Hamas ha detto di aver consegnato “la sua risposta positiva” ai mediatori per la tregua. L'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha dichiarato che in un mese, fra il 27 maggio e il 27 giugno, nella Striscia di Gaza sono state registrate 613 uccisioni in prossimità di convogli umanitari e presso i punti di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), organizzazione americana sostenuta da Israele che ha assunto la gestione della distribuzione degli aiuti a Gaza da maggio. Che più tardi, attraverso il suo capo, risponde: “Hamas ha intenzionalmente ucciso e ferito civili a Gaza con l'obiettivo di attribuire queste morti a noi per fare pressione su organizzazioni internazionali e screditarci".
Hamas ha dato risposta positiva mediatori sulla tregua
Hamas ha detto di aver consegnato ai mediatori la “risposta positiva” sulla tregua e di essere pronto a impegnarsi immediatamente in negoziati sul meccanismo di attuazione della risposta.
Media, “Hamas chiede stop agli aiuti della Gaza Foundation”
Una fonte vicina a Hamas ha riferito a Ynet che le modifiche richieste da Hamas all'accordo di cessate il fuoco includono: una riorganizzazione del meccanismo degli aiuti umanitari, in conformità con gli accordi della precedente tregua; il ritiro della Gaza humanitarian foundation (Ghf) dalla distribuzione degli aiuti; il ritiro delle forze dell'Idf dalle posizioni stabilite nel precedente accordo di cessate il fuoco e l'impegno a non riprendere i combattimenti dopo la tregua di 60 giorni, promettendo al contempo di proseguire i negoziati, con Egitto, Qatar e Stati Uniti che forniscono garanzie solo per la continuazione del processo, non per i suoi risultati.
Media Qatar, da Hamas ok piano per la tregua ma con emendamenti
Fonti del canale qatariota 'Al-Arabi' hanno riferito che "Hamas ha risposto positivamente alla proposta americana di cessate il fuoco e al suo contenuto, chiedendo emendamenti 'minori'". La notizia è rilanciata dai media israeliani.
Otto ostaggi liberi subito e l’annuncio Trump: cosa prevede la bozza di accordo
Otto ostaggi vivi rilasciati il primo giorno del cessate il fuoco, altri due il cinquantesimo. E' quanto prevede la bozza di accordo formulata dal Qatar in base alla proposta dell'inviato americano Steve Witkoff, secondo quanto scrive il quotidiano israeliano Haaretz che ne ha visionato una copia. Per quanto riguarda invece la consegna dei corpi degli ostaggi morti, la bozza prevede anche in questo caso una gradualità. Ovvero cinque il settimo giorno del cessate il fuoco, altri cinque il trentesimo giorno e gli ultimi otto il sessantesimo. La bozza prevede che sia il presidente americano Donald Trump a dare l'annuncio che è stato raggiunto l'accordo sul cessate il fuoco tra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza. "Gli Stati Uniti e il presidente Trump si impegnano a lavorare per garantire che i negoziati in buona fede continuino fino al raggiungimento di un accordo definitivo", afferma il documento. "Il presidente è serio riguardo all'impegno delle parti nei confronti dell'accordo di cessate il fuoco e insiste affinché i negoziati durante il cessate il fuoco temporaneo si concludano con successo con un accordo tra le parti", aggiunge.
