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Israele - Gaza, le news. 91 morti a Gaza City. Netanyahu: “Chi condanna Israele è ipocrita”

Israele - Gaza, le news. 91 morti a Gaza City. Netanyahu: “Chi condanna Israele è ipocrita”
(afp)
In corso massiccio attacco, raid anche con droni e elicotteri. Commissione Onu: “E’ un genocidio”. Famiglie degli ostaggi protestano fuori la residenza del primo ministro israeliano. Katz: “Gaza sta bruciando, non torneremo indietro”
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Partita l’operazione di terra israeliana: carri armati avanzano in diverse aree alla periferia di Gaza City. Fonti della Striscia hanno riferito che tank sono entrati nel cuore della città. Raid anche con droni ed elicotteri: i media hanno segnalato 37 attacchi in 20 minuti poco prima della mezzanotte. Al momento l'Idf controlla circa il 40% del territorio urbano di Gaza City. “A Gaza c’è un genocidio in corso e Israele è responsabile”, la commissione d’inchiesta Onu accusa lo Stato ebraico. “Antisemiti. Rapporto falso”, replica il ministro degli Esteri israeliano.

Netanyahu: “L’attacco in Qatar era giustificato”

Il primo ministro israeliano
Benjamin Netanyahu ha dichiarato che l'attacco contro i funzionari di Hamas in Qatar la scorsa settimana era "giustificato" dai legami dello Stato del Golfo con il gruppo islamista. "Il Qatar è legato ad Hamas, lo sostiene, lo ospita, lo finanzia", ha detto Netanyahu durante una conferenza stampa. "Pertanto la nostra azione era del tutto giustificata".

Media: “A giugno il Mossad schierò oltre 100 agenti stranieri in Iran”

All'inizio della guerra di giugno, il Mossad ha schierato circa 100 agenti stranieri in Iran, con il compito di distruggere molti dei lanciamissili e dei sistemi di difesa aerea iraniani. Lo riportato Channel 13, aggiungendo che gli agenti erano altamente addestrati e avevano posizionato e utilizzato sistemi missilistici pesanti centinaia di chilogrammi, introdotti di nascosto in Iran e utilizzati per colpire i lanciatori di missili balistici e i sistemi missilistici antiaerei dell'Iran.

Secondo il canale israeliano, si è trattato dell'operazione più grande mai condotta dal Mossad e che è stata incredibilmente complessa, data la necessità di addestrare gli agenti, che non erano israeliani, all'uso dei sofisticati sistemi missilistici.

Netanyahu a Hamas: “Vi troveremo presto”

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, avverte Hamas: Israele "li raggiungerà molto più velocemente di quanto pensino" se faranno del male a uno qualsiasi degli ostaggi israeliani rimasti.
Nella conferenza stampa di questa sera, Netanyahu ha dichiarato di aver discusso la questione degli ostaggi con il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Netanyahu afferma che i due "hanno discusso di una possibilità che si è presentata, che è molto, molto importante ai miei occhi: affrontare la questione della sicurezza degli ostaggi".

"Come ha detto il portavoce di Hamas, hanno usato i nostri ostaggi come scudi umani, ovvero li hanno piazzati in luoghi che li avrebbero messi in pericolo. E' orribile. Ha fatto inorridire anche il Presidente Trump. Ne ha parlato", ha detto Netanyahu, riferendosi alle dichiarazioni di Trump di ieri, che mettevano in guardia Hamas dall'usare gli ostaggi come scudi umani. Netanyahu aggiunge il suo avvertimento ad Hamas, dicendo: "Se torceranno anche un solo capello a un solo ostaggio, li daremo la caccia con maggiore forza fino alla fine della loro vita, e quella fine arriverà molto più velocemente di quanto pensino". "E questo è ciò che dico ai leader di Hamas", continua Netanyahu: "Non avrete comunque alcun riparo. Ma il nostro sforzo per raggiungervi sarà moltiplicato di sette volte, e vi raggiungeremo molto più velocemente di quanto pensiate".

Al Jazeera: “91 morti a Gaza City su 106 uccisi in Striscia”

Almeno 106 persone sono state uccise oggi nei raid israeliani a Gaza: lo riferiscono fonti mediche a Al Jazeera. Almeno 91 delle persone uccise negli attacchi israeliani di oggi hanno perso la vita a Gaza City, hanno affermato i medici.

Netanyahu: “Fughe di notizie riguardo i dissidi con il capo dell’Idf sono spesso false”

"Non discuterò di ciò di cui parliamo durante gli incontri a porte chiuse, le fughe di notizie sono spesso false. Le frasi vengono estrapolate dal contesto: questo rende difficile la gestione della guerra, ritarda il rilascio dei nostri ostaggi e mette in pericolo i nostri soldati. Queste sono cose che non devono essere fatte". Lo ha detto in conferenza stampa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu riferendosi agli ipotetici dissidi con il capo di Stato Maggiore delle Idf, il Tenente Generale Eyal Zamir.

Netanyahu: “Il paragone con Sparta è stato malinteso, vogliamo indipendenza riguardo la sicurezza”

"Aspiriamo all'indipendenza in termini di sicurezza e ho chiesto di ridurre la burocrazia". Lo ha detto in conferenza stampa il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, spiegando, riferendosi al discorso pronunciato ieri in cui parlava di Israele come Sparta, che "da qui è nato un malinteso che presumibilmente ha scosso i mercati azionari". Netanyahu ha poi dichiarato di aver lavorato per indirizzare gli investimenti in Israele e ha invitato gli investitori di tutto il mondo a investire nel Paese: "L'obiettivo è trasformare Israele in un'economia libera", ha affermato.

Netanyahu: “Trump mi ha invitato alla Casa Bianca”

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato in conferenza stampa che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, lo ha invitato alla Casa Bianca. Lo riportano i media israeliani. "Ho avuto diverse conversazioni con lui dopo l'attacco di Doha, e sono state tutte molto positive", ha detto Netanyahu. In precedenza, un alto funzionario israeliano aveva affermato che si stava cercando di organizzare un incontro tra i due leader a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite la prossima settimana, ma aveva avvertito che non c'era nulla di definitivo.

Netanyahu: “Economia di Israele trainante, il mondo vuole i nostri prodotti”

"Il mondo vuole i prodotti che produce Israele". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in conferenza stampa, aggiungendo che "Israele è trainante in tutti i campi e l'economia di mercato funzionerà come ha funzionato finora. C'è un'area a cui mi riferivo, dove possono sicuramente esserci restrizioni che non sono economiche, ma di natura politica, ed è ciò che sta accadendo nell'industria della difesa".

Netanyahu sta tenendo una conferenza stampa sulle opportunità per gli investitori stranieri in Israele

Nel pieno dell'attacco di terra alla striscia di Gaza, il premier israeliano Benjamin Netanyahu sta tenendo in questi minuti una conferenza stampa sull'opportunità degli investimenti in Israele agli operatori internazionali. Netanyahu sta mostrando le straordinarie opportunità che Israele offre soprattutto dal vista delle nuove tecnologie.

Netanyahu: "Piena fiducia nell’economia, è molto forte”

Il premier israeliano ha assicurato di avere "piena fiducia nell'economia israeliana". "E' molto forte, ha stupito il mondo intero e ancora di più negli ultimi due anni", ha sottolineato il capo di governo, dopo le critiche alle sue parole sullo scivolamento del Paese nell'isolamento internazionale al quale ha suggerito di rispondere diventando una "super-Sparta" con un'economia dalle "caratteristiche autarchiche".

Capo dell’Idf: “Presentati tutti i rischi ai vertici politici”

Il capo di Stato Maggiore delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, ha affermato di aver "presentato tutti i rischi e le opportunità (dell'operazione di conquista di Gaza City) ai vertici politici in modo chiaro e professionale". La decisione è stata presa e "il nostro obiettivo è intensificare i colpi contro Hamas fino alla sua sconfitta". Zamir di recente si sarebbe scontrato più volte con il premier israeliano Benjamin Netanyahu e con i falchi del governo sull'operazione, che mette a rischio la vita degli ostaggi.

Media: “Netanyahu ha chiesto incontro con Trump dopo Onu”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto di incontrare il presidente Usa Donald Trump a Washington "immediatamente" dopo il discorso all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite previsto per la fine del mese a New York. Lo ha riferito l'emittente Channel 12, citando alti funzionari americani.

Capo dell’Idf: “Ritorno degli ostaggi è un obiettivo morale e militare”

Riportare a casa gli ostaggi ancora prigionieri di Hamas a Gaza "è un obiettivo di guerra e un impegno nazionale e morale". Lo ha assicurato il capo di Stato maggiore delle forze armate israeliane, Eyal Zamir, alla luce dell'avvio la scorsa notte dell'operazione di terra per conquistare Gaza City. Un'offensiva che i familiari dei rapiti hanno accolto con disperazione, perché mette a rischio la vita dei loro cari.

