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Israele - Gaza, le news del 23 settembre. Hamas a Trump: “Mai stati un ostacolo per la tregua”

Israele - Gaza, le news del 23 settembre. Hamas a Trump: “Mai stati un ostacolo per la tregua”
(reuters)
Governo spagnolo approva embargo "totale" delle armi a Israele
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La premier Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea generale dell'Onu, ha annunciato che la maggioranza presenterà una mozione per il riconoscimento della Palestina ma subordinato alla liberazione degli ostaggi e all'esclusione di Hamas da Gaza. Intanto il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato un decreto legge che prevede, tra le altre misure, il consolidamento dell'embargo totale di armi a Israele. E Hamas respinge le accuse del presidente Usa Donald Trump, sottolineando di non aver "mai ostacolato un accordo di cessate il fuoco a Gaza".

Proteste contro Israele, occupato il rettorato dell’università di Genova

Dopo giorni di mobilitazione, assemblee e presidi, un gruppo di studenti ha occupato il rettorato di via Balbi 5, a Genova. La decisione è arrivata in serata, al termine di un'assemblea plenaria, con l'obiettivo di spingere l'Università a prendere posizione sul conflitto in Medio Oriente e sui rapporti accademici con Israele. L'iniziativa si inserisce in un filone di proteste già avviate in altre città italiane, come Roma, dove nei giorni scorsi era stata occupata la facoltà di Lettere della Sapienza.

Bilaterale Meloni-Al Thani: “Impegno comune per Gaza”

A margine dei lavori della settimana di alto livello dell'Assemblea Generale dell'Onu, il presidente del consiglio Giorgia Meloni ha avuto un colloquio bilaterale con l'Emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani.
Nell'esprimere apprezzamento per l'eccellente stato delle relazioni bilaterali, Meloni ha colto l'occasione per manifestare nuovamente la sua piena solidarietà e del governo italiano per l'inaccettabile violazione della sovranità qatarina avvenuta lo scorso 9 settembre. I due leader hanno anche concordato di continuare a lavorare per porre fine al conflitto a Gaza, assicurare il rilascio di tutti gli ostaggi e garantire il pieno accesso umanitario alla popolazione civile, anche nel quadro degli sforzi di mediazione condotti dal Qatar insieme a Stati Uniti e Egitto.

Ambasciatore palestinese all’Onu: “Soluzione a due Stati unica via per pace e sicurezza”

"Il riconoscimento dello stato di Palestina è la chiara indicazione che la comunità internazionale rifiuta di abbandonare la soluzione dei due stati, l'unica via per la pace e la sicurezza. Questo è il percorso per una mobilitazione internazionale per porre fine a questa guerra e muoversi verso la pace". Lo detto l'ambasciatore palestinese all'Onu Ryad Mansour durante la riunione del Consiglio di Sicurezza su Gaza a margine dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. "Siamo pronti a lavorare con l'amministrazione Usa e i membri del Cds per avanzare questi obiettivi", ha aggiunto.

Il Papa: “Riconoscimento della Palestina aiuta causa del popolo”

Si deve lavorare alla "soluzione dei due stati". Lo dice papa Leone lasciando Castel Gandolfo mentre i leader della Terra sono riuniti all'assemblea generale dell'Onu di New York. Il riconoscimento dello Stato di Palestina potrebbe aiutare la causa palestinese? "Potrebbe aiutare però in questo momento non si trova dall'altra parte volontà di ascoltare, continua la campagna alla città di Gaza". "Penso - ha aggiunto - che gli Stati Uniti saranno gli ultimi" a riconoscere la Palestina, invece "bisogna cercare una maniera per rispettare i popoli".

Abdullah di Giordania: “Nei palazzi la teoria, a Gaza la sofferenza”

Il re di Giordania Abdullah II si è scagliato contro Israele nel suo discorso all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dedicando quasi tutto il tempo a disposizione alla questione del conflitto israelo-palestinese. La guerra di Gaza è "uno dei momenti più bui nella storia di questa istituzione", ha detto, "Per quanto tempo ci accontenteremo di una condanna dopo l'altra senza azioni concrete? Quando si tratta del conflitto palestinese-israeliano, sembra che ciò che si svolge nei palazzi del potere sia teoria, le lotte e le sofferenze sul campo sono realtà". Abdullah ha aggiunto che gli accordi provvisori tra Israele e l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina "sono serviti da diversivo mentre Israele si appropriava di più terra, espandeva insediamenti illegali, demoliva case e sfollava interi quartieri. I luoghi santi musulmani e cristiani a Gerusalemme sono stati vandalizzati e profanati da persone sotto la protezione del governo. E in tutti questi anni, anche le famiglie israeliane non hanno potuto vivere in vera sicurezza perché l'azione militare non può garantire loro la sicurezza di cui hanno bisogno. In nessun luogo questo è più evidente che a Gaza".

Il Papa: “Ho parlato con la parrocchia di Gaza, raid più vicini”

"Grazie a Dio nella parrocchia di Gaza stanno bene. Ho comunicato con loro questo pomeriggio". Così Papa Leone XIV uscendo da Villa Barberini di Castel Gandolfo, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano della situazione della parrocchia a Gaza. Il Pontefice ha espresso la sua preoccupazione per i raid "sempre più vicini".

