Secondo i media, i negoziati per l'attuazione del piano Trump inizieranno domani in Egitto. La delegazione israeliana sarà guidata dal ministro Ron Dermer. Ci sarà anche l'inviato americano Steve Witkoff, già partito alla volta del Cairo. Intanto Hamas precisa: “Non saremo in grado di rilasciare tutti gli ostaggi in 72 ore. E non è l'unico tema su cui ci sarà da discutere”. A Gaza City, l’Idf avrebbe ricevuto ordini passare a operazioni esculsivamente difensive, ma avvertte i gazawi: “Non tornate, circondiamo la città ed è ancora pericoloso”.
Trump: “Israele ha accettato la linea di ritiro iniziale”
"Dopo le negoziazioni, Israele ha accettato la linea di ritiro iniziale, che abbiamo mostrato e condiviso con Hamas": lo annuncia Donald Trump su Truth
Trump: “Quando Hamas conferma, il cessate il fuoco sarà immediatamente effettivo”
Trump: “Quando Hamas conferma, il cessate il fuoco sarà immediatamente effettivo”
Herzog: “Sostegno a Netanyahu per riportare indietro gli ostaggi”
"Esprimo il mio pieno sostegno al primo ministro Benjamin Netanyahu nel prendere le decisioni necessarie per attuare il piano e riportare indietro tutti i nostri ostaggi. Facciamo in modo che le nostre preghiere si avverino". Lo ha scritto su X il presidente israeliano, Isaac Herzog, dopo il messaggio video del capo del governo.
"Mentre celebriamo il secondo anniversario delle orribili atrocità di Hamas del 7 ottobre, il popolo di Israele è unito nella preghiera, nello scopo e nella speranza: per la pace, per la sicurezza e per il ritorno urgente e immediato di tutti gli ostaggi ancora bloccati a Gaza", ha sottolineato Herzog, che ha tenuto a ringraziare "di cuore" il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "per la sua leadership e la sua chiarezza morale nel presentare un piano concreto che offre una reale speranza di cambiamento".
Media: “61 morti in raid Israele dall'alba, 45 a Gaza City”
Sono saliti a 61 i palestinesi uccisi dall'alba in attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza, di cui 45 nella sola Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti mediche.
Francesi della Flotilla non ancora liberati, in arresto deputata
Tra le decine di stranieri della Flotilla fermati dalle forze israeliane e rilasciati oggi, non ci sono francesi. I 35 dimostranti arrestati quando le imbarcazioni sono state intercettate, sono ancora in stato di fermo e - secondo quanto si apprende a Parigi - i loro avvocati si apprestano a sporgere denuncia per "detenzione arbitraria" e "sequestro di nave".
"Un aereo turco noleggiato dall'ambasciata di Turchia a Tel Aviv con 137 manifestanti a bordo di diversi paesi, fra i quali Turchia, Italia, Stati Uniti, Gran Bretagna, Kuwait, Algeria, Tunisia, Marocco, Mauritania, Libia, Giordania, Svizzera Bahrein e Malaysia, ha potuto decollare - scrive in un tweet il leader de La France Insoumise, Jean-Luc Mélenchon - I francesi restano sequestrati nelle prigioni dei rapitori israeliani".
Anche una deputata del partito di Mélenchon, Marie Mesmeur, sarebbe ancora in stato di arresto e - secondo quanto comunicato ai suoi familiari - sarebbe stata trasferita in un carcere nella regione del Negev.
A Tunisi, migliaia in piazza per il popolo palestinese
Migliaia di persone hanno sfilato oggi a Tunisi per chiedere la liberazione dei tunisini arrestati in Israele dopo l'intercettazione della Global Sumud Flotilla e per esprimere sostegno alla popolazione palestinese. Il corteo è partito da Place du Passage con arrivo sull'avenue Habib Bourguiba, su convocazione della Commissione nazionale di sostegno alla resistenza in Palestina, che ha indicato percorso e orari e ha rimarcato al centro della piattaforma la liberazione dei connazionali fermati in mare. L'appello è stato rilanciato dal Sindacato nazionale dei giornalisti tunisini, e dall'Ordine degli Avvocati tunisini.
Nel mirino dei manifestanti l'azione della Marina israeliana che, tra mercoledì e giovedì, ha fermato in mare la Global Sumud Flotilla. Secondo quanto riferito dalla Commissione e ripreso dalla stampa locale, erano 28 i tunisini tra i circa 470 fermati, trasferiti nel complesso penitenziario di Ketziot, nel deserto del Negev, in attesa delle procedure di espulsione.
Dieci dei 28 sono già atterrati ad Istanbul insieme ad un primo gruppo di partecipanti della Flotilla espulsi da Israele. La mobilitazione odierna arriva dopo due giorni di sit-in e presidi nella capitale, anche davanti all'ambasciata Usa. La marcia di oggi è stata accompagnata da cori e cartelli contro il "genocidio" a Gaza e contro l'uso della forza in mare.
In 120mila si radunano a Tel Aviv per gli ostaggi
"Sono 120mila le persone che si sono radunate a piazza degli Ostaggi a Tel Aviv per la manifestazione che segna il doloroso secondo anniversario dal 7 ottobre". Lo riferisce il Forum delle famiglie dei rapiti.
Netanyahu: “Spero nell’annuncio del rilascio di tutti gli ostaggi nei prossimi giorni”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che spera di poter annunciare il rilascio di tutti gli ostaggi da Gaza "nei prossimi giorni". In una breve dichiarazione, Netanyahu ha affermato di aver inviato una delegazione in Egitto "per definire i dettagli tecnici", aggiungendo che "il nostro obiettivo è quello di concludere questi negoziati entro pochi giorni". Il premier israeliano ha annunciato di aver accettato alcuni elementi del piano Usa. Il presidente Usa Donald Trump ha accolto con favore la dichiarazione di Hamas, ma sabato ha avvertito che "Hamas deve agire rapidamente, altrimenti tutto sarà compromesso". Da lunedì in Egitto si terranno colloqui indiretti fra Israele e Hamas sul nuovo piano Usa.
