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Israele - Gaza, le news del 29 agosto. Trump revoca i visti ai palestinesi prima dell’assemblea Onu

Israele - Gaza, le news del 29 agosto. Trump revoca i visti ai palestinesi prima dell’assemblea Onu
"Non stiamo aspettando. Abbiamo iniziato le prime fasi dell'attacco contro Gaza City", scrive il portavoce dell’Idf su X. Il primo ministro Houthi è stato ucciso in un raid israeliano in Yemen. 59 morti nelle ultime 24 ore nella Striscia
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"In conformità con la valutazione della situazione e le direttive dell'establishment politico, a partire dalle ore 10:00 di oggi la tregua tattica locale nelle attività militari non si applicherà all'area di Gaza City, che costituisce una zona di combattimento pericolosa", ha annunciato l’Idf.

Il primo ministro del governo degli Houthi in Yemen, Ahmed al-Rahawi, è stato ucciso in un raid israeliano ieri sulla capitale Sana’a.

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha annunciato la revoca dei visti ai membri dell'Olp e dell’Anp in vista dell'imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota sottolineando che "l'impegno dell'amministrazione Trump era di non premiare il terrorismo".

Fonti, Turchia chiusa ai voli israeliani non commerciali

Una fonte diplomatica in Turchia ha chiarito all'agenzia di stampa Reuters che la dichiarazione del Ministro degli Esteri Hakan Fidan sulla chiusura dello spazio aereo a Israele si riferiva solo ai voli governativi israeliani e alle spedizioni di armi. La fonte ha affermato che "la dichiarazione del Ministro degli Esteri riguardava solo i voli ufficiali israeliani e i voli che trasportano armi o munizioni verso Israele, non è un divieto sui voli commerciali".

Pezeshkian, non vogliamo lo scontro ma Israele e Usa vogliono distruggerci

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha dichiarato che l'Iran non desidera un conflitto, ma risponderà "con forza" nel caso in cui Israele o gli Stati Uniti dovessero attaccare. In un'intervista televisiva preregistrata, citata da Haaretz, Pezeshkian ha accusato Washington e Tel Aviv di voler "dividere e distruggere l'Iran", sottolineando che "nessun iraniano vuole che il Paese sia diviso".

Media, in Israele divario tra opinione pubblica e governo

Secondo quanto emerso da un sondaggio trasmesso dall'emittente Channel 12, il 60% degli israeliani ritiene che la prossima mossa di Israele nella guerra contro Hamas dovrebbe essere raggiungere un accordo per la liberazione degli ostaggi, mentre solo il 31% preferisce procedere con i piani per la presa di Gaza City. I risultati mostrano un crescente divario tra l'opinione pubblica e il governo, che ha deciso di andare avanti con l'operazione militare ignorando la proposta in più fasi accettata da Hamas il 18 agosto.

Ministero della Salute di Gaza, 58 palestinesi uccisi dall’alba

Almeno 58 palestinesi sono stati uccisi dall'alba in una serie di attacchi israeliani su tutta la Striscia di Gaza, tra cui 25 a Gaza City e 5 nell'area di al-Mawasi, considerata una "zona umanitaria" ma più volte colpita. Inoltre, almeno nove persone in attesa di aiuti sono state uccise dal fuoco israeliano vicino al Corridoio di Netzarim, nel centro di Gaza. Lo ha reso noto il ministero della Salute di Gaza gestito da Hamas, citato da Al Jazeera.

