Un missile lanciato dall'Iran ha colpito direttamente il grande ospedale Soroka di Beer Sheva, nel sud di Israele. I soccorritori segnalano gravi danni sulla scena e il rischio di crolli, raid anche a Tel Aviv. 271 i feriti in totale. L’Idf colpisce il reattore di Arak, l’Aiea conferma: “ma non conteneva materiale nucleare”. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha risposto alle dichiarazioni del direttore dell’Aiea secondo cui non ci sono prove di uno sforzo sistematico dell’Iran per armi nucleari: “Troppo tardi, mr. Grossi. Le narrazioni fuorvianti hanno conseguenze terribili e richiedono responsabilità”
Media: “Trump ha pranzato con Bannon alla Casa Bianca”
Donald Trump oggi ha incontrato oggi alla Casa Bianca Steve Bannon, il suo ex stratega che ora, in qualità di guru del movimento Maga, rimane un importante consigliere esterno del presidente. Lo scrive Nbcnews citando un alto funzionario che rivela che i due si sono incontrati per un pranzo che era fissato da settimane. Non sfugge però il fatto che Bannon in queste ore sia una dei diversi esponenti del Maga che stanno chiedendo a gran voce al presidente di non coinvolgere gli Usa nel conflitto tra Israele e Iran, invocando il rispetto del principio della politica estera dell'America First, mantenendo l'America fuori dalle guerre degli altri, come Trump stesso ha promesso di fare in campagna elettorale. "Il mio mantra ora è: gli israeliani devono finire quello che hanno iniziato - ha scritto Bannon ieri sul Christian Science Monitor - noi non possiamo farlo, distruggerebbe il Paese, non possiamo avere un altro Iraq". Oggi Trump ha affidato alla sua portavoce, Karoline Leavitt, con cui sembra voler prendere tempo, affermando che deciderà su un eventuale attacco all'Iran "entro due settimane, sulla base del fatto che c'è una sostanziale possibilità che vi sia o meno un negoziato con l'Iran in un prossimo futuro"
Leader di Hezbollah: “Agiremo come meglio crederemo”
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha dichiarato che il gruppo militante "agirà come meglio crede" in risposta alla guerra in corso tra il suo principale sostenitore, l'Iran, e Israele. In una dichiarazione, Qassem ha affermato che Hezbollah "non è neutrale" nel conflitto tra le due superpotenze regionali, affermando che il gruppo "agirà come meglio crede di fronte a questa brutale aggressione israelo-americana". Questo dopo che l'inviato speciale degli Stati Uniti per la Siria ha messo in guardia Hezbollah dal coinvolgimento nella guerra
Axios: “Non è stato ancora fissato un incontro fra Usa e Iran”
"Non è stato ancora fissato alcun incontro fra i funzionari americani e iraniani". Lo affermano fonti statunitensi ad Axios
Grossi: “Rischi dagli attacchi agli impianti nucleari”
In un'intervista esclusiva al Tg1, il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi mette in guardia dai rischi di attacchi agli impianti nucleari, soprattutto alla centrale di Busher, l'unica vera centrale atomica iraniana attiva.
"Questa non deve essere mai toccata" dichara "perché questo sarebbe un problema da un punto di vista della sicurezza nucleare gravissimo per il futuro"
Grossi: “L’Iran è l'unico Paese ad arricchire l'uranio al 60%”
Il direttore generale dell'agenzia atomica dell'Onu Rafael Grossi parlando in esclusiva al TG1 respinge seccamente le accuse iraniane di complicità nel giustificare la guerra. L'Aiea non ha mai detto che l'Iran stava producendo armi atomiche, precisa Grossi, abbiamo detto che "non ci sono evidenze di attività sistematiche organizzate per la fabbricazione di un'arma nucleare" ma al tempo stesso, sottolinea Grossi, abbiamo verificato che Teheran ha arricchito uranio ben oltre i livelli per uso civile. "L'Iran è l'unico paese nel mondo" dice il direttore dell'Aiea "a fare arricchimento dell'uranio al 60%, quasi livello militare, che serve eventualmente alla fabbricazione di un'arma nucleare" e nel corso degli anni, aggiunge Grossi, Teheran non è stata pienamente trasparente. Inoltre, "l'Iran non ha dato riposte credibili a tante domande tecniche che abbiamo chiesto".
"L'agenzia rimane sempre obiettiva e imparziale. Dire che un report dell'agenzia è un segnale di alleanza o co-cospirazione con altri paesi è assolutamente assurdo"
Casa Bianca: “L’arma nucleare in un paio di settimane
La Casa Bianca ritiene che l'Iran sia in grado di ottenere un'arma nucleare in un "paio di settimane". "I media hanno sbagliato - ha detto la portavoce, Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti - Diciamolo chiaramente: l'Iran ha già tutto ciò che gli serve per ottenere un'arma nucleare. Tutto ciò che manca è una decisione della Guida Suprema, e ci vorrebbero un paio di settimane per completare la produzione di quell'arma, che rappresenterebbe, ovviamente, una minaccia esistenziale non solo per Israele, ma anche per gli Stati Uniti e per l'intero mondo". "E su questo punto - ha aggiunto - tutto il mondo, compresi Paesi come la Russia, è d'accordo: l'Iran non deve e non può ottenere un'arma nucleare. Ed è per questo che il presidente (Donald Trump, ndr) la pensa così, e lo pensa non solo da quando è in politica, ma, francamente, da tutta la vita". I media americani nei giorni scorsi avevano citato il rapporto stilato dall'Intelligence americana, secondo cui l'Iran non era ancora in grado di ottenere bombe nucleari
Casa Bianca: “Trump al vertice della Nato, parte lunedì”
Donald Trump prevede di partecipare al vertice della Nato e "partirà lunedì mattina da Washington" per andarci. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt
Casa Bianca: “Per Trump è possibile negoziare con l'Iran”
Per Donald Trump la possibilità di "negoziare" con l'Iran è "sostanziale". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa
Casa Bianca: “Trump è un peacemaker ma non ha pura di usare la forza”
Donald Trump è un "peacemaker" ma non "ha paura di usare la forza". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt
Casa Bianca conferma: “Witkoff ha avuto contatti con l'Iran”
La Casa Bianca conferma che l'inviato speciale Usa Steve Witkoff ha avuto contatti con l'Iran. Lo ha detto la portavoce Karoline Leavitt
Casa Bianca: “Trump deciderà se intervenire entro 2 settimane”
"C'è una sostanziale chance di trattative che potrebbero o non potrebbero avvenire con l'Iran nel prossimo futuro. Prenderò una decisione nelle prossime due settimane", è la dichiarazione di Donald Trump letta dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Trump ha un incredibile istinto e ha mantenuto l'America al sicuro nel suo primo mandato. Nessuno dovrebbe essere sorpreso dalla sua posizione sull'Iran. Teheran non può avere l'arma nucleare", ha sottolineato Leavitt, ribadendo che la "priorità" di Trump è non far avere l'arma nucleare all'Iran
Netanyahu: “Il cambio di regime non è l’obiettivo ma potrebbe avvenire”
"L'obiettivo principale" dell'attacco israeliano all'Iran "è rimuovere la minaccia nucleare. In secondo luogo, rimuovere la minaccia dei missili balistici. Nel frattempo, è chiaro che il regime verrà indebolito". Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu intervistato su Kan news. Rovesciare il governo iraniano "non è un obiettivo, ma potrebbe esserne un risultato", ha aggiunto, si tratta di "una questione che riguarda il popolo iraniano". Riferendosi alla tempistica dell'attacco all'Iran. Netanyahu ha aggiunto che "abbiamo spezzato l'asse iraniano. Hezbollah è crollato, Assad è crollato. Poi a Teheran sono rimasti solo la minaccia nucleare e i missili balistici". Netanyahu ha aggiunto che lanciare l'operazione è stata una "mossa storica" che doveva essere attuata durante l'attuale governo, "non l'abbiamo lasciata per le generazioni future, perché potrebbero non essercene"
Tajani a Araghchi: “No all’arma atomica; impegno per de-escalation”
Il ministro degli Affari esteri Antonio Tajani ha avuto in serata una conversazione telefonica con il ministro degli Affari esteri della Repubblica Islamica dell'Iran Abbas Araghchi. Lo rende noto la Farnesina. Tajani ha confermato la contrarietà italiana al fatto che l'Iran si doti dell'arma atomica, e ha ripetuto l'impegno del Governo italiano per arrivare rapidamente a una de-escalation che porti alla fine degli scontri militari Iran-Israele
Netanyahu: “Abbiamo distrutto oltre metà dei loro lanciamissili”
Israele ha distrutto "più della metà" dei lanciamissili iraniani. Lo ha annunciato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un'intervista all'emittente pubblica israeliana Kan.