Esperti Onu: “Escludere Israele dalle competizioni calcistiche”

Un gruppo di esperti delle Nazioni Unite chiede alla Fifa e alla Uefa di sospendere Israele a causa delle accuse di genocidio a Gaza. "Il mondo dello sport deve respingere l'idea che gli affari possano continuare come al solito", hanno affermato gli otto esperti indipendenti delle Nazioni Unite in una dichiarazione. "Le squadre nazionali che rappresentano Stati che commettono gravi violazioni dei diritti umani possono e devono essere sospese". Gli esperti, nominati dal Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite, ma che non parlano a nome delle Nazioni Unite stesse, hanno affermato che la sospensione di Israele è "una risposta necessaria per affrontare il genocidio in corso".

Schlein a Meloni: “No prese in giro, riconosce Palestina o no?”

"Giorgia Meloni comincia a capire che sulla Palestina sta perdendo la faccia di fronte al mondo e alla nostra opinione pubblica. Ma non è il momento di giochi di prestigio e delle prese in giro. Riconosce lo Stato di Palestina, come hanno fatto oltre 150 Paesi e oggi anche Francia e San Marino, oppure non lo riconosce? Basta propaganda. Riconoscere la Palestina significa riconoscere l'Anp, non certo i terroristi di Hamas che non possono essere il futuro di Gaza. O pensa che Francia, Spagna e Regno Unito abbiano fatto il contrario?". Lo afferma in una nota Elly Schlein, segretaria del Partito democratico. "Noi chiediamo il riconoscimento immediato della Palestina, come hanno fatto gli altri Paesi - aggiunge - E continueremo a chiedere il cessate il fuoco, la liberazione incondizionata degli ostaggi che è stata sempre una nostra priorità, lo sblocco di tutti gli aiuti umanitari ai palestinesi, le sanzioni al governo israeliano e di interrompere gli accordi commerciali con Netanyahu. Insomma, Giorgia Meloni non dovrebbe far altro che votare le nostre mozioni che ha sempre bocciato. E assumere con urgenza tutte le altre decisioni che possano fermare Netanyahu e i suoi crimini a Gaza come in Cisgiordania. Se aspetta ancora rischiamo che non ci sia più nessuno da riconoscere", conclude Schlein.

Macron: “Se Trump vuole il Nobel per la Pace fermi questa guerra”

“Vedo un presidente americano che è mobilitato, che afferma: voglio il premio Nobel per la pace. Il premio Nobel della pace è possibile soltanto se lui ferma questa guerra". Lo ha detto il presidente francese, Emmanuel Macron, davanti alle telecamere di Bfm tv all'indomani del suo riconoscimento della Palestina davanti alle Nazioni Unite.

Nucleare, Khamenei: “Trump ha fatto pressione su Iran ma riceverà uno schiaffo in bocca”

Il leader iraniano Ali Khamenei ha dichiarato che l'Iran non cederà ad alcuna pressione per fermare le sue attività di arricchimento dell'uranio o altre attività. "L'americano (il presidente Donald Trump) ha fatto pressione sull'Iran, dicendo che il Paese dovrebbe interrompere completamente l'arricchimento e si aspetta che l'Iran distrugga il suo grande successo nel campo della tecnologia nucleare, che è costato molto al Paese, ma riceverà uno schiaffo in bocca", ha aggiunto, citato dalla Tv di Stato.

Hamas risponde a Trump: “Mai stati un ostacolo per la tregua. La colpa è di Netanyahu”

Hamas ha respinto le accuse del presidente Usa Donald Trump, sottolineando di non aver "mai ostacolato un accordo di cessate il fuoco a Gaza". "L'amministrazione statunitense, i mediatori e il mondo intero sanno che Netanyahu è l'unico ostacolo a tutti i tentativi di raggiungere un accordo", ha aggiunto il gruppo militante palestinese, esortando Washington "a intervenire" per "costringere il governo israeliano a porre fine ai crimini di genocidio e di espulsione contro il nostro popolo". Nel discorso appena pronunciato all'Assemblea generale dell'Onu, Trump ha accusato Hamas di rifiutarsi di rilasciare gli ostaggi o accettare un accordo di cessate il fuoco.

Salvini: “Riconoscere la Palestina? Oggi è uno Stato inesistente”

Riconoscere lo Stato di Palestina, come primo atto annunciato da Matteo Ricci, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Marche, "penso proprio che sia la priorità dei marchigiani, dei pensionati e non la salute, non le liste d'attesa su cui stiamo lavorando, ma il riconoscimento di uno Stato inesistente". Lo ha detto il vicepremier, ministro delle Infrastrutture e segretario della Lega, Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti a margine di un evento a Pesaro, con la partecipazione dei ministri del Carroccio. "Dove comincia e dove finisce la Palestina? Chi la governa? Hamas? - ha aggiunto - Ecco, riconoscere oggi lo Stato di Palestina è un favore ai terroristi islamici. Quindi fossi marchigiano, qualche dubbio lo avrei".

