Esteri

Guerra Israele-Hamas, le news del 30 giugno

Guerra Israele-Hamas, le news del 30 giugno
Primo messaggio di Noa dopo la liberazione: “Non dimentichiamo gli altri ostaggi. Non odiamo”. Polemiche per la violenza della polizia contro i manifestanti anti-Netanyahu
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Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas dell’1 luglio

Durante le proteste in piazza è stato trasmesso un videomessaggio di Noa Argamani, volto simbolo del 7 ottobre. La ragazza, liberata un mese fa, chiede di non dimenticare chi è ancora nelle mani di Hamas

Netanyahu potrebbe annunciare la riduzione delle operazioni militari

Nei prossimi giorni il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe annunciare che le operazioni militari israeliane a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, volgono al termine e Israele guarda alla 'terza fase' dopo l'avvio dell'offensiva contro Hamas nell'enclave palestinese a seguito dell'attacco del 7 ottobre in Israele. Lo riferisce Channel 13. Il canale, rilancia il Jerusalem Post, cita anche un funzionario secondo il quale "l'attività continuerà con raid e attacchi aerei, la guerra non finirà" e "interverremo ovunque ci siano informazioni su attività di Hamas".

Idf, uccisi 40 membri di Hamas a Gaza City, distrutti tunnel

Almeno 40 presunti esponenti di Hamas sono stati uccisi dalle truppe israeliane nel quartiere Shejaiya di Gaza City durante un raid. Lo hanno fatto sapere le forze di difesa israeliane. La cifra si riferisce a uomini armati identificati dall'Idf dopo gli scontri, riportano i media israeliani. L'Idf ha affermato che probabilmente altri esponenti di Hamas sono stati uccisi negli attacchi contro edifici e tunnel. L'Idf ha anche detto di aver ucciso uomini armati a Rafah, ma non ha fornito una cifra. Sempre a Rafah l'esercito israeliano ha affermato di aver distrutto diversi tunnel.

Le autorità turche impediscono il rifornimento di carburante all'aereo El Al che ha effettuato un atterraggio di emergenza ad Antalya

Un aereo El Al decollato da Varsavia ha effettuato un atterraggio di emergenza ad Antalya, in Turchia, dopo che un passeggero si è sentito male e ha avuto bisogno di cure mediche urgenti, riporta Channel 12. Le autorità turche hanno ritardato il decollo dell'aereo diretto in Israele impedendo il rifornimento di carburante, anche se sembra che la situazione si sia sbloccata e che l'aereo potrà partire a breve. Ai passeggeri è stato detto che avrebbero dovuto trascorrere diverse ore a terra in Turchia, senza il permesso di lasciare l'aereo, secondo quanto sostiene Channel 12. Tutti i voli diretti tra Israele e Turchia sono sospesi dallo scorso 7 ottobre.

Riad esorta i suoi cittadini a lasciare subito il Libano

Anche l'Arabia Saudita chiede ai suoi cittadini di lasciare immediatamente il Libano sull'onda delle crescenti tensioni tra Israele ed Hezbollah. Lo riporta The Times of Israel. In una dichiarazione l'ambasciata saudita a Beirut ha affermato che sta monitorando con attenzione gli sviluppi nel Sud del Libano e ha chiesto ai suoi cittadini di evitare viaggi nel Paese o di lasciarlo immediatamente se già vi si trovano.

Israele, aperta un'indagine sulle violenze della polizia durante le proteste

Il Dipartimento per le indagini interne della polizia israeliana (Dipi) ha annunciato l'apertura di un'indagine su un agente di polizia che ieri è stato filmato mentre insultava e minacciava un manifestante e su altri agenti che si sarebbero scontrati con la deputata laburista Naama Lazimi. Lo riporta The Times of Israel. Durante le consuete proteste antigovernative a Gerusalemme, vicino alla residenza ufficiale del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, un agente è stato filmato mentre avrebbe insultato e minacciato un manifestante che aveva fermato, urlandogli "violenterò tua madre" e chiamandolo "figlio di puttana". Il Dipi indaga anche sulla presunta aggressione subita da Lazimi mentre partecipava alla protesta dei familiari degli ostaggi. La deputata sarebbe stata spintonata e afferrata dagli agenti, nonostante godesse dell'immunità parlamentare. Ha raccontato che i poliziotti le avrebbero tirato i capelli e l'avrebbero aggredita mentre cercava di aiutare un altro manifestante.

