A pochi giorni dal suo incontro di lunedì con il premier Benjamin Netanyahu a Washington per "celebrare la vittoria contro l'Iran", Donald Trump annuncia che Israele ha accettato le condizioni per un cessate il fuoco a Gaza e, soprattutto, per avvertire Hamas che se non darà il suo ok, la situazione peggiorerà. Gli islamisti rispondono di essere “pronti” ma a condizione che la guerra finisca.
Intanto l’Idf ha emesso un ordine di evacuazione per i residenti di Khan Younis, nel sud della striscia di Gaza. Lo riportano i media israeliani
Pentagono: “Con gli attacchi abbiamo ritardato il programma nucleare in Iran di 2 anni”
Secondo quanto afferma il Pentagono, gli attacchi americani ai siti iraniani hanno ritardato il programma nucleare di Teheran fino a due anni.
Le Idf ordinano l’evacuazione del centro di Gaza
Il portavoce arabo delle Idf, Avichay Adraee, ha emesso un ordine di evacuazione per la Striscia di Gaza centrale, dopo che due missili sono stati precedentemente lanciati dall'enclave e intercettati. “Un serio avvertimento a tutti coloro che si trovano nell'area di Gaza City, nei quartieri di Al-Tuffah, Al-Daraj e nella Città Vecchia. Le Idf stanno operando con estrema violenza nella zona e attaccheranno qualsiasi area utilizzata per lanciare razzi verso lo Stato di Israele", scrive su X Adraee: "Evacuate immediatamente a sud e evitate di tornare nelle zone di combattimento. Come già detto, la distruzione delle organizzazioni terroristiche continuerà e si estenderà al centro della città e includerà tutti i quartieri”.
Tajani: “Sosteniamo gli sforzi di pace mesi in campo da Trump”
L'Italia "sostiene le azioni del presidente americano Donald Trump a favore della pace in Medio Oriente", ha ribadito il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, accolto a Villa Taverna dall'ambasciatore statunitense, Tilman Fertitta, in occasione delle celebrazioni per la Festa dell'Indipendenza degli Stati Uniti. Roma, ha proseguito Tajani, è al fianco degli Stati Uniti anche negli sforzi "per raggiungere la pace in Ucraina". Su entrambi i fronti, il titolare della Farnesina ha assicurato che l'Italia "sta facendo il possibile per aiutare la popolazione civile".
Trump potrebbe autorizzare Israele a usare i bombardieri Stealth B-2
I membri repubblicani e democratici del Congresso degli Stati Uniti hanno presentato alla Camera dei Rappresentanti un disegno di legge che concederebbe al presidente Donald Trump l'autorità di consentire a Israele l'utilizzo dei bombardieri Stealth B-2 e delle bombe bunker-buster, qualora si accertasse che l'Iran continua a sviluppare armi nucleari. Lo scrive Ynet News. Secondo la proposta, ancora in attesa di approvazione, si tratterebbe di un'iniziativa di cooperazione operativa senza precedenti ma senza trasferire la proprietà permanente o il controllo diretto dei bombardieri Stealth a Israele. Per il Dipartimento di Stato americano, è inaccettabile che l’Iran abbia deciso di sospendere la collaborazione con l’Aiea. “Useremo la parola inaccettabile per indicare che l'Iran ha scelto di sospendere la cooperazione con l'Aiea in un momento in cui ha l'opportunità di invertire la rotta e scegliere una via di pace e prosperità", ha dichiarato Tammy Bruce, portavoce del dipartimento di Stato Usa: "l'Iran deve cooperare con l'Aiea".
“Nessun impatto per la chiusura in Svizzera”, parla il direttore di Ghf
Il reverendo Johnny Moore, direttore esecutivo della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), la controversa organizzazione statunitense incaricata di distribuire aiuti nella Striscia di Gaza in coordinamento con Israele, ha dichiarato che la decisione delle autorità svizzere di chiudere la sussidiaria elvetica dell'ente "non ha alcun impatto" sulle sue future attività. "Credo che ci sia stata molta confusione all'inizio riguardo alla Ghf e sono certo di una cosa: qualsiasi decisione presa o meno dagli svizzeri oggi non ha assolutamente alcun impatto sul futuro delle attività della Ghf", ha affermato Moore in una conferenza stampa organizzata dall'Associazione Stampa Europa-Israele. Moore, che ha lavorato come consulente per la campagna elettorale del presidente statunitense Donald Trump, è stato nominato direttore in seguito alle dimissioni del suo predecessore appena un mese dopo l'inizio delle attività della Ghf a Gaza. Da allora, sono stati segnalati numerosi casi di palestinesi uccisi dal fuoco israeliano mentre erano in fila per gli aiuti.
