Nelle ultime 24 ore a Gaza sono state uccisi 84 palestinesi e altri 338 sono rimasti feriti. Lo ha dichiarato il ministero della Salute nella Striscia, guidato da Hamas, precisando che 17 di loro sono morti mentre erano in cerca di aiuti umanitari. Dopo che il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha annunciato l'avvio della seconda fase dell'operazione militare “Carri di Gedeone”, Hamas ha reso nota la sua risposta strategica, battezzata “Bastone di Mosè”. Secondo fonti vicine all'organizzazione, la strategia combina pressione diplomatica, propaganda simbolica e tattiche di guerriglia sul terreno.
Media, Hamas blocca l’evacuazione dei residenti da Gaza, cerca l’incidente
Hamas sta bloccando la fuga dei residenti dalla città di Gaza perchè punta a un incidente, una strage che metta sotto pressione Israele agli occhi del mondo. A sostenerlo è l'emittente israeliana Kan. Secondo la tv, il movimento sta costringendo gli abitanti a non lasciare la città con ogni mezzo, anche minacce e violenze. Si stima che ci siano circa un milione di palestinesi nel nord della Striscia di Gaza, e finora solo circa 80.000 di loro, meno del 10%, sono partiti verso sud.
Tajani: “A Gaza mi sembra carneficina più che genocidio”
"Mi pare che sia una carneficina più che un genocidio. Però non è la questione delle parole che cambia la situazione". Lo ha detto, a proposito delle affermazioni della vicepresidente della Commissione Ue che ha parlato di 'genocidio', il ministro degli Esteri Antonio Tajani, a margine di un evento del festival Dannunziano a Pescara nel corso del quale riceverà il premio 'Fare Pace'. "Genocidio ha un significato particolare per me - ha aggiunto - Ho parlato di carneficina. Genocidio è una scelta deliberata di distruggere un popolo; genocidio era quello che Hitler aveva in mente per distruggere la popolazione di religione ebraica, per distruggere i rom, per distruggere persone omosessuali. E quello è il genocidio. Qui c'è una guerra in corso, non condivido il comportamento e gli attacchi anche in Cisgiordania".
Israele contro Ribera e le accuse di “genocidio”: “Si fa portavoce della propaganda di Hamas”
Israele contro la vice presidente della Commissione europea, Teresa Ribera, che ha usato il termine "genocidio" per definire quanto sta accadendo a Gaza. "Condanniamo fermamente le accuse infondate mosse dal Vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Teresa Ribera", si legge in un post su X del portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Oren Marmorstein, che accusa la funzionaria spagnola di trasformarsi "in portavoce della propaganda di Hamas". "Invece di ripetere a pappagallo la calunnia del "genocidio" diffusa da Hamas, Ribera avrebbe dovuto chiedere il rilascio di tutti gli ostaggi e che Hamas deponga le armi affinché la guerra possa finire. Le parole hanno un significato. I leader hanno delle responsabilità. Usare queste parole è sconsiderato e del tutto inaccettabile", accusa il portavoce.
Idf conferma l’uccisione di 12 esponenti della leadership degli Houthi
Le Forze di difesa israeliane hanno confermato l'uccisione di 12 esponenti della leadership Houthi - tra loro il primo ministro - in un raid su Sanaa la scorsa settimana. Il leader dell'organizzazione, Abdul Malik al-Houthi, hanno quindi reso noto le Idf, resta un bersaglio. Il raid, condotto giovedì, ha preso di mira infrastrutture militari usate da alti ufficiali militari Houthi e ministri del governo considerati coinvolti nell'organizzazione di operazioni terroristiche contro Israele, riferisce la stessa fonte citata dal Times of Israel.
