La Knesset ha approvato con una maggioranza di 87 a 9 un altro disegno di legge contro l'Unwra, in base alla quale Israele romperà tutti i legami con l'agenzia, le autorità non collaboreranno con essa e non avrà diritto alle concessioni di cui ha goduto finora
Netanyahu: “Nessuna offerta per i quattro ostaggi, direi subito sì”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha detto al suo partito, il Likud, di non aver ricevuto alcuna proposta di accordo che preveda il rilascio di quattro ostaggi in cambio di una tregua di due giorni a Gaza, aggiungendo che se la ricevesse accetterebbe immediatamente. Lo riferisce l'ufficio del premier citato da Haaretz
Si dimette un membro di spicco della squadra negoziale per il rilascio degli ostaggi
Un membro di spicco della squadra negoziale israeliana per il rilascio degli ostaggi ha annunciato oggi improvvisamente le sue dimissioni. La notizia della rinuncia del generale Oren Setter è stata riportata in un primo momento dall'emittente pubblica israeliana Kan e successivamente confermata dall'Idf. Setter era il vice del generale Nitzan Alon, l'uomo di punta dell'Idf nei negoziati per un accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi. Secondo Kan Setter potrebbe aver lasciato il team negoziale a causa dell'impasse nei colloqui. L'Idf ha voluto sottolineare che Setter "ha lavorato instancabilmente per far progredire gli sforzi per la restituzione degli ostaggi", da quando è tornato nell'esercito
Mar Rosso, Houti: “Abbiamo attaccato tre navi”
Gli Houti affermano di aver condotto tre operazioni contro navi nel Mar Arabico e nel Mar Rosso. Nel Mar Arabico, gli Houthi affermano di aver preso di mira la "SC Montreal" con due droni e la "Maersk Kowloon" con un missile. Gli Houti aggiungono di aver preso di mira la nave 'Motaro' nel Mar Rosso con numerosi missili balistici. Le tre navi battono bandiera liberiana
Unrwa, la legge israeliana contro di noi è "oltraggiosa"
L'Unrwa, l'agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi, ha condannato l'approvazione da parte del parlamento israeliano di una legge che vieta le sue attività in Israele e a Gerusalemme est, definendola "oltraggiosa". "E' oltraggioso che uno stato membro delle Nazioni Unite stia lavorando per smantellare un'agenzia delle Nazioni Unite che è anche l'attore principale nell'operazione umanitaria a Gaza", ha detto all'AFP Juliette Touma, portavoce dell'Unrwa
Israele mette al bando le attività dell'Unrwa nel Paese
Nonostante le pressioni internazionali, il Parlamento israeliano, la Knesset, ha approvato la legge che vieta "qualsiasi attività" dell'Unrwa, l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, all'interno di Israele. La legge, precisa il Guardian, è stata approvata con 92 voti favorevoli e 10 contrari
Usa a Israele: “Non approvare la legge anti-Unrwa”
Gli Stati Uniti hanno chiesto a Israele di non approvare la legge per vietare le attività dell'Unrwa. Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato Matthew Miller in un briefing con la stampa
Regno Unito: “L’Unrwa salva vite umane, grave se Israele la vieta”
"Il Regno Unito e i suoi partner internazionali esprimono grave preoccupazione per la proposta di legge avanzata alla Knesset israeliana per revocare la tutela dei privilegi e dell'immunità" diplomatici assicurati in base al diritto internazionale all'Unrwa, agenzia dell'Onu che assiste i profughi palestinesi nei territori occupati. Lo si legge sul profilo X del ministro degli Esteri britannico, David Lammy: Israele deve adempiere ai suoi obblighi e garantire che l'Unrwa possa continuare a lavorare per salvare vite umane a Gaza e in Cisgiordania", conclude Lammy
Il Sudafrica presenta alla Corte internazionale di giustizia le “prove del genocidio di Israele”
Il Sudafrica ha annunciato di aver presentato alla Corte internazionale di giustizia (Icj) il suo fascicolo di "prove" del "genocidio" commesso da Israele a Gaza. Questo file "contiene prove che dimostrano che il governo di Israele ha violato la Convenzione sul genocidio", hanno affermato in una nota i servizi del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa. Israele ha sempre negato queste accuse. L'Icj, ha confermato di aver ricevuto il documento, tramite uno dei suoi funzionari, ma si è rifiutata di fornire ulteriori dettagli. "Le prove dimostreranno che gli atti genocidi di Israele si basano sull'intenzione specifica di commettere un genocidio", assicura la presidenza sudafricana che sottolinea "l'incapacità di Israele di prevenire l'incitamento al genocidio, di prevenire il genocidio stesso e l'incapacità di punire coloro che incitano e commettono atti di genocidio". Il "memoriale", che "non può essere reso pubblico" secondo la prassi della Corte, contiene più di 750 pagine di argomentazioni e più di 4.000 di allegati, precisa la presidenza. Diversi paesi si sono uniti al procedimento avviato dal Sud Africa contro Israele: Bolivia, Colombia, Libia, Spagna e Messico