Il Regno Unito mette al bando Palestine Action
La Camera dei Comuni del Parlamento britannico ha approvato la messa al bando di Palestine Action Group, voluta dal governo laburista di Keir Starmer in base alla normativa anti-terrorismo dopo l'incursione di alcuni attivisti in una base della Raf dove erano stati imbrattati alcuni aerei militari con vernice spray di color rosso, in ricordo delle vittime dei raid israeliani nella Striscia di Gaza. "L'uso della legislazione antiterrorismo per bandire Palestine Action è un grave abuso di potere statale e una terrificante escalation nella crociata di questo governo per limitare il diritto di protesta", ha detto Yasmine Ahmed, responsabile di Human Rights Watch nel Regno Unito: "L'idea che un gruppo di protesta non violento possa essere classificato nella stessa categoria dello Stato Islamico o di al-Qaeda è assolutamente assurda e crea un precedente incredibilmente pericoloso".
Onu: è preoccupante la decisione dell’Iran di interrompere la cooperazione con l’Aiea
"Abbiamo visto la decisione ufficiale, che è ovviamente preoccupante”, ha detto il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric: “Il segretario generale Antonio Guterres è stato coerente nel suo appello all'Iran a cooperare con l'agenzia. E
francamente, a tutti i Paesi perché cooperino in modo stretto con l'Aiea sulle questioni nucleari".
Tajani: “Il cessate il fuoco è un passaggio decisivo, che non può essere mancato”
Per l'Italia la possibilità del cessate il fuoco di 60 giorni a Gaza "è un passaggio decisivo, che non può essere mancato per nessun motivo. Nessuna delle parti può aggirare questo passaggio, su questo il nostro sostegno in particolare alle proposte dell'Amministrazione americana è chiaro e deciso". Così ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha avuto oggi contatti telefonici sul tema della tregua a Gaza con la ministra degli Esteri del Canada Anita Anand, con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar Sheik Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani e con il ministro degli Esteri dell'Egitto Badr Abdelatty. Come riferisce la Farnesina in una nota, Tajani ha confermato "l'impegno totale dell'Italia affinché cessino al più presto le operazioni militari a Gaza”.
17 morti in un raid israeliano a Gaza City
Sono almeno 17, riporta Al Jazeera, le persone uccise in un raid israeliano su un edificio residenziale nel quartiere di Zeitoun, nella parte meridionale di Gaza City. Secondo l’emittente, il palazzo ospitava sfollati e la maggior parte delle vittime sono donne e bambini. Sale così a 67 il numero dei palestinesi uccisi negli attacchi israeliani di oggi nella Striscia di Gaza. Tra le vittime, riferisce ancora Al Jazeera, ci sono anche 11 persone che erano in fila per ricevere aiuti umanitari e il direttore dell'ospedale indonesiano nel Nord del territorio palestinese, Marwan al-Sultan insieme alla sua famiglia.
Katz a Rafah: “Uccidere il nemico, riportare gli ostaggi a casa”
Il ministro della Difesa Israel Katz ha visitato le truppe dispiegate a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Durante l'incontro con i soldati, ha ribadito: "Il nostro obiettivo è duplice: riportare a casa gli ostaggi ed eliminare Hamas. Non arretreremo. Uccidere il nemico, riportare gli ostaggi e vincere, questa è la nostra missione, e non la abbandoneremo né ci scenderemo a compromessi". Ha aggiunto: "Siamo consapevoli del prezzo pagato. Hamas non è cambiato: continua a voler ripetere le atrocità e a distruggere".
