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Guerra Israele-Hamas, le news del 22 giugno. Media arabi diffondono video: soldati israeliani legano palestinese ferito sul cofano di un veicolo militare

Raid israeliano su un campo profughi di Gaza, 42 morti. Iran, la Corte suprema annulla la condanna a morte del rapper Toomaj Salehi. Decine di migliaia di israeliani in piazza contro Netanyahu
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La Mezzaluna rossa fa sapere che un raid israeliano nel campo profugo di Gaza di al Mawasi ha provocato 25 morti e 50 feriti. Ma l’Idf smentisce l’attacco. “L'Ue condanna il bombardamento. È necessaria un'indagine indipendente", scrive su X l’Alto rappresentante dell’Unione europea Borrell. Intanto,ricetta di Netanyhau per porre fine alla crisi è “smilitarizzare Gaza e deradicalizzare i palestinesi". Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, al ministro israeliano per gli Affari strategici Ron Dermer e al consigliere per la Sicurezza nazionale israeliano Tzachi Hanegbi incontrati a Washington: “Bisogna evitare un'ulteriore escalation tra Israele ed Hezbollah al confine con il Libano”.

Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 23 giugno

David Grossman ai manifestanti israeliani: “È il momento di combattere”

David Grossman, uno degli scrittori israeliani più celebri, anche a livello internazionale, invita gli israeliani a "combattere per le strade" durante la manifestazione antigovernativa a Tel Aviv. Grossman, critico da lungo tempo nei confronti del primo ministro Benjamin Netanyahu e del suo governo, come scrive il Times of Israel, ha lanciato l'appello in una poesia letta alle migliaia di partecipanti alla manifestazione in Kaplan Street: "Ora è il momento di combattere, uomini, donne".

Decine di migliaia di israeliani in piazza contro Netanyahu

Decine di migliaia di israeliani hanno protestato oggi in varie città del Paese contro il governo del primo ministro, Benjamin Netanyahu, del quale chiedono le dimissioni e che raggiunga un accordo per la liberazione degli ostaggi della striscia di Gaza. Le manifestazioni di oggi, in città come Tel Aviv, Haifa, Cesarea e Gerusalemme, sono state precedute da una settimana di proteste, con scontri violenti, cittadini feriti e l'uso di cannoni ad acqua da parte delle forze dell'ordine.
Nella ribattezzata Piazza della Democrazia a Tel Aviv, teatro anche delle massicce proteste contro la riforma giudiziaria, i manifestanti hanno ascoltato sabato i parenti degli ostaggi davanti al Ministero della Difesa, nella base militare di Kirya.
Yifat Calderòn, cugina dell'ostaggio Ofer Calderòn, 53 anni, si è chiesto come sia possibile che il governo israeliano ritenga plausibile dichiarare la sconfitta militare di Hamas nelle prossime settimane, se gli ostaggi sono ancora prigionieri.
Dani Elgarat, fratello del prigioniero Itzik Elgarat, ha accusato Netanyahu a Tel Aviv di anteporre la sua sopravvivenza politica e il suo guadagno personale alla vita dei 116 ostaggi.
"Scegli di sacrificare la vita dei nostri cari per la tua sopravvivenza politica. Presto, ci conoscerai tutti perché tutti diventeremo famiglie in lutto per gli ostaggi", ha detto Elgarat, riporta il quotidiano Haaretz, riferendosi al recente incontro che il primo ministro ha avuto con alcune famiglie.

(reuters)

Media israeliani: “Accordo in salita, Qatar ed Egitto non riescono a convincere Sinwar”

Appare sempre più in salita un accordo che porti al cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e al rilascio degli ostaggi. Almeno è questo che ha lasciato intendere una fonte diplomatica israeliana di alto livello, rimasta anonima, intervistata da Canale 12. Secondo la fonte, Israele è andato "il più lontano possibile" con la sua attuale proposta per un'intesa e ora "la palla è nel campo di Hamas". "Se Hamas fa la sua parte, Israele fermerà la guerra nei tempi previsti dall'accordo, oltre al rilascio di tutti gli ostaggi", ha proseguito la fonte, osservando tuttavia che Qatar ed Egitto, due dei Paesi mediatori, non hanno sufficiente influenza sul capo di Hamas a Gaza, Yahya Sinwar, per convincerlo ad accettare la proposta. Secondo la fonte, "non c'è più niente da discutere" da parte israeliana.

