Una nuova ondata di esplosioni di device wireless ha colpito il Libano facendo altre centinaia di feriti. Ieri dodici persone sono morte e circa 500 membri di Hezbollah hanno perso la vista in seguito all'esplosione di cercapersone in Libano e Siria. Colpiti anche alleati di Hezbollah in Siria. Ha perso la vista anche l’ambasciatore iraniano in Libano. Beirut accusa Israele che non commenta. Fonti Usa hanno indicato che Israele avrebbe deciso di far detonare i cercapersone prima del previsto nel timore che Hezbollah stesse per scoprire l’operazione.
Libano: 20 morti per lo scoppio dei walkie talkie
Il ministero della Salute libanese ha annunciato che il numero dei morti per le esplosioni dei walkie talkie di oggi è salito 20. I feriti sono oltre 450. Lo riporta il Guardian.
Casa Bianca: “Non coinvolti in incidenti di ieri e oggi”
"Non siamo coinvolti negli incidenti di ieri e di oggi". Così il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale Usa, John Kirby, ha risposto a una domanda su quanto accaduto in Libano negli ultimi due giorni. Kirby non ha risposto a chi gli chiedeva se gli Usa fossero stati informati in anticipo di quanto sarebbe accaduto.
Usa: “Non vogliamo nessuna escalation in Medio Oriente”
"Non vogliamo escalation di nessun tipo in Medio Oriente". Lo ha detto John Kirby in un briefing con la stampa. "Non crediamo che il modo per risolvere la crisi sia un'escalation, ma la diplomazia", ha aggiunto il funzionario.
Libano, 14 morti e 450 feriti nelle esplosioni di oggi
È salito a 14 morti e oltre 450 feriti il bilancio nella serie di esplosioni di walkie talkie avvenute oggi in Libano. Lo riferisce il ministero della Sanità libanese, citato dai media locali. Ieri gli attacchi attraverso i cercapersone avevano causato 12 morti e 2.800 feriti.
Israele: “Nasrallah accetti proposta la Usa o siamo pronti alla guerra”
Un alto funzionario israeliano ha riferito al sito Ynet che il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, può fermare l'escalation verso una guerra totale accettando una proposta di mediazione sostenuta dagli Stati Uniti. Il funzionario ha precisato che, qualora Nasrallah non accettasse il piano proposto dagli americani, Israele è pronta a proseguire con tutte le sue forze.
Gli Stati Uniti stanno cercando una soluzione diplomatica per ristabilire la calma lungo il confine tra Israele e Libano. Lo riferisce il Times of Israel.
Premier Libano: “Pronti a possibili scenari di guerra”
Il governo di Beirut si sta preparando a "possibili scenari" di un grande attacco israeliano. Lo ha detto il premier libanese Najib Mikati, secondo l'agenzia di stampa libanese Nna, ripresa dalla Dpa. Nella riunione il capo del comitato di emergenza del governo, Nasser Yassin, ha dichiarato: "Abbiamo presentato i possibili scenari in caso di attacchi israeliani diffusi".
Germania sospende invio armi a Israele
Secondo un'analisi dei dati condotta da Reuters e da una fonte vicina al Ministero dell'Economia, la Germania ha sospeso le nuove esportazioni di armi da guerra verso Israele in attesa di una soluzione legale. L'anno scorso la Germania ha approvato esportazioni di armi in Israele per un valore di 326,5 milioni di euro (363,5 milioni di dollari), tra cui equipaggiamento militare e armi da guerra, ovvero un aumento di 10 volte rispetto al 2022, secondo i dati del Ministero dell'Economia, che approva le licenze di esportazione.
Tuttavia, quest'anno le approvazioni sono diminuite: da gennaio al 21 agosto sono stati concessi solo 14,5 milioni di euro, secondo i dati forniti dal Ministero dell'Economia in risposta a un'interrogazione parlamentare. Di questi, la categoria "armi da guerra" rappresentava solo 32.449 euro.
