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Medio Oriente, le news. Netanyahu: “Ordinato all’Idf raid in Siria a difesa dei drusi”

Medio Oriente, le news. Netanyahu: “Ordinato all’Idf raid in Siria a difesa dei drusi”
(reuters)
Idf: “Evacuare immediatamente Gaza City e Jabalia”. Il ministro della Difesa siriano annuncia il cessate il fuoco a Sweida. Tre membri della commissione Onu per le violazioni dei diritti umani si sono dimessi
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Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro israeliano della Difesa Israel Katz affermano di aver ordinato all'Idf di colpire le forze siriane "a seguito dell'attacco ai drusi in Siria".

Intanto nella Striscia l'esercito israeliano (Idf) ha esortato la popolazione di Gaza City e Jabalia a "evacuare immediatamente, riporta Al Jazeera. Un portavoce dell'Idf ha affermato che si tratta di un "avvertimento urgente".

Axios: “Usa hanno chiesto a Israele di fermare i raid in Siria”

L'amministrazione Trump ha chiesto a Israele di fermare i raid contro le forze militari siriane nel sud del paese. Lo riporta Axios citando una fonte americana, secondo la quale Israele ha promesso che cesserà gli attacchi.

Siria: a Sweida 203 morti, di cui 92 drusi e 93 governativi

L'Osservatorio siriano dei diritti umani (OSDH) ha riferito oggi di un nuovo bilancio delle violenze a Sweida (nel sud della Siria), che porta a 203 il numero di morti dall'inizio degli scontri tra drusi e beduini, in seguito al dispiegamento di forze governative nella regione. "Il numero di morti legati ai combattimenti e alle esecuzioni sommarie a Sweida da domenica mattina ammonta a 203", ha precisato l'ONG. Tra questi, 92 drusi, di cui 21 civili giustiziati sommariamente da membri dei ministeri della difesa e dell'interno, 93 membri delle forze governative e 18 beduini.

Siria: Usa lavorano per evitare escalation con Israele

L'inviato speciale degli Stati Uniti in Siria afferma di stare lavorando per impedire un'escalation dopo che gli attacchi aerei israeliani hanno preso di mira le forze governative nel sud del Paese. "Siamo attivamente impegnati con tutte le parti interessate in Siria per avviare discussioni calme, continue e produttive", ha affermato Tom Barrack in un post sui social media. "La confusione, la comunicazione inefficiente rappresentano la sfida più grande nel garantire un'integrazione pacifica e ponderata degli interessi di ciascuna parte". Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno dichiarato di aver ordinato all'esercito di bombardare un convoglio militare siriano diretto a Suwayda, accusandolo di aver preso di mira la comunità drusa.

Ambasciatore Usa,accertare responsabilità su morte Sinjil

L'ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha chiesto un'indagine sulla morte di un palestinese con cittadinanza americana, ucciso nel villaggio di Sinjil, vicino a Ramallah, dopo essere stato colpito alla testa con un manganello durante un violento scontro tra ebrei e palestinesi. In un post pubblicato su X, ha scritto: "Bisogna accertare le responsabilità per un simile atto di terrore".

Netanyahu, oggi azione intensa contro regime di Damasco

Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è intervenuto alla conferenza MUNIEXPO 2025 di Tel Aviv e ha commentato gli attacchi in Siria. "Stamattina - ha affermato Netanyahu - ho ordinato un'azione intensa contro le forze del regime di Damasco, entrate in un'area che abbiamo definito zona demilitarizzata, sia per la nostra sicurezza sia per quella delle comunità druse". Netanyahu ha aggiunto: "Abbiamo colpito carri armati, mezzi blindati e artiglieria. Ciò che accadrà dipenderà da ciò che il regime di Damasco farà o non farà. Non abbiamo alcun interesse a sviluppare un conflitto con loro, siamo interessati ad ampliare il cerchio della pace e agiremo per garantire la nostra sicurezza".