Abu Mazen: “La decisione Usa sui visti è illegale”

Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), ha espresso rammarico per la decisione del Dipartimento di Stato americano di negare i visti alla delegazione palestinese per l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a settembre. Il suo ufficio lo ha sottolineato, aggiungendo che "la decisione del Dipartimento di Stato americano contraddice il diritto internazionale. L'amministrazione americana deve revocare la sua decisione e consentire l'ingresso alla delegazione palestinese"

Tajani, sanzioni ai coloni più che stop ai fondi Ue

"Andremo al dibattito, noi preferiamo intervenire piuttosto sulle sanzioni. Ne stiamo parlando con i nostri interlocutori, in modo particolare con la Germania, e credo che ci sarà una posizione comune, Italia e Germania, su questo argomento. Ma, ripeto, secondo me bisogna incidere attraverso le sanzioni ai coloni più violenti". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a proposito della proposta della Commissione sulla sospensione dei fondi Horizon a Israele, che si discuterà domani al consiglio informale.

Hamas, Israele pagherà con il sangue l’attacco a Gaza City

Il piano di occupazione di Israele della Striscia di Gaza "avrà un effetto devastante sulla leadership militare e politica", e "l'esercito nemico pagherà il prezzo con il bagno di sangue dei suoi soldati": è la minaccia lanciata da Abu Obeida, portavoce del braccio armato di Hamas, le brigate Qassam. Gli ostaggi "corrono gli stessi rischi dei combattenti palestinesi", aggiunge in un messaggio citato da al Jazeera. "Se moriranno la responsabilità sarà del governo israeliano".

Herzog chiede il patteggiamento al processo per corruzione contro Netanyahu

Il Presidente israeliano, Isaac Herzog, ha ribadito la sua richiesta affinché il processo per corruzione del primo ministro Benjamin Netanyahu si concluda con un patteggiamento, aggiungendo: "Questo caso sta colpendo profondamente il sistema e lacerando la società israeliana". Lo scorso aprile, Herzog aveva chiesto di valutare la possibilità di raggiungere un patteggiamento nel processo a Netanyahu, in base al quale Netanyahu avrebbe abbandonato la politica senza scontare una pena detentiva.

Anp, gli Usa non fermeranno il riconoscimento della Palestina

“Esprimiamo la nostra sorpresa per la decisione di Washington di impedire alla nostra delegazione, guidata dal Presidente Abbas (Abu Mazen), di partecipare alle riunioni delle Nazioni Unite. La decisione di Washington viola l'accordo sulla sede delle Nazioni Unite e invitiamo Guterres e il Consiglio di Sicurezza ad assumersi le proprie responsabilità. Affermiamo che la decisione di Washington non riuscirà a ostacolare il riconoscimento internazionale dello Stato di Palestina". Lo scrive il ministero degli Esteri palestinese.

Media, un promemoria del dipartimento di Stato Usa sottolinea che il divieto di visto vale anche per Abu Mazen

Il New York Post, ripreso dal Times of Israel, afferma di aver ottenuto un promemoria interno del Dipartimento di Stato americano in cui si raccomanda di applicare anche al presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen la politica di divieto di visto per i funzionari palestinesi. Nell'annuncio del Dipartimento, invece, non si specificano i nomi delle persone a cui gli Usa negano il visto. Il promemoria cita notizie secondo cui Abu Mazen voleva presentare una "dichiarazione costituzionale" per dichiarare l'indipendenza palestinese all'Assemblea dell'Onu ma un funzionario palestinese ha detto che l'idea è stata accantonata.

I ministri degli Esteri di Spagna, Norvegia, Irlanda, Slovenia, Islanda e Lussemburgo condannano Israele

I ministri degli Esteri di Spagna, Norvegia, Irlanda, Slovenia, Islanda e Lussemburgo hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui condannano fermamente l'ultima offensiva a Gaza, mentre l'esercito israeliano ha affermato di aver avviato le fasi iniziali dell'attacco alla città di Gaza.

Capo di stato maggiore Idf, continueremo finché tutti gli ostaggi non saranno riconsegnati

Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, Eyal Zamir, ha ribadito che l'offensiva di Israele nella Striscia di Gaza non si fermerà "finché tutti gli ostaggi non saranno riconsegnati, con ogni mezzo possibile". "Questo è un dovere morale che continueremo a portare avanti", ha affermato Zamir commentando l'operazione per recuperare il corpo dell'ostaggio Ilan Weiss, rapito a Gaza il 7 ottobre e assassinato durante la prigionia. "Non ci fermeremo e non ci fermeremo finché tutti i nostri ostaggi non saranno restituiti, con ogni mezzo possibile", ha avvertito il capo di Stato maggiore, come riporta Haaretz.