Netanyahu: riporteremo i residenti del Nord nelle loro case
"Ho sempre detto che avremmo fatto tornare gli abitanti del nord nelle loro case. E così faremo". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un breve video pubblicato sul suo account sul social X.
Capo di Stato maggiore Israele: Abbiamo capacità che non sono state attivate”
“Abbiamo ancora molte capacità che non sono state attivate. Procediamo per fasi, in ogni fase il prezzo pagato da Hezbollah sarà maggiore”: lo ha dichiarato il capo di Stato maggiore dell’esercito israeliano
Gallant, 'ora inizia una nuova fase del conflitto'
"Il centro di gravità si sta spostando verso nord attraverso il trasferimento di risorse e forze. Siamo all'inizio di una nuova fase del conflitto, questo richiede da noi coraggio, determinazione". Lo ha detto il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant alla base dell'aeronautica militare Ramat David, come riferiscono i media israeliani.
Libano, esplosioni sono il presagio di guerra più ampia
Il ministro degli Esteri libanese Abdallah Bou Habib ha affermato che l'esplosione di centinaia di cercapersone e walkie talkie potrebbe essere il presagio di un conflitto più ampio in Medio Oriente.
Secondo l'agenzia di stampa nazionale libanese, ripresa da Al Jazeera, il ministro degli Esteri ha messo in guardia sulla gravità dell'incidente "perché arriva dopo le minacce israeliane di ampliare il raggio d'azione della guerra con il Libano, il che farebbe precipitare la regione in un ciclo di violenza più ampio e darebbe il segnale di una guerra più ampia".
Prot. Civile Libano, incendi in case, auto e negozi
Una serie di incendi sono scoppiati in case, auto e negozi in diverse parti del Libano, tra cui la valle della Bekaa, un'area rurale al confine orientale con la Siria, e nella periferia meridionale di Beirut. Lo ha affermato l'organizzazione di soccorso d'emergenza della Protezione civile libanese secondo quanto riporta il New York Times.
Assemblea Generale Onu vota su fine occupazione israeliana
L'Assemblea Generale è chiamata al voto su una risoluzione che chiede formalmente la fine dell'occupazione israeliana dei Territori palestinesi entro 12 mesi. Il testo non vincolante, che secondo lo Stato ebraico alimenterà la violenza se adottato, si basa su un parere consultivo della Corte internazionale di giustizia che definisce "illegale" l'occupazione di Israele dal 1967.
"Israele ha l'obbligo di porre fine alla sua presenza illecita nei Territori palestinesi occupati il più rapidamente possibile", si legge nel parere, richiesto dall'Assemblea generale. Da qui, l'iniziativa dei Paesi arabi che hanno chiesto una sessione speciale dell'Assemblea pochi giorni prima della riunione generale.
La bozza, che verrà messa ai voti alle 11 ora locale (le 17 in Italia), "chiede che Israele ponga fine senza indugio alla sua presenza illegale nel Territorio palestinese occupato" e che ciò avvenga "entro e non oltre 12 mesi dall'adozione", una modifica rispetto ai sei mesi previsti nella prima bozza.
Attaccata auto Unifil in Libano, nessun italiano coinvolto
Non ci sono militari italiani coinvolti nell'attacco ad un'auto dell'Unifil a Tiro. Secondo quanto si apprende da fonti ufficiali, gli uomini a bordo dell'auto sarebbero di origini malesi.
'Hezbollah, non ci piegheremo, la vendetta sarà unica e sanguinosa'
Il capo del Consiglio esecutivo di Hezbollah Hashem Safieddine ha minacciato pubblicamente la vendetta per il secondo giorno di esplosioni in Libano di dispositivi in dotazione ai membri del gruppo sciita filoiraniano. "Questi attacchi saranno sicuramente puniti in modo unico, ci sarà una vendetta sanguinosa", ha detto, citato dal Times of Israel. Safieddine è cugino e stretto collaboratore del leader Hasan Nasrallah. "Il nemico dovrebbe sapere che non siamo sconfitti, che non ci piegheremo, che non ci ritireremo e che non saremo influenzati da ciò che sta facendo", ha detto.
