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Guerra Israele-Hamas, le news del 21 giugno

Guerra Israele-Hamas, le news del 21 giugno
(afp)
Timori Usa: “Hezbollah può sopraffare difesa aerea di Tel Aviv”. Si dimette Andrew Miller, l’inviato Usa per Israele-Palestina. L’Armenia riconosce lo Stato palestinese, Tel Aviv convoca l’ambasciatore
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Continuando la "settimana di resistenza", centinaia di manifestanti antigovernativi in Israele hanno protestato vicino alle residenze private del primo ministro Netanyahu a Cesarea e a Gerusalemme, per chiedere nuove elezioni e il ritorno di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas. Antony Blinken discute il lavoro che si sta facendo per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi in un incontro con consiglieri di del governo israeliano. il segretario di Stato Usa parlerà anche dalla situazione al confine nord di Israele con il Libano. I funzionari statunitensi temono che, nel caso di una vera e propria guerra tra Tel Aviv e Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall'Iran potrebbe sopraffare le difese aeree israeliane nel nord, compreso il sistema di difesa aerea Iron Dome.

Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 22 giugno

Cuba aderisce alla causa davanti alla Cig contro Israele

Il governo cubano ha annunciato la sua intenzione di unirsi al procedimento avviato dal Sudafrica contro Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia (CIG) per la presunta violazione della Convenzione delle Nazioni Unite con la sua offensiva a Gaza. Il ministero degli Affari Esteri (Minrex) ha dichiarato in un comunicato di aver deciso di "sostenere e contribuire il più possibile ai legittimi sforzi internazionali per porre fine al genocidio che si sta commettendo contro il popolo palestinese". Cuba si unisce così alle azioni legali avviati dal Sudafrica e a cui hanno aderito Spagna, Messico, Colombia, Nicaragua e Libia. Anche altri Paesi hanno manifestato il loro interesse a sostenere questa iniziativa

Gaza, 25 morti e 50 feriti per il raid di Israele sulla tendopoli di Rafah

È salito ad almeno 25 morti e 50 feriti a Gaza il bilancio degli attacchi israeliani sulle tende di rifugiati ad Al-Mawasi, vicino Rafah, nel sud della Striscia. Il nuovo bilancio è stato fornito dal ministero della Sanità di Gaza. Secondo Ahmed Radwan, portavoce dei primi soccorritori della Difesa civile a Rafah, alcuni testimoni hanno riferito ai soccorritori del bombardamento in due punti della zona costiera

Si dimette Andrew Miller, l’inviato Usa per Israele-Palestina

L'uomo di riferimento del Dipartimento di Stato Usa per il conflitto israelo-palestinese si è dimesso nel bel mezzo della guerra di Gaza, motivando la decisione con il desiderio di trascorrere più tempo con la sua famiglia.
Il vice segretario di Stato americano per gli affari israelo-palestinesi, Andrew Miller, ha informato oggi i colleghi della sua decisione di dimettersi dopo un anno e sette mesi, dice la fonte citata dal Times of Israel, confermando quanto riferito dal Washington Post

Israele: “Presto decisioni necessarie su Hezbollah”

Israele "non può permettere che l'organizzazione terroristica degli Hezbollah continui ad attaccare il suo territorio e presto prenderà le sue decisioni necessarie". Lo ha detto il ministro degli Esteri Israel Katz, secondo cui "il mondo libero deve appoggiare senza condizioni Israele nella sua guerra con il diavolo, Iran e l'islam estremistico. La nostra guerra è la vostra guerra e le minacce di Nasrallah a Cipro sono solo l'inizio. Il diavolo deve essere sconfitto, come la storia ha già provato nel passato"

Medici senza frontiere: “A Gaza le forniture mediche si stanno esaurendo”