Tajani sente Rubio, Usa pronti a negoziati diretti con Iran
Gli Stati Uniti sono pronti a negoziati diretti con le controparti iraniane. Lo ha confermato il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, durante un colloquio telefonico con il Ministro degli Esteri Antonio Tajani. Lo rende noto la Farnesina. Tajani ha ribadito l'impegno italiano per una de-escalation che favorisca una soluzione diplomatica nel conflitto fa Israele e Iran. Con il Segretario di Stato, Tajani ha concordato sul fatto che l'Iran non deve avere la bomba atomica. Il ministro ha ricevuto da Rubio l'indicazione che gli Stati Uniti sono pronti a negoziati diretti con le controparti iraniane, come annunciato dal presidente Trump
Netanyahu: “Adesso stiamo cambiando il mondo”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato in un'intervista a Ayala Hasson su Kan 11: "Ho detto che avremmo cambiato il volto del Medio Oriente, ma ora stiamo cambiando il mondo".
Vertici Iran agli Usa: “Se intervenite cambiamo strategia”
Nuovo avvertimento dell'Iran agli Usa, stavolta dal Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale, che minaccia l'adozione di "una diversa strategia" se Washington dovesse unirsi agli attacchi d'Israele, lasciando intendere un'escalation sostanziale rispetto alle risposte attuate finora.
Lo si legge su Iran International, portale legato all'opposizione iraniana in esilio. Ancor più espliciti i pasdaran del Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione che scrivono: "Il governo criminale americano e il suo stupido presidente devono sapere che se faranno l'errore di entrare in azione contro l'Iran islamico riceveranno una risposta durissima".
Moniti che seguono la minaccia avanzata da un deputato di Teheran citato dalla Tass di un blocco dello stretto di Hormuz: passaggio strategico fra il Golfo Persico e quello dell'Oman di quasi un terzo del traffico commerciale del petrolio mondiale.
Media: Trump valuta il bombardamento di Fordow
Il presidente americano è stato informato di rischi e benefici del bombardamento della centrale nucleare iraniana di Fordow e sarebbe dell'opinione che sia necessario procedere. A riferirlo è la Cbs.
Fordow è il sito nucleare meglio protetto dell'Iran e c'è il rischio che lì vengano prodotte in un periodo di tempo relativamente breve armi nucleari, hanno detto più fonti a Cbs.
Per questo, Trump "crede che non ci sia molta scelta", ha spiegato una fonte, "finire il lavoro significa distruggere Fordow".
Funzionario israeliano: “Ci aspettiamo in 24-48 ore la decisione di Trump”
Israele si aspetta "nelle prossime 24-48 ore" una decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sull'entrata in guerra contro l'Iran. Lo ha dichiarato un funzionario israeliano al Times of Israel. "Ci si aspetta che (gli americani, ndr) si uniscano, ma nessuno li spinge - ha precisato il funzionario - Sono loro a dover prendere la decisione".
Telefonata Rubio-Tajani: “Accordo per mantenere una stretta cooperazione”
Il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto oggi un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri Antonio Tajani "sulla situazione in Medio Oriente e hanno concordato di mantenere una stretta cooperazione". Lo ha riferito in una nota la portavoce del dipartimento di Stato americano, Tammy Bruce, secondo cui Rubio e Tajani "hanno discusso della nostra priorità condivisa per mettere fine alla guerra russo-ucraina e costruire un percorso verso una pace duratura"
Farnesina: "L’idea dei voli charter dall’Egitto per i rimpatri è di Tajani”
"L'idea del volo charter dall'Egitto per far rimpatriare gli italiani da Israele è stata del ministro Tajani. Prima, avevamo provato a farlo da Amman ma era complesso e impossibile farlo presto. La prima disponibilità invece è stata quella di domenica, con il volo da Sharm e, su indicazione del ministro, siamo andati avanti su questo". Lo ha detto Nicola Minasi, capo dell'Unità di crisi della Farnesina in un breve incontro con i giornalisti nella sala operativa. Minasi ha ricordato che sabato mattina verso le 7 e subito dopo l'attacco di Israele all'Iran il ministro degli Esteri ha partecipato a una prima videoconferenza sulla crisi iraniana insieme alle altre ambasciate e al personale dell'unità di crisi. E ha concluso: "Ringraziamo il ministro anche perché ci dà un grandissimo sostegno e fa davvero la differenza anche nei contatti con gli altri ministeri e istituzioni italiane"
Alert Usa: “Essere americani in Iran può portare ad arresto”
Il dipartimento di Stato americano ha emesso un nuovo alert rivolto ai cittadini americani che si trovano in Iran e in Israele. Nel primo, il governo Usa avverte che i cittadini con passaporto americano sono "a rischio di essere interrogati, arrestati e detenuti in Iran". "Mostrare un passaporto Usa - si legge nell'avviso - può essere sufficiente perchè le autorità iraniane detengano qualcuno". Per quanto riguarda Israele, l'ambasciata Usa ha ordinato a dipendenti del governo e le loro famiglie che si trovano in Israele, Gaza e Cisgiordania di "continuare a restare al riparo fino a nuovi aggiornamenti". Il governo ha spiegato di essere al lavoro per favorire la partenza da Israele di cittadini americani.
Report non confermati, “Ucciso il nuovo capo di stato maggiore iraniano Mousavi”
Secondo report non confermati, Israele avrebbe appena eliminato Abdolrahim Mousavi, subentrato dopo che Israele aveva eliminato Habibollah Sayyari, a sua volta subentrato a Mohammad Bagheri. Era il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate, il più alto livello militare
Reuters, “Iran e Usa hanno avuto contatti diretti dall’inizio del conflitto”
L'Iran e gli Stati Uniti hanno avuto contatti diretti da quando sono iniziati gli attacchi di Israele. Lo riporta Reuters citando alcune fonti diplomatiche. L'inviato speciale Steve Witkoff ha parlato diverse volte al telefono con il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, nel tentativo di trovare una soluzione diplomatica che metta fine al conflitto.