Idf: colpiti diversi obiettivi di Hezbollah nel Sud del Libano

Diversi operativi di Hezbollah nonché edifici sospettati di essere utilizzati dal gruppo sciita filo-iraniano sono stati colpiti oggi da Israele nel sud del Libano.
Lo hanno reso noto le Idf, precisando che in un attacco ad Ayta ash-Shab è stato preso di mira un sospetto agente di Hezbollah che era stato avvistato in uno dei punti di osservazione del gruppo. A Yaroun un aereo da caccia ha colpito un edificio utilizzato da Hezbollah e sempre in un raid è stato colpito un altro edificio utilizzato dall'organizzazione libanese a Ramyeh.

Lanciati dal Libano due missili anti-tank contro città israeliana di Metula

Due missili guidati anti-tank sono stati lanciati dal Libano contro la località israeliana di Metula, al confine con il Paese dei cedri. Lo ha reso noto l'esercito dello Stato ebraico, precisando che i missili hanno provocato degli incendi nell'area, ma non si hanno notizie di feriti. Le Idf hanno risposto all'attacco, rivendicato da Hezbollah, bersagliando nel sud del Libano la fonte da cui sono partiti i due missili.

Houti rivendicano attacco contro portaerei americana Eisenhower nel Mar Rosso

Gli Houthi, i ribelli filo-iraniani che controllano ampie zone dello Yemen tra cui la capitale Sana'a, hanno rivendicato di aver nuovamente attaccato la portaerei statunitense 'Dwight D. Eisenhower' mentre attraversava il Mar Rosso. "La portaerei americana Eisenhower è stata attaccata nel nord del Mar Rosso con diversi missili balistici e da crociera e l'operazione è stata portata a termine con successo", ha annunciato in una conferenza stampa il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sarea. L'esercito americano non ha ancora commentato questa notizia. Già il 31 maggio i ribelli avevano annunciato di aver attaccato la stessa portaerei in risposta ai bombardamenti effettuati dagli Stati Uniti e dal Regno Unito contro lo Yemen. L'attacco venne smentito dall'esercito americano.

Emittenti satellitare arabe diffondono video: soldati israeliani legano palestinese ferito sul cofano veicolo militare

È un caso il video, diffuso dalle emittenti satellitari arabe, che mostra un palestinese ferito legato al cofano di un veicolo militare israeliano nel nord della Cisgiordania. Le Idf hanno spiegato che i militari responsabili hanno agito "contro i protocolli dell'esercito". Stando alla ricostruzione delle forze dello Stato ebraico, i fatti sono accaduti nell'area di Wadi Burqin, non lontano da Jenin. Durante un'operazione per arrestare dei palestinesi ricercati, i militari israeliani hanno risposto al fuoco, ferendo uno dei presunti assalitori. L'uomo, colpito da colpi di arma da fuoco, è stato arrestato e portato fuori dall'area legato al cofano di un mezzo militare. Infine è stato consegnato alla Mezzaluna Rossa per le cure. Secondo il Times of Israel, le Idf hanno spiegato che questo modo di agire è "contrario agli ordini e alle procedure", aggiungendo che "la condotta vista nel video non è coerente con gli ordini delle Idf e con ciò che ci si aspetta dai suoi soldati. L'esercito ha reso noto che l'accaduto "è oggetto di indagine e sarà trattato di conseguenza".

Qatar e Spagna chiedono creazione Stato palestinese

Il Qatar e la Spagna hanno rilasciato una dichiarazione congiunta durante il primo dialogo strategico inaugurale dei due Paesi tenutosi ieri, in cui chiedono la pace in Medio Oriente e la creazione di uno Stato palestinese. "Il raggiungimento di una pace giusta e globale nella regione dipende dalla creazione di uno Stato palestinese indipendente basato sui confini del 1967, con Gerusalemme Est come capitale", si legge nella dichiarazione.