(reuters)

Bombardamenti israeliani nel Nord e nel Sud di Gaza. Decine di migliaia in fuga

L'esercito israeliano oggi ha bombardato la Striscia di Gaza, in particolare il Nord dove continuano i feroci combattimenti contro Hamas nel settore di Shujaiya, spingendo decine di migliaia di palestinesi alla fuga. Secondo un corrispondente dell'Afp, durante la notte numerosi attacchi aerei hanno preso di mira Gaza City nel Nord, così come Rafah e Khan Yunis nel Sud. “Le nostre forze sono operative a Rafah, Shujaiya, in tutta la Striscia di Gaza”, ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu al gabinetto di guerra. "Decine di terroristi vengono eliminati ogni giorno. È una lotta difficile che stiamo conducendo sul campo, a volte corpo a corpo, e anche clandestinamente", ha detto. Secondo testimoni e medici, l'operazione condotta da giovedì dalle forze israeliane a Shujaiya, un quartiere orientale di Gaza City, è continuata oggi. L'esercito ha annunciato di aver "eliminato diversi terroristi, scoperto armi, effettuato raid mirati su posizioni di combattimento intrappolate" e "colpito decine di infrastrutture terroristiche" il giorno prima.

Raid a casa del leader della Jihad islamica vicino a Tulkarem

Un drone israeliano ha colpito la casa del leader della Jihad islamica vicino a Tulkarem, in Cisgiordania. Lo riferiscono i media palestinesi precisando che la casa era di proprietà dello zio del leader locale della Jihad islamica nel campo di Nur Shams. Nell'attacco sono state riportate vittime. L'Idf non ha ancora commentato.

Netanyahu: Israele non ha cambiato posizione rispetto al piano accolto da Biden

"Non c'è alcun cambiamento nella posizione di Israele rispetto al progetto accolto con favore dal presidente Biden. E oggi tutti sanno una semplice verità: Hamas è l'unico ostacolo alla liberazione dei nostri rapiti". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu durante la riunione di governo a Gerusalemme. "Con una combinazione di pressione politica e pressione militare, e soprattutto pressione militare - ha aggiunto - li restituiremo tutti, tutti i 120 nostri rapiti, vivi e morti". Netanyahu ha poi ribadito che Israele non "fermerà la guerra finché non avrà raggiunto tutti i suoi obiettivi".

Avvertimenti di Usa ed Europa ad Hezbollah sui rischi del precipitare del conflitto con Israele

I mediatori statunitensi, europei e arabi stanno facendo pressioni per evitare che i crescenti attacchi transfrontalieri tra Israele e i militanti di Hezbollah libanesi sostenuti dall’Iran si trasformino in una più ampia guerra in Medio Oriente. Ieri Iran e Israele si sono scambiati minacce ventilando quella che secondo l’Iran sarebbe una guerra “annientante” contro Hezbollah. Mentre i colloqui su Gaza sono in stallo, diplomatici americani ed europei e altri funzionari stanno lanciando avvertimenti a Hezbollah riguardo alla possibilità di sfidare la potenza militare di Israele: Americani ed europei avvertono il gruppo che non dovrebbe contare sul fatto che gli Stati Uniti o chiunque altro siano in grado di tenere a bada i leader israeliani se decidono di attuare i piani pronti per un’offensiva in Libano. E Hezbollah non dovrebbe contare sulla capacità dei suoi combattenti di gestire qualunque cosa accada dopo.

Il leader dell’opposizione turca Ozel definisce Hamas “una organizzazione terroristica”

Critiche in Turchia al leader dell'opposizione Ozgur Ozel, che sabato in un'intervista televisiva ha definito Hamas un'organizzazione terroristica, posizione che aveva già espresso in precedenza. Ozel ha dichiarato: "Hamas fa piovere bombe su persone innocenti nel cuore della notte, con palloncini, droni e non so cos'altro". Ha poi aggiunto “Questa situazione è cominciata con un atto di terrorismo di Hamas che ha lanciato bombe sugli ebrei addormentati nel mezzo della notte".

Polemiche in Israele per la violenza della polizia contro i manifestanti anti-Netanyahu