Israele, nessun impatto o ferito dopo l’ultimo raid iraniano a nord
Non ci sono segnalazioni immediate di impatti in aree popolate o feriti, nell'attacco missilistico balistico iraniano lanciato sul nord di Israele. Lo afferma il Magen David Adom, il servizio d'emergenza dello Stato ebraico, citato dal Times of Israel. Secondo le prime valutazioni dell'Idf, almeno 10 missili sono stati lanciati dall'Iran nell'attacco. Le sirene hanno suonato nel nord di Israele.
Oms, spaventosi gli attacchi sugli ospedali
L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha condannato gli attacchi contro strutture sanitarie in Iran e Israele. "L'escalation delle ostilità tra Israele e Iran mette a repentaglio le strutture sanitarie e l'accesso all'assistenza sanitaria", ha scritto su X il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus. Il capo dell'Oms ha citato "l'attacco di questa mattina al Soroka Medical Center in Israele" e all'ospedale Kermanshah di Teheran "colpito da un'esplosione avvenuta nelle vicinanze".
Cnn, incontro tra Rubio, Lammy e Witkoff alla Casa Bianca sull’Iran
L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff dovrebbe partecipare all'incontro tra il segretario di Stato Marco Rubio e il segretario degli Esteri britannico David Lammy alla Casa Bianca in programma oggi. Lo rende noto la Cnn sulla basi di fonti informate. Lammy dovrebbe recarsi dagli Stati Uniti a Ginevra domani per un incontro con il ministro degli Esteri iraniano e gli omologhi di Gran Bretagna, Francia e Germania.
Araghchi: “L’ospedale è stato colpito dall’onda d'urto, non l’abbiamo preso di mira”
L'ospedale di Soroka, in Israele, non era il bersaglio dell'attacco iraniano. A chiarirlo è stato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, su X. "Questa mattina, le nostre potenti Forze Armate hanno eliminato con precisione un quartier generale del Comando, controllo e intelligence militare israeliano e un altro obiettivo vitale. L'onda d'urto ha causato danni superficiali a una piccola sezione del vicino ospedale militare di Soroka, in gran parte evacuato", ha spiegato. "La struttura è utilizzata principalmente per curare i soldati israeliani coinvolti nel genocidio a Gaza, a 40 chilometri di distanza, dove Israele ha distrutto o danneggiato il 94% degli ospedali palestinesi", ha aggiunto. "È il regime israeliano, e non l'Iran, ad aver dato inizio a tutto questo spargimento di sangue, e sono i criminali di guerra israeliani a prendere di mira ospedali e civili".
Ambasciatore israeliano in Italia: “Felici se il regime in Iran cade, ma non è l'obiettivo”
"Il nostro obiettivo è solo quello di rimuovere la doppia minaccia della capacità nucleare e dei missili balistici in Iran, un regime cinico che commette crimini di guerra, di cui l'attacco all'ospedale Soroka è una drammatica dimostrazione. Se il popolo iraniano si ribella al proprio regime, alla sua crudele e fanatica dittatura, è la sua rivolta. Non credo che nessuno in Iran, in Medio Oriente o nel mondo si dispiacerebbe di veder scomparire il regime degli ayatollah, ma questo non è l'obiettivo della nostra operazione contro le loro strutture nucleari e balistiche". Lo ha detto l'ambasciatore d'Israele in Italia Jonathan Peled in un'intervista all'ANSA.
L’Iran ha usato bombe a grappolo negli attacchi di oggi
L'Iran ha usato bombe a grappolo nei suoi attacchi odierni contro Israele. Lo scrive il Jerusalem Post, precisando che questo tipo di ordigno, vietato da una convenzione internazionale, è stato utilizzato in un raid su Azor, alla periferia di Tel Aviv. Secondo il giornale, a circa sette chilometri dal suolo il missile si divide in diversi ordigni più piccoli, ognuno dei quali ha un impatto in un raggio di otto chilometri. Ognuna delle bombe più piccole trasporta circa due chilogrammi di esplosivo. Questo, stando al Jerusalem Post, spiegherebbe il ritrovamento di un ordigno a Holon, vicino Azor, e perché molti hanno udito "mini-deflagrazioni" dopo l'esplosione iniziale.
Volo charter il 22/06 da Sharm el Sheikh per gli italiani in Israele
Per agevolare il rientro in Italia dei connazionali presenti in Israele, l'Unità di Crisi della Farnesina sta coordinando l'organizzazione di un volo charter in partenza da Sharm el Sheikh (Egitto) il prossimo 22 giugno, con arrivo previsto a Verona. Lo riferisce la Farnesina in una nota, sottolineando che il volo è riservato ai cittadini italiani e ai loro familiari in possesso di passaporto italiano o di altro Paese Ue. L'iniziativa ha natura di facilitazione e prevede il trasferimento da Tel Aviv o Gerusalemme a Sharm el Sheikh, seguito dal volo per l'Italia. Previsto un contributo economico complessivo di 500 euro per adulto.
Capo di Stato Maggiore iraniano: “Attaccheremo ogni obiettivo del regime sionista”
Il maggiore generale Abdolrahim Mousavi, capo di Stato Maggiore dell'Iran, ha minacciato ulteriori attacchi contro Israele a quasi una settimana dall'inizio dell'escalation militare. "Con l'aiuto di Dio, attaccheremo costantemente qualsiasi obiettivo appartenga al regime sionista invasore e non vediamo alcun limite davanti a noi", ha dichiarato Mousavi durante una visita a una delle basi della Forza aerospaziale dei Guardiani della Rivoluzione, secondo quanto riferito dall'agenzia Mehr.
Sirene in diverse zone d’Israele. Idf, nuovo attacco iraniano
L'Idf ha riferito di aver rilevato il lancio di missili balistici dall'Iran. Sono risuonate le sirene in diverse zone di Israele, invitando ad andare nei rifugi.
Trump attacca il Wsj: “Non sa nulla dei miei piani sull’Iran”
Donald Trump attacca il Wall Street Journal per un articolo nel quale rivelava che il presidente americano ha approvato i piani per attaccare l'Iran ma intende dare tempo a Teheran per negoziare. "Non sa nulla dei miei pensieri riguardo all'Iran!", ha scritto il tycoon su Truth.
Società statale russa per l’energia nucleare: “L’attacco a Bushehr sarebbe una nuova Chernobyl”
L'ad di Rosatom, la società statale russa per l'energia nucleare, Alexei Likhachev ha dichiarato che "l'impianto di Bushehr è una questione speciale, separata. Ovviamente, se l'attacco fosse sferrato alla prima unità, che è in funzione, sarebbe paragonabile al disastro di Chernobyl".
Israele: 271 feriti dopo attacchi Teheran, quattro gravi
Il ministero della Salute israeliano ha riferito che 271 persone sono arrivate negli ospedali dopo l'attacco missilistico balistico iraniano di questa mattina. Quattro in gravi condizioni, 16 in condizioni moderate, 220 in buone condizioni, 24 soffrono di ansia acuta e sette sono sottoposte a valutazione medica le cui condizioni non sono ancora state determinate. Tra i ricoverati al Soroka Medical Center di Beer Sheva, colpito direttamente dal missile, 71 persone sono rimaste leggermente ferite e una soffriva di ansia. La maggior parte dei feriti lievi si è fatta male durante il tragitto verso un'area protetta oppure soffriva di ansia.
