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Israele - Gaza, le news del 25 settembre. Abu Mazen: “I palestinesi a Gaza vivono un genocidio”

Israele - Gaza, le news del 25 settembre. Abu Mazen: “I palestinesi a Gaza vivono un genocidio”
Attacco israeliano all’alba a Gaza City, colpita una casa che ospitava sfollati. La Wafa: almeno 19 morti. L'aeronautica militare israeliana ha colpito gli accampamenti militari degli Houthi e le riserve di droni d'attacco nello Yemen: lo ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz
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Il canale israeliano Channel 12 ha riferito che un'auto è esplosa a Tel Aviv, provocando feriti. La causa dell'esplosione non è stata immediatamente chiara e il canale non ha fornito ulteriori dettagli. Ma poi la polizia ha precisato che si sarebbe trattato di un atto di criminalità, non di terrorismo. Per Donald Trump il riconoscimento dello Stato di Palestina è "una ricompensa per Hamas e i suoi terribili attacchi". Ma questo non giustifica, a suo avviso, la risposta israeliana di annettere l'intera Cisgiordania, come minacciato dal premier Benyamin Netanyahu di fronte alla mossa di Francia, Gran Bretagna e un'altra decina di Paesi all'Onu. Anzi. Stando a Politico, il presidente americano ha promesso ai leader arabi e musulmani, incontrati martedì a margine dell'Assemblea generale, che non permetterà a Israele di espandere l'occupazione in tutta la West Bank.

Punti chiave

Trump: “Non consentirò l'annessione della Cisgiordania”

"No, non lo consentirò". Così Donald Trump ha risposto a chi gli chiedeva se consentirà a Israele di annettere la Cisgiordania. In merito alla guerra a Gaza, il presidente ha poi aggiunto: "E' abbastanza. È ora di fermarsi".

Trump: “Sentito Bibi, vicino accordo per Gaza, forse pace”

"Ho parlato con Bibi Netanyahu oggi e abbiamo parlato con tutti i leader del Medio Oriente. Siamo vicini a un accordo su Gaza, forse anche alla pace". Lo ha detto Donald Trump rispondendo ad alcune domande durante al firma di una serie di ordini esecutivi.

Trump: “Presto possibile accordo su ostaggi”

Donald Trump ha detto di avere avuto una "buona conversazione" con il leader israeliano Benjamin Netanyahu e di ritenere "possibile un accordo sugli ostaggi presto".

Idf: “Intercettato il missile lanciato dallo Yemen”

E' stato intercettato il missile balistico lanciato dallo Yemen contro Israele. Lo hanno indicato le Idf, secondo le quali non si registrano al momento danni o feriti. Il missile - lanciato poche ore dopo un raid delle Idf contro obiettivi degli Houthi in Yemen - aveva fatto scattare le sirene d'allarme in tutta la parte centrale di Israele.

Allarme sirene in Israele dopo il lancio dei missili dallo Yemen

Le sirene d'allarme antiaeree stanno suonando nel centro di Israele in seguito al lancio di un missile balistico proveniente dallo Yemen. Lo fa sapere l'Idf, aggiungendo che sta lavorando per intercettare e abbattere il missile. L'attacco arriva poche ore dopo che l'esercito israeliano ha colpito obiettivi Houthi nello Yemen.

Israele, comitato approva la candidatura di Zini a capo dello Shin Bet

Il Comitato consultivo per le nomine ha deciso di approvare la nomina di David Zinni a capo dello Shin Bet. Lo riferiscono i media israeliani. Con l'approvazione della commissione, il gabinetto può ora votare per nominare Zini - scelto dal primo ministro Benjamin Netanyahu - alla carica.

Sauditi: "Trump ha capito rischi dell’annessione della Cisgiordania"

A margine dei lavori dell'Assemblea generale dell'Onu, il ministro degli Esteri dell'Arabia Saudita ha definito "molto importante" l'incontro avuto con Donald Trump sulla questione palestinese, ed è convinto di avergli fatto capire il "pericolo di qualsiasi annessione in Cisgiordania" da parte di Israele. "Quello che posso dire sul presidente Trump - ha dichiarato il principe Faisal bin Farhan Al Saud - è che penso sia stato un incontro molto importante, e che i Paesi arabi e musulmani hanno chiarito al presidente il pericolo di qualsiasi tipo di annessione in Cisgiordania". "E il rischio - ha aggiunto - che ciò comporterebbe non solo per la pace potenziale in quella regione, ma per qualsiasi pace sostenibile".

Houthi: “Sale a 8 il bilancio morti dopo raid Idf su Sanaa”

E' salito a 8 morti e 142 feriti il bilancio degli attacchi israeliani su Sanaa. Lo fa sapere su X il portavoce del ministero della Salute Houthi, Anees Alasbhai.

Media: “Netanyahu incontra Witkoff sul piano di pace a Gaza”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro per gli Affari strategici Ron Dermer incontreranno oggi l'inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff nel loro hotel di New York per discutere del piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra a Gaza e liberare gli ostaggi. Lo riporta Channel 13. L'entourage di Trump sta spingendo Netanyahu ad accettare il piano del presidente Usa. Trump ha presentato il suo piano a otto leader arabi e musulmani a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Coinvolto anche il genero di Trump, Jared Kushner, che ha avuto un ruolo chiave nel piano di pace del presidente.

Sanchez: “Netanyahu sta destabilizzando la regione e l’Europa”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu "sta creando un Medio Oriente più instabile" e questo influenzerà anche la Spagna e l'Europa meridionale a breve termine. A dichiararlo è stato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, in un'intervista alla Cnn.


Netanyahu "sta seminando i semi di un potenziale terrorismo in futuro e questo non è accettabile per la regione, per la società e per noi", ha spiegato. "Il più grande errore che il governo di Israele sta commettendo è come combatte il terrorismo", perchè quella lotta deve essere fatta "in un quadro legale e questo non sta accadendo nel caso di Israele", impegnato "solo in bombardamenti senza alcun tipo di dialogo politico con i moderati della società palestinese", ha sottolineato Sanchez.