L’Idf riferisce di aver ucciso il capo delle forze dell'Isis a Gaza

Le Idf hanno eliminato il capo delle forze dell'Isis a Gaza, Mahmoud Abd al-Aziz Abu Zubeida, nella zona di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale. Lo ha riferito il portavoce delle Idf, aggiungendo che l'eliminazione è stata effettuata dall'Aeronautica Militare e che Abu Zubeida era "responsabile della definizione delle politiche, della pianificazione e dell'attuazione dei metodi operativi dell'organizzazione in Giudea e Samaria, nella Striscia di Gaza e nel Sinai.

Idf, non stiamo aspettando, abbiamo iniziato le operazioni militari a Gaza City

"Non stiamo aspettando. Abbiamo iniziato le prime fasi dell'attacco contro Gaza City": lo afferma su X il portavoce dell'Idf, Avichay Adraee. "Stiamo operando con grande forza nelle periferie della città", aggiunge. I reporter di al Jazeera riferiscono di migliaia di sfollati in fuga "sotto un cielo oscurato dal fumo dei bombardamenti".

Sa’ar si congratula con l’amministrazione Trump per la revoca dei visti a membri Olp e Anp

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha accolto con favore la decisione degli Stati Uniti di revocare i visti di ingresso per il presidente dell'autorità palestinese Abu Mazen e per altri alti funzionari palestinesi dell'Anp e dell'Olp, impedendo così la loro partecipazione all'Assemblea generale dell'Onu a settembre. "Grazie al presidente degli Stati Uniti Donald Trump e al segretario di stato Marco Rubio per questo coraggioso passo e per essere stato al fianco di Israele", ha scritto Sàar su X.

Ministero della Salute di Gaza, altre 5 persone morte per fame, 322 in tutto

Nella Striscia di Gaza, altre cinque persone, tra cui due bambini, sono morte per malnutrizione e fame nelle ultime 24 ore, portando il numero totale di decessi per queste cause a 322 dall'inizio della guerra. Lo ha riferito il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas.

Ben-Gvir risponde a Erdogan con “Turchia = Hamas”

Il ministro della sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir ha risposto alla decisione della Turchia di recidere le relazioni economiche con Israele e chiudere il suo spazio aereo per gli aerei israeliani. Sul suo account X, Ben-Gvir ha pubblicato una foto del presidente turco Recep Tayyip Erdogan che stringe la mano all'ex capo dell'Ufficio politico di Hamas, Ismail Haniyeh, che è stato eliminato da Israele a Teheran. Ben-Gvir ha commentato la foto scrivendo: "Turchia = Hamas"

Hamas esorta tutto il mondo a intensificare le misure contro Israele

Il gruppo palestinese Hamas ha esortato i governi di tutto il mondo a "intensificare misure punitive" contro Israele. L'appello è giunto dopo che la Turchia ha dichiarato di aver chiuso i suoi porti e lo spazio aereo alle navi e agli aerei israeliani. "Esortiamo la Turchia, così come i paesi arabi e islamici e le nazioni libere del mondo, a intensificare le misure punitive contro" Israele, ha affermato il gruppo in una nota. Ha invitato i paesi a "recidere tutte le relazioni con esso e lavorare per isolarlo, in modo da costringerlo a fermare il genocidio e la distruzione di Gaza"

Rubio annuncia la revoca dei visti ai membri dell’Olp in vista dell’assemblea Onu

Marco Rubio ha annunciato la revoca dei visti ai membri dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e dell'Autorità Palestinese (ANP) in vista dell'imminente Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Lo riferisce il dipartimento di Stato in una nota sottolineando che "l'impegno dell'amministrazione Trump era di non premiare il terrorismo".