Ucciso un capo di Hamas a Gaza City

Hamas ha dichiarato oggi in un comunicato che uno dei suoi leader, Mohammed Faraj al-Ghoul, è stato ucciso in un attacco aereo israeliano a Gaza City. Il comunicato non ha fornito ulteriori dettagli e non vi è stato alcun commento immediato da parte dell'esercito israeliano in merito all'attacco aereo. La comunicazione è arrivata mentre l'esercito israeliano ha rilasciato una nuova dichiarazione, in cui intima ai residenti di diverse aree di Gaza City e di Jabalia, nella parte settentrionale della Striscia di Gaza, di evacuare immediatamente verso le aree occidentali e poi verso quelle meridionali, in direzione di Al-Mawasi, a causa dell'intensificarsi delle operazioni militari. Il 18 marzo scorso Israele ha ripreso le sue operazioni militari a Gaza. Almeno 7.656 palestinesi sono stati uccisi e altri 27.314 feriti da quando Israele ha ripreso i suoi intensi attacchi, portando il bilancio totale delle vittime dall'ottobre 2023 a 58.479 e quello dei feriti a 139.355, hanno dichiarato oggi le autorità sanitarie di Gaza.

Lega Araba condanna piani di Israele su popolazione Gaza

La Lega Araba ha condannato oggi con la massima fermezza i piani israeliani diffusi di recente, volti a "ammassare" i palestinesi in un piccolo campo nella Striscia di Gaza meridionale. In una dichiarazione rilasciata oggi, il Segretariato generale della Lega ha sottolineato che il piano, descritto dalle forze occupanti come una "città umanitaria", non ha alcuna relazione con l'umanità o la civiltà. La Lega Araba ha affermato che il piano, che respinge sia nella forma che nella sostanza, riflette un nuovo livello di "declino morale ed etico" da parte dell'occupante e rivela l'intenzione di continuare la politica di "pulizia etnica", rioccupare la Striscia di Gaza e, probabilmente, prepararla all'espansione degli insediamenti. Il Segretariato generale ha invitato la comunità internazionale ad affrontare con "fermezza" questi piani "disumani", sottolineando che ora è urgentemente necessario un accordo di cessate il fuoco. Secondo la Lega, occorre anche che Israele smetta di frapporre ostacoli, di ricorrere a tattiche dilatorie e di creare ostacoli su ostacoli per eludere i propri obblighi per arrivare ad una cessazione delle ostilità.

Albanese (Onu), Ue sospenda associazione con Israele

Francesca Albanese, relatrice dell'Onu sui territori palestinesi, sta facendo pressioni sull'Unione Europea affinchè sospenda l'accordo di associazione con Israele, avvertendo che la prosecuzione degli scambi commerciali rende l'Unione complice di un "genocidio". In una serie di post su X, Albanese ha scritto che l'UE è "legalmente obbligata" a sospendere l'accordo, aggiungendo che difendere la condotta di Israele a Gaza "non è solo superfluo, è grottesco". Ha chiesto "giustizia e responsabilità" per i leader bellici israeliani. Albanese ha affermato che l'UE è il principale partner commerciale e di investimento di Israele, con una dimensione quasi doppia rispetto agli Stati Uniti, e che "commerciare con un'economia indissolubilmente legata all'occupazione, all'apartheid e al genocidio è complicità".

Hezbollah: “Attacco Israele grave escalation”

L'attacco israeliano nel sud del Libano che ha causato 12 morti nella valle della Bekaa "costituisce una grave escalation nel contesto dell'aggressione in corso contro il Libano e il suo popolo". Lo dichiara Hezbollah in un comunicato, invitando le autorità libanesi a "prendere misure serie, immediate e decisive" per far rispettare il cessate il fuoco su cui si sono accordati a novembre Israele e Hezbollah.

La Siria dichiara di ritenere Israele responsabile degli attacchi nel sud del paese

Il Ministero degli Esteri siriano ha dichiarato martedì che Israele è pienamente responsabile degli ultimi attacchi nel sud della Siria e delle loro conseguenze. Il ministero ha dichiarato di voler proteggere tutti i cittadini siriani senza eccezioni, compresa la minoranza drusa. Israele ha effettuato attacchi contro le forze governative siriane nel sud-ovest della Siria per il secondo giorno, giurando di mantenere l'area demilitarizzata e di proteggere la minoranza drusa.

Esercito israeliano: “Una decina di civili israeliani hanno attraversato il confine con la Siria”

Decine di civili israeliani hanno attraversato il confine e sono entrati in territorio siriano dalla zona di Majdal Shams. Lo ha riferito l'Idf su Telegram. Ai militari è stato chiesto di operare per operando per mettere in sicurezza i civili che hanno attraversato il confine.

