Continua l’invasione di Gaza City da parte dell’esercito israeliano: secondo fonti palestinesi sarebbero 83 i morti dall’inizio della giornata. Un attentatore uccide due soldati israeliani al valico di Allenby, al confine con la Giordania.
Usa: “Veto a bozza Onu perché non condanna Hamas”
"L'opposizione degli Usa a questa risoluzione su Gaza non arriva a sorpresa. I membri del Consiglio di Sicurezza Onu hanno ignorato gli Stati Uniti quando hanno detto che era inaccettabile, a partire dal fatto che non condanna Hamas, e inoltre traccia un falso parallelo tra Israele e Hamas". Lo ha detto una rappresentante degli Stati Uniti al Palazzo di Vetro prima di porre il veto al testo elaborato dai membri eletti. "La guerra potrebbe finire oggi se Hamas rilasciasse gli ostaggi", ha aggiunto.
Macron: “Il riconoscimento della Palestina è il miglior modo per isolare Hamas”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha difeso la decisione di riconoscere lo Stato di Palestina, sostenendo che rappresenti "il modo migliore per isolare Hamas" nell'ambito del piano promosso da Parigi alle Nazioni Unite. In un'intervista rilasciata all'emittente israeliana Channel 12, Macron ha ribadito che l'iniziativa mira a rafforzare una prospettiva politica capace di superare la logica del conflitto armato.
Il capo dell'Eliseo ha inoltre rivelato di aver pianificato una visita in Israele prima della riunione Onu di New York della prossima settimana, ma che le autorità israeliane hanno respinto la proposta.
"Voglio continuare a lavorare con il primo ministro Benjamin Netanyahu", ha ribadito Macron.
Idf: “Abbattuto un missile dallo Yemen, chiuso l’aeroporto di Tel Aviv”
Un missile lanciato dalla Yemen è stato abbattuto dal sistema di difesa dell'Idf, e momentaneamente l'aeroporto internazionale Ben Gurion di Tel Aviv è stato chiuso
Sirene d'allarme in centro a Tel Aviv
Le sirene d'allarme stanno suonando nel centro di Tel Aviv, lo sta constatando l'ANSA sul posto.
Macron: “Israele sta distruggendo la sua credibilità”
Israele sta "distruggendo totalmente" la sua "immagine e credibilità" agli occhi dell'opinione pubblica mondiale, a causa delle vittime civili a Gaza. Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron intervistato dalla tv israeliana Canale 12. "Israele - ha aggiunto Macron - ha ottenuto risultati unici in termini di sicurezza", "ma condurre questo tipo di operazione a Gaza è totalmente controproducente e, devo dire, è un fallimento", ha dichiarato il presidente francese.
Netanyahu: “I soldati uccisi ad Allenby sono eroi”
I due soldati uccisi nell'attacco al valico di Allenby erano "combattenti". "Il prezzo è alto, ma questi eroi cadono affinchè lo Stato possa vivere": lo ha dichiarato il primo ministro Benjamin Netanyahu in un'intervista a Channel 14, nel commentare l'attacco odierno messo a segno da un attentatore arrivato a bordo di un camion che trasportava aiuti umanitari dalla Giordania che ha aperto il fuoco.
Idf chiede lo stop degli aiuti giordani dopo l’attentato a Allenby
L'Idf ha annunciato che, a seguito dell'attacco avvenuto oggi al valico di Allenby, il capo di stato maggiore Eyal Zamir, su raccomandazione del Coordinatore delle attività governative nei Territori e del comandante del comando centrale, ha consigliato al governo di sospendere l'ingresso degli aiuti umanitari provenienti dalla Giordania. La misura resterà in vigore fino al completamento dell'inchiesta sull'attentato e alla definizione di nuove procedure di controllo per gli autisti giordani.
Idf: “Un altro drone lanciato da est è stato abbattuto”
L'Idf ha reso noto che l'aeronautica israeliana ha intercettato poco fa un ulteriore drone lanciato da est. Nella comunicazione è stato precisato che non sono state attivate sirene.
Idf: “Gaza City quasi per metà vuota, 450mila evacuati”
Idf: “Gaza City quasi per metà vuota, 450mila evacuati”
Hamas: “Gli ostaggi sono sparsi per Gaza City, nessuno tornerà”
Hamas ha avvertito che gli ostaggi sono sparsi nei quartieri di Gaza City e che l'espansione dell'operazione militare israeliana in città implica che nessuno di loro verrà restituito dalla prigionia. "Gaza non sarà un obiettivo facile per l'esercito e non ci preoccuperemo della vita degli ostaggi, finchè Netanyahu decide di ucciderli", ha affermato il gruppo militante palestinese secondo quanto riporta Haaretz. "Il loro destino sarà lo stesso di Ron Arad", pilota israeliano abbattuto nei cieli del Libano nel 1986, fatto prigioniero da Amal e di cui non si è saputo più nulla. "L'inizio dell'operazione a Gaza City significa che il nemico non riavrà un solo ostaggio, vivo o morto", ha aggiunto Hamas, assicurando che "Israele sta entrando in una guerra di logoramento che gli costerà un ulteriore numero di morti e ostaggi".
La Giordania condanna l’attacco al valico di Allenby e apre un’indagine
La Giordania ha condannato l'attacco avvenuto stamane al valico di Allenby, in cui sono rimasti uccisi due israeliani. Le autorità "hanno avviato un'indagine sulla sparatoria", ha aggiunto il ministero degli Esteri di Amman. La Giordania considera l'attacco, che secondo Israele è stato effettuato da un autista di camion di aiuti umanitari giordano, "una minaccia agli interessi del Regno e alla sua capacità di fornire aiuti umanitari alla Striscia di Gaza".
