Secondo le ultime stime dell'Idf, circa 480.000 palestinesi sono finora fuggiti da Gaza City, dirigendosi verso il sud della Striscia. Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che Israele lanciasse una grande offensiva contro Hamas nella zona. Il ministro della Difesa israeliano Katz ha minacciato di morte il leader degli Houthi dello Yemen aggiungendo: “La bandiera di Israele sventolerà a Sana’a”. L'Assemblea Generale Onu ha deciso che il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, potrà intervenire in video-collegamento alla sessione della prossima settimana dopo che l'amministrazione di Donald Trump gli ha negato il visto per arrivare a New York.
Idf, uccisi due membri Hezbollah e colpita imbarcazione
Le forze israeliane continuano le operazioni contro Hezbollah in Libano, nonostante la tregua raggiunta nel novembre del 2024. L'Idf ha annunciato di avere ucciso nel sud del paese Ammar Hayel Qutaybani, comandante dell'avamposto di Hezbollah nel Sinai. Un altro membro del movimento, che Israele considera "terroristico", è stato "eliminato nella zona di Tebnine", sempre nel Libano meridionale. "Entrambi i terroristi hanno preso parte ai tentativi di ripristinare le infrastrutture terroristiche di Hezbollah", si legge in un post su Telegram. Questa notte poi, "l'Idf ha colpito un'imbarcazione utilizzata da Hezbollah per raccogliere informazioni sulle truppe israeliane" lungo "le coste di Naqqura, nel sud del Libano"
Protezione civile, via da Gaza città 450mila persone
Sono 450.000 le persone fuggite dalla città di Gaza verso il sud della Striscia dalla fine di agosto, quando Israele ha lanciato la nuova offensiva. Lo ha riferito Mohamed al-Mughayir, funzionario della Protezione civile nella Striscia. Secondo l'esercito israeliano, sono "circa 480.000" i palestinesi che hanno lasciato il più grande centro urbano del territorio palestinese.
Tajani, Netanyahu deve fermarsi immediatamente
"Non so che cosa voglia raggiungere il governo Netanyahu, certo per noi deve fermarsi immediatamente, la nostra posizione è molto chiara: Israele è un paese amico ma anche quando un Paese amico commette un errore cosi grave, c'è una carneficina in corso, non si può dire tutto bene. Va tutto male". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Tg2 Post.
Ex ostaggio Edan Alexander, 'tornerò in servizio nell'Idf'
Edan Alexander, ex ostaggio americano-israeliano rilasciato a maggio dopo 584 giorni di prigionia nelle mani di Hamas, ha annunciato che riprenderà il servizio militare nell'Idf il mese prossimo. "Sono stato prigioniero per 584 giorni. Sono stati i giorni più difficili della mia vita. Giorni di lotta, dolore e separazione dalla mia famiglia. Ma stasera sono qui libero", ha dichiarato Alexander a un evento degli 'Amici dell'Idf' negli Stati Uniti, secondo quanto riportato dal Times of Israel. "Il mese prossimo, se Dio vuole, tornerò in Israele. Indosserò di nuovo l'uniforme delle Idf e servirò con orgoglio al fianco dei miei fratelli", ha aggiunto Alexander in una clip del discorso. "La mia storia non finisce con la sopravvivenza. Continua con il servizio", ha detto aggiungendo poi in ebraico: "Fino alla vittoria". L'ex ostaggio è tornato nel suo Stato natale, il New Jersey, a giugno e ha successivamente incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca, dopo che Washington aveva contribuito a ottenere il suo rilascio.
Macron sente Abbas: “Riconoscerò Palestina lunedì a New York”
l presidente francese Emmanuel Macron ha parlato con il leader dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, confermandogli che lunedì, durante l’Assemblea generale dell’Onu, la Francia riconoscerà ufficialmente la Palestina.
Wsj, Usa pianificano nuove vendite armi a Israele per 6 miliardi di dollari
L'Amministrazione Trump vorrebbe vendere equipaggiamento militare a Israele per un valore stimato di circa sei miliardi di dollari e lavora per il via libera del Congresso. E' quanto scrive il Wall Street Journal che cita fonti informate sui dettagli e precisa, anche in base a documenti visionati dal giornale, che si tratterebbe di un accordo del valore di 3,8 miliardi di dollari per 30 elicotteri Ah-64 Apache e di un accordo del valore di 1,9 miliardi per 3.250 mezzi da combattimento per la fanteria delle forze israeliane. Secondo una fonte la fornitura degli armamenti non avverrebbe probabilmente prima di due o tre anni.