Witkoff e Kushner arrivati all’hotel di Netanyahu a New York

L'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, e il genero del presidente Trump, Jared Kushner, sono arrivati nell'hotel di New York dove alloggia il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che domani interverrà all'Assemblea Generale dell'Onu. Lo riferiscono i media israeliani, ricordando che Netanyahu è arrivato da poche ore negli Stati Uniti.

Media: “Trump sceglie Blair per guidare Gaza dopo la guerra”

L'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto l'ex primo ministro britannico Tony Blair come capo dell'amministrazione ad interim che dovrà governare la Striscia di Gaza quando si concluderà la guerra. Lo rivela il quotidiano israeliano Ynet.


Una settimana fa il Times of Israel aveva rivelato dell'autorizzazione del presidente degli Stati Uniti nei confronti di Blair, a radunare le parti interessate regionali e internazionali attorno alla proposta dello stesso ex premier britannico di istituire un organismo di transizione postbellico per governare la Striscia di Gaza.

Farnesina: “Al lavoro per accogliere bimba di Gaza con malformazione”

Negli ultimi giorni la Farnesina ha ricevuto gli appelli relativi ad alcuni casi di minori palestinesi di Gaza che necessitano di cure urgenti, fra cui quello delicatissimo di una bambina in cura presso l'ospedale di Al-Shifa a Gaza City, affetta da una grave malformazione congenita nota come teratoma sacro-coccigeo.
Per questa piccola ammalata - riferisce il ministero degli Esteri in una nota - sono arrivate segnalazioni anche alla Regione Piemonte. Il Piemonte ha già offerto la disponibilità all'accoglienza, garantendo le cure necessarie presso l'Ospedale Regina Margherita di Torino.


L'Unità di Crisi del ministero stava lavorando per organizzare con urgenza una nuova operazione di accoglienza sanitaria, in collaborazione con le altre autorità nazionali competenti e con l'Organizzazione mondiale della sanità. La richiesta di inserire la bambina fra i malati da evacuare è stata avanzata con la massima urgenza.

Sa’ar contro Abbas: “All’Occidente belle parole, non ci facciamo ingannare”

"Mahmoud Abbas, nel suo discorso via Zoom all'Assemblea generale delle Nazioni unite, ha detto di essere pronto a ricevere la Striscia di Gaza, che ha facilmente perso a favore di Hamas nel 2007. Che carino da parte sua". Scrive così su X il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar dopo l'intervento di Abbas in videoconferenza poiché l'Amministrazione Trump non gli ha concesso il visto per recarsi a New York. E Sàar incalza: "Non solo non rispetta l'impegno, sulla cui base è stata istituita l'Autorità palestinese, di combattere il terrorismo. Continua anche a incoraggiare il terrorismo pagando gli stipendi ai terroristi e ai loro parenti".

"All'Occidente rivolge belle parole. Ma la sua gente dovrebbe trarre conclusioni dalla chiave che indossa sul bavero della giacca", aggiunge Sàar riferendosi al quello che per i palestinesi è il simbolo del loro diritto al ritorno. "E' il simbolo - sostiene il ministro - dell'eliminazione di Israele. Ma Israele non si farà ingannare di nuovo".

Idf: “Ucciso militante di Hamas, partecipò all’attacco del 7 ottobre”

Un terrorista di Hamas che aveva partecipato all'attacco a Nahal Oz durante l'offensiva del 7 ottobre è stato ucciso nella Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il portavoce dell'Idf, Effie Defrin, in una conferenza stampa.


Defrin ha detto che l'uomo, Wael Matriyah, comandava un plotone della Forza Nukhba nel Battaglione Shati di Hamas. Afferma che Matriyah ha partecipato al raid sul rifugio antiaereo della base di Nahal Oz", dove sette soldatesse di sorveglianza sono state rapite e portate a Gaza, e altri soldati sono stati uccisi.

Trump: “Vicini ad accordo su Gaza con i leader della regione”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di avere avuto un "grande incontro" con i leader mediorientali, con i quali ha discusso di Gaza. "Penso che siamo vicini a raggiungere un accordo", ha spiegato a margine del suo incontro alla Casa Bianca con il presidente turco Recep Tayyp Erdogan, senza fornire dettagli sulla possibile intesa.

Media: “Microsoft blocca Israele dall’uso della tecnologia di sorveglianza”

Microsoft ha interrotto l'accesso dell'esercito israeliano alla tecnologia utilizzata per gestire un potente sistema di sorveglianza che raccoglieva milioni di telefonate di civili palestinesi effettuate ogni giorno a Gaza e in Cisgiordania. Lo rivelano il Guardian e il sito israelo-palestinese d'inchiesta +972. La scorsa settimana il colosso tecnologico americano ha comunicato al ministero della Difesa israeliano che l'Unità 8200, l'agenzia di spionaggio d'èlite dell'esercito, aveva violato i termini di servizio dell'azienda archiviando l'enorme quantità di dati di sorveglianza nella sua piattaforma cloud Azure, secondo quanto riferito da fonti a conoscenza della situazione. La decisione di impedire all'Unità 8200 di utilizzare parte della sua tecnologia deriva direttamente da un'inchiesta pubblicata dal Guardian e da +972 il mese scorso: l'inchiesta ha rivelato come Azure venisse utilizzato per archiviare ed elaborare la quantità di comunicazioni palestinesi nell'ambito di un programma di sorveglianza di massa.


Nell'indagine congiunta anche col quotidiano in lingua ebraica Local Call, è stato rivelato come Microsoft e Unit 8200 avessero collaborato a un piano per spostare grandi volumi di materiale di intelligence sensibile su Azure. Per quanto noto, si tratterebbe della prima volta che una grande azienda tecnologica statunitense revoca l'accesso dell'esercito israeliano a uno qualsiasi dei suoi prodotti dall'inizio della guerra a Gaza.