Biden: “La guerra a Gaza deve finire”
La guerra a Gaza "deve finire". Lo ha detto Joe Biden al seggio in Delaware dopo aver votato. Il presidente ha assicurato che sta "rinnovando gli sforzi per un cessate il fuoco" dopo che l'Egitto ha proposto una tregua di due giorni. "Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco. Dovremmo porre fine a questa guerra. Dovrebbe finire, dovrebbe finire, dovrebbe finire", ha ripetuto Biden per tre volte ai giornalisti in Delaware
Netanyahu, in Iran colpite fabbriche di morte Teheran
Nel corso di un intervento alla Knesset il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu ha parlato dell'attacco di Israele all'Iran. "Abbiamo danneggiato gravemente il sistema di difesa dell'Iran e la sua capacità di produrre missili puntati contro di noi. Abbiamo colpito le loro fabbriche della morta", le sue parole riportate da Ynet. "La nostra strategia a lungo termine, che spero sarà realizzata presto, è quella di smantellare l'asse del male, tagliargli le braccia nel nord e nel sud, esigere un prezzo alto dall'Iran e dalle sue metastasi, e impedirgli di acquisire armi nucleari".
Netanyahu, puntiamo ad accordi pace con altri Paesi arabi
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato di voler stringere accordi di "pace con altri Paesi arabi", come quelli di Abramo con Emirati, Bahrein e Marocco, una volta completato il conflitto armato con l'Iran, i suoi alleati iraniani Hamas ed Hezbollah.
"Questi paesi, e altri paesi, vedono chiaramente i colpi che stiamo infliggendo a coloro che ci attaccano, l'asse del male iraniano", ha detto. "Aspirano, come noi, a un Medio Oriente stabile, sicuro e fiorente".
Fonti Hamas, 'pronti ad accettare la proposta egiziana'
Fonti di Hamas hanno detto al canale saudita Al-Sharq che il movimento è pronto ad accettare la proposta egiziana, che prevede il rilascio di quattro ostaggi in cambio di una tregua di due giorni e il rilascio di prigionieri palestinesi. Lo riporta Haaretz. Tuttavia, le stesse fonti hanno ribadito che Hamas punta a raggiungere un accordo coerente con la proposta di Joe Biden e con il completo ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza.
Netanyahu, lavoriamo per alcuni ostaggi e giorni di tregua
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha annunciato che Israele sta lavorando a un accordo con Hamas che preveda il rilascio di "alcuni" ostaggi per diversi giorni di tregua. Lo riferisce Haaretz.
L’Iran assicura: “Nostra posizione su armi nucleari non cambia”
La posizione dell'Iran sulle armi nucleari non cambia dopo l'attacco israeliano di sabato scorso. Lo ha assicurato il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, durante una conferenza stampa. "La nostra posizione sulle armi di distruzione di massa è trasparente e non è cambiata: sulla base di una fatwa emessa dalla Guida Suprema e dal buon senso, non abbiamo in programma di spostare il nostro programma nucleare sul binario militare", ha affermato il portavoce.
Alle 20 italiane riunione urgente all'Onu sul Medio Oriente
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà una riunione di emergenza oggi alle 15 locali, le 20 italiane, per discutere della situazione in Medio Oriente in seguito agli attacchi di rappresaglia di Israele contro l'Iran.
La presidenza svizzera del Cds ha fatto sapere che l'incontro è stato chiesto da Teheran con il supporto di Algeria, Cina e Russia. "Le azioni del regime israeliano costituiscono una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e destabilizzano ulteriormente una regione già fragile", ha affermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi in una lettera inviata sabato ai Quindici. L'ambasciatore israeliano all'Onu Danny Danon ha definito "ridicola" l'affermazione che lo Stato ebraico ha violato il diritto internazionale".