Netanyahu: “Pressioni su Hamas, negoziato durerà pochi giorni”
"Gli Stati Uniti e Israele limiteranno i negoziati a pochi giorni. Poi Hamas verrà smantellato, militarmente o politicamente". Lo ha detto il primo ministro israeliano in una dichiarazione. Secondo Netanyahu, il cambio di atteggiamento di Hamas è stato dovuto alla "pressione militare e diplomatica che abbiamo esercitato. C'era chi escludeva la possibilità che saremmo riusciti a ottenere il rilascio di tutti i nostri ostaggi senza un ritiro completo. Vi dico: questo è reale. E con l'aiuto di Dio, accadrà molto presto". "Ho incaricato la squadra negoziale di recarsi in Egitto per definire i dettagli tecnici. L'intenzione è di limitare i negoziati a pochi giorni", ha continuato.
Netanyahu: “Hamas sarà smantellato, costretto a ok al piano”
Stati Uniti e Israele limiteranno i negoziati a pochi giorni. Poi Hamas verrà smantellato, militarmente o politicamente. Hamas è stato costretto ad accettare il piano Trump". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Netanyahu: “Spero che i rapiti tornino per festa Sukkot”
"Spero che durante la festività di Sukkot (dal 6 al 12 ottobre) potrò annunciare il ritorno di tutti i nostri rapiti, mentre l'Idf rimane in profondità nella Striscia. Il nostro esercito rimarrà nei territori che controlla nella Striscia di Gaza". Lo ha dichiarato il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
Netanyahu: “Con gli Usa limiteremo i negoziati a pochi giorni”
Netanyahu: “Con gli Usa limiteremo i negoziati a pochi giorni”
Netanyahu: “Hamas rilascerà gli ostaggi e l’Idf resterà a Gaza”
Netanyahu: “Hamas rilascerà gli ostaggi e l’Idf resterà a Gaza”
Herzog a Netanyahu: “Agire con ogni mezzo per approvare il piano”
Il presidente israeliano, Isaac Herzog, invita il primo ministro Benjamin Netanyahu "a continuare ad agire in ogni modo e con ogni strumento per portare avanti rapidamente il piano presentato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e, prima di tutto, a riportare a casa i nostri cari". Herzog, in un post su X, afferma che Israele si trova in un "momento di opportunità e spero che apra anche una finestra sul 'giorno dopo': con il ritorno degli ostaggi, con una completa trasformazione della realtà nella Striscia di Gaza e nell'intero Medio Oriente, con la creazione di nuovi canali diplomatici per l'integrazione di Israele nel Medio Oriente e con una completa guarigione e riparazione all'interno della società israeliana in ogni senso".
Netanyahu: “Siamo sul punto di un grande traguardo”
"Siamo sul punto di raggiungere un grande risultato. Spero di potervi annunciare il rilascio di tutti i nostri ostaggi, in un colpo solo". Lo ha detto Benyamin Netanyahu in una dichiarazione ai media registrata in ebraico
Netanyahu: “Non ho mai rinunciato a liberare tutti gli ostaggi”
"Non ho mai rinunciato a liberare tutti gli ostaggi". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu
Netanyahu: “Ho coordinato con Trump la mossa diplomatica”
"Al fine di restituire i restanti 48 ostaggi, qualche settimana fa ho ordinato all'Idf di entrare nella roccaforte più importante di Hamas, Gaza City. Allo stesso tempo, ho coordinato con il Presidente Trump e il suo team una mossa diplomatica che ha ribaltato la situazione in un istante: invece di Israele isolato, è Hamas ad essere isolata". Lo ha detto in un messaggio registrato ai media il premier Benjamin Netanyahu.
Fonti di Hamas: “Dall’alba 57 morti nella Striscia di Gaza”
Almeno 57 persone sono state uccise dall'alba nella Striscia di Gaza in seguito a raid aerei israeliani, nonostante l'appello del presidente americano Donald Trump a interrompere immediatamente l'offensiva nell'enclave palestinese. Lo ha riferito Mahmoud Bassal, portavoce della Difesa civile di Gaza, struttura di soccorso che fa capo al movimento islamista Hamas, precisando che 40 delle vittime sono state registrate a Gaza City.
Netanyahu: “Prima rientro degli ostaggi, poi il resto”
"Prima riportare gli ostaggi, poi verrà il resto. Ritengo che ci siano buone possibilità di arrivare a questo risultato". Lo ha detto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un'intervista al canale israeliano Channel 12.
Egitto: “I negoziati iniziano lunedì a Sharm el-Sheik”
Il ministero degli Esteri egiziano ha confermato che i colloqui sull'accordo per il rilascio degli ostaggi e la fine della guerra a Gaza inizieranno lunedì. "Nell'ambito degli sforzi egiziani in corso in coordinamento con i mediatori per porre fine alla guerra nella Striscia, l'Egitto ospiterà due delegazioni di Israele e Hamas il 6 ottobre per discutere i termini e i dettagli dello scambio di tutti gli ostaggi israeliani e dei detenuti palestinesi, in conformità con la proposta del Presidente Trump". I colloqui si apriranno a Sharm el-Sheik
Fonti: “Ben Gvir vota contro accordo ma non si dimetterà”
Fonti vicine al Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, fanno sapere che "voterà contro l'accordo nel governo, ma non si dimetterà in questa fase. La sua linea rossa è non disarmare Hamas". Lo riportano i media israeliani. L stesse fonti hanno anche affermato che "Ben-Gvir dirà a Netanyahu che se Hamas continuerà a esistere, lui non farà parte del governo".