Medioriente: premier Libano, crimine brutale, siamo in guerra
Il primo ministro libanese Najib Mikati ha commentato l'esplosione delle radio personali (o walkie talkie) in tutto il Paese che ha provocato almeno 3 morti e centinaia di feriti, affermando che "la brutalità di questo crimine non può essere espressa". "Siamo in guerra, considerando ciò che vive il nostro popolo nel sud del Libano da 11 mesi", ha aggiunto. Lo riporta Ynet.
Governo Libano: 9 morti e 300 feriti
Il governo libanese ha annunciato che i morti sono 9 e almeno 300 i feriti.
Governo Libano, raid aerei israeliani sul sud
Il ministero dell'Informazione libanese ha riferito poco fa di due raid aerei israeliani nel sud del Libano a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi. L'attacco aereo, simultaneo alle esplosioni di walkie-talkie di membri di Hezbollah, è avvenuto nelle località di Blida e Kfar Kila.
Media: esplosi anche pannelli solari
Diversi pannelli solari, essenziali per la tenuta del sistema energetico del Libano, sono esplosi in un certo numero di abitazioni nel sud del Paese dei cedri. Lo ha indicato l'agenzia libanese Nna.
Walkie talkie esplosi erano dello stesso carico dei cercapersone
Secondo i media libanesi che citano fonti di sicurezza, i walkie talkie esplosi oggi facevano parte dello stesso carico dei cercapersone in dotazione a Hezbollah esplosi ieri.
Medioriente: media, esplosi walkie-talkie usati da Hezbollah
Nelle nuove esplosioni che si sono verificate oggi in varie zone del Libano a esplodere sono stati walkie-talkie usati dai membri di Hezbollah. Al-Arabiya riposta che i dispositivi di comunicazione wireless sono esplosi in case, auto e moto. Un'esplosione è stata registrata anche durante il funerale del figlio del deputato Hezbollah Ali Ammar, in corso nel sobborgo meridionale di Beirut.
Nuove esplosioni in tutto il Libano
Nuove esplosioni dalle cause ancora sconosciute sono state registrate in varie parti del Libano. La testata L'Orient-Le Jour riporta di detonazioni udite nel sud del Libano, nella zona della Bekaa e nella periferia sud di Beirut. Secondo la Reuters si tratterebbe di radio portatili o walkie talkie usati dai combattenti del movimento Hezbollah.
L’Egitto: “No a cambiamenti negli accordi di sicurezza al confine di Gaza”
Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha affermato in una conferenza stampa con il segretario di Stato americano Antony Blinken che l'Egitto non accetterà alcuna modifica alle norme in vigore prima del 7 ottobre per la sicurezza al confine con Gaza, incluso il corridoio Philadelphi e il funzionamento del valico di Rafah dal lato palestinese. Abdelatty ha inoltre dichiarato che l'Egitto è pienamente solidale con il Libano in seguito all'attacco con l'esplosione dei cercapersone di ieri, considerando l'incidente un affronto alla sovranità libanese. Lo riporta Al Jazeera. Porre fine all'aggressione di Israele a Gaza attraverso un cessate il fuoco è fondamentale per allentare le tensioni nella regione, ha detto ancora il ministro.
Soldato israeliano morto a Gaza era pronipote del rabbino di Roma Toaff
"Con il cuore colmo di dolore, condividiamo la notizia della morte di quattro soldati israeliani, uccisi in combattimento a Gaza: Amit Bakri (21 anni), Dotan Shimon (21 anni), il paramedico Agam Naim (20 anni) e Daniel Mimon Toaff (23 anni). Daniel, vice comandante di Compagnia nel battiglione 'Shaked' del Corpo Ghivati, era pronipote di Shlomo Yona Renzo Toaff, fratello dello storico Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, Elio Toaff". Lo scrive su X l'ambasciata di Israele in Italia. "Sia benedetta la memoria di Daniel e di tutti i soldati israeliani caduti", continua.