Video sui social, “Hamas pesta i commercianti a Gaza”
Un canale social considerato affiliato a Hamas ha diffuso immagini che mostrano uomini mascherati, identificati come membri della cosiddetta unità "al-Hut", mentre colpiscono con bastoni e calci civili palestinesi a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Il video è stato rilanciato sui social anche dall'ambasciatore americano in Israele Mike Huchabee. Stando a quanto ricostruito, il motivo riguarderebbe la nuova direttiva della polizia di Hamas che obbliga i commercianti ad accettare banconote in contanti di qualsiasi tipo, anche logore o strappate, purché il numero sia leggibile. Nel filmato si vede come gli uomini armati usino la forza per imporre l'ordine, mentre il canale minaccia che "saranno adottate misure severe contro chiunque rifiuti il denaro contante in ogni sua forma". La pressione deriva dalla crisi di liquidità nella Striscia, che ha spinto Hamas a intimare ai commercianti di evitare "scuse prive di fondamento".
Media, 69 morti dall'alba in raid israeliani a Gaza
Almeno 69 palestinesi sono morti negli attacchi israeliani dall'alba, di cui 39 nella sola Gaza City. Lo riporta Al Jazeera, citando fonti ospedaliere dell'enclave, aggiungendo che 14 persone sono state uccise mentre cercavano di ottenere aiuti.
Media, Witkoff vede i mediatori del Qatar. Nessun progresso
L'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha incontrato oggi a Parigi i mediatori del Qatar per discutere di un accordo sugli ostaggi che porrebbe fine alla guerra a Gaza. Lo riferisce Axios citando due fonti informate. Ieri il ministro israeliano Ron Dermer ha sentito al telefono sia Witkoff sia i rappresentanti di Doha, ma "finora non ci sono stati progressi nei negoziati, principalmente a causa della posizione" del governo Netanyahu. "Non c'è stata alcuna mossa significativa da parte americana. Hamas non si sta ammorbidendo abbastanza per ora. Nessuno ha un coniglio da tirare fuori dal cilindro per ora", ha ammesso un'altra fonte.
Idf: “Controlliamo il 40% di Gaza City”
Il portavoce dell'Idf, il generale di brigata Efi Dufferin, ha dichiarato che le forze israeliane controllano il 40% del territorio di Gaza City. "Questa settimana abbiamo iniziato a mobilitare le forze di riserva che costituiscono un moltiplicatore di forze. Nell'ambito dell'operazione, le forze delle Idf stanno combattendo e manovrando all'interno di Gaza City, nel quartiere di Zeitoun e alla periferia del quartiere di Sheikh Radwan", ha osservato citato da Ynet.
Netanyahu blocca la visita di Macron ai territori palestinesi
ll primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha respinto la richiesta del presidente francese Emmanuel Macron di visitare i territori palestinesi occupati. Lo ha riferito l'emittente Kan. Secondo la fonte, Netanyahu ha trasmesso un chiaro messaggio a Macron: "Ritira la decisione di riconoscere uno stato palestinese e allora potrai venire".
Israele: “La Francia abbandoni il piano di riconoscimento della Palestina”
Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, ha esortato il collega francese, Jean-Noel Barrot, a ritirare il previsto riconoscimento unilaterale dello Stato palestinese da parte della Francia questo mese, affermando che il presidente Emmanuel Macron non sarà il benvenuto in Israele finché la questione rimarrà all'ordine del giorno.
Saar, riferisce il dicastero israeliano, ha esortato Barrot "a riconsiderare l'iniziativa francese di riconoscere uno 'Stato palestinese', affermando che l'iniziativa francese mina la stabilità del Medio Oriente e danneggia gli interessi nazionali e di sicurezza di Israele".
"Israele cerca buoni rapporti con la Francia, ma la Francia deve rispettare la posizione di Israele quando si tratta di questioni essenziali per la sua sicurezza e il suo futuro", ha ulteriormente chiarito Saar durante la conversazione.
Al Jazeera, 62 palestinesi uccisi a Gaza dall'alba
Sale ad almeno 62 morti il bilancio dei palestinesi uccisi a Gaza dall'alba. Lo scrive Al Jazeera citando fonti ospedaliere della Striscia. Secondo l'emittente, la cifra include 35 uccisi nella sola Gaza City e nove persone che cercavano aiuti uccisi nel centro e sud dell'enclave.