Critiche e polemiche in Israele per la violenza della polizia contro i manifestanti che a decine di migliaia sono scesi ieri sera in piazza in diverse località del Paese contro il governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu e per chiedere un accordo per il ritorno degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas. La deputata laburista Naama Lazimi è stata filmata mentre veniva spintonata e strattonata dagli agenti, nonostante l'immunità parlamentare. "Mi hanno stretto, tirato i capelli, preso a calci: è davvero scioccante, ma non è niente in confronto alla violenza che i cittadini sperimentano a ogni manifestazione dalla nomina del kahnista Ben-Gvir a ministro (della Sicurezza nazionale)", ha denunciato lei su X, facendo riferimento al leader dell'estrema destra, sottolineando che "non è la prima volta" che accade ma "la vergogna è che al mio fianco c'erano i familiari dei rapiti e attivisti anch'essi aggrediti, in quella che è diventata una normale routine". Duro anche Yair Lapid, leader del partito centrista d'opposizione Yesh Atid: "Ogni sabato sera assistiamo alla violenza della polizia durante le manifestazioni. Stasera comportamento palese a Gerusalemme e violenza contro la deputata della Knesset Lazimi e altri manifestanti". "Chiederemo una discussione speciale in commissione per la sicurezza interna e l'intervento del consigliere giuridico del governo. Mi appello al capo della polizia: ferma questo fenomeno prima che qui venga versato del sangue", ha sottolineato su X.
A Gerusalemme, durante la protesta davanti alla residenza ufficiale del premier, un agente ha insultato e minacciato un manifestante appena arrestato, dicendogli "figlio di puttana" e "stuprerò tua madre". La polizia ha commentato sostenendo che la persona fermata era un "provocatore", ma riconoscendo che la condotta dell'agente "non è in linea con il comportamento atteso, anche in situazioni turbolente come queste". Un altro manifestante è stato filmato mentre veniva arrestato con la forza da un poliziotto che lo inchiodava al cofano di un'auto e gli bloccava il collo, mentre gli attivisti intorno gridavano di non soffocarlo. Scontri sono scoppiati pure a Tel Aviv, dove si è tenuta una vibrante protesta guidata dai familiari degli ostaggi davanti alla sede del potente sindacato Histadrut. Gli attivisti hanno esortato il presidente, Arnon Bar-David, a indire uno sciopero generale e a bloccare l'economia israeliana per fare pressioni sul governo affinchè raggiunga un accordo con Hamas per il rilascio dei 120 ostaggi ancora tenuti prigionieri a Gaza.

Israele, altri 2 soldati uccisi a Gaza, bilancio ora a 318

L'esercito ha annunciato la morte di altri due soldati caduti in due diversi episodi dei combattimenti a Sujaia a Gaza. Lo ha detto il portavoce militare secondo cui si tratta di Yair Avitan (20 anni) e di Yakir Shmuel Tatelbaum (21). Il bilancio dei soldati caduti sul fronte di Gaza dall'inizio della guerra sale così a 318.

Telefonata intelligence Turchia - Hamas su cessate fuoco

Il capo dell'intelligence turca, Ibrahim Kalin, ha parlato al telefono con il capo dell'ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, e ha discusso con lui degli sforzi per raggiungere un accordo sugli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza.

Katz all'Iran: “Regime che ci minaccia merita distruzione”

"L'Iran minaccia oggi di distruggere Israele se Israele risponderà pienamente agli attacchi di Hezbollah dal Libano. La mia risposta all'Iran è chiara: 1) Se Hezbollah non cessa il fuoco e non si ritira dal sud del Libano, agiremo contro di lui con tutta la forza fino a quando la sicurezza non sarà ripristinata e i residenti potranno tornare alle loro case; 2) Un regime che minaccia la distruzione merita di essere distrutto". Lo scrive su X il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz.

(afp)

Il messaggio di Noa alla protesta: “Sappiamo amare e non odiare”. Il video dell'ex ostaggio mentre migliaia di persone sono in piazza

Migliaia di persone sono di nuovo scese in piazza in molte località di Israele per protestare e chiedere il rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.
A Tel Aviv, durante il raduno nella 'piazza degli ostaggi' è stato proiettato un messaggio video di Noa Argamani, la ragazza simbolo della tragedia del 7 ottobre salvata dalla prigionia di Hamas all'inizio di questo mese. "Non possiamo dimenticare quei 120 ostaggi a Gaza, che aspettano un lieto fine", dice nel filmato, la sua prima dichiarazione pubblica da quando è stata salvata, invitando tutti a ricordare coloro che restano in mano di Hamas a Gaza, incluso il suo compagno Avinatan Or.
Nel filmato, Noa esprime le sue condoglianze alla famiglia di Arnon Zmora, un agente della polizia antiterrorismo ucciso durante la missione di salvataggio. Dopo otto mesi di incertezza, stare con sua madre - malata di cancro terminale al cervello - è un grande privilegio, così come "vedere i miei genitori circondati da tante brave persone". "Anche se adesso sono a casa, non possiamo dimenticarci degli ostaggi che sono ancora prigionieri di Hamas, e dobbiamo fare tutto il possibile per riportarli a casa", ribadisce Argamani prima di concludere con le parole: "Sappiamo amare e non odiare".

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