Re di Spagna in Egitto: “A Gaza insopportabile crisi umanitaria”

Il re di Spagna Felipe VI, che si trova in Egitto per una visita di Stato, ha affermato che quella che si sta vivendo a Gaza è una "crisi umanitaria insopportabile". Il monarca ha ricevuto al Cairo esponenti della comunità spagnola ai quali ha espresso sostegno e vicinanza di fronte alla "grande incertezza generata dal contesto regionale complesso e instabile".

Guterres: “L’attacco di Doha dimostra che la tregua non interessa a Israele”

"Dopo l'attacco in Qatar, non sembra che Israele sia interessato a negoziati seri per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi". Lo ha detto il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, parlando in una conferenza in vista dell'80 sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "La guerra a Gaza è moralmente, politicamente e legalmente intollerabile", ha aggiunto, auspicando che "l'incontro tra Qatar e Stati Uniti spinga Washington a fare pressione su Israele affinché accetti seriamente i negoziati".

"Sarò lieto di ricevere il primo ministro Benjamin Netanyahu, se me lo chiederà, così come farò con qualsiasi altro capo di Stato membro, incluso il Presidente Donald Trump - ha detto ancora Guterres - Secondo le regole, informerò, se necessario, la Corte penale internazionale".

Capo dell’Idf: “Concentrati sulla liberazione degli ostaggi e sulla distruzione di Hamas”

Il ritorno degli ostaggi "è un obiettivo di guerra e un impegno nazionale e morale". Lo ha detto il capo di stato maggiore dell'Idf, tenente generale Eyal Zamir, in una dichiarazione video. "Nei giorni scorsi, dopo ampie discussioni con i vertici politici, l'Idf ha intensificato significativamente l'operazione nella città di Gaza. Stiamo operando nelle profondità del territorio, combinando forze di terra, fuoco di precisione e intelligence di qualità. Il nostro obiettivo è intensificare i colpi ad Hamas fino alla sua sconfitta", ha spiegato. "Tutte le nostre operazioni si svolgono secondo un piano ordinato, con la liberazione degli ostaggi e la sconfitta di Hamas davanti ai nostri occhi", ha affermato Zamir, aggiungendo che Hamas ha subito duri colpi da Israele. "Abbiamo sconfitto la maggior parte della sua potenza militare e ora stiamo consolidando i risultati che ci consentiranno di avvicinare la fine della guerra".

Madre di un ostaggio accusa Netanyahu di crimini di guerra

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu commette crimini di guerra contro gli ostaggi: a dichiararlo è stata Anat Angrest, madre dell'ostaggio Matan, durante una protesta davanti alla residenza del premier a Gerusalemme. "Si siederà al tavolo con la moglie, con i figli che non sono in pericolo, circondati da guardie della sicurezza e la polizia, mentre mio figlio è circondato dai terroristi", ha dichiarato.

Idf: “Potente attacco a Gaza city, le truppe sono entrate”

"Stiamo lanciando un potente attacco contro la roccaforte di Hamas nella città di Gaza. Nelle ultime 24 ore, le truppe della 98/a Divisione hanno iniziato operazioni di terra nel centro di Gaza city. Le truppe che operano sul terreno sono entrate con supporto di fuoco dall'aria e dal mare. Sono state colpite decine di siti terroristici, inclusi strutture militari, postazioni di osservazione e edifici con trappole esplosive destinati a danneggiare le truppe che operano nell'area". Lo ha dichiarato l'Idf.

Guterres: “Israele pare determinato a andare fino in fondo”

Israele sembra "determinato ad andare fino in fondo". Lo ha detto il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres parlando con i giornalisti prima dell'80esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla situazione a Gaza.

Guterres denuncerà alla Cpi i fatti di Gaza e della Cisgiordania

"Ciò che sta accadendo a Gaza è moralmente, politicamente e legalmente inaccettabile. Gli sforzi di mediazione che il Qatar ha annunciato di essere pronto a riprendere riguardo a Gaza sono molto importanti. Denuncerò alla Corte penale internazionale la terribile situazione a Gaza e in Cisgiordania". Lo afferma il Segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.

Il Papa telefona al Parroco di Gaza: “Preoccupazione e vicinanza”

Papa Leone XIV ha parlato oggi al telefono con il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli. Lo rende noto l'Ufficio Stampa della Santa Sede. Il sacerdote lo ha informato sulla situazione attuale, e il Pontefice gli ha espresso la sua vicinanza e preoccupazione assicurando le sue preghiere.

"Questa mattina, da Castel Gandolfo, - ha riferito Matteo Bruni, direttore dell'Ufficio Stampa della Santa Sede - il Papa ha avuto una conversazione telefonica con il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, che lo ha informato della situazione. La parrocchia continua ad aiutare le circa 450 persone a cui è stato concesso asilo e coloro che si rivolgono a loro, distribuendo cibo e acqua e mantenendo aperta la farmacia interna".

"Anche l'oratorio continua la sua attività, con i bambini e i giovani e l'assistenza agli anziani e ai malati, nonostante l'intensificarsi del conflitto. Il Papa ha espresso la sua preoccupazione per ciò che sta accadendo e ha assicurato a padre Gabriele e a tutti coloro che vanno in parrocchia la loro vicinanza e le loro preghiere", ha aggiunto Bruni. Attraverso il suo account su X e Instagram, padre Romanelli ha diffuso ieri un video in cui si sentono i bombardamenti durante una liturgia nella parrocchia. Meno di 30 secondi in cui il rombo di un attacco interrompe il silenzio dei fedeli.

Egitto: “Israele è arrogante e porta la regione nel caos”

La regione "è sull'orlo di una nuova fase di caos totale a causa dell'incoscienza e della persistenza nell'arroganza di Israele". Lo afferma il ministero degli Esteri egiziano che critica duramente la comunità internazionale per "la sua incapacità ad agire contro i crimini di genocidio".

Israele attacca l’Ue: “Stop accordo associazione rafforza Hamas”

Con la proposta di sospendere l'accordo di associazione tra Unione europea e Israele, Bruxelles ha "rafforzato Hamas". Lo scrive il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, in una lettera inviata alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "E' profondamente inquietante che, avanzando una simile proposta, stiate di fatto rafforzando un'organizzazione terroristica che continua a perpetrare crimini efferati, mentre Israele, un partner di lunga data dell'UE, combatte una guerra esistenziale", scrive Saar secondo quanto riportano i media israeliani.
Saar definisce la proposta "piena di false accuse e difetti legali". "Sono trascorsi ottant'anni da quando è avvenuto l'Olocausto sul suolo europeo", aggiunge Saar, "il fatto che l'Europa danneggi Israele mentre è in atto un tentativo di annientare i resti superstiti del popolo ebraico e del suo unico Stato segna il calpestamento di ogni norma morale".

Guterres: “Genocidio? Quanto avviene a Gaza è intollerabile”

"Non è nel ruolo del segretario generale effettuare la descrizione legale di genocidio, ma questo non significa che non considero che quello che succede a Gaza sia orrendo. Vediamo una distruzione massiccia e ora la sistematica distruzione di Gaza City, la massiccia uccisione di civili e ostacoli drammatici alla distribuzione degli aiuti.


Indipendentemente dal nome, la verità è che questo è moralmente, politicamente, e legalmente intollerabile". Lo ha detto il segretario generale Onu Antonio Guterres dopo che una Commissione di inchiesta Onu ha stabilito che Israele ha commesso un genocidio a Gaza.

(agf)

Idf: “Intercettato un missile lanciato dagli Houthi dallo Yemen”

Dopo gli allarmi in Israele, l'Idf ha reso noto che un missile lanciato dallo Yemen è stato intercettato. Le sirene di allarme sono risuonate in diverse zone di Israele.

Idf: “Missile balistico lanciato dallo Yemen verso Israele”

Un missile balistico è stato lanciato dallo Yemen verso Israele. Lo dice l'esercito israeliano. Si prevede che nei prossimi minuti le sirene suoneranno nel centro di Israele, scrivono i media.

Idf: “Faremo del nostro meglio per proteggere gli ostaggi durante l’offensiva”

L'esercito "farà del suo meglio" per proteggere gli ostaggi durante l'offensiva contro Hamas a Gaza City. Ad affermarlo è stato il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane, il Generale di Brigata Effie Defrin. Rispondendo in conferenza stampa ad una domanda su come l'Idf combatterà a Gaza City dopo che Hamas ha pubblicato un filmato che mostrava ostaggi trattenuti nella zona, Defrin ha dichiarato: "Siamo consapevoli delle preoccupazioni delle famiglie degli ostaggi, faremo del nostro meglio per evitare di far loro del male". Hamas - ricorda il Times of Israel - ha minacciato di giustiziare gli ostaggi se le truppe dell'IDF si avvicineranno alle aree in cui sono trattenuti e i familiari hanno espresso estrema preoccupazione per la sorte dei prigionieri durante l'offensiva.