A Gaza, le quantità di medicinali e attrezzature essenziali a disposizione dei team di Medici senza frontiere (Msf) hanno raggiunto livelli critici, dal momento che nessuna fornitura dell'organizzazione è entrata a Gaza dalla fine di aprile. Lo scrive in un comunicato la stessa Msf. La chiusura del valico di Rafah, a seguito dell'offensiva israeliana nel sud di Gaza all'inizio di maggio, insieme all'infinita burocrazia imposta dalle autorità israeliane, hanno congestionato drammaticamente il flusso di aiuti umanitari attraverso Kerem Shalom. Questo - si legge ancora nella nota - ha portato a lunghe code di camion e a pericolosi ritardi nella consegna dell'assistenza umanitaria a Gaza. Inoltre, anche quando gli aiuti possono entrare nella Striscia, l'insicurezza spesso non permette alle organizzazioni umanitarie di farli arrivare dove sono disperatamente necessari.
Nonostante i bisogni medici siano in aumento in tutta la Striscia, se non ci sarà un significativo rifornimento di forniture mediche nei prossimi giorni, Msf potrebbe essere costretta a interrompere o ridurre drasticamente alcune delle sue attività mediche a Gaza. "Con il 75% della popolazione sfollata e costretta a vivere in condizioni terribili - dichiara Guillemette Thomas, coordinatrice medica di Msf in Palestina, citata nella comunicato -, nell'ultimo mese le équipe di Msf hanno registrato un'impennata di pazienti affetti da malattie della pelle come la scabbia, mentre le scorte di farmaci per curarle si stanno esaurendo. A Khan Younis, non siamo stati in grado di fornire visite mediche di base per diversi giorni nel nostro centro sanitario di Al Attar, aperto di recente, a causa della mancanza di forniture e farmaci per le attività. Nel frattempo - prosegue Thomas -, abbiamo sei camion pieni di 37 tonnellate di rifornimenti, la maggior parte dei quali sono articoli medici essenziali, che attendono di entrare dal 14 giugno. "Le autorità israeliane devono aprire urgentemente altri valichi per decongestionare Kerem Shalom e accelerare in modo massiccio la quantità di aiuti che arrivano a Gaza ogni giorno. Chiediamo inoltre a tutte le parti di garantire percorsi sicuri per lo spostamento degli aiuti umanitari all'interno della Striscia. Questo è l'unico modo per evitare altre morti prevenibili", conclude Thomas nella nota di Msf.

Mezzaluna rossa: “Diciotto morti in raid su campo profughi a Rafah”

La Mezzaluna Rossa - citata dai media internazionali - ha reso noto che 18 palestinesi sono stati uccisi in un raid israeliano su tende per profughi a Rafah, nel sud della Striscia. Si contano anche 35 feriti.

La Spagna preoccupata per i suoi 650 soldati in Libano

Il ministro degli Esteri spagnolo, Josè Manuel Albares, ha espresso la sua preoccupazione per la possibilità che il conflitto di Gaza si estenda al Libano, dove la Spagna ha 650 soldati. In una conferenza stampa insieme al Primo Ministro e Ministro degli Esteri del Qatar, Albares ha sottolineato che "la Spagna avverte dall'inizio della guerra del rischio di escalation regionale". A questo proposito, ha avvertito che in Libano "questo rischio di escalation è particolarmente importante", perché si tratta di un paese "fragile" dove opera il gruppo terrorista Hezbollah. Albares ha ricordato che il Paese partecipa alla Forza Unifil, per cui ha sottolineato che "il conflitto preoccupa e lo seguiamo molto da vicino". Inoltre, Albares ha respinto la minaccia del leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, a Cipro, che fa parte dell'Unione europea, e ha ricordato che la Spagna "farà tutto il possibile per garantire la pace" nella regione. Il contingente Unifil è composto anche da militari di altri Paesi, tra cui circa mille italiani

Padre di un soldato ucciso: “Israele continui a combattere”

Israele deve continuare a combattere il più duramente possibile. Lo ha detto il padre di Omer Smadga uno dei due soldati uccisi poche ore fa nel centro di Gaza. "Dico ai soldati qui schierati - ha sottolineato durante la cerimonia funebre per il figlio - di tenere la testa alta. Continuate ad andare avanti il più duramente possibile. Non fermatevi finché non vinciamo. Questo è il mio messaggio a chiunque sia in combattimento".

