Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 24 giugno
Almeno 42 morti e molti feriti, secondo fonti palestinesi, nel raid dell'esercito israeliano sul campo profughi di Shati e nel sobborgo di Tuffah, a Gaza City, nel centro della Striscia. Secondo lo Stato ebraico, l'obiettivo dei raid era il capo del dipartimento operativo di Hamas Raad Saad
Netanyahu: “Sì alla tregua per gli ostaggi ma no al cessate il fuoco permanente”
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto a Channel 14 che Israele è pronto a sospendere i combattimenti a Gaza per un breve periodo in cambio di un certo numero di ostaggi tenuti da Hamas, ma non si impegnerà ad un cessate il fuoco totale prima che gli obiettivi della guerra siano raggiunti. "Sono pronto ad accettare un accordo parziale che riporterà a casa alcuni dei nostri ostaggi - ha detto - ma dobbiamo continuare a lottare per raggiungere i nostri obiettivi".
Netanyahu: “Gli scontri a Rafah stanno finendo"
I pesanti combattimenti tra l'esercito israeliano e i miliziani di Hamas nella città di Rafah "sono quasi finiti". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un'intervista con la rete israeliana Channel 14.
"La fase intensa della lotta contro Hamas sta per finire. Ciò non significa che la guerra stia per finire, ma nella sua fase intensa a Rafah sta per finire", ha detto.
Usa: “Non replichiamo alle dichiarazioni politiche di Netanyahu”
"Abbiamo chiarito ripetutamente la nostra posizione su questo argomento e non continueremo a rispondere alle dichiarazioni politiche del primo ministro" Benjamin Netanyahu. Lo riferiscono funzionari della Casa Bianca al Times of Israel a proposio degli attacchi del leader israeliano sui ritardi nell'invio di armi da parte degli Stati Uniti. "Non vediamo invece l'ora di avere un dialogo costruttivo con il ministro della Difesa Gallant" che sarà in quesi giorni a Washington.
Israele: “L’Idf controlla l’avamposto di Hamas a Rafah”
L'Idf ha fatto irruzione e demolito un compound di addestramento di Hamas nel quartiere Tel Sultan di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza dove ha operato in questi giorni. Lo ha fatto sapere il portavoce militare spiegando che si tratta del "cosiddetto avamposto di Abu Said, del battaglione Tel Sultan di Hamas" preso dalla 401/esima Brigata corazzata. Secondo la stessa fonte nella base di Hamas "è stato localizzato l'ufficio del comandante del battaglione Mahmoud Hamdan, oltre a un deposito di armi e diversi tunnel".
Questi tunnel - ha continuato - sono ora ispezionati, prima di essere demoliti. Sempre nella base i tunnel vengono indagati e demoliti, dice l'esercito.
Sempre nell'avamposto, i soldati hanno "preso il controllo dell'ufficio di Yasser Natat, un comandante di Hamas responsabile del lancio di razzi della Brigata Rafah su Israele e sulle truppe a Gaza".
Media: Hezbollah raccolgono armi iraniane nello scalo di Beirut
Alcune fonti libanesi hanno riferito che Hezbollah sta utilizzando l'aeroporto di Beirut per immagazzinare grandi quantità di armi iraniane. Lo scrive il sito online del quotidiano britannico Daily Telegraph. Secondo queste fonti, il 'Partito di Dio' sostenuto dall'Iran sta usando lo scalo internazionale di Beirut-Rafic Hariri per raccogliere un'ampia varietà di armi, tra cui missili balistici, razzi di artiglieria non guidati e missili anticarro a guida laser. Nell'aeroporto viene anche immagazzinata una polvere bianca altamente esplosiva e tossica nota come Rdx, dicono gli informatori. Parlando al Telegraph, un impiegato dell'aeroporto afferma che le armi arrivano all'aeroporto sui voli dall'Iran in "misteriose grandi scatole". "Quando hanno iniziato ad arrivare dall'aeroporto, io e i miei amici ci siamo spaventati perché sapevamo che stava succedendo qualcosa di strano", dice, aggiungendo che la situazione è "estremamente grave". Secondo il giornale, le spedizioni dall'Iran sono aumentate notevolmente dall'inizio della guerra a Gaza, suscitando il timore che l'aeroporto possa diventare un obiettivo militare se scoppiasse la guerra tra Israele e Hezbollah. "Se continuano a portare queste merci che non mi è permesso controllare, credo davvero che morirò per l'esplosione o morirò per il bombardamento contro queste 'merci' da parte di Israele", dice uno degli informatori. "Non siamo solo noi, è la gente comune, la gente che entra ed esce, che va in vacanza. Se l'aeroporto viene bombardato, il Libano è finito".