Israele: “Spari contro uomini armati a Gaza non vicini a Wfp”

L'esercito israeliano ha risposto alle segnalazioni di ieri "di spari vicino alle squadre del programma alimentare mondiale (Wfp) dell'Onu" lungo la 'rotta umanitaria' dal valico di Kerem Shalom verso la Striscia di Gaza sostenendo che i soldati "si erano diretti contro due uomini armati nell'area".
"A seguito di un esame sulla questione, l'Idf - ha fatto sapere il portavoce militare - ha operato per neutralizzare due uomini armati che rappresentavano una minaccia per i soldati nell'area". "Gli uomini armati - ha concluso - non erano nelle immediate vicinanze degli operatori delle Nazioni Unite durante l'incidente".

Manifestazione a Tel Aviv per un ostaggio che oggi compie 20 anni

Centinaia di persone stanno marciando nel centro di Tel Aviv per segnare i 20 anni dell'ostaggio Naama Levy, soldatessa in cattività di Hamas a Gaza rapita il 7 ottobre. La manifestazione precede le proteste che questa sera, come ogni sabato, si svolgeranno in molte località di Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi e nuove elezioni nel Paese.

Corte dell’Aja, Cuba si unisce alla causa sudafricana contro Israele

Cuba, come già annunciato da Spagna Egitto, Colombia e Turchia, si unirà al Sudafrica nella causa per genocidio contro Israele presso la Corte internazionale di giustizia a L'Aja. Lo ha annunciato in una nota il ministero degli Esteri dell'isola caraibica, precisando che la decisione mira a "fermare le atrocità contro il popolo palestinese risultato dell'uso sproporzionato e indiscriminato della forza da parte di Israele".

L’Ue condanna i raid su Gaza: “Serve un’indagine indipendente”

"L'Ue condanna i bombardamenti che hanno danneggiato la sede del Comitato internazionale della Croce rossa a Gaza e hanno causato decine di vittime. È necessaria un'indagine indipendente e i responsabili devono essere chiamati a rispondere. La protezione dei civili è un obbligo previsto dalle Convenzioni di Ginevra." Lo scrive su X l'Alto Rappresentante Ue per la Politica Estera, Josep Borrell. "Tutte le parti in conflitto sono vincolate ad essa. Il Comitato internazionale della Croce Rossa deve essere in grado di svolgere in sicurezza tutti i suoi compiti previsti dalle Convenzioni di Ginevra, compresa la protezione umanitaria, l'assistenza alle vittime, l'accesso ai prigionieri", ha aggiunto.

Colombia, rottura con Israele: l’ambasciatore Dagan lascia Bogotà

L'ambasciatore israeliano in Colombia Gali Dagan ha lasciato definitivamente il Paese latinoamericano a seguito della rottura delle relazioni diplomatiche tra Bogotà e Tel Aviv voluta dal presidente Gustavo Petro lo scorso maggio come rappresaglia per l'offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza.
L'ambasciatore israeliano ha salutato il Paese con un video pubblicato su X in cui ha riproposto le immagini i suoi due anni di lavoro come diplomatico in Colombia. "È arrivato il momento di dirsi addio, Colombia. Grazie per ciascun momento, esperienza e sorriso condiviso. Porto con me ricordi indimenticabili e il calore della gente", ha detto.

Idf, ucciso responsabile fornitura armi a Hamas in Libano

Un importante esponente di Hamas e della al-Jamàa al-Islamiyya è stato ucciso con un drone nel raid aereo condotto dalle Forze di difesa israeliane (Idf) nel distretto occidentale di Beqaa, nel Sud del Libano. Lo ha reso noto l'esercito israeliano spiegando che Ayman Ghatma era responsabile della fornitura di armi ai miliziani di Hamas e alla al-Jamàa al-Islamiyya in Libano. Le Idf hanno spiegato che il via libera all'attacco con i droni è stato deciso a causa del coinvolgimento di Ghatma negli attacchi contro Israele. L'auto di Ghatma è stato colpita vicino alla città di Khiara, a circa 40 chilometri dal confine israeliano, mentre era in viaggio. Le Idf hanno condiviso il video del raid.