Trump: “Bibi ha esagerato, riporterò sostegno a Israele”
Donald Trump ha detto in una intervista ad Axios che la guerra a Gaza ha isolato Israele a livello internazionale, e ha sottolineato che uno dei suoi obiettivi nel porvi fine è quello di ristabilire la reputazione di Israele nel mondo. "Bibi è andato troppo oltre e Israele ha perso molto sostegno nel mondo. Ora io riporterò indietro tutto quel sostegno", ha dichiarato.
Trump: “Erdogan ha aiutato molto per pressing su Hamas”
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha "aiutato molto" nel fare pressione su Hamas a proposito del rilascio degli ostaggi. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump, in un'intervista alla testata Axios. "Erdogan ha aiutato molto. È un tipo tosto, ma è un mio amico ed è stato fantastico", ha aggiunto il tycoon.
Ben Gvir evoca l’uscita dal governo
Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha dichiarato di aver informato il primo ministro, Benjamin Netanyahu, che "se, dopo il rilascio di tutti gli ostaggi, l'organizzazione terroristica Hamas continuerà a esistere", il suo partito, Otzma Yehudit, non farà più parte del governo. "Non saremo complici di una sconfitta nazionale che sarà una vergogna per i secoli a venire e che si trasformerà in una bomba a orologeria per il prossimo massacro", ha affermato.
Smotrich: “Grave errore lo stop delle operazioni a Gaza”
La decisione del primo ministro, Benjamin Netanyahu, di interrompere le operazioni militari a Gaza City e di avviare colloqui di pace è stata un "grave errore". Lo ha dichiarato il ministro israeliano delle Finanze, Bezalel Smotrich, nel suo primo commento da quando Hamas ha dichiarato di aver accettato il piano del presidente Donald Trump.
Netanyahu: “Gli Usa non riapriranno clausole su negoziato ostaggi”
"Jared Kushner e Steve Witkoff arriveranno presto per concludere. Non vengono per fare giochetti. Non sono pronti a riaprire alcuna clausola relativa al rilascio degli ostaggi". Lo dice il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu a Channel 12 in merito agli imminenti negoziati in Egitto per il rilascio degli ostaggi israeliani nella prima fase del piano del Presidente degli Stati Uniti Trump per porre fine alla guerra a Gaza "Prima portate gli ostaggi, poi arriveranno gli altri. Credo che ci siano buone probabilità che ci riusciremo"., ha aggiunto. I due collaboratori di Trump, Kushner, suo genero e stretto consigliere per il Medio Oriente, e Witkoff, il suo inviato speciale nella regione, si recheranno in Egitto questo fine settimana.
Trump: “Per Netanyahu chance di vittoria, deve per forza essere d’accordo con me”
Trump: “Per Netanyahu chance di vittoria, deve per forza essere d’accordo con me”
Trump a Axios: “Siamo vicini a un accordo di pace”
Trump a Axios: “Siamo vicini a un accordo di pace”
Tajani: “Pronti a partecipare alla ricostruzione dello Stato di Palestina”
"Siamo pronti a partecipare attivamente alla fase della ricostruzione dello Stato palestinese, ma anche della ricostruzione delle parti distrutte durante questa guerra: dovrebbe esserci presto in Egitto una conferenza che si occupa proprio di questo, e noi porteremo il nostro contributo". Lo ha detto Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, a margine del Festival nazionale dell'Economia civile a Firenze. Tajani ha risposto a una domanda su come si possa favorire la ricostruzione a Gaza, secondo quanto auspicato ieri a Fnec dal cardinale Pierluigi Pizzaballa, il quale ha chiesto supporto per costruire iniziative economiche ispirate al bene comune. "La Chiesa è presente in tutta quell'area - ha detto Tajani -, c'è una comunità cristiana che è stata attaccata e noi abbiamo sempre condannato gli attacchi sia ai cristiani che sono a Gaza, sia ai cristiani che sono in Cisgiordania, non perché la vita del palestinese cristiano valga più di quella del palestinese di un'altra religione, ma perché i palestinesi cristiani sono, come tutti i cristiani in Medio Oriente, elemento di pace e di stabilità. Li potremmo coinvolgere proprio per cominciare a costruire queste reti di economia sociale una volta finita la guerra".
Media: “L’Idf si prepara a congedare migliaia di riservisti”
L'Idf si prepara a congedare decine di migliaia di riservisti in seguito ai progressi nei negoziati per la fine della guerra a Gaza. Lo riferiscono i media israeliani, secondo cui la maggior parte dei soldati che verranno congedati partecipa attualmente ai combattimenti nella Striscia. Nell'esercito spiegano che, parallelamente, sono state rafforzate le misure di difesa nelle postazioni militari a Gaza, anche per prevenire eventuali tentativi di rapimento di soldati da parte di Hamas.
Leader di Hezbollah: “Il piano Trump è pieno di pericoli”
Il piano del presidente Donald Trump per mettere fine alla guerra a Gaza è "pieno di pericoli". E' l'avvertimento lanciato dal leader di Hezbollah, Naim Qassem, durante un discorso in occasione dell'anniversario dell'uccisione in un raid israeliano di due comandanti del gruppo sciita libanese filo-iraniano.
Qassem ha suggerito che Israele potrebbe usare il piano come pretesto per impossessarsi di terre palestinesi e privarli del loro diritto all'autodeterminazione, sottolineando tuttavia che la decisione se accettarlo o meno spetta a Hamas.
"Israele cerca di ottenere attraverso la politica quello che non ha raggiunto con azioni militari, aggressioni, genocidi e carestie", ha spiegato Qassem, sottolineando che non vuole "interferire nella discussione sui dettagli" del piano di Trump, poiché "Hamas e tutte le fazioni discutono e decidono ciò che ritengono opportuno".