Kallas: “Nostro intento non è punire Israele, è consentire aiuti”

"L'obiettivo non è punire Israele; è migliorare realmente la situazione a Gaza". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, in conferenza stampa al termine del Consiglio Esteri. "La scorsa settimana Israele e l'Unione europea hanno raggiunto un'intesa per l'espansione degli aiuti umanitari a Gaza. Quindi vediamo segnali positivi. Vediamo un numero maggiore di camion e rifornimenti che raggiungono Gaza. Vediamo l'apertura di più punti di accesso. Assistiamo anche alla riparazione delle linee elettriche. Ma Israele deve adottare misure più complete per migliorare la situazione umanitaria sul campo", ha spiegato. "L'Unione europea monitorerà attentamente l'attuazione di questa intesa comune e degli impegni presi, e aggiornerà il rispetto degli stessi ogni due settimane", ha aggiunto. "Ho anche presentato ai ministri un inventario delle diverse misure che potrebbero essere adottate in relazione alla revisione" dell'accordo di associazione Ue-Israele "effettuata a giugno. Abbiamo quindi discusso su questo argomento, e queste sono scelte che gli Stati membri devono fare. Terremo queste opzioni sul tavolo e saremo pronti ad agire se Israele non manterrà i suoi impegni. L'obiettivo non è punire Israele. L'obiettivo è migliorare realmente la situazione a Gaza", ha concluso.

Ministro israeliano Chikli, eliminare leader Siria Sharaa

Il ministro degli Affari della diaspora Amichai Chikli ha chiesto l'eliminazione del presidente siriano Ahmed al-Sharaa. Lo riferisce la stampa israeliana. "Se sembra Hamas, parla come Hamas e si comporta come Hamas, è Hamas!", ha dichiarato Chikli a quanto riporta Israel Hayom. "Chiunque creda che Ahmad al-Sharaa sia un leader legittimo si sbaglia gravemente. E' un terrorista e un barbaro assassino che dovrebbe essere eliminato senza indugio", ha aggiunto.

Fonti Ue, monitoreremo accordo Ue-Israele su aiuti

I 27 hanno "preso nota" dell'accordo raggiunto con Israele dall'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas per aumentare il volume degli aiuti umanitari a Gaza ma hanno anche concordato che sarà necessario il "monitoraggio della sua attuazione". Lo fa sapere all'ANSA una fonte diplomatica europea. Adesso ogni due settimane verrà consegnato un rapporto al Comitato di Politica e Sicurezza dell'Ue (Cops) e i ministri degli Esteri tireranno le somme al Consiglio informale di Copenaghen, a fine agosto. "Le opzioni di risposta elencate dal rapporto Kallas restano sul tavolo", spiega la fonte aggiungendo che "nessuno" ha proposto di attivarle.

Media, colloqui al Cairo su ingresso aiuti a Gaza e cura feriti

Fonti del media egiziano al Qahera fanno sapere che sono in corso al Cairo incontri tra Egitto, Qatar e Israele per discutere delle modalità di ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza, l'uscita dei feriti e il rientro delle persone bloccate, nell'ambito degli sforzi egiziani per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza. "Questi incontri - afferma al Qahera citando sue fonti - rientrano negli sforzi dell'Egitto per superare gli ostacoli al raggiungimento di un accordo e nel suo impegno a garantire la consegna di aiuti umanitari alla popolazione della Striscia di Gaza in quantità sufficienti e appropriate". Inoltre - aggiunge - "gli incontri dimostrano progressi e consenso su diverse questioni relative alla clausola umanitaria dell'accordo di cessate il fuoco e proseguiranno per due giorni"

Ong: “12 civili drusi uccisi a Sweida dalle forze governative”

Dodici civili drusi sono stati uccisi nella città siriana di Sweida da forze governative di Damasco, secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, con sede a Londra. I militari, appartenenti ai ministeri della Difesa e dell'Interno, avrebbero compiuto esecuzioni sommarie all'interno della guest house della famiglia Radwan. Un video non verificato mostra corpi insanguinati tra arredi distrutti e ritratti di dignitari drusi. La notizia ha scatenato proteste in diverse città del nord di Israele, dove manifestanti drusi hanno bloccato strade e incendiato pneumatici chiedendo al governo un intervento deciso a tutela della loro comunità in Siria. L'esercito israeliano, intanto, ha condotto un attacco mirato contro forze siriane che si stavano avvicinando a Sweida, dichiarando di voler proteggere la minoranza drusa. Damasco ha annunciato un cessate il fuoco nella zona, ma la situazione resta tesa