Nobel Mohammadi, in Iran elezioni illegali per consolidare la tirannia

"Non parteciperò alle elezioni illegali del governo corrotto e illegittimo della Repubblica islamica», sono le parole di Narges Mohammadi, la premio Nobel iraniana in carcere per le sue battaglie per i diritti a sei giorni dalle elezioni in Iran. L'attivista, detenuta nel famigerato carcere di Evin, è riuscita a far filtrare il suo pensiero attraverso la famiglia, rilanciato su X dall'account For Narges. "Come si può mettere un'urna elettorale davanti allo stesso popolo mentre si usa un coltello, un bastone, una pistola e una prigione contro la gente?", domanda Narges. "L'unico scopo di tenere elezioni per un regime che crede nella repressione, nel terrore e nella violenza come unico guardiano del potere non è proteggere la democrazia e i diritti delle persone, ma consolidare il potere e la tirannia". "Queste elezioni non daranno legittimità alla Repubblica islamica", ha concluso.

Corte suprema Iran annulla condanna a morte rapper Salehi

La Corte suprema dell'Iran ha annullato la condanna a morte del rapper iraniano Toomaj Salehi. Lo ha annunciato il suo avvocato. Salehi è un sostenitore delle proteste democratiche ed è stato giudicato colpevole di "corruzione" per i testi delle sue canzoni.

Raid Israele su campo profughi Shati, almeno 42 morti

Almeno 42 palestinesi sono stati uccisi dagli attacchi israeliani al campo profughi di Shati e al quartiere di Tuffah a Gaza, secondo quanto riferito ad Al Jazeera dal capo dell'ufficio stampa del governo di Gaza. L'esercito israeliano (Idf) ha detto che fornirà ulteriori dettagli in seguito sugli attacchi, che secondo Idf hanno preso di mira due siti militari di Hamas. Secondo i media israeliani, l'obiettivo del raid era il capo dipartimento operativo di Hamas Raad Saad.

Israele: colpite due postazioni militari di Hamas a Gaza City

L'esercito israeliano in un raid ha colpito due infrastrutture militari di Hamas nell'area di Gaza City. Lo ha fatto sapere il portavoce militare.

Gaza: salgono a 37.551 i morti e circa 86 mila i feriti da 7 ottobre

È salito a 37.551 il numero dei palestinesi che sono stati uccisi dai raid israeliani sulla Striscia di Gaza dal 7 ottobre. Lo ha reso noto il ministero della Sanità di Gaza City aggiungendo che altre 85.911 persone sono rimaste ferite.

Media: Kuwait invita i propri cittadini a lasciare il Libano

Il ministero degli esteri del Kuwait ha fatto appello ai propri cittadini che si trovano in Libano a lasciare il Paese. Lo ha riferito il Jerusalem Post legando la decisione del Kuwait ai timori di una escalation e di un passaggio ad una guerra su larga scala tra gli Hezbollah libanesi e Israele.

Israele: due razzi lanciati da Rafah caduti vicino kibbutz

Due razzi lanciati da Rafah nel sud della Striscia sono caduto in un'area aperta nelle vicinanze del kibbutz Safa nella parte meridionale di Israele, dove prima erano risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere l'esercito aggiungendo che non ci sono stati né danni né vittime.

Croce rossa Gaza: almeno 25 uccisi in bombardamento a Mawasi

Aggiornando il bilancio precedente, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC) ha affermato che almeno 25 persone sono state uccise in un bombardamento che ha danneggiato il suo ufficio a Gaza, attorno al quale centinaia di palestinesi sfollati vivono in tende improvvisate. Lo riporta il Guardian.
Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha detto che ci sono stati anche 50 feriti nel bombardamento, di cui ha attribuito la colpa a Israele. Il ministero ha affermato che i bombardamenti israeliani di venerdì hanno "preso di mira le tende degli sfollati nell'area di al-Mawasi", che si trova intorno alla base del Circ. Al-Mawasi era stata designata come "zona sicura" umanitaria da Israele e migliaia di persone sono fuggite lì in seguito all'assalto israeliano alla città meridionale di Rafah. L'esercito israeliano (Idf) ha dichiarato in un comunicato di non aver colpito la zona di al-Mawasi.

Media: il vice-capo dell’ala politica di Hamas lunedì a Mosca

Il vice capo del Politburo di Hamas, Musa Abu Marzuk, arriverà a Mosca per dei colloqui, come ha riferito a Ria Novosti una "fonte informata". " Marzuk ha in programma degli incontri al ministero degli Affari Esteri russo. Il Politburo di Hamas è di fatto l'ala politica del movimento palestinese: ha sede in Qatar ed è guidato da Ismail Haniyeh.