Funzionario che ha visitato Greta Thunberg in prigione: “Detenuta in Israele con cimici, pochi acqua e cibo”
L'attivista ambientalista Greta Thunberg ha dichiarato ai funzionari svedesi di essere sottoposta a duri trattamenti in custodia israeliana nella sua detenzione successiva al blocco della flottiglia che trasportava aiuti a Gaza. Lo riporta il Guardian che ha visionato un'e-mail inviata dal ministero degli Esteri svedese a persone vicine a Thunberg. Nella corrispondenza un funzionario che ha visitato l'attivista in prigione ha affermato che la ragazza ha raccontato di essere stata detenuta in una cella infestata da cimici, con troppo poco cibo e poca acqua.
Media: “46 morti in attacchi di Israele, 37 a Gaza City”
Sono 46 i palestinesi uccisi dall'alba in attacchi di Israele sulla Striscia di Gaza, di cui 37 nella sola Gaza City. Lo riporta Al-Jazeera citando fonti mediche, precisando che 3 delle persone uccise erano in cerca di aiuti umanitari. Secondo la Protezione civile palestinese, almeno 17 morti a Gaza City sono stati registrati in un bombardamento israeliano che ha colpito il quartiere di Tuffah; 7 delle vittime sono bambini di età compresa fra 2 mesi e 8 anni. "Le squadre della Protezione Civile continuano a cercare i dispersi, con più di 15 persone ancora intrappolate sotto le macerie", ha aggiunto la Protezione civile palestinese.
Domani al Cairo colloqui indiretti Hamas-Israele su ostaggi
Hamas e Israele terranno domani al Cairo dei colloqui indiretti sulla liberazione degli ostaggi. Lo riportano i media statali egiziani.
Netanyahu convoca Ben Gvir e Smotrich dopo la risposta di Hamas
Il premier Benjamin Netanyahu ha convocato il ministro per la Sicurezza Itamar Ben-Gvir e quello delle Finanze Bezalel Smotrich per un incontro dopo la fine dello Shabbat questa sera in seguito alla risposta di Hamas al piano Trump
Wafa: “Almeno 15 morti in attacchi a Gaza City”
Almeno 15 palestinesi sono stati uccisi, la maggior parte dei quali bambini e donne, e decine sono rimasti feriti in un attacco israeliano sul quartiere di Al-Tuffah a Gaza City. Altre 20 risultano disperse sotto le macerie, dopo che gli aerei israeliani hanno bombardato un'abitazione. Lo riporta Wafa che cita fonti mediche. Il direttore dell'ospedale Shifa, Mohamed Abu Selmiyah, ha dichiarato all'Associated Press che gli attacchi israeliani hanno ucciso palestinesi in tutta la città di Gaza, mentre i bombardamenti si sono "notevolmente attenuati".
Hezbollah: “Il piano Trump è pericoloso, è un progetto di Israele”
Il piano proposto da Donald Trump per un cessate il fuoco a Gaza è "pieno di pericoli", Israele usa la proposta per ottenere ciò che "non è riuscito" a fare durante la guerra. Lo dice il capo di Hezbollah libanese Naim Qassem, secondo cui la proposta di Trump sarà utilizzata da Israele per impossessarsi del territorio e privare i palestinesi della loro autodeterminazione. La decisione se accettarlo o meno tuttavia, ha aggiunto, spetta in ultima analisi ad Hamas.
"Questo piano è un piano pieno di pericoli", ha detto Qassem in un discorso in commemorazione dei due comandanti di Hezbollah uccisi durante la guerra del gruppo contro Israele circa un anno fa. "E' il progetto di Israele, che cerca di realizzare attraverso la politica dopo aver fallito con azioni militari, aggressioni, genocidi e carestie", aggiunge. Qassem afferma che non intende "interferire nella discussione dei dettagli" del piano di Trump, poiché "in definitiva, la resistenza palestinese, Hamas e tutte le fazioni sono quelle che discutono e decidono ciò che ritengono opportuno". Tuttavia "dobbiamo affrontare il progetto del Grande Israele", conclude.
Dermer guiderà la delegazione di Israele nei negoziati con Hamas al Cairo
Il ministro israeliano per gli Affari strategici ed ex ambasciatore negli Stati Uniti, Ron Dermer, guiderà la delegazione israeliana nei negoziati con Hamas, la cui ripresa è prevista domani al Cairo. Lo ha riferito il sito di Haaretz.
Rimpatriati in Turchia 6 algerini della Global Sumud Flotilla
Sei cittadini algerini sono stati rimpatriati oggi da Israele verso la Turchia dopo aver preso parte alla Global Sumud Flotilla, l'iniziativa di solidarietà volta a rompere il blocco imposto sulla Striscia di Gaza.
Tra i rimpatriati figura Abderrazak Makri, ex presidente del Movimento per la società della pace (Msp), il principale partito islamista algerino, considerato la fazione dei Fratelli musulmani ma anche la più grande forza di opposizione del Paese. In un messaggio diffuso su Facebook, Makri ha affermato che il gruppo è giunto in Turchia e che altri undici cittadini algerini, tra cui ex parlamentari e giornalisti, saranno rimpatriati domani.
Italiano sulla Flotilla: “Noi umiliati, bandiera di Israele su Greta”
Il giornalista italiano Lorenzo D'Agostino ha dichiarato di essersi sentito "in un luogo davvero barbaro" mentre era detenuto da Israele in acque internazionali dopo il fermo delal Global Sumud Flotilla. Lo ha detto all'agenzia turca Anadolu al suo arrivo a Istanbul con un volo speciale, e ha raccontato che lui e gli altri passeggeri sono stati sottoposti a condizioni "umilianti" in Israele. "Poi ci hanno portato a terra e, una volta lì, si sono comportati come un gruppo terroristico. Siamo stati presi a calci. Siamo rimasti senza acqua potabile per oltre due giorni. In generale, hanno colto ogni occasione per umiliare chiunque di noi", ha detto.