Israele, impedire a Teheran di avere armi nucleari
Dopo il via libera del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite al ripristino delle sanzioni contro l'Iran, Israele ha sollecitato la comunità internazionale a impedire che Teheran si doti di armi nucleari. "Il programma nucleare iraniano non è concepito per scopi pacifici", ha scritto su X il ministro degli Esteri, Gideon Sàar. Un Iran dotato di armi nucleari significherebbe che il regime più pericoloso possiede l'arma più pericolosa e comprometterebbe drasticamente la stabilità e la sicurezza globali. L'obiettivo della comunità internazionale deve restare immutato: impedire all'Iran di acquisire capacità nucleari", ha ammonito.
Pizzaballa, “a Gaza bombe sempre più vicine alla parrocchia”
"I combattimenti si stanno avvicinando anche alla nostra zona. Noi siamo proprio nel cuore della città vecchia, i bombardamenti ci sono, la distruzione pure, Internet va e viene, le comunicazioni sono molto problematiche e sono importantissime perché sono l'unico appiglio per il mondo, cibo scarseggia, insomma, la situazione resta molto difficile". Lo dice il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme, raccontando la situazione nella parrocchia della Sacra Famiglia a Gaza, collegato con il festival di Open che si è aperto oggi a Parma. Il Patriarca doveva essere presente di persona ma non ha voluto lasciare la sua comunità a Gerusalemme mentre rimane in contatto costante con quella di Gaza guidata dal parroco, padre Gabriel Romanelli. "Continuo a dire loro siete liberi di partire - fa sapere - ma ci sono malati che non possono partire, quindi si resta con loro. L'ordine di sgomberare è arrivato a tutto il quartiere. Solo una decina sono partiti, gli altri hanno deciso di restare, noi li sosterremo. Il pericolo è reale, non abbiamo nessuna garanzia, non ci è stato detto assolutamente nulla. Le bombe - prosegue - sono molto potenti, le esplosioni hanno una forza enorme. Al nord di Gaza c'è un problema senz'altro un problema di malnutrizione, al sud molto meno", conclude il cardinale.
Netanyahu visita la sede dello Shin Bet
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è recato in visita nella sede centrale Shin Bet e ha incontrato il capo ad interim e gli alti dirigenti dell'agenzia d'intelligence interna per un brindisi in vista di Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, che quest'anno cade il 22 settembre. Come riferisce Yedioth Ahronoth, il leader israeliano ha discusso delle prossime sfide in vari ambiti e ha fatto le sue congratulazioni per l'attività dell'agenzia.
Lo Shin Bet è attualmente guidato da un capo ad interim dopo le dimissioni di Ronen Bar lo scorso giugno, giunte al termine di un'intensa battaglia con il governo. Netanyahu come successore ha indicato David Zini, la cui nomina verrà valutata a breve dalla commissione ad hoc.
Pizzaballa, “non credo le cose possano cambiare a breve”
"Realisticamente sembra che ci sia poco da fare, perché le grandi istituzioni, il Governo israeliano, gli Stati Uniti ma anche i Paesi arabi non sembrano seriamente interessati a porre fine questa situazione. Quindi, umanamente e realisticamente, non vedo che le cose possano cambiare a breve termine". Così commenta la guerra a Gaza il cardinale Pierbattista Pizzaballa, in collegamento dalla Giordania con il festival di Open in corso a Parma. Il patriarca latino di Gerusalemme aggiunge: "Se anche dovesse finire oggi, questa guerra non sarà comunque la fine del conflitto e le conseguenze le pagheremo ancora per moltissimo tempo anche nella comunità Internazionale. Le ferite, la sfiducia, il rancore che l'odio che hanno creato resteranno ancora per molto tempo", chiosa.
Abu Mazen potrà parlare all’Onu in video-collegamento
Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen potrà parlare alla settimana di alto livello dell'Assemblea Generale Onu in videoconferenza. Lo ha deciso l'Assemblea Generale dopo che l'amministrazione di Donald Trump gli ha negato il visto per arrivare a New York. Ma Abu Mazen, interverrà in video-collegamento, dopo che gli è stato negato il visto dagli Usa.