Idf: intercettati due razzi lanciati da Gaza verso Sderot
L'Idf ha riferito che due razzi lanciati dal nord della Striscia di Gaza verso il territorio israeliano sono stati intercettati dall'aeronautica militare. L'allarme è stato attivato alle 18.47 a Sderot e Ibim. Non si registrano feriti
Gideon Sa'ar: “Ci sono alcuni segnali positivi per l’accordo”
"Vogliamo seriamente raggiungere un accordo sugli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza. Ci sono alcuni segnali positivi. Il nostro obiettivo è avviare colloqui di prossimità (con Hamas, ndr) il prima possibile”. A dirlo è stato il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa'ar, nel corso di una conferenza stampa con il suo omologo estone, Margus Tsahkna.
Due esplosioni in Siria, le cause non sono ancora note
Come riferiscono la tv di Stato siriana e l’Osservatorio nazionale per i diritti umani, nella Siria centrale, nelle regioni di Idlib e Hama, sono esplosi depositi di armi e un'autocisterna, causando la morte di due civili e il ferimento di una decina di altre persone. Nell'esplosione di Jibrin (Hama), un'autocisterna contenente combustibile ha preso fuoco. In quella di Fawa (Idlib), un deposito di munizioni è esploso. In entrambi i casi le cause non sono ancora note.
“Hamas avrebbe individuato una formulazione vaga sul ritiro dell'Idf”
Il quotidiano saudita Al-Sharq Al-Awsat riferisce che Hamas avrebbe inoltrato la proposta alle altre fazioni palestinesi al fine di raggiungere un consenso nazionale. Secondo il report, Hamas avrebbe individuato una formulazione vaga nelle proposte riguardo all'impegno israeliano di ritirarsi dalla Striscia di Gaza, alla ricostruzione delle infrastrutture e all'impegno a rispettare la clausola umanitaria. Mentre Israele si sarebbe limitato ad aumentare il numero di camion di aiuti umanitari. In sostanza, le questioni principali dei negoziati non ruotano più intorno al numero di ostaggi o alle fasi, ma piuttosto alle condizioni per un accordo sullo status permanente, ovvero la fine della guerra. Fonti di Hamas stimano che, se la proposta fosse modificata in base alle richieste, si potrebbe raggiungere un accordo entro una o due settimane.
“Le dichiarazioni di Levin sono inaccettabili. Stop all’accordo Ue-Israele”
“Le dichiarazioni del ministro israeliano Yariv Levin sono vergognose e inaccettabili. Annettere la Cisgiordania è una gravissima violazione del diritto internazionale. Tutti i Paesi Onu sono obbligati dal diritto internazionale a non prestare alcun tipo di assistenza a Israele nel mantenimento dei suoi insediamenti illegali: non si può continuare a stare fermi e zitti davanti a tutto quello che sta accadendo in Cisgiordania, mentre prosegue il massacro nella Striscia di Gaza". Così, Cecilia Strada e Annalisa Corrado, eurodeputate del Partito democratico (S&D), scrivono in una nota. Evidenziando che le istituzioni europee "hanno nuovamente rinviato, a luglio, la decisione sulla sospensione dell'accordo di cooperazione Ue-Israele. Ci stiamo coprendo di vergogna, mentre la Palestina scompare".
Netanyahu: “Hamas non esisterà più, è finita. Libereremo gli ostaggi”
"Ve lo dico chiaramente: Hamas non esisterà più. Non ci sarà un Hamastan. Non si torna indietro. È finita. Libereremo tutti i nostri ostaggi e completeremo la missione insieme”. Così, come riporta il Times of Israel, il premier israeliano Benyamin Netanyahu, avrebbe detto durante una visita alla sede centrale dell'Eilat Ashkelon Pipeline Company ad Ashkelon: “Le opportunità davanti a noi sono enormi. Non le sprecheremo. Abbiamo un'enorme opportunità: sconfiggere i nostri nemici e garantire il nostro futuro. Connetteremo l'Asia e il Medio Oriente, compresa la Penisola Arabica, le sue immense risorse energetiche, all'Occidente. Succederà", ha aggiunto.