Blitz delle forze speciali Israele in Cisgiordania: uccisi due ricercati palestinesi

Due ricercati palestinesi sono stati uccisi in un'operazione condotta a Qalqilya, in Cisgiordania, dagli uomini della Gideonim (Unità 33), un'unità sotto copertura della polizia israeliana. Lo ha riferito il Times of Israel, citando fonti militari. L'operazione - di cui non si conoscono al momento ulteriori dettagli - è stata condotta congiuntamente dalle Idf, dalla polizia e dallo Shin Bet. Secondo una nota della polizia, i due palestinesi uccisi facevano parte della Jihad Islamica. Gli uomini della Gideonim hanno tentato di arrestare i due che, per sfuggire alla cattura, hanno aperto il fuoco. Gli agenti a quel punto hanno risposto al fuoco uccidendo i due "terroristi" e sequestrando anche alcune armi. "Non esiste una soluzione militare, una riduzione immediata della tensione non solo è possibile, ma è essenziale. Un'ulteriore escalation militare non farà altro che garantire ulteriori sofferenze, ulteriore devastazione per le comunità in Libano e Israele, e conseguenze potenzialmente più catastrofiche per la regione", ha aggiunto il segretario generale delle Nazioni Unite. Guterres ha poi ribadito che "è giunto il momento di un impegno pratico e pragmatico delle parti nella via diplomatica e politica. Da parte nostra, le Nazioni Unite si stanno impegnando attivamente per promuovere la pace, la sicurezza e la stabilità in linea con la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza".

Ministero degli Esteri del Qatar: progressi su cessate il fuoco

Sono stati compiuti alcuni progressi nei negoziati per un accordo di cessate il fuoco a Gaza, ma rimangono ancora delle divergenze tra Israele e Hamas. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri nonché primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, durante una visita in Spagna. "Ci sono stati progressi in una certa misura", ha detto, riferendosi ai negoziati e aggiungendo che i mediatori hanno tenuto "incontri successivi" con la leadership di Hamas nel tentativo di colmare le distanze. "Non può esserci una delle parti in conflitto che adotta la visione dell'altra parte - ha aggiunto - La soluzione deve basarsi su compromessi tra le due parti".

Baerbock la prossima settimana in visita in Israele, Cisgiordania e Libano

Nuova missione in Medio Oriente per la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock. Secondo una portavoce del ministero degli Esteri tedesco, Baerbock si recherà lunedì in Israele subito dopo l'incontro con i colleghi Ue in Lussemburgo. Nello Stato ebraico incontrerà l'omologo, Israel Katz, e interverrà alla Conferenza annuale di Herzliya. Martedì a Ramallah vedrà il primo ministro dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Mohammed Mustafa. Successivamente, Baerbock volerà in Libano per colloqui con diverse autorità di Beirut, tra cui il ministro dell'Immigrazione.

Hamas: “Il riconoscimento dello Stato palestinese da parte dell’Armenia passo importante”

"Salutiamo l'annuncio fatto dall'Armenia sul riconoscimento dello Stato palestinese e lo consideriamo un passo importante nel cammino verso il consolidamento del riconoscimento internazionale dei diritti del nostro popolo". Così Hamas ha commentato la decisione annunciata oggi dal governo di Erevan di riconoscere lo Stato palestinese, unendosi al plauso già espresso da Anp e Olp. Nella dichiarazione, diffusa dal giornale 'Filastin', vicino ad Hamas, si aggiunge che si tratta di "un ulteriore passo" verso "l'aspirazione dei palestinesi di mettere fine all'occupazione sionista dei territori palestinesi e di creare uno Stato indipendente e totalmente sovrano con Gerusalemme capitale".

Netanyahu: “In futuro Gaza governo civile, arabi sponsor”

Nel futuro di Gaza ci dovrà essere "un'amministrazione civile per gestire non solo la distribuzione degli aiuti umanitari ma anche l'amministrazione civile. Ciò deve essere fatto, penso che sia meglio farlo, con la cooperazione, la sponsorizzazione interaraba e l'assistenza dei Paesi arabi". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in una intervista al sito Usa 'Punchbowl'. Ma a Gaza - ha aggiunto - ci dovrà essere anche "una ampia smilitarizzazione, cosa che può essere fatta solo da Israele contro qualsiasi tentativo di ripresa terroristica".