Idf, rinvenuti fucili d'assalto vicino valico Allenby
Poliziotti e militari israeliani hanno rinvenuto diversi fucili d'assalto e componenti per armi da fuoco nei pressi del valico di Allenby, al confine con la Giordania, dove ieri è avvenuto un attacco costato la vita a due soldati. Durante i controlli a sud del valico, poco dopo l'attentato, le forze di sicurezza hanno trovato una borsa contenente diverse armi da fuoco destinate a essere introdotte clandestinamente in Israele attraverso la Cisgiordania.
Consiglio Onu ripristina sanzioni all'Iran per il nucleare
Il Consiglio di Sicurezza Onu ha dato il via libera al ripristino delle sanzioni contro l'Iran per il suo programma nucleare. I Quindici hanno bocciato (con 4 voti a favore, 9 contrari e 2 astensioni) una bozza di risoluzione che avrebbe permesso di estendere la revoca delle sanzioni decisa con l'accordo del 2015. Ciò significa che le sanzioni contro l'Iran saranno reintrodotte a mezzanotte del 28 settembre, a meno che non venga raggiunto un accordo all'ultimo minuto durante la settimana di alto livello dell'Assemblea Generale.
Media, almeno 29 morti a Gaza oggi, 15 a Gaza City
Almeno 29 persone sono state uccise da stamattina nella Striscia di Gaza a causa degli incessanti attacchi militari israeliani. Almeno 15 persone sono state uccise a Gaza City. Tra le vittime ci sono anche due palestinesi in cerca di aiuti, secondo quanto riferito ad Al Jazeera da fonti dell'ospedale Nasser nel sud di Gaza.
Novemila israeliani firmano per riconoscimento Palestina
Quasi 9.000 israeliani hanno firmato una petizione a sostegno della richiesta di riconoscimento dello Stato palestinese in vista del prossimo vertice co-presieduto da Arabia Saudita e Francia il 22 settembre a New York, in cui è atteso il riconoscimento formale da parte di Gran Bretagna, Francia, Canada, Australia e Belgio. Lo riferisce Times of Israel, riportando l'iniziativa intitolata "No alla guerra, sì al riconoscimento!" organizzata da Zazim - Community Action, un movimento israeliano composto da ebrei e arabi che lavorano insieme per la democrazia e l'uguaglianza. "Siamo cittadini di Israele che si oppongono al proseguimento della guerra a Gaza e crediamo nella pace. Invitiamo le nazioni del mondo a riconoscere la Palestina durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite", si legge nel documento, definendo "il riconoscimento un fatto compiuto" che "è anche nell'interesse di Israele". Gli organizzatori mirano a presentare 10.000 firme di israeliani all'Assemblea Generale dell'Onu la prossima settimana per "mostrare al mondo che esiste una voce israeliana forte e chiara che si oppone a una guerra senza fine e si aspetta un intervento internazionale per porre fine alla guerra e portare la pace".
Sull'Acropoli di Atene la scritta "stop genocidio"
Gli attivisti greci hanno appeso grandi striscioni sull'Acropoli di Atene, invitando Israele a "porre fine al genocidio" e a "liberare la Palestina", sia in inglese sia in greco. I manifestanti appartengono al Partito Comunista Greco (KKE) e alla sua ala giovanile KNE, come dichiarato da quest'ultima sui social media. L'Acropoli e il suo tempio del Partenone sono tra le attrazioni turistiche più famose del Paese e rappresentano un simbolo dell'antica civiltà greca.
Idf: “Eliminato vice capo intelligence del battaglione al-Bureij di Hamas”
Un aereo dell'Aeronautica militare israeliana ha eliminato Sim Mahmoud Yousef Abu al-Kheir, vice capo dell'intelligence militare del battaglione al-Bureij di Hamas, durante le operazioni delle Idf nel nord della Striscia di Gaza. Secondo il portavoce dell'esercito, il terrorista era coinvolto nella promozione e nell'esecuzione di piani terroristici contro le forze dell'Idf e lo Stato di Israele.
L’Idf: a Gaza City useremo una forza senza precedenti, i residenti vadano via
L’Idf ha avvertito che a Gaza City “sarà usata una forza senza precedenti” intimando perciò ai residenti di lasciare la città.