Netanyahu lancia campagna a Ny per ricordare atrocità 7 ottobre

Alla vigilia del discorso di Benjamin Netanyahu domani all'assemblea generale dell'Onu, l'ufficio del primo ministro israeliano ha avviato una campagna informativa senza precedenti a New York, attraverso decine di enormi cartelloni pubblicitari e decine di camion attorno al Palazzo di Vetro e a Times Square. Sui cartelloni e sui camion appare, in lingua inglese, la scritta "Remember October 7th", e viene anche mostrato un codice QR, la cui scansione rimanda a un sito web (accessibile solo fuori da Israele) che presenta le atrocità del 7 ottobre. L'obiettivo della campagna, secondo il governo israeliano, è "ricordare ai leader mondiali e all'opinione pubblica le atrocità commesse da Hamas e la crudeltà inimmaginabile dell'organizzazione terroristica, che continua a tenere in ostaggio 48 persone nella Striscia di Gaza".

Netanyahu ha ordinato raid su Sana'a durante volo per New York

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dato l'ordine di un massiccio attacco israeliano contro gli Houthi a Sana'a dal suo volo per New York. Lo ha riferito l'ufficio del premier, secondo cui Netanyahu ha ricevuto anche aggiornamenti dal ministro della Difesa Israel Katz e dal Capo di Stato Maggiore dell'Idf, tenente generale Eyal Zamir. Gli attacchi sono arrivati in risposta ai ripetuti raid missilistici e di droni degli Houthi contro Israele, tra cui un drone che ha colpito Eilat ieri, ferendo oltre 20 persone, due delle quali gravemente.

Yemen, Houthi: “2 civili morti e 48 feriti in attacco Israele”

Due civili sono morti e altri 48 sono rimasti feriti nell'attacco sferrato da Israele su Sanàa. Lo ha riferito il portavoce del ministero della Salute dei ribelli filo-iraniani Houthi, Anees Alasbahi, denunciando la "brutalità israeliana" che ha "provocato diverse vittime civili".

Autorità aeroporti di Israele: “Il valico di Allenby riapre domani”

L'Autorità aeroportuale israeliana ha annunciato l'apertura del valico di Allenby al confine con la Giordania ai passeggeri a partire da domani. "In conformità con le direttive emanate a livello politico, il valico di Allenby aprirà al solo traffico passeggeri a partire da domani mattina e sarà operativo durante il normale orario di lavoro del terminal", si legge nel comunicato.

Israele ha sganciato 65 bombe sullo Yemen

Decine di aerei e caccia hanno sganciato più di 65 bombe nell'attacco a Sanàa, la più grande operazione dell'aeronautica militare nella capitale yemenita fino ad oggi. Lo ha riferito il portavoce delle IDF, sottolineando che si tratta del quindicesimo attacco in Yemen, che ha coinvolto circa 20 caccia.

Abu Mazen: “Pronti a governare Gaza, Hamas consegni le armi”

"Gaza è parte integrante dello Stato palestinese e siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità di governarla. Hamas e le altre fazioni devono consegnare le armi all'Autorità Nazionale Palestinese: non vogliamo uno Stato armato". Lo dice il leader dell'ANP, Mahmud Abbas intervenendo all'Onu. "Le azioni di Hamas non rappresentano il popolo palestinese o la sua giusta lotta", ha aggiunto.


"Nonostante tutto ciò che il nostro popolo ha sofferto, respingiamo ciò che Hamas ha compiuto il 7 ottobre. Queste azioni che hanno preso di mira i civili israeliani e li hanno presi in ostaggio non rappresentano il popolo palestinese, nè rappresentano la sua giusta lotta per la libertà e l'indipendenza", afferma Abbas.

Flotilla, Israele: “Il no alla proposta dell’Italia rivela l’intento provocatorio”

Flotilla, Israele: “Il no alla proposta dell’Italia rivela l’intento provocatorio”

Abu Mazen: “Pronto a lavorare con Trump, Riad, Parigi e l’Onu”

Intervenendo in videocollegamento all'assemblea generale dell'Onu, il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen si è detto pronto a lavorare con Donald Trump, l'Arabia Saudita, la Francia e l'Onu per implementare un piano di pace.

Flotilla, attivisti: “Le minacce di Israele continueranno ma non ci fermeremo”

"Le minacce" da parte di Israele "continueranno, ne siamo consapevoli ma non ci fermeremo" e anche Israele sa che "continueremo" la missione. Lo ha detto in conferenza stampa l'attivista tedesca Yasemin Acar che partecipa alla Global Sumud Flotilla.

Lungo applauso all'Onu per il discorso di Abu Mazen

Un lungo e caloroso applauso è stato tributato dall'aula dell'assemblea generale dell'Onu alla conclusione dell'intervento in videocollegamento del leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen. Il suo discorso, durato una ventina di minuti, è stato severo contro la guerra di Israele a Gaza e rassicurante sul futuro di una Palestina pacifica, libera da violenza ed estremismo, senza Hamas e contro l'antisemitismo.

Media: “2 milioni di palestinesi bloccati dopo la chiusura del valico tra la Cisgiordania occupata da Israele e la vicina Giordania”

Israele ha chiuso l'unico valico tra la Cisgiordania occupata da Israele e la vicina Giordania, impedendo a oltre due milioni di palestinesi di accedere al mondo esterno. Lo scrive la Bbc. L'autorità aeroportuale israeliana, che sovrintende al passaggio del ponte di Allenby, ha dichiarato che sarebbe stato chiuso a tempo indeterminato da mercoledì mattina "su ordine della leadership politica". Non ha fornito alcuna motivazione. La chiusura ha bloccato molti palestinesi in Cisgiordania, che non possono intraprendere viaggi all'estero programmati. Coloro che si trovano all'estero non sono stati in grado di tornare a casa. La chiusura è avvenuta pochi giorni dopo che due militari israeliani sono stati uccisi a colpi d'arma da fuoco nei pressi del valico da un uomo armato giordano, ucciso sul posto.