Netanyahu, per Gaza smilitarizzazione e deradicalizzazione

Nel futuro di Gaza c'è la smilitarizzazione da Hamas e una sorta di processo di deradicalizzazione che insegni ai palestinesi a voler "non annientare Israele e uccidere ogni ebreo sul pianeta". E' la 'ricetta' per la Striscia esposta dal premier israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista al sito di notizie Punchbowl.
"Penso che dovremo procedere a una smilitarizzazione sostenuta, cosa che può essere fatta solo da Israele, contro qualsiasi tentativo terroristico di ripresa", ha affermato. Quanto alla gestione delle questioni civili, come anche la distribuzione degli aiuti umanitari, "penso che sia meglio farlo con la cooperazione e l'assistenza dei Paesi arabi", ha aggiunto Netanyahu. Il capo del governo israeliano ritiene che sia necessario "una sorta di processo di deradicalizzazione" per insegnare ai palestinesi "un futuro diverso da quello di annientare Israele e uccidere ogni ebreo sul pianeta".

Netanyahu, 'in futuro Gaza governo civile, arabi sponsor'

Nel futuro di Gaza ci dovrà essere "un'amministrazione civile per gestire non solo la distribuzione degli aiuti umanitari ma anche l'amministrazione civile. Ciò deve essere fatto, penso che sia meglio farlo, con la cooperazione, la sponsorizzazione interaraba e l'assistenza dei Paesi arabi". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in una intervista al sito Usa 'Punchbowl'. Ma a Gaza - ha aggiunto - ci dovrà essere anche "una ampia smilitarizzazione, cosa che può essere fatta solo da Israele contro qualsiasi tentativo di ripresa terroristica".

Due riservisti Idf uccisi da attacco Hamas a Gaza

Due riservisti dell'idf sono stati Uccisi ieri in un attacco di mortaio di hamas nel centro della striscia di gaza. Lo ha annunciato l'esercito. Altri tre soldati sono rimasti gravemente feriti. Hamas ha rivendicato la responsabilità dell'attacco, affermando di aver preso di mira una posizione militare vicino al quartiere zeitoun di gaza city.

La loro morte porta a 314 il bilancio dei soldati uccisi nell'offensiva di terra contro hamas e nelle operazioni sul confine di gaza. Il bilancio include un agente di polizia ucciso in una missione di salvataggio di ostaggi.

Netanyahu, 'video sui ritardi Usa nelle armi era necessario'

Il premier Benyamin Netanyahu ha difeso il suo video - che ha suscitato forti dissensi da parte della Casa Bianca - di critica sui ritardi degli Usa nella consegna di armi e munizioni a Israele, impegnato a Gaza. In una dichiarazione al sito americano 'Punchbowl' lo ha definito "assolutamente necessario". Poi ha ricordato che "significativi problemi al riguardo erano emersi mesi fa. E abbiamo provato in conversazioni molto serene tra noi e funzionari Usa, tra me e il presidente, di tentare di risolvere queste diminuzioni delle forniture". Ma - ha aggiunto - "non è stato possibile", anche dopo che il tema è stato sollevato con il segretario di stato Usa Antony Blinken nella sue visite in Israele. "Ho deciso - ha quindi concluso il premier- che la messa in onda (del video, ndr) era assolutamente necessaria dopo mesi di conversazioni tranquille che non hanno risolto il problema".

Idf continua operazioni Gaza, colpita base a Khan Yunis

Continuano le operazioni dell'esercito israeliano nel centro e nel sud della Striscia di Gaza. La notte scorsa, riferisce IDF sul suo profilo Telegram, "una base di lancio posizionata dalla Jihad islamica all'interno di un rifugio nell'area umanitaria di Khan Yunis è stata colpita da un aereo dell'IAF. Prima dell'attacco, erano state adottate varie misure per mitigare i danni ai civili non coinvolti", precisa l'esercito con la Stella di David.
"Le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza continuano a piazzare armi e infrastrutture terroristiche in mezzo alla popolazione civile, mettendola in pericolo e usandola come scudo umano". Idf conferma anche che "la scorsa settimana, un aereo dell'IAF ha eliminato il terrorista Muhammad Abu Taha, un operatore di droni dell'organizzazione terroristica Hamas.
Durante la guerra, Abu Taha ha effettuato numerosi attacchi contro le forze dell'IDF". Ancora, l'esercito continua la sua "attività operativa precisa, basata sull'intelligence nell'area di Rafah. Le truppe continuano a eliminare i terroristi in combattimenti ravvicinati. Durante le incursioni mirate, le truppe hanno individuato diversi pozzi di tunnel nella zona".