Idf: “Ci vorranno mesi per conquistare Gaza City, non ci sono limiti di tempo”

"Ci vorranno diversi mesi" per conquistare il controllo di Gaza City e "diversi altri mesi per il resto delle infrastrutture". Lo ha affermato il portavoce delle forze armate israeliane, Efi Defrin, all'indomani dell'avvio dell'operazione di terra per occupare la città. "Stiamo lavorando per raggiungere gli obiettivi della guerra: ci vorrà tutto il tempo necessario. Non abbiamo limiti di tempo", ha sottolineato.

Kallas: “L’offensiva peggiora la situazione; domani misure dell’Ue contro Israele”

"L'offensiva terrestre di Israele a Gaza peggiorerà ulteriormente una situazione già disperata. Significherà più morte, più distruzione e più sfollamenti. Domani la Commissione europea presenterà misure per fare pressione sul governo israeliano affinché cambi rotta sulla guerra a Gaza". Lo scrive su X l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas. "Sospendere le concessioni commerciali e imporre sanzioni ai ministri estremisti e ai coloni violenti sarebbe un chiaro segnale che l'Ue chiede la fine di questa guerra", aggiunge.

Idf: “Non ci sarà fame nella Striscia di Gaza”

"Hamas ha creato il più grande scudo umano della storia a Gaza. Sfrutta la popolazione e impedisce ai residenti di evacuare la città attraverso gravi violenze. Le Idf stanno consentendo l'evacuazione della popolazione e stimano che finora siano stati evacuati oltre 350.000 residenti". Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito israeliano, il generale di brigata Efi Defrin, aggiungendo che, "nell'ambito del piano operativo, abbiamo adattato gli sforzi umanitari in conformità con il diritto internazionale. Non ci sarà fame nella Striscia di Gaza. Gli aiuti saranno consegnati anche a Gaza City".

Amnesty: “Rapporto dell’Onu su Gaza indica che bisogna agire su Israele”

"Mentre le autorità e le forze israeliane intensificano la loro brutale campagna di distruzione, in particolare a Gaza City, il severo rapporto della Coi fornisce un'ulteriore conferma di quanto Amnesty International e altre organizzazioni affermano da mesi: le autorità e le forze israeliane hanno commesso e stanno continuando a commettere genocidio nei confronti della popolazione palestinese di Gaza". Lo ha detto in una nota la segretaria generale di Amnesty International, Agnès Callamard.


"La Coi si unisce così a un numero sempre maggiore di organismi e di esperti internazionali per i diritti umani nel concludere che Israele sta commettendo genocidio a Gaza. Non c'è più tempo per le scuse: con il moltiplicarsi delle prove del genocidio di Israele, la comunità internazionale non potrà dire di non sapere. Questo rapporto deve indurre gli stati ad agire immediatamente e a rispettare i loro obblighi giuridici e morali per fermare il genocidio in corso. La comunità internazionale, in particolare gli stati che hanno influenza su Israele, deve esercitare ogni forma possibile di pressione diplomatica, economica e politica per garantire un cessate il fuoco immediato e duraturo e un accesso umanitario senza ostacoli a Gaza. Le conclusioni di questo rapporto devono spingere tutti gli stati a sospendere ogni trasferimento di armi e forniture per la sicurezza a Israele e a rivedere i propri rapporti commerciali con Israele per assicurarsi di non contribuire al genocidio in corso a Gaza, all'apartheid, ad altri crimini contro l'umanità o a crimini di guerra, né alla prolungata e illegittima occupazione del Territorio palestinese occupato", ha aggiunto.

Herzog: “No all'isolamento di Israele, ne va del nostro futuro”

Il presidente israeliano Isaac Herzog ha esortato il Paese a non isolarsi, all'indomani delle parole del premier Benjamin Netanyahu che ha riconosciuto la difficile situazione del Paese sullo scenario internazionale, esortando a rinchiudersi come una moderna "super-Sparta". "Non dobbiamo isolarci, questo è fondamentale per il futuro dello Stato di Israele", ha affermato Herzog, secondo quanto riferito dalla Radio dell'Esercito.

Kushner: “Hamas è distrutto, Israele lavori alla stabilità dell’area”

Hamas è "sostanzialmente distrutto" e Israele ha "l'opportunità di trasformare le vittorie militari in vittorie politiche, ma bisogna trovare una soluzione a Gaza". Lo ha affermato Jared Kushner, genero ed ex consigliere del presidente Usa Donald Trump nel podcast 'No Priors', come riporta Haaretz. Per il marito di Ivanka Trump, "si può arrivare a una piena normalizzazione con l'Arabia Saudita e Israele", ma prima gli ostaggi devono essere rilasciati e bisogna trovare "un modo umanitario per garantire che la popolazione civile (di Gaza) non subisca un impatto negativo dalla leadership orribile che Hamas ha portato avanti e dal conflitto che ne è seguito".


Kushner ha poi fatto riferimento a quanto sta "succedendo in Siria e in Libano: entrambi hanno una nuova leadership, Hezbollah è distrutto. La Siria sembra essere molto più stabile, così come il Libano. Con l'influenza iraniana ormai scomparsa, Israele ha una reale possibilità di stabilizzare il Paese", ha concluso.

Netanyahu: “Apriamo corridoi per l'evacuazione di Gaza City”

"Mi trovo qui nella sala operativa della Kirya insieme al ministro della Difesa, al vice capo di stato maggiore, al capo del consiglio per la Sicurezza nazionale e ad alti comandanti dell'Idf. Le nostre forze stanno operando nella città di Gaza, con l'obiettivo di sconfiggere il nemico, ma allo stesso tempo anche evacuare la popolazione civile. In questo momento, stiamo facendo sforzi per aprire ulteriori corridoi che permettano un'evacuazione più rapida della popolazione di Gaza, per separarla dai terroristi, che sono il nostro bersaglio". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando dalla sala operativa del ministero della Difesa a Tel Aviv.

Tajani: “Stop alla carneficina per avviare un percorso che porti a due Stati”

"Crediamo che si debba arrivare ad un cessate il fuoco e debba finire questa carneficina" a Gaza. "Bisogna liberare immediatamente tutti gli ostaggi senza condizioni da parte di Hamas ma anche Israele deve arrivare a un cessate il fuoco per dar vita alla fase di ricostruzione di Gaza. Serve un percorso che deve portare a due Stati in questo territorio, Israele e lo Stato palestinese, che si riconoscano e possono vivere in pace. Per fare tutto questo, naturalmente, poi serve riunificare Gaza con la Cisgiordania". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani a margine di un convegno di Forza Italia alla Camera sulla difesa.

Idf: “12 raid contro i moli del porto di Hodeida nello Yemen”

L'aeronautica israeliana ha colpito questo pomeriggio il porto di Hodeida nello Yemen, nell'ambito dell'operazione "Mabit milmàala" (in ebraico, "Osservare dall'alto"). Lo ha comunicato l'Idf, spiegando che l'azione è arrivata due giorni dopo il lancio di un missile da parte degli Houthi che ha costretto milioni di israeliani a correre nei rifugi durante la notte e dopo nuovi droni diretti verso l'Aravah, la regione desertica nel sud di Israele al confine con la Giordania, e l'aeroporto di Eilat. Il canale degli Houthi al-Masirah ha riferito di 12 raid contro tre diversi moli, mentre la tv saudita al-Hadath ha parlato di infrastrutture portuali colpite. Il portavoce houthi Yahya Sari ha sostenuto che le difese aeree avrebbero respinto alcuni caccia israeliani. L'Idf ha sottolineato che il porto viene usato per trasferire armi dall'Iran agli Houthi, responsabili di lanci ripetuti di droni e missili verso Israele e i suoi alleati, e che sfruttano il traffico marittimo per colpire rotte commerciali internazionali.

Netanyahu convoca una conferenza stampa per questa sera

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una conferenza stampa per le 20,15 (un'ora prima in Italia) su questioni economiche dopo che ieri aveva ammesso ufficialmente i problemi economici di Israele definendolo una "super-Sparta" isolata. Inevitabili le domande sugli ostaggi e l'operazione a Gaza City.

Fonti Gaza: “78 morti nella Striscia da stamattina”

Gli attacchi israeliani a Gaza hanno ucciso almeno 78 persone da stamattina nella Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti del ministero della Salute gestita da Hamas, secondo cui circa 68 palestinesi sono morti a Gaza City, dove le forze israeliane hanno iniziato l'attacco via terra.