Proseguono a Doha i negoziati per il cessate il fuoco a Gaza

Proseguono a Doha i negoziati indiretti tra Hamas e Israele per arrivare a un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza che porti alla liberazione degli ostaggi israeliani ancora trattenuti nell'enclave palestinese. Lo ha reso noto un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar. Doha resta in contatto con Washington, ma non è previsto che l'inviato speciale della Casa Bianca per il Medioriente Steve Witkoff si unisca ai negoziati in questo momento, ha precisato il portavoce

Fonti di Tel Aviv: “Gli Usa stanno convincendo Netanyahu sulla tregua”

Fonti israeliane coinvolte nei negoziati per un accordo sugli ostaggi e un cessate il fuoco a Gaza hanno riferito che intensi negoziati stanno continuando a Doha, in Qatar. Secondo quanto rivelato loro al quotidiano israeliano Ynet, gli Stati Uniti stanno esercitando una forte pressione su Hamas attraverso il Qatar, e allo stesso tempo sostengono che gli americani sono riusciti a convincere Netanyahu "ad accettare cose su cui prima non era disposto a scendere a compromessi". Le fonti hanno chiarito che al momento il rifiuto è da parte di Hamas. Nel frattempo, i ministri del governo hanno affermato che "Netanyahu è riuscito a mediare la flessibilità con i ministri Ben-Gvir e Smotrich concordando che avrebbero espresso opposizione ma non si sarebbero dimessi dal governo"

Siria, ong: “In due giorni 116 uccisi negli scontri nel sud”

Sale a 116 uccisi il bilancio di due giorni di combattimenti nella regione meridionale di Suwayda tra forze governative e loro alleati locali contro milizie druse. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui si contano 64 uccisi tra i drusi, tra cui due minori e due donne, e 52 tra i governativi e loro alleati i beduini della zona

Israele, il partito Ebraismo della Torah Unito lascia la coalizione di governo

La maggioranza che sostiene il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è in bilico dopo che il partito ultraortodosso Ebraismo della Torah Unito ha lasciato la coalizione di governo. L'uscita di un partito che ha a lungo svolto un ruolo determinante nella politica israeliana non minaccia immediatamente il governo di Netanyahu. Tuttavia lascia il leader israeliano con una maggioranza risicata. Le due fazioni dell'Ebraismo della Torah Unito, Agudat Yisrael e Degel HaTorah, hanno dichiarato di voler abbandonare il governo a causa delle divergenze su un disegno di legge che rivedrebbe le ampie esenzioni dal servizio militare per i loro elettori, molti dei quali studiano testi ebraici invece di arruolarsi nell'esercito. L'addio del partito ultraortodosso ha una finestra di 48 ore prima di diventare ufficiale, il che significa che Netanyahu può ancora trovare il modo di soddisfare il partito e riportarlo nella coalizione. Il ministro Miki Zohar, del partito Likud di Netanyahu, si è detto fiducioso che il partito possa essere convinto a tornare nella coalizione. "Se Dio vuole, tutto andrà bene", ha affermato

Netanyahu: “Ordinato all’Idf raid in Siria a difesa dei drusi”

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu e il ministro israeliano della Difesa Israel Katz affermano di aver ordinato all'Idf di colpire le forze siriane "a seguito dell'attacco ai drusi in Siria". Lo riporta il Times of Israel.
Nella dichiarazione si afferma che all'Idf è stato ordinato di colpire "le forze del regime e le armi che sono state introdotte nella zona di Sweida", cosa che Netanyahu e Katz affermano essere "contraria alla politica di smilitarizzazione decisa, che proibisce l'ingresso di forze e armi nella Siria meridionale che mettono in pericolo Israele"

Il ministro siriano annuncia il cessate il fuoco a Sweida

Il ministro della Difesa siriano ha annunciato un "cessate il fuoco totale" a Sweida, città che si trova nel sud della Siria, teatro nelle ultime 48 ore di duri scontri tra la comunità drusa e i beduini. "Annunciamo un cessate il fuoco totale", ha annunciato il ministro, Murhaf Abu Qasra, sul suo account X. Dall'arrivo delle forze governative in città gli scontri hanno contrapposto le forze siriane contro i combattenti drusi

Netanyahu sente Katz e capo Idf, timori per comunità drusa

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha tenuto un colloquio telefonico con il ministro della Difesa Israel Katz e il Capo di Stato Maggiore Eyal Zamir a seguito dell'escalation in Siria e del timore di danni per la comunità drusa nel Paese. In Israele, si teme che il regime voglia privare i drusi delle loro armi. Lo riporta Ynet