Katz: uccideremo leader degli Houthi e la bandiera israeliana sventolerà su Sana’a
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato di uccidere il leader degli Houthi, dopo gli attacchi missilistici e con droni di ieri. "Abdul-Malik al-Houthi, il tuo momento arriverà. Sarai mandato a incontrare il tuo governo in seduta plenaria e tutti i membri eliminati dell'asse del male che attendono nelle profondità dell'inferno", ha scritto Katz su X. "La bandiera degli Houthi con su scritto lo slogan 'Morte a Israele, maledizione sugli ebrei' sarà sostituita dalla bandiera israeliana blu e bianca che sventolerà sulla capitale dello Yemen unito", ha aggiunto Katz. Il 28 agosto un attacco israeliano nello Yemen ha ucciso il primo ministro del governo Houthi e almeno altri 11 altri ministri. Ieri, un drone esplosivo degli Houthi ha colpito un hotel nella città più meridionale di Israele, Eilat. Altri due droni sono stati intercettati, insieme a un missile balistico. Dal 18 marzo, quando le Idf hanno ripreso l'offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza, gli Houthi nello Yemen hanno lanciato 87 missili balistici e almeno 40 droni contro Israele.
L’Idf: fuggiti da Gaza City metà dei palestinesi che erano nella città
Secondo le ultime stime dell'Idf, circa 480.000 palestinesi sono finora fuggiti da Gaza City, dirigendosi verso il sud della Striscia.
Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero a Gaza City prima che l'Idf lanciasse una grande offensiva contro Hamas nella zona.
Israele ha chiuso il valico di Allenby dopo l’attacco
Israele ha chiuso fino a nuovo avviso il valico di Allenby fra Cisgiordania e Giordania a seguito dell'attacco di ieri in cui sono stati uccisi due soldati israeliani. Lo riporta il Times of Israel, citando l'autorità aeroportuale israeliana. Israele ha riferito che l'assalitore era un uomo giordano che guidava un camion di aiuti umanitari dalla Giordania verso la Striscia di Gaza.
La Anp: sconcerto per il veto Usa alla bozza di risoluzione sul cessate il fuoco
La presidenza dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), per bocca del portavoce Nabil Abu Rudeineh, ha espresso profondo rammarico e sconcerto per il veto degli Stati Uniti alla bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite che chiedeva un cessate il fuoco immediato a Gaza, nonostante il sostegno unanime degli altri 14 membri del Consiglio. Lo riferisce l'agenzia di stampa palestinese Wafa. "Gli Stati Uniti hanno scelto di bloccare la risoluzione utilizzando il loro potere di veto", ha detto il portavoce, sottolineando che il veto invia un messaggio pericoloso, incoraggiando Israele a continuare i suoi crimini e la sua sfida al diritto internazionale e alla legittimità. Abu Rudeineh ha infine esortato l'amministrazione Usa a riconsiderare le sue posizioni al fine di preservare il diritto internazionale.
Media: quattro morti in raid Idf dall'alba a Gaza, due sono bambini
Almeno 4 palestinesi, fra cui 2 bambini, sono stati uccisi e diverse altre persone sono rimaste ferite dall'alba di oggi in attacchi israeliani nella Striscia di Gaza. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa citando fonti mediche, precisando che i 2 bambini sono stati uccisi in un attacco aereo che ha colpito una tenda di sfollati a ovest di Khan Younis, nel sud della Striscia, mentre un uomo è stato ucciso in un bombardamento nei pressi della moschea vecchia di Deir al-Nalah e un altro civile è stato ucciso in un attacco con droni a ovest del campo profughi di Nuseirat. In questi attacchi sono stati registrati anche feriti. Inoltre diverse persone sono rimaste ferite anche in un altro attacco, con l'artiglieria, che ha colpito il campo rifugiati di al-Shati, a ovest di Gaza City.
Sindaco di New York vedrà Netanyahu: “Ma non ci sarà mandato di arresto”
Eric Adams ha dichiarato che incontrerà Benjamin Netanyahu durante la visita del premier israeliano a New York per l'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo riportano i media dello Stato ebraico. Durante una conferenza stampa sulla sicurezza dell'evento Onu che inizierà la prossima settimana, al sindaco è stato chiesto se la polizia di New York stia "preparando mandati di arresto" per capi di Stato stranieri. "Ne incontrerò diversi e non vedo l'ora di incontrare anche Netanyahu quando arriverà in città: sarà accolto come gli altri dignitari", ha dichiarato Adams sottolineando che "c'è una cosa chiamata immunità diplomatica".