Hamas valuta il piano per il cessate il fuoco: “Preveda ritiro Idf e la fine della guerra”
Nella prima dichiarazione ufficiale sulla tregua di 60 giorni, Hamas afferma: "I fratelli mediatori stanno compiendo intensi sforzi per colmare le divergenze tra le parti e raggiungere un accordo quadro che consenta l'apertura di un serio ciclo di negoziati. Stiamo affrontando la situazione con grande responsabilità, conducendo consultazioni nazionali e discutendo le proposte che ci sono state presentate, con l'obiettivo di giungere a un accordo che garantisca la fine dell'aggressione, il ritiro delle forze e l'assistenza umanitaria d'emergenza al nostro popolo nella Striscia di Gaza". Hamas ha aggiunto di essere disposta a liberare i restanti 50 ostaggi, meno della metà dei quali sarebbero ancora in vita, in cambio del ritiro completo di Israele da Gaza e della fine della guerra.
Hamas esamina le proposte di cessate il fuoco a Gaza avanzate dai mediatori
Secondo una dichiarazione rilasciata oggi, Hamas starebbe esaminando le nuove proposte per il cessate il fuoco avanzate dai mediatori, puntando a un accordo che ponga fine al conflitto di Gaza e garantisca il ritiro delle forze israeliane dall'enclave.
Israele, il 14 luglio è prevista l’udienza per il licenziamento della procuratrice generale
Nuovo capitolo nella guerra scatenata dal governo israeliano di Benjamin Netanyahu contro la procuratrice generale. Gali Baharav-Miara è stata convocata il 14 luglio davanti a una commissione ministeriale istituita per il suo licenziamento. L'alto funzionario tuttavia non dovrebbe comparire, riferisce Yedioth Ahronoth, dal momento che ritiene la procedura illegale. Il mese scorso, infatti, il governo israeliano ha approvato una risoluzione che aggira la procedura esistente per il licenziamento di un procuratore generale: invece del parere di una commissione professionale presieduta dall'ex presidente della Corte Suprema Asher Grunis, all'esecutivo basterà la raccomandazione di una commissione ministeriale composta da cinque membri. Sono state presentate istanze all'Alta Corte di Giustizia per l'annullamento della risoluzione, e i giudici hanno dato tempo fino al 15 luglio al governo e alle altre parti per rispondere. Netanyahu e la procuratrice generale si sono scontrati ripetutamente negli ultimi due anni e mezzo: l'esecutivo l’ha accusata di comportamento inappropriato e di aver ostacolato le politiche e progetti legislativi dei ministri. Da parte sua, Baharav-Miara si è difesa sottolineando di aver semplicemente impedito al governo di agire illegalmente.
La Svizzera scioglie la filiale dell'ong Ghf, responsabile degli aiuti a Gaza
La Svizzera ha avviato la procedura per lo scioglimento della filiale ginevrina della controversa organizzazione umanitaria Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), adducendo lacune legali nella sua costituzione. La Ghf, sostenuta da Stati Uniti e Israele e con sede nello Stato americano del Delaware, ha registrato una filiale a Ginevra il 12 febbraio di quest'anno. "L'Esa può ordinare lo scioglimento della fondazione se nessun creditore si fa avanti entro il termine legale di 30 giorni", ha dichiarato l'Autorità federale di vigilanza sulle fondazioni (Esa) in un avviso pubblicato sulla Gazzetta ufficiale svizzera di commercio. L'Esa ha dichiarato all'agenzia di stampa Reuters che la Ghf non ha soddisfatto determinati requisiti legali, tra cui il numero corretto di membri del consiglio di amministrazione, un indirizzo postale o un conto bancario svizzero. "La Ghf ha confermato all'Esa di non aver mai svolto attività in Svizzera. E che intende sciogliere la filiale registrata a Ginevra", ha fatto sapere sempre Esa in un comunicato. Secondo le autorità palestinesi, da quando il controverso gruppo ha iniziato a operare nella Striscia di Gaza, più di 600 persone sono state uccise nei pressi dei suoi centri di distribuzione o lungo le strade di accesso sorvegliate dalle forze israeliane.
