Segui la diretta della guerra in Medio Oriente del 9 gennaio
Il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ammonito che se gli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas non saranno liberati prima del suo ritorno alla Casa Bianca, "scoppierà l'inferno in Medio Oriente". Il capo dell’Idf: “Porteremo Hamas a liberare gli ostaggi”. Hamas: “Azioni legali contro Blinken per crimini di guerra”. L’inviato di Trump in Medio Oriente a Doha in settimana. Raid a Gaza, 29 morti, uno è un neonato.
Casa Bianca, nessun genocidio israeliano contro palestinesi
"Non c'è un genocidio israeliano contro i palestinesi". Lo ha ribadito il portavoce del Consiglio per la Sicurezza nazionale Usa, John Kirby, nel corso di un briefing con i giornalisti. Il funzionario ha tuttavia riconosciuto che il numero di vittime civili a Gaza è "devastante".
Esercito israeliano arresta e rilascia giornalista francese nel sud della Siria
Le forze di difesa israeliane (Idf) hanno arrestato un giornalista freelance francese e il suo collaboratore nel sud della Siria, all'interno di una zona cuscinetto ora controllata dall'esercito israeliano. Lo riporta Times of Israel. L'esercito ha dichiarato che i due sono stati individuati vicino alle truppe nella zona cuscinetto tra Israele e Siria, dove l'Idf ha schierato truppe dopo la caduta del regime di Assad un mese fa. "I soldati hanno interrogato i sospetti e li hanno rilasciati con la loro attrezzatura e i loro effetti personali", ha detto l'Idf. Il giornalista, Sylvain Mercadier, afferma che lui e il suo collaboratore Mohammed al Fayyad sono stati fermati nel villaggio di Hamidiyah, vicino a Quneitra. "Siamo stati ammanettati e bendati, portati nella casa del governatorato e maltrattati per più di 4 ore. Siamo stati minacciati e umiliati", ha dichiarato Mercadier su X. "Dopo tutto questo, siamo stati lasciati in un campo dove ci hanno rimosso le restrizioni. Gli israeliani hanno rubato la mia scheda Sim, le schede di memoria della mia fotocamera e 200 dollari a Mohammed. Abbiamo camminato per 30 minuti prima di raggiungere una casa", ha aggiunto.
Inondazioni e freddo, Croce rossa chiede accesso a Gaza
E' indispensabile e urgente un accesso "sicuro e senza ostacoli" alla Striscia di Gaza per fornire aiuti umanitari ai bambini che muoiono di freddo. Lo ha dichiarato oggi la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa (Ficr). Le forti piogge e le inondazioni hanno reso inabitabili i rifugi di fortuna di migliaia di persone, nelle tende ci sono anche 30 centimetri di acqua. "Senza un accesso sicuro, i bambini moriranno di freddo. Senza un accesso sicuro, le famiglie moriranno di fame. Senza un accesso sicuro, gli operatori umanitari non possono salvare vite umane", ha avvertito il segretario generale della Ficr, Jagan Chapagain.
Siria: domani Tajani presiede la riunione del Quint
Il vice presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, presiederà domani, giovedì 9 gennaio, a Villa Madama una riunione dei ministri degli Esteri del Quintetto (Italia, Usa, Regno Unito, Francia e Germania), cui parteciperà anche l'Alto Rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea. "Ho promosso questo incontro, alla vigilia della mia missione in Siria, per fare il punto della situazione nel Paese a un mese dalla caduta del regime di Assad" ha indicato il ministro Tajani. Al centro della discussione l'operato del Governo di Transizione e le sfide in vista della Conferenza di Dialogo nazionale annunciata dalle Autorità di fatto, la stesura di una nuova Costituzione, l'integrazione di tutte le componenti della società della Siria e la ripresa economica del Paese.