Flotilla Gaza: “50 barche dirette ad aprire corridoio umanitario”

"Siamo consapevoli delle minacce" da parte di Israele "ma siamo nel momento più critico e dobbiamo essere ottimisti", "apriremo il corridoio umanitario" con la Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato Yasemin Acar, del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla in una conferenza stampa in cui gli attivisti hanno spiegato che non ci saranno altre soste tecniche e che ora tutte le "50 imbarcazioni" "continueranno dirette fino a Gaza". "Israele ha provato a bloccarci più volte negli ultimi due anni ma sanno che non possono farlo perché siamo molto determinati", hanno assicurato gli attivisti.

Abu Mazen: “Non può esserci giustizia senza la Palestina libera”

"La pace non può essere raggiunta se non si riesce a ottenere giustizia", e "non può esserci giustizia se la Palestina non viene liberata". Lo dice il leader dell'ANP, Mahmud Abbas all'Onu. La lotta pacifica, legale e diplomatica per i diritti della Palestina continuerà. "Non importa quanto duri la sofferenza, non spezzerà la nostra voglia di vivere e sopravvivere", afferma Abu Mazen. "Il nostro popolo rimarrà radicato come gli ulivi, saldo come le rocce", "l'alba della libertà sorgerà e la bandiera della Palestina sventolerà alta nei nostri cieli", ha aggiunto Abbas chiudendo il suo intervento durato 20 minuti e molto applaudito dalla platea di delegati dell'Assemblea generale.

Abu Mazen: “La Palestina è nostra, non lasceremo la nostra terra”

"Oggi diciamo chiaramente che la pace non si può ottenere senza la giustizia, e non ci può essere giustizia se la Palestina non viene liberata. Vogliamo uno stato moderno e civile libero da violenza ed estremismo, investire nella gente, nella tecnologia e istruzione non nella guerra". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen parlando in videoconferenza all'Assemblea Generale Onu. "La Palestina è nostra, non lasceremo la nostra terra", ha aggiunto

Abu Mazen all’Onu: “I palestinesi rifiutano l'antisemitismo”

Intervenendo in videocollegamento all'Assemblea Generale dell'Onu il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen ha detto assicurato che i palestinesi rifiutano l'antisemitismo.

Abu Mazen: “Gaza è parte integrante dello Stato di Palestina”

"Abbiamo detto, e continueremo ad affermare, che la Striscia di Gaza è parte integrante dello Stato di Palestina" e "siamo pronti ad assumerci la piena responsabilità per governance e sicurezza". Lo ha detto il leader palestinese Mahmoud Abbas nel suo intervento in videocollegamento all'Assemblea generale dell'Onu. "Vogliamo uno stato moderno" e "democratico", che "sia libero da armi ed estremismo", ha detto ancora Abbas dopo aver escluso un ruolo per Hamas nel futuro della governance palestinese.

Abu Mazen: “Non vogliamo uno Stato armato”

"Hamas e altre fazioni dovranno consegnare le loro armi all'Autorità Nazionale Palestinese nell'ambito di un processo volto a costruire le istituzioni di un unico Stato, un'unica legge e un'unica forza di sicurezza legale". Lo ha detto il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "Ribadiamo che non vogliamo uno Stato armato", ha spiegato Abbas in collegamento video.

Abu Mazen all’Onu: “Tutti gli Stati riconoscano la Palestina”

Il presidente palestinese Abu Mazen parlando in videoconferenza all'Assemblea Generale Onu ha "esortato tutti gli Stati che non l'hanno ancora fatto a riconoscere lo Stato di Palestina. Chiediamo di sostenere l'ottenimento da parte della Palestina di un'adesione piena alle Nazioni Unite". Abu Mazen ha ricordato che "abbiamo già riconosciuto l'esistenza di Israele nel 1988 e nel 1993 e continuiamo a riconoscere questo diritto".

Abu Mazen: “Attacchi del 7 Ottobre non rappresentano i palestinesi”

Gli attacchi di Hamas del 7 ottobre in Israele "non rappresentano il popolo palestinese": lo ha detto il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, in videocollegamento all'Assemblea Generale dell'Onu.

Katz: “Potente attacco contro obiettivi in Yemen”

L'aeronautica militare israeliana ha colpito gli accampamenti militari degli Houthi e le riserve di droni d'attacco nello Yemen: lo ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz, come riportano i media israeliani. "Abbiamo appena sferrato un potente attacco contro numerosi obiettivi terroristici dell'organizzazione terroristica Houthi a Sanàa, nell'ambito dell'operazione 'Pacchetto di passaggio'", ha scritto Katz su X. "Come ho promesso ieri, chiunque ci faccia del male verrà danneggiato sette volte tanto", ha aggiunto Katz.

Abu Mazen all’Onu: “Hamas non avrà un ruolo nel governo”

"Hamas non avrà un ruolo nel governo, dovranno consegnare le loro armi all'Anp come parte della costruzione di un solo stato, una sola legge e una sola forza di sicurezza. Non vogliamo uno stato armato". Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen parlando in videoconferenza all'Assemblea Generale Onu.

Abu Mazen all’Onu: “L’attacco di Israele al Qatar è un'escalation”

Il presidente palestinese Abu Mazen parlando in videoconferenza all'Assemblea Generale Onu ha condannato nuovamente l'attacco di Israele contro il Qatar, che ha costituito "una chiara violazione della legge internazionale e costituisce una escalation".

Abu Mazen: “Da Israele non una semplice aggressione ma un crimine contro l’umanità”

"Quello che Israele sta perpetrando non è una semplice aggressione, è un crimine di guerra e un crimine contro l'umanità, documentato e monitorato, e sarà registrato nei libri di storia e nelle pagine della coscienza internazionale come uno dei capitoli più orribili della tragedia umanitaria del XX e XXI secolo". Lo ha detto il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Mahmoud Abbas intervenendo all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. "In questi due anni il nostro popolo nella Striscia di Gaza ha dovuto affrontare una guerra di genocidio, distruzione, fame e sfollamento", ha detto Abbas in collegamento video.

Abu Mazen: “La guerra a Gaza capitolo tra i peggiori della storia”

La guerra di Israele a Gaza "sarà ricordato come uno dei capitoli più orribili del XX e del XXI secolo": lo ha detto il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, in videocollegamento all'Assemblea Generale dell'Onu.