(afp)

Israele convoca ambasciatore armeno dopo riconoscimento Stato palestinese

l ministero degli Esteri israeliano ha convocato l'ambasciatore armeno per una "severa reprimenda" in seguito all'annunciato riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di Erevan. Una mossa che segue la medesima iniziativa di Slovenia, Irlanda, Spagna e Norvegia nelle scorse settimane.

Due soldati israeliani uccisi e tregravemente feriti a Gaza

Due riservisti israeliani sono morti in un attacco con colpi di mortaio nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito le forze armate precisando che il 25enne Omer Smadga e il 27enne Saadia Yaakov Derai sono stati uccisi ieri, portando il bilancio complessivo delle vittime militari nelle operazioni contro Hamas a 314. Altri tre soldati sono rimasti gravemente feriti nello stesso attacco.

Media: ill commercio Turchia-Israele continua attraverso la Grecia

Il commercio tra la Turchia e Israele è continuato tramite Paesi terzi, tra cui la Grecia, anche dopo il bando sulle esportazioni e le importazioni verso e da Tel Aviv imposto in maggio da Ankara, e sostenuto dal presidente Recep Tayyip Erdogan, per protestare contro l'amministrazione israeliana a causa della guerra a Gaza. Lo sostengono uomini d'affari turchi, citati dal portale Middle East Eye pur restando nell'anonimato, secondo i quali "qualunque tipo di prodotto viene inviato a Israele, soprattutto quelli ordinati prima dell'embargo sul commercio". Secondo l'articolo, nonostante i dati dell'Assemblea degli Esportatori turchi (Tim) abbiano registrato esportazioni dalla Turchia a Israele del valore di 4 milioni di dollari in maggio che indicano un calo del 99% rispetto all'anno precedente, le esportazioni di Ankara verso Atene sono nello stesso periodo aumentate del 71% rispetto allo stesso mese nel 2023, toccando i 375 milioni di dollari. "Le autorità israeliane non chiedono nemmeno alle aziende turche di modificare il loro certificato di origine per riesportare le merci attraverso la Grecia perché ciò aumenterebbe ulteriormente i costi, quindi sono prodotti turchi", ha affermato un uomo d'affari turco. "Questo commercio parallelo potrebbe continuare ancora per qualche mese ma le compagnie israeliane si stanno rapidamente allineando con fornitori alternativi in altri Paesi, come Egitto, Spagna e Italia", ha affermato uno degli imprenditori, dichiarando che Ankara è comunque sul punto di perdere il mercato israeliano.

Idf: distrutto un lanciarazzi nella zona umanitaria di Khan Yunis

Le Forze della difesa israeliana (Idf) hanno riferito di aver colpito e distrutto un lanciarazzi della Jihad Islamica in un rifugio nella cosidetta 'zona umanitaria' di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato le Idf spiegando che durante l'operazione sono state adottate misure a tutela dei civili palestinesi. "Le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza continuano a collocare armi e infrastrutture terroristiche tra la popolazione civile, mettendola in pericolo e usandola come scudo umano", si legge nella nota delle Idf.

(afp)

Borrell sente Safadi: “Impegnati per il cessate il fuoco”

L'Alto rappresentante della politica estera dell'Unione europea Josep Borrell ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri giordano Ayman Safadi. Come ha spiegato lo stesso Borrell su 'X', il colloquio si è concentrato ''sulla catastrofe in corso a Gaza e sul peggioramento della situazione in Cisgiordania. Condividiamo la profonda preoccupazione sul fatto che sia ancora negato il pieno accesso umanitario'' per la popolazione di Gaza, ''che gli ostaggi non siano ancora liberati, che i combattimenti siano ancora in corso, nonostante gli ordini vincolanti della Corte internazionale di giustizia, e che il piano Biden non sia ancora attuato''. Borrell ha aggiunto che ''continueremo a lavorare a stretto contatto per raggiungere il cessate il fuoco, l'accesso umanitario, il rilascio degli ostaggi, il rispetto del diritto internazionale e dei diritti umani, la responsabilità e la pace. Attendo con impazienza il Consiglio di associazione Ue-Giordania del mese prossimo per approfondire la nostra cooperazione e partenariato''.