Borrell: “Fermare il ciclo di distruzione e violenze a Gaza”
"La giornata di ieri è stata una delle più letali da ottobre, con almeno 100 palestinesi uccisi. Gli ostaggi sono ancora prigionieri. Il rischio di un conflitto totale che coinvolga Hezbollah è reale. Una ricaduta in Libano avrebbe gravi ripercussioni sulla regione e oltre." Lo scrive su X l'Alto Rappresentante per la Politica Estera Ue, Josep Borrell. "In Cisgiordania si profila un collasso economico e si intensifica la violenza Un palese disinteresse per la Corte internazionale di Giustizia e della risoluzione 2735 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite Nessun miglioramento nell'accesso e nella fornitura di aiuti umanitari. Un rapporto dell'Ohchr documenta attacchi sproporzionati e indiscriminati. I locali della Croce Rossa sono stati danneggiati dai bombardamenti. Esortiamo ancora una volta tutte le parti a fermare questo ciclo di sofferenza e distruzione", conclude.
Israele: “Soldato ferito gravemente da drone Hezbollah al Nord”
Un soldato israeliano è stato ferito dall'impatto di un drone esplosivo di Hezbollah vicino la comunità di Ayelet Hashahar, nel Nord di Israele. Lo ha fatto sapere il portavoce militare. Hezbollah ha affermato di aver attaccato una base militare con diversi droni carichi di esplosivo e l'Idf ha riferito di averne intercettato uno.
Fonti Gaza, “tank Israele vicino alla zona umanitaria di Rafah”
Residenti a Gaza - citati dai media internazionali - hanno riferito che tank dell'Idf sono alla periferia dell'area umanitaria di al-Mawasi a Rafah, nel Sud della Striscia di Gaza. Secondo le stesse fonti, l'Idf è arrivato sul luogo dopo "intensi combattimenti" con i miliziani di Hamas. Sui social circolano foto di due tank israeliani sulla sommità della collina di fronte alla costa ma i media internazionali non hanno confermato l'attendibilità delle immagini. L'Idf questa mattina ha detto che a Rafah continuano le operazioni e che sono stati distrutti vari imbocchi di tunnel.
A Gaza altri 47 morti in ventiquattr’ore, il totale arriva a 37.598
Almeno 47 persone sono state uccise e 121 ferite nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore dal fuoco israeliano, secondo il bollettino quotidiano del Ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas. Questo porta a 37.598 il numero di palestinesi uccisi e 86.032 feriti dall'inizio della guerra e la maggior parte - circa il 70 per cento - sono donne e bambini, secondo il ministero.
Gaza, pontile Usa progettato male: in un mese usato 12 giorni
Il pontile galleggiante costruito a Gaza per facilitare la consegna degli aiuti umanitari non funziona ed è possibile che il progetto, costato 230 milioni di dollari, venga chiuso, anche se il Pentagono ancora nega di aver definito il termine del programma. I progettisti non hanno messo in conto le mareggiate.
La struttura funziona per un mare massimo forza tre. Dal 17 maggio, quando è stato completato, è stato utilizzabile solo 12 giorni. E la maggior parte di questi, le casse (in totale 4.100 tonnellate di aiuti) sono state abbandonate sulla spiaggia, dal momento che non c'erano camion a ritirarle per mancanza di sicurezza nella Striscia. Il Pentagono ammette i problemi ma nega che la struttura sarà smantellata. "A ora, non abbiamo stabilito un termine per questa missione", ha affermato il portavoce, Patrick Ryder.