Blinken: “Gli Usa non coinvolti nelle esplosioni in Libano”
Il segretario di Stato americano Anthony Blinken ha smentito le notizie secondo cui Washington sarebbe coinvolto nelle esplosioni dei cercapersone di opertiivi di Hezbollah e ha invitato a intensificare "gli sforzi congiunti tra Egitto, Stati Uniti e Qatar per portare avanti i negoziati sul cessate il fuoco e sullo scambio di ostaggi e prigionieri". Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha affermato che le esplosioni simultanee dei cercapersone utilizzati da Hezbollah in Libano dovrebbero indurre "alla vergogna" i paesi occidentali, "in particolare agli Stati Uniti, alleati di Israele". "Questo incidente ha dimostrato ancora una volta che, sebbene i paesi occidentali e gli americani affermino di cercare un cessate il fuoco, in pratica sostengono pienamente i crimini del regime sionista", ha affermato Pezeshkian in un comunicato stampa pubblicato sul sito della presidenza.
Iran: le esplosioni in Libano mostrano l’ipocrisia occidentale
"L'incidente ha mostrato ancora una volta che nonostante i Paesi occidentali e gli americani affermino di cercare un cessate il fuoco, in pratica sostengono pienamente i crimini, le uccisioni e i barbari omicidi del regime sionista". Lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, come riferisce Mehr, commentando l'esplosione coordinata di cercapersone in dotazione a esponenti di Hezbollah in Libano e Siria che ha portato alla morte una ventina di persone e circa 4mila feriti, tra cui l'ambasciatore iraniano a Beirut, Mojtaba Amani.
Beirut rivede il bilancio delle vittime delle esplosioni di cercapersone: 12 morti e 2.800 feriti
Le esplosioni simultanee di cercapersone martedì in Libano, imputate a Israele dal gruppo islamico filo-iraniano Hezbollah, hanno provocato 12 morti e circa 2.800 feriti, ha detto mercoledì il ministro della Sanità libanese Firass Abiad. Dopo aver consultato tutti gli ospedali, il bilancio ammonta ora a "12 morti, tra cui due bambini" e ci sono "tra 2.750 e 2.800" feriti, ha dichiarato Abiad in una conferenza stampa. Alcune persone ferite nella Bekaa (est) "sono state trasferite nella vicina Siria", mentre "altre saranno evacuate in Iran", ha aggiunto.
Israele sposta truppe da Khan Yunis a Gaza verso Nord
La 98ma divisione dell'esercito israeliano si sta spostando da Khan Yunis, nel Sud della Striscia di Gaza, verso Nord nell'ambito delle tensioni con Hezbollah in Libano, in seguito anche all'attacco di ieri ai cercapersone di migliaia di miliziani. La divisione passerà dalla responsabilità del Comando Sud al Comando Nord. Lo riferisce la tv pubblica Kan.
Il Cremlino: l’attacco con i cercapersone aumenta la tensione nella regione
Il Cremlino ha commentato l’attacco contro Hezbollah sottolineando come l’azione “aumenti la tensione nella regione”.
Hezbollah riconosce la morte di otto dei suoi
Hezbollah ha reso noti i nomi degli otto miliziani uccisi nell'attacco hacker attribuito a Israele. Si tratta, secondo il partito armato libanese, degli unici otto uccisi, mentre la maggior parte delle migliaia di combattenti e operativi colpiti sono rimasti feriti. Secondo i comunicato di Hezbollah, sono stati uccisi Hussein Mantash, classe 1994 e originario di Kfar Sir, nel Sud del Libano; Mohammad Abbas, nato nel 1986 e originario di Jiye, pochi chilometri a Sud della capitale; Abbas Menhem, classe 1996 e originario di Sohmor, nella Bekaa; Mohammad Mahdi Ammar, nato nel 1985, figlio del deputato Ali Ammar, e originario di Burj Barajne, nella periferia Sud di Beirut; Hussein Faqih, classe 1988 e originario di Burj Shemali, vicino a Tiro, nel Sud del paese; Hassan Yassine, classe 1986 e originario di Majdel Selm, nel Sud del Libano; Mahdi Samhat, classe 1995 e originario di Tiri, località minore nel Sud del Libano; Abbas Yassine, nato nel 1993 e originario di Zuqaq al Blat, nel centro di Beirut.
