollah
Tre funzionari statunitensi hanno detto alla Cnn di essere seriamente preoccupati che i sistemi di difesa aerea israeliani, incluso l'Iron Dome, sarrebbero sopraffatti nel caso di una guerra totale con Hezbollah. I funzionari affermano che le loro controparti israeliane hanno condiviso queste preoccupazioni e stanno pianificando di spostare i sistemi intorno a Gaza a nord. "Riteniamo che almeno alcuni" sistemi Iron Dome "saranno sopraffatti", avrebbe affermato un alto funzionario dell'amministrazione statunitense.
Onu chiede a produttori armi interrompere forniture a Israele
Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite ha messo in guardia i produttori di armi e munizioni dal trasferire armi a Israele, affermando che ciò potrebbe renderli complici di possibili violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale.
Il gruppo di 30 esperti, tra cui diversi relatori speciali delle Nazioni Unite - spiega il Times of Israel - afferma che i produttori di armi che riforniscono Israele dovrebbero interrompere i loro trasferimenti di materiale bellico, "anche se vengono eseguiti sulla base delle licenze di esportazione esistenti". "Queste aziende, inviando armi, parti, componenti e munizioni alle forze israeliane, rischiano di essere complici di gravi violazioni dei diritti umani internazionali e delle leggi umanitarie internazionali", affermano gli esperti in una nota.
Agenzia Onu, a Gaza manca cibo, acqua e latte per bambini
La crisi umanitaria nel sud di Gaza sta "rapidamente peggiorando" per decine di migliaia di sfollati stipati in un'area lungo la costa in mezzo al "calore estivo ardente" e dove "il conflitto attivo e l'illegalità" rendono quasi impossibile per gli operatori umanitari far fronte alle necessità e ai bisogni crescenti". E' quanto si legge nell'ultimo rapporto sulla situazione a Gaza dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Unocha). L'agenzia Onu riferisce inoltre che nei campi per sfollati nella zona centrale e meridionale di Gaza, l'accesso all'acqua è estremamente scarso e vi è una grave carenza di cibo, nonchè di latte e latte artificiale per i bambini.
"Molte famiglie riferiscono di consumare un solo pasto al giorno, e alcune di consumarne uno ogni due o tre giorni", afferma il rapporto.
I vincoli imposti da Israele continuano a "minare gravemente la fornitura di assistenza e servizi umanitari essenziali in tutta Gaza, compresa la fornitura di cibo e assistenza nutrizionale, assistenza medica, protezione e sostegno per l'alloggio, e servizi idrici, igienico-sanitari a centinaia di persone. migliaia di persone", aggiunge il rapporto dell'Unocha.
Netanyahu: “Non lasceremo Gaza senza gli ostaggi”
"Non lasceremo Gaza finché non ritorneranno tutti gli ostaggi e non andremo via finché non avremo eliminato le capacità militari e governative di Hamas". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu che oggi ha incontrato le famiglie degli ostaggi uccisi nell'encalve palestinese. "Non abbiamo alcuna possibilità di arrenderci, non abbiamo alcuna possibilità di rinunciare alla vittoria.
Questa - ha spiegato - è la mia posizione. Chi si oppone, si opponga apertamente". "Ci impegniamo - ha concluso - a riportare indietro tutti i 120 rapiti, sia i vivi sii i morti, Anche se a tappe non rinunceremo a nessuno".
Messaggio del Libano a Cipro: “Ricca storia di cooperazione”
Il Libano ha inviato un messaggio distensivo a Cipro all'indomani delle dichiarazioni del segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, che ha minacciato ritorsioni contro l'isola del Mediterraneo se, in caso di guerra con il Paese dei cedri, mettesse a disposizione di Israele le sue basi militari ed i suoi porti. "Le relazioni tra Libano e Cipro si basano su una ricca storia di cooperazione diplomatica", ha dichiarato in una nota il ministero degli Esteri di Beirut, assicurando - senza fare specifico riferimento alle minacce di Nasrallah - che i contatti tra i due Paesi continuano "ai massimi livelli". In una conversazione con il suo omologo cipriota, il ministro degli Esteri, Abdallah Bou Habib ha espresso "la costante fiducia del Libano nel ruolo positivo che Cipro svolge nel sostenere la stabilità regionale", come ha riferito l'agenzia Nna.