Msf, senza carburante neonati e pazienti a rischio all'ospedale Nasser
Gli ospedali Nasser, Al Aqsa ed European a Gaza sono sull'orlo della chiusura per mancanza di carburante. Una situazione che minaccia la vita di centinaia di pazienti, compresi i neonati, che dipendono dall'elettricità per rimanere in vita. E' la denuncia di Medici Senza Frontiere (Msf) in un comunicato. Nel frattempo, le équipe di MSF stanno cercando di portare del carburante all'ospedale Nasser e Al Aqsa, come soluzione temporanea per le prossime 36-48 ore. Da oggi, mercoledì 8 gennaio, l'elettricità dell'ospedale Nasser, supportato da Msf, potrebbe essere interrotta in alcuni reparti, lasciando i pazienti senza cure salvavita. Nel reparto di terapia intensiva neonatale - si legge nel comunicato - Msf sta attualmente curando 3 bambini e 4 neonati con ventilazione meccanica, oltre a 15 neonati in incubatrice, tutti dipendenti dall'elettricità fornita da generatori a combustibile. Si tratta di una situazione catastrofica che potrebbe avere conseguenze tragiche e gravi poiché è improbabile che la situazione migliori. Msf chiede a tutte le parti di facilitare l'ingresso del carburante a Gaza e di garantirne la consegna sicura alle strutture mediche. Lo smantellamento del sistema sanitario a Gaza a causa del blocco israeliano, che sta mettendo in pericolo la vita delle persone, deve cessare immediatamente.
Iran, Israele si ritiri da territori occupati
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, chiede il ritiro di Israele dal territorio siriano dopo la caduta di Bashar al-Assad, storico alleato di Teheran. "La necessità del regime sionista di ritirarsi dai territori occupati e l'importanza di rispettare i sentimenti religiosi in Siria, in particolare per quanto riguarda i luoghi sacri e i santuari sciiti, preoccupano", ha affermato Pezeshkian in un briefing insieme al primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani. Il presidente iraniano mette in guardia anche dalla "riattivazione delle cellule terroristiche" in Siria. Durante la visita, Sudani ha affermato il rispetto dell'Iraq per "la volontà del popolo siriano e il sostegno a qualsiasi sistema politico o costituzionale da esso scelto, senza interferenze esterne".
Siria: media, al-Jolani incontrerà Erdogan in Turchia
Abu Mohammad al-Jolani, leader de facto della Siria dopo la caduta di Bashar al-Assad, effettuerà la sua prima visita all'estero in Turchia. Lo riferisce il quotidiano turco Yeni Safak, secondo cui la visita era già in programma giorni fa ma a causa di un cambiamento dei programmi del leader siriano è stata posticipata. È probabile che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan riceva al-Jolani ad Ankara.
Media, ministro Israele vede inviato Trump su accordi Gaza
Il ministro per gli Affari strategici israeliano, Ron Dermer, dovrebbe incontrare in Florida l'inviato statunitense Steve Witkoff per discutere dell'accordo sulla presa degli ostaggi con Hamas. Lo scrive Axios rilanciato dalla stampa israeliana. L'incontro precede il viaggio di Witkoff a Doha previsto per stasera, dove le delegazioni israeliana e di Hamas stanno lavorando a un possibile accordo già nel fine settimana.
"Stiamo facendo molti progressi e non voglio dire troppo perchè penso che stiano facendo un ottimo lavoro a Doha", ha detto Witkoff ieri in una conferenza stampa. "Parto domani per tornare a Doha, ma penso che abbiamo fatto dei progressi davvero grandiosi e spero davvero che per l'inaugurazione avremo delle belle cose da annunciare a nome del presidente".
Onu, in Siria attenti a errori che facciano deragliare transizione
L'inviato dell'Onu in Siria ha messo in guardia da "errori" che potrebbero far deragliare la transizione politica, denunciando anche i rischi legati agli "attacchi" di Israele all'integrità territoriale del Paese. "Le decisioni prese oggi determineranno il futuro a lungo termine.
Ci sono opportunità e pericoli reali", ha detto Geir Pedersen a una riunione del Consiglio di sicurezza un mese dopo la caduta del regime di Bashar al-Assad, invitando la Siria e la comunità internazionale ad "avere successo nella fase successiva". "Ci sono immense opportunità per costruire nuove fondamenta per una pace e una stabilità durature in Siria. Ma errori o occasioni mancate potrebbero minacciare il futuro del paese e piantare i semi dell'instabilità", ha avvertito.
Netanyahu: “Avremmo voluto riportare a casa Yosef e Hamza”
"A nome mio e di mia moglie, desidero esprimere il nostro profondo cordoglio per la triste notizia ricevuta oggi dalla famiglia Al-Zayadna. Abbiamo sperato e lavorato per il ritorno sicuro dei quattro membri della famiglia prigionieri di Hamas. Abbiamo restituito alla famiglia Bilal e Aisha a novembre 2023, e volevamo fare lo stesso per Yosef e Hamza". Lo afferma in una nota il premier israeliano Benyamin Netanyahu. "Invio le mie più sentite condoglianze alla famiglia. Ringrazio le forze dell'Idf e del Shin Bet per il loro impegno deciso nel cercare di riportare a casa i nostri ostaggi.