Ong israeliane: “Ordine di evacuazione da Gaza è pulizia etnica”

L'ordine delle IDF di evacuare Gaza City costituisce pulizia etnica. E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta delle organizzazioni israeliane per i diritti umani. Le Ong, riporta il quotidiano Haaretz, invitano le autorità israeliane a revocare l'ordine di evacuazione di massa da Gaza City, affermando che tale ordine costituisce uno sfollamento forzato e una pulizia etnica. Le organizzazioni, tra cui l'Associazione per i Diritti Civili in Israele (ACRI), Medici per i Diritti Umani, Gisha e Adalah - il Centro Legale per i Diritti delle Minoranze Arabe in Israele, hanno affermato che gli ordini vengono eseguiti in un'area in cui è stato dichiarato lo stato di carestia di massa e hanno lo scopo di "sfollare una popolazione esausta e affamata che non ha un posto dove fuggire".


La dichiarazione, indirizzata al Ministro della Difesa israeliano, al Capo di Stato Maggiore delle IDF, al Procuratore Generale e al Direttore delle Attività Governative nei Territori Occupati (COGAT), ha affermato che gli ordini "non derivano da necessità militari" e sono "contrari al diritto internazionale". Pertanto, l'affermazione delle IDF secondo cui gli ordini di evacuazione sono stati emessi per avvertire e proteggere la popolazione palestinese di Gaza non dovrebbe essere accettata.

Capo della Commissione Onu: “Fermare il genocidio è un obbligo legale e morale per gli Stati”

"La prevenzione di un genocidio non è un'azione discrezionale per gli Stati. E' un obbligo legale e morale e non ammette ritardi. La legge richiede azione, la nostra umanità comune l'esige". E' quanto scrive in un editoriale sul New York Times Navi Pillay, presidente della commissione di inchiesta indipendente dell'Onu che oggi ha pubblicato il rapporto con cui conclude che "Israele ha commesso genocidio contro i palestinesi a Gaza" sulla base di quanto raccolto "da molteplici fonti e valutato attraverso la rigorosa cornice legale della Convenzione sul genocidio del 1948, a cui Israele partecipa".

"La scala della distruzione è devastante", scrive Pillay, ricordando le 64mila persone uccise, compresi 18mila bambini e 10mila donne secondo le autorità sanitarie di Gaza, l'aspettativa di vita scesa da 75 a 40 anni in un solo anno, "gli ospedali, le scuole, le chiese, le moschee e gli interi quartieri distrutti". "La nostra analisi ha stabilito che la fame è stata usata come arma da guerra e il sistema sanitario è stato deliberatamente distrutto", aggiunge concludendo che "questi non sono incidenti di guerra, ma sono azioni calcolate per portare distruzione".

Secondo l'ex alto commissario per i diritti umani ci sono anche prove di "che dimostrano l'intento genocida" da andare a cercare in dichiarazione da parte di esponenti governo e istituzioni tese a "disumanizzare i palestinesi". "Non scrivo questo da avversaria di Israele io riconosco che la sofferenza degli israeliani che hanno perso i loro cari negli orribili attacchi di Hamas", afferma ricordando che la commissione da lei guidata ha documentato anche i crimini di Hamas. "Ma rispondere ad atrocità con atrocità vuol dire abbandonare gli stessi valori che la legge internazionale è stata creata per proteggere", conclude ricordando che "la storia giudicherà come il mondo ha risposto".

Svezia: “Profondamente critici sull’offensiva a Gaza City”

La Svezia si è unita al coro di condanna internazionale per l'espansione dell'offensiva di terra israeliana a Gaza City. Il governo di Stoccolma è "profondamente critico", ha affermato la ministra degli Esteri Maria Malmer Stenergard in un post su X, sottolineando che "l'offensiva sta peggiorando una situazione umanitaria già catastrofica e sta provocando un massiccio sfollamento forzato della popolazione civile, in violazione del diritto internazionale".


Da qui la necessità urgente di "aumentare la pressione sul governo israeliano", e chiedere all'Ue "di procedere il più rapidamente possibile con le proposte che la Svezia, tra gli altri, ha sostenuto e chiesto: il congelamento della parte commerciale dell'accordo di associazione e sanzioni contro i ministri israeliani estremisti", ha aggiunto Stenergard.

Costa: “La situazione è intollerabile, preoccupa l’offensiva a Gaza City”

Con il presidente francese, Emmanuel Macron, "abbiamo anche discusso dell'intollerabile situazione in Medioriente. Ho espresso la mia preoccupazione per l'offensiva militare in corso su Gaza City. Il rispetto del diritto internazionale non è negoziabile e plaudo alla leadership della Francia nel mantenere la soluzione dei due Stati al centro dell'agenda internazionale". Lo dice il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, oggi a Parigi per incontrare Macron, nell'ambito delle tappe del suo tour delle capitali. "Parteciperò alla conferenza co-ospitata da Francia e Arabia Saudita il 22 settembre", aggiunge.


Trump: “Offensiva a Gaza? Non ne ho parlato con Netanyahu”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato di non aver discusso con il primo ministro Benjamin Netanyahu prima dell'inizio dell'offensiva israeliana a Gaza City. In risposta alle domande dei giornalisti mentre era in partenza per la Gran Bretagna, Trump ha fatto riferimento all'operazione e ha detto di non saperne i dettagli: "Dovrò vedere, non ne so molto".

Media: “Il capo dell’Idf in prima linea con le truppe a Gaza City”

Per la prima volta nella storia di Israele, un capo di stato maggiore dell'esercito (Idf) ha guidato le truppe in prima linea. Lo riporta Ynet, riferendo che il tenente generale Eyal Zamir oggi si è unito a Gaza City al capo del Comando Sud, il maggiore generale Yaniv Asor, mentre le forze di terra avanzavano dopo giorni di pesanti attacchi aerei. Poco dopo che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato stamattina l'incursione terrestre, l'Idf ha dichiarato che le sue forze avevano iniziato la fase di manovra terrestre a Gaza City, nome in codice Operazione Gideon's Chariots II, alle 22:00 della notte precedente, dopo quelli che ha definito giorni di "intensi attacchi preparatori". L'Idf ha riferito che il capo di Stato maggiore, il tenente generale Eyal Zamir, sta comandando personalmente l'offensiva a Gaza City dal Comando Sud. Il Times of Israel riporta che circa 60mila riservisti sono stati chiamati alle armi per l'operazione, oltre ad altri 70mila già presenti nelle riserve. Nonostante le segnalazioni di burnout, l'Idf sostiene che il tasso di partecipazione dei riservisti sia elevato, pari al 75-85% nella maggior parte delle unità.

Israele, il leader della sinistra a Eisenkot: “Uniamoci contro Netanyahu”

La fondazione di un nuovo partito in Israele da parte di Gadi Eisenkot è stata salutata con entusiasmo anche dal leader dei Democratici, Yair Golan. Facendogli le "congratulazioni", l'ex vice capo di Stato maggiore e leader progressista ha avvertito che "Israele è nel suo momento più pericoloso, Netanyahu sta guidando la democrazia israeliana verso la crisi più grave della nostra storia". "Non abbiamo il privilegio delle divisioni nel campo democratico. Gadi, uniamoci. Per vincere. E salvare Israele", è l'appello lanciato su X.

Ankara: “L’operazione a Gaza City è una nuova fase del piano genocida di Israele”

L'operazione di terra iniziata da Israele per prendere il controllo di Gaza City rappresenta una nuova fase del "piano genocida" del governo Netanyahu. Lo ha dichiarato il ministero degli Esteri turco in una nota, secondo cui l'attacco a Gaza City, "uno dei pochi luoghi" in cui i palestinesi potevano rifugiarsi, provocherà "ulteriori massacri, porterà allo sfollamento di centinaia di migliaia di palestinesi e aggraverà ulteriormente le loro sofferenze".

"L'operazione di terra, avviata in un momento in cui la comunità internazionale continua a impegnarsi per raggiungere un accordo di cessate il fuoco che consentirebbe lo scambio di ostaggi e l'accesso ininterrotto agli aiuti umanitari, dimostra ancora una volta che Israele non vuole un cessate il fuoco", ha aggiunto il governo di Ankara.

(afp)

Katz: “Raid su Hodeida per continuare il blocco navale e aereo agli Houthi”

Israele ha colpito il porto yemenita di Hodeidah per "garantire la continuazione del blocco navale e aereo contro l'organizzazione terroristica Houthi". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, in un post su X nel quale ha ribadito che "l'organizzazione terroristica Houthi continuerà a subire colpi e a pagare prezzi dolorosi per qualsiasi tentativo di attaccare lo Stato di Israele".

Poco fa, intanto, le Idf hanno confermato di aver condotto una serie di raid sul porto di Hodeida, "usato dagli Houthi per contrabbandare armi allo Yemen dall'Iran, che poi sono usate negli attacchi contro Israele ed i suoi alleati". Secondo l'esercito israeliano, è stata colpita "l'infrastruttura militare" del gruppo.