Libano, media: “Tre città meridionali colpite dai raid dell’Idf”
Israele ha effettuato attacchi aerei su tre città nel Libano meridionale, poco dopo aver intimato alla popolazione di fuggire. Dopo l'annuncio dell'Idf lo confermano anche i media di stato libanesi. L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency (NNA) ha riportato diversi attacchi su Mais al-Jabal, una città di confine devastata dall'ultima guerra, su Debbin e Kfar Tibnit. L'Nna ha precisato che le strade da Kfar Tibnit erano piene di persone che avevano lasciato le loro case prima degli attacchi.
L'esercito israeliano ha dichiarato di "condurre attacchi contro obiettivi militari di Hezbollah nel Libano meridionale". Poco tempo prima di attuare i raid aerei, l'Idf aveva esortato i residenti di diverse aree del Libano meridionale a evacuare, affermando che avrebbe colpito obiettivi di Hezbollah. Ha pubblicato le mappe di quattro edifici in tre diversi villaggi nel Libano meridionale, invitando i residenti degli edifici e delle costruzioni adiacenti a evacuare "immediatamente" e a "mantenersi ad almeno 500 metri di distanza".
Gli ultimi attacchi israeliani sono avvenuti il giorno dopo che Hezbollah ha commemorato un anno da quando Israele ha fatto esplodere centinaia di cercapersone e walkie-talkie utilizzati dai suoi membri, uccidendo decine di persone e ferendone migliaia. Prima degli attacchi odierni, il primo ministro libanese Nawaf Salam ha chiesto alla comunità internazionale di esercitare la "massima pressione" su Israele affinchè fermasse i suoi attacchi contro il suo Paese. Il ministro degli Esteri Youssef Raggi ha dichiarato la scorsa settimana che l'esercito libanese avrebbe disarmato completamente il gruppo sostenuto dall'Iran vicino al confine entro tre mesi. Hezbollah, che ha respinto il piano di Beirut, si sta attualmente preparando a commemorare la morte del suo leader Hassan Nasrallah, ucciso in un attacco israeliano nella periferia meridionale di Beirut alla fine di settembre 2024.
Israele, alti funzionari difendono la candidatura di David Zini per lo Shin Bet
Dopo le decine di opposizioni venute alla luce di recente contro David Zini, candidato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu come prossimo capo dello Shin Bet, alcuni alti ufficiali si sono fatti avanti per difendere la sua nomina. Tra questi, riporta Yedioth Ahronoth, il generale riservista Erez Weiner convinto che sia "la persona giusta al momento giusto per lo Shin Bet".
Gli ha fatto eco il generale riservista Oron Solomon così come il colonnello riservista Gabi Siboni, persuaso che "lo Shin Bet abbia bisogno di una leadership in grado di rinnovare radicalmente l'organizzazione, affrontare le sfide alla sicurezza e ripristinare la fiducia del pubblico".
Allarme per infiltrazione di droni a Eilat
Un drone avrebbe colpito nei pressi dell'ingresso di un hotel nella città meridionale di Eilat in Israele. Lo scrive il Times of Israel pubblicando alcuni stralci di video che circolano in rete. Non c'è chiaro se ci siano persone coinvolte. In città stavano suonando le sirene per una sospetta infiltrazione di droni. Gli Houthi hanno lanciato decine di droni contro Israele, molti dei quali verso Eilat, negli ultimi mesi.
Idf: “Quattro soldati uccisi da un ordigno a Rafah”
Il portavoce dell'Idf rende noto che quattro soldati, tutti sui 20 anni, sono stati uccisi nell'esplosione di un ordigno improvvisato a Rafah, nel sud di Gaza.
Hamas: “L’operazione a Gaza significa che il nemico non otterrà alcun ostaggio”
"L'inizio dell'operazione criminale nella città di Gaza e la sua espansione significano che il nemico non otterrà alcun ostaggio vivo o morto". E' la minaccia del comando delle Brigate al-Qassam, braccio armato di Hamas che detiene gli ostaggi israeliani a Gaza. Il Comando ha riferito in una nota che gli ostaggi "sono distribuiti all'interno dei quartieri della città di Gaza e non saremo premurosi per la loro vita, fintantoche Netanyahu ha deciso di ucciderli". "Il nemico sta entrando in una guerra di logoramento -prosegue la nota-che gli costerà ulteriori numeri di morti e prigionieri".
Sirene a Eilat, un drone si schianta vicino a un hotel
Un drone ha superato le difese israeliane e si è schiantato accanto all'ingresso di un albergo di Eilat, nel sud del Paese. Nella città erano risuonate le sirene poco prima. Lo riporta la stampa israeliana, precisando che non ci sono state vittime ma fiamme si sono sviluppate dove è caduto.
Israele: “Facilitiamo gli aiuti per Gaza e i terroristi ci uccidono”
"Israele facilita gli aiuti umanitari per Gaza e i terroristi sfruttano questo per uccidere israeliani. Oggi, un cittadino giordano che avrebbe dovuto guidare un camion di aiuti umanitari verso la Striscia ha assassinato due israeliani al valico di Allenby. Questo è un altro tragico risultato della vile incitazione che avviene in Giordania. È il frutto della propaganda menzognera diffusa da Hamas e fatta riecheggiare anche oltre i suoi confini. Questo deve finire". Lo ha scritto in un post su X il ministero degli Esteri israeliano.
Media: “Per Dermer l’annessione della Valle del Giordano può essere accolta”
Il ministro Ron Dermer, il più vicino al primo ministro Benyamin Netanyahu, ritiene che Israele possa annettere la valle del Giordano in Cisgiordania senza grandi ricadute diplomatiche a Washington e negli Emirati Arabi Uniti che nei giorni scorsi hanno parlato di 'linea rossa'. Lo riferisce Ynet, citando fonti diplomatiche e politiche. Dermer ritiene che la mossa possa "passare diplomaticamente" se verrà presentata come una reazione al riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di Francia, Regno Unito e altre nazioni occidentali all'Assemblea generale delle Nazioni Unite la prossima settimana. Il ministro israeliano, che è anche capo negoziatore del team di Gerusalemme, ha già fatto simili previsioni in passato, assicurando alle controparti che avrebbe potuto ottenere il sostegno degli Stati Uniti all'annessione nel gennaio 2020, quando Trump presentò il suo piano di pace per il Medio Oriente, e nel luglio 2020, prima che Israele accettasse di accantonare l'iniziativa in cambio della normalizzazione dei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti.