Il candidato sindaco Zohran Mamdani ha dichiarato da parte sua che da eletto farebbe arrestare Netanyahu in base al mandato di cattura emesso dalla Corte penale internazionale (Cpi) nei suoi confronti, sebbene il sindaco di New York non abbia l'autorità per farlo visto che la Cpi non ha giurisdizione negli Stati Uniti e la legge federale impedisce alle entità Usa di collaborare con la Corte penale internazionale.
Pressioni Usa, l’Iran ritira risoluzione contro attacchi a siti nucleari
L'Iran ha deciso all'ultimo minuto, giovedì, di ritirare una risoluzione che vietava attacchi contro impianti nucleari e che aveva presentato insieme a Cina, Russia e ad altri Paesi per un voto davanti all'assemblea annuale degli Stati membri dell'agenzia nucleare dell'Onu. Diplomatici occidentali hanno riferito che gli Stati Uniti hanno fatto una forte attività di pressione dietro le quinte per impedire l'adozione della risoluzione.
Secondo i diplomatici, Washington ha prospettato la possibilità di ridurre i finanziamenti all'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) se la risoluzione fosse stata approvata e se l'organismo avesse limitato i diritti di Israele all'interno dell'agenzia. Il ritiro della risoluzione arriva mentre gli alleati degli Stati Uniti hanno avviato il conto alla rovescia per reintrodurre le sanzioni Onu contro l'Iran per il suo programma nucleare. Parlando giovedì sera alla Conferenza Generale dell'Aiea, l'ambasciatore iraniano presso l'Onu, Reza Najafi, ha annunciato che "guidati dallo spirito di buona volontà e di impegno costruttivo, e su richiesta di diversi Stati membri", l'Iran ha rinviato l'esame del progetto alla conferenza del prossimo anno. Il testo del progetto di risoluzione iraniano conteneva un paragrafo che "condannava fermamente" i "deliberati e illegali attacchi condotti nel giugno 2025 contro siti e impianti nucleari della Repubblica Islamica dell'Iran", definendoli una "chiara violazione del diritto internazionale". La bozza "riaffermava" inoltre che "tutti gli Stati devono astenersi dall'attaccare o minacciare di attaccare impianti nucleari pacifici in altri Paesi".
Media: Trump approva proposta Blair su futuro di Gaza
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha autorizzato l'ex primo ministro britannico, Tony Blair, a radunare le parti interessate regionali e internazionali attorno alla proposta dello stesso Blair di istituire un organismo di transizione postbellico per governare la Striscia di Gaza finchè non potrà essere consegnata all'Autorità Nazionale Palestinese. Lo riferisce in esclusiva il Times of Israel citando quattro fonti a conoscenza della questione.
Blair ha iniziato a elaborare la proposta nei primi mesi della guerra tra Israele e Hamas, immaginandola come un piano per il cosiddetto "giorno dopo". Sebbene il coinvolgimento di Blair nella pianificazione postbellica di Gaza sia stato precedentemente rivelato, insieme alla sua partecipazione a una sessione politica della Casa Bianca del 27 agosto sulla questione, i dettagli della sua proposta non sono stati ancora resi pubblici, aggiunge il giornale israeliano.
La proposta, i cui dettagli sono stati visionati dal Times of Israel, prevede l'istituzione dell'Autorità internazionale di transizione di Gaza insieme a una serie di strutture subordinate. Precedenti resoconti hanno collegato Blair agli sforzi volti a sfollare i palestinesi da Gaza o a costruire una "Trump Riviera" nella Striscia, ma la proposta effettiva dell'ex premier britannico non fa alcun accenno a queste idee e prevede addirittura l'istituzione di una "Property Rights Preservation Unit", volta a garantire che qualsiasi partenza volontaria dei cittadini di Gaza non comprometta il loro diritto a tornare nell'enclave o a mantenere la proprietà immobiliare, aggiunge il quotidiano.
Merz: riconoscimento Stato palestinese non è sul tavolo in Germania
La Germania prenderà una decisione sull'eventuale appoggio alle sanzioni contro Israele prima del vertice Ue di Copenaghen. Lo ha dichiarato il Cancelliere Friedrich Merz in visita a Madrid. Merz afferma che le azioni di Israele a Gaza non sono proporzionali agli obiettivi dichiarati, ma ha aggiunto che la Germania non condivide l'opinione che tali azioni equivalgano a un genocidio. Il riconoscimento dello Stato palestinese non è attualmente oggetto di discussione per la Germania, ha affermato.