Iran, 24 arresti per spionaggio pro-Israele
Ventiquattro persone sono state arrestate in Iran con l'accusa di spionaggio per Israele. Lo ha riferito la polizia.
L’Iran minaccia la chiusura dello stretto di Hormuz
L'Iran ha minacciato di chiudere lo stretto di Hormuz alla navigazione in risposta all'attacco in corso da parte di Israele. Lo ha affermato Behnam Saeedi, membro del Comitato per la sicurezza nazionale del Parlamento di Teheran, citato dall'agenzia di stampa Mehr. "L'Iran ha numerose opzioni per rispondere ai suoi nemici e utilizza tali opzioni in base alla situazione", ha affermato Saeedi. "La chiusura dello stretto di Hormuz è una delle possibili opzioni per l'Iran", ha affermato. Mehr ha poi citato un altro parlamentare, Ali Yazdikhah, secondo cui l'Iran avrebbe continuato a consentire la libera navigazione nello Stretto e nel Golfo fino a che i suoi vitali interessi nazionali non fossero a rischio. "Se gli Stati Uniti entrassero ufficialmente e operativamente in guerra a sostegno dei sionisti, l'Iran avrebbe il legittimo diritto di esercitare pressione sugli Stati Uniti e sui paesi occidentali per ostacolare il transito del loro commercio di petrolio", ha affermato Yazdikhah.
Netanyahu visita l’ospedale: “Ognuno sta pagando un prezzo”
Benjamin Netanyahu ha visitato l'ospedale Soroka di Beer Sheva, colpito direttamente questa mattina da un missile lanciato dall'Iran, e ha dichiarato: "L'intero popolo di Israele sta pagando un prezzo. Stiamo facendo un blitz e lo stiamo gestendo in modo sorprendente. Ci sono prezzi personali, le persone sono state ferite, le famiglie hanno perso i loro cari". Poi il premier israeliano ha aggiunto: "Ognuno di noi sostiene un costo personale, e la mia famiglia non è rimasta indifferente: è la seconda volta che mio figlio Avner annulla il suo matrimonio a causa delle minacce missilistiche. È un prezzo personale anche per la sua fidanzata, e devo dire che la mia cara moglie è un'eroina, e anche lei paga un prezzo personale".
Idf, lanciato missile con testata a frammentazione
L'Iran ha lanciato su Israele almeno un missile balistico che con testata a frammentazione. Lo ha riferito il Comando del Fronte Interno dell'Idf, come riportano i media israeliani.
La testata del missile si apre mentre scende, a un'altitudine di circa 7 chilometri, e si divide in una ventina di munizioni più piccole che cadono in un raggio di circa 8 chilometri. Una di queste ha colpito una casa nella città centrale di Azor e provocati alcuni danni.
In corso colloquio telefonico Tajani-Rubio
In corso un colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il segretario di Stato americano Marco Rubio. Il tema principale del colloquio, fanno sapere dalla Farnesina, è la crisi militare fra Iran e Israele, le possibili conseguenze sul quadro regionale, e la situazione a Gaza.
Netanyahu: “Eliminare Khamenei? Tutte le opzioni aperte”
"Tutte le opzioni sono aperte, è meglio non parlarne sui media". Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu, in visita all'ospedale Soroka colpito questa mattina da missili iraniani, ha risposto alla domanda se pensa che sia il momento per eliminare la Guida suprema iraniana Ali Khamenei. Riguardo alla partecipazione degli Stati Uniti agli attacchi in Iran, il primo ministro ha affermato che "dipende da Trump, lui conosce il gioco". Sul rovesciamento del regime degli ayatollah, Netanyahu ha affermato che "2.500 anni fa Ciro liberò il popolo ebraico, ora il popolo ebraico sta aiutando il popolo persiano a liberarsi".
Khamenei: “Il coinvolgimento degli Usa dimostra la debolezza del regime sionista”
"Il fatto stesso che gli americani, amici del regime sionista, siano entrati in scena e stiano dicendo queste cose è un segno della debolezza e dell'incapacità di quel regime". Lo ha affermato la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei. "Vorrei dire alla nostra cara nazione che se il nemico percepisce che lo temete, non vi lascerà andare. Continuate a comportarvi come avete fatto finora, continuate a comportarvi con forza", ha aggiunto il leader iraniano in un messaggio su X.
Iran: “Colpito centro di comando israeliano vicino all’ospedale”
Gli iraniani hanno colpito, "con un attacco di precisione", il "centro di comando e di intelligence" dell'esercito israeliano vicino all'ospedale di Soroka nella città di Beer Sheva, nel sud di Israele. Lo ha dichiarato su Telegram il portavoce dell'esercito iraniano Iman Tajik, spiegando che l'attacco è stato condotto con droni e missili strategici. "Ora il mondo ha potuto vedere le capacità di intelligence e la precisione millimetrica dei missili delle forze armate iraniane", ha affermato Tajik.
Idf: “Distrutta quasi la metà dei lanciatori di missili balistici iraniani”
Le Idf sono vicine al punto di distruggere metà dei lanciatori di missili balistici dell'Iran, secondo quanto riferito da alcune fonti al Jerusalem Post, dopo che il portavoce dell'esercito israeliano, il generale di brigata Effie Defrin, ha dichiarato che l'aeronautica militare aveva ormai distrutto "centinaia" di lanciatori. Tali numeri, secondo il giornale israeliano, potrebbero essere molto significativi: se infatti si arrivasse a mettere fuori uso il 70% dei lanciatori, anche se la Repubblica islamica avesse ancora molti missili balistici, non sarebbe in grado di lanciarne più di 10-30 alla volta, il che renderebbe molto più facile intercettarli.
Direttore dell’ospedale di Soroka: “Alcuni reparti completamente distrutti, 40 feriti”
Risultano "completamente distrutti" diversi reparti del Soroka Medical Centre di Bèer Sheva, nel sud di Israele. Lo ha detto il direttore generale dell'ospedale, Shlomi Kodesh, in dichiarazioni riportate dalla Bbc. "Ci sono danni ingenti in tutto l'ospedale, con danni negli edifici, nelle strutture in tutto il centro sanitario", ha detto, ribadendo che i pazienti erano stati trasferiti nei giorni scorsi dal vecchio reparto di chirurgia e che l'edificio era "vuoto quando è stato colpito". Tuttavia altri reparti erano pieni di pazienti. "Abbiamo 40 feriti tra le persone che si trovavano nell'ospedale in quel momento", ha affermato, precisando che per la maggior parte si tratta di personale sanitario e pazienti che hanno avuto conseguenze "a causa di vetri rotti, soffitti distrutti". Oltre 200 pazienti verranno trasportati in altri centri in Israele.
Ministro della Sanità israeliano: “Con l’attacco all’ospedale superata la linea rossa”
L'Iran ha "superato la linea rossa" colpendo l'ospedale di Soroka, a Bèer Sheva, nel sud di Israele. Lo ha dichiarato il ministro della Sanità israeliano Uriel Busso, che con un post su X ha scritto che "la linea rossa è stata superata. Il regime dittatoriale di Teheran ha oltrepassato il limite e si sta comportando come una barbara organizzazione terroristica".