Global Sumud Flotilla in partenza anche il 4 settembre dalla Sicilia

Venti barche con 15 tonnellate di aiuti umanitari, e gli occhi aperti verso eventuali "tentativi di sabotaggio": la Global Sumud Flotilla si appresta a partire dalla Sicilia alla volta di Gaza, dove tenterà di aprire un corridoio umanitario. "Partiremo dalla Sicilia - spiega all'AGI Maria Elena Delia, portavoce italiana della missione - ma non vogliamo per ora indicare i luoghi di partenza. Non lo diciamo per questioni di sicurezza, poichè temiamo sabotaggi, che ci sono sempre stati, anche nel caso ultimo della Handala dove nei contenitori dell'acqua c'era acido. Utilizziamo anche dei sub per controllare che non vengano a sabotare le parti meccaniche: non è una preoccupazione maniacale, è che negli ultimi 15 anni questi sabotaggi sono avvenuti". Sabotaggi israeliani? "Non posso dirlo - risponde - perché non ho mai visto chi li faceva. Posso solo dire che abbiamo avuto barche sabotate".

Ministro degli esteri Spagna: “Proponiamo a Ue un piano per la fine della carestia a Gaza”

"In Ucraina e a Gaza sono in gioco la sicurezza e i valori dell'Europa. Per questo la Spagna lavora perché la Ue dispieghi la sua forza diplomatica e i suoi valori umanitari". Con un videomessaggio riversato su X, il ministro spagnolo degli Esteri, José Manuel Albares, ha annunciato che la Spagna proporrà al vertice informale dei suoi omologhi - oggi e domani a Copenaghen sui conflitti in Medio Oriente e in Ucraina - "un piano" per l'Ue, per "rompere questa carestia indotta da Israele che sta mettendo in pericolo la vita di migliaia di gazawi, inclusi bambini, bambine, neonati".

Netanyahu attacca la direttrice del Pam per dichiarazioni contraddittorie su Hamas

Due giorni dopo averla incontrata, Benjamin Netanyahu ha duramente criticato la direttrice del Programma alimentare mondiale delle Nazioni Unite, Cindy McCain. In una nota, l'ufficio del premier ha accusato McCain di avere cambiato idea su Hamas e il saccheggio di aiuti umanitari. "McCain aveva convenuto che gli aiuti non raggiungono la destinazione prevista perché Hamas li sequestra e li vende a prezzi esorbitanti", ha spiegato l'ufficio del premier. Ma poi, "McCain ha rilasciato dichiarazioni che contraddicono ciò che ha detto a Gerusalemme durante quell'incontro", ha attaccato Netanyahu.

51 morti per raid israeliani dall’alba nella Striscia

Sarebbero almeno 51 i palestinesi morti dall'alba di oggi nella Striscia di Gaza, dove proseguono le operazioni militari israeliane contro Hamas avviate in risposta all'attacco del 7 ottobre 2023 in Israele. Lo riferisce al-Jazeera che cita fonti degli ospedali di Gaza.

Chiesa di Gaza City, da noi rifugiate 400 persone, rimaniamo qui

La Chiesa della Sacra Famiglia di Gaza City ha riferito oggi ad Associated Press che le circa 440 persone che hanno trovato rifugio al suo interno vi rimarranno, insieme ai religiosi che le assisteranno. Farid Jubran, portavoce del Patriarcato Latino di Gerusalemme, ha riferito che la chiesa ha lasciato la decisione alle persone, anche se avevano poche possibilità di proteggersi dai combattimenti. La dichiarazione è giunta dopo che l'esercito israeliano (Idf) ha annunciato che intensificherà l'attacco su Gaza City. "Quando sentiamo il pericolo, le persone si avvicinano alle pareti o a qualsiasi altra cosa che offra maggiore protezione", ha detto Jubran, sottolineando che la chiesa dispone di poche difese specifiche. L'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite ha dichiarato che anche il suo personale e le ong rimarranno sul posto.