Netanyahu partirà sabato per Washington
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha in programma di partire nella tarda serata di sabato per Washington, dove incontrerà il presidente americano Donald Trump lunedì. A darne notizia è un diplomatico israeliano citato dal Times of Israel, precisando che comunque non è stato diffuso un programma ufficiale. Secondo i piani attuali, Netanyahu dovrebbe tornare in Israele giovedì
Ospedale di Khan Younis: “Il cimitero non ha più posto per i defunti”
L'ospedale Nasser di Khan Yunis, nel sud di Gaza, ha annunciato di non poter più seppellire i defunti nella sua area poiché lo spazio a disposizione è esaurito. "I cimiteri non sono più in grado di contenere il numero di morti", ha dichiarato il Nasser in un comunicato, informando i cittadini della Striscia. Fonti dell'enclave hanno riferito a Ynet che mentre i principali cimiteri di Khan Yunis sono pieni, a Rafah il coprifuoco quasi totale per i combattimenti tra l'Idf e Hamas impedisce le sepolture nei cimiteri della regione meridionale di Gaza. Il ministero del Waqf, la sede centrale dei media e dell'università islamica di Gaza City, ha lanciato l'allarme per una "grave crisi delle sepolture": nella Striscia ci sono 60 cimiteri, ma 22 sono stati completamente distrutti e 18 sono stati gravemente danneggiati. "I residenti sono costretti a seppellire i propri defunti in fosse comuni in ospedali, scuole, parchi pubblici e per strada. Il divieto di ingresso di materiali da costruzione ha portato i cittadini di Gaza a utilizzare i cassonetti per la sepoltura. Stiamo cercando terreni alternativi che consentano sepolture temporanee e sicure", ha detto il ministero. Gli abitanti di Gaza cercano di improvvisare e alcuni approfittano della situazione, raccontano dall'enclave: alcuni vendono le tombe a circa 700 shekel (176 euro), una cifra che la popolazione non è in grado di pagare
Media: “Il direttore dell’ospedale indonesiano a Gaza ucciso in un raid dell’Idf”
I media palestinesi hanno riferito che il dottor Marwan Sultan, direttore dell'ospedale indonesiano nella Striscia di Gaza settentrionale, è stato ucciso in seguito a un attacco aereo dell'esercito israeliano a nord-ovest di Gaza City. Secondo Al Jazeera, Sultan è stato ucciso insieme alla moglie a i figli. L'attacco è avvenuto in un edificio residenziale a sud-ovest di Gaza City. Sultan era una fonte chiave di informazioni da Gaza, in quanto riferiva sulle condizioni dei palestinesi nel nord dell'enclave assediata. Aveva ripetutamente chiesto alla comunità internazionale di fare pressione per la sicurezza delle équipe mediche, anche quando l'esercito israeliano aveva assediato o attaccato l'ospedale.
Il sindaco di Hiroshima: “Trump non capisce la realtà dei bombardamenti atomici, lo inviterò”
Per il sindaco di Hiroshima, il presidente americano Donald "Trump non capisce la realtà dei bombardamenti atomici". Commentando le parole con cui Trump ha paragonato i raid sulle centrali nucleari iraniane con i bombardamenti atomici americani del 1945, Kazumi Matsui ha osservato che Trump "sembra non capire che, una volta usate, le bombe atomiche uccidono amici e nemici allo stesso modo e minacciano l'umanità". Matsui ha quindi annunciato che inviterà Trump a visitare la città per comprendere meglio questa realtà. Così potrà visitare il Memoriale della Pace di Hiroshima e vedere la documentazione sulle devastazioni causate dagli attacchi e ascoltare le testimonianze di alcuni sopravvissuti. I bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki furono lanciati il ​​6 e il 9 agosto 1945, per ordine dell'allora presidente degli Stati Uniti Harry Truman, e causarono tra 105mila e 120mila oltre a 130mila feriti. Le autorità riconobbero circa 650mila persone come "hibakusa", ovvero sopravvissuti
Il ministro della Giustizia israeliano: “È ora di annettere la Cisgiordania”