Nucleare, i ministri di Iran, Regno Unito, Germania e Francia proseguono il dialogo

I ministri degli Esteri dell'Iran e degli E3 (Regno Unito, Germania e Francia) hanno concordato di proseguire il dialogo diplomatico sul dossier del programma nucleare di Teheran in un incontro a New York, a margine dell'Assemblea generale Onu. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri iraniano dopo il capo della diplomazia di Teheran, Abbas Araghchi, ha visto gli omologhi europei. "Considerando l'avvio infondato e illegale del processo per ripristinare le sanzioni Onu, durante questo incontro sono state prese in considerazione una serie di idee e proposte per proseguire l'approccio diplomatico, ed è stata presa la decisione di proseguire le consultazioni tra tutte le parti coinvolte", si legge nella dichiarazione diffusa dal ministero iraniano. L'Iran è impegnato in una corsa contro il tempo per trovare una soluzione che eviti la reimposizione delle sanzioni Onu come chiesto dagli E3, firmatari dell'accordo sul nucleare del 2015.

Hamas: “Bene riconoscimento, ora azioni concrete. No a disarmo”

Hamas ha accolto con favore la dichiarazione congiunta di Francia e Arabia Saudita all'Onu che "riafferma il fermo impegno internazionale per la soluzione dei due Stati", chiedendo che questa si traduca in "azioni concrete" che portino alla fine della guerra a Gaza, la liberazione degli ostaggi, l'ingresso di aiuti nella Striscia e lo stop degli insediamenti e dei piani di annessione. Il gruppo militante palestinese ha anche ribadito la sua ferma opposizione al disarmo, sottolineando che "le armi della resistenza (Hamas, ndr) sono un diritto nazionale fino alla fine dell'occupazione e alla creazione di uno Stato palestinese con Gerusalemme come capitale".

Studenti pro-Pal alla Sapienza: “Occupiamo scalone del rettorato”

“Stop agli accordi con Israele, occupiamo il rettorato”. Con questo grido gli studenti di Cambiare Rotta e di Zaum, a seguito di un'assemblea a Lettere occupata, hanno dato vita a un corteo all'interno delle facoltà della Sapienza a Roma, interrompendo le lezioni a Scienze politiche, e poi, buttando giù la recinzione del cantiere dei lavori alla Minerva, sono entrati nel cortile davanti all'ingresso principale del rettorato. "Sarà presidio permanente in ogni facoltà", hanno detto, facendo sventolare le bandiere della Palestina sulle scale del Rettorato, urlando il nome della rettrice Polimeni.

(ansa)

Media, Idf irrompe nell’ex sito dell’ospedale giordano a Gaza City

I soldati israeliani hanno fatto irruzione nell'ex sito dell'ospedale da campo giordano nel quartiere di Tel al-Hawa a Gaza City e hanno avviato "operazioni di scavo" nella zona. È quanto riferiscono media palestinesi ripresi da Times of Israel. Amman ha trasferito il suo ospedale da campo a Khan Younis, nel sud della Striscia, di fronte all'avanzare dell'offensiva di terra dell'Idf a Gaza City e ai bombardamenti continui.

Coloni irrompono in villaggio Cisgiordania, ucciso ventenne

Un giovane palestinese, Saeed Murad Nasan, è stato ucciso da coloni che hanno fatto irruzione nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, in Cisgiordania. Lo ha riferito il ministero della Salute dell'Autorità nazionale palestinese, citato dall'agenzia di stampa Wafa. Secondo il resoconto del capo del consiglio di Al-Mughayyir Amin Abu Aliya, i coloni - sotto la protezione dei militari israeliani - hanno attaccato un parco pubblico nella parte sud-orientale del villaggio e hanno aperto il fuoco contro i residenti, ferendo cinque persone. Tra queste, il 20enne Nasan che è stato colpito al petto ed è successivamente morto per le ferite.

Erdogan: “A Gaza punto più basso dell'umanità”

"Quando una piccola spina punge la mano di un bambino, ai genitori si stringe il cuore, ma a Gaza i bambini vengono amputati senza anestesia. Questo è il punto più basso dell'umanità". Lo ha dichiarato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, intervenendo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il leader turco ha puntato il dito contro Israele e la comunità internazionale, denunciando che "un bambino viene ucciso ogni ora negli ultimi 23 mesi" e descrivendo "bambini di soli due o tre anni senza mani, braccia o gambe, diventati l'immagine quotidiana di Gaza".

Erdogan ha sottolineato che "non si tratta di numeri, ma di vite innocenti" e ha chiesto a tutti i leader mondiali di "schierarsi senza esitazione al fianco del popolo palestinese oppresso". Ha quindi ringraziato i Paesi che hanno annunciato il riconoscimento dello Stato di Palestina e ha invitato quelli che non l'hanno ancora fatto "ad agire immediatamente". Il presidente turco ha poi accusato Israele di "portare avanti una politica di sterminio di massa sotto mentite spoglie" dopo i fatti del 7 ottobre. "Non può esserci pace - ha proseguito - in un mondo dove i bambini muoiono di fame e per mancanza di medicine, dove milioni di persone vengono sfollate in un territorio di soli 365 chilometri quadrati". Erdogan ha infine accusato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, di "non avere alcuna intenzione di liberare gli ostaggi o raggiungere la pace" e ha ribadito che "a Gaza non c'è una guerra: da un lato c'è un esercito dotato delle armi più moderne, dall'altro civili innocenti".