Ue: “Kallas a Ginevra domani? Siamo aperti a dialogo e negoziazione”
"Abbiamo sempre sottolineato la nostra apertura al dialogo e alla negoziazione e quando tale dialogo avrà luogo, ve ne daremo comunicazione". Lo dice il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri Anouar El Anouni rispondendo a una domanda sulla partecipazione dell'Alta Rappresentante Ue per la Politica Estera Kaja Kallas ai colloqui di domani a Ginevra con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli omologhi di Germania, Francia e Regno Unito. Alcuni media iraniani, tra cui l'agenzia di stampa Tasnim, riportano che Kallas sarà presente all'incontro.
Xi a Putin: “Il cessate il fuoco è la priorità”
Il cessate il fuoco è "l'assoluta
priorità" del conflitto tra Israele e Iran. Il presidente cinese Xi Jinping, nel colloquio telefonica con l'omologo russo Vladimir Putin, ha affermato che "l'uso della forza non è il modo giusto per risolvere i contenziosi internazionali", nel resoconto dei media statali di Pechino.
Idf: “Nessuna struttura militare sotto l’ospedale, un’altra menzogna”
Le affermazioni diffuse dai media iraniani secondo cui l'ospedale di Soroka sarebbe stato utilizzato come struttura militare sono "bugie". Lo afferma l'Idf in una dichiarazione in lingua persiana rivolta alla popolazione iraniana, secondo cui, "l'affermazione di un attacco a una base di intelligence o della presenza di equipaggiamento militare sotto l'ospedale è un'altra menzogna. Non siamo così spregevoli da mettere in pericolo i civili". "Attaccare gli ospedali è un crimine. Inventarsi una scusa non lo giustifica", aggiunge l'Idf a proposito dell'ospedale Soroka di Bèer Sheva, nel sud di Israele, colpito da un missile balistico iraniano che ha causato ingenti danni e ferito diverse persone.
Telefonata Putin-Xi su Israele: “Forte condanna agli attacchi”
I presidenti di Russia e Cina, Vladimir Putin e Xi Jinping, hanno discusso per telefono la situazione in Medio Oriente ed espresso "forte condanna" per gli attacchi di Israele all'Iran, "in violazione della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale". Lo ha riferito il consigliere di Putin per la politica estera, Yuri Ushakov, che ha aggiunto che i leader si incontreranno in Cina il 2 settembre.
Pezeshkian: “Supereremo questi giorni difficili”
Con un post su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, si rivolge ai connazionali al settimo giorno di escalation militare tra Israele e Repubblica Islamica. "Tutte le agenzie governative e tutti i ministeri sono stati incaricati di servire l'Iran con tutte le loro forze e le loro risorse, con la vostra pazienza e il vostro sostegno - si legge nel messaggio - Con la grazia di Dio e l'aiuto di empatia e solidarietà, supereremo questi giorni difficili".
Teheran, Israele è un rischio per regione, serve condanna
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha affermato che Israele è "una delle principali fonti di insicurezza nella regione", invitando la comunità internazionale a condannare gli attacchi dello Stato ebraico. "La comunità internazionale deve condannare all'unanimità l'aggressione del regime contro l'Iran ed esortare il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad assumersi la seria responsabilità di porre fine all'aggressione e a ritenere gli autori responsabili", ha affermato il capo della Diplomazia di Teheran durante una telefonata con l'omologo del Pakistan, Mohammad Ishaq Dar. Secondo quanto riferisce il ministero degli Esteri iraniano, Dar "ha ribadito la ferma posizione del Pakistan nel condannare l'aggressione militare del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell'Iran e ha ribadito il pieno sostegno del governo e del popolo pachistano all'Iran".
Katz: “Un dittatore come Khamenei non può continuare ad esistere”
"Un dittatore come Khamenei non può continuare a esistere". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, affermando che la Guida suprema dell'Iran dovrà "rispondere per i crimini di guerra" commessi ai danni di Israele.
Tajani: “Lavoriamo per voli dall’Egitto per gli italiani”
L'Italia sta "organizzando dei charter per i primi cittadini italiani che partiranno dall'Egitto per lasciare Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Vedremo se si potrà far partire qualche aereo anche da Amman - ha aggiunto - però ci sono problemi per la sicurezza dello spazio aereo, mentre lo spazio aereo egiziano è sicuramente libero, quindi non vorremmo organizzare cose che poi dopo non si possono trasformare in realtà, quindi per ora le prime partenze, per gli italiani che vorranno lasciare Israele saranno dall'Egitto". Tajani ha specificato che "saranno voli a pagamento, non trattandosi di evacuazione".
Mosca risponde a Meloni sull’Iran: “Si legga risoluzione Onu su non interferenza”
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha condannato le parole della premier Giorgia Meloni su un rovesciamento del regime in Iran sottolineando che una risoluzione dell'Onu vieta "l'intervento negli affari interni" degli altri Paesi. "Ho sempre pensato che lo scenario migliore fosse quello di un oppresso popolo iraniano che riesce a rovesciare il regime," aveva detto la presidente del Consiglio al termine del vertice del G7 in Canada, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un cambio di regime con la forza in Iran. "Qualcuno - ha scritto Zakharova sul suo canale Telegram - dica al capo del governo italiano che il 21 dicembre 1965, con 109 voti e un'astensione da parte della Gran Bretagna, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la risoluzione 2131, intitolata 'Dichiarazione sull'inammissibilità dell'intervento negli affari interni degli Stati e sulla protezione della loro indipendenza e sovranità'". "Che si vada almeno a leggere, per curiosità, come votò l'Italia allora", conclude Zakharova.
Aiea conferma: “Colpito il reattore di Arak, non conteneva materiale nucleare”
L'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, ha confermato con un post su X che il reattore di ricerca ad acqua pesante di Arak, o Khondab, "è stato colpito". Nel post, l'Aiea precisa che il reattore era "in costruzione" per cui "non era operativo e non conteneva materiale nucleare, quindi non si sono verificati effetti radiologici".
Cina, disposti a svolgere ruolo costruttivo per pace e stabilità
Guo Jiakun, portavoce del ministero degli Esteri cinese, ha affermato che la Cina è disposta a svolgere un ruolo di mediazione per contribuire a porre fine al conflitto tra Iran e Israele. "La Cina ha mantenuto i contatti con l'Iran, Israele, l'Egitto, l'Oman e altre parti, invitando tutte le parti a prendere misure immediate per allentare le tensioni e impedire che la regione precipiti in un caos ancora maggiore", ha detto Guo durante una conferenza stampa, "la Cina è disposta a continuare a collaborare con i Paesi della regione e la comunità internazionale per svolgere un ruolo costruttivo nel ripristinare la pace e la stabilità in Medio Oriente il prima possibile".
Ambasciatore Israele in Francia: “Usa pronti ad attaccare”
L'ambasciatore israeliano in Francia Joshua Zarka ha dichiarato all'emittente francese Bfmtv che gli "americani sono pronti ad attaccare immediatamente" l'Iran. Zarka ha anche aggiunto che alcune operazioni di Israele in Iran sono state interrotte "all'ultimo momento" a causa della presenza di civili. "Stiamo prendendo di mira i programmi militari nucleari e balistici del Paese e poi i suoi leader militari. Purtroppo sono circondati da civili e talvolta questi ultimi possono essere colpiti", ha detto ancora il diplomatico.