Ucciso operatore Msf a Gaza, aspettava cibo da camion aiuti
Medici Senza Frontiere condanna l'uccisione di Abdullah Hammad, operatore che ha lavorato con l'organizzazione fino al 30 giugno scorso. L'organizzazione spiega in una nota che "è stato ucciso dalle forze israeliane il 3 luglio a Gaza, dopo che queste hanno deliberatamente preso di mira, senza alcun preavviso, un gruppo di persone che aspettavano i camion di aiuti, tra cui Abdullah". Abdullah Hammad è il dodicesimo operatore di Msf ucciso dall'inizio del conflitto. Secondo i team medici dell'ospedale Nasser, almeno 16 persone sono state uccise tra coloro che aspettavano di ricevere farina da un camion di aiuti a Khan Younis, nel sud di Gaza, vicino a un impianto di desalinizzazione della zona, dove il 17 giugno si era verificato un incidente simile. Abdullah era un igienista che ha lavorato con Msf nella clinica di Al Mawasi per un anno e mezzo. Un altro operatore Msf che si trovava nello stesso luogo ed è sopravvissuto all'attacco ha raccontato che i cecchini israeliani sparavano alla testa a "chiunque prendesse un sacco di farina". "Il 3 luglio le forze israeliane hanno compiuto l'ennesimo massacro colpendo un gruppo di persone che cercava disperatamente di recuperare sacchi di farina", ha detto Aitor Zabalgogeazkoa, responsabile dell'emergenza Msf a Gaza, secondo cui "il numero preciso di vittime è probabilmente molto più alto, ma difficile da determinare, poiché le forze israeliane hanno impedito il recupero dei corpi dal luogo dell'attacco".
Wafa, da inizio guerra Gaza 57.268 morti e 135.625 feriti
Dall'inizio della guerra in 57.268 sono morti nella Striscia di Gaza e altri 135.625 sono rimasti feriti. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti mediche, secondo le quali dalla rottura della tregua lo scorso marzo ci sono stati 6.710 morti e 23.584
feriti. Nelle ultime 24 ore, i morti sono stati 138 e i feriti 452.
Idf: “Controlliamo 65% di Gaza, uccisi 100 miliziani Hamas”
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver acquisito il controllo operativo del 65% del territorio di Gaza. Le forze armate hanno riferito di aver ucciso oltre 100 miliziani di Hamas nel corso della scorsa settimana, tra cui il comandante Hakem al-Issa.
Trump, onore ricevere Alexander: “Rimaniamo impegnati a riportare ostaggi a casa”
"Sono onorato di dare il benvenuto a Idan Alexander, detenuto da Hamas per 584 giorni, nello Studio Ovale insieme ai suoi cari. Rimaniamo impegnati a riportare a casa tutti gli ostaggi". Lo ha scritto su Truth il presidente Usa Donald Trump, commentando il suo incontro con l'ex ostaggio americano-israeliano. Idan Alexander è stato rilasciato il 12 maggio grazie a un accordo tra Hamas e la Casa Bianca.
Lapid vede leader Emirati: “Discusso degli ostaggi”
Fonti vicine al leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid hanno respinto le accuse dei collaboratori del premier Benjamin Netanyahu secondo le quali l'incontro con il presidente emiratino, Mohamed bin Zayed, ad Abu Dhabi costituisca un'interferenza nella politica interna di Israele. "Lapid è andato lì per gli ostaggi", hanno sottolineato.
Membro Croce Rossa ferito a Rafah da proiettile vagante
Un membro della Croce Rossa, impegnato in un ospedale da campo a Rafah, nel sud di Gaza, è stato ferito da un proiettile vagante. Le sue condizioni sono stabili e sta ricevendo cure mediche, ha riferito l'organizzazione umanitaria. Parallelamente, due membri della Mezzaluna Rossa palestinese sono rimasti feriti quella mattina mentre svolgevano le loro mansioni. "Questo incidente è inaccettabile e ci ricorda i pericoli che civili, personale medico e pazienti affrontano ogni giorno a Gaza", si legge in un comunicato della Croce Rossa.
Incidente a Khan Younis, morto un altro soldato Idf
Un altro soldato israeliano ha perso la vita a Gaza: il sergente 19enne Asaf Zamir, è rimasto ucciso durante uno scontro a fuoco nella zona di Khan Younis, nel sud dell'enclave palestinese. Nello stesso incidente, un carro armato è stato colpito, causando diverse vittime. Altri due soldati dello stesso battaglione sono rimasti gravemente feriti e sono stati evacuati in ospedale per cure mediche.