Anp: “Israele vuole trasformare Gaza City in una fossa comune”

Il ministero dell'Anp denuncia che "il fallimento della diplomazia internazionale nel fermare la guerra è sospetto e ingiustificato" e chiede anche "un intervento internazionale eccezionale per fermare questo grave crimine e di promuovere soluzioni politiche e diplomatiche che garantiscano la cessazione immediata della guerra e dell'aggressione, la protezione dei civili, impedendo il loro sfollamento dalla Striscia di Gaza, il rilascio immediato degli ostaggi e dei prigionieri e la fornitura sostenibile di aiuti".

Madri degli ostaggi: “Unitevi a noi, così Netanyahu li uccide”

L'avvio dell'operazione di terra dell'Idf per conquistare Gaza City sarà la pietra tombale per gli ostaggi ancora prigionieri a Gaza. Ne è convinta Einav Tzangauker, madre di Matan, che ha trascorso la notte davanti alla residenza del premier a Gerusalemme e ha esortato la popolazione a unirsi alle famiglie. "Questo è un grido dal profondo del nostro cuore: preparate le valigie e unitevi a noi. Se il popolo israeliano non si ribella, i nostri soldati e ostaggi moriranno e scompariranno. Questa è una lotta che coinvolge un intero Paese", ha dichiarato. Secondo lei, "Netanyahu ha ordinato di uccidere gli ostaggi vivi e di nascondere definitivamente i deceduti. Sta usando il mio Matan come scudo umano. Siamo sopraffatti da una paura profonda, non possiamo né mangiare né dormire". Le ha fatto eco, Anat Angrest, madre del soldato Matan prigioniero a Gaza, che ha avvertito del destino che attende i rapiti. "Con la decisione del primo ministro di occupare Gaza, anche a costo dei nostri cari, incluso mio figlio, 48 ostaggi rischiano di scomparire", ha dichiarato. Angrest ha esortato il capo di Stato Maggiore, Eyal Zamir, a non collaborare con le direttive di Netanyahu: "Non dare ai soldati l'ordine di uccidere i loro fratelli", "stai mandando soldati a ucciderlo in nome dei (ministri dell'estrema destra messianica) Ben-Gvir e Smotrich".

(reuters)

Qatar: “Colloqui su tregua senza valore dopo attacco a Doha”

I colloqui sulla tregua a Gaza non hanno "valore" dopo che Israele ha preso di mira i negoziatori di Hamas a Doha. Lo dice il portavoce del ministero degli esteri del Qatar. "Che tipo di colloqui si possono tenere, e su cosa?" ha detto Majed al-Ansari in una conferenza stampa a Doha. "I colloqui non hanno alcuna validità quando una delle parti vuole assassinare chiunque sia disposto a parlare con l'altra parte", ha detto. "Al momento la nostra attenzione è rivolta alla protezione della nostra sovranità e non prenderemo in considerazione altre questioni finchè questa non sarà risolta", ha aggiunto. Durante la visita del Segretario di Stato americano Marco Rubio oggi nella capitale del Qatar, Al-Ansari ha affermato che l'attacco di Israele al Qatar, un alleato chiave degli Stati Uniti, ha accelerato la necessità di un "rinnovato accordo di difesa strategica". "Questo attacco, ovviamente, accelera la necessità di un rinnovato accordo di difesa strategica tra noi e gli Stati Uniti. Non è una novità in sè, ma certamente accelera", ha affermato in un briefing dopo la visita di Rubio.

Idf confermano attacco a Houthi nel porto di Hodeidah

L'esercito israeliano ha confermato di aver colpito un obiettivo Houthi nel porto di Hodeidah, nello Yemen dopo aver lanciato un appello per l'evacuazione della zona. "Le Forze di Difesa Israeliane hanno colpito una base militare appartenente al regime terrorista Houthi nel porto di Hodeidah, Yemen", si legge in una dichiarazione dell'esercito israeliano, secondo cui il porto veniva utilizzato dai ribelli "per trasferire armi fornite dal regime iraniano, al fine di compiere attacchi contro lo Stato di Israele e i suoi alleati".

Trump sull’offensiva a Gaza City: “Vedremo, non so molto”

“Vedremo, non so molto”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donlad Trump rispondendo alle domande dei giornalisti sull’operazione di terra di Israele su Gaza City.

Trump: “Hamas sarà in grossi guai se userà gli ostaggi come scudo umano”

“Hamas sarà in grossi guai se userà gli ostaggi come scudo umano”, ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump rispondendo alle domande dei giornalisti prima di partire per una visita di Stato a Londra.

Il Papa al parroco di Gaza: “Preoccupato per situazione”

Papa Leone ha telefonato a padre Gabriel Romanelli, il parroco di Gaza. Il missionario argentino ha informato il Pontefice sulla situazione e del fatto che continua ad assistere i 450 rifugiati che sono nella parrocchia e anche le persone che abitano nei pressi del compound. Il Papa ha manifestato la sua "preoccupazione" e ha assicurato a padre Gabriel "preghiera e vicinanza". E' quanto riferisce la sala stampa vaticana.

Idf annunciano attacco su porto in Yemen: “Evacuare subito”

Il portavoce dell’Idf in lingua araba ha annunciato un'allerta di evacuazione per il porto di Hodeidah, nello Yemen, "alla luce dell'attività militare del regime terroristico Houthi". "L’Idf attaccherà il porto nelle prossime ore", ha detto il portavoce, invitando tutti i presenti a evacuare immediatamente.

Katz: “Se Gaza city cade, cadrà anche Hamas”

Vogliamo prendere il controllo di Gaza City perché oggi è il principale simbolo di governo di Hamas. Oggi, se Gaza city cade... cadranno loro". Lo ha detto il ministro Israel Katz durante una visita al quartier generale della 162esima divisione, attualmente operativa nella città di Gaza. "Da Hamas vogliamo solo due cose, che non ci concederà volontariamente: la liberazione di tutti gli ostaggi e il disarmo completo. Quanto più sarà intensa l'offensiva, tanto più Hamas sarà sconfitto direttamente, e allo stesso tempo si creerà una leva più forte per il rilascio degli ostaggi", ha aggiunto.

Capo Idf: “A Gaza per liberare ostaggi e smantellare Hamas”

Il capo di stato maggiore dell'Idf Eyal Zamir ha condotto una valutazione della situazione nella Striscia di Gaza con il capo del Comando meridionale Yaniv Asor e altri comandanti, e ha dichiarato: "Ieri abbiamo approfondito la manovra nel cuore di Gaza City, un'area vitale per Hamas". "La manovra a Gaza City è un passo significativo per portare a termine la missione più importante ed etica: riportare a casa tutti gli ostaggi e smantellare le capacità militari e governative di Hamas. Si tratta di un passo di cruciale importanza per la continuazione della guerra", ha aggiunto.

Katz: “Se Hamas non rilascia ostaggi la Striscia sarà distrutta”

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che se Hamas non rilascerà gli ostaggi e non procederà al disarmo, la Striscia verrà distrutta. "Da Hamas abbiamo bisogno solo di due cose, e non ce le concederà volontariamente: rilasciare tutti gli ostaggi e disarmarsi", le sue parole. "Vogliamo prendere il controllo di Gaza City perché oggi è il principale simbolo di governo di Hamas. Se cade, cadranno anche loro", ha aggiunto.

Forum parenti ostaggi, da oggi raduni sotto casa premier

Il Forum dei familiari degli ostaggi ha annunciato che, a partire da oggi, si terrà una manifestazione davanti alla casa del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Gerusalemme ogni sera alle 19.30, per chiedere il ritorno dei loro cari e protestare contro l'offensiva a Gaza City che li mette a repentaglio. "Le forze dell'Idf, sotto la direzione di Netanyahu, hanno iniziato un raid su Gaza City ieri sera. Il capo di Stato maggiore ha anche affermato che gli ostaggi vivi sono in immediato pericolo di vita e i morti rischiano di scomparire per sempre", ha sottolineato, affermando che "non ci sarà altro tempo per salvare" gli ostaggi, prigionieri da 711 giorni. "Gli ostaggi e i soldati non possono essere sacrificati, insieme salveremo Israele", ha concluso il Forum.

Regno Unito, attacco israeliano a Gaza City irresponsabile e spaventoso

L'attacco di terra israeliano contro Gaza City è "totalmente irresponsabile e terribile". Lo ha denunciato la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper, secondo cui "questo porterà solo a ulteriori spargimenti di sangue, ucciderà altri civili innocenti e metterà in pericolo gli ostaggi" israeliani ancora trattenuti nella Striscia di Gaza. Su X la responsabile della diplomazia britannica è quindi tornata a chiedere un cessate il fuoco "immediato".