Sale a 129 il numero dei feriti per i missili su Israele
Sale a 129 il numero dei feriti portati negli ospedali, tra cui anche diversi bambini, dopo l'attacco dell'Iran al centro e al sud di Israele. Sei persone rimaste ferite sono in gravi condizioni. Lo riferisce l'aggiornamento dei servizi di soccorso Magen David Adom. Nell'area metropolitana di Tel Aviv e dintorni finora si contano 89 feriti (colpiti direttamente Holon e Ramat Gan) e 40 a Beer Sheva, dove è stato centrato l'ospedale Soroka.
Iran avverte gli Usa: “Nessuna opzione esclusa se attaccate”
L'Iran è pronto a rispondere con tutti i mezzi a sua disposizione, "nessuna opzione esclusa", se gli Usa dovessero affiancare direttamente Israele negli attacchi al Paese. Lo ha ribadito in queste ore il viceministro degli Esteri di Teheran, Kazem Gharibabadi, citato dai media ufficiali e ripreso da Iran International, canale d'informazione legato all'opposizione all'estero con base a Londra. Nel caso non avremmo "alternativa se non usare tutti i nostri mezzi per impartire una lezione agli aggressori", ha avvertito Gharibabadi, aggiungendo che "la nostra raccomandazione agli Stati Uniti è di starne fuori, se non vogliono fermare l'aggressione d'Israele".
Nominato il nuovo comandante delle forze terra dei Pasdaran
La Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, ha nominato Mohammad Karami comandante delle forze di terra dei Guardiani della Rivoluzione islamica. Karami prende il posto del generale Mohammad Pakpour, diventato comandante in capo dei Pasdaran dopo la morte di Hossein Salami.
Ong, dei 639 morti negli attacchi israeliani quasi 300 sono civili
Gli attacchi israeliani contro l'Iran hanno causato la morte finora di almeno 639 persone e il ferimento di altre 1.329. Lo ha riferito il gruppo per i diritti umani Human Rights Activists, con sede a Washington, che ha fornito i dati relativi all'intero territorio iraniano. Ha affermato che tra i morti nelle 21 province iraniane prese di mira risultano 263 civili e 154 membri delle forze di sicurezza, mentre altri 222 morti non sono stati ancora identificati. Le autorità dell'Iran non hanno fornito dati regolari sul numero dei morti durante il conflitto scoppiato venerdì e in passato ha minimizzato le vittime. L'ultimo aggiornamento, pubblicato lunedì, parlava di 224 morti e 1.277 feriti.
Hezbbollah: “Gravi conseguenze se Khamenei viene colpito”
Ci saranno "gravi conseguenze" se la Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, verrà colpito. Lo ha annunciato Hezbollah parlando di minacce "vergognose" alla vita di Khamenei e di "un insulto a centinaia di milioni di credenti musulmani".
Teheran risponde al direttore Aiea: “Le narrative fuorvianti hanno conseguenze”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha risposto alle dichiarazioni del direttore dell’Aiea, Rafael Grossi, secondo cui non ci sono prove di uno sforzo sistematico dell’Iran per armi nucleari. “Troppo tardi, mr. Grossi, hai oscurato questa tua verità nel suo rapporto assolutamente di parte che stato strumentalizzato dall’E3 e gli Stati Uniti. Poi è stato usato, come pretesto finale, da un regime genocida e guerrafondaio per condurre una guerra di aggressione contro l’Iran” ha scritto sul suo profilo X, aggiungendo che “le narrazioni fuorvianti hanno conseguenze terribili, mr.Grossi, e richiedono responsabilità. Lei ha tradito il regime di non proliferazione; ha reso l'AIEA un partner di questa ingiusta guerra di aggressione”.
Cremlino: “Terribile escalation se intervengono gli Stati Uniti”
Ci sarà "una terribile escalation" se gli Stati Uniti interverranno militarmente a fianco di Israele nel conflitto con l'Iran. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov nel corso di un briefing. "Si avrà un'espansione geografica" del conflitto e date le "dichiarazioni provenienti da Teheran" in merito a un eventuale ruolo americano nella guerra ci "sarà un'altra terribile escalation", ha detto Peskov ai giornalisti.
Hezbollah, sconsiderate le minacce di morte a Khamenei
"Le minacce di morte" nei confronti della Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, "sono sciocche, sconsiderate e hanno gravi conseguenze". Lo ha affermato il movimento sciita libanese Hezbollah, sottolineando che "alcune figure influenti nei loro Paesi sembra che non siano consapevoli della grande importanza di Khamenei". "Queste dichiarazioni sono un insulto a centinaia di milioni di credenti", ha aggiunto il gruppo filo-Teheran.
Teheran, tutte opzioni sul tavolo se Usa intervengono
L'Iran non vuole un allargamento del conflitto ma tutte le opzioni sono sul tavolo se gli Usa decidono di intervenire direttamente nel conflitto al fianco di Israele. E' l'avvertimento lanciato dal viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. “Se gli Stati Uniti vogliono scendere in campo attivamente a favore del regime sionista, l'Iran dovrà usare i suoi strumenti sia per dare una lezione agli aggressori sia per difendere la propria sicurezza e i propri interessi nazionali", ha dichiarato, sottolineando che "i decisori militari hanno tutte le opzioni necessarie sul tavolo".
Cina, contrari a uso della forza dopo monito Trump all'Iran
La Cina ha espresso la sua "piena contrarietà" all'uso della forza dopo che il presidente Donald Trump ha intimato all'Iran, dicendo che la sua "pazienza stava finendo", di accettare le condizioni di un accordo sul nucleare. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, sollecitando "tutte le parti, soprattutto Israele, a smettere di combattere immediatamente" al fine di favorire la de-esclation.
Il regista iraniano Panahi: “Chiuse frontiere, non riesco a tornare a casa”
Jafar Panahi, il regista dissidente iraniano, racconta con un post sui social l'impossibilità di ritornare a casa, in Iran: "Due settimane fa sono stato ospite del Sydney Film Festival. La guerra è iniziata pochi giorni fa (prima della fine della kermesse australiana, ndr) e da quel giorno cerco un modo per tornare a casa, dalla mia famiglia e soprattutto da mia madre. La chiusura delle frontiere aeree e terrestri mi ha lasciato fuori dal mio Paese. Ho fatto del mio meglio per tornare, ma è stato inutile. Ma ci riproverò", scrive il regista fresco di vittoria della Palma d'Oro al Festival di Cannes con 'A simple accident'. "Questa situazione è profondamente dolorosa per me - scrive ancora Panahi - non solo per l'inevitabile distanza da casa, ma anche per la sensazione di impotenza verso le sofferenze delle persone che vengono sacrificate ogni giorno nel 'cuore' di questa guerra. Quando il destino di una nazione è ostaggio del potere, ciò che ci rimane è rabbia, dolore e la pesante responsabilità di dire la verità alle generazioni future", conclude il regista.
Idf, su Israele 30 missili balistici iraniani
Secondo le prime valutazioni diffuse dalle Idf, rilanciate dal quotidiano Times of Israel, questa mattina l'Iran ha lanciato circa 30 missili balistici contro Israele. Tra gli obiettivi c'erano l'ospedale di Soroka a Beer Sheva, nel sud di Israele, Holon e Ramat Gan, nel centro del Paese.