Idf pubblica foto, “banchetti di un comandante di Hamas nei tunnel”
L'Idf ha diffuso oggi immagini che secondo l'esercito israeliano ritraggono Muhammad Shabana, comandante della brigata di Rafah di Hamas, mentre mangia con alcune persone piatti di pane, falafel, patatine, pesce, carne e verdure nei tunnel poco prima della sua uccisione insieme a Mohammed Sinwar sotto l'ospedale europeo di Khan Yunis. Secondo l'Idf, le foto sono state trovate dai soldati israeliani nel tunnel colpito dell'attacco, e mostrano Shabana e altri uomini di Hamas durante la fine del digiuno di Ramadan. In alcune immagini, Shabana appare a tavola con la famiglia. "Mentre i residenti erano costretti a rompere il digiuno con avanzi, i leader di Hamas banchettavano nel sottosuolo", ha dichiarato il portavoce in arabo dell'Idf Avichay Adraee, accusando l'organizzazione di confiscare cibo per le proprie élite mentre diffonde propaganda sulla carestia.
Shabana aveva assunto la guida della brigata di Rafah durante la guerra del 2014, dopo la morte di tre comandanti di Hamas.
Sotto il suo comando operavano quattro battaglioni, tra cui l'unità d'élite Nukhba, che ha guidato il massacro del 7 ottobre.
Ghf: “Il bambino Amir non fu ucciso dall’Idf, lo abbiamo trovato”
Il bambino di Gaza, Amir, che secondo un ex contractor (licenziato) della Gaza humanitarian foundation era stato ucciso dall'Idf è stato invece evacuato all'estero. Lo ha riferito la Ghf in una conferenza stampa dopo che la storia rivelatasi falsa aveva fatto il giro del mondo.
L'ex soldato delle forze speciali statunitensi Anthony Aguilar aveva dichiarato ai media internazionali a luglio che, dopo aver dato del cibo ad Amir in un sito della Ghf nel sud di Gaza, l'Idf aveva aperto il fuoco uccidendolo. Il senatore democratico statunitense Bernie Sanders ha diffuso la storia di Aguilar sui suoi account ufficiali sui social, affermando che il veterano "ha assistito ad atrocità commesse utilizzando i soldi dei contribuenti americani". La Gaza foundation quindi ha iniziato a cercare il ragazzo, il cui vero nome è Abd al-Rahim 'Aboud' Mohammed Hamdan. Ha usato sistemi biometrici e altri metodi per identificare il bambino, e di aver trovato in suo possesso la maglietta che indossava nel video diffuso da Aguilar. La fondazione ha condiviso foto e video di Aboud e ha diffuso un un video in cui la madre parla con membri della Ghf: "Voglio viaggiare per il bene di mio figlio", dice in arabo, "me ne vado di mia spontanea volontà, nessuno mi ha fatto pressioni".
"Grazie al nostro straordinario rapporto con la popolazione di Gaza, ai nostri team di soccorso, ai veterani militari americani e alla profonda fiducia instaurata attraverso la distribuzione quotidiana di aiuti umanitari da parte di Ghf, siamo riusciti a localizzare Aboud e ora è al sicuro", ha affermato il reverendo John Acree, Ceo della Gaza foundation, "siamo grati a tutti coloro che hanno lavorato giorno e notte a questa straordinaria missione, tra cui l'ambasciata statunitense in Israele e i governi regionali, che hanno collaborato strettamente con Ghf per garantire la sicurezza di un bambino". Ghf ha condiviso foto e video su X.
Media, 54 palestinesi uccisi oggi, soprattutto a Gaza City
Sale a 54 il numero dei palestinesi uccisi dal fuoco dell'esercito israeliano dall'alba di oggi: lo affermano fonti ospedaliere di Gaza, guidata da Hamas, ad Al Jazeera. Delle vittime 31 sono state uccise a Gaza City e sette sono state uccise mentre cercavano aiuti disperatamente necessari nelle zone centrali e meridionali della Striscia.