Media: “L’Iran ha dato l’ok per un nuovo round di colloqui con gli Usa”
L'Iran avrebbe dato il suo ok a riprendere i negoziati indiretti con gli Stati Uniti sul futuro del suo programma nucleare. Lo ha appreso il sito 'Amwaj.media', citando fonti informate a Teheran, secondo le quali il governo iraniano avrebbe confermato la sua presenza ai colloqui, che sarebbero i primi a tenersi dal 23 maggio e dopo la guerra dei 12 giorni con Israele. L'incontro "si terrà probabilmente alla fine della prossima settimana", ha dichiarato una fonte politica iraniana di alto livello, evidenziando come "una mancanza di fiducia, in realtà un'enorme sfiducia" sia il principale ostacolo alla ripresa dei colloqui dopo i bombardamenti israeliani e statunitensi sull'Iran, inclusi gli attacchi contro i siti nucleari. I cinque round di colloqui precedenti tra le parti si sono tenuti tra Muscat (l'Oman è il Paese mediatore) e Roma. La sede del prossimo incontro non è ancora stata decisa né è chiaro se sarà solo l'Oman a facilitare il dialogo, con un'importante fonte politica iraniana che suggerisce che anche i norvegesi potrebbero essere coinvolti
Media: “Almeno 41 morti a Gaza dall'alba”
Sono almeno 41 i palestinesi uccisi nella Striscia di Gaza in attacchi israeliani dall'alba di oggi. Lo riporta Al-Jazeera citando alcune fonti.
Capo Ghf: “Hamas ha ucciso civili per attribuirli a noi”
"Hamas ha intenzionalmente ucciso e ferito civili a Gaza con l'obiettivo di attribuire queste morti a noi per fare pressione su organizzazioni internazionali e screditarci". Lo ha detto il presidente della Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), reverendo Johnnie Moore, smentendo che gli omicidi siano avvenuti nei suoi siti nella Striscia. "I media internazionali collegano i siti Ghf a violenze che in realtà si sono verificate vicino ai convogli Onu o di gruppi nelle vicinanze. L'Onu l'ha confermato nei suoi resoconti", ha aggiunto, accusando Al Jazeera e altri media di essersi basati su dati del ministero gestito di Hamas
Membro dello staff della Croce rossa ferito da una pallottola vagante a Gaza
E' rimasto ferito da una pallottola vagante un membro dello staff del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr) che lavora in un ospedale da campo a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'organizzazione su X, precisando che l'operatore è in condizioni stabili e sta ricevendo cure mediche. "Questo incidente è inaccettabile e un promemoria dei pericoli che civili, staff medico e pazienti corrono ogni giorno a Gaza", ha aggiunto il Cicr
Gli ispettori Aiea lasciano l’Iran il Paese e tornano a Vienna
Gli ispettori dell'Aiea hanno lasciato l'Iran e faranno ritorno a Vienna, quartier generale dell'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite. La squadra di ispettori, ha annunciato la stessa Agenzia internazionale per l'energia atomica, era rimasta a Teheran durante il conflitto di giugno con Israele. Il direttore generale dell'Agenzia, Rafael Grossi, "ha ribadito l'importanza cruciale che l'Aiea discuta con l'Iran le modalità per riprendere al più presto le sue indispensabili attività di monitoraggio e verifica in Iran", si legge in un post su X. L'Iran ha ratificato di recente una legge che sospende la collaborazione di Teheran con l'Agenzia Onu
Ambasciatore dell’Iran scrive al Papa: “La nostra Guida è minacciata”
L'ambasciatore della Repubblica islamica dell'Iran ha scritto a Papa Leone XIV per chiedergli di "prendere posizione, in qualità di leader religioso, in merito all'insulto e alla minaccia di assassinio della Guida suprema della Repubblica islamica dell'Iran da parte del Presidente e del governo degli Stati Uniti e di funzionari del regime sionista, tra cui il ministro degli Esteri di questo regime, che hanno apertamente ammesso di aver tentato di assassinarlo". Lo riferisce l'ambasciata iraniana presso la Santa Sede in un post su X
Siria: “Pronti a ritornare all’accordo armistizio con Israele
La Siria si è detta pronta a collaborare con gli Stati Uniti per ritornare all'accordo di disimpegno firmato con Israele nel 1974. L'intesa mise fine ufficialmente alla guerra del Kippur e al successivo periodo di attriti sul fronte siriano. Lo ha affermato il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaiban, in una dichiarazione rilasciata dopo una telefonata con il suo omologo americano Marco Rubio, sottolineando "l'aspirazione della Siria a cooperare con gli Stati Uniti per tornare all'accordo di disimpegno del 1974". Siria e Israele sono tecnicamente in stato di guerra dal 1948