Katz: "Khamenei pagherà. Colpiremo obiettivi governativi"
Dopo l'ultimo bombardamento missilistico lanciato dall'Iran questa mattina, il ministro della Difesa Israel Katz ha minacciato direttamente l'Ayatollah Khamenei, avvertendo che saranno presto colpiti obiettivi governativi a Teheran. "Il codardo dittatore iraniano si nasconde nel suo bunker fortificato e spara deliberatamente contro ospedali ed edifici residenziali in Israele. Questi sono crimini di guerra della più grave specie, e Khamenei pagherà per i suoi crimini", ha detto Katz. Il ministro della Difesa israeliano ha avvertito che "il primo ministro e io abbiamo ordinato alle IDF di intensificare gli attacchi contro obiettivi strategici in Iran e obiettivi governativi a Teheran, per rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele e indebolire il regime degli ayatollah".
Media, obiettivo raid Teheran era centro militare vicino a ospedale
Secondo le agenzie di stampa iraniane, l'obiettivo principale dell'attacco lanciato questa mattina dall'esercito di Teheran era il grande quartier generale del Comando e Intelligence delle'esercito israeliano (IDF C4I) e il campo di intelligence militare nel Parco tecnologico di Gav-Yam, situato accanto all'ospedale Soroka di Be'er Sheva. L'agenzia Irna ha affermato che l'ospedale ha subito solo danni lievi a causa dell'onda d'urto provocata dall'attacco missilistico. "L'infrastruttura militare era un obiettivo preciso e diretto", ha scritto. "Alcuni organi di stampa ebraici stanno cercando di presentare uno dei luoghi colpiti dall'ondata di missili iraniani come un ospedale", ha aggiunto l'agenzia Tasnim, "ma hanno subito e inavvertitamente affermato che questo cosiddetto ospedale era in realtà un luogo in cui erano schierati soldati sionisti!".
Soccorsi: 65 feriti nell'attacco dell'Iran, 6 sono gravi
Il servizio di soccorso israeliano Magen David Adom (Mda) riferisce che 65 persone sono rimaste ferite nel bombardamento iraniano di questa mattina. Sei civili sono gravemente feriti, due dei quali sono stati evacuati allo Sheba Hospital di Tel Hashomer e quattro al Wolfson Hospital di Holon.
Tv Teheran: “Nessun pericolo radiazioni per attacco a sito Arak”
La tv di Stato iraniana ha riferito dell'attacco israeliano al reattore nucleare ad acqua pesante di Arak, affermando che non c'è "alcun pericolo di radiazioni". Un giornalista dell'emittente, in diretta dalla vicina città di Khondab, ha detto che la struttura era stata evacuata e che non ci sono stati danni alle zone civili intorno al reattore. Il reattore di Arak si trova a 250 chilometri a sud-ovest di Teheran. L'acqua pesante aiuta a raffreddare i reattori nucleari, ma produce come sottoprodotto il plutonio, che può essere potenzialmente utilizzato nelle armi nucleari. Ciò fornirebbe all'Iran un'altra via per arrivare alla bomba oltre all'uranio arricchito, qualora decidesse di perseguire l'arma.
Herzog: “Colpito ospedale che cura israeliani e palestinesi”
"L'ospedale Soroka di Beer Sheva è uno dei migliori di Israele e serve l'intera regione del Negev, curando israeliani di ogni fede e i nostri vicini palestinesi che vengono appositamente per essere curati. Il suo personale devoto - ebrei e arabi - lavora fianco a fianco in straordinaria armonia, unito dalla missione di guarire", ha detto il presidente israeliano Isaac Herzog. "Mando forza e sostegno alle équipe mediche, ai pazienti e ai residenti di Beer Sheva e di tutte le città attaccate questa mattina in Israele. In momenti come questi, ci viene ricordato cosa è veramente in gioco e i valori che stiamo difendendo".
Ministro della Salute Israele: “Attacco a ospedale Soroka è crimine di guerra”
Il ministro della Salute israeliano Uriel Buso ha denunciato l'attacco diretto di Teheran all'ospedale Soroka di Beersheba come il superamento della "linea rossa e crimine di guerra". Per il ministro israeliano, si è trattato di "un atto di terrore e del superamento di una linea rossa. Un crimine di guerra perpetrato deliberatamente dal regime iraniano contro civili innocenti e personale medico impegnato a salvare vite umane". La stessa fonte ha sottolineato che "il ministero della Salute si è preparato in anticipo e, grazie alle azioni immediate intraprese, è stato possibile evitare un disastro gravissimo". Nella sua dichiarazione, Buso ha infine invitato la popolazione a "continuare a seguire le istruzioni del Comando del Fronte Interno. Salva vite umane".
Tre feriti gravi nel centro di Israele per l'impatto di missili
In seguito all'impatto diretto di missili iraniani nella zona centrale di Israele e nel sud, il servizio di soccorso Magen David Adom ha comunicato che 22 persone sono rimaste ferite, di cui tre in maniera grave a Gush Dan.
Israele abbassa livello allerta dopo pesante attacco
In Israele, le forze di difesa hanno abbassato il livello di allerta di un attacco missilistico iraniano particolarmente violento. "E' ora consentito lasciare i rifugi" nelle regioni del Paese in cui alla popolazione era stato chiesto di cercare rifugio, secondo un comunicato militare rilasciato intorno alle 7:40 (04:40 GMT). "Squadre di ricerca e soccorso sono dispiegate in diverse località del Paese dove è stata segnalata la caduta di proiettili", ha aggiunto il comunicato delle Idf. Secondo un funzionario militare, l'Iran ha lanciato "decine" di missili durante l'attacco.
Evacua ospedale Soroka, sostanze tossiche dopo missile
In seguito all'impatto diretto di un missile balistico lanciato dall'Iran sull'ospedale Soroka a Beer Sheva, si sospetta una fuoriuscita di sostanze pericolose al piano superiore dell'edificio e la polizia ha iniziato a evacuare e allontanare le persone dalla zona.
Ondata di missili balistici, colpiti edifici a Tel Aviv
Un'ondata di una ventina di missili balistici è stata lanciata questa mattina dall'Iran su Israele: alcuni vettori hanno colpito direttamente edifici a Tel Aviv, Holon e Ramat Gan, nel centro del Paese. Il servizio di soccorso Magen David Adom segnala che ci sono feriti.
Tv di stato Teheran, Israele ha attaccato reattore di Arak
Israele ha attaccato il reattore iraniano ad acqua pesante di Arak, come riportato dalla televisione di Stato iraniana, per la quale, in ogni caso, non ci sarebbe "alcun pericolo di fuoriuscita di radiazioni". L'impianto era già stato evacuato prima dell'attacco, preannunciato su 'X' dall'Idf, che aveva anche invitato la popolazione a fuggire dalla zona.
Sirene in Israele. Esplosioni a Tel Aviv e Gerusalemme
Stamattina, i giornalisti dell'AFP hanno udito violente esplosioni a Gerusalemme e Tel Aviv, mentre le sirene risuonavano in diverse parti del Paese e l'esercito israeliano segnalava l'arrivo di missili iraniani.
Secondo i giornalisti, le esplosioni udite a Gerusalemme intorno alle 7:10 ora locale sono state le più grandi dall'inizio del conflitto con l'Iran, una settimana fa.