D'Agostino, riporta Anadolu, ha citato specificamente il trattamento riservato all'attivista svedese Greta Thunberg, a bordo della stessa flottiglia. "Greta Thunberg, una donna coraggiosa, ha solo 22 anni. È stata umiliata, avvolta in una bandiera israeliana ed esibita come un trofeo", ha detto. "Avevo la sensazione di trovarmi in un luogo davvero barbaro e speravo davvero che questa barbarie finisse presto", ha aggiunto.
D'Agostino ha descritto l'arrivo al porto di Ashdod come ostile, sottolineando la presenza del ministro della Sicurezza nazionale israeliano Itamar Ben Gvir. "Ben Gvir era fuori dal punto di arrivo al porto di Ashdod quando siamo arrivati. E si è assicurato che fossimo trattati come terroristi perché pensava che lo fossimo", ha detto. "Quindi sono stato abbastanza fortunato da riuscire a uscire proprio mentre Ben Gvir stava arrivando", ha aggiunto Agostino. Il giornalista ha raccontato ad Anadolu che i militanti sono stati sottoposti a bendaggi, manette strette, abiti inadeguati e temperature gelide in un furgone con aria condizionata per ore.
Media: “Greta Thunberg detenuta in condizioni dure in Israele”
Greta Thunberg, che si trovava a bordo della Global Sumud Flotilla, sarebbe detenuta in condizioni definite "dure" da parte delle autorità israeliane. Lo scrive il Guardian che spiega di aver visionato una mail inviata dal ministero degli Esteri svedese alle persone vicine all'attivista. "L'ambasciata ha potuto incontrare Greta - si legge nella mail - ha riferito di disidratazione e di aver ricevuto quantità insufficienti di acqua e cibo". Thunberg avrebbe anche raccontato di aver sviluppato "eruzioni cutanee" che sospetta siano state causate "dalle cimici dei letti" e ha aggiunto "detto di essere rimasta seduta per lunghi periodi su superfici dure".
Media: “Attesa dichiarazione di Netanyahu alle 19:05”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu rilascerà una dichiarazione alle 20.05 ora locale, le 19.05 ora italiana. Lo riferisce Channel 12.
Patriarca di Gerusalemme: “Per la prima volta possibile una nuova pagina in Terra Santa”
“Sono due anni che la guerra ha assorbito gran parte delle nostre attenzioni ed energie. È ormai a tutti tristemente noto quanto è accaduto a Gaza. Continui massacri di civili, fame, sfollamenti ripetuti, difficoltà di accesso agli ospedali e alle cure mediche, mancanza di igiene, senza dimenticare coloro che sono detenuti contro la loro volontà. Per la prima volta, comunque, le notizie parlano finalmente di una possibile nuova pagina positiva, della liberazione degli ostaggi israeliani, di alcuni prigionieri palestinesi e della cessazione dei bombardamenti e dell'offensiva militare". E' il messaggio di speranza del cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, pubblicato dal Patriarcato Latino di Gerusalemme, dopo il pronunciamento di Hamas sul piano di pace proposto dal presidente americano Donald Trump.
"È un primo passo importante e lungamente atteso - prosegue il Patriarca -. Nulla è ancora del tutto chiaro e definito, ci sono ancora molte domande che attendono risposta, molto resta da definire, e non dobbiamo farci illusioni. Ma siamo lieti che vi sia comunque qualcosa di nuovo e positivo all'orizzonte. Attendiamo il momento per gioire per le famiglie degli ostaggi, che potranno finalmente abbracciare i loro cari. Ci auguriamo lo stesso anche per le famiglie palestinesi che potranno abbracciare quanti ritornano dalla prigione.
Gioiamo soprattutto per la fine delle ostilità, che ci auguriamo non sia temporanea, che porterà sollievo agli abitanti di Gaza. Gioiamo anche per tutti noi, perché la possibile fine di questa guerra orribile, che davvero sembra ormai vicina, potrà finalmente segnare un nuovo inizio per tutti, non solo israeliani e palestinesi, ma anche per tutto il mondo. Dobbiamo comunque restare con i piedi per terra.
Molto resta ancora da definire per dare a Gaza un futuro sereno. La cessazione delle ostilità è solo il primo passo - necessario e indispensabile - di un percorso insidioso, in un contesto che resta comunque problematico".
Trump: “Non tollererò ritardi da Hamas, bene lo stop dei raid di Israele”
"Apprezzo il fatto che Israele abbia temporaneamente interrotto i bombardamenti per dare la possibilità di completare il rilascio degli ostaggi e l'accordo di pace. Hamas deve agire rapidamente, altrimenti tutto sarà annullato. Non tollererò ritardi, che molti pensano si verificheranno, né qualsiasi risultato che possa far sì che Gaza rappresenti nuovamente una minaccia". Lo ha scritto sul social Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Facciamolo, rapidamente. saranno trattati equamente!", ha aggiunto il capo della Casa Bianca, riferendosi sempre all'accordo.
Casa Bianca: “Con Witkoff anche Kushner in Egitto per negoziati su Gaza”
"Steve Witkoff e Jared Kushner viaggeranno in Egitto oggi per finalizzare i dettagli tecnici del rilascio degli ostaggi e discutere l'accordo di pace duraturo": lo ha detto un funzionario della Casa Bianca al giornalista di Axios Barak Ravid, che lo riferisce su X.
Lapid: “Non permettere a Ben Gvir e Smotrich di sabotare l’accordo”
Il leader dell'opposizione in Israele, Yair Lapid, ha promesso che non consentirà ai due ministri dell'estrema destra, Itamar Ben Gvir e Bezalel Smotrich, di impedire l'attuazione del piano annunciato da Donald Trump per fermare la guerra nella Striscia di Gaza. "Tra meno di due ore, quando finirà lo Shabbat e sentirete le numerose minacce di Smotrich e Ben-Gvir, ricordate che non hanno nulla da minacciare. Non bisogna permettere loro di sabotare l'accordo", ha detto Lapid, citato dal sito di Haaretz. "La maggioranza assoluta della Knesset e la maggioranza assoluta del popolo israeliano sostengono l'accordo di Trump", ha aggiunto.