“A Roma Tre approvata mozione per stop accordi con Israele”

L'Università di Roma Tre ha votato a favore di una mozione per lo stop degli accordi con aziende o enti che sostengono Israele. "Grande vittoria della mobilitazione studentesca: nel Senato accademico di Roma Tre del 17 settembre è stata approvata una mozione che indica alle strutture dell'Ateneo a non stipulare accordi di collaborazione, e sospendere quelli vigenti, con istituzioni ed enti pubblici o privati che sostengono il genocidio portato avanti da Israele - scrive il movimento studentesco universitario Cambiare Rotta - Finalmente il nostro Ateneo prende posizione e decide di ascoltare la voce degli studenti che da due anni si mobilitano fuori e dentro le università per chiedere l'interruzione di tutti gli accordi con le istituzioni complici. Una vittoria che sarebbe stata impossibile senza le continue mobilitazioni. Adesso, è ora che i dipartimenti della nostra università si attivino per seguire queste indicazioni e applicare concretamente il boicottaggio accademico", precisano gli studenti.

Meloni: “Riconosceremo la Palestina a due condizioni”

La premier Giorgia Meloni, parlando con i giornalisti a margine dell'assemblea generale dell'Onu, ha annunciato che la maggioranza presenterà una mozione per il riconoscimento della Palestina ma subordinato alla liberazione degli ostaggi e all'esclusione di Hamas da Gaza. Meloni ha auspicato che anche l'opposizione la sostenga.

Conte, da Spagna stop delle armi a Israele. Meloni non muove un dito

"La Spagna ha appena deciso per l'embargo totale delle armi a Israele, mentre in Italia la premier Meloni pensa a fare la vittima e non muove un dito di fronte al genocidio in corso a Gaza dove sono stati trucidati 20 mila bambini, e si attrezzano per offrire lo scudo e proteggere la ministra Santanchè responsabile di una truffa sui fondi Covid". Lo dice il presidente del M5s, Giuseppe Conte, a margine di un evento elettorale ad Ancona.

Familiari degli ostaggi a Trump: “Fai pressioni per i negoziati”

Il Forum dei familiari degli ostaggi si è rivolto al presidente Usa, Donald Trump, chiedendo di fare pressioni su Israele affinché quest'ultimo "torni ai negoziati basati sui principi consolidati di garantire il ritorno di tutti gli ostaggi e porre fine alla guerra" a Gaza. Le famiglie hanno "accolto con favore la determinazione di Trump nel riportare le parti al tavolo delle trattative", ha aggiunto il Forum. "È deplorevole che, a differenza di Trump, determinazione, leadership e riconoscimento morale dell'obbligo di restituire tutti gli ostaggi non siano priorità del governo israeliano e del suo leader", il primo ministro Benjamin Netanyahu.

Palestinesi in Cisgiordania celebrano il riconoscimento

Centinaia di palestinesi sono scesi in strada in Cisgiordania per celebrare il riconoscimento di uno Stato palestinese da parte di diversi Paesi occidentali, a cominciare da Francia e Regno Unito. Sventolando bandiere e tenendo in mano manifesti del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen, oltre un centinaio di persone si sono riuniti a in centro a Ramallah, chiedendo di "fermare il genocidio" a Gaza. Presenti in piazza anche alti funzionari di Fatah e dell'Anp. "Questo riconoscimento è il primo passo di un processo che speriamo continui. È il risultato di oltre un secolo di resistenza e determinazione del nostro popolo", ha dichiarato un commosso Jibril Rajoub, segretario generale del comitato centrale di Fatah, esortando a "imparare dal passato e unire il popolo". Decine di altre persone si sono radunate a Tulkarem sventolando le bandiere dei Paesi che ora riconoscono uno Stato palestinese: Gran Bretagna, Canada, Australia, Portogallo, Francia, Lussemburgo, Malta, Andorra e Monaco. Ma nelle piazze si respira anche scetticismo e disincanto di fronte alla guerra a Gaza e la dura realtà dell'occupazione in Cisgiordania.

Media: “I tank di Israele avanzano a 3 km da centro Gaza City”

Media nella Striscia riferiscono della presenza dei carri armati israeliani lungo la strada Shifa nel quartiere Rimal di Gaza City, a circa 3 chilometri dal centro. Lo riferisce Ynet.

I familiari degli ostaggi contro Netanyahu: “Lo seguiremo negli Usa”

Familiari degli ostaggi prigionieri di Hamas a Gaza hanno annunciato che andranno a New York dove è atteso il premier israeliano Benjamin Netanyahu per l'Assemblea Generale dell'Onu, per continuare a fare pressione a favore di un accordo per il cessate il fuoco a Gaza e la liberazione dei rapiti. "Netanyahu ha deciso di far saltare in aria gli ostaggi vivi e di far sparire per sempre i morti. Ha dato istruzioni di sacrificare i suoi cittadini per una guerra per Ben Gvir e Smotrich. Continueremo a gridare per i nostri figli. Verremo anche noi negli Stati Uniti finché lui sarà lì e lo accompagneremo ovunque vada", ha assicurato Einav Tsengauker, madre di Matan, divenuta uno dei simboli della protesta per il ritorno degli ostaggi.

Trump all'Onu: “Riconoscere la Palestina è ricompensa a Hamas”

"Il riconoscimento per la Palestina è una ricompensa per Hamas e i suoi terribili attacchi" Lo ha detto Donald Trump intervenendo all'assemblea generale dell'Onu, rilanciando tra gli applausi l'immediata liberazione degli ostaggi.