Idf pubblica nuovo video del raid durante il quale fu ucciso Sinwar
L'Idf ha pubblicato nuovi filmati ripresi dalla telecamera frontale di un soldato della Brigata Bislamach, durante il raid che ha portato all'uccisione del leader di Hamas Yahya Sinwar all'inizio del mese a Rafah, nella striscia di Gaza meridionale. Le truppe israeliane avevano ucciso quattro uomini armati nel quartiere Tel Sultan della città, uno dei quali si scoprì poi essere Sinwar.
L'esercito ha pubblicato inoltre una registrazione delle comunicazioni radio durante l'attacco, in cui si sente dire: "Abbiamo eliminato un altro sporco terrorista, aveva una coperta addosso, per ora è eliminato, è finita". Anche l'edificio in cui si trovava Sinwar è stato bombardato dai carri armati. Non è ancora chiaro se il colpo mortale sia stato inferto da un tiratore scelto o dal fuoco dei carri armati.
Allerta sicurezza, riunione gabinetto Israele spostata
La riunione del gabinetto di governo israeliano non si terrà nell'ufficio del premier Benjamin Netanyahu a Gerusalemme nè al quartier generale delle forze armate a Kirya a Tel Aviv ma è stata spostata in un luogo sicuro. Lo riferiscono i media israeliani, precisando che la decisione è stata presa dopo l'attacco all'Iran e l'allerta sui tentativi di colpire ministri e simboli governativi.
Israele: tensioni nel governo su bilancio ed esenzione leva
Tensioni nel governo israeliano: il leader del partito ultraortodosso United Torah Judaism (Utj) e ministro per l'Edilizia abitativa, Yitzhak Goldknopf, ha chiesto di rinviare la riunione odierna del gabinetto sulla legge di bilancio e di occuparsi prima della normativa sull'esenzione degli ultraortodossi dalla leva militare obbligatoria, in discussione alla Commissione Affari esteri e Difesa della Knesset.
Già all'inizio di ottobre Goldknopf aveva minacciato di uscire dal governo se la legge sulla leva militare non fosse stata approvata prima della finanziaria. Il mancato via libera alla legge di bilancio entro il 31 marzo 2025 porterebbe allo scioglimento dell'esecutivo e ad elezioni anticipate.
Netta la risposta del ministro delle Finanze e leader del partito di estrema destra Sionismo Religioso, Bezalel Smotrich, che su X ha rilanciato la notizia su Goldknopf, commentando: "Non accadrà". Insieme al premier, il ministro è determinato a far passare la finanziaria entro la fine dell'anno.
"Il bilancio statale deve essere approvato in tempo, in conformità con i principi che sono già stati concordati", ha fatto sapere l'ufficio del primo ministro, sottolineando che è necessaria una "responsabilità fiscale" "per consentire all'economia di tornare su un percorso di crescita alla fine della guerra". Netanyahu e Smotrich si aspettano che i ministri capiscano cosa c'è in gioco e cosa viene loro richiesto in questo momento, si legge nella nota.
Sulla legge per l'esenzione degli ultraortodossi, fortemente invisa da gran parte della popolazione in particolare in un momento in cui - con due conflitti in corso - è richiesto un forte sacrificio, si è espresso il deputato del Likud e presidente della Commissione Affari Esteri, Yuli Edelstein. La mossa di Utj "non cambierà la mia posizione", ha commentato con il quotidiano Yedioth Ahronoth, sostenendo che la comunità haredi dovrà scendere a compromessi. "La parte principale della popolazione ultra-ortodossa che non studia 24 ore su 24, 7 giorni su 7 deve contribuire", ha aggiunto, sottolineando che la legge in discussione "deve essere vera e soddisfare pienamente le esigenze dell'Idf".
Oltre 43mila morti nella guerra a Gaza
Sono oltre 43mila i palestinesi uccisi e 101mila quelli rimasti feriti nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra il 7 ottobre dello scorso anno. Lo rende noto il ministero della Sanità di Gaza City aggiornando il bilancio delle vittime a 43.020 e a 101.110 quello dei feriti. Solo nelle ultime 48 ore, ha precisato, 95 palestinesi sono stati uccisi e 277 sono rimasti feriti.