Ong palestinese: “Migliaia di corpi sotto le macerie di Gaza”
Sono migliaia i corpi di palestinesi uccisi nelle operazioni militari israeliane ancora sepolti sotto le macerie di Gaza. A denunciarlo è Il Centro palestinese per le persone scomparse, che ha lanciato un appello urgente alla comunità internazionale affinchè si mobiliti per il recupero delle salme, riporta la Cnn. Senza aiuto dall'estero, fino i cadaveri di 9.000 persone potrebbero non essere mai recuperati. E forse anche di più. Secondo la Protezione civile di Gaza, sono almeno 15mila i morti ancora senza sepoltura.
Giornalista sulla Flotilla: “Greta costretta a baciare la bandiera di Israele”
"Greta Thunberg è stata bendata e costretta a baciare la bandiera israeliana". Lo ha raccontato ai microfoni della Cnn turca il giornalista Ersin Celik, uno dei 37 attivisti che insieme alla giovane svedese hanno preso parte alla missione della Global Sumud Flotilla. Celik è stato rimpatriato oggi insieme ad altri 136 volontari di diverse nazionalità, compresi 26 italiani, ma non Greta. "Nonostante sia poco più di una bambina, Greta è stata presa di mira dagli israeliani. E' stata bendata, ammanettata, trascinata e costretta a baciare la bandiera israeliana", ha riferito Celik, "ce la avevano con lei perchè è un personaggio pubblico che si è esposto negli ultimi mesi contro Israele".
Donna ferita da un auto vicino a Gerusalemme, fermato il sospetto attentatore
Una donna è rimasta leggermente ferita da un'auto che ha tentato di investirla nei pressi di un checkpoint a Bidu, non lontano da Gerusalemme, in Cisgiordania. Lo ha riferito l'emittente Canale 12, che parla di un sospetto attentato e precisa che l'uomo alla guida dell'auto ha tentato la fuga a piedi ed è stato arrestato.
Gentiloni: “Tutti sperano nel cessate il fuoco e nella libertà degli ostaggi”
"Penso che tutti nel mondo in questo momento sperino che si arrivi almeno a un cessate il fuoco e alla liberazione degli ostaggi: sarebbe già un sollievo enorme per le popolazioni palestinesi dopo la tragedia di questi mesi, forse anche anni". Lo ha affermato Paolo Gentiloni, ex presidente del Consiglio e ora copresidente della Task Force Onu sulla crisi del debito, parlando della situazione a Gaza a margine del Festival nazionale dell'Economia civile in corso a Firenze.
“Per il 61% degli ebrei americani Israele ha commesso crimini di guerra”
Molti ebrei americani disapprovano fortemente la condotta di Israele nella guerra a Gaza: il 61% afferma che Israele ha commesso crimini di guerra e circa 4 su 10 ritengono il Paese colpevole di genocidio nei confronti dei palestinesi. E' quando emerge da un sondaggio del Washington Post, secondo cui i risultati sono sorprendenti, dato il legame di lunga data tra la comunità ebraica statunitense e Israele, suggerendo la possibilità di una frattura storica sulla guerra di Gaza.
Gli ebrei americani sono particolarmente scontenti dell'attuale governo israeliano. Il 68% esprime giudizi negativi sulla leadership di Benyamin Netanyahu, con il 48% che la valuta "scarsa": un aumento di 20 punti percentuali rispetto a un sondaggio Pew Research Center di cinque anni fa. Ma la colpa viene comunque attribuita in larga misura ad Hamas, con il 94% che afferma che il gruppo ha commesso crimini di guerra contro gli israeliani. Gli ebrei intervistati sono quasi equamente divisi sulle azioni di Israele a Gaza, con il 46% che le approva e il 48% che le condanna. Il dato resta più favorevole rispetto ad altri gruppi: tra tutti gli americani, il 32% approva le azioni israeliane e il 60% le disapprova, secondo un sondaggio Gallup di luglio.
Il sondaggio rileva che molti ebrei americani mantengono forti legami emotivi, culturali e politici con Israele e con la sua identità di stato ebraico. Circa tre quarti (76%) ritengono che l'esistenza di Israele sia vitale per il futuro del popolo ebraico, e il 58% dichiara di avere alcuni o molti punti in comune con gli ebrei israeliani. Il sondaggio, sottolinea il Wp, riflette una comunità in profonda turbolenza, con sentimenti complessi e talvolta contrastanti sullo stato ebraico, 77 anni dopo la sua fondazione.
In un certo senso, la guerra di Gaza ha accelerato tendenze già in atto, poiché una comunità ebraica americana relativamente liberale si è da anni allontanata da una leadership israeliana sempre più militante e conservatrice. Il crescente divario tra ebrei americani e Israele potrebbe avere conseguenze anche sulla politica statunitense. I principali democratici, tra cui parlamentari ebrei, sono molto più critici verso Israele rispetto al passato, e affrontano meno rischi di una reazione negativa da parte di elettori ebrei profondamente scettici verso Netanyahu. Il mix di emozioni tra molti ebrei è preoccupazione per Israele unita a disgusto per il suo comportamento; ha generato sentimenti complessi sul grado di sostegno che l'America dovrebbe continuare a dare allo stato ebraico, suggerisce il sondaggio.
Francia: “La risposta di Hamas a Trump è una tappa importante verso la pace”
"La risposta di Hamas al piano di pace proposto dal presidente Trump è una tappa importante che consente di andare avanti verso la fine della guerra a Gaza e la liberazione immediata di tutti gli ostaggi": è quanto comunica a Parigi il Quai d'Orsay.