Famiglie ostaggi “terrorizzate” dichiarano stato emergenza

Il Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani, che si dicono "terrorizzate per la sorte dei loro cari", ha dichiarato lo "stato di emergenza" per l'offensiva dell'Idf a Gaza City e ha annunciato l'allestimento di un accampamento di tende fuori dalla residenza del primo ministro Benyamin Netanyahu a Gerusalemme. L'accampamento, afferma il Forum, "rimarrà finché Netanyahu non ascolterà e non metterà in atto la volontà del popolo: il ritorno immediato di tutti gli ostaggi e la fine della guerra". Ogni sera, alle 19:30, sono previste manifestazioni nell'area dell'accampamento.

(reuters)

Media: “Almeno 62 uccisi nella Striscia, 52 a Gaza City”

E' salito ad almeno 62 morti il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani oggi nella Striscia, 52 dei quali uccisi a Gaza City. Lo riferisce al Jazeera citando fonti mediche.

Fonti Gaza: “Migliaia di veicoli verso sud, traffico paralizzato”

Fonti della Striscia riferiscono che la strada al-Rashid, che collega il nord di Gaza al sud, è completamente intasata da veicoli con gli sfollati di Gaza City che cercano di raggiungere la zona meridionale dell'enclave. Le immagini pubblicate sui social mostrano il traffico paralizzato, le fonti affermano che per arrivare nella zona del campo di tende di al-Mawasi a Khan Younis potrebbe volerci anche più di 24 ore.

Media, Flotilla per Gaza arrivata in acque internazionali

La Global Sumud Flotilla ha raggiunto le acque internazionali dove si sono aggiunte le imbarcazioni partite dai porti tunisini. Lo riferisce al Jazeera. Gli organizzatori hanno precisato che il viaggio verso Gaza proseguirà dopo il congiungimento con altre imbarcazioni italiane.

Idf fa esplodere blindati telecomandati dentro Gaza City

Come parte dell'avanzata verso Gaza City, durante la notte e oggi sono stati introdotti alla periferia blindati telecomandati carichi di esplosivo con lo scopo di distruggere edifici e infrastrutture, per preparare il terreno in vista dell'ingresso di altre forze. Il portavoce militare ha spiegato che si tratta di vecchi veicoli M113 dismessi dall'Idf, riempiti con tonnellate di esplosivo e guidati in profondità nei tunnel grazie a un sistema di controllo a distanza. Le potenti esplosioni sono state udite chiaramente la notte scorsa e questa mattina a Tel Aviv, nel resto del centro e del sud del Paese.

Domani misure Ue contro Israele, stop accordo commerciale

"Domani, durante la riunione del Collegio, i commissari adotteranno un pacchetto di misure su Israele, in particolare una proposta della Commissione per sospendere alcune disposizioni commerciali, disposizioni dell'accordo mediterraneo tra UE e Israele. Ci sarà anche una conferenza stampa su tale proposta, con l'Alta Rappresentante Kaja Kallas e il commissario al Commercio Maros Sefcovic". Lo comunica la portavoce capo della Commissione europea, Paula Pinho, nel briefing quotidiano con la stampa.

Onu: “Raid di Israele a Doha attacco a pace e stabilità regione”

Il raid israeliano del 9 settembre scorso a Doha ha rappresentato "una scioccante violazione del diritto internazionale, un attacco alla pace e alla stabilità regionale e un duro colpo all'integrità dei processi di mediazione e negoziazione in tutto il mondo". Lo ha denunciato oggi a Ginevra l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Volker Türk. "In quanto tale, lo condanno e invito questo Consiglio e tutti i governi a fare lo stesso", ha detto nel suo intervento nel quadro del dibattito urgente del Consiglio per i Diritti Umani sulla "recente aggressione militare lanciata da Israele contro lo Stato del Qatar il 9 settembre 2025".

Onu: “A Gaza 640 mila persone in carestia entro fine mese”

Entro fine mese la carestia a Gaza riguarderà più di 640.000 persone rispetto al mezzo milione attuale. E' quanto ha denunciato il capo degli aiuti delle Nazioni Unite, Tom Fletcher, parlando di "una carestia prevenibile e prevedibile" che la comunità umanitaria "può fermare". Invitando il mondo ad agire Fletcher ha dichiarato "le donne, gli anziani e i bambini di Gaza non possono nutrirsi di dichiarazioni di preoccupazione". "Abbiamo bisogno che i valichi siano aperti, che sia assicurato un accesso funzionale, che sia garantito un passaggio sicuro e senza ostacoli a Gaza, che i saccheggi siano fermati, che gli ostaggi siano rilasciati e che sia stabilito un cessate il fuoco immediato", ha aggiunto. Secondo l'Onu, un terzo dei centri di trattamento della malnutrizione a Gaza City sono già stati chiusi a causa di ordini di sfollamento forzato mentre il Ministero della Salute ha annunciato che altre tre persone sono morte di malnutrizione e fame nelle ultime 24 ore. In totale, il ministero riferisce che 425 persone sono morte di malnutrizione e fame a Gaza, circa un terzo delle quali sono bambini.

Idf: “In vista di offensiva a Gaza colpiti 850 obiettivi”

La scorsa settimana l'aviazione israeliana ha colpito oltre 850 obiettivi e centinaia di militanti di Hamas a Gaza City. Lo ha detto il portavoce dell'Idf, confermando l'inizio della "vasta operazione di terra in tutta Gaza City" volta a "raggiungere gli obiettivi della guerra nella Striscia di Gaza", tra cui la sconfitta di Hamas e il rilascio degli ostaggi. "L'attività delle truppe è iniziata in conformità con il piano operativo e si prevede che si espanderà in base alla valutazione della situazione", ha aggiunto il portavoce dell'esercito.

Capi dell'Idf e del comando Sud in prima linea con truppe

Il capo di stato maggiore israeliano Eyal Zamir e il capo del Comando Sud Yaniv Asor sono in prima linea insieme alle truppe sul campo di battaglia a Gaza City. Lo riferisce il portavoce militare, aggiungendo che le divisioni 162 e 98 stanno guidando l'offensiva. "L'operazione si espanderà nei prossimi giorni. Lo sguardo è su più fronti: la scorsa notte abbiamo attaccato anche sul fronte nord, e ci stiamo preparando a ogni scenario", ha detto.

Presto altri 60 mila riservisti a Gaza, obiettivo 130mila

L'esercito israeliano ha iniziato l'operazione di invasione a Gaza con la mobilitazione di 70.000 riservisti e altri 60.000 riservisti si uniranno a loro, con 130.000 riservisti che opereranno al picco. Lo rivelano fonti militari. L'ingresso a Gaza City arriva dopo che le forze hanno operato a Zeitun, Jabaliya e Sheikh Radwan nelle ultime settimane, mentre espandevano la loro presa operativa intorno a Gaza City.

Esercito: “Truppe Idf avanzano verso centro Gaza City”

Le truppe dell'esercito israeliano stanno ora avanzando verso il centro di Gaza City, nell'ambito dell'offensiva di terra lanciata nella notte. Lo ha riferito un funzionario militare ai giornalisti. "Stiamo avanzando verso il centro" di Gaza City, ha detto. Alla domanda dei giornalisti sulla posizione dei soldati israeliani nella città palestinese e sulla possibilità che le truppe avanzino verso il cuore del centro cittadino, ha risposto: "Sì". "Ieri sera siamo passati alla fase successiva, la fase principale del piano per Gaza City. Le forze del Comando Sud dell'esercito israeliano hanno ampliato le attività di terra nella principale roccaforte di Hamas a Gaza, ovvero Gaza City", ha aggiunto il funzionario.

Commissione Onu preoccupata per i piani di distruzione della Cisgiordania

La Commissione indipendente dell'Onu ha espresso preoccupazione e condanna non solo per la situazione a Gaza, ma anche per i piani di distruzione dei palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est. La sua presidente Navi Pillay ha precisato che l'analisi contenuta nel rapporto si riferisce esclusivamente al genocidio commesso da ottobre 2023 a luglio 2025, ma aggiunge che la Commissione è seriamente preoccupata che l'intento "di distruggere i palestinesi nel loro complesso stia guidando gli israeliani nel resto dei territori occupati, compresi la Cisgiordania e Gerusalemme Est". "E' anche importante notare che gli eventi a Gaza successivi al 7 ottobre non si sono verificati in modo isolato. Sono stati preceduti da decenni di occupazione illegale e oppressione sotto un'ideologia che richiedeva l'espulsione della popolazione palestinese dalle proprie terre e la sua sostituzione", ha argomentato Pillay.