Al Jazeera, tre palestinesi uccisi a Khan Younis

Tre palestinesi sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco dalle forze israeliane a Khan Younis, nel sud di Gaza. Lo ha riferito Al Jazeera, citando fonti mediche dell'ospedale Nasser. Gli attacchi israeliani continuano nella città meridionale della Striscia, nonostante migliaia di residenti di Gaza City siano stati costretti a trasferirsi lì a seguito di pesanti bombardamenti e ordini di evacuazione forzata.

Governo spagnolo approva embargo "totale" delle armi a Israele

Il governo spagnolo ha approvato l'embargo "totale" sulle armi a Israele, parte di un pacchetto di misure volte a fermare quello che il primo ministro Pedro Sánchez ha definito "il genocidio a Gaza". Il decreto vieta tutte le esportazioni verso Israele di materiale per la difesa e di prodotti o tecnologie a duplice uso, nonché l'importazione di tali equipaggiamenti in Spagna, ha dichiarato il ministro dell'Economia Carlos Cuerpo in una conferenza stampa. Il decreto blocca inoltre le richieste di transito di carburante per aerei con potenziali applicazioni militari e vieta le importazioni di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati, inclusa la loro pubblicità, ha affermato Cuerpo. "Questo decreto rappresenta un grande passo avanti ed è pionieristico a livello internazionale in materia di embargo totale sulle armi a Israele", ha dichiarato Cuerpo in una conferenza stampa dopo l'approvazione del provvedimento da parte del governo. Madrid afferma che questo passo "consolida giuridicamente" il divieto di vendita o acquisto di equipaggiamenti militari con Israele, applicato fin dall'inizio dell'offensiva israeliana a Gaza. Il decreto entrerà in vigore immediatamente, ma dovrà comunque essere approvato in un secondo momento dal Parlamento, dove il governo di sinistra di Sánchez non ha la maggioranza.

Guterres: “Soluzione dei 2 Stati unica risposta per la pace”

"Nulla può giustificare i terribili attacchi terroristici di Hamas del 7 ottobre, da me ripetutamente condannati, e nulla può giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese e la distruzione sistematica di Gaza". Lo ha detto il segretario generale Onu Antonio Guterres in Assemblea Generale. "Serve un cessate il fuoco permanente, che tutti gli ostaggi siano rilasciati ora, e pieno accesso umanitario ora - ha aggiunto - non dobbiamo cedere sull'unica risposta praticabile per una pace sostenibile in Medio Oriente: una soluzione a due Stati". Applausi in sala.

Flotilla, Israele ribadisce: “Impediremo violazioni del blocco navale a Gaza”

"Ci dispiace apprendere la risposta del rappresentante della Flotilla di Hamas, secondo cui la Flotilla insiste nel perseguire una linea d'azione violenta e rifiuta la nostra proposta di trasferire, in modo coordinato e pacifico, qualsiasi aiuto che potrebbe trovarsi a bordo alla Striscia di Gaza tramite il vicino porto turistico di Ashkelon". Lo ha affermato il ministero degli Esteri israeliano in una nota pubblicata sul proprio account X.
"Questa risposta evidenzia ancora una volta la mancanza di sincerità dei membri della Flotilla e la loro missione di servire Hamas, piuttosto che la popolazione di Gaza", ha proseguito il governo di Tel Aviv, secondo cui se la Flotilla "continua a respingere la proposta pacifica di Israele, Israele adotterà le misure necessarie per impedirne l'ingresso nella zona di combattimento e per mettere fine a qualsiasi violazione del legittimo blocco navale, facendo allo stesso tempo ogni sforzo possibile per garantire la sicurezza dei suoi passeggeri. Ribadiamo: se le vostre intenzioni sono sincere, trasferite qualsiasi aiuto di questo tipo al porto turistico di Ashkelon in modo che possa essere inoltrato tempestivamente alla Striscia di Gaza in modo pacifico e non violento", ha concluso il ministero degli Esteri israeliano.

Media, 26 morti in attacchi israeliani a Gaza

Almeno 26 palestinesi sono morti negli attacchi israeliani in tutta la Striscia, di cui 18 a Gaza City. Lo riferisce Al Jazeera, citando fonti mediche dell'enclave, secondo cui l'ultimo attacco ha preso di mira i palestinesi che stavano riempiendo l'acqua nel quartiere Daraj di Gaza City.

Oggi colloqui sul nucleare tra i ministri degli Esteri di Iran, Francia, Germania e Regno Unito

Il ministro degli Esteri iraniano e i colleghi di Francia, Germania e Regno Unito (E3) si vedranno oggi a New York, a margine dell'Assemblea generale, per colloqui sul nucleare, dopo che venerdì scorso il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha votato per reintrodurre le sanzioni. Lo ha reso noto una fonte diplomatica francese, secondo cui l'incontro dovrebbe iniziare alle 16 ora italiana. Teheran ha tempo fino a sabato per raggiungere un'intesa con i tre Paesi europei per evitare le nuove sanzioni, sospese dopo l'accordo del 2015.

Tajani: “Nostro primo obiettivo è cacciare Hamas da Gaza”

"Il nostro primo obiettivo è cacciare Hamas da Gaza". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani nell'intervista concessa a Maria Bartiromo di Fox News. Sul fronte degli aiuti alla popolazione della Striscia, ha detto Tajani, l'Italia sta "lavorando duramente per fare arrivare gli aiuti direttamente alla popolazione palestinese".