Continueremo a fare ogni sforzo per riportare tutti i nostri ostaggi a casa, vivi e morti, insieme", ha aggiunto il primo ministro.
Blinken: “Molto vicino un accordo per la tregua a Gaza”
L'accordo su una tregua nella Striscia di Gaza è "molto vicino": lo ha detto a Parigi il segretario di Stato Usa, Antony Blinken.
L'Idf trova i corpi di due ostaggi di 22 e 53 anni a Gaza, padre e figlio
I corpi degli ostaggi di Hamas, Youssef Ziyadne, 53 anni, e di suo figlio Hamza Ziyadne, 22 anni, sono stati ritrovati a Gaza. Lo riportano i media israeliani. Youssef era stato rapito da Hamas durante l'attacco del 7 ottobre 2023 insieme a tre dei suoi figli, Hamza, Bilal Ziyadne, 18 anni, e Aisha Ziyadne, 17 anni, mentre lavoravano nel kibbutz Holit. Bilal e Aisha erano stati rilasciati il 30 novembre 2023, dopo oltre 50 giorni di prigionia. Si riteneva che Youssef e Hamza fossero ancora vivi.
Youssef, 53 anni, sposato con due mogli e 19 figli, stava lavorando nella stalla del kibbutz. Hamza, 22 anni, sposato e padre di due figli, e Bilal, 18 anni, stavano lavorando con il padre, mentre la sorella Aisha li aveva raggiunti per la mattinata. La famiglia vive a Rahat, nel quartiere Ziyadne, che prende il nome dal suo vasto clan familiare.
I nomi dei due non comparivano nell'elenco degli ostaggi che Hamas aveva accettato di rilasciare per motivi umanitari durante la prima fase di un futuro accordo di rilascio degli ostaggi.
Media: l’Idf fa irruzione a Tulkarem in Cisgiordania
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tulkarem causando gravi danni alle infrastrutture e alle proprietà locali. Diversi veicoli militari sono entrati nella città dall'ingresso occidentale, dirigendosi verso la via che conduce al campo profughi, durante l'operazione l'Idf è entrato in un edificio residenziale. I residenti locali denunciano l'aggravarsi della distruzione e un clima di paura diffusa, secondo la stampa palestinese.
Tajani: “L’Italia resterà in prima linea per la stabilità in Siria”
In occasione della missione a Damasco "annuncerò un primo pacchetto di intervento della cooperazione allo sviluppo con il coinvolgimento della organizzazioni della società civile italiana". In Siria inoltre "incontrerò i rappresentanti della società civile e della comunità cristiana".
Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani alla Camera, aggiungendo poi che l'Italia è impegnata in coordinamento con i partner e con l'Onu anche sul fronte dei rifugiati, per il loro rimpatrio in Siria "su base volontaria" e in modo "dignitoso".
Tajani in generale ha ricordato che "l'Italia sta svolgendo un ruolo primo piano nel processo di transizione in Siria, anche grazie alla nostra presenza diplomatica sul terreno, l'unico paese del G7 con un'ambasciata operativa". Tra l'altro, "siamo stati tra i primi ad avviare un'interlocuzione diretta con le nuove autorità siriane ed a coordinarci con i principali partner regionali a partire dalla Turchia. Dal 22 al 24 dicembre ho inviato un delegazione diplomatica per discutere l'avvio del processo di transizione, il rilancio economico e l'assistenza ai civili. Domani presiederò a Roma una riunione del quintetto per coordinare l'azione diplomatica".
Per Tajani la Siria "è una sfida cruciale per la sicurezza del Mediterraneo, anche riguardo alla gestione dei flussi migratori. L'Italia continuerà ad essere in prima linea per la stabilità della Siria e dell'intero Medio Oriente", ha assicurato.
Tajani venerdì in missione a Damasco
"Venerdì andrò a Damasco per incontrare le autorità siriane". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un question time alla Camera.
Attacchi Usa contro depositi di armi degli Houthi in Yemen
Le forze armate statunitensi hanno dichiarato di aver effettuato un'ondata di attacchi contro le strutture sotterranee di armi dei ribelli Houthi dello Yemen, sostenuti dall'Iran. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha affermato che gli attacchi di oggi hanno preso di mira le armi utilizzate dai ribelli per attaccare le navi nel Mar Rosso. Gli Houthi hanno detto che sette attacchi hanno preso di mira siti nella capitale controllata dai ribelli, Sanaa, e nella provincia settentrionale di Amran, senza fornire ulteriori dettagli. Non sono state riportate immediatamente notizie di vittime.