L’Idf conferma di aver preso di mira il capo di Stato Maggior e il ministro della Difesa degli Houthi

Le Idf hanno confermato di aver preso di mira il capo di Stato Maggior e il ministro della Difesa degli Houthi nei raid aerei condotti ieri nello Yemen. Lo scrive il Times of Israel precisando che i militari israeliani non hanno ancora riferito nel dettaglio dell'esito dei raid condotti in base a informazioni di intelligence. "Si è trattato di un attacco complesso basato sulle informazioni di intelligence relative al'incontro" tra il capo dell'esercito degli Houthi e il ministro della Difesa, hanno affermato le Idf. "Abbiamo sfruttato una finestra di intelligence ristretta per portare a termine un'operazione precisa", hanno aggiunto. L'esercito israeliano ha quindi spiegato che si sta preparando a una possibile rappresaglia da parte degli Houthi, ma sottolinea che in questa fase non si basa su un avvertimento concreto, bensì su una valutazione generale.

Ministro degli Esteri turco Fidan: la nuova offensiva israeliana su Gaza è “un ulteriore passo verso il genocidio”

"Un ulteriore passo verso il genocidio palestinese". Così il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, ha definito la nuova offensiva israeliana sulla città di Gaza. "Da due anni va avanti un genocidio che con questo piano diventa inequivocabile. E' inaccettabile che l'obiettivo sia l'abbandono di Gaza dei palestinesi. Ognuno dica quello che vuole, la nostra posizione è netta", ha sottolineato. "Se non si pone un freno a queste operazioni militari a pagare per le conseguenze non saranno solo i palestinesi, ma tutta la regione" ha detto Fidan. l ministro turco ha poi definito le azioni israeliane "una delle pagine più nere" della storia e la resistenza palestinese "un simbolo da consegnare alle generazioni"

59 palestinesi uccisi a Gaza nelle ultime 24 ore

Almeno 59 palestinesi, tra cui 23 persone in attesa di aiuti umanitari, sono stati uccisi e 224 feriti nelle ultime 24 ore a seguito di attacchi israeliani su Gaza. Lo riferisce il Ministero della Salute dell'enclave, citato da Al Jazeera. Dallo scoppio della guerra il 7 ottobre 2023, il bilancio complessivo delle vittime palestinesi è salito a 63.025 morti e 159.490 feriti. Il ministero ha inoltre reso noto che, dal 27 maggio, quando Israele ha introdotto un nuovo meccanismo di distribuzione degli aiuti tramite la statunitense Ghf, il numero degli operatori e richiedenti aiuti uccisi ha raggiunto quota 2.203, mentre oltre 16.228 persone sono rimaste ferite.

Turchia chiude spazio aereo e porti a mezzi Israele

La Turchia ha confermato la chiusura dello spazio aereo e dei porti a velivoli e navi appartenenti o riconducibili a Israele. La decisione è stata confermata dal ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, e arriva a più di un anno dalla decisione del governo di Ankara di interrompere i rapporti commerciali con Tel Aviv. "Abbiamo azzerato i nostri rapporti commerciali con Israele, ora abbiamo chiuso i porti e negato l'utilizzo dello spazio aereo" ha dichiarato Fidan.

Presidente del Parlamento turco, “Israele sia sospeso dall'Onu”

Il presidente del Parlamento turco, Numan Kurtulmus, ha chiesto che la partecipazione di Israele alle Nazione Unite come Stato membro venga sospesa. "Propongo che vengano adottate misure concrete con urgenza e che la loro partecipazione a organizzazioni internazionali, tra cui l'Onu, venga sospesa finché Israele non invertirà le sue politiche di genocidio", ha detto Kurtulmus in un intervento durante una sessione speciale del Parlamento di Ankara dedicata alla situazione di Gaza. "La causa palestinese è una causa nazionale per noi. Mi impegno a sostenere questa lotta fino alla creazione di uno Stato palestinese libero e sovrano", ha aggiunto Kurtulmus, come riferisce Anadolu.