Attivisti: “Da Sa'ar propaganda, noi siamo cittadini pacifici”

"Non credete a una sola parola della propaganda del ministro degli Esteri israeliano" Gideon Sa'ar, "noi siamo cittadini pacifici, accademici, dottori, lavoratori, veterani Usa, siamo persone che chiedono giustizia per i palestinesi". Lo ha detto in conferenza stampa l'attivista greca della Global Sumud Flotilla, Kleoniki Alexopoulou. "Non abbandoneremo la nostra lotta, siamo nel momento più critico, stiamo arrivando a Gaza", ha detto, esortando ad essere "fiduciosi e ottimisti". "Vinceremo perché abbiamo ragione", ha aggiunto.

Abu Mazen all’Onu: “Per 2 anni genocidio di palestinesi a Gaza”

"Da due anni quasi la gente palestinese a Gaza sta vivendo un genocidio fatto di uccisioni e fame. Una guerra dove gli occupanti israeliani compiono crimini contro l'umanità, documentati e monitorati": lo ha detto il leader dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, in videocollegamento all'Assemblea Generale dell'Onu dopo che l'amministrazione Trump gli ha negato il visto.

Flotilla: “I media non pubblichino menzogne, può fare la differenza tra la vita e la morte”

"Chiedo a ogni giornalista, a ogni redazione, a ogni media: non amplificate affermazioni israeliane ingiuste e non verificate come se fossero fatti. Pretendete prove.
Chiedete responsabilità. Perché ciò che pubblicate o trasmettete può fare la differenza tra la vita e la morte per Gaza e per i civili su queste navi". Questo l'appello lanciato da Yasemin Acar, membro del comitato direttivo della Global Sumud Flotilla.

Acar ha ricordato il precedente del 2010, quando "le forze israeliane abbordarono in acque internazionali la nave Mavi Marmara, uccidendo dieci civili", diffondendo poi "false accuse di armi e terrorismo che furono smentite dalle indagini indipendenti, incluso il rapporto dell'Onu". Secondo Acar, Israele ripete lo stesso schema: "riciclare menzogne per giustificare la violenza prima che accada, fabbricare minacce per attaccare convogli umanitari, ospedali, giornalisti e infrastrutture civili".

"Gaza non è una minaccia. È un popolo sotto assedio, dove oltre metà della popolazione sono bambini e persino gli aiuti umanitari sono trattati come atti di guerra", ha sottolineato. "Navighiamo perché i governi non fermano i crimini di Israele contro l'umanità. Navighiamo perché l'umanità lo esige. E soprattutto, navighiamo perché i palestinesi sono nostri fratelli e sorelle, e vale la pena di lottare per loro", ha concluso.

Vescovi tedeschi: “Il diritto di Israele alla difesa non è illimitato”

"Il diritto di Israele all'autodifesa è fuori discussione. Tuttavia, esso non è illimitato, ma soggetto alle restrizioni imposte dal diritto internazionale": è quanto si legge in un documento pubblicato dalla Conferenza episcopale tedesca a conclusione della sua assemblea generale tenuta a Fulda.


Nella nota i vescovi tedeschi tornano a manifestare preoccupazione per il crescente antisemitismo: "Nonostante tutte le critiche necessarie alla politica di Israele, occorre anche affermare chiaramente che esiste una profonda differenza tra la critica giustificata alle azioni del governo israeliano da un lato e l'ostilità nei confronti delle persone di fede ebraica dall'altro. Con l'attacco terroristico di Hamas contro Israele, l'antisemitismo legato a Israele è aumentato notevolmente in tutto il mondo: gli ebrei vengono ritenuti responsabili in modo generalizzato della politica del governo israeliano. Dal punto di vista della Chiesa è chiaro: l'antisemitismo e l'odio verso gli ebrei devono essere condannati in ogni forma e in ogni contesto".


Nell'illustrare il contenuto del documento alla stampa, il presidente della Conferenza, il vescovo Georg Baetzing ha affermato: "avevamo l'impressione che la situazione in Medio Oriente, in Terra Santa e la guerra a Gaza richiedessero una presa di posizione da parte nostra, non solo perché molti fedeli se lo aspettavano, ma anche perché io personalmente e molti dei miei confratelli sentivamo l'esigenza interiore di dire qualcosa su questa situazione straordinaria". Ecco perché per Baetzing: "insieme a Papa Leone chiediamo la fine del conflitto militare, la violenza deve cessare immediatamente e chiediamo la pace per Israele e Palestina".

Deputati democratici scrivono a Trump: “Riconoscere la Palestina”

I deputati democratici chiedono a Donald Trump di riconoscere lo stato palestinese. I liberal recapiteranno domani una lettera al presidente e al segretario di Stato Marco Rubio per chiedere il riconoscimento ufficiale.


"Incoraggiamo i governi dei paesi che non hanno riconosciuto ancora lo stato palestinese, inclusi gli Stati Uniti, a farlo", si legge nella missiva riportata dal Guardian e firmata da 46 deputati democratici.

Flotilla Gaza: "Non abbandoneremo la nostra lotta"

"Non abbandoneremo la nostra lotta, siamo nel momento più critico". Lo ha dichiarato Kleoniki Alexopoulou, del Comitato direttivo della Global Sumud Flotilla (Gsf), intervenuta alla conferenza stampa d'emergenza convocata dalla Gsf per allertare la comunità internazionale su "informazioni credibili che indicano che Israele è probabilmente intenzionato ad intensificare attacchi violenti contro la flottiglia entro le prossime 48 ore".


Israele "non ci fermerà", ha detto poco prima di Alexopoulou, Nkosi Zwelivelile Mandela, ex membro del Parlamento del Sudafrica. "Non fermeremo i nostri sforzi fino a che non si ferma il genocidio", ha aggiunto il nipote del leader sudafricano Nelson Mandela.

Media: “Raid d'Israele contro Sanaa in Yemen”

Le forze israeliane hanno attaccato la capitale yemenita Sanaa: lo riferisce la Tv Al Masirah, gestita dagli Houthi. L'emittente, ripresa dai media ebraici, non ha fornito immediatamente ulteriori dettagli sull'attacco.