Cipro, molo temporaneo Usa a Gaza di nuovo operativo
Il molo temporaneo, costruito dagli Usa al largo di Gaza, è di nuovo funzionante dopo essere stato staccato per la seconda volta la scorsa settimana a causa del mare mosso. Lo ha annunciato Cipro, Paese chiamato a controllare gli aiuti internazionali destinati alla Striscia. Nessuna conferma finora è arrivata dagli Usa, ha fatto sapere l'AP.
Secondo Theodoris Gotsis, portavoce del ministero degli Esteri cipriota, il molo e la strada rialzata che portano alla spiaggia di Gaza funzionano entrambi.
Idf: “Comandante locale Hezbollah ucciso in raid”
Un comandante locale di Hezbollah è stato ucciso in un raid aereo israeliano nella città di Deir Kifa, nella zona di Tiro, nel sud del Libano. Lo ha riferito l'Idf precisando che si tratta di Abbas Ibrahim Hamza Hamada, noto anche come Fadl Ibrahim, responsabile delle operazioni nell'area di Jouaiyya, una città vicino a Deir Kifa.
Fonti Egitto: “Gravi i danni di Israele al valico di Rafah”
Sono ingenti i danni provocati dalla vandalizzazione di Israele dalla parte palestinese del valico di Rafah, ci vorrebbe almeno un mese per ripararli e la soluzione allo studio è quella di costruire un passaggio alternativo tra Egitto e Striscia di Gaza. Lo ha detto all'Ansa una fonte della sicurezza egiziana al valico di Rafah.
"L'aggressione israeliana dei giorni scorsi - ha riferito - ha scavato buche profonde davanti al cancello dal lato palestinese, ha divelto le strade con i bulldozer, ha dato fuoco alle sale di arrivo del terminal e ha distrutto ciò che contenevano. Israele ha anche demolito gran parte del passaggio, impedendo ai camion degli aiuti di attraversarlo e alle ambulanze e alle persone di uscire da Gaza". Secondo la fonte, l'obiettivo sarebbe costringere la parte palestinese e quella egiziana a utilizzare il terminal commerciale di Kerem Shalom, già sotto il controllo israeliano, come alternativa permanente al valico di Rafah, ipotesi che non sarebbe sufficiente alle necessità della popolazione palestinese e, inoltre, non sarebbe conforme agli accordi del 2005.
In alternativa si pensa di costruire un altro passaggio tra l'Egitto e Gaza per trasportare aiuti, persone e feriti, sempre nel caso di un ritiro israeliano dalla Rafah palestinese. La sua realizzazione, secondo la fonte, richiederà circa dieci giorni.
Gaza, salgono a 37.431 i palestinesi uccisi dal 7 ottobre
? salito a 37.431 il numero dei palestinesi che sono stati uccisi nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza, mentre sono 85.653 quelli che sono rimasti feriti. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza City. Solo nelle ultime 24 ore sono 35 i palestinesi che sono stati uccisi e 130 quelli che sono rimasti feriti, ha aggiunto il ministero.
Lapid: “Se ci comportiamo come nostri nemici diventiamo come loro”
"Se ci comportiamo come (i nostri nemici), allora diventeremo come loro. I valori non sono qualcosa che tieni solo quando ti fa comodo. Valori e principi sono pensati proprio per i momenti difficili. Se rinunciamo ai nostri valori, questo Paese è in pericolo esistenziale". Lo ha affermato il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid, partecipando alla conferenza Democracy Under Fire dell'Università di Reichman.