Siria, drusi accolgono le forze del governo e chiedono di negoziare

Le autorità religiose druse di Suwayda hanno invitato le forze druse locali ad arrendersi alle forze governative di Damasco e a consegnare le armi per evitare scontri armati all'interno della città. In un comunicato diffuso nelle ultime ore, quando le forze governative si apprestavano a entrare nel capoluogo meridionale, i leader religiosi drusi hanno scritto sul profilo ufficiale della Presidenza spirituale dei drusi: "dopo i recenti eventi che hanno colpito la regione di Suwayda negli ultimi giorni, causando un elevato numero di vittime, e spinti dal desiderio di prevenire ulteriori spargimenti di sangue e di ripristinare la sicurezza e la stabilità nella regione, e nella convinzione che per realizzare ciò sia necessaria l'imposizione dell'autorità statale sulla regione tramite le istituzioni ufficiali, in particolare quelle di sicurezza e militari, dichiariamo quanto segue". Il comunicato prosegue con alcuni punti in cui si accoglie l'ingresso delle forze di Damasco; si chiede alle fazioni (druse) di cooperare con le istituzioni statali, non opporre resistenza e consegnare le armi; si invita il governo ad avviare un dialogo per "attivare le istituzioni statali in collaborazione con la popolazione della regione, mettendo a frutto le loro risorse e capacità nei vari settori". L'ultimo punto si riferisce all'esigenza delle autorità locali druse di negoziare con Damasco una sorta di autonomia amministrativa, di sicurezza e nella gestione delle risorse e dei servizi a Suwayda

Attacco Idf a Sweida, nel sud della Siria

L'esercito israeliano ha condotto un attacco nell'area di Sweida, nel sud della Siria. Lo rivela Ynet. La zona presa di mira dall'Idf, nelle ultime 48 ore è stata teatro di violenti e gravi scontri tra drusi e beduini

Siria: “Le forze governative sono entrate a Suwayda”

Le forze governative siriane agli ordini dell'autoproclamato presidente Ahmad Sharaa (Jolani) sono entrate a Suwayda, capoluogo meridionale roccaforte della comunità drusa di Siria. Lo riferisce la tv filo-governativa SyriaTv mostrando immagini dei militari e miliziani agli ordini di Sharaa per le strade di Suwayda

Raid dell’Idf su alcuni campi militari di Hezbollah nella valle della Bekaa

L'aviazione israeliana ha lanciato attacchi contro obiettivi della forza Radwan di Hezbollah nella valle della Bekaa, in Libano. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Idf, sottolineando che "gli attacchi si concentrano sui campi militari utilizzati da Hezbollah per condurre l'addestramento dei terroristi"

Media: “In corso un attacco dell’Idf nel nord-est di Gaza City”

Il quotidiano Israel Hayom riferisce che è in corso un attacco dell'esercito israeliano nel nord-est di Gaza City. Poco fa il portavoce in arabo dell'Idf, il colonnello Avichai Edrei, aveva emesso un avviso di evacuazione in una lunga lista di quartieri della Striscia

Drone lanciato dallo Yemen intercettato vicino Eilat

Un drone lanciato dallo Yemen verso Israele è stato intercettato con successo dalle difese aeree dell'Idf al largo della costa della città di Eilat.

Kallas: “Vogliamo vedere più accesso aiuti a Gaza”

"La situazione a Gaza è ancora pessima, la situazione umanitaria è catastrofica. Quindi, finchè non migliorerà davvero, non avremo fatto abbastanza tutti. È chiaro che ci troviamo in una situazione in cui non esiste un cessate il fuoco, ed è per questo che è molto più difficile fornire aiuti. Ma dobbiamo davvero impegnarci per questo, per aiutare la popolazione, perché non sappiamo quanto sia effettivamente esteso il cessate il fuoco". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo al Consiglio Esteri.

Idf emette ordine evacuazione per Gaza City e Jabalia

Il portavoce dell'Idf in arabo, il colonnello Avichai Edrei, ha emesso un avviso di evacuazione in una lunga lista di quartieri di Gaza City e Jabalya, dove ieri è avvenuto il disastro del carro armato in cui sono stati uccisi tre giovani soldati. Secondo quanto riferito da Israel Hayom, l'Idf nelle prossime ore dovrebbe attaccare queste aree con grande intensità.