Ynet riferisce che il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha discusso dell'annessione con Netanyahu durante la sua visita e avrebbe affermato che 'gli Stati Uniti hanno avvertito gli Stati europei che un riconoscimento unilaterale avrebbe portato Israele a rispondere per le rime'. I politici israeliani sono molto divisi su una eventuale annessione della Cisgiordania, mentre l'ipotesi della Valle del Giordano sembra più accettabile. L'area è una zona desertica che confina con la Giordania.
L’Idf emette altri allarmi di evacuazione nel sud del Libano
Le forze armate israeliane hanno emesso avvisi di evacuazione per altri due edifici nel Libano meridionale, in vista degli attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. "Nel prossimo futuro, le forze armate attaccheranno le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in tutto il Libano meridionale, in risposta ai suoi tentativi proibiti di ricostruire le sue attività nella zona", ha avvertito il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Idf.
Levin: “Annessione più significativa della sconfitta di Hamas”
L'applicazione della sovranità israeliana sulla Cisgiordania è "molto più significativa" rispetto alla guerra ad Hamas. Lo ha affermato il ministro della Giustizia israeliano Yariv Levin, intervenuto a una conferenza organizzata da Channel 14.
"Stiamo combattendo il terrorismo e continueremo a combattere, dobbiamo eliminare Hamas e lo elimineremo", ha assicurato l 'falco' del Likud. "Ma a mio parere - ha aggiunto - applicare la sovranità è importante. Abbiamo un'opportunità storica per farlo. Pertanto, ritengo che la questione debba essere in cima alla lista delle priorità (per il governo) anche in questo periodo complesso, perché si tratta di un'opportunità che non necessariamente si ripresenterà".
"Non c'è bisogno di sottoporre questa decisione al voto della Knesset. Può essere semplicemente approvata da un voto governativo: tutto è pronto", ha aggiunto Levin, secondo quanto riportato da Haaretz. "La Terra d'Israele, come suggerisce il nome, appartiene al popolo d'Israele. E penso che non solo abbiamo un diritto sulla terra, ma abbiamo anche l'obbligo di esercitare tale diritto quando ce n'è l'opportunità".
Israele, proteste degli ultraortodossi contro l’arresto dei renitenti alla leva
Centinaia di ultraortodossi stanno protestando vicino a Bnei Brak e all'ingresso di Gerusalemme contro gli arresti di renitenti alla leva. Il traffico è stato bloccato al Ponte delle Corde, una delle arterie principali di Gerusalemme, bloccando l'ingresso e l'uscita dalla città. Il traffico è stato bloccato anche sulla Route 4, un'importante autostrada che corre a est di Tel Aviv. Gli agenti stanno tentando di sgomberare i manifestanti da entrambe le carreggiate.
Starmer: “Il riconoscimento della Palestina deve essere inteso nel contesto di un accordo di pace”
Il riconoscimento della Palestina che il Regno Unito si accinge ad annunciare deve essere inteso in un contesto di "un piano di pace" e della soluzione dei due Stati. Lo ha detto Keir Starmer spiegando di aver discusso oggi con Donald Trump, privatamente, della questione trovandosi "assolutamente d'accordo sulla necessità della pace e di una roadmap perché la situazione a Gaza è intollerabile". "Io non sono d'accordo con Starmer su questo", ha chiosato Trump riferendosi al riconoscimento della Palestina, aggiungendo che si tratta "in effetti di uno dei nostri pochi disaccordi".
Aboul Gheit riceve Felipe VI: “Grazie per la posizione sulla Palestina”
Il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha ricevuto oggi re Felipe VI di Spagna presso la sede del segretariato generale al Cairo, nell'ambito della sua visita ufficiale nella Repubblica Araba d'Egitto. E' quanto si legge in un post su Facebook.
L'incontro si è concentrato principalmente sulla situazione nella Striscia di Gaza, sulle ferme e coraggiose posizioni di principio della Spagna sulla questione palestinese, sulla necessità di attuare la soluzione dei due Stati e sulla cessazione immediata della guerra contro Gaza.
Erdogan a Abu Mazen: “Saremo la voce della Palestina all'Onu”
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che "la Turchia sarà la voce della Palestina all'Assemblea generale delle Nazioni Unite" di New York, dopo che gli Stati Uniti hanno negato il visto per recarsi nel Paese al presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen), oggi in visita ad Ankara per incontrare il leader turco.
Durante il colloquio, Erdogan ha ribadito che la priorità per la Turchia è il cessate il fuoco a Gaza e che "il mondo islamico deve essere più unito e compatto per rimuovere la minaccia israeliana", riferisce la presidenza della Repubblica di Ankara. "Israele minaccia non solo la Palestina, ma anche la stabilità regionale", ha detto il leader turco, sottolineando che "l'attacco al Qatar ne è una chiara indicazione".
Procura: “I tribunali spagnoli non possono indagare su Netanyahu”
La Procura del tribunale spagnolo dell'Audiencia Nacional ha stabilito che i tribunali nazionali non hanno la competenza per avviare un'indagine su Benyamin Netanyahu per presunti crimini di guerra e contro l'umanità, essendo il primo ministro israeliano già al centro di un procedimento aperto contro di lui dal Tribunale Penale Internazionale (Tpi).