Rubio: “Proposta di Hamas per la tregua? Liberino tutti gli ostaggi”

Il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, ha respinto la proposta di tregua che Hamas, secondo Fox News, avrebbe inviato direttamente al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ovvero di un cessate il fuoco di 60 giorni in cambio della liberazione di metà degli ostaggi israeliani ancora in vita. "Perché stiamo anche solo parlando di ostaggi? Non ce ne dovrebbe essere nessuno. Dovrebbero essere tutti liberati immediatamente. Punto", ha dichiarato Rubio a Fox News. Rubio non ha né confermato né smentito l'esistenza della lettera di Hamas a Trump, ma ha riferito di non averla mai ricevuta. "Persino un'organizzazione malvagia come Hamas comprende che l'unico a cui rivolgersi perchè faccia qualcosa è Donald Trump", ha però commentato il segretario di Stato.

Amman intende spostare l’ospedale da Gaza City a Khan Younis

L'esercito giordano ha deciso di trasferire il suo ospedale da campo dal quartiere di Tel al-Hawa, nel sud-ovest di Gaza City, a Khan Yunis alla luce dell'avanzare dell'operazione di terra israeliana e degli intensi bombardamenti nei pressi della struttura. Lo riferisce Haaretz. Il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, ha chiesto al re di Giordania Abdallah II di revocare la decisione e mantenere l'ospedale a Gaza City, trasferendo le sue attività mediche nell'ospedale al-Shifa, nella zona nord della città, come hanno fatto altre organizzazioni internazionali che forniscono assistenza sanitaria in loco.

Spagna, il governo approva il decreto per l’embargo totale delle armi a Israele

Il Consiglio dei ministri spagnolo ha approvato un decreto legge contenente "misure urgenti contro il genocidio a Gaza e di appoggio alla popolazione palestinese", che contiene quattro misure. La prima misura è il "consolidamento dell'embargo totale di armi a Israele", ha spiegato in conferenza stampa il ministro dell'Economia Carlos Cuerpo, sottolineando che ciò include "il divieto di esportare a Israele e di importare da Israele materiale di difesa e prodotti di tecnologia di doppio uso". "Il governo spagnolo continua a guidare gli sforzi a livello internazionale facendo un passo avanti per aumentare la pressione sul governo d'Israele, in difesa della pace, della sicurezza internazionale e dei diritti umani", ha detto Cuerpo. Il decreto legge introduce poi il divieto di transito attraverso i porti spagnoli e lo spazio aereo di qualsiasi tipo di combustibile destinato a Israele che possa avere un uso militare. Inoltre, vieta l'importazione di prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati e la pubblicità destinata alla commercializzazione di questi beni in Spagna nonché dei servizi forniti dagli insediamenti. Le misure contenute nel decreto, ha precisato il ministro Cuerpo, si applicano nei casi di operazioni commerciali con Israele con autorizzazioni richieste o già in vigore. Il decreto legge prevede però che il Consiglio dei ministri possa applicare deroghe alla normativa nonché la revoca totale o parziale delle misure, in situazioni eccezionali riguardanti temi di interesse generale e sicurezza nazionale

Padre Romanelli: “Operazioni militari sempre più vicine, è terribile”

"La situazione in tutta la striscia di Gaza è terribile particolarmente questi giorni". E' il grido del parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, in un videomessaggio a padre Pio Tv in occasione della festa liturgica di san Pio da Pietrelcina. "I bombardamenti - ha raccontato - continuano dappertutto e le operazioni militari sono ogni giorno più vicine. Tante persone sono sfollate, sono partite dalla città di Gaza. Eravamo un milione e centomila persone. Si dice che circa 400 mila persone sono partite e altri stanno partendo, però la maggioranza vuole restare. Non so come continuerà tutta la situazione nella città. Le famiglie cristiane che sono rifugiate - ne abbiamo circa 450 persone - continuano a dire: 'Padre, dove andare con bambini piccoli?’ Abbiamo tanti anziani, ammalati, persone a letto, prostrate, oltre ai bambini. Grazie della vostra preghiera, della vostra vicinanza e continuiamo a lavorare e a pregare per la pace, a convincere il mondo che la pace è possibile. Non è una utopia”

Israele da domani chiude il valico Allenby tra Cisgiordania e Giordania

Israele ha deciso di chiudere il valico di Allenby tra Giordania e Cisgiordania in entrambe le direzioni. Lo ha indicato all'agenzia di stampa Wafa il capo dell'Autorità palestinese per i valichi e le frontiere, sottolineando che Israele ha informato i palestinesi che Allenby sarà chiuso da domani fino a nuove disposizioni. La radio dell'Esercito israeliano ha precisato che il primo ministro, Benjamin Netanyahu, ha dato disposizione ai funzionari della sicurezza di chiudere il valico in entrambe le direzioni. Times of Israel ha chiesto all'ufficio di Netanyahu se il provvedimento fosse legato all'ondata di riconoscimenti internazionali dello Stato palestinese, ma non ha ricevuto risposta. Il valico era stato riaperto dopo l'attentato terroristico della scorsa settimana in cui erano morti due soldati israeliani e chiuso di nuovo a causa di Rosh Hashanah, il capodanno ebraico che cade tra oggi e domani. La sua apertura era prevista al termine della festività