Coloni israeliani attaccano giornalista della Cnn

Un giornalista della Cnn afferma che la sua troupe è stata attaccata ieri da coloni israeliani mentre si trovava in Cisgiordania per documentare la morte di un ventenne palestinese-americano che sarebbe stato ucciso a botte vicino a Ramallah alcuni giorni fa. "Mentre stavamo seguendo questo servizio, io e la mia squadra siamo stati attaccati dai coloni israeliani. Il lunotto posteriore del nostro veicolo è stato rotto, ma siamo riusciti a fuggire illesi", ha dichiarato su X il reporter Jeremy Diamond. "Questo è solo un frammento della realtà che molti palestinesi affrontano in Cisgiordania a causa della crescente violenza dei coloni", ha aggiunto il giornalista della Cnn. All'inizio di questo mese due giornalisti dell'emittente tedesca Deutsche Welle sono rimasti feriti in un attacco da parte dei coloni israeliani nella stessa zona.

Fondazione belga chiede a Lisbona l’arresto di un soldato israeliano

La fondazione belga Hind Rajab ha denunciato alle autorità portoghesi un cittadino israeliano attualmente in vacanza a Lisbona, chiedendone l'arresto immediato e l'apertura di un'indagine. Dani Adonya Adega è un soldato dell'esercito israeliano e, stando alla richiesta di arresto, sarebbe uno dei cecchini responsabili di crimini di guerra nella kill zone del corridoio di Netzarim. La richiesta alle autorità portoghesi, basata fra l'altro su immagini postate dal soldato israeliano nelle reti sociali, è stata depositata tramite l'avvocata Carmo Afonso, molto nota in Portogallo anche come opinionista vicina ai partiti dell'estrema sinistra portoghese. La fondazione prende il nome da una bambina uccisa dagli israeliani a Gaza nel gennaio 2024 e si dedica a combattere ciò che i fondatori descrivono come "impunità dei crimini di guerra israeliani", dicendo di ispirarsi al lavoro svolto dal Centro Simon Wiesenthal sui criminali nazisti. Secondo fonti israeliane, invece, si tratterebbe di due figure legate al terrorismo internazionale e con legami a Hezbollah, Hamas e alla Arab European League, un'altra organizzazione belga sciolta nel 2010 dalla magistratura. Certamente la fondazione non è nuova a questo tipo di denunce di soldati israeliani individuati fuori dal loro Paese. Questa prima denuncia in Portogallo si ispira a una legge nazionale sulle violazioni del diritto internazionale e prevede l'arresto anche per reati commessi all'estero.

Il ministro degli Esteri israeliano: “Non vogliamo controllare la Striscia a lungo termine”

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha dichiarato che il suo paese non ha "alcuna intenzione" di controllare la Striscia di Gaza a lungo termine. "Non abbiamo alcuna intenzione di farlo", ha dichiarato Sa'ar in un'intervista esclusiva a Euronews. "Per quanto riguarda la striscia di Gaza, abbiamo solo preoccupazioni di sicurezza". Le affermazioni di Sa'ar sembrano contraddire il primo ministro Benjamin Netanyahu che a maggio aveva dichiarato che Israele avrebbe preso il controllo di tutta Gaza dopo la fine della guerra. "Attueremo il piano Trump, è un buon piano, fa la differenza e significa qualcosa di molto semplice: i residenti di Gaza che vogliono andarsene possono andarsene", aveva detto Netanyahu, riferendosi alla proposta avanzata da Trump di reinsediare tutta la popolazione di Gaza in altri paesi.

Si dimettono tre membri della commissione Onu per le violazioni in Israele e Palestina

I tre membri della commissione delle Nazioni Unite incaricata di indagare sulle violazioni dei diritti umani in Israele e nei territori palestinesi si sono dimessi, affermando che è giunto il momento di rinnovare l'organismo, ha dichiarato lunedì un portavoce dell’Onu. La commissione, composta da tre membri, è stata creata nel 2021 ed è stata duramente criticata da Israele. Navi Pillay, 83 anni, sudafricana, che in passato ha presieduto il tribunale internazionale per il Ruanda, ha citato la sua età in una lettera in cui annunciava le sue dimissioni. L'australiano Chris Sidoti, 74 anni, ha affermato nella sua lettera che si trattava del "momento opportuno" per rinnovare la commissione, mentre l'indiano Miloon Kothari ha appena affermato che è stato "un onore" farne parte. Jurg Lauber, presidente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ha chiesto agli stati membri di proporre nuovi membri entro il 31 agosto.

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