(afp)

L’Armenia riconosce lo Stato palestinese

"La Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina". Così si conclude una nota del ministero degli Esteri di Erevan in cui si sottolinea che il Paese del Caucaso ha aderito alle risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza. Nella nota, rilanciata dalla stampa locale, l'Armenia si dice "sinceramente interessata" alla pace e alla stabilità del Medio Oriente e a una "riconciliazione duratura tra il popolo ebraico e quello palestinese". Erevan ricorda quindi che "su varie piattaforme internazionali abbiamo sempre sostenuto una soluzione pacifica e globale della questione palestinese e sostenuto il principio dei 'due Stati' per la soluzione del conflitto israelo-palestinese". L'attuazione di questo principio, si conclude la nota, è "l'unico modo per garantire che palestinesi e israeliani possano realizzare le loro legittime aspirazioni. Sulla base di quanto sopra e riaffermando l'impegno nei confronti del diritto internazionale e dei principi di uguaglianza, sovranità e convivenza pacifica dei popoli, la Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina".

Il Pentagono conferma la ripresa degli aiuti a Gaza

Il Pentagono ha confermato che sono riprese le consegne di aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza attraverso il molo temporaneo galleggiante costruito dagli Stati Uniti al largo dell'enclave palestinese. L'obiettivo, ha spiegato il portavoce del Pentagono Pat Ryder, è quello di aumentare l'assistenza umanitaria alla popolazione civile. Ieri il portavoce del ministero degli Esteri di Nicosia, Theodoris Gotsis, aveva anticipato che il molo costruito dagli Stati Uniti era tornato operativo.

Timori Usa: Hezbollah può sopraffare difesa aerea Israele

I funzionari statunitensi temono seriamente che, nel caso di una vera e propria guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall'Iran potrebbe sopraffare le difese aeree israeliane nel nord, compreso il decantato sistema di difesa aerea Iron Dome: lo hanno riferito tre funzionari statunitensi alla Cnn. "Riteniamo che almeno alcune" batterie Iron Dome "saranno sopraffatte", ha detto un alto funzionario. I timori che l'Iron Dome possa essere vulnerabile al vasto arsenale di missili e droni di Hezbollah sono stati comunicati anche da Israele, che sta spostando forze dal sud di Gaza al nord di Israele.

Media: “Israele sta attaccando il sud del Libano”

Secondo i media arabi Israele ha iniziato ad attaccare questa mattina nell'area della città di Al Wazzani, nel sud del Libano. Le forze israeliane non hanno al momento confermato.

Cipro: “Non siamo coinvolti in nessuna guerra”

Cipro non è coinvolta e non sarà coinvolta in alcuna guerra o conflitto", ha detto all'emittente pubblica CyBC il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis, "pertanto, le dichiarazioni del leader di Hezbollah non corrispondono alla realtà". Lo riporta il Guardian. Nicosia ha reagito con shock alle minacce di mercoledì di Hasan Nasrallah secondo cui Cipro potrebbe diventare un obiettivo se permettesse a Israele di utilizzare il suo territorio in qualsiasi conflitto tra le due parti. I funzionari ciprioti hanno insistito sul fatto che la repubblica insulare rimane un "pilastro di pace" in una regione instabile.