Schlein: “Fermare occupazione Gaza, Italia non sia complice”

"L'occupazione illegale di Gaza da parte dell'esercito israeliano va fermata subito. Proprio nel giorno in cui la Commissione d'inchiesta Onu sui Territori palestinesi occupati e Israele, accusa il governo Israeliano di commettere un genocidio, Netanyahu sta facendo entrare i carri armati dell'Idf a Gaza. Sono crimini di guerra e vanno fermati subito, è già tardi". Così la segretaria del Pd Elly Schlein. "A Gaza - aggiunge - devono entrare aiuti umanitari, cibo, medicinali per prestare soccorso a un popolo stremato e ridotto alla fame. E invece questa notte sono entrati i mezzi corazzati di Netanyahu per dare seguito al piano criminale concordato con Trump per colonizzare la Palestina, annettere la Cisgiordania e annientare la popolazione civile. Abbiamo chiesto per anni al governo italiano e all'UE una presa di posizione netta e forte contro questi crimini. L'Europa ha iniziato a reagire, seppur tardivamente, invocando sanzioni al governo israeliano. La contrarietà del Governo italiano è tra le cause dell'immobilismo Ue. Dopo più di 60mila morti palestinesi, Meloni ancora sceglie Trump e Netanyahu e frena una dura reazione europea. Non possiamo accettare che l'Italia sia complice, perché siamo davanti a una delle pagine più buie e tragiche della storia contemporanea", conclude.

Fonti militari Israele: “Idf controlla il 40% di Gaza City”

Al momento l'Idf controlla circa il 40% del territorio urbano di Gaza City, dopo le operazioni delle scorse settimane in cui sono stati distrutti numerosi edifici, tra cui alcuni grattacieli, utilizzati da Hamas per produrre armamenti, scavare tunnel e gestire le operazioni di guerriglia.

Israele aumenterà gradualmente il numero di truppe a Gaza City

Israele aumenterà gradualmente il numero delle sue truppe a Gaza City, poiché stima che il 40% dei residenti si sia già spostato a sud, dove amplierà gli “sforzi umanitari”, ha dichiarato un ufficiale militare israeliano in una conferenza stampa.

Anp: "Gaza fossa comune. Urge intervento internazionale"

Il ministero degli Esteri dell'Autorità nazionale palestinese chiede un "intervento internazionale urgente ed eccezionale per proteggere i civili a Gaza City" alla luce dell'avvio da parte dell'esercito israeliano delle prime fasi dell'operazione di terra per conquistare la città, che la trasformerà in "una fossa comune". "Il fallimento della diplomazia internazionale nel fermare la guerra è sospetto e ingiustificato", ha affermato il ministero degli Esteri palestinese in una dichiarazione, in cui considera con "estrema preoccupazione" il modo in cui i membri del governo di Benjamin Netanyahu "si vantano" riguardo all'invasione di Gaza City. Questa operazione, afferma, "espone la vita di centinaia di migliaia di civili palestinesi al rischio di morte e sfollamento" e, a suo avviso, trasformerà la capitale di Gaza in "una fossa comune e un territorio inabitabile, come è il caso dell'intera Striscia di Gaza". Il ministero palestinese ha chiesto quindi "un intervento internazionale straordinario per porre fine a questo grave crimine e promuovere soluzioni politiche e diplomatiche che garantiscano l'immediata cessazione della guerra e dell'aggressione, la protezione dei civili, la prevenzione del loro sfollamento dalla Striscia di Gaza, l'immediato rilascio di ostaggi e prigionieri e la distribuzione sostenibile di aiuti", si legge nella dichiarazione

L’Idf conferma tre divisioni operative a Gaza City

Dall'Idf è arrivata la conferma della presenza di tre divisioni operative a Gaza City. La 98ª e la 162ª circondano Gaza City e operano in collaborazione con la Divisione 99, che opera nella parte settentrionale della Striscia, e la Divisione Gaza, che opera nella parte meridionale. Nei prossimi giorni si prevede che un'altra divisione, la 36ª, si unirà a loro. Un annuncio che conferma quindi che durante la notte l'Idf è passato alla fase di manovra terrestre a Gaza City, dopo i potenti attacchi preparatori degli ultimi giorni e che le forze hanno esteso i combattimenti al cuore di Gaza City. Per la prima volta, il capo di stato maggiore dell'Idf, Eyal Zamir, e il capo del comando meridionale dell’idf, Yaniv Asor, sono in prima linea nei combattimenti. Nei prossimi giorni, secondo Ynet news, l’Idf raggiungerà un picco di 130 mila soldati richiamati ai sensi dell'ordine 8, con tassi di partecipazione che variano tra il 75% e l'85%, secondo il portavoce delle forze armate.

Tajani: “E’ giusto che palestinesi restino in Palestina”

E' giusto che i palestinesi rimangano in Palestina. Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a Start su Sky Tg24. "Espellere milioni di persone da un territorio è un'idea priva di senso, per mandarli dove poi? I Paesi arabi si sono già detti contrari ad ospitarli e c'è il rischio di flussi migratori, con un danno enorme per l'area del Mediterraneo", ha affermato Tajani

Padre Romanelli: “Stiamo bene ma situazione sta peggiorando”

"La situazione è già da tempo che sta male e purtroppo diventa peggio". Padre Romanelli, parroco della chiesa della Sacra Famiglia a Gaza, lo dice da Agorà su Rai Tre. "Noi stiamo bene" rassicura, pur senza nascondere che "si sentono tanti bombardamenti, soprattutto nella zona ovest e nordovest della città di Gaza". "Noi - spiega - siamo a est. Continuiamo a essere qua con i nostri circa 450 rifugiati. Quello che noi abbiamo lo distribuiamo tra i rifugiati e pure ai nostri vicini che sono tanti, tantissimi".

Tajani: “Italia non riconoscerà lo Stato palestinese”

"L'Italia non riconoscerà lo Stato palestinese", ma durante l'Assemblea generale delle Nazioni Unite che si terrà a New York "discuteremo della soluzione a due Stati che è quella giusta". Lo ha dichiarato il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo a Start su Sky Tg24. "Siamo favorevoli allo Stato palestinese, ma prima bisogna riunificarlo", ha aggiunto.

Tajani: “Contrari a offensiva Gaza City, rischi per civili”

"Abbiamo sempre detto di essere contrari all'offensiva su Gaza per i rischi che corre la popolazione civile, non certo per difendere Hamas che usa gli ostaggi come scudi umani": lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Skytg24. Serve "accelerare i tempi per un cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi senza condizioni e la fine degli attacchi. Si è già vista carneficina in questi mesi a Gaza, non sarà facile".

Israele: “L’inchiesta Onu è falsa, commissari antisemiti”

“Tre individui che agiscono come rappresentanti di Hamas, noti per le loro posizioni apertamente antisemite - e le cui orribili dichiarazioni sugli ebrei sono state condannate in tutto il mondo - hanno pubblicato oggi un altro falso 'rapporto' su Gaza". Lo scrive su X il ministero degli Esteri israeliano dopo il rapporto della Commissione d'inchiesta guidata da Navi Pillay. "Si basa interamente su falsità di Hamas, riciclate e ripetute. Queste invenzioni sono già state ampiamente smentite. Israele respinge categoricamente questo rapporto distorto e falso e chiede l'immediata abolizione di questa Commissione d'inchiesta".

Idf: “Abbiamo iniziato a distruggere siti di Hamas a Gaza City”

"Abbiamo iniziato a distruggere le infrastrutture di Hamas a Gaza City, la città è un'area di combattimento pericolosa": è il messaggio del portavoce in lingua araba dell'Idf sui social agli abitanti di Gaza city. "Restare all'interno dell'area mette in pericolo la vostra vita. Evacuate il più rapidamente possibile verso le zone indicate, con veicoli o a piedi, attraverso la strada Rashid a sud del fiume Gaza. Unitevi a oltre il 40% dei residenti che hanno già lasciato la città per proteggere sé stessi e i loro cari".

(afp)

Commissione Onu accusa Israele di genocidio a Gaza

Gli investigatori indipendenti delle Nazioni Unite hanno accusato Israele di aver commesso un "genocidio" a Gaza con l'intento di "distruggere i palestinesi", attribuendo la responsabilità al primo ministro Benjamin Netanyahu e ad altri vertici dello Stato. Nel nuovo rapporto, pubblicato a quasi due anni di distanza dall'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, la Commissione d'inchiesta internazionale ha rilevato che le forze israeliane hanno compiuto "quattro dei cinque atti genocidi previsti dalla Convenzione del 1948", tra cui uccisioni, gravi danni fisici e psicologici e condizioni di vita mirate alla distruzione della popolazione. "La responsabilità per questi crimini atroci ricade sulle autorità israeliane ai più alti livelli", ha dichiarato la presidente Navi Pillay, ex giudice del tribunale per il Ruanda, avvertendo che il silenzio della comunità internazionale "equivale a complicità". Secondo dati Onu, dall'inizio della guerra sono state uccise quasi 65.000 persone a Gaza e gran parte della popolazione è stata sfollata, mentre è in corso una carestia conclamata. Israele respinge fermamente le accuse, mentre la Commissione collabora con la Corte penale internazionale, che ha già emesso mandati d'arresto contro Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant per crimini di guerra e contro l'umanità.