Teheran all’Onu: da Israele un cyberattacco terroristico da punire
L'Iran ha condannato Israele dopo l'esplosione coordinata di cercapersone in dotazione a esponenti di Hezbollah in Libano e Siria che ha portato alla morte una ventina di persone e circa 4mila feriti, tra cui l'ambasciatore iraniano a Beirut, Mojtaba Amani. Il rappresentante della Repubblica islamica all'Onu, Saeed Iravani, ha definito la detonazione coordinata dei cercapersone un "cyber attacco terroristico" durante una sessione speciale dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, aggiungendo che "il regime di Israele deve essere ritenuto responsabile di tale aggressione e di tale crimine efferato".
Nasrallah parlerà domani
Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, terrà un discorso domani pomeriggio alle 17 ora libanese, le 16 in Italia. Nasrallah prenderà dunque la parola a seguito della raffica di esplosioni di cercapersone avvenute ieri in Libano e Siria, che hanno causato morti e feriti. Per le esplosioni Hezbollah ha accusato Israele.
Un segnale acustico poi l’esplosione: così sono stati accecati dai cercapersone i membri di Hezbollah. Perde la vista anche l’ambasciatore iraniano in Libano
I cercapersone di cui erano in possesso gli esponenti di Hezbollah colpiti nell'attacco di ieri hanno emesso un segnale acustico di alcuni secondi prima di esplodere. Lo riferisce al New York Times un membro del Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, secondo il quale i dispositivi hanno emesso un segnale di circa 10 secondi, durante i quali i possessori li hanno avvicinati al volto per cercare di leggere il messaggio. In particolare, secondo la stessa fonte, il cercapersone dell'ambasciatore iraniano in Libano Mojtaba Amini ha emesso un segnale acustico di alcuni secondi prima che il diplomatico lo prendesse e venisse investito dall'esplosione.
L’Iran: i cercapersone esplosivi un atto di genocidio
L'attacco di Israele alle apparecchiature di comunicazione in Libano è una prova di genocidio. Lo sostiene il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Nasser Kanaani, ripreso da Ynet. "Israele mette di nuovo a rischio la pace e la sicurezza della regione e ciò richiede un'azione internazionale urgente", aggiunge Kanaani.
Funzionari Usa: Israele ha fatto esplodere i cercapersone nel timore che l’operazione venisse a breve scoperta
Israele ha deciso di far esplodere i cercapersone dei membri di Hezbollah in Libano e Siria per timore che la sua operazione segreta potesse essere scoperta dal gruppo. Lo scrive Axios citando tre funzionari statunitensi. "È stato un momento use it or lose it, ha detto un funzionario statunitense descrivendo il ragionamento che Israele ha comunicato agli Stati Uniti in merito alla tempistica dell'attacco. Un ex funzionario israeliano a conoscenza dell'operazione ha detto che i servizi segreti israeliani avevano pianificato di usare i cercapersone con trappole esplosive come colpo di apertura a sorpresa in una guerra totale per cercare di paralizzare Hezbollah. Ma negli ultimi giorni, i leader israeliani hanno iniziato a preoccuparsi che Hezbollah potesse scoprire i cercapersone manomessi, scrive ancora Axios. Il premier Benyamin Netanyahu, i suoi ministri e i capi delle Idf e intelligence hanno deciso di usare il sistema ora piuttosto che correre il rischio che venisse scoperto da Hezbollah, ha detto un funzionario statunitense.