Slovenia mette al bando Netanyahu, vietato l’ingresso

La Slovenia ha decretato un divieto di ingresso nel Paese al premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo ha annunciato il ministero degli Esteri di Lubiana, citato da Reuters. Dopo aver riconosciuto l'anno scorso uno Stato di Palestina, il Paese dell'Ue ha decretato misure simili lo scorso luglio nei confronti di due ministri israeliani di estrema destra, Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir. Inoltre, ad agosto ha imposto un embargo sulle armi a Israele e ha introdotto un divieto sulle importazioni di beni prodotti nei Territori palestinesi.

Times: “L’Uefa valuta la sospensione di Israele”

L'Uefa starebbe valutando la sospensione di Israele da tutte le competizioni calcistiche internazionali e una decisione "è attesa la prossima settimana, con la maggioranza dei membri favorevole". Lo scrive il britannico Times.


Una eventuale decisione in tal senso chiuderebbe le porte ai prossimi Mondiali e comporterebbe l'esclusione del Maccabi Tel Aviv dall'Europa League. Il ministro israeliano dello sport, Miki Zohar, ha affermato ai media israeliani di "essere al lavoro con il premier Benjamin Netanyahu per impedire questa mossa".

Idf: “700mila palestinesi scappati da Gaza City verso sud”

Sono 700.000 i palestinesi fuggiti da Gaza City verso sud dalla fine di agosto, mentre l'esercito israeliano intensifica un'operazione di terra contro la città e i bombardamenti proseguono incessanti. Sono le cifre fornite dall'Idf. Secondo l'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, Ocha, da metà agosto sono stati registrati 388.400 movimenti di sfollati, la maggior parte dei quali da Gaza City.

AP e Reuters: “Israele chiarisca sul raid che uccise giornalisti”

Reuters e Associated Press hanno chiesto a Israele di spiegare cosa sia accaduto durante l'attacco del mese scorso a un ospedale di Gaza, in cui sono rimasti uccisi cinque giornalisti, sollecitando azioni concrete per garantire che non si ripeta più. Le due agenzie, attraverso le rispettive direttrici, Alessandra Galloni e Julie Pace, hanno esortato il governo israeliano a "spiegare la morte di questi giornalisti e a compiere ogni passo necessario per proteggere chi continua a seguire questo conflitto". La dichiarazione è arrivata in occasione del primo mese dall'attacco. Tra le vittime figuravano cinque giornalisti: la fotoreporter Mariam Dagga, che lavorava per AP e altre testate; il cameraman di Reuters Hussam al-Masri e il freelance Moaz Abu Taha, le cui collaborazioni erano state pubblicate anche da Reuters. Nell'attacco sono morte in totale altre 17 persone. "Rinnoviamo la nostra richiesta di un resoconto chiaro da parte delle autorità israeliane e invitiamo il governo a rispettare i suoi obblighi a tutela della libertà di stampa e della protezione dei giornalisti", si legge nella nota congiunta di AP e Reuters. "Siamo ancora devastati e indignati per la loro morte". I giornalisti sono morti al Nasser Hospital, che le agenzie hanno ricordato essere un luogo protetto dal diritto internazionale e "ampiamente riconosciuto come cruciale per la copertura delle notizie da Gaza". "Un episodio di tale gravità richiede una spiegazione pronta e trasparente, seguita da assunzione di responsabilità e da azioni concrete per garantire che simili attacchi non si ripetano", prosegue la dichiarazione. Le due agenzie avevano già inviato una lettera congiunta subito dopo l'attacco, alla quale Israele non ha risposto. L'esercito israeliano ha affermato di aver aperto un'indagine sull'accaduto. La dichiarazione delle agenzie è stata diffusa alla vigilia del discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu davanti all'Assemblea generale dell'Onu.

Media Striscia: “Madre e figli morti a Gaza City per ritardi dell’Idf”

I media di Gaza, rilanciati dai portali ebraici come il Times of Israel, riferiscono che Radah Rabah, residente a Gaza City, è stata uccisa dopo essere rimasta intrappolata sotto le macerie della sua casa nel quartiere di Tel al-Hawa, nella parte orientale della città, insieme ai suoi due figli e al fratello. Secondo quanto riportato, Rabah ha chiamato più volte amici e familiari lunedì pomeriggio, dicendo loro che lei e la sua famiglia erano rimasti intrappolati in casa dopo un attacco aereo.


Secondo quanto ricostruito dai media, le squadre di soccorso hanno ricevuto l'autorizzazione dall'Idf solo due giorni dopo, ieri sera, per arrivare sul posto e tentare di salvare le vittime. In seguito, hanno annunciato di non essere riusciti a localizzare nessuno sul luogo gravemente distrutto. Rispondendo alle accuse, l'Idf ha dichiarato che "secondo la posizione e gli orari forniti, non risulta che sia avvenuto alcun attacco nella zona". "Durante la notte, è pervenuta una richiesta da parte di organizzazioni umanitarie internazionali per coordinare l'evacuazione del quartiere; nelle ultime ore, il coordinamento è stato approvato e viene eseguito per evacuare le persone dalla zona", ha sottolineato. "Sottolineiamo che l'area è una zona di combattimento attiva, dove si stanno svolgendo intense attività operative contro terroristi e obiettivi terroristici. Pertanto, tutte le richieste di coordinamento sono approvate in base alla situazione operativa nell'area", afferma l'esercito.

Idf: “Hamas ha tentato di lanciare un missile contro un elicottero israeliano”

Agenti di Hamas hanno tentato di lanciare un missile antiaereo contro un elicottero dell'aeronautica militare israeliana sopra la città di Gaza. Lo ha riferito l'Idf, aggiungendo che il missile non è riuscito a colpire l'elicottero e non sono stati causati danni o feriti e che ha continuato la sua missione di assistenza alle truppe da combattimento nella zona".