Idf, “arrestati in Cisgiordania 13 palestinesi ricercati”
Tredici palestinesi ricercati sono stati arrestati la scorsa notte dall'esercito israeliano in Cisgiordania. Lo ha fatto sapere il portavoce militare, secondo cui sono state confiscati "materiali utilizzati per fabbricare esplosivi e oltre 70mila shekel (oltre 17mila euro) usati per attività terroristiche nella città palestinese di Qalqilya". Dall'inizio della guerra - ha ricordato l'Idf - 4.150 palestinesi ricercati sono stati arrestati, incluse 1.750 persone affiliate ad Hamas.
Politico: “Casa Bianca preoccupata per discorso Netanyahu al Congresso”
Secondo il sito Politico, la Casa Bianca è preoccupata per l'imminente discorso di Benjamin Netanyahu a una sessione congiunta del Congresso americano, ritenendo che il primo ministro israeliano potrebbe utilizzare il suo intervento per criticare il presidente Joe Biden per non aver sostenuto abbastanza la ritorsione contro Hamas a Gaza. Il discorso, previsto per il mese prossimo, potrebbe creare uno spettacolo diplomaticamente complicato e politicamente rischioso per un presidente in corsa per la rielezione. I timori sono cresciuti negli ultimi giorni quando Netanyahu ha rilasciato una serie di dichiarazioni pubbliche - inclusa una in un discorso video in inglese - accusando l'amministrazione di trattenere più aiuti militari di quanto sia stato pubblicamente divulgato.
Netanyahu auspica rapida soluzione ritardi armi da Usa
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha affermato di apprezzare il sostegno dell'amministrazione Biden, ma ha denunciato una "drammatica diminuzione" delle armi provenienti dall'America e auspicato che la questione dei ritardi sull'invio degli armamenti dagli Stati Uniti "sia risolto nel prossimo futuro". Intervenendo alla riunione settimanale del governo a Gerusalemme, Netanyahu ha affermato che "alcune consegne sono arrivate a rivoli, ma la maggior parte degli armamenti è rimasta indietro", riportano i media israeliani. Dopo mesi senza progressi, Netanyahu ha ribadito di aver deciso di rendere pubblica la questione per il "bene di Israele", anche se era consapevole che sarebbe finito sotto "attacchi personali da dentro e da fuori" il Paese.
Israele, “abbattuto un drone di Hezbollah in Galilea”
L'esercito israeliano, citato dai media, ha confermato di aver abbattuto un drone di Hezbollah nella Galilea meridionale, nel Nord di Israele. Il velivolo era entrato nello spazio aereo israeliano dal Libano. Le difese aeree lo hanno intercettato e abbattuto in un'area che ospita un'importante fabbrica dell'azienda Rafael, una delle maggiori fornitrici dell'apparato militare israeliano.
Agenzia Wafa, “10 palestinesi uccisi in raid Israele a Gaza centro”
L'agenzia Wafa - che cita fonti a Gaza - ha riferito di "10 palestinesi uccisi in raid" israeliani su una casa nel quartiere di Sabra a Gaza City e su un'altra a Nord del campo profughi di Nuseirat, sempre nel centro della Striscia. Fonti mediche locali parlano invece di 8 morti. L'esercito israeliano non ancora commentato il fatto.
“Migliaia di combattenti filo-Iran pronti a unirsi a Hezbollah”
Migliaia di combattenti di gruppi sostenuti dall'Iran in Medio Oriente sono pronti ad andare in Libano per unirsi a Hezbollah contro Israele se il conflitto dovesse degenerare in una guerra vera e propria, hanno detto funzionari delle fazioni sostenute da Teheran, citati sul sito dell'Ap. Scambi di fuoco quasi quotidiani si sono verificati lungo la frontiera del Libano con il Nord di Israele dal 7 ottobre. I funzionari israeliani hanno minacciato un'offensiva militare in Libano se non ci sarà una fine negoziata per allontanare Hezbollah dal confine.