Inviato Israele all’Onu: “Leader Occidentali riconoscono Stato Palestina per sfogarsi”

L'ambasciatore israeliano all'Onu, Danny Danon, ha affermato che i paesi occidentali vogliono "dimostrare che stanno facendo qualcosa" in vista dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite del mese prossimo e quindi si "sfogano" dicendo di voler riconoscere lo stato della Palestina, anche se la mossa non avrà alcun impatto oltre che "ostacolare" i colloqui sugli ostaggi. "Questi paesi vogliono dimostrare che stanno facendo qualcosa, quindi si sfogano con queste dichiarazioni esplicite", ha dichiarato l'inviato israeliano in un'intervista a Times of Israel, riferendosi ai piani di Francia, Regno Unito, Australia e Canada di riconoscere lo Stato di Palestina. Danon ha sostenuto che gli annunci non favoriranno effettivamente la creazione di uno stato palestinese sul territorio, a cui Gerusalemme si oppone fermamente ma avranno un impatto negativo sui negoziati per un accordo di pace. "Non ho dubbi che queste decisioni stiano ostacolando i negoziati", ha affermato l'inviato di Israele alle Nazioni unite, sottolineando che anche negli Stati Uniti, il Segretario di Stato Marco Rubio, aveva avanzato gli stessi dubbi.

Netanyahu: “Non ci fermeremo finché non avremo riportato a casa tutti gli ostaggi”

"La campagna per il ritorno degli ostaggi continua senza sosta e non ci fermeremo fin quando non avremo riportato a casa tutti gli ostaggi, quelli in vita e quelli deceduti". E' quanto afferma in una dichiarazione il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dopo che i militari israeliani hanno reso noto di aver recuperato nella Striscia di Gaza il corpo senza vita di un ostaggio e i resti di un'altra persona deceduta. Nella dichiarazione ci sono le condoglianze alle famiglie e un nuovo elogio alle forze israeliane per la loro "determinazione" e il loro "coraggio".

Herzog su ostaggio ucciso: “Uomo coraggioso e dallo spirito nobile”

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha inviato le sue "sentite condoglianze e il suo sostegno" alla famiglia dell'ostaggio ucciso Ilan Weiss, dopo il recupero del suo corpo a Gaza. "692 giorni dopo il brutale rapimento di Ilan, insieme alla moglie Shiri e alla figlia Noga, il suo corpo è stato recuperato in un'operazione congiunta delle Forze di Difesa Israeliane e dello Shin Bet. Un momento di profondo dolore, ma anche di chiusura", ha detto Herzog ripreso da Times of Israel. "Ilan ha dimostrato coraggio e nobiltà d'animo quando ha combattuto i terroristi in quel giorno buio. Con la sua morte, ha donato la vita. E da allora, la sua famiglia ha dimostrato una forza straordinaria nella lotta per il suo ritorno", ha affermato il presidente israeliano chiedendo al mondo di esercitare pressione e agire per l'immediato rilascio di tutti gli ostaggi. "Non ci fermeremo finché ognuno di loro non sarà riportato a casa, i vivi tra l'abbraccio amorevole delle loro famiglie, e i caduti finché non saranno sepolti dignitosamente", ha concluso Herzog.

Idf, riportati in Israele i corpi di due ostaggi

L'esercito ha annunciato di avere riportato in Israele da Gaza i corpi di due persone scomparse dal 7 ottobre 2023. Uno dei due morti è Ilan Weiss, a quanto riferito dal Times of Israel. Weiss, 56 anni, era stato ucciso la mattina stessa dell'asssalto di Hamas, mentre difendeva il Kibbutz Beeri come membro della squadra di risposta alle emergenze. Era stato in un primo momento considerato scomparso, fino a quando Kibbutz Beeri aveva reso noto il 1 gennaio 2024 che Weiss era morto durante l'assalto di Hamas e il suo cadavere era stato portato a Gaza.