Sabato in programma una grande manifestazione per Gaza a Berlino

Sabato prossimo a Berlino si terrà una grande manifestazione contro la guerra a Gaza, che vedrà la partecipazione di decine di migliaia di persone. Si prevede che la manifestazione 'All Eyes on Gaza' sarà "la più grande manifestazione di solidarietà con Gaza in Germania", ha dichiarato il co-organizzatore Jules El-Khatib in una conferenza stampa. "Finora, la manifestazione più numerosa ha visto la partecipazione di 50.000 persone a Berlino. Vogliamo superarla", ha aggiunto. L'evento è organizzato da un'alleanza di 50 associazioni, tra cui Amnesty International, Medico International e rappresentanti delle comunità palestinese ed ebraica della capitale tedesca. Gli organizzatori accusano Israele di genocidio contro i palestinesi di Gaza, un'accusa che il governo israeliano ha sempre respinto. L'appello alla manifestazione recita: "Condanniamo tutti i crimini di guerra e le violazioni dei diritti umani, indipendentemente dal fatto che siano commessi da attori israeliani o palestinesi". Tuttavia, nel contesto dell'offensiva israeliana in corso a Gaza, "la critica principale è rivolta al governo israeliano e ai suoi sostenitori". La manifestazione chiede la fine della "complicità tedesca", compreso un embargo militare contro Israele, il sostegno a un cessate il fuoco e gli sforzi per garantire il rilascio di "tutte le vittime di crimini di guerra detenute illegalmente: migliaia nelle prigioni israeliane e decine tenute in ostaggio a Gaza". L'attivista Amal Hamad ha respinto l'accusa secondo cui i manifestanti filopalestinesi avrebbero motivazioni antisemite. Quando i palestinesi scendono in piazza, protestano contro le ingiustizie nella Striscia di Gaza, non contro la comunità ebraica in Germania, ha affermato. La manifestazione era inizialmente prevista davanti al palazzo del Parlamento, ma è stata spostata alla Colonna della Vittoria in accordo con le autorità di Berlino, hanno dichiarato gli organizzatori

Media: “I tank di Israele avanzano a 3 km dal centro di Gaza City”

Media nella Striscia riferiscono della presenza dei carri armati israeliani lungo la strada Shifa nel quartiere Rimal di Gaza City, a circa 3 chilometri dal centro. Lo riferisce Ynet

Borrell: “Germania e Italia restie a riconoscere la Palestina”

Josep Borrell, già alto rappresentante dell'Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, ha sottolineato che "in Europa solo la Germania e l'Italia sono restie nel riconoscere lo Stato di Palestina". "Riconoscere la Palestina non significa fare un regalo ad Hamas", ha aggiunto l'ex vicepresidente della Commissione Europea, a Trento alla Scuola di studi internazionali dell'università. "Sono state proposte sanzioni per 220 milioni all'anno: credete veramente che Netanyahu sarà impressionato? Sicuramente no", ha osservato Borrell, "le sanzioni non sono state approvate perché nell'Ue la Commissione può proporre ma le decisioni vengono prese dal Consiglio e dagli Stati membri"

Idf: “640mila palestinesi hanno lasciato Gaza City dall’inizio dell’offensiva”

Circa 640mila palestinesi hanno finora lasciato Gaza City per dirigersi al sud dell'enclave da quando è iniziata l'offensiva di terra israeliana. Lo stima l'Idf, secondo cui circa un milione di palestinesi vivevano a Gaza City prima che i militari israeliani lanciassero una grande offensiva contro Hamas nell'area. Ai civili è stato chiesto di evacuare in zone umanitarie a sud di Gaza

Pedro Sánchez: “Subito misure per frenare il genocidio a Gaza”

"Oggi facciamo un passo cruciale rivendicando la soluzione dei due Stati in questa conferenza. Ma siamo chiari: non c'è soluzione possibile quando la popolazione di uno di questi Stati è vittima di un genocidio". Lo ha detto il premier spagnolo, Pedro Sánchez, intervenendo ieri alla conferenza dell'assemblea generale delle Nazioni Unite, che ha visto l'adesione della Francia e altri dieci Paesi, fra cui Belgio, Malta, Andorra, Lussemburgo e San Marino, al riconoscimento dello Stato di Palestina. Nonostante il crescente sostegno internazionale alla soluzione dei due Stati, Sanchez, ripreso oggi dai media iberici, ha sottolineato che questa non è possibile quando la popolazione di uno dei due Stati è "vittima di un genocidio". Ha definito la conferenza "un atto di ribellione morale contro l'indifferenza e l'oblio", ma ha avvertito che "non è la fine del cammino, deve essere l'inizio". Il leader socialista ha avanzato due proposte concrete, La prima è completare il più rapidamente possibile il procedimento per l'ammissione della Palestina alle Nazioni Unite come membro a pieno titolo, con gli stessi doveri e diritti degli altri Stati. La seconda è "l'adozione immediata di decisioni per fermare la barbarie e rendere possibile la pace a Gaza". Sánchez ha menzionato il piano spagnolo di nove misure "per fermare il genocidio a Gaza", fra cui il consolidamento giuridico dell'embargo di armi a Israele che sarà approvato oggi dal Consiglio dei ministri spagnolo. E ha assicurato che la Spagna continua a prendere "misure coraggiose".
"La storia ci giudicherà. E il suo verdetto sarà implacabile con coloro che hanno perpetrato questa barbarie e con coloro che sono rimasti in silenzio o hanno guardato da un'altra parte", ha detto il premier spagnolo in chiusura del suo intervento. E ha fatto appello a "prendere partito, per la razionalità, la diplomazia e il rispetto del diritto internazionale"