Media, cinque morti in raid Israele su Rafah e Gaza City
Almeno cinque palestinesi sono morti questa mattina a causa delle operazioni israeliane, concentrate nella notte a Rafah, all'estremità meridionale della Striscia, e a Gaza City, a Nord, secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. "Tre cittadini sono stati uccisi e altri feriti, tra cui bambini e donne, in un attacco aereo israeliano che ha preso di mira un edificio residenziale vicino alla Torre Al Jawhara", i resti di un iconico edificio per uffici già bombardato nel 2014, nel centro di Gaza City, ha riferito Wafa. Insieme a loro, l'agenzia ha registrato la morte di altre due persone dopo l'attacco a un'abitazione ad Al Shati, zona nella quale ieri un bombardamento aveva già ucciso altri 24 persone, in una delle giornate più sanguinose delle ultime settimane per la Striscia, con almeno 101 morti in tutto il territorio palestinese.
Video, soldati Israele legano palestinese ferito a jeep
Le truppe israeliane hanno legato un palestinese ferito a un veicolo militare durante un raid ieri a Jenin, in Cisgiordania, violando i protocolli operativi dello stesso esercito (Idf). Lo ha ammesso l'Idf, dopo la diffusione di un video shock di quanto accaduto. Nel filmato, diventato virale, si vede un residente di Jenin legato orizzontalmente al cofano di una jeep militare mentre attraversa uno stretto vicolo. L'esercito ha detto che il palestinese è stato ferito durante una "operazione antiterrorismo", lanciata per arrestare dei sospetti ricercati. Durante uno scontro a fuoco tra truppe e miliziani, uno dei sospettati è stato ferito e arrestato, hanno riferito i militari in una nota. "In violazione degli ordini e delle procedure operative standard, il sospettato è stato preso dalle forze dell'ordine e legato sopra un veicolo", si legge nella nota. "La condotta delle truppe nel video dell'incidente non è conforme ai valori dell'Idf", è la condanna dell'esercito.
"L'incidente sarà indagato e trattato di conseguenza", hanno assicurato i militari, aggiungendo che l'uomo ferito è stato trasferito alla Mezzaluna Rossa palestinese per cure.
Media, Sinwar vuole guerra Israele-Libano e non un accordo
Proseguono i negoziati per il rilascio degli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza e per il raggiungimento di un cessate il fuoco tra Hamas e Israele, nonostante l'attuale situazione di stallo. Secondo fonti di Haaretz vicine ai colloqui, il Qatar sta ora intrattenendo un dialogo diretto con i leader di Hamas nel tentativo di colmare il divario tra l'offerta di Israele, presentata dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, e le richieste di modifiche sostanziali presentate dal movimento palestinese. Ma stando ad alti funzionari israeliani, la leadership di Hamas a Gaza punta solo a prendere tempo, nell'attesa che si apra il "fronte Nord", vale a dire scoppi un conflitto tra Israele e il Libano. Mentre nel fine settimana fonti straniere hanno espresso un cauto ottimismo sui progressi del dialogo con Hamas, scrive sempre Haaretz, alti funzionari israeliani si sono mostrati pessimisti, chiarendo che finora non ci sono stati cambiamenti che possano consentire all'intesa di andare avanti. "Hamas non è interessata a un accordo adesso. Non vuole rilasciare gli ostaggi ma guadagnare più tempo", ha detto una fonte israeliana. La stessa fonte ha aggiunto che il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar "vuole che i due fronti si uniscano con una guerra nel Nord, motivo per cui non guiderà alcuna mossa per raggiungere un cessate il fuoco". Tuttavia, ha detto, "dietro le quinte si stanno facendo seri sforzi per raggiungere un'intesa".
Gallant: “Incontri in Usa determinanti per futuro guerra”
"Gli incontri con gli alti funzionari Usa saranno determinanti per il futuro della guerra". Lo ha detto il ministro della difesa israeliano Yoav Gallant prima di partire per gli Stati Uniti.
"Durante gli incontri - ha aggiunto - ho intenzione di discutere gli sviluppi a Gaza e in Libano. Siamo pronti per qualsiasi azione che possa essere necessaria a Gaza, in Libano e in altre aree". Gallant vedrà il segretario di stato Antony Blinken, il suo omologo Lloyd Austin, il direttore della Cia William Burns e l'invaito speciale di Biden in Medio Oriente Amos Hochstein.