Herzog a Londra la settimana prossima, attese proteste
Il presidente di Israele, Isaac Herzog, sarà a Londra la settimana prossima, fra martedì e mercoledì, per la sua prima visita nel Regno Unito in oltre un anno e mezzo di sanguinosa rappresaglia militare nella Striscia di Gaza palestinese. Lo anticipa il Guardian citando indiscrezioni da fonti vicine a Downing Street ed evocando inevitabili polemiche e proteste di fronte a un incontro con il premier Keir Starmer: sullo sfondo del dilagare dello sdegno nella società civile e nel mondo politico britannici, partito laburista di governo incluso, contro l'escalation israeliana.
La missione a Londra di Herzog, che oggi è stato ricevuto in Vaticano da papa Leone XIV, precederà il previsto riconoscimento formale britannico dello Stato di Palestina all'assemblea Onu di fine settembre: passo che il governo Starmer ha annunciato di voler condividere con la Francia e alcuni altri Paesi occidentali, fra le furiose reazione israeliane, a meno che il gabinetto di Benjamin Netanyahu non accetti un cessate il fuoco a Gaza, non consenta una piena ripresa degli aiuti, non s'impegni a non compiere annessioni in Cisgiordania e a tornare sulla strada di un processo di pace verso la soluzione dei due Stati.
Le famiglie degli ostaggi e il loro appello per un accordo dopo 700 giorni di prigionia
Sabato saranno 700 giorni dal 7 ottobre 2023, un periodo che i familiari degli ostaggi ancora prigionieri a Gaza definiscono "incomprensibile". Alla vigilia di questa ricorrenza, il Forum delle famiglie degli ostaggi invita la popolazione a unirsi a loro nelle manifestazioni di sabato per lanciare un messaggio diretto al governo. "Lo Stato di Israele è a un bivio fatale: perdita totale di direzione o vittoria e ripristino, tutto dipende da una sola decisione coraggiosa", affermano gli organizzatori, avvertendo che le manovre militari a Gaza rappresentano una minaccia reale sia per gli ostaggi vivi che per le salme di quelli uccisi da Hamas.
Ribera: “Il genocidio a Gaza evidenzia il fallimento dell’Ue”
"Il genocidio a Gaza mette in luce il fallimento dell'Europa nell'agire e nel parlare con una sola voce, nonostante le proteste si diffondano nelle città europee e 14 membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite abbiano chiesto un cessate il fuoco immediato". Lo ha detto la vicepresidente della Commissione europea Teresa Ribera alla lezione inaugurale della Scuola di affari internazionali Science Po a Parigi. E' il primo membro della Commissione a usare esplicitamente la parola 'genocidio'. "Se non si tratta di genocidio, assomiglia molto alla definizione usata per esprimerne il significato", aveva detto a inizio agosto.
Autorità Gaza: “Superati i 64mila palestinesi morti dall’inizio della guerra”
Il ministero della Salute di Gaza afferma che il bilancio dei palestinesi morti nella guerra tra Israele e Hamas, in corso da quasi due anni, ha superato i 64.000. L'ultimo aggiornamento include circa 400 persone che erano state dichiarate disperse e che ora sono state confermate morte.
Funzionario Israele, sorpresi da Crosetto su attacco Unifil
Parlando con l'Ansa, un funzionario del governo israeliano ha espresso "sorpresa per la profonda preoccupazione riferita dal ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, per l'incidente di due giorni fa con Unifil che ha coinvolto i soldati ghanesi. Ciò alla luce della stretta coordinazione esistente tra l'Idf e il Comandante delle forze Unifil e in considerazione del fatto che, l'Ufficio del ministro Crosetto, ha ricevuto rapporti dettagliati sull'incidente ed è stato informato di tutti i relativi dettagli".