Idf: “Negli ultimi giorni colpiti dai jet 170 obiettivi”

L'aeronautica militare israeliana ha colpito oltre 170 obiettivi nella Striscia di Gaza nei giorni scorsi, mentre le truppe avanzano ulteriormente nella città di Gaza nel mezzo di una nuova offensiva contro Hamas, afferma l'IDF. L'esercito afferma che tra gli obiettivi colpiti dall'IAF figurano terroristi, edifici utilizzati da gruppi terroristici, depositi di armi e altre infrastrutture.
A Gaza, la 98a Divisione ha diretto attacchi con droni su circa 20 obiettivi, tra cui un agente terroristico che stava pianificando un attentato, altri uomini armati e un deposito di armi, afferma l'IDF. Anche la 162 e la 36 divisione sono operative a Gaza City e, nei giorni scorsi, hanno ucciso altri agenti e distrutto infrastrutture utilizzate da gruppi terroristici, afferma l'esercito.

Sonia Gandhi: “Sulla Palestina dal governo dell’India solo silenzio”

"L'India deve prendere la leadership sulla Palestina": lo scrive la presidente del partito del Congresso Sonia Gandhi in un articolo pubblicato sul quotidiano indiano The Hindu, in cui accusa il governo indiano di avere dato sinora "una risposta caratterizzata da un profondo silenzio e dall'abdicazione dell'umanità e dell'etica".


Secondo Sonia Gandhi le scelte di Delhi sono state dettate dal rapporto personale tra il premier Modi e quello israeliano Netanyahu, più che dai valori costituzionali dell'India e dai suoi interessi strategici.


Gandhi, dopo avere citato i 150 paesi che riconoscono lo stato di Palestina, ha ricordato che l'India ha aperto questa strada già nel 1988, riconoscendo la Palestina dopo anni di sostegno all'Olp. Per la leader del partito del Congresso dopo "il brutale e inumano attacco di Hamas il 7 ottobre contro civili israeliani, la risposta di Israele è stata un genocidio, con l'uccisione di 55mila palestinesi, di cui 17 mila bambini".


Gandhi ha sottolineato anche che appena due settimane fa Delhi non solo ha siglato un accordo di investimenti bilaterali con Israele, ma ha anche ospitato il controverso ministro delle finanze israeliano, Bezalel Smotrich, esponente della destra radicale, che ha ripetutamente incitato alla violenza contro i palestinesi in Cisgiordania. "Abbiamo sempre manifestato empatia per la dignità della lotta palestinese; oggi dobbiamo tradurre questa empatia in azioni concrete. Non si tratta di schierarsi nel confiltto Isralele-Palestina a favore dell'una o dell'altra parte, ma di agire coerentemente con i principi che hanno da sempre guidato la nostra nazione, e ai quali era ancorato il nostro movimento per la libertà".

Viceministro degli Esteri di Israele: “La Flotilla è finanziata da Hamas, cercano attenzione”

La Flotilla? "Abbiamo offerto molte opzioni. Abbiamo proposto di portare gli aiuti umanitari ad Ashkelon, e ci saremmo assicurati che arrivassero. Ma non è questo che vogliono davvero. Questa flottiglia è stata finanziata e organizzata da persone affiliate a Hamas", dice la viceministra degli Esteri di Israele, Sharren Haskel, intervistata dall'Adnkronos. "Si tratta di persone in cerca di attenzione. La quantità di aiuti che portano è dieci volte inferiore a quella già presente a Gaza, pronta per essere ritirata dai camion dell'Onu. Più del 90% dei beni dell'Onu non raggiunge la destinazione, per incapacità logistica o per il coinvolgimento di Hamas", attacca la politica israeliana.

Viceministro degli Esteri di Israele: “Chi riconosce la Palestina premia i terroristi”

I Paesi che in sede Onu stanno riconoscendo la Palestina "hanno scelto di premiare Hamas, un'organizzazione terroristica, con uno Stato, subito dopo il peggior massacro di ebrei dalla Shoah. Questo fa una grande differenza, non solo per Israele, ma per il mondo intero, perché le organizzazioni terroristiche imparano dalle azioni della comunità internazionale". Lo dice la viceministra degli Esteri di Israele, Sharren Haskel, intervistata dall'Adnkronos mentre a New York è in corso l'assemblea generale delle Nazioni Unite.

Durissimo il giudizio sulla Francia. Il Paese di Emmanuel Macron, attacca la viceministra degli Esteri di Israele, "ha guidato, celebrato e spinto questo processo, in alcuni casi persino corrompendo altri Paesi per ottenere questa dichiarazione". "Ci deve essere una risposta forte" sul piano diplomatico, rimarca Haskel: "Quando il primo ministro tornerà in Israele, prenderà la sua decisione basandosi sui suggerimenti sul suo tavolo".

Ambasciatore d'Israele: “Il rifiuto di trasferire aiuti è una provocazione, serve a Hamas”

"Il rifiuto da parte della flottiglia di Hamas della proposta israeliana di trasferire eventuali aiuti al vicino porto turistico di Ashkelon, da dove verrebbero pacificamente consegnati a Gaza, dimostra ancora una volta che questa flottiglia vuol essere una provocazione e servire Hamas, non consegnare aiuti umanitari". Così a LaPresse l'ambasciata d'Israele in Italia. "Lo ribadiamo: se le loro intenzioni sono sincere, dovrebbero trasferire tali aiuti al vicino porto di Ashkelon, in modo che possano essere tempestivamente trasferiti alla Striscia di Gaza in modo non violento", aggiunge l'ambasciata.

Ministero della Salute di Gaza: “83 morti e 216 feriti nell’ultimo giorno”

Il ministero della Salute di Gaza, guidato da Hamas, ha riferito che negli ospedali della Striscia di Gaza sono stati registrati nell'ultimo giorno 83 palestinesi uccisi e 216 feriti a causa del fuoco delle Idf nelle ultime 24 ore. Sette delle persone uccise e 50 dei feriti sono stati colpiti mentre attendevano gli aiuti umanitari. Dall'inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, sono stati uccisi 65.427 palestinesi e 167.376 sono rimasti feriti.