Idf, “israeliano ucciso a Qalqilya in Cisgiordania”

Un israeliano è stato ucciso nell'area della città di Qalqilya in Cisgiordania. Lo ha reso noto l'esercito che ora sta operando nella zona. Secondo i media l'uomo era stato gravemente ferito da spari contro la sua auto mentre viaggiava nella zona. Immagini sui social - riferite dalle stesse fonti - hanno mostrato che l'auto dell'uomo è stata poi data alle fiamme. Non è noto cosa l'israeliano facesse a Qalqilya, visto che per legge i cittadini di Israele non possono entrare nelle zone controllate dall'Anp. L'incidente è avvenuto il giorno dopo l'uccisione da parte della polizia israeliana a Qalqilya di due palestinesi ricercati.

Cnn, Usa pronti a sostenere Israele in guerra a Hezbollah

Gli Stati Uniti hanno assicurato che offriranno a Israele pieno sostegno nel caso in cui scoppiasse una guerra su vasta scala con Hezbollah. Lo ha riferito la Cnn citando un alto funzionario dell'amministrazione Biden. L'impegno, ha detto la fonte, sarebbe stato preso durante gli incontri a Washington tra il consigliere per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi, il ministro per gli affari strategici Ron Dermer, il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense Jake Sullivan e il segretario di Stato Antony Blinken. Sempre secondo quanto ha riferito il funzionario alla Cnn, l'amministrazione Biden sarebbe pronta a offrire a Israele "l'assistenza in materia di sicurezza di cui ha bisogno". Tuttavia, sarebbe stato specificato, in uno scenario del genere gli Stati Uniti non schiererebbero truppe americane sul terreno.

Israele, Idf smentisce attacco su campo sfollati a Gaza

Un portavoce militare ha affermato che “non vi è alcuna indicazione” che le forze israeliane abbiano effettuato un attacco mortale in un’area di Gaza dove centinaia di palestinesi sfollati vivono in tende. “Una prima indagine condotta suggerisce che non vi è alcuna indicazione che sia stato effettuato un attacco da parte dell’Idf nell’area umanitaria di Al-Mawasi. L’incidente è in fase di revisione”, ha detto all’Afp il portavoce dell’Idf.

Guterres, la maggior parte degli aiuti viene saccheggiata

Antonio Guterres afferma che la "totale illegalità" e il "caos" a Gaza stanno impedendo la distribuzione degli aiuti umanitari all'interno dell'enclave, motivo per cui è necessario un cessate il fuoco immediato, lo riferisce il Times of Israel. Il segretario generale dell'Onu dice ai giornalisti che "la maggior parte dei camion con gli aiuti umanitari sono stati saccheggiati perché questa è una guerra diversa da qualsiasi altra. Abbiamo attacchi, bombardamenti e poi le truppe si spostano in altri luoghi", dice. "Hamas torna a essere quello originario e a Gaza regna il caos totale, e nella maggior parte del territorio non esiste alcuna autorità". Aggiunge che "Israele non permette nemmeno alla cosiddetta polizia blu di scortare i nostri convogli perché si tratta di polizia locale legata all'amministrazione locale di Hamas, quindi l'illegalità è totale". Il capo delle Nazioni Unite sottolinea inoltre che questi ostacoli pongono "estrema difficoltà" nella distribuzione degli aiuti. "Deve esserci un meccanismo, garantire che ci sia un minimo di legge e ordine che consenta la distribuzione degli aiuti ed è per questo che un cessate il fuoco è così necessario", ha detto.

Croce Rossa: “Bombe vicino a nostra sede a Gaza, 22 morti e una cinquantina di feriti”

"L'ufficio del Comitato internazionale della Croce Rossa a Gaza, circondato da centinaia di civili sfollati che vivono nelle tende, è stato danneggiato da colpi caduti nelle vicinanze". Subito dopo il bombardamento "22 corpi e 45 feriti sono stati portati al vicino ospedale da campo della Croce Rossa". Lo rende noto lo stesso Cicr su X. "Sparare così pericolosamente vicino alle strutture umanitarie mette a rischio la vita di civili e operatori umanitari", sottolinea il Comitato.

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