Hamas annuncia 'Bastone di Mosè' in risposta a 'Carri di Gedeone
Dopo che il capo di stato maggiore Eyal Zamir ha annunciato l'avvio della seconda fase dell'operazione militare 'Carri di Gedeone', Hamas ha reso nota la sua risposta strategica, battezzata 'Bastone di Mosè'. Secondo fonti vicine all'organizzazione, la strategia combina pressione diplomatica, propaganda simbolica e tattiche di guerriglia sul terreno. Hamas punta su Qatar ed Egitto per fermare i piani di Israele su Gaza. Sul fronte della comunicazione, ha scelto un nome ispirato al Corano: il bastone di Mosè, strumento di miracoli e simbolo di ribaltamento dei rapporti di forza, contrapposto ai richiami biblici di Israele. L'organizzazione accusa il premier Netanyahu di aver fatto fallire l'accordo sugli ostaggi. Secondo Hamas, la sua leadership ha accettato la proposta deli mediatori oltre due settimane fa, ma il Israele non ha ancora fornito risposta. Il dirigente Izzat al-Risheq ha dichiarato: "Abbiamo già accettato l'offerta il 18 agosto, Netanyahu non ha dato alcuna risposta". Sul piano militare, Hamas si prepara a guerriglia urbana con imboscate, tunnel e ordigni esplosivi per colpire le truppe israeliane e le linee di rifornimento. Analisti a Gaza sottolineano che si tratta di uno scontro di narrazioni oltre ai combattimenti: simboli biblici contro simboli coranici, in un conflitto in cui Israele mira a imporre il controllo territoriale mentre Hamas punta a logorare il nemico sfruttando il vantaggio del terreno.
Herzog dal Papa, garantiamo la sicurezza dei cristiani
"Israele si sta Impegnando in ogni modo possibile per riportare a casa gli ostaggi tenuti in brutale prigionia da Hamas", "Israele anela a un giorno in cui i popoli del Medio Oriente, i Figli di Abramo, vivranno insieme in pace, collaborazione e speranza. Tutti i leader di fede e di buona volontà devono essere uniti nel chiedere l'immediato rilascio degli ostaggi come primo e fondamentale passo verso un futuro migliore per l'intera regione". Così il presidente israeliano Isaac Herzog su X dopo l'incontro con papa Leone.
"Israele - aggiunge - si impegna a garantire la sicurezza e il benessere delle comunità cristiane in Terra Santa".
Al Jazeera, Idf ordina evacuazione quartiere est Tulkarem
Le forze armate israeliane hanno dato ai residenti di un quartiere nella zona orientale di Tulkarem, in Cisgiordania, un preavviso di due ore prima dell'evacuazione. E' quanto ha riferito Al Jazeera.
Hamas, 84 morti e 338 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Nelle ultime 24 ore a Gaza sono state uccisi 84 palestinesi e altri 338 sono rimasti feriti. Lo ha dichiarato il ministero della Salute nella Striscia, guidato da Hamas, precisando che 17 di loro sono morti mentre erano in cerca di aiuti umanitari. Tre i nuovi decessi per fame e malnutrizione, per un totale di 370, inclusi 131 bambini. Secondo il conteggio aggiornato del ministero, 64.231 palestinesi sono stati uccisi e 161.583 feriti da Israele nella Striscia dal 7 ottobre 2023.
Idf: “200.000 residenti di Gaza City non lasceranno la città, nonostante il pericolo per la loro vita”
I funzionari militari israeliani stimano che circa 200.000 residenti di Gaza City (circa il 20% di quelli attualmente rimasti) rifiuteranno di lasciare la città e rimarranno nella zona di combattimento, anche se la loro vita fosse in pericolo. Martedì, il Capo di Stato Maggiore delle Idf, Eyal Zamir, ha annunciato l'inizio delle manovre di terra in città. Finora, circa 70.000 residenti sono fuggiti. Le Idf non sono ancora entrate nel centro città o nei suoi quartieri densamente popolati e hanno operato principalmente nella periferia.