Secondo il leader di Yesh Atid, Israele è in pericolo "esistenziale" perchè i suoi alleati occidentali non credono più che sia "l'unico rappresentante affidabile dei valori democratici e liberali in Medio Oriente". "Il governo americano, l'Unione Europea e i Paesi liberali non credono più che siamo una nazione sana, seria e liberale", "vincolata dal diritto internazionale".
Nonostante "abbiamo intrapreso la guerra più giusta nella storia", "non riusciamo a portare il mondo dalla nostra parte", ha aggiunto Lapid, ricordando i Paesi che di recente hanno riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina. Si tratta di "un disastro politico" e "si sarebbe potuto prevenirlo", ha proseguito, accusando il governo di aver sperperato il credito "quasi infinito" post-7 ottobre.
Ue a Hezbollah: “Le minacce a Cipro sono minacce a tutti noi”
"Cipro è uno Stato membro dell'Unione Europea, il che significa che l'Unione Europea è Cipro e Cipro è un'Unione Europea. Ciò significa che qualsiasi minaccia contro uno dei nostri stati membri è una minaccia contro l'Unione europea. Quindi, in questo senso, l'Unione europea sostiene pienamente Cipro in quanto tale e la dichiarazione fatta in questo contesto sulle minacce di Hezbollah dal Presidente di Cipro". Lo ha detto il portavoce del Servizio per l'Azione esterna dell'Ue commentando le dichiarazioni di Hezbollah sul possibile coinvolgimento di Cipro nell'allargamento del conflitto nel Medioriente, nel briefing quotidiano con la stampa. "Stiamo seguendo molto da vicino la situazione al confine tra Libano e Israele. Questa è una fonte di preoccupazioni continue", ha poi aggiunto il portavoce.
Usa: “Stop ai raid di Hezbollah o appoggiamo l’operazione di Israele”
L'inviato speciale americano Amos Hochstein ha avvertito i funzionari libanesi che se Hezbollah non mette fine agli attacchi quotidiani contro il nord di Israele, potrebbe ritrovarsi come obiettivo di un'operazione israeliana limitata, appoggiata dagli Usa. Lo ha riferito l'emittente pubblica Kan. Secondo la tv, Hochstein ha detto ai funzionari che è necessaria una soluzione diplomatica per respingere il gruppo terroristico sostenuto dall'Iran dal confine, altrimenti Israele lancerà un attacco limitato con l'appoggio degli Stati Uniti. Hochstein è nella regione nel tentativo di evitare un'escalation.
Cipro sospenderà i visti ai libanesi dopo le minacce di Nasrallah
Secondo il canale libanese Al-Jadid Cipro sospenderà la concessione dei visti ai cittadini del Paese dei cedri presso l'ambasciata cipriota in Libano dopo che il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha affermato ieri che se ci fosse una guerra il gruppo armato sciita attaccherebbe qualsiasi Paese della regione che abbia assistito Israele, citando Cipro, che ha ospitato le forze israeliane per esercitazioni. Il parlamentare libanese Elias Bou Saab ha negato che si tratta di un passo intenzionale e ha dichiarato alla rete libanese Mtv che l'ambasciata ha smesso di accettare visti per un giorno per "motivi amministrativi".
Allo stesso tempo, il ministro degli Esteri Israel Katz ha dichiarato questa mattina: "Nasrallah minaccia di attaccare Cipro. I missili iraniani e il terrorismo islamico radicale minacciano i paesi europei e l'intero mondo libero. L'Iran deve essere fermato adesso, prima che sia troppo tardi".
L'ambasciatore cipriota in Israele, Cornelius Corneliou, ha detto ieri a Ynet che "quando una persona del genere minaccia, ci sarà sicuramente una reazione. Stiamo aspettando la reazione ufficiale di Nicosia".