Nyt: “La decisione di Hamas è nelle mani del nuovo leader a Gaza”
La decisione di Hamas, mentre continua il pressing degli Stati Uniti per un cessate il fuoco tra il gruppo e Israele, dipenderà in gran parte dal nuovo leader di fatto del movimento a Gaza. Scrive così il New York Times, che cita un ufficiale dell'intelligence di un Paese del Medio Oriente e tre ufficiali israeliani che confermano che Izz al-Din al-Haddad, noto anche come Abu Suheib, è alla guida del braccio armato di Hamas a Gaza, dopo l'uccisione a maggio in un'operazione delle forze israeliane di Mohammed Sinwar. Nelle scorse ore, segnala lo stesso giornale americano, il portavoce militare israeliano, Effie Defrin, ha parlato di al-Haddad come del nuovo leader di Hamas. Per gli ufficiali ha contribuito alla pianificazione dell'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele e all'epoca era il leader della divisione di Hamas a Gaza City. Si ritiene sia faccia sempre base qui, dove sarebbe nato poco più di 50 anni fa. Per Michael Milshtein, ex ufficiale dell'intelligence militare israeliana esperto di questioni palestinesi, "ha le stesse linee rosse dei predecessori". Così, scrive il Nyt, al-Haddad potrebbe bloccare qualsiasi pressing per arrivare alla liberazione di tutti gli ostaggi ancora a Gaza prima della fine completa della guerra e del ritiro delle forze israeliane dall'enclave palestinese. Di recente, secondo la fonte dell'intelligence del giornale, al-Haddad avrebbe parlato di due opzioni, un "accordo dignitoso" per lo stop al conflitto con Israele o una "guerra di liberazione o una guerra di martirio". Stando agli ufficiali israeliani, parla l'ebraico e sarebbe stato per un certo periodo di tempo con gli ostaggi nel nord di Gaza
Media: “Hezbollah rinuncia ai depositi di armi, è un peso”
Secondo quanto riferiscono tre fonti citate dall'agenzia Reuters e riportate dai media israeliani, Hezbollah ha rinunciato a diversi depositi di armi nel sud del Libano, in conformità con l'accordo di cessate il fuoco con Israele. Le stesse fonti riferiscono che Hezbollah è giunto alla conclusione che l'arsenale accumulato negli anni "è diventato un peso". Nell'organizzazione si valuta anche la possibilità di trasferire parte dell'arsenale - in particolare droni e missili di grande portata che rappresentano una minaccia per Israele - a condizione che Israele accetti di ritirare le sue forze dal sud del Libano e di cessare gli attacchi sul territorio libanese
Riad: “Normalizzazione con Israele? Ora la priorità è Gaza”
La priorità attuale dell'Arabia Saudita è il raggiungimento di un cessate il fuoco permanente a Gaza. Lo ha affermato il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al-Saud, interpellato sulla possibilità di normalizzare i rapporti con Israele
I video dei contractor: “Gli americani sparano contro chi chiede cibo nella Striscia”
A piccoli pezzi viene a galla la realtà di quel che accade, ogni giorno, nei pressi e dentro i centri di distribuzione del cibo della controversa Gaza Humanitarian Foundation (Ghf). Due contractor americani hanno riferito all’Associated Press che i loro colleghi di guardia ai quattro siti della Ghf (tre a Rafah, uno a sud di Gaza City) usano munizioni vere, granate stordenti e spray al peperoncino per disperdere le folle di affamati che cercano di arrivare allo scatolone col cibo
Onu: “A Gaza 613 uccisioni vicino ai convogli di aiuti e ai siti Ghf”
L'Alto commissariato Onu per i diritti umani ha dichiarato che in un mese, fra il 27 maggio e il 27 giugno, nella Striscia di Gaza sono state registrate 613 uccisioni in prossimità di convogli umanitari e presso i punti di distribuzione degli aiuti gestiti dalla Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), organizzazione americana sostenuta da Israele che ha assunto la gestione della distribuzione degli aiuti a Gaza da maggio. A riferirlo è stata precisamente la portavoce dell'ufficio Onu, Ravina Shamdasani, precisando che l'Alto commissariato non è in grado di attribuire la responsabilità delle uccisioni. Ma ha detto che "è chiaro che l'esercito israeliano ha bombardato e sparato contro i palestinesi che cercavano di raggiungere i punti di distribuzione" gestiti dalla Ghf.