Alle 18 riunione di Netanyahu sulla Cisgiordania
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu alle 18 terrà una riunione con i principali ministri e collaboratori per fare una "valutazione della situazione" in Cisgiordania e valutare la possibilità di applicare la sovranità israeliana ad alcune parti. Lo ha riferito il Times of Israel, citando una fonte ministeriale, secondo la quale tuttavia la questione dell'annessione non è all'ordine del giorno ufficiale. Il ministro delle Finanze e leader di estrema destra Bezalel Smotrich, che sarà presente alla riunione, ieri ha presentato una proposta per l'annessione dell'82% della Cisgiordania. All'inizio di quest'anno, la Knesset ha approvato una mozione non vincolante in merito con 71 voti a favore e 13 contrari.
Wafa, 31 morti a Gaza dall'alba, 3 in cerca aiuti
Fonti mediche di Gaza hanno detto a Wafa che 31 civili, tra cui tre persone che cercavano aiuto a sud di Khan Yunis, sono stati uccisi dall'alba di oggi dai bombardamenti e dagli spari israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza. A Gaza 7 membri di una famiglia sono stati uccisi nella loro tenda nel campo profughi di Nuseirat. Tre civili sono stati uccisi nel bombardamento israeliano di una casa nel quartiere di Al-Sabra a Gaza City. Quattro palestinesi, tra cui tre bambini, sono rimasti uccisi e altri feriti quando un attacco aereo israeliano ha bombardato una tenda a sud-ovest di Gaza City.
Operazioni Idf in Cisgiordania, almeno 11 arresti
Le forze armate israeliane hanno arrestato almeno 11 palestinesi stamane durante operazioni in Cisgiordania. Lo riferisce l'agenzia di stampa Wafa, precisando che in cinque sono stati fermati nel governatorato di Hebron, un uomo a Betlemme e altri cinque, tra cui un leader locale del movimento Fatah, nella zona di Salfit. I militari dell'Idf hanno anche istituito un posto di blocco militare e perquisito veicoli nella città di Beit Dajan, vicino a Nablus.
Media, 28 morti a Gaza in attacchi Israele dall'alba
È salito ad almeno 28 morti il bilancio degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dall'alba di oggi. Lo riferisce Al-Jazeera citando fonti ospedaliere, precisando che 16 delle vittime sono state registrate a Gaza City e che almeno 4 persone erano in cerca di aiuti umanitari.
Media, 'notte infernale a Gaza, almeno 20 morti in raid'
E' di almeno 20 palestinesi uccisi dall'alba il bilancio dei raid israeliani sulla Striscia: lo riferiscono fonti mediche citate dal al Jazeera. I residenti raccontano di "una notte infernale", segnata da pesanti bombardamenti. In Cisgiordania intanto l'Idf ha compiuto raid in diverse località, compresa Nablus arrestando almeno 4 persone, afferma la palestinese Wafa.
Media, Israele colpirà 120 obiettivi in Libano se Hezbollah attacca Idf
Il Libano ha ricevuto avvertimenti tramite inviati internazionali secondo cui Israele colpirà simultaneamente 120 obiettivi in tutto il Paese se Hezbollah attaccasse le Idf all'interno del territorio libanese o dall'altra parte del confine. Lo riferisce il quotidiano kuwaitiano 'Al-Anbaa'.
Familiare degli ostaggi: “Sembra che Hamas voglia accordo più del governo israeliano”
"Sembra che Hamas voglia un accordo più del governo israeliano". Così Liran Berman, fratello degli ostaggi Gali e Ziv, ha commentato dopo che il gruppo militante palestinese si è detto pronto a un accordo globale per la fine della guerra e la liberazione di tutti gli ostaggi mentre l'esecutivo israeliano l'ha respinto. "Hamas vuole restituire gli ostaggi e porre fine alla guerra.Sono l'ultima persona che si fiderebbe di Hamas, ma almeno per come appare ora, sta facendo sforzi per restituire gli ostaggi mentre Israele sta creando difficoltà", ha aggiunto Liran a Yedioth Ahronoth. All'annuncio del gruppo palestinese, iera sera, il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha parlato di "montatura" e il ministro della Difesa Israel Katz ha chiesto la resa o ci sarà la distruzione di Gaza City.