Ambasciatore iraniano ha perso un’occhio nell’attacco coi cercapersone
L'ambasciatore iraniano in Libano, Mojtaba Amani, ha perso un occhio ed è rimasto ferito gravemente all'altro quando un cercapersone che portava con sé è esploso nell'ondata simultanea di esplosioni che hanno preso di mira dispositivi elettronici nel Paese. Lo scrive il New York Times citando due membri del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran informati sull'attacco. I membri delle Guardie, che hanno parlato a condizione di anonimato, hanno affermato che le ferite di Amani erano più gravi di quanto inizialmente riportato dall'Iran, e che sarebbe stato trasportato in elicottero a Teheran per le cure, scrive il Nyt. Sono circa 500 i miliziani di Hezbollah che hanno perso la vista nell’attacco.
Ap: Israele ha informato gli Usa alla fine dell’operazione cercapersone
Israele ha informato gli Stati Uniti sull'operazione in cui sono stati fatti esplodere i cercapersone in dotazione ai miliziani di Hezbollah in Libano e Siria, dopo la sua conclusione. Lo scrive l'Associated Press sul suo sito citando un funzionario statunitense che ha parlato a condizione di anonimato. Hezbollah ha incolpato Israele per le esplosioni, mentre l'esercito israeliano ha rifiutato di commentare, scrive l'Ap.
Morti 4 militari Israele a Gaza, anche prima donna soldato
Quattro soldati israeliani sono stati uccisi e diversi altri sono rimasti feriti durante i combattimenti di ieri a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo hanno annunciato stamattina le Forze di difesa israeliane (Idf). Tra le vittime risulta anche la 20enne Agam Naim, sergente paramedico. Le Idf specificano che si stratta della prima soldatessa a morire nell'offensiva di terra contro Hamas, il cui bilancio sale a 348 vittime.
Blinken arrivato al Cairo per colloqui su tregua
Il Segretario di Stato americano, Antony Blinken, è arrivato al Cairo per discutere degli sforzi per il cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. Blinken incontrerà il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi.
Gold Apollo, 'Non prodotti da noi i cercapersone di Hezbollah'
Gold Apollo non ha prodotto i cercapersone utilizzati dai militanti di Hezbollah che ieri sono esplosi in modo simultaneo in Libano e in Siria, uccidendo una ventina di persone e ferendone circa 4.000. Lo ha detto il fondatore dell'azienda taiwanese Hsu Ching-Kuang, secondo cui i dispositivi incriminati erano stati realizzati da un'azienda in Europa che aveva però il diritto di usare il marchio di Gold Apollo. "Il prodotto non era nostro. Aveva il nostro marchio", ha osservato Hsu, secondo i media locali, senza precisare il nome dell'azienda europea che li ha realizzati.
Nyt, Israele ha piazzato esplosivi in cercapersone
Secondo il quotidiano newyorkese, gli esplosivi sono stati piazzati accanto alla batteria di ogni cercapersone ed è stato inserito un interruttore per causare le esplosioni a distanza. I dispositivi sono stati fatti esplodere simultaneamente con un messaggino. Secondo quanto riferito la Cnn, le esplosioni sono state una conseguenza di una operazione di Mossad ed esercito israeliano.
Air France e British Airways sospendono i voli su Israele
Air France e British Airways sospendono fino a domani i voli su Israele per motivi di sicurezza, dopo le rinnovate tensioni nel Medio Oriente. Lo riportano i media dello Stato ebraico. Decisione analoga era stata presa nelle ore scorse dalla Lufthansa.
Nyt, 'Israele dietro l'attacco con i cercapersone'
Israele ha messo l'esplosivo nei cercapersone venduti a Hezbollah. Lo riporta il New York Times, citando alcune fonti americane. L'esplosivo sarebbe stato posizionato vicino alla batteria di ogni dispositivo e attivato tramite un messaggino.