Hamas: “A Gaza manca il carburante negli ospedali, è morte certa"

A causa della carenza di carburante negli ospedali di Gaza i pazienti rischiano "morte certa". A denunciarlo è il ministero della Salute dell'enclave palestinese, riferendo che gli ospedali nel territorio assediato stanno "entrando in una fase estremamente pericolosa" a causa della carenza di carburante. "Tra qualche giorno potrebbero verificarsi interruzioni di attività in reparti vitali, il che significa che la crisi sanitaria peggiorerà ed esporrà la vita dei pazienti e dei feriti a morte certa", ha affermato in una dichiarazione pubblicata su Telegram. "Le procedure tecniche e ingegneristiche per la programmazione dei periodi operativi sono diventate inefficaci con la cessazione delle forniture di carburante", ha aggiunto il ministero gestito da Hamas, invitando tutte le parti interessate a intervenire "per evitare un disastro con risultati imprevedibili"

Erdogan: “La Palestina sia membro Onu a pieno titolo”

"È giunto il momento per la piena adesione della Palestina alle Nazioni Unite". Lo ha affermato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, in un messaggio su X dopo avere partecipato alla Conferenza di alto livello sulla soluzione a due stati, convocata da Francia e Arabia Saudita, presso le Nazioni Unite. "Spero che i Paesi che dimostrano il coraggio di riconoscere lo Stato di Palestina consolidino questa posizione storica con misure determinate, concrete e deterrenti", ha aggiunto il leader turco, chiedendo a Israele di ritirare le sue truppe da Gaza e sottolineando la necessità di stabilire "un cessate il fuoco" e di "garantire l'ingresso senza ostacoli degli aiuti umanitari" nella Striscia. "È fondamentale rafforzare la capacità istituzionale della Palestina, rafforzare il supporto finanziario e tecnico e garantire la continuazione delle attività di organizzazioni umanitarie come l'Unrwa", l'agenzia dell'Onu per il soccorso e l'occupazione dei profughi palestinesi nel Vicino Oriente, ha scritto Erdogan

Raid israeliani nella Striscia, almeno 37 morti

Almeno 37 persone sono rimaste uccise la scorsa notte nella Striscia di Gaza durante un'operazione militare israeliana. Lo riferisce l'emittente libanese Al Mayadeen. Secondo quanto riportato, l'artiglieria israeliana ha colpito i quartieri orientali e meridionali di Gaza City, provocando 30 vittime. L'attacco si inserisce nell'ambito dell'offensiva di terra lanciata da Israele per prendere il pieno controllo della città.

Albanese difende riconoscimento Stato palestinese

Il primo ministro australiano Anthony Albanese ha difeso il riconoscimento dello Stato palestinese da parte del suo Paese all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e ha esortato la comunità internazionale a "rompere il ciclo di violenza" in Medio Oriente per procedere verso una soluzione a due Stati. "Vogliamo che le uccisioni cessino, perchè ogni vita innocente è importante. Ogni vita israeliana, ogni vita palestinese", ha dichiarato Albanese nel suo discorso ai leader mondiali, in cui ha accusato il governo israeliano della "catastrofe umanitaria" a Gaza.

Meloni atterrata a New York per l'assemblea Onu

La premier Giorgia Meloni è atterrata a New York per l'assemblea generale dell'Onu, dove oggi parteciperà all'inizio dei lavori. Il suo intervento è previsto mercoledì sera.

Tajani a Onu, stop ciclo violenze. Sosteniamo sogno Palestina

Il messaggio dell'Italia alla Conferenza di Alto Livello sulla Soluzione a due Stati "è chiaro: dobbiamo interrompere il ciclo di violenze. Israele deve fermare le bombe. Hamas liberi immediatamente gli ostaggi". A scandirlo è il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani intervenendo alla conferenza convocata da Francia e Arabia Saudita. "L'Italia è orgogliosa di partecipare a questa conferenza", ha esordito Tajani riconoscendo che l'incontro si sta svolgendo in un "momento cruciale" che vede "la situazione umanitaria a Gaza catastrofica". "La nostra posizione è chiara - prosegue - l'Italia è contraria all'occupazione della Striscia di Gaza e a qualsiasi idea di trasferimento della sua popolazione. L'Italia ha condannato il recente attacco contro Doha, attacchi che hanno danneggiato la sovranità di un Paese amico che si è adoperato per fermare la guerra a Gaza".

Von der Leyen a Onu, nostra bussola è soluzione due stati

"Quando la notte è più buia, dobbiamo aggrapparci alla nostra bussola. E la nostra bussola è la soluzione a due Stati": lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen alla conferenza di alto livello all'Onu per la soluzione dei due stati. "Il 7 ottobre - ha proseguito - ha aperto uno dei capitoli più oscuri della storia. Siamo tutti d'accordo che la tragedia a Gaza deve finire subito. E che gli ostaggi devono essere rilasciati. Ma porre fine alla guerra potrebbe non essere sufficiente, se non c'è un percorso verso la pace. Se la prospettiva dei due Stati non è più realizzabile". "E mentre parliamo - ha aggiunto - la soluzione a due Stati viene messa in discussione. Questo non può essere. Perché l'unico piano di pace realistico si basa su due Stati: con un Israele sicuro, uno Stato palestinese vitale e la piaga di Hamas eliminata".

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