E' quanto segnala la Procura in un parere, citato dall'agenzia Efe, che era stato sollecitato dalla sezione istruttoria n.6 dell'Audiencia Nacional. Il caso in questione riguarda una denuncia presentata dall'attivista spagnolo Sergio Toribio e dall'organizzazione 'Comitato di solidarietà con la causa araba', relativa all'abbordaggio della nave 'Madleen' l'8 giugno scorso, diretta con la Flotilla della libertà verso le coste di Gaza per rompere il blocco navale di Israele agli aiuti umanitari. La querela contro Netanyahu, il ministro della Difesa David Sàar e altri comandi militari per crimini di guerra, lesa umanità e trattamento degradate fa appello al principio di giustizia universale.
Ma la Procura ha respinto la richiesta, facendo riferimento alla normativa spagnola (articolo 23 della Legge Organica del Potere Giudiziario), che prevede che non è possibile aprire un'inchiesta giudiziaria in Spagna se è già in corso un procedimento presso un tribunale internazionale di cui Madrid è parte. A novembre 2024, il Tpi aveva emesso mandati di arresto per Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant, accusandoli di crimini di guerra e contro l'umanità a Gaza. Spetta ora al giudice istruttore della sesta sezione dell'Audiencia Nacional decidere se accogliere o meno la denuncia, che descrive l'abbordaggio come "un'operazione militare", con l'uso di droni, gas lacrimogeni e armi non letali, e che ha portato all'arresto arbitrario di 12 civili disarmati dell'equipaggio del 'Madleen attivisti di diverse nazionalità, fra i quali Greta Thunberg e lo spagnolo Toribio, poi rimpatriati
L’Idf annuncia raid aerei nel sud del Libano
L'Idf ha annunciato di aver avviato un'ondata di attacchi aerei contro obiettivi di Hezbollah nel Libano meridionale. Lo riportano i media israeliani. Un'ora fa, l'esercito aveva intimato agli abitanti delle città del Libano meridionale di evacuare diversi siti prima degli attacchi.
Trump: “Niente pressioni su Netanyahu se gli ostaggi non sono liberi”
Il presidente Donald Trump non intende imporre a Benyamin Netanyahu di mettere fine all'azione militare d'Israele nella Striscia di Gaza fino a quando "gli ostaggi non saranno liberati". Lo ha detto nella conferenza stampa congiunta con Keir Starmer a Chequers, rispondendo a una domanda specifica di un giornalista britannico. Ha poi insistito sulla brutalità di Hamas, accusata di usare gli ostaggi come "scudi umani", e ricordando l'attacco del 7 ottobre 2023, con "bambini di 4 anni fatti a pezzi".
Trump: "Ci si dimentica del 7 ottobre, io non lo faccio”
"La gente si dimentica del 7 ottobre, ma io non lo faccio. Voglio la fine della guerra ma voglio la restituzione degli ostaggi". Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa nel Regno Unito.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) USA-TRUMP/BRITAIN]]
Trump: “In disaccordo con Starmer sul riconoscimento della Palestina”
Uno dei "pochi" motivi di "disaccordo" con il premier Keir Starmer riguarda il riconoscimento dello Stato palestinese. Lo ha detto Donald Trump nella conferenza stampa col premier britannico.
Trump: “Voglio gli ostaggi liberi ora”
"Voglio gli ostaggi liberi ora, in questo momento". Lo ha detto Donald Trump parlando della guerra a Gaza, nella conferenza stampa con Keir Starmer.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) USA-TRUMP/BRITAIN]]
Tajani: “Riconoscere ora lo Stato Palestinese è inutile”
A New York "approveremo il documento per la costruzione dello Stato palestinese, per seguire quel percorso" ma "non possiamo riconoscere oggi lo Stato palestinese perché è assolutamente inutile. Lo ha detto stamane Lucio Caracciolo, direttore di Limes, che riconoscere lo Stato palestinese è un modo per lavarsi la coscienza e non risolve il problema perché oggi non c'è lo Stato palestinese, da una parte c'è Hamas e dall'altra c'è l'Autorità nazionale palestinese". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in question time al Senato. "Io non sono mai stato contrario allo Stato palestinese. Ho detto che noi non possiamo riconoscere uno Stato palestinese che non riconosca Israele o non sia riconosciuto da Israele, che è una cosa ben diversa". E "non possiamo avere Hamas come interlocutore perché è un'organizzazione terroristica" e "farsi scudo del proprio popolo è un crimine orrendo, uguale a quello che stanno commettendo i soldati israeliani".
Tajani: “Quelle bloccate a Ravenna non erano armi italiane”
"Non abbiamo inviato armi italiane in Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in question time al Senato, interpellato sulla vicenda dei container di esplosivi diretti ad Haifa e bloccati nel porto di Ravenna. "Non serve autorizzazione per nulla che parta dai porti, quindi io non so nulla di cosa è successo perché non sono armi italiane e munizioni italiane", ha aggiunto.
Tajani: “Valutiamo sanzioni commerciali ma no ricadute su civili”
"Valuteremo ulteriori nuove proposte di sanzioni commerciali, nella consapevolezza però che non debbono esserci ricadute negative sulla popolazione civile israeliana, che come sappiamo ha carattere multietnico, con importanti componenti arabe ed druse". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato.
Tajani: “Favorevoli alle sanzioni a ministri estremisti israeliani”
"Le scelte del governo Netanyahu hanno da tempo oltrepassato il limite della reazione proporzionata, violando i principi fondamentali del diritto internazionale umanitario. Ne ho parlato anche questa mattina" con la premier Meloni. "A proposito delle sanzioni, che verranno proposte dalla Commissione europea agli Stati Membri in Consiglio, noi continuiamo a sostenere con convinzione ogni nuova misura contro Hamas. E siamo favorevoli ad adottare nuove ulteriori sanzioni nei confronti dei coloni violenti e di quei ministri che hanno assunto posizioni inaccettabili tanto su Gaza quanto sulla Cisgiordania". Così Antonio Tajani in Senato.