Salgono a 41 i morti a Gaza in raid israele dall'alba

È salito ad almeno 41 morti a Gaza il bilancio degli attacchi israeliani che hanno colpito la Striscia dall'alba. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti ospedaliere.

Ripristino sanzioni sull’Iran, Mosca: “Conseguenze irreparabili”

La Russia parla di "conseguenze irreparabili" in caso del ripristino delle sanzioni contro l'Iran per il controverso programma nucleare di Teheran. L' 'invito' a Francia, Germania e Regno Unito è a "rivalutare e rivedere le loro decisioni sbagliate prima che portino a conseguenze irreparabili e a una nuova tragedia", come si legge in una nota del ministero degli Esteri di Mosca.

Idf, Gaza City ora zona di guerra pericolosa

Niente più pause umanitarie nei combattimenti a Gaza City: da oggi il capoluogo della Striscia è zona di guerra. Ad annuncialo è stato l'Idf in un post sui social media. "In conformità con la valutazione della situazione e le direttive del livello politico, a partire da oggi (venerdì) alle ore 10:00 la pausa tattica locale nelle attività militari non sarà applicata all'area della città di Gaza, che costituisce una zona di combattimento pericolosa", si legge. "L'Idf continuerà a sostenere gli sforzi umanitari parallelamente alle operazioni offensive contro le organizzazioni terroristiche", si assicura.

Trenta morti a Gaza dall'alba, 5 in una 'zona sicura'

Almeno 30 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani di prima mattina a Gaza, cinque dei quali nella zona di al-Mawasi, una cosiddetta "zona umanitaria sicura" designata da Israele, nel sud della Striscia.
Lo riportano Wafa e Al Jazeera. Altri cinque palestinesi sono stati uccisi e diversi altri feriti dopo che un'abitazione è stata colpita nel quartiere di Tel al-Hawa, a sud-ovest di Gaza City. Nella zona di Sudaniya, a nord-ovest di Gaza City, quattro palestinesi sono stati uccisi e altri feriti quando le forze israeliane hanno preso di mira una tenda che ospitava famiglie sfollate.

Media, almeno 21 morti in attacchi israeliani dall'alba

Almeno 21 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi sferrati dalle forze israeliane sulla Striscia di Gaza dall'alba. Lo riferiscono fonti mediche ad Al Jazeera.

Ribera, inazione Ue su Gaza è una vergogna

L'impossibilità per l'Unione europea di trovare l'accordo per azioni concrete su Gaza è una "vergogna". Lo ha dichiarato la vicepresidente della Commissione europea con delega alla Transizione pulita, giusta e competitiva, Teresa Ribera, in un'intervista al Financial Times. Ribera ha dichiarato che l'Ue dovrebbe mettere in campo "azioni significative" in quanto "il tempo sta scadendo", aggiungendo che lei e altri commissari hanno chiesto un'azione più incisiva "perchè, per me, questa è una di quelle questioni che la storia non dimenticherà". Ha sostenuto di avere "una lunga lista di cose" che l'Unione dovrebbe fare, "ma per il momento non siamo riusciti a ottenere le maggioranze necessarie per intraprendere azioni concrete. Penso che sia una vergogna", ha affermato. "Dobbiamo valutare, lavorare e lottare per ottenere qualcosa di significativo, perchè il tempo sta per scadere", ha dichiarato la vicepresidente, sostenendo che l'Ue dovrebbe essere coerente con i propri principi sul sostegno al sistema multilaterale e nella difesa dei diritti umani. "Il tentativo di organizzare una discussione seria, di elaborare una proposta concreta, finora non è stato possibile. Ma ciò non significa che dobbiamo arrenderci, al contrario", ha concluso.