Israele, Katz evoca le “10 piaghe” contro gli Houthi
Il ministro della Difesa di Tel Aviv, Israel Katz, ha evocato le bibliche dieci piaghe d'Egitto contro i ribelli yemeniti: "Gli Houthi ci stanno sparando altri missili. Una piaga delle tenebre, una piaga dei primogeniti: completeremo tutte e 10 le piaghe", ha scritto su X.
Idf, non sicuro che conquista Gaza City porti a fine Hamas
Non è certo che la conquista di Gaza City indurrà Hamas a cedere. E' quanto ha affermato un rappresentante delle forze armate israeliane, durante una seduta a porte chiuse della Commissione Esteri e Difesa della Knesset. Secondo quanto riferito dall'emittente pubblica Kan, alla domanda diretta di un deputato del Likud, l'esponente dell'Idf ha sottolineato che l'operazione di conquista della città, approvata dal governo e avviata nei giorni scorsi, non è detto che farà crollare Hamas, "non è affatto certo". "La città ha un significato simbolico", ha aggiunto. Secondo le stime dell'Idf, ieri a Gaza City si trovavano ancora circa 800.000 persone. Il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir si oppone al piano del governo di conquistare Gaza City e lo ha esortato ad accettare l'accordo per raggiungere un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi.
Media, Netanyahu respinge richiesta visita Macron in Israele
Prosegue l'ormai perenne scontro tra Tel Aviv e Parigi. Dopo i quotidiani scontri dialettici, un'indiscrezione del canale televisivo israeliano Kan 11 rivela che la scorsa settimana, Emmanuel Macron aveva esaminato la possibilità di una rapida visita in Israele, ma il primo ministro Benjamin Netanyahu si è rifiutato di farlo e ha posto una condizione: ritirare la sua intenzione di riconoscere uno Stato palestinese. Ma dal presidente francese è arrivato un netto rifiuto.
L'ipotetico viaggio di Macron sarebbe dovuto arrivare prima dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite in cui la Francia prevede di riconoscere uno Stato palestinese.
Netanyahu: “Ennesimo trucco mediatico di Hamas”
Il premier israeliano risponde con scetticismo all'annuncio di Hamas di mercoledì sera in cui si dice pronto a un accordo globale. "Purtroppo, si tratta di un ennesimo trucco mediatico di Hamas, che non contiene nulla di nuovo. La guerra può finire immediatamente, ma solo alle condizioni stabilite dal Gabinetto di Sicurezza: liberazione di tutti gli ostaggi; smantellamento dell'arsenale di Hamas, smilitarizzazione completa della Striscia, controllo di sicurezza israeliano sulla Striscia; istituzione di un'amministrazione civile alternativa, che non sia una minaccia per Israele", ha dichiarato Benyamin Netanyahu.
Hamas: “Pronti a un accordo globale e al rilascio degli ostaggi”
In una dichiarazione ufficiale, Hamas ha annunciato di essere pronto a raggiungere un accordo complessivo per porre fine alla guerra e liberare tutti gli ostaggi. "Siamo pronti ad accettare un accordo complessivo, nell'ambito del quale tutti i prigionieri nemici attualmente detenuti verranno liberati, in cambio di un numero concordato di prigionieri palestinesi detenuti da Israele, nel contesto di un'intesa che porterà alla fine della guerra nella Striscia di Gaza", scrive Hamas in una nota. "Tale accordo includerà: Il ritiro completo delle forze d'occupazione da tutta la Striscia; l'apertura dei valichi per l'ingresso di tutti i beni e le necessità della popolazione; l'avvio di un processo di ricostruzione. Inoltre, il movimento rinnova la sua disponibilità a formare un governo nazionale indipendente composto da tecnocrati, che gestisca integralmente gli affari della Striscia di Gaza e si assuma immediatamente tutte le responsabilità in tutti i settori". Hamas aggiunge: "Stiamo ancora aspettando la risposta di Israele alla proposta che le è stata trasmessa dai mediatori il 18 agosto scorso, proposta che è stata accettata dal movimento e dalle fazioni palestinesi".