Nobel Pace Narges Mohammadi ricoverata in ospedale
Narges Mohammadi, l'attivista iraniana Nobel per la Pace, è stata ricoverata in ospedale. Lo riferisce il gruppo Free Narges Coalition, spiegando che dopo circa 9 settimane in cui l'attivista stava male le autorità iraniane le hanno consentito il trasferimento, ma che questo non risolverà i suoi gravi problemi di salute e le andrebbe invece concesso un permesso medico per ricevere un trattamento completo per diverse patologie. Mohammadi è detenuta nella famigerata prigione di Evin, in cui si trovano prigionieri politici e persone con legami con l'Occidente. Stava già scontando una condanna a 30 mesi, a cui a gennaio sono stati aggiunti altri 15 mesi; sabato, poi, è stata emessa un'ulteriore sentenza a suo carico di 6 mesi, dopo che aveva protestato per l'esecuzione di un'altra prigioniera politica nel reparto femminile del carcere di Evin avvenuta il 6 agosto.
Mohammadi soffre di una malattia cardiaca e, secondo il bollettino medico rilasciato a settembre, la sua arteria principale ha nuovamente sviluppato una grave complicazione. Il gruppo Free Narges Coalition ha dichiarato che continua a chiedere il rilascio incondizionato di Mohammadi e il suo pieno accesso alle cure mediche. Mohammadi è stata la 19esima donna a vincere il Premio Nobel per la Pace e la seconda iraniana dopo l'attivista per i diritti umani Shirin Ebadi nel 2003. Mohammadi, 52 anni, ha continuato il suo attivismo nonostante i numerosi arresti da parte delle autorità iraniane e gli anni passati dietro le sbarre.
Crosetto in Israele per incontri istituzionali
Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è arrivato in Israele. Nel corso dell'attività effettuerà una serie di incontri istituzionali. Lo rende noto, su X, il Ministero della Difesa.
Idf: arrestati 100 miliziani di Hamas nell’ospedale a Nord di Gaza
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito di aver arrestato circa un centinaio di sospetti miliziani di Hamas durante il raid compiuto nell'ospedale di Kamal Adwan nel nord della Striscia di Gaza. "I soldati hanno catturato circa 100 terroristi dal complesso, compresi i terroristi che hanno tentato di fuggire durante l'evacuazione dei civili", si legge in una nota diffusa dalle Idf.
"Armi, fondi terroristici e documenti di intelligence sono stati trovati dentro e intorno all'ospedale", prosegue il comunicato dell'esercito israeliano.
Idf chiede evacuazione di alcuni quartieri di Tiro
L'esercito israeliano, in guerra con Hezbollah in Libano, ha lanciato un appello ai residenti di alcune zone di Tiro affinchè evacuino le loro case nella città meridionale. "Non abbiamo intenzione di farvi del male (...) Dovete immediatamente lasciare l'area segnata in rosso e dirigervi a nord verso il fiume Awali", ha scritto il portavoce dell'esercito in lingua araba, Avichay Adraee, su X, indicando i nomi delle strade interessate dall'appello all'evacuazione.
Borrell, 'a Gaza 150.000 persone rischiano di morire di fame'
"Mi preoccupa quello che accade a Gaza dove si sta vivendo la crisi umanitaria più grave dalla fine della II guerra mondiale, con 150mila persone che possono morire di fame nelle prossime settimane". Lo ha detto l'alto rappresentante della Ue per gli Affari esteri, Josep Borrell, in un'intervista alla radio spagnola Rne in apertura del IX forum regionale dell'Unione per il Mediterraneo, che presiede a Barcellona.
"Mi preoccupa la situazione in Libano con i bombardamenti continui", ha proseguito Borrell, anticipando che "la Spagna esigerà oggi che cessino". L'alto rappresentante ha ricordato che nei giorni scorsi nella conferenza convocata a Parigi, il cessate il fuoco "è stato reclamato da tutti". "Il presidente Macron ha detto una frase che ha provocato l'irritazione di Israele, segnalando che con il proposito di difendere la civilizzazione non si può perpetrare la barbarie", ha evidenziato.
Iran giura "risposta ferma" all'attacco israeliano
L'Iran risponderà "con fermezza ed efficacia" a Israele dopo gli attacchi di sabato alle installazioni militari iraniane, ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri. "Useremo tutti i mezzi disponibili per rispondere con fermezza ed efficacia all'aggressione del regime sionista", ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghai nella sua conferenza stampa settimanale.