Media: il leader siriano Jolani vedrà Erdogan in Turchia
Il nuovo leader della Siria, Ahmed al-Sharaa, nome di battaglia Abu Mohamed al Jolani, ha in programma di recarsi in Turchia per incontrare il capo di Stato turco, Recep Tayyip Erdogan, nel suo primo viaggio all'estero da quando è caduto il regime del presidente siriano Bashar al-Assad. Lo riferisce il quotidiano turco Yeni Safak senza specificare la data della visita e dichiarando che al-Sharaa avrebbe dovuto recarsi ad Ankara già nei giorni scorsi ma il viaggio è stato rimandato.
Crisi del carburante, l’ospedale Khan Younis ferma le attività
L'ospedale Nasser di Khan Younis ha fermato le attività, a eccezione dell'unità di terapia intensiva e delle sale operatorie, a causa della mancanza di carburante. Lo ha riferito al Jazeera all'indomani dell'allarme lanciato dal ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, per il "disastro" imminente negli ospedali di Gaza per la mancanza di scorte di carburante.
Sirene suonano a Kerem Shalom, intercettato razzo da Gaza
Le forze armate israeliane hanno riferito che un razzo sparato da Gaza è stato intercettato, dopo che sono risuonate le sirene a Kerem Shalom, vicino al confine con la Striscia. Nelle ultime due settimane sono stati lanciati più di 20 razzi da Gaza verso Israele, per lo più dal nord della Striscia. Lunedì scorso una casa a Sderot è stata danneggiata, ma non ci sono stati feriti.
Idf: “Colpito centro di comando di Hamas in un'ex scuola a Gaza”
Un elicottero dell'aeronautica militare israeliana ha lanciato un attacco contro un gruppo di miliziani di Hamas in un'ex scuola a Jabalia, nel nord di Gaza.
Lo ha riferito l'Idf. Secondo l'esercito, i terroristi si trovavano in un centro di comando nascosto nella scuola di Halawa e utilizzavano il complesso per attaccare Israele. Secondo i media palestinesi, l'edificio fungeva anche da rifugio per gli sfollati di Gaza.
Idf: “Distrutti cinque depositi di armi nel Libano meridionale”
L'esercito israeliano ha reso noto di aver distrutto cinque depositi di armi e lanciarazzi pronti all'uso nel sud del Libano. "Abbiamo colpito il cuore delle infrastrutture terroristiche", ha dichiarato il portavoce dell'Idf.
Onu: “A Gaza ostruzione sistematica degli aiuti umanitari”
A Gaza, mentre la situazione peggiora per le piogge torrenziali e l'abbassamento della temperatura ed è aumentata la dipendenza dell'enclave palestinese dagli aiuti internazionali, l'Onu denuncia una "pericolosa tendenza al sabotaggio". Il capo degli aiuti di emergenza dell'Onu, Tom Fletcher, ha dichiarato che i numerosi incidenti avvenuti negli ultimi giorni, sono l'esempio della volontà di ostruzione degli aiuti umanitari a Gaza. Dopo aver elencato gli ultimi attacchi israeliani a convogli per la distribuzione di beni alimentari, Fletcher ha ribadito: "nonostante la nostra determinazione a fornire cibo, acqua e medicine ai sopravvissuti, i nostri sforzi per salvare vite umane hanno raggiunto il punto di rottura".
"L'ostruzione sistematica degli aiuti - ha aggiunto - arriva in un momento critico, poiché le rigide condizioni meteorologiche invernali peggiorano la situazione già catastrofica nell'enclave". Dopo aver ricordato che l'Oms ha riferito che il freddo e le forti piogge degli ultimi giorni minacciano la sopravvivenza delle famiglie sfollate a Gaza, l'Onu ha ribadito "che i civili devono essere protetti in ogni momento e che i bisogni fondamentali per la loro sopravvivenza devono essere soddisfatti".
Media: “Due bambini e un ragazzo uccisi in Cisgiordania”
Due bambini e un ragazzo sono stati uccisi da un drone israeliano che ha bombardato la città di Tamoun, a sud-est di Tubas, in Cisgiordania. Lo riferiscono fonti della sicurezza palestinese all'agenzia di stampa Wafa. Secondo le fonti, le vittime avevano 9, 10 e 23 anni. In mattinata l'Idf aveva reso noto di aver colpito una cellula terroristica a Tamoun.