Iran: convocata ambasciatrice Italia, "Canada irresponsabile"

Dopo la decisione del Canada di iscrivere i Guardiani della rivoluzione nella sua lista nera delle organizzazioni terroristiche, l'Iran ha convocato l'ambasciatrice d'Italia a Teheran, Paola Amadei, che rappresenta gli interessi canadesi in assenza di relazioni diplomatiche fra i due Paesi.
Il Canada ha annunciato mercoledì la sua decisione accusando i Guardiani della rivoluzione di "disprezzo per i diritti umani" e di volere "destabilizzare l'ordine internazionale". La risposta del ministero degli Esteri iraniano non si è fatta attendere: guidato ad interim da Ali Bagheri, ha convocato già ieri l'ambasciatrice d'Italia "per trasmetterle la ferma protesta del nostro Paese contro l'azione illegale del governo canadese", ha scritto l'agenzia ufficiale Irna. Il capo della diplomazia iraniana ha anche messo in guardia il governo di Ottawa contro le conseguenze di questa decisione "provocatoria e irresponsabile".

L’Armenia riconosce lo stato di Palestina

"La Repubblica di Armenia riconosce lo Stato di Palestina". Così si conclude una nota del ministero degli Esteri di Erevan in cui si sottolinea che il Paese del Caucaso ha aderito alle risoluzioni dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite che chiedono un cessate il fuoco immediato a Gaza.

Nella nota, rilanciata dalla stampa locale, l'Armenia si dice "sinceramente interessata" alla pace e alla stabilità del Medio Oriente e a una "riconciliazione duratura tra il popolo ebraico e quello palestinese". Erevan ricorda quindi che "su varie piattaforme internazionali abbiamo sempre sostenuto una soluzione pacifica e globale della questione palestinese e sostenuto il principio dei 'due Stati' per la soluzione del conflitto israelo-palestinese".

Madre rapito, no giochi politici Netanyahu a spese nostre

"Siamo venuti per dire al primo ministro che non ti permetteremo di fare politica meschina sulle spalle degli ostaggi. Non ti permetteremo di abbandonare gli ostaggi, di abbandonare il nord e di prendere prigioniero un intero Paese per la tua sopravvivenza politica. Non accadrà". E' il messaggio lanciato durante una manifestazione davanti alla casa del premier Benjamin Netanyahu a Cesarea da Einav Zangauker, madre di Matan, preso ostaggio il 7 ottobre e attualmente nelle mani di Hamas a Gaza.

Blinken, evitare ulteriore escalation Israele-Hezbollah

Bisogna evitare un'ulteriore escalation tra Israele ed Hezbollah al confine con il Libano. È il messaggio riferito dal segretario di Stato americano Antony Blinken al ministro israeliano per gli Affari strategici Ron Dermer e al consigliere per la Sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi in un incontro a Washington. Per il capo della diplomazia Usa, serve raggiungere una soluzione diplomatica che consenta ai cittadini libanesi e israeliani di tornare a casa.
Secondo quanto riportato dal portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller, Blinken ha anche sottolineato la necessità di adottare ulteriori misure per aumentare gli aiuti umanitari a Gaza e pianificare la governance, la sicurezza e la ricostruzione postbellica.

Cipro, 'non siamo coinvolti in nessuna guerra'

"Cipro non è coinvolta e non sarà coinvolta in alcuna guerra o conflitto", ha detto all'emittente pubblica CyBC il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis, "pertanto, le dichiarazioni del leader di Hezbollah non corrispondono alla realtà". Lo riporta il Guardian. Nicosia ha reagito con shock alle minacce di mercoledì di Hasan Nasrallah secondo cui Cipro potrebbe diventare un obiettivo se permettesse a Israele di utilizzare il suo territorio in qualsiasi conflitto tra le due parti. I funzionari ciprioti hanno insistito sul fatto che la repubblica insulare rimane un "pilastro di pace" in una regione instabile.

Timori Usa: “Hezbollah può sopraffare difesa aerea Israele”

I funzionari statunitensi temono seriamente che, nel caso di una vera e propria guerra tra Israele e Hezbollah, il gruppo militante sostenuto dall'Iran potrebbe sopraffare le difese aeree israeliane nel nord, compreso il decantato sistema di difesa aerea Iron Dome: lo hanno riferito tre funzionari statunitensi alla Cnn. "Riteniamo che almeno alcune" batterie Iron Dome "saranno sopraffatte", ha detto un alto funzionario. I timori che l'Iron Dome possa essere vulnerabile al vasto arsenale di missili e droni di Hezbollah sono stati comunicati anche da Israele, che sta spostando forze dal sud di Gaza al nord di Israele.