Media Iran, un civile ucciso in attacco di Israele
I media iraniani sostengono che un civile è stato ucciso durante gli attacchi israeliani del fine settimana che hanno preso di mira siti militari, anche se le autorità non avevano precedentemente riferito di morti civili. "Il martire Allahverdi Rahimpour, un civile ucciso vicino a Teheran durante il recente attacco del regime sionista, è stato sepolto", ha riferito l'agenzia di stampa locale Fars. Anche l'agenzia di stampa Tasnim ha riferito del decesso.
Borrell: “Applicare soluzione due Stati, supporto non basta”
Sulla soluzione dei due Stati "la parola chiave è attuare. Bisogna smetterla di dire che 'supportiamo' e iniziare ad agire per implementare questa soluzione. Per questo sono felice di annunciare che nei prossimi giorni ci sarà la prima riunione dei gruppi tecnici per continuare questo processo a Riad, seguita da una seconda a Bruxelles, spero entro fine novembre, prima della fine del mio mandato. Altre riunioni saranno ospitate al Cairo, Amman, Ankara e Oslo, concentrandosi su azioni concrete e punti identificati dai partecipanti". Lo ha dichiarato l'Alto rappresentante per la Politica estera dell'Ue, Josep Borrell, aprendo i lavori del nono Forum regionale dell'Unione per il Mediterraneo.
"Il nostro vicinato meridionale - ha proseguito Borrell - è sempre stato uno dei punti principali di interesse per l'Unione europea, e ne conosciamo la storia. Sappiamo molto bene come i ministri estremisti israeliani hanno architettato ripetute violazioni dello status quo dei luoghi sacri. Sappiamo come la guerra si è estesa al Libano, come in Cisgiordania la violenza letale ha esteso la guerra. Conosciamo il ciclo di attacchi di rappresaglia che ha invaso l'intera regione, in particolare in Libano. Ma la preoccupazione più importante oggi è la situazione drammatica della popolazione nel nord di Gaza, la crisi umanitaria più acuta dopo la Seconda guerra mondiale". "Dobbiamo fare qualcosa di più che esprimere preoccupazione", ha concluso.
Israele, nuovo sistema di difesa laser operativo tra un anno
Sarà operativo "tra un anno" l'Iron Beam, il nuovo sistema di difesa laser di Israele. Lo ha annunciato il direttore generale del ministero della Difesa di Tel Aviv, Eyal Zamir, durante la firma di un contratto da 494 milioni di euro con la Rafael e la Elbit, aziende leader del complesso militare-industriale dello Stato ebraico. Come evidenzia Haaretz, l'Iron Beam è stato progettato per lavorare in tandem con altri sistemi come l'Iron Dome ed abbattere oggetti volanti più piccoli come i droni. Gli attacchi degli aerei senza pilota dal Libano, aumentati negli ultimi mesi, si sono rivelati finora il punto debole dei sistemi di difesa aerea israeliani. L'accordo tra il ministero e la Rafael e la Elbit "aumenterà significativamente" il ritmo di produzione "al fine di fornire i sistemi laser in tempo", si legge in una nota.
Idf, “eliminati decine di terroristi di Hamas a Jabalia”
L'esercito israeliano (Idf) ha "eliminato decine di terroristi" di Hamas a Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, dove "continuano gli sforzi per evacuare i civili in aree più sicure": lo rende noto l'Idf su Telegram. "Le truppe dell'Idf hanno continuato i raid mirati nella Striscia di Gaza centrale e meridionale, eliminando terroristi armati e smantellando le infrastrutture terroristiche. In un incidente, le truppe hanno identificato i terroristi all'interno di una struttura attrezzata con esplosivi nelle loro vicinanze e hanno ordinato all'Aeronautica di colpire ed eliminare i terroristi", si legge nel messaggio. "A Jabalia decine di terroristi sono stati eliminati in attività terrestri e aeree", prosegue la nota, sottolineando che "le truppe continuano gli sforzi per evacuare i civili in aree più sicure, nonostante i deliberati tentativi di Hamas di impedire ai civili di allontanarsi dalle zone di combattimento. Le truppe hanno anche scansionato e smantellato i pozzi dei tunnel sotterranei, individuando grandi quantità di armi".