Borrell: “Le sanzioni della Ue contro Israele sono una barzelletta"
Le sanzioni proposte dall'Unione europea nei confronti di Israele sono una "barzelletta" che arriva "troppo tardi, con 40 mila morti di ritardo". Lo ha affermato l'ex Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Josep Borrell, in un'intervista al programma tv spagnolo La Noche en el Canal 24 horas. "E' così poca cosa che forse lo approveranno solo per togliersi il problema di mezzo", ha aggiunto. Borrell ha anche risposto anche all'attuale Alta rappresentante, Kaja Kallas, che nei giorni scorsi aveva detto di aver ottenuto più di Borrell riguardo alla situazione a Gaza: "una regola di buon comportamento in incarichi così difficili è non criticare nè il predecessore nè il successore. E' vero, non sono riuscito a far approvare al Consiglio nulla contro Israele, ma almeno l'ho proposto", ha affermato.
Borrell ha attaccato coloro che "negano che si tratti di una vera e propria volontà di sterminio", ironizzando inoltre sulla posizione della Germania: "arriverà un momento in cui bisognerà dire ai tedeschi di andare dallo psichiatra se si sentono così male" per i crimini nazisti, "perché i palestinesi non hanno fatto nulla". L'ex Alto rappresentante si è chiesto quando la presidente della Commissione Ue abbia scoperto che le azioni di Israele erano intollerabili: "Il giorno prima del discorso sullo Stato dell'Unione?", ritenendo che von der Leyen "sia rimasta per quindici mesi senza dare ascolto a chi le diceva che bisognava intervenire". Infine, sulla sospensione della Vuelta a Espana a opera di attivisti pro-palestinesi, Borrell l'ha descritta come "una reazione normale di persone che non ne possono più dall'indignazione".
Idf: “Attentatore arrivato su un camion per gli aiuti, circondata Gerico”
Le forze armate israeliane hanno confermato che l'attentatore che ha compiuto un attacco al valico di Allenby "è arrivato a bordo di un camion che trasportava aiuti umanitari dalla Giordania e ha aperto il fuoco". L'uomo è stato "neutralizzato" e le truppe "stanno attualmente conducendo ricerche nella zona e circondando Gerico".
Israele: “L’autore dell’attacco al valico di Allenby guidava un camion di aiuti”
Secondo un'indagine preliminare condotta dall'esercito, l'aggressore che ha compiuto l'attacco mortale al valico di Allenby, tra la Giordania e la Cisgiordania, ha accoltellato le due vittime. L'uomo - riportano i media israeliani - era alla guida di un camion che trasportava aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e ha aperto il fuoco con una pistola contro le persone al valico prima che il camion fosse ispezionato dalle autorità israeliane. L'aggressore è poi sceso dal camion e dopo che la sua pistola si è apparentemente inceppata, ha iniziato a colpire le due vittime.
Media: “Terrorista Allenby un operatore umanitario”
I media israeliani riferiscono che il terrorista che ha ucciso due persone al valico di Allenby, sparando e accoltellando era un operatore umanitario giordano che guidava i camion di aiuti provenienti dalla Giordania e diretti verso la Striscia di Gaza. Era in possesso di un regolare permesso israeliano per attraversare il valico. Il portavoce del governo giordano Mohammed al-Momani ha affermato: "Stiamo seguendo la notizia di un incidente di sicurezza dall'altro lato del valico di frontiera. Le nostre autorità stanno monitorando la situazione". Per il momento il valico è stato chiuso.
Attacco al valico di Allenby: due soldati israeliani morti, ucciso un terrorista
Sono deceduti dopo essere rimasti gravemente feriti i due israeliani colpiti in un attacco al valico di Allenby, tra Israele e Giordania. Lo hanno riferito i soccorritori. L'aggressore è stato colpito a morte dalle forze israeliane. Secondo fonti della Difesa, citate da Haaretz, l'uomo era arrivato dalla Giordania a bordo di un camion di aiuti umanitari diretto alla Striscia di Gaza e aveva un permesso israeliano.
Cina a Netanyahu: “Basta guerra infinita, serve diplomazia”
"Per risolvere l'attuale crisi, Israele ha bisogno di intelligenza politica e diplomazia creativa, non solo di operazioni militari e attacchi infiniti". Lo ha affermato un portavoce dell'ambasciata cinese nello Stato ebraico, definendo "senza fondamento" le accuse rivolte dal premier israeliano Benjamin Netanyahu convinto che Pechino, insieme a Teheran, sia dietro una campagna volta ad attuare un "blocco politico" contro Israele.
"La Cina è scioccata dalle dichiarazioni del leader israeliano" che "non hanno alcun fondamento, danneggiano le relazioni Cina-Israele e la Cina vi si oppone fermamente", ha affermato il portavoce, sottolineando che l'accusa secondo cui la Cina stia usando i social media per attaccare Israele "cura il sintomo anziché il vero problema".
Tajani: “All’Onu aderiremo alla dichiarazione a favore della costruzione di uno Stato palestinese”
“Il 22 settembre a New York aderiremo con convinzione a una dichiarazione nell'ambito delle Nazioni Unite, con l'obiettivo di costruire uno Stato palestinese e far cessare le ostilità. Sostenere la soluzione a due Stati vuol dire anche salvaguardarne le premesse". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nel messaggio che ha inviato all'evento "Palermo, crocevia del Mediterraneo" della Fondazione Med-Or in corso nel capoluogo siciliano.