Missile iraniano colpisce ospedale nel sud di Israele
"Un colpo diretto è stato segnalato all'ospedale Soroka di Beersheba, nel sud di Israele. Seguiranno ulteriori dettagli", ha scritto il Ministero degli Esteri di Israele su X. Un portavoce della struttura sanitaria ha riferito di "danni all'ospedale e ingenti danni in diverse aree. Stiamo attualmente valutando i danni, compresi i feriti. Chiediamo al pubblico di non recarsi in ospedale in questo momento".
Ambasciatore Israele in Usa, stop sua produzione missili balistici
L'ambasciatore israeliano negli Stati Uniti ha spiegato, in un'intervista alla Cnn, che Israele deve eliminare non solo la capacità dell'Iran di produrre armi nucleari, ma anche la sua capacità di produrre missili balistici. "Arrivano dal cielo e causano danni incredibili", ha detto Yechiel Leiter, riferendosi ai missili iraniani. "Anche quella capacità produttiva deve essere eliminata". "Non possono avere le armi che possono distruggere Israele, cosa che affermano e che vogliono fare ogni giorno", ha aggiunto.
Sirene d'allarme in Israele, forti boati a Tel Aviv
Le sirene d'allarme stanno risuonando a Tel Aviv e in gran parte del resto di Israele, per il lancio di missili balistici dall'Iran. Forti boati si sentono nel centro di Tel Aviv, come sta costatando l'ANSA sul posto.
Gli allarmi sono scattati anche a Nazaret, per l'intrusione di droni.
Idf chiede evacuazione villaggi area Arak-Khondab
L'esercito israeliano ha emesso un nuovo avviso di evacuazione per i residenti in Iran. Il portavoce persiano dell'Idf, il Sergente Maggiore Kamel Pinchasi, ha pubblicato un avviso di evacuazione per l'area di Arak-Khondab in Iran. Lo riporta Ynet. "Le Idf continuano a operare nella regione, come hanno fatto negli ultimi giorni in tutto l'Iran, colpendo le infrastrutture militari del regime iraniano. Cari cittadini, per la vostra sicurezza e il vostro benessere, vi chiediamo di evacuare immediatamente dall'area contrassegnata nelle vicinanze dei villaggi di Arak-Khondab, come indicato sulla mappa. La vostra presenza in quest'area mette a repentaglio le vostre vite", è il messaggio diffuso dall'esercito israeliano.
Ambasciata cinese in Israele, domani evacuazione di connazionali
L'ambasciata cinese in Israele ha iniziato a registrare i connazionali per i piani di evacuazione, al fine di garantire da domani l'assistenza nei viaggi. In una nota, la rappresentanza diplomatica ha riferito che il conflitto tra Israele e Iran continua ad aggravarsi, con un numero crescente di vittime e una situazione instabile che potrebbe facilmente peggiorare.
Iran: media, Teheran ha arrestato 18 'agenti nemici' a Mashhad
Gli iraniani affermano di aver arrestato 18 "agenti nemici" che costruivano velivoli senza pilota nella città di Mashhad, nel nord-est dell'Iran. Lo riporta Ynet, citando media della Repubblica islamica.
Nyt, 'il Congresso deve autorizzare l'uso della forza militare'
"Se Donald Trump vuole che gli Stati Uniti si uniscano a Israele nella guerra contro l'Iran, il prossimo passo è chiaro: il Congresso deve prima autorizzate l'uso della forza militare". Lo afferma il board editoriale del New York Times, sottolineando che "le nostre leggi sono chiare su questo punto. Un attacco americano non provocato sull'Iran non sarebbe un'operazione militare speciale. Sarebbe una guerra. In base alla costituzione, solo il Congresso ha il potere" di autorizzarla. Senza entrare nel merito di una possibile discesa in campo americana, il board del New York Times mette in evidenza che "decisioni come quelle su se e quando andare in guerra sono spesso difficili e sempre importanti. Per queste ragioni, la costituzione non le attribuisce a una sola persona. Gli americani e i loro eletti devono dire la loro. Che questo dibattito abbia inizio".
Lancio incrociato di droni tra Israele e Iran 'abbattuti'
Nelle prime ore della notte droni israeliani sono stati abbattuti su Teheran e velivoli senza pilota iraniani sono stati distrutti dalle difese aeree sul territorio dello Stato ebraico: lo riportano i media di entrambi i paesi, citando le rispettive autorità militari.
Idf chiede evacuazione villaggi area Arak-Khondab
L'esercito israeliano ha emesso un nuovo avviso di evacuazione per i residenti in Iran. Il portavoce persiano dell'Idf, il Sergente Maggiore Kamel Pinchasi, ha pubblicato un avviso di evacuazione per l'area di Arak-Khondab in Iran. Lo riporta Ynet. "Le Idf continuano a operare nella regione, come hanno fatto negli ultimi giorni in tutto l'Iran, colpendo le infrastrutture militari del regime iraniano. Cari cittadini, per la vostra sicurezza e il vostro benessere, vi chiediamo di evacuare immediatamente dall'area contrassegnata nelle vicinanze dei villaggi di Arak-Khondab, come indicato sulla mappa. La vostra presenza in quest'area mette a repentaglio le vostre vite", è il messaggio diffuso dall'esercito israeliano.
'Usa spostano aerei e navi vulnerabili ad attacchi Iran'
Gli Stati Uniti stanno spostando le infrastrutture militari che potrebbero essere vulnerabili agli attacchi dell'Iran dalle basi in Medio Oriente. Lo riportano i media americani citando la Reuters, sottolineando che lo spostamento di aerei e navi punta a proteggere le forze Usa.
Idf, effettuata serie di attacchi a Teheran e altre aree
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver effettuato una "serie di attacchi" nella capitale iraniana Teheran e in altre aree del Paese giovedì. Non sono stati forniti dettagli immediati sugli obiettivi previsti degli attacchi, che sono avvenuti dopo che Israele ha dichiarato di aver intercettato un "bersaglio aereo sospetto" lanciato dall'Iran.
Iran: sondaggio Fox, 49% americani approva attacchi Israele
La maggioranza dei Democratici (69%), dei Repubblicani (82%) e degli Indipendenti (62%) concorda sul fatto che l'Iran rappresenti un rischio reale e questi numeri sono in aumento rispetto al 2019 (rispettivamente di 12, 17 e 4 punti percentuali). E' quanto emerge da un sondaggio di Fox News tra gli elettori americani. La stessa rilevazione evidenzia anche una divisione tra gli elettori sulla decisione di Israele di lanciare attacchi militari contro i programmi nucleari iraniani: quasi la metà (49%) approva l'azione militare, mentre una percentuale leggermente inferiore (46%) la disapprova.
'Usa preparano attacco Iran, possibile nel fine settimana'
Gli Stati Uniti si starebbero preparando per un possibile attacco all'Iran nei prossimi giorni, probabilmente nel fine settimana. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando alcuni funzionari dell'amministrazione, secondo i quali la situazione continua a evolversi e le cose potrebbero cambiare. La possibilità di un attacco Usa nel fine settimana è un segnale che Washington sta assemblando in Medio Oriente l'infrastruttura necessaria per entrare direttamente in guerra contro l'Iran.
Abc, Trump valuta distruzione di Fordow con più attacchi
Il presidente americano Donald Trump sta abbracciando l'idea di distruggere l'impianto nucleare iraniano di Fordow non con uno, ma con diversi attacchi. Lo riporta Abc citando alcune fonti, secondo le quali l'amministrazione Usa si sta preparando questa possibilità.