Il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin ha affermato che è giunto il momento di annettere la Cisgiordania durante un incontro con il leader dei coloni Yossi Dagan. "Penso che questo periodo sia un momento di opportunità storica che non dobbiamo perdere", riferendosi all'annessione del territorio conteso. "È giunto il momento della sovranità, il momento di applicare la sovranità. La mia posizione su questo tema è ferma, è chiara", ha detto Levin a Dagan, come riporta l'ufficio di Dagan e un video diffuso da Levin. Il ministro ha affermato che la questione deve essere "in cima alla lista delle priorità"
Media: “Ben Gvir e Smotrich pronti ad affossare la tregua a Gaza”
Il ministro di ultradestra israeliano Itamar Ben Gvir avrebbe contattato il collega messianico Bezalel Smotrich per formare un fronte comune per affossare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza. Lo riferisce la stampa israeliana. I due ministri dovrebbero incontrarsi a breve per coordinarsi. L'ufficio di Smotrich ha smentito che vi sia stato un contatto diretto. Una fonte vicina al ministro ha dichiarato che Ben Gvir "ha parlato con i media di un incontro non ancora fissato. La vittoria a Gaza è troppo importante e la vita degli ostaggi troppo preziosa per trasformarla in un gioco mediatico"
Hamas chiede la resa del leader della milizia Abu Shabab entro 10 giorni
Ultimatum del ministero degli Esteri di Hamas al leader della milizia Abu Shabab a consegnarsi alle autorità entro 10 giorni. Lo riferisce il sito Ynet News. Il ministero ha informato Yasser Abu Shabab, leader della milizia armata, che dovrà consegnarsi entro dieci giorni per "tradimento, spionaggio a favore di entità straniere, creazione di una cellula armata e ribellione armata". Hamas ha sottolineato che "se non ottempera alla richiesta, sarà considerato latitante e processato in contumacia". In risposta, il gruppo di Abu Shabab ha dichiarato a Ynet che "tutti i membri di Hamas dovrebbero essere processati per le stesse accuse: per legami con l'Iran e il movimento dei Fratelli Musulmani, in quanto entità ostili al nostro popolo e ai suoi supremi interessi nazionali"
Hamas: “Pronti a accordo ma serve la fine della guerra”
Un funzionario di Hamas, Taher al-Nunu, ha dichiarato che il gruppo è "pronto e seriamente intenzionato a raggiungere un accordo". Hamas, ha però precisato, è "pronto ad accettare qualsiasi iniziativa che porti chiaramente alla fine completa della guerra". Lo riporta il Guardian.n Una delegazione di Hamas dovrebbe incontrare i mediatori egiziani e qatarioti al Cairo oggi per discutere la proposta, secondo un funzionario egiziano
Sàar: “L’opportunità di liberare gli ostaggi non va persa”
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, ha affermato che non bisogna perdere alcuna opportunità di liberare gli ostaggi detenuti a Gaza, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che Israele ha accettato di finalizzare un cessate il fuoco di 60 giorni. "Un'ampia maggioranza all'interno del governo e della popolazione è favorevole al piano per liberare gli ostaggi. Se si presenta l'opportunità, non bisogna perderla!", ha scritto Gideon Sàar su X
Protezione civile di Gaza: “Almeno 14 morti nei raid israeliani”
Gli attacchi israeliani hanno ucciso almeno 14 persone oggi a Gaza: lo afferma l'agenzia di protezione civile di Gaza, come riportano i media internazionali. A sud della Striscia il portavoce della difesa civile Mahmud Bassal ha dichiarato che 5 membri della stessa famiglia sono stati uccisi e molti altri sono rimasti feriti in un attacco aereo israeliano che ha colpito una tenda che ospitava sfollati nella zona costiera di Al-Mawasi. Le immagini del vicino ospedale Nasser, nella città di Khan Yunis, mostrano medici che curano bambini piccoli coperti di sangue
Media: Iran, Netanyahu chiederà a Trump ok per altro eventuale attacco
Nell'ambito della sua visita a Washington la prossima settimana il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, chiederà al presidente Usa Donald Trump garanzie per un eventuale altro attacco di Israele contro l'Iran in futuro, nel caso in cui Israele dovesse rilevare un rafforzamento del settore nucleare o nel campo della produzione missilistica in Iran. Lo riporta l'emittente israeliana Kan.