Ue: “La soluzione dei due Stati rimane la nostra priorità”
"La soluzione dei due Stati è stata, è e rimarrà la priorità per l'Unione europea in questa complessa questione geopolitica", e in linea con quanto detto dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al discorso sullo Stato dell'Unione europea "crediamo che ora sia il momento più importante di tutti per rafforzare questo impegno". Lo afferma il portavoce dell'esecutivo Ue Olof Gill nel corso del briefing giornaliero con la stampa, ricordando che von der Leyen parteciperà all'evento dedicato alla soluzione a due Stati la prossima settimana a New York "proprio per mantenere questo slancio". In parallelo, Gill pone l'accento sulla necessità di "separare, per quanto tale separazione sia possibile, il lavoro che stiamo facendo riguardo alla soluzione dei due Stati e il lavoro che facciamo per combattere l'antisemitismo in tutte le sue forme".
Papa Leone XIV: “Genocidio a Gaza? La Santa Sede al momento non si pronuncia”
La parola genocidio per Gaza "viene utilizzata sempre di più" ma "ufficialmente, la Santa Sede non ritiene che al momento si possa rilasciare alcuna dichiarazione al riguardo. Esiste una definizione molto tecnica di ciò che potrebbe essere un genocidio. Ma sempre più persone stanno sollevando la questione, tra cui due gruppi per i diritti umani in Israele che hanno rilasciato questa dichiarazione". Lo ha sottolineato il Papa nella sua intervista a Elis Ann Allen per Crux. "Anche se c'è stata una certa pressione" su Israele da parte degli Stati Uniti e nonostante alcune dichiarazioni del presidente Trump, "non c'è stata una risposta chiara per alleviare le sofferenze della popolazione", ha detto Leone XIV. "Questo è molto preoccupante", date le condizioni di tante persone che soffrono la "vera e propria fame". In futuro, "avranno bisogno di molta assistenza medica, oltre che di aiuti umanitari". Il Papa spera che non si diventi "insensibili" di fronte a ciò che accade nella Striscia: "È terribile vedere quelle immagini in televisione non si può sopportare tanto dolore".
Israele: “Haddad, il grande assassino, guida 10mila uomini a Gaza”
Fonti della sicurezza israeliana hanno riferito a Channel 12 che Hamas ha reclutato e radunato, dopo le pesanti perdite di questi mesi, 10.000 terroristi per combattere contro la manovra dell'Idf negli stretti vicoli di Gaza city. Il comandante Az al-Din al-Haddad, che ricopre il ruolo di capo dell'ala militare di Hamas dopo l'uccisione di Mohammed Sinwar, guiderà i combattimenti. Haddad, soprannominato il 'grande assassino', è stato tra gli architetti del massacro del 7 ottobre, ed è il responsabile della prigionia degli ostaggi. E' stato proprio un rapito dopo il rilascio a riferire che Haddad gli aveva detto, 'sono io il responsabile di tutti gli ostaggi a Gaza'. Sul suo cellulare tiene le foto di numerosi rapiti. Lo stesso ostaggio ha raccontato che il comandante inizialmente si mostrava gentile e si offriva di aiutarli in caso di necessità, ma da gennaio 2025 divenne ostile: quando il figlio maggiore, Suhaib al-Haddad, fu ucciso in un attacco israeliano. Il mese scorso, il portavoce militare dell'Idf ha pubblicato una foto di Haddad rivelando che si era tinto la barba e i capelli per nascondere la sua identità. Il portavoce ha sottolineato: "Al-Haddad è l'ultimo superstite della leadership che ha portato Gaza alla rovina e sta trascinando al collasso l'intero asse sciita. Forse la vergogna per la distruzione che Hamas ha provocato lo ha spinto a cambiare così radicalmente il suo aspetto? Tenta di dipingersi come un eroe agli occhi dell'opinione pubblica di Gaza. Ma cosa penseranno i residenti della Striscia, dai loro rifugi e dalle loro case distrutte, vedendo questa immagine? Si può definire eroe chi ha devastato la Striscia, si nasconde spaventato nei tunnel e cambia la propria identità esteriore?".
Ucciso a Gaza cameramen della tv Al-Quds
Il fotoreporter palestinese Mohammed Alaa Al-Sawalhi è stato ucciso in un attacco aereo israeliano sulla città di Gaza. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Il sindacato dei giornalisti palestinesi ha espresso il suo cordoglio per la morte di al-Sawalhi, un cameraman della tv Al-Quds Al-Youm, ucciso a Gaza City in un attacco aereo israeliano.
Tajani: “A Gaza una carneficina, no a trasferimenti forzati”
"Penso in primo luogo a Gaza, dove in questi mesi si è vista una vera e propria carneficina. Siamo contrari all'offensiva a Gaza per i rischi per la popolazione civile, a ogni ipotesi di trasferimento forzato dei palestinesi dalla Striscia. Così come condanniamo qualsiasi proposito di espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania, o di sua annessione. Lavoriamo per il cessate il fuoco, la liberazione degli ostaggi e l'accesso degli aiuti umanitari. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci a un'ulteriore escalation militare, che aggraverebbe una crisi umanitaria che è già catastrofica". E' quanto dice, in un messaggio inviato al convegno “Crocevia del Mediterraneo” a Palermo, il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Siamo in prima linea nell'impegno umanitario, e sosteniamo con forza il rilancio del processo politico per due Stati che convivano in pace e sicurezza- dice - Proprio per questo, l'Italia ha partecipato attivamente, con proposte concrete e operative, al processo che ha portato a luglio alla Conferenza di New York sulla soluzione a due Stati. Abbiamo co-presieduto il Gruppo di lavoro più importante e complesso, quello sulla Sicurezza. Il 22 settembre a New York aderiremo con convinzione a una Dichiarazione nell'ambito delle Nazioni Unite, con l'obiettivo di costruire uno Stato palestinese e far cessare le ostilità".