"La Francia - continua il ministero in una nota - lancia ora un appello alle parti ad applicare immediatamente tutte le modalità di questo piano, i cui principi rientrano nel quadro della dichiarazione di New York". Parigi, inoltre "rende omaggio agli sforzi dei mediatori di Egitto, Qatar e Turchia e all'impegno del presidente Trump per la pace. La Francia è disponibile a proseguire il lavoro con gli Stati Uniti, il governo israeliano, l'Autorità palestinese e tutti i partner regionali e internazionali per contribuire all'uscita dalla crisi a Gaza e al rilancio di una dinamica per una pace duratura in Medio Oriente, sulla base di questo piano e della dichiarazione di New York".
A Londra la protesta di Palestine Action, primi arresti
Sono iniziati gli arresti a Trafalgar Square, in quella che potrebbe essere la più grande manifestazione a Londra contro la messa al bando dell'organizzazione proscritta Palestine Action. Lo scrive il Guardian. La polizia ha arrestato alcuni dimostranti durante la veglia silenziosa a sostegno del gruppo, classificato dal governo del Regno Unito come organizzazione terroristica da luglio di quest'anno. La polizia metropolitana ha inoltre dichiarato che gli agenti hanno arrestato sei persone che avevano affisso uno striscione sul ponte di Westminster a sostegno di Palestine Action: "Gli agenti sono arrivati rapidamente sul posto, lo striscione è stato rimosso e le sei persone coinvolte sono state arrestate per aver sostenuto un'organizzazione vietata".
La manifestazione si è svolta nonostante il premier Keir Starmer avesse invitato i partecipanti a interromperla per "rispettare il dolore degli ebrei britannici", mentre personalità ebraiche hanno definito l'azione un "fenomeno di insensibilità" dopo l'uccisione di due persone nell'attacco terroristico di giovedì alla sinagoga di Manchester.
Gli attivisti turchi della Flotilla: “Siamo stati ammanettati e lasciati senz'acqua”
"Ammanettati e lasciati senza acqua e cibo". Così hanno raccontato di essere stati trattati dalle forze israeliane gli attivisti e giornalisti turchi che erano a bordo della Flotilla e che sono rientrati oggi a Istanbul, accolti da un bagno di folla. Bekir Develi, scrittore e commentatore tv ha rivendicato il successo della missione. "Abbiamo rotto il blocco israeliano, possono dire quello che vogliono, è tutta propaganda. C'è mancato poco che abbracciassimo i bambini di Gaza. Siamo stati 4 ore e mezzo con le manette dietro la schiena. Ci hanno tenuto 24 ore senza neanche un bicchiere d'acqua", ha detto Della detenzione ha parlato anche il giornalista turco Ersin Celik anch'egli a bordo della Flotilla: "3 giorni e mezzo in condizioni pessime. Odiano i turchi e odiano il nostro presidente. Mi hanno tenuto bendato e fatto camminare per 7 ore.
Per ore e ore ci hanno tenuto senza cibo e senza acqua, ci hanno insultato tutto il tempo perchè siamo musulmani", ha raccontato.
Aereo con italiani della Flotilla atterrato a Istanbul
L' aereo charter con a bordo gli attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui 26 italiani, espulsi da Israele è atterrato all'aeroporto di Istanbul. Lo scrive l'agenzia Anadolu. L'aereo, partito dall'aeroporto Ramon di Eilat, in Israele, è arrivato in Turchia alle 15.50 ora locale (14.50 ore italiane). A bordo 137 persone della flottiglia, tra cui 36 cittadini turchi e 23 malesi. Gli attivisti sono stati accolti da funzionari e altre persone in aeroporto. A bordo dell'aereo c'erano anche cittadini di Stati Uniti, Emirati Arabi Uniti, Algeria, Marocco, Kuwait, Libia, Mauritania, Svizzera, Tunisia e Giordania.
Al Jazeera: “L’Idf colpisce tenda a al-Mawasi, morti due bambini”
Le forze israeliane hanno colpito una tenda ad al-Mawasi, dove due bambini palestinesi sono stati uccisi e altre otto persone sono rimaste ferite.
Al-Mawasi è una cosiddetta zona umanitaria sicura, in cui l'esercito israeliano ha intimato ai palestinesi di evacuare, anche se i raid, secondo quanto riporta al Jazeera, non si sono mai fermati.
Sono stati registrati attacchi anche sul campo di Nuseirat, dove una ragazza palestinese è stata presa di mira, mentre altri quattro palestinesi sono stati uccisi nel quartiere di Tuffah. Poco fa, un uomo che cercava di tornare a nord ha detto di aver visto due palestinesi uccisi a colpi di arma da fuoco davanti a lui, poiché le forze israeliane sono ancora molto vicine al Corridoio di Netzarim e stanno attaccando coloro che cercano di tornare a nord. Il portavoce dell'esercito israeliano ha anche affermato che il nord è una zona di combattimento e ai palestinesi non è permesso tornare.
Onu: “il piano è un’opportunità per mettere fine alla carneficina a Gaza”
L'Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, ha detto di aupsicare che "lo slancio verso la fine della guerra a Gaza apra la strada a una cessazione definitiva delle ostilità, seguita dalla ripresa e dalla ricostruzione, in linea con il diritto internazionale umanitario e in materia di diritti umani, e alla tanto necessaria soluzione dei due Stati". "Questa è un'opportunità vitale per tutte le parti e gli Stati influenti di perseguire in buona fede e porre fine, una volta per tutte, alla carneficina e alle sofferenze a Gaza, di inondare la Striscia di aiuti umanitari e di garantire il rilascio degli ostaggi e dei numerosi palestinesi detenuti", ha affermato in un post su X.
Fonti israeliane: “A Gaza non è cessate fuoco né inizio ritiro”
"L'interruzione degli attacchi" nella Striscia di Gaza, a seguito degli apparenti progressi nel negoziato per un accordo di pace, non significa che le Idf stanno attuando un cessate il fuoco né che stanno iniziando a ritirarsi dall'enclave palestinese. Lo ha precisato una fonte politica citata da Israel Hayom.