Kallas: “Teheran da tempo non rispetta accordi su nucleare”

"Se si legge il Jcpoa", l'accordo sul nucleare iraniano "e le condizioni in esso contenute, emerge come l'Iran non le abbia rispettate per un bel po’ di tempo". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, al suo arrivo alla riunione informale dei ministri della Difesa Ue a Copenaghen, commentando la decisione dei Paesi E3 di reintrodurre le sanzioni. "E' una decisione di E3 e ora abbiamo questi 30 giorni per sistemare le cose e magari trovare una soluzione diversa, anche diplomatica", ha spiegato. "Le preoccupazioni che abbiamo nei confronti dell'Iran sono molto chiare riguardo al loro programma nucleare, ai loro missili balistici, anche al loro sostegno alla Russia", ha aggiunto il capo della diplomazia europea.

Media, Teheran vuole ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare

Il parlamento iraniano ha iniziato a redigere un piano per ritirarsi dal Trattato di non proliferazione nucleare. Lo riporta l'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim, dopo che ieri Regno Unito, Francia e Germania hanno avviato un processo per reimporre le sanzioni delle Nazioni Unite al Paese per il suo programma nucleare. Parlando con Tasnim, il parlamentare iraniano Hossein-Ali Haji-Deligani ha affermato che il piano di ritiro dal Tnp sarà sottoposto all'esame dei legislatori domani e sarà approvato la prossima settimana. "Queste sono le conseguenze dell'attivazione del meccanismo di snapback", ha spiegato il parlamentare, accusando i paesi E3 di essere "la fonte di molti problemi nel mondo".

Media, il primo ministro Houthi ucciso con alcuni compagni

Dai resoconti dei media yemeniti, sembrerebbe che quello al primo ministro Houthi sia stato un attacco separato da quello di ieri, nel quale Israele avrebbe preso di mira 10 ministri senior degli Houthi, tra cui il ministro della Difesa, mentre si erano radunati in un luogo fuori Sanàa per ascoltare un discorso programmato dal leader del gruppo, Abdul Malik al-Houthi. Secondo il quotidiano Aden Al-Ghad Rahawi è stato ucciso insieme ad alcuni dei suoi compagni.

Media: “Il primo ministro Houthi ucciso in un raid israeliano”

Ahmed Ghaleb Al-Rahwi, primo ministro del governo Houthi che controlla parte dello Yemen, è stato ucciso in un attacco sferrato ieri da Israele su Sanàa. Lo riferiscono fonti ben informate al quotidiano yemenita Aden Al-Rad.

Onu, negli ultimi due giorni solo il 59% dei convogli umanitari è stato fatto entrare a Gaza

Nonostante l'allentamento delle restrizioni da parte di Israele all'ingresso di convogli umanitari a Gaza, i rifornimenti sono ancora complessi. Lo ha detto l'Onu nel suo bollettino su Gaza. "Tra martedì e mercoledì di questa settimana - ha dichiarato il portavoce - su 89 tentativi di coordinare movimenti con le autorità israeliane in tutta la Striscia di Gaza, solo il 59 per cento è stato facilitato. Un altro 26 per cento è stato inizialmente approvato ma poi ostacolato sul terreno, l'8 per cento è stato negato del tutto e il 7 per cento è stato ritirato dagli organizzatori".

Onu, “profondamente preoccupati per possibile nuovo attacco a Gaza”

A Gaza le organizzazione umanitarie "sono profondamente preoccupate" per il rischio di una prossima offensiva israeliana in altre zone di Gaza City. Lo ha detto il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, nell'incontro quotidiano con i media internazionali. "Alcuni quartieri - ha aggiunto -, hanno già subito attacchi mortali negli ultimi giorni. I nostri colleghi umanitari ci raccontano che l'impatto di un'offensiva su vasta scala sarebbe più che catastrofico, non solo per chi vive in città, ma per tutta la Striscia di Gaza".

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