Hamas: 79 morti e 228 feriti a Gaza nelle ultime 24 ore
Il ministero della Sanità di Hamas riferisce che nelle ultime 24 ore sono arrivati negli ospedali della Striscia 79 morti e 228 nuovi feriti. Secondo il comunicato, numerose vittime si trovano ancora sotto le macerie e nelle strade, poiché le squadre di soccorso non riescono a raggiungerle. Dallo scoppio della guerra il 7 ottobre 2023, il bilancio complessivo fornito dal ministero è salito a 65.141
morti e 165.925 feriti. Il ministero invita inoltre le famiglie dei morti e dei dispersi a completare la registrazione dei dati personali attraverso la piattaforma ufficiale online.
Media: imminente accordo di sicurezza tra Siria e Israele
Un accordo tra Siria e Israele, mediato dagli Stati Uniti, per la spartizione del sud-ovest siriano è stato discusso nelle ultime ore a Londra tra i ministri degli esteri siriano Assad Shaybani e il collega israeliano Ron Dermer, assieme all'inviato speciale Usa Thomas Barrack. Lo riferisce la tv panarabo-saudita al Arabiya, che cita fonti israeliane. Non sono però ancora stati resi noti i termini dell'eventuale accordo.
Nelle ultime ore erano circolate insistenti le voci di un imminente accordo tra Siria e Israele da annunciare prima dell'attesa annuale assemblea generale dell'Onu, che si aprirà lunedì prossimo a New York. Al Palazzo di Vetro è stato inviato il leader siriano, Ahmad Sharaa, che dovrà tenere un discorso all'assemblea il 24 settembre. Fino al luglio scorso, la coalizione di milizie con cui Sharaa ha preso il potere, Hayat Tahrir Sham (Hts), era indicato dagli Stati Uniti come un "gruppo terroristico".
Nei giorni scorsi, il ministro siriano Shaybani, fedelissimo di Sharaa, ha annunciato da Damasco il raggiungimento di un accordo di sicurezza, mediato da Stati Uniti e Giordania, tra il governo centrale siriano e le elite locali della regione Sweida, a maggioranza drusa e al confine con il Golan e con la Giordania.
A luglio, circa 2mila persone, tra cui centinaia di civili drusi, inclusi donne e bambini, erano stati massacrati da forze governative e ausiliari beduini.
Israele occupa il Golan siriano dal 1967. E dal dicembre scorso, con il cambio di potere in Siria, ha esteso il suo controllo militare nelle regioni meridionali siriane di Qunaytra e Daraa, confinanti con la regione di Sweida. Media internazionali hanno nelle ultime ore affermato che da mesi Israele paga stipendi e fornisce armi ad alcune milizie druse siriane come strumento di pressione su Damasco.
Oms: “Ospedali di Gaza sull’orlo del collasso”
L'offensiva di terra di Israele nel nord di Gaza ha lasciato gli ospedali già sovraffollati "sull'orlo del collasso". Lo ha dichiarato il direttore generale dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, chiedendo la "fine di queste condizioni disumane". "L'incursione militare e gli ordini di evacuazione nel nord di Gaza stanno provocando nuove ondate di sfollamenti, costringendo le famiglie traumatizzate a trasferirsi in un'area sempre più piccola e inadatta alla dignità umana", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus su X, avvertendo che "gli ospedali, già sovraffollati, sono sull'orlo del collasso, mentre l'escalation della violenza blocca l'accesso e impedisce all'Oms di consegnare forniture salvavita".
La Spagna apre inchiesta sui crimini di guerra a Gaza
Il procuratore generale dello Stato spagnolo, Alvaro Garcia Ortiz, ha autorizzato l'apertura di un'indagine preliminare sulle presunte "gravi violazioni del Diritto internazionale dei Diritti Umani e del Diritto Internazionale Umanitario" commessi dall'esercito israeliano sulla Striscia di Gaza. La decisione è stata sollecitata dal capo della Procura per i Diritti umani e la Memoria Democratica, Dolores Delgado, che ha confermato l'apertura dell'indagine, in base al principio di giurisdizione universale, in dichiarazioni alla radio Cadena Ser.
La decisione si basa su un rapporto della polizia nazionale inviato a giugno alla Procura, che contiene "abbondante materiale probatorio" e testimonianze protette, relativi a "gravi violazioni del diritto internazionale e umanitario", ha spiegato la procuratrice Delgado. Ha chiarito che si tratta di un'inchiesta simile a quella intrapresa dalla giustizia spagnola per indagare i crimini di guerra della Russia in Ucraina.
Il principio di giurisdizione universale permette ai tribunali spagnoli di perseguire crimini di estrema gravità, come il genocidio e i crimini contro l'umanità. Anche se, dopo la riforma introdotta nel 2014 dall'allora governo di Mariano Rajoy, limitatamente ai casi in cui siano coinvolti cittadini spagnoli e se la giurisdizione del Paese in cui si sono commessi i crimini, in questo caso Israele, non abbia aperto inchieste.
La procura spagnola ha già comunicato l'apertura delle indagini alla Corte Internazionale di Giustizia e alla procura della Corte Penale Internazionale(Cpi) che hanno in corso rispettive istruttorie. Sebbene la Spagna abbia aderito alla causa intentata dal Sudafrica presso la Corte Internazionale di Giustizia e collabori con la Cpi, Israele non riconosce la giurisdizione di quest'ultima.
La procuratrice Dolores Delgado ha ricordato che la Cpi "non ha polizia propria", per cui "ha bisogno degli Stati per poter far eseguire le sue decisioni". "La Corte internazionale di Giustizia sta chiedendo agli Stari di preservare il materiale probatorio che stiamo ottenendo e contribuire così a possibili processi che potranno essere fatti",. ha specificato Delgado.
"Non abbiamo mai avuto tanta informazione in tempo reale della possibile commissione di violazioni di diritti umani in tempo reale. Bisogna preservare queste prove. Immaginate se nel caso dell'Olocausto avessimo avuto questo materiale in tempo reale", ha concluso la procuratrice.