Le forze Usa distruggono sei droni Houthi nel Mar Rosso

Il Comando centrale militare degli Stati Uniti annuncia di aver distrutto due droni aerei e quattro marini lanciati dai ribelli yemeniti Houthi nell'area del Mar Rosso. In un comunicato pubblicato sul suo account X il Centcom specifica che non sono stati segnalati feriti o danni da parte di navi statunitensi, della coalizione o mercantili.

Usa, Blinken riceve Dermer e Hanegbi, “ferreo supporto Usa a Israele”

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, ha incontrato a Washington il consigliere israeliano per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi e il ministro degli Affari strategici israeliano Ron Dermer. In un comunicato pubblicato sul suo sito web, il dipartimento afferma che Blinken "ha ribadito l'impegno ferreo degli Stati Uniti nei confronti della sicurezza di Israele e ha discusso degli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco" nella Striscia di Gaza e per "garantire il rilascio di tutti gli ostaggi" israeliani ancora in mano ad Hamas. Il segretario di Stato americano ha quindi "sottolineato la necessità di adottare ulteriori misure per aumentare gli aiuti umanitari" nell'enclave palestinese" e pianificare la governance, la sicurezza e la ricostruzione postbellica della Striscia di Gaza. Blinken ha inoltre "sottolineato l'importanza di evitare un'ulteriore escalation in Libano e di raggiungere una soluzione diplomatica che consenta alle famiglie israeliane e libanesi di tornare alle loro case", conclude la nota del dipartimento Usa.

New York Post: “Casi archiviati per maggior parte manifestanti pro-Gaza Columbia”

Quasi tutti i manifestanti accusati di aver occupato il campus della Columbia University nelle manifestazioni pro-Gaza non dovranno affrontare accusa penali. Lo hanno deciso i pubblici ministeri di New York, archiviando i casi di 31 delle 46 persone accusate di violazioni di domicilio per aver occupato la Hamilton Hall della Columbia. La decisione, riporta il New York Post, ha scatenato la rabbia degli agenti del New York Police Department e dei leader della comunità ebraica.

Esercito israeliano abbatte drone che arrivava dal Libano

Nel nord di Israele è stato abbattuto un drone dalle forze aeree di difesa. L'episodio è stato riferito dalle forze di difesa israeliane, Idf. Secondo quanto spiegato l'allarme ha riguardato le comunità di Dishon e Malkia nell'alta Galilea.

Media, almeno 8 morti in raid di Israele su Gaza

L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno otto persone sono morte e diverse altre sono rimaste ferite in bombardamenti aerei israeliani che ieri sera hanno colpito una casa e diverse zone della città di Gaza. Raid sono stati segnalati nelle stesse ore anche vicino Deir al-Balah, nel centro della Striscia. Il bilancio delle vittime nell'enclave palestinese dal 7 ottobre scorso è di almeno 37.431 morti e 85.653 feriti, secondo i dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.

Libano: inviata Onu visita Unifil, "conflitto non inevitabile"

L'inviata speciale Onu per il Libano, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha visitato il quartier generale dei caschi blu dell'Unifil a Naqoura e incontrato il comandante delle forze Onu, il generale Aroldo Lazaro. L'inviata ha visitato la "linea blu" che delimita il confine tra Libano e Israele e dichiarato come sia cruciale che tutte le parti coinvolte "si impegnino a trovare una soluzione in linea con la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza". "Non c'è inevitabilità al conflitto", ha aggiunto. La visita arriva in mezzo alle tensioni crescenti tra Israele e Libano.

(reuters)

“Solo 50 ostaggi nelle mani di Hamas sono ancora vivi”. Nuove manifestazioni sotto le residenze di Netanyhau

Mediatori in Medio Oriente riferiscono che "solo 50 ostaggi" israeliani nelle mani di Hamas sarebbero ancora vivi. Vicino alle residenze private del primo ministro Benyamin Netanyahu a Cesarea e a Gerusalemme, per chiedere nuove elezioni e il ritorno di tutti gli ostaggi tenuti da Hamas.

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