Gaza, 51 persone uccise in 24 ore
Sarebbero almeno 51 le persone rimaste uccise e 78 quelle ferite in 24 ore nella Striscia di Gaza. E' la denuncia che arriva dal ministero della Salute di Gaza, che nel 2007 finì sotto il controllo di Hamas, nel mirino delle operazioni militari israeliane dall'attacco del 7 ottobre 2023 del gruppo in Israele. Da allora, secondo il bollettino riportato dalla tv satellitare al-Jazeera, nella Striscia si contano 45.936 morti e 109.274 feriti.
Ankara, pronti a riprendere voli con la Siria, è questione di giorni
La Turchia è pronta a far ripartire i voli con la Siria. L'annuncio è stato dato dal ministro delle infrastrutture di Ankara, Abdulkadir Uraloglu, che ha ribadito l'impegno turco per rimettere in sesto le infrastrutture siriane e assicurato che la ripresa dei voli civili-commerciali è solo questione di giorni.
Una circostanza confermata anche da Ashaad al-Salibi, numero uno dell'Autorità siriana per l'aviazione civile e i trasporti, che ha dichiarato che Damasco attende il primo volo dalla Turchia "in meno di una settimana". In base a quanto reso noto da Uraloglu, il problema riguarda il funzionamento dei radar, malfunzionanti e desueti, ma anche scanner, raggi X e misure di sicurezza, ancora affidate a computer degli anni 90.
Onu, a Gaza gli ospedali sono trappole mortali
"A Gaza gli ospedali sono trappole mortali, le famiglie sono spezzate, i bambini muoiono di freddo e la fame sta spezzando vite". Lo scrive su X l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, l'Unrwa.
Ufficio di Netanyahu: “La tregua a Gaza in cambio della lista degli ostaggi? Solo falsità”
"Una totale bugia". Israele nega sia allo studio una tregua di sei, otto settimane nei colloqui per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e la liberazione degli ostaggi tenuti prigionieri da oltre un anno nell'enclave palestinese. La smentita alle notizie del giornale libanese Al Akhbar arriva dall'ufficio del premier israeliano, Benjamin Netanyahu. Secondo il quotidiano in questo arco di tempo Israele dovrebbe ricevere da Hamas un elenco con i nomi degli ostaggi.
In una dichiarazione dell'ufficio del premier israeliano, riportata dal Times of Israel, l'articolo di Al Akhbar, che cita fonti egiziane, viene definito "una totale bugia e un'altra parte della guerra psicologica che Hamas cerca di infliggere alle famiglie degli ostaggi e ai cittadini di Israele". Israele, viene ribadito, "continuerà a lavorare senza sosta e instancabilmente per riportare a casa tutti gli ostaggi".
Parenti degli ostaggi protestano sotto la sede del Likud a Tel Aviv
Proteste sotto la sede del Likud a Tel Aviv dei parenti degli ostaggi tenuti prigionieri dall’ottobre 2023 nella Striscia di Gaza. A riferirne è il Times of Israel. I familiari degli ostaggi chiedono un accordo che porti alla liberazione immediata dei loro cari. "Ponete fine alla guerra. Subito l'accordo per gli ostaggi", è lo slogan del corteo.
Media, 29 morti in attacchi Israele a Gaza, anche un bebè
Almeno nove persone, tra cui un bambino e un bebè di 15 giorni, sono state uccise prima dell'alba nella Striscia di Gaza da attacchi israeliani: lo riporta Al Jazeera. Gli attacchi, aggiunge l'emittente, sono stati lanciati poche ore dopo un bombardamento nella zona umanitaria di Al Mawasi - a Khan Yunis - costato la vita a 20 persone, inclusi cinque bambini.
Raid israeliani a Khan Yunis: 11 morti, tra cui 7 bambini
L'aeronautica militare israeliana ha effettuato diversi attacchi nella zona di Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale, "prendendo di mira i terroristi che hanno partecipato all'attacco del 7 ottobre 2023", ha affermato l'esercito. Secondo i media palestinesi, 11 persone sono state uccise tra le quali 7 bambini, Secondo Idf, gli attacchi aerei sono stati effettuati sulla base di informazioni fornite dalla Direzione dell'intelligence militare e dall'agenzia di sicurezza Shin Bet. L'Idf afferma di aver adottato misure per mitigare i danni ai civili durante gli attacchi, tra cui l'impiego di "munizioni adattate al tipo di attacco", sorveglianza aerea e altre forme di intelligence.