Wall Street Journal: “Trump pensa che Netanyahu lo stia fregando”
Il presidente americano Donald Trump avrebbe recentemente dichiarato ai suoi principali collaboratori che il premier israeliano Benjamin Netanyahu lo sta "fottendo", secondo un articolo del Wall Street Journal che afferma però che nonostante le frustrazioni è improbabile che il tycoon rompa pubblicamente con Bibi.
Un alto funzionario israeliano citato nell'articolo afferma che Trump e Netanyahu hanno ottimi rapporti e che qualsiasi idea contraria è una "fake news". Funzionari statunitensi hanno dichiarato al giornale che il presidente americano è orgoglioso del suo stretto rapporto con Bibi e del forte sostegno Usa a Israele.
Al Jazeera: “Bombe israeliane vicino agli ospedali, 83 morti dall'alba”
Le forze israeliane hanno scatenato una nuova ondata di attacchi su Gaza, colpendo aree vicine ad alcuni dei pochi ospedali ancora funzionanti, mentre prosegue l' attacco via terra su Gaza City. Fonti sanitarie riferiscono ad Al Jazeera di almeno 83 palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane.
Missili hanno colpito le aree intorno agli ospedali di al-Shifa e al-Ahli, tra i pochi ancora funzionanti: almeno 15 persone sono state uccise fuori da al-Shifa, mentre altre quattro sono morte in un altro attacco vicino ad al-Ahli.
Israele uccide in Libano un fornitore di armi di Hezbollah
Un membro di Hezbollah, accusato da Tel Aviv di rifornire di armi la milizia sciita, è stato ucciso in un attacco con droni condotto dall'Idf nella città di Baalbek, nel nord-est del Libano. Secondo le forze armate israeliane, Hussein Sharif era un importante trafficante e lavorava dal Libano per dirigere le cellule terroristiche in Siria e compiere attacchi contro Israele. Le sue azioni "costituivano una violazione degli accordi tra Israele e Libano", si legge in una nota dell'Idf diffusa dal Times of Israel.
Bernie Sanders: “A Gaza è genocidio”
"È genocidio". Il senatore statunitense Bernie Sanders denuncia l'intervento di Israele nella Striscia di Gaza e per la prima volta, evidenziano i media americani, usa il termine "genocidio" ed è il primo senatore a farlo. "Riconosco che molte persone potrebbero non essere d'accordo con questa conclusione. La verità è che la strada è chiara, sia che si parli di genocidio, pulizia etnica, atrocità di massa o crimini di guerra – ha scritto sul proprio sito dopo l'avvio dell'offensiva di terra delle forze israeliane a Gaza City –. Noi americani dobbiamo porre fine alla nostra complicità nel massacro del popolo palestinese".
Giudice Usa ordina espulsione del leader proPal Khalil
Un giudice della Louisiana ha ordinato l'espulsione dagli Usa del leader filo-palestinese Mahmoud Khalil per delle irregolarità nella sua domanda di permesso di soggiorno. "Si ordina inoltre che il convenuto sia espulso dagli Stati Uniti verso l'Algeria o, in alternativa, verso la Siria", ha sentenziato il giudice Jamee Comans per il quale la mancata divulgazione completa delle informazioni nella domanda di carta verde di Khalil "non è stata una svista da parte di un richiedente disinformato e ignorante. Khalil, in una dichiarazione all'American Civil Liberties Union, ha commentato l'ordinanza dicendo: "Non sorprende che l'amministrazione Trump continui a vendicarsi contro di me per aver esercitato la libertà di parola". "Il loro ultimo tentativo, attraverso un tribunale dell'immigrazione fittizio, rivela ancora una volta la loro vera natura", ha aggiunto Khalil, ex studente della Columbia University, residente permanente legale negli Stati Uniti, sposato con una cittadina statunitense e padre di un figlio nato negli Stati Uniti.
Qatar: pronti a intraprendere azione legale contro Israele alla Corte penale internazionale
Il Qatar intende intraprendere un'azione legale contro Israele presso la Corte penale internazionale (Cpi) dopo che le Forze di difesa israeliane hanno bersagliato alti funzionari di Hamas a Doha. Il ministro qatariota Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi ha fatto sapere sul suo account X di aver avuto due incontri a tal proposito con il viceprocuratore della Cpi, Nazhat Khan. "Ho ribadito l'impegno del Qatar a sostenere il percorso della giustizia internazionale e a garantire che coloro che hanno commesso crimini siano ritenuti responsabili e non sfuggano alla punizione nell'ambito del diritto penale internazionale", ha scritto Khulaifi parlando di "aggressione contro lo Stato del Qatar" da parte di Israele.
Media israeliani: Hamas si prepara a colpire in Cisgiordania
Fonti di sicurezza citate dai media israeliani affermano che Hamas ha schierato forze e risorse terroristiche per compiere attacchi in tutta la Cisgiordania. Le forze di difesa israeliane hanno quindi fatto sapere di aver intensificato le operazioni di arresto contro sospettati di attività terroristiche nella zona.
Portavoce Onu: “Migliaia in fuga in mezzo alle ostilità, donne costrette a partorire in strada”
Il portavoce dell'Onu, Stephane Dujarric, nel corso dell'incontro con i media internazionali ha dichiarato che "migliaia di persone continuano a fuggire, in mezzo alle ostilità. Le strade, come potete ben immaginare e come avete visto, sono congestionate, la gente ha fame e i bambini sono traumatizzati". Il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione ha dichiarato che l'offensiva israeliana a Gaza "sta costringendo le donne a partorire per strada, senza ospedali, senza medici e senza acqua pulita". Dalla fine del cessate il fuoco, a marzo, ottanta punti medici e centri di assistenza sanitaria primaria che fornivano servizi ambulatoriali alle donne sono stati colpiti, e 65 di questi sono fuori servizio.