Cipro a Nasrallah sul presunto aiuto a Israele: “Solo insinuazioni”
Cipro torna a respingere le minacce del leader degli Hezbollah libanesi, Hassan Nasrallah, che ha messo in guardia l'isola dal mettere a disposizione di Israele aeroporti e basi in caso di guerra con il movimento sciita libanese storicamente sostenuto dall'Iran. Per il governo di Cipro si tratta di dichiarazioni lontane dalla realtà. "Le insinuazioni del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, non corrispondono alla realtà", ha detto all'emittente Rik il portavoce del governo, Konstantinos Letybiotis. Si tratta di "dichiarazioni sgradite e prenderemo tutte le misure a livello diplomatico", ha aggiunto. Ieri aveva già risposto a Nasrallah il presidente di Cipro, Nikos Christodoulidis, affermando che "Cipro non è in alcun modo coinvolta nelle ostilità".
Media: funzionari israeliani in Qatar per colloqui segreti
Funzionari israeliani hanno tenuto una riunione segreta in Qatar all'inizio di questa settimana per cercare di colmare il divario tra la bozza di accordo sugli ostaggi presentata e le richieste di modifica di Hamas. A riferirne è l'agenzia di stampa Elaph, di proprietà saudita, citata dal Times of Israel. Citando un funzionario vicino ai negoziati, Elaph riferisce che l'incontro è stato incentrato in gran parte sulla messa a punto degli aspetti tecnici dello schema presentato dal Presidente degli Stati Uniti Joe Biden il mese scorso, come il numero di ostaggi vivi che saranno rilasciati nella prima fase e la durata della stessa fase. Secondo il rapporto, il Qatar ha continuato a fare pressione su Hamas affinché accettasse l'accordo così come era stato proposto, dopo che il gruppo aveva risposto con una versione modificata che includeva richieste che gli Stati Uniti avevano definito "non realizzabili".
Israele: ucciso un comandante di Hamas del massacro del 7 ottobre
Uno dei comandanti della squadra d'élite Nukhba di Hamas che ha attaccato Israele il 7 ottobre è stato ucciso in un raid aereo a Beit Hanoun, nel nord di Gaza: lo ha dichiarato l'esercito israeliano (Idf), come riportano i media nazionali. Secondo l'Idf Ahmed Hassan Salameh a-Swarkeh ha comandato i terroristi che fecero irruzione nelle città israeliane il 7 ottobre e in seguito è stato dietro agli attacchi dei cecchini contro le forze israeliane a Beit Hanoun.
"Prima dell'attacco sono state prese misure per evitare danni ai civili. Nessun civile è stato ferito", ha affermato l'esercito in un comunicato.
Wall Street Journal: “Solo 50 ostaggi israeliani ancora in vita, 66 sarebbero morti”
Gli ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre ancora in vita a Gaza potrebbero essere solo 50, un numero inferiore rispetto a ciò che sembra ritenere Israele. Lo hanno riferito al Wall Street Journal mediatori dei negoziati e un funzionario americano che ha familiarità con le informazioni che hanno gli Stati Uniti. Questa stima, che si basa in parte anche su dati dell'intelligence israeliana, è che 66 persone tenute in cattività nella Striscia potrebbero essere morte, ossia 25 in più di quanto Israele ha valutato pubblicamente.
Media: “Israele arresta in Cisgiordania il capo del parlamento palestinese Aziz Dweik”
Le forze israeliane avrebbero arrestato Aziz Dweik a Hebron, in Cisgiordania. Lo riporta il Times of Israel, che rilancia notizie arrivate da parte palestinese secondo cui Dweik, capo del Consiglio legislativo palestinese, è stato arrestato nella notte nella sua città natale pochi giorni dopo il rilascio al termine di otto mesi di detenzione a seguito del fermo scattato dopo l'attacco del 7 ottobre in Israele. Esponente di Hamas, è dal 2006 a capo del Consiglio legislativo, il parlamento palestinese.