Tel Aviv, la polizia: l’esplosione di stamane un atto di criminalità

L'esplosione di un'auto stamani a Tel Aviv giovedì è stata identificata come un atto di criminalità dalla polizia israeliana, che ha portato alla chiusura al traffico di un tratto di via La Guardia, ma non sono stati forniti ulteriori dettagli. In precedenza, il canale israeliano Channel 12 aveva riferito che l'esplosione aveva provocato feriti.

Channel 12: auto esplode a Tel Aviv, feriti

Il canale israeliano Channel 12 ha riferito che un'auto è esplosa a Tel Aviv, provocando feriti. La causa dell'esplosione non è stata immediatamente chiara e il canale non ha fornito ulteriori dettagli.

Le forze israeliane avanzano ancora a Gaza City

Le forze israeliane sono avanzate ulteriormente stamane a Gaza City, mentre il primo ministro Benjamin Netanyahu è a New York per parlare all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Uccise almeno 19 persone nell'enclave palestinese, hanno dichiarato le autorità sanitarie locali. Tra queste, 11 persone appartenenti a due famiglie nella città di Zawayda, nella Striscia di Gaza centrale, dove gli aerei hanno colpito un edificio residenziale.
L'esercito israeliano non ha commentato l'incidente, ma ha affermato di aver colpito 170 obiettivi in ??tutta Gaza nelle ultime 24 ore e di aver attaccato "infrastrutture terroristiche" utilizzate da gruppi militanti per attaccare i soldati.

Cisgiordania, uccisi due palestinesi a Tammun durante incursione israeliana

Due palestinesi sono stati uccisi all'alba di oggi dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tammun, nel nord della Cisgiordania, e hanno assediato una casa nella periferia orientale. Lo riporta l'agenzia di stampa palestinese Wafa, citando fonti locali e testimoni, secondo cui il raid è iniziato poco dopo mezzanotte, quando unità speciali si sono infiltrate nella città, circondando un edificio residenziale e provocando scontri nella zona. Il ministero della Salute palestinese ha identificato le due vittime come Mohammad Qasem Suleiman, 29 anni, e Alaa Jawdat Bani Odeh, 20 anni. Wafa aggiunge che le forze israeliane si sono ritirate da Tammun dopo quasi 3 ore, portando con sé i corpi dei due giovani uccisi.

Wafa, almeno 18 morti in attacchi a Gaza e Cisgiordania

Diversi palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in attacchi israeliani dalle prime ore di questa mattina nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. Lo riporta l'agenzia palestinese Wafa. Ad Al-Zawaida, nella Striscia di Gaza centrale, un attacco ha causato 11 morti e decine di feriti. A Khan Younis, 4 palestinesi sono stati uccisi e altri feriti in un raid aereo. Un altro civile è stato ucciso a Bani Suhaila. Inoltre, secondo fonti locali citate da Wafa, 2 palestinesi sono stati uccisi all'alba dopo che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella città di Tammun, a nord della Cisgiordania

Media: ok condizionato di Israele per il ritorno dei profughi in Cisgiordania

Israele ha trasmesso all'Autorità nazionale palestinese le condizioni per il ritorno alle loro case dei residenti dei campi profughi palestinesi nella Cisgiordania settentrionale.
Lo riporta il quotidiano libanese Al-Akhbar secondo cui le condizioni, approvate tramite gli Stati Uniti, includono il ritiro dell'Agenzia delle Nazioni Unite Unrwa dai campi, la loro ridenominazione e la loro trasformazione in quartieri di Jenin e Tulkarem, in altre parole il trasferimento della responsabilità amministrativa alle municipalità palestinesi. Secondo il quotidiano, Israele effettuerà controlli di sicurezza e deciderà chi potrà tornare nei campi. Secondo il giornale libanese, la "roadmap" di Israele per il ritorno degli sfollati e il loro ritiro dai campi include la costruzione di un rapporto di fiducia tra Israele e l'Autorità Nazionale Palestinese; il ripristino delle infrastrutture da parte dell'Autorità nazionale palestinese sotto il pieno controllo dell'Idf, in concomitanza con la presenza delle forze di sicurezza palestinesi; l'impegno dell'Anp a rispettare la nuova disposizione dei campi progettata da Israele, con strade ampie e il divieto di ritorno alle case distrutte; l'istituzione di un centro di sicurezza congiunto nei campi; e l'impegno dell'Autorità a reinsediare circa il 50% dei residenti al di fuori dei campi.

Media: 15 morti a Gaza in raid Israele dall'alba

È di 15 palestinesi uccisi il bilancio dei raid aerei israeliani che hanno colpito dall'alba la Striscia di Gaza. Lo riferisce Al-Jazeera, citando fonti ospedaliere.

Netanyahu: “All'Onu per dire la nostra verità”

"All'Assemblea generale delle Nazioni Unite dirò la nostra verità: la verità sui cittadini di Israele, la verità sui nostri soldati e la verità sul nostro Paese. Denuncerò quei leader che, invece di attaccare gli assassini, gli stupratori e i massacratori di bambini, vogliono dare loro uno Stato nel cuore della Terra d'Israele. Questo non accadrà". Lo ha detto - come riporta il Times of Israel - il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sulla pista dell'aeroporto Ben Gurion, prima di salire sul suo aereo per New York.

Attacco aereo israeliano su Gaza, 11 morti

La Protezione Civile della Striscia di Gaza ha riportato 11 morti nelle prime ore di oggi in un attacco israeliano a una casa che ospitava sfollati nel territorio palestinese centrale. "Undici persone sono state uccise e diverse sono disperse o ferite dopo un attacco aereo israeliano su una casa della famiglia Abu Dahrouj che ospitava gli sfollati a nord di Al-Zawaida", ha detto all'AFP il portavoce della Protezione civile Mahmoud Bassil. Secondo i servizi di emergenza, tra le vittime ci sono "diversi bambini". L'esercito israeliano attacca quotidianamente la Striscia di Gaza, dove il 16 settembre ha lanciato una grande offensiva aerea e terrestre su Gaza City per annientare Hamas, costringendo centinaia di migliaia di persone a fuggire a sud.

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