L’Iran promulga la legge per la sospensione della cooperazione con l’Aiea
L'Iran ha promulgato una legge che sospende la cooperazione con l'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, l'Aiea. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, oggi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dato il via libera all'entrata in vigore di una legge approvata dal parlamento il mese scorso per sospendere la cooperazione con l'Aiea
Promulgata legge sospensione cooperazione con Aiea
L'Iran ha promulgato una legge che sospende la cooperazione con l'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite, l'Aiea. Secondo quanto riferito dai media statali iraniani, oggi il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dato il via libera all'entrata in vigore di una legge approvata dal parlamento il mese scorso per sospendere la cooperazione con l'Aiea.
Iran: altri 50 arresti per presunti legami con Israele
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha arrestato altre 50 persone accusate di spionaggio per Israele. Con questi ultimi arresti, sale così ad almeno 750 il numero dei detenuti con queste stesse accuse, a partire dal 13 giugno, data di inizio della guerra di 12 giorni tra Iran e Israele.
Ammissione Araghchi: “Gravi danni a sito nucleare Fordow”
Il bombardamento statunitense del sito nucleare iraniano di Fordow, uno dei principali siti nucleari dell'Iran, ha "gravemente e pesantemente danneggiato" l'impianto. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in un'intervista a CBS News. "Nessuno sa esattamente cosa sia successo a Fordow. Detto questo, ciò che sappiamo finora è che gli impianti sono stati gravemente e gravemente danneggiati", ha affermato Araghchi nell'intervista, di cui sono stati precedentemente pubblicati alcuni estratti.
Media, morti e feriti per raid Israele su Gaza City
Morti e feriti in attacchi israeliani su Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera, riferendo che nel quartiere di Al-Karama, nel nord-ovest di Gaza City, diversi palestinesi sono rimasti feriti dal fuoco di droni israeliani, mentre a Jaffa Street, nella zona nord-est della città, diversi palestinesi sono rimasti uccisi in un bombardamento che ha colpito una casa.
L’Iran pronto a minare lo Stretto di Hormuz
Il mese scorso, l'esercito iraniano ha caricato mine navali su navi nel Golfo Persico, un fatto che ha aumentato i timori americani sul fatto che Teheran abbia pensato a bloccare lo Stretto di Hormuz dopo agli attacchi israeliani in tutto il Paese. Secondo due funzionari statunitensi che hanno richiesto l'anonimato, i preparativi, precedentemente non segnalati, ma rilevati dall'intelligence statunitense, sono avvenuti poco dopo il lancio del primo attacco missilistico israeliano contro l'Iran il 13 giugno. Il caricamento delle mine, che non sono state dispiegate nello Stretto, suggerisce comunque che Teheran potrebbe seriamente avere intenzione di chiudere una delle rotte marittime più trafficate al mondo, una mossa che aggraverebbe il conflitto e ostacolerebbe gravemente il commercio globale.
Circa un quinto delle spedizioni globali di petrolio e gas passa attraverso lo Stretto di Hormuz e un blocco farebbe impennare i prezzi mondiali dell'energia. Il 22 giugno, poco dopo il bombardamento da parte degli Stati Uniti dei tre principali siti nucleari iraniani per fermare il programma nucleare di Teheran, il parlamento iraniano avrebbe appoggiato la misura per bloccare lo Stretto. La decisione del parlamento iraniano tuttavia non è vincolante e spetta al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran prendere la decisione definitiva sulla chiusura.
Trump annuncia: “Israele ha accettato le condizioni per finalizzare tregua di 60 giorni”
“I miei rappresentanti hanno avuto oggi un lungo e produttivo incontro con gli israeliani su Gaza. Israele ha accettato le condizioni necessarie per finalizzare un cessate il fuoco di 60 giorni, durante i quali lavoreremo con tutte le parti per porre fine alla guerra". Lo annuncia su Truth il presidente americano, Donald Trump. "I qatarioti e gli egiziani, che hanno lavorato duramente per contribuire alla pace, consegneranno questa proposta finale. Spero, per il bene del Medio Oriente, che Hamas accetti questo accordo, perché la situazione non migliorerà, ma peggiorerà", aggiunge Trump.