Israele: “Espulsi altri 137 attivisti della Flotilla”
Israele ha annunciato l'espulsione di altri 137 attivisti della Global Sumud Flotilla per Gaza. Anche loro sono diretti in Turchia.
Media Israele, 'se colloqui ok, ostaggi liberi in pochi giorni'
Se i colloqui previsti in Egitto per definire gli aspetti tecnici del rilascio degli ostaggi da parte di Hamas procederanno senza intoppi, gli ostaggi potrebbero essere rilasciati "entro pochi giorni". Lo ha dichiarato un alto funzionario israeliano a Channel 12. I colloqui si terranno da domani o lunedì, alla presenza delle delegazioni di Hamas e di Israele, guidata dal ministro per gli Affari Strategici Ron Dermer, dell'inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff e, forse, del genero del presidente Donald Trump, Jared Kushner, aggiunge Channel 12. La presenza degli americani sottolinea la determinazione degli Stati Uniti a garantire che l'accordo proceda come previsto, afferma la fonte. L'alto funzionario israeliano ha inoltre affermato che gli attuali rapidi sviluppi sono stati "pienamente coordinati" tra Trump e il primo ministro Benyamin Netanyahu, e che i due leader hanno parlato telefonicamente ieri prima che Trump dichiarasse di credere che Hamas sia "pronto per la pace" e dicesse a Israele di "fermare immediatamente i bombardamenti su Gaza, in modo da poter liberare gli ostaggi in modo sicuro e rapido".
Parroco di Gaza: “Hamas apre a piano di Trump? Speriamo ma restiamo prudenti”
"Hamas apre al piano Trump? Speriamo sia la volta buona, ma restiamo prudenti". Lo dice il parroco di Gaza, padre Gabriel Romanelli, con prudenza e realismo dopo l'annuncio di Hamas. "Tante volte in questi mesi ci sono stati annunci che poi non hanno portato a nulla. Per questo restiamo speranzosi ma al tempo stesso pragmatici", sottolinea Romanelli. "Le esplosioni al momento sembrano diminuite rispetto a ieri e ai giorni passati - spiega al Sir padre Romanelli -. Vedremo se smetteranno. Non possiamo fare altro che pregare e continuare a sperare che tutto finisca presto. Realisticamente significa la fine dei bombardamenti, che tutti gli ostaggi vengano liberati, i prigionieri rilasciati, che gli aiuti umanitari riprendano con continuità e che vengano garantite cure e assistenza ai feriti, in primis alle migliaia di bambini che soffrono. Sappiamo che è molto complicato e siamo consapevoli che il cessate il fuoco non è sinonimo di pace".
Margelletti: “Piano di pace fragile, ha ancora troppi nemici”
"La speranza" è che il piano di pace di Donald Trump, che ha ricevuto parere positivo anche da Hamas, "possa essere implementato", ma è un piano che "è più solido a Washington rispetto che nella regione" perché "ha ancora troppi nemici". Lo afferma a LaPresse Andrea Margelletti, presidente del Centro studi internazionali (Cesi). "Da un lato c'è l'ala estremista di Hamas, che vuole ancora avere potere, dall'altro la destra religiosa israeliana, che si vede sfuggire quello che considera un obiettivo millenario", aggiunge Margelletti, per cui le domande da porsi sono: "può permettersi Hamas di sparire? E può il governo israeliano permettersi di perdere l'appoggio dei coloni?". Secondo l'analista, "ora la partita si gioca sulla composizione della forza internazionale che dovrebbe garantire la pace". Da questo punto di vista, "abbiamo già visto come Unifil in Libano non sia particolarmente apprezzata da Israele". Inoltre, conclude Margelletti, ci sarebbe un problema relativo alle regole di ingaggio. "Se succede un incidente con il coinvolgimento dell'eventuale contingente internazionale, come reagirebbe?".
Media, una delegazione di Hamas stasera al Cairo
Una delegazione di Hamas arriverà al Cairo stasera per negoziare un accordo di cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi, sulla falsariga della proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riferito da fonti anonime alla rete televisiva saudita Al-Hadath. Lo riporta il Times of Israel.
Erdogan, Hamas ha dimostrato di essere pronto alla pace
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accolto con favore la reazione positiva di Hamas a un accordo di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Hamas ha dimostrato, come ha fatto molte volte in passato, di essere pronto per la pace. Così, si è aperta una finestra di opportunità per una pace duratura nella nostra regione", ha detto Erdogan durante una cerimonia a Istanbul.
Media, conto alla rovescia per rilascio ostaggi non è partito
Il conto alla rovescia di 72 ore per il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas "non è ancora iniziato" e - allo stesso tempo - "non è ancora stato messo in atto un cessate il fuoco ufficiale". Lo ha affermato alla Cnn un funzionario israeliano. Il funzionario ha affermato che, nonostante l'adozione di una posizione difensiva da parte dell'Idf, le forze armate israeliane "agiranno per prevenire gli attacchi di Hamas e garantire che Hamas non rafforzi la propria posizione sul territorio".
Tajani, lavorare per pieno sì di Hamas a piano pace
Parlando con il ministro degli Esteri turco mi ha detto che quella di Hamas è un'accettazione 'sì ma'. Noi ora dobbiamo lavorare perché quel ma diventi un sì pieno". Lo detto al Tg5 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. "Le trattative inizieranno domani mattina, sono ottimista perché si è aperto un grande spiraglio per chiudere questa terribile stagione con la carneficina a Gaza e la prigionia degli ostaggi israeliani - ha aggiunto - noi faremo tutto ciò che è in nostro potere".
Crosetto: “Carabineri a Gaza? Se scoppia pace dobbiamo essere presente”
"Abbiamo non solo