Ukmto (Ufficio per le operazioni marittime della Marina britannica), mercantile danneggiato da drone al largo Yemen
Il capitano di una nave mercantile ha riferito di essere stato colpito da un drone, con conseguente danno all'imbarcazione, a 65 miglia nautiche a ovest di Hodeidah, nello Yemen. Lo afferma l'Ufficio per le operazioni commerciali marittime della Marina britannica
Media, palestinesi feriti in raid Israele in Cisgiordania
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che le truppe israeliane hanno aperto il fuoco nella città di ar-Ram, in Cisgiordania, ferendo almeno sei persone. Gli attacchi sarebbero avvenuti vicino al muro di separazione, costruito da Israele, che circonda la città palestinese situata a nord-est di Gerusalemme. Wafa ha anche riferito di incursioni israeliane nel campo di Ein el-Sultan a Gerico, nelle città di Anabta e Kafr al-Labad vicino a Tulkarem, e nella città di Tuqu vicino a Betlemme. Citando fonti locali, l'agenzia ha detto che i raid hanno innescato scontri a Tuqu, con le forze israeliane che hanno usato proiettili rivestiti di gomma e gas lacrimogeni e ferito decine di palestinesi.
Al Jazeera, Israele intensifica attacchi a Rafah
Le forze israeliane stanno intensificando gli attacchi aerei e i bombardamenti di artiglieria sulla città meridionale di Rafah. Lo riferiscono i corrispondenti di Al Jazeera Arabic, secondo cui le forze israeliane stanno facendo saltare in aria alcune case nel quartiere Brasile (a sud), mentre elicotteri e carri armati israeliani sono impegnati in scontri a fuoco nel centro della città.
Hezbollah, se ci sarà guerra contro Israele risponderemo
Hezbollah è pronta a rispondere a un'eventuale guerra contro Israele "con tutte le sue risorse". Lo ha ribadito il leader del gruppo sciita, Hassan Nasrallah, in un video diffuso sull'account X del canale libanese Al Mayadeen Tv. "Nel caso in cui venga imposta una guerra inclusiva al Libano, la resistenza combatterà senza limiti e senza restrizioni", dice Nasrallah nel video. "Chi pensa a una guerra contro di noi se ne pentirà", conclude.
Parte del molo per i soccorsi a Gaza si arena su una spiaggia di Tel Aviv
Una parte del molo temporaneo costruito dagli Stati Uniti a Gaza si è arenata sulla spiaggia Frishman di Tel Aviv. Lo riferiscono i media americani. La struttura è stata danneggiata lo scorso venerdì dal mare agitato per la seconda volta da quando ha iniziato ad essere operativa a maggio ed era stato ripristinato mercoledì. Secondo il New York Times, il molo potrebbe essere smantellato prima del previsto poiché ha fatto ben poco per contribuire a migliorare l'assistenza umanitaria a Gaza.
Proteste antigovernative a Tel Aviv, tre arresti
La polizia israeliana ha arrestato tre persone a Tel Aviv durante una manifestazione antigovernativa. Lo riferisce Times of Israel, secondo cui le forze dell'ordine hanno allontanato un gruppo di persone che bloccava la strada di fronte a Beit Jabotinsky, la sede del partito Likud, poco dopo la fine delle proteste che, come ogni sabato, si svolgono nella città (come in molte località di Israele) per chiedere il rilascio degli ostaggi e nuove elezioni. Secondo quanto riferito dalla polizia, il gruppo bloccava la strada mentre bruciava pneumatici e "metteva in pericolo" i passanti. I filmati online mostrano tafferugli tra alcuni manifestanti e agenti a cavallo intervenuti in mezzo alla folla per disperdere l'assembramento e sgomberare la strada. Yair Golan, leader del Partito Laburista israeliano, ha denunciato su X gli arresti dei manifestanti: "Le violenze di stasera hanno oltrepassato ogni limite", ha scritto. "Alla polizia non deve essere permesso di diventare uno strumento nelle mani di un governo corrotto che vuole la distruzione di Israele", ha aggiunto.