Israele, il governo si riunirà in luogo segreto per motivi di sicurezza
Il governo israeliano oggi si riunirà in un luogo segreto per motivi di sicurezza. Lo ha riferito il sito di Haaretz, sottolineando come queste riunioni si tengano solitamente presso l'ufficio del primo ministro a Gerusalemme, ma durante la guerra si sono svolte anche presso la Kirya, il quartier generale delle Forze Armate a Tel Aviv. L'emittente pubblica Kan ha riportato che il nuovo protocollo di sicurezza entrerà in vigore già oggi, mentre Ynet ha spiegato che gli incontri sono stati spostati a causa dei tentativi di attacchi a politici e siti governativi dal valore simbolico. Il portale di notizie Walla ha sostenuto che la decisione sia stata presa in risposta all'attacco con un drone contro la residenza privata di Benjamin Netanyahu a Cesarea.
Alto funzionario Hamas, “un accordo può essere raggiunto”
Un alto funzionario di Hamas, Husam Badran, ha affermato che "un accordo può essere raggiunto" con Israele se il premier Benjamin Netanyahu conferma il suo impegno su quanto già concordato: lo rende noto l'agenzia di stampa Shehab filo-Hamas, come riporta il Times of Israel. "Le nostre richieste sono chiare e conosciute, e un accordo può essere raggiunto, a condizione che Netanyahu rimanga impegnato su quanto già concordato", ha detto Badran. Non è chiaro se la dichiarazione sia una reazione alla proposta egiziana di un cessate il fuoco di 2 giorni a Gaza per lo scambio di 4 ostaggi israeliani con alcuni prigionieri palestinesi.
Libano, salgono a 5 morti e 10 feriti vittime dell’attacco a Tiro
Un attacco israeliano ha colpito questa mattina il centro della città di Tiro, nel sud del Libano, provocando la morte di almeno 5 persone e il ferimento di una decina: lo ha denunciato il ministero della Salute libanese, parlando di bilancio ancora provvisorio. Un "attacco nemico israeliano questa mattina su un edificio" nel centro della città costiera "ha portato a un bilancio provvisorio di cinque morti e 10 feriti", ha affermato una dichiarazione del ministero della Salute, aggiungendo che "sono in corso lavori per rimuovere le macerie".
Raid Israele su Gaza City, almeno 3 morti
Almeno 3 persone sono state uccise in un attacco israeliano che ha colpito il quartiere Shujayea di Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera.
Libano, tre morti nell’attacco israeliano a Tiro
Gli aerei israeliani hanno attaccato il quartiere Raml nella città di Tiro, uccidendo almeno tre persone e ferendone due. Lo riferisce l'agenzia di stampa nazionale libanese (Nna), aggiungendo che i soccorritori stanno cercando di rimuovere le macerie e trovare le persone disperse. Il raid ha causato ingenti danni a numerosi edifici e appartamenti nelle vicinanze.
Capo guardie Iran: “L’attacco israeliano avrà conseguenze inimmaginabili”
Il capo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Hossein Salami, ha avvertito Israele delle "conseguenze amare e inimmaginabili" che ci saranno dopo gli attacchi di sabato contro i siti militari in Iran. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa Tasnim, il generale Salami, capo dell'esercito ideologico della Repubblica islamica dell'Iran, ha affermato che Israele "non è riuscito a raggiungere i suoi orribili obiettivi" con questi raid, definendolo "un errore di calcolo" e minacciandolo di "conseguenze amare e inimmaginabili".
Egitto propone due giorni di cessate il fuoco
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha proposto una tregua di due giorni a Gaza e un limitato scambio di ostaggi per garantire "un cessate il fuoco completo" dopo oltre un anno di guerra tra Israele e Hamas. La proposta prevede lo scambio di quattro ostaggi israeliani detenuti a Gaza con prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane e sarà seguita da ulteriori negoziati entro 10 giorni, ha dichiarato Sisi in una conferenza stampa al Cairo.
Non ha detto se il piano sia stato presentato formalmente a Israele o a Hamas.
Petrolio in calo -5% con Israele che evita greggio Iran
Il petrolio perde il 5% dopo che l'attacco di Israele all'Iran ha evitato i siti petroliferi. Il Brent cala sui 73 dollari al barile mentre il Wti scende sotto i 69 dollari.
Idf, Hezbollah ha lanciato circa 90 razzi su nord Israele
Circa 90 razzi sono stati lanciati da Hezbollah dal Libano verso il nord di Israele oggi, secondo un bilancio dell'Idf. Lo riporta il Times of Israel. Uno dei razzi ha provocato tre feriti a Tamra. Un altro attacco di droni ha ferito due persone in una zona industriale della Galilea.