Rubio arrivato a Doha, chiederà prosieguo mediazione

Il segretario di Stato americano Marco Rubio è arrivato in Qatar. Rubio è atterrato a Doha dopo aver lasciato Israele: in partenza da Tel Aviv ha affermato che gli Stati Uniti avrebbero chiesto al Qatar di continuare il suo lavoro di mediazione nella guerra a Gaza, nonostante l'attacco israeliano della scorsa settimana, che ha suscitato la condanna internazionale. A Doha i due paesi alleati potrebbero anche essere finalizzare un accordo di cooperazione rafforzata in materia di sicurezza. La visita di Rubio giunge una settimana dopo l'attacco israeliano contro lo Stato del Golfo, che ha preso di mira i leader del gruppo militante palestinese Hamas.

Netanyahu: “Intensa operazione terra a Gaza, momento cruciale”

"Abbiamo avviato un'intensa operazione a Gaza". Così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato l'inizio dell'operazione di terra a Gaza City, dove sono entrati i carri armati delle Idf. "Lo Stato di Israele si trova in un momento cruciale", ha aggiunto affermando che "oggi stanno accadendo cose molto importanti".

Lapid: "Non si comincia operazione lunga senza obiettivi"

Dura critica del leader di opposizione israeliana, Yair Lapid, all'ingresso via terra dell'Idf nella Striscia di Gaza, dopo una notte di intensi bombardamenti su Gaza City. "Un Paese non lancia un'operazione destinata a durare fino al prossimo anno senza definire gli obiettivi, ma con questo governo a quanto pare tutto è possibile", ha detto Lapid in un'intervista con Ynet Studio. "Non ho mai sentito in tutti questi anni di un'operazione militare senza un obiettivo politico. Stanno mandando l'esercito a combattere lì, soldati e ostaggi verranno uccisi e nessuno capisce quale sia l'obiettivo", ha sottolineato Lapid.

Idf: “Hamas usa palestinesi come scudi umani”

Il portavoce in lingua araba delle Idf, il colonnello Avichay Adraee, ha dichiarato in un post su X che "account affiliati a Hamas e ai suoi portavoce stanno diffondendo immagini di volantini falsi" nella Striscia di Gaza "perché vogliono usare la popolazione civile come scudo umano" e "diffondere il veleno incitando all'odio". Adraee ha insistito che "da settimane abbiamo invitato i civili di Gaza City a trasferirsi nella zona umanitaria di Al-Mawasi per garantire la loro sicurezza".

Rumore bombe su Gaza si sentono nel centro Israele

Il commentatore politico israeliano Ori Goldberg ha dichiarato che i bombardamenti israeliani su Gaza sono stati così intensi che le "bombe si possono sentire" nelle zone centrali del suo Paese. In un post su X, Goldberg ha affermato che le azioni di Israele a Gaza equivalgono a "annientamento" e "genocidio". Anche l'ex prigioniera israeliana Arbel Yehoud, che sta protestando fuori dalla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, ha affermato che le esplosioni si potevano sentire in Israele. "Il mio Ariel è in serio pericolo", ha detto Yehoud, riferendosi al suo fidanzato, Ariel Cunio, ancora detenuto a Gaza, secondo il Times of Israel. "Il rumore delle esplosioni provenienti da Gaza scuote le pareti di casa mia e le stanze del mio cuore", ha aggiunto Yehoud.

Rubio: “Il tempo per trovare un accordo ormai è molto breve”

"Gli israeliani hanno iniziato le operazioni a Gaza City. Riteniamo quindi che il tempo a disposizione per raggiungere un accordo sia molto breve”. È il commento del segretario di Stato Usa, Marco Rubio, dopo l’operazione militare terrestre lanciata nella notte da Israele. “Non abbiamo più mesi a disposizione, ma probabilmente solo giorni e forse qualche settimana", ha detto Rubio ai giornalisti mentre lasciava Israele per recarsi in Qatar in veste di mediatore. "La nostra prima scelta è che tutto questo finisca con un accordo negoziato in cui Hamas dichiari: ci smilitarizzeremo, non saremo più una minaccia. Se c'è un Paese al mondo che potrebbe aiutare a porre fine a tutto questo attraverso i negoziati, quello è il Qatar".

Katz: “Gaza sta bruciando, non torneremo indietro”

L'ufficio del ministro della Difesa Israel, Katz ha dichiarato che dopo gli attacchi israeliani di questa notte Gaza “sta bruciando”. L'Idf, ha detto il ministro, “sta colpendo con pugno di ferro le infrastrutture terroristiche e i soldati stanno combattendo coraggiosamente per creare le condizioni per il rilascio degli ostaggi e la sconfitta di Hamas. Non ci arrenderemo e non torneremo indietro, finché la missione non sarà completata". La notizia è pubblicata da Ynet.

Gaza, in corso l'attacco via terra: i bombardamenti sulla città immersa nel buio

Rubio incontra i familiari degli ostaggi

"È stato commovente incontrare le famiglie degli ostaggi durante la mia visita a Gerusalemme. Le loro storie sono strazianti e incomprensibili. Questa guerra è durata abbastanza. Hamas deve rilasciare immediatamente tutti gli ostaggi: vivi e deceduti". Lo ha scritto su X, il segretario di Stato americano Marco Rubio postando una foto dell'incontro.

Fonti mediche: bilancio delle vittime nell’attacco a Gaza sale a 62

Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani su Gaza sale a 62. L'agenzia di stampa Wafa, citando fonti mediche, afferma che la maggior parte delle vittime uccise dall'attacco scattato lunedì sera, si trovava nella città di Gaza.Tra queste figurano due persone uccise nel quartiere Nassr della città di Gaza mentre si rifugiavano in una tenda

Media palestinesi: almeno 3 morti e diversi feriti a Deir al-Balah

L'agenzia di stampa palestinese "Shahab" da notizia di una serie di attacchi aerei nella città di Gaza, tra cui il quartiere di Tel al-Hawa nella parte occidentale della città, il campo profughi di Shati a nord-ovest, il quartiere di Sabra nel centro e il quartiere di al-Daraj a nord. L'agenzia palestinese ha anche riferito che "tre persone sono state uccise e diverse altre ferite in un attacco aereo nella città di Deir al-Balah, nel centro di Gaza".

Cuomo: la carneficina deve finire

L'ex governatore di New York Andrew Cuomo, sostenitore di lunga data di Israele e candidato a sindaco di New York, ha chiesto la fine della guerra in corso a Gaza. "Non c'è dubbio che la gente di New York e la nazione vedano la continua carneficina che sta avvenendo e siano profondamente, profondamente turbati. Vogliono che finisca, e credono che sia andata avanti fin troppo a lungo", ha detto Cuomo al New York Times. "Occorre restituire gli ostaggi e porre fine alla violenza. Oggi stesso. Credo che avrebbe dovuto finire mesi fa. È orribile", ha aggiunto.

Palestinesi in fuga da Gaza City, le immagini dell’esodo

Migliaia di persone stanno fuggendo da Gaza City dopo l’avvio dell’operazione terrestre di Israele. Immagini notturne documentano lunghe carovane in uscita dalla città

Padre Romanelli: “A Gaza attendiamo peggio cantando l’inno della Madonna ai piedi della croce”

"La situazione continua ad andare male, ci sono quartieri interi che stanno evacuando e bombardando, molta gente fugge, non c'è modo di conteggiarla esattamente, la gente sta andando verso sud ed è disperata". Lo dice il parroco della chiesa latina della Sacra famiglia nel nord di Gaza, padre Gabriel Romanelli, dove nessuno lascerà il compound e si "ascoltano molti bombardamenti". "Nel nostro quartiere - fa anche sapere Romanelli - si odono molte bombe". Nella parrocchia, tra sfollati e disabili, oggi è stato cantato lo Stabat Mater, che parla della Madre, "la dolorosa", che stava ai piedi di Gesù sulla Croce.

Famiglie ostaggi in marcia verso casa di Netanyahu a Gerusalemme

Le famiglie degli ostaggi si stanno dirigendo verso la residenza del premier israeliano Benyamin Netanyahu in Gaza Street a Gerusalemme, in un corteo che ha preso il via mentre su susseguono notizie di pesanti attacchi su Gaza City e l'ingresso dei tank dell'Idf nella città. Lo riferisce Ynet.

Stato maggiore israeliano: “Questo attacco è solo l’inizio”

Una fonte della direzione delle operazioni dello stato maggiore israeliano conferma che l'operazione in corso a Gaza "è solo l'inizio, c'è un'intera banca di obiettivi".

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