Atteso l’incontro tra il consigliere di Biden Jake Sullivan e i consiglieri di Netanyahu
Il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Jake Sullivan, vedrà nelle prossime ore il ministro israeliano per gli Affari strategici, Ron Dremer, e il consigliere per la Sicurezza nazionale, Tzachi Hanegbi. Lo riferisce Kan News, come riporta il Jerusalem Post. Anche il Times of Israel riporta la notizia, confermata alla testata da un portavoce della Casa Bianca dopo gli attriti provocati dalle dichiarazioni del premier Benjamin Netanyahu che domenica in un video in lingua inglese ha definito "inconcepibile" il fatto che negli ultimi mesi l'Amministrazione Usa abbia bloccato "armi e munizioni per Israele".
Agenzia Onu: a Gaza manca cibo, acqua e latte per bambini
La crisi umanitaria nel sud di Gaza sta "rapidamente peggiorando" per decine di migliaia di sfollati stipati in un'area lungo la costa in mezzo al "calore estivo ardente" e dove "il conflitto attivo e l'illegalità" rendono quasi impossibile per gli operatori umanitari far fronte alle necessità e ai bisogni crescenti". ? quanto si legge nell'ultimo rapporto sulla situazione a Gaza dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Unocha). L'agenzia Onu riferisce inoltre che nei campi per sfollati nella zona centrale e meridionale di Gaza, l'accesso all'acqua è estremamente scarso e vi è una grave carenza di cibo, nonchè di latte e latte artificiale per i bambini.
"Molte famiglie riferiscono di consumare un solo pasto al giorno, e alcune di consumarne uno ogni due o tre giorni", afferma il rapporto.
I vincoli imposti da Israele continuano a "minare gravemente la fornitura di assistenza e servizi umanitari essenziali in tutta Gaza, compresa la fornitura di cibo e assistenza nutrizionale, assistenza medica, protezione e sostegno per l'alloggio, e servizi idrici, igienico-sanitari a centinaia di persone.
migliaia di persone", aggiunge il rapporto dell'Unocha.
Mar Rosso: Usa, colpiti obiettivi in Yemen
L'esercito americano ha colpito obiettivi nella zona dello Yemen controllata dagli Houthi. Le forze Usa hanno distrutto una stazione di controllo a terra e un nodo di comando e controllo, fa sapere il comando centrale dell'esercito americano, secondo cui le forze americane hanno anche distrutto due barche senza pilota Houthi nel Mar Rosso.
Portavoce Idf, Hamas non può essere eliminato
Il portavoce dell'esercito israeliano ha affermato che il movimento islamista palestinese Hamas non può essere eliminato, provocando una reazione immediata da parte del governo, che ha ribadito il suo impegno a distruggerlo. "Hamas è un'ideologia, non possiamo eliminare un'ideologia. Dire che faremo sparire Hamas significa gettare sabbia negli occhi della gente", ha dichiarato Daniel Hagari all'emittente israeliana Channel 13.
"Se non offriamo un'alternativa, alla fine avremo Hamas al potere a Gaza”, ha aggiunto Hagari, in un momento in cui il governo israeliano è diviso sul futuro della Striscia una volta finita la guerra. I suoi commenti sono stati rapidamente contestati dall'ufficio del primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il cui gabinetto ha dichiarato che la sua offensiva a Gaza non finirà finchè Hamas non sarà sconfitto. L'esercito ha rilasciato un altro comunicato in cui sottolinea che Hagari ha parlato "della distruzione di Hamas come ideologia e idea". Le sue parole erano "chiare ed esplicite", ha affermato. "Qualsiasi altra dichiarazione sarebbe quella di togliere le cose dal contesto", ha insistito.
Media, 2 morti in raid di Israele su campo Nuseirat
L'emittente araba Al Jazeera afferma che almeno due persone sono morte e altre 12 sono rimaste ferite in un bombardamento israeliano che stanotte ha colpito una casa nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza. Il bilancio delle vittime nell'enclave palestinese dal 7 ottobre scorso è di almeno 37.396 morti e 85.523 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.