Secondo quanto riferito dalla portavoce, non è chiaro quante di queste uccisioni siano avvenute nei siti della Ghf e quante vicino ai convogli. Parlando ai giornalisti durante un briefing, Shamdasani ha detto che le cifre coprono il periodo dal 27 maggio al 27 giugno ma che da allora "ci sono stati altri incidenti". Le cifre si basano su un report interno dell'Ufficio dell'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, ha precisato.
Fonte: “Hamas darà una risposta ufficiale ai mediatori questa sera”
Una fonte nelle fazioni palestinesi ha dichiarato al canale televisivo saudita Al-Hadath che "Hamas trasmetterà la sua risposta ufficiale ai mediatori questa sera". La fonte ha spiegato che Hamas "sostiene l'accettazione di un accordo di tregua come primo passo per 60 giorni. Durante questo periodo, si terranno negoziati per una soluzione globale: la cessazione completa della guerra e il ritiro completo di Israele". È stato anche riferito che "esiste un consenso tra le fazioni palestinesi sull'importanza di raggiungere un cessate il fuoco, come passo preliminare per risolvere la situazione interna palestinese"
Idf: “Soldato 19enne morto nella notte a nord Gaza”
L'esercito israeliano (Idf) ha comunicato che un suo soldato è rimasto ucciso nella notte nel nord della Striscia di Gaza. Lo riporta il Times of Israel. UIl militare è stato identificato come il sergente Yair Eliyahou, 19 anni, "rimasto ucciso durante la notte in un incidente operativo legato al combattimento nella Striscia di Gaza settentrionale". Le circostanze dell'incidente sono oggetto di indagine
Katz: “Piano dell’esercito per garantire la fine della minaccia iraniana a Israele”
L'esercito israeliano preparerà un "piano di esecuzione per garantire che l'Iran non possa più minacciare Israele". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, aggiungendo che l'esercito deve "prepararsi a livello di intelligence e operativo per garantire che l'aeronautica mantenga la sua superiorità aerea su Teheran". Attualmente vige una tregua tra Israele e Iran dopo una guerra durata 12 giorni il mese scorso
Khan Younis, 18 palestinesi uccisi: ieri 100 morti
Mentre si intensificano le trattative per un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, a Gaza si registrano nuove vittime dopo la giornata particolarmente cruenta di ieri, con un bilancio di 100 morti. Secondo fonti mediche citate da Al Jazeera, almeno 18 palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano a Gaza dall'alba. Tra le vittime ci sono almeno 15 persone uccise quando gli aerei israeliani hanno bombardato le tende che ospitavano sfollati palestinesi nella zona di al-Mawasi, vicino alla città di Khan Younis, nella striscia di Gaza meridionale. Un'altra persona è stata uccisa dal fuoco israeliano mentre cercava aiuti nei pressi del punto di distribuzione della Gaza Humanitarian Foundation, nei pressi del cosiddetto Corridoio di Netzarim, nella striscia di Gaza centrale. Gli attacchi odierni si verificano il giorno dopo una serie di attacchi mortali avvenuti nell'enclave che, secondo il bilancio aggiornato diffuso dall'agenzia stampa palestinese Wafa, hanno causato la morte di oltre 100 palestinesi, tra cui 51 uccisi mentre attendevano gli aiuti umanitari
Lapid ad Abu Dhabi, colloqui su ostaggi e sviluppi nella regione
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha concluso una breve visita ad Abu Dhabi, dove ha incontrato il presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohammed bin Zayed al Nahyan, e il ministro degli Esteri del Paese, Abdullah bin Zayed Al Nahyan. In un post su X, il leader del partito centrista Yesh Atid ha affermato di aver discusso "degli sviluppi regionali e dell'estrema importanza della restituzione di tutti gli ostaggi"
Media: “Colloqui indiretti Usa-Hezbollah sulla consegna delle armi”
Oltre che su Gaza, ci potrebbero essere passi avanti verso una pace più definitiva anche sul fronte del Libano. Secondo quanto riferito dal quotidiano libanese "Al-Akhbar", vicino a Hezbollah, una figura libanese con connessioni con l'amministrazione americana sta conducendo colloqui con l'organizzazione terroristica incentrati sulla consegna delle armi. Tra gli argomenti discussi da questa figura non meglio identificata, riporta il sito israeliano Ynet News, ci sono le garanzie che potrebbero essere offerte in cambio delle armi consegnate. Secondo "Al-Akhbar", lo scopo dei contatti è di convincere Hezbollah che dovrebbe iniziare la consegna delle armi invece dell'intervento di un'entità dedicata a ritirarle con "minacce o forza". Tra Israele e Libano vige un cessate il fuoco, entrato in vigore dal 27 novembre scorso. Da allora quasi 250 persone sono state uccise e 609 ferite negli attacchi israeliani, secondo il ministero della Sanità libanese
Trump: “Entro 24 ore la risposta di Hamas sula tregua”
Il presidente Usa Trump ha dichiarato che probabilmente si saprà entro 24 ore come il gruppo militante palestinese Hamas risponderà alla proposta di un cessate il fuoco con Israele a Gaza.
Macron, telefonata con Trump su Iran, Ucraina e accordo dazi
Il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha parlato questa sera al telefono con il presidente americano, Donald Trump discutendo "dell'Iran, dell'Ucraina e dei negoziati in corso fra la Commissione europea e gli Stati Uniti". Lo si è appreso da una fonte dell'Eliseo. Macron, fa sapere la stessa fonte, ha parlato anche con il principe ereditario dell'Arabia Saudita dell'Iran e della situazione a Gaza.
Onu, 40 mila palestinesi colpiti da ordine di evacuazione
Nuovi ordini di evacuazione da parte delle forze di difesa israeliane stanno impattando drammaticamente sulla vita dei palestinesi. Lo ha detto il portavoce dell'Onu Stephane Dujarric nel suo incontro quotidiano con i media. "Posso dirvi - ha spiegato - che lo spazio disponibile per i civili si restringe ogni giorno di più. Solo ieri (mercoledì, ndr), le autorità israeliane hanno emesso un nuovo ordine di evacuazione, questa volta per alcune zone della città di Gaza - citando lanci di razzi palestinesi". "I nostri colleghi - ha aggiunto Dujarric - stimano che circa 40 mila persone si trovassero in queste aree, che comprendevano un sito per sfollati, un punto medico e un quartiere che finora era stato risparmiato da ordini di evacuazione sin dal cessate il fuoco. Nella giornata di oggi (ieri, ndr), si stima che circa 900 famiglie siano fuggite".
Trump: “Voglio che la gente di Gaza sia al sicuro”
"Voglio che la gente di Gaza sia al sicuro". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti prima di partire per l'Iowa
Media, risposta positiva a proposta di tregua
Il canale Al-Aqsa, affiliato a Hamas, riferisce questa sera che l'organizzazione islamista ha inviato al Qatar una risposta positiva in relazione alla nuova proposta per un accordo di tregua e liberazione degli ostaggi.
L'organizzazione islamista non ha ancora rilasciato una dichiarazione ufficiale né sono stati divulgati dettagli sulle eventuali condizioni poste. Intanto il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha riunito il gabinetto ristretto. Il presidente Trump, parlando oggi con l'ex ostaggio Idan Alexander alla Casa Bianca ha affermato: "concluderemo l'affare", riferendosi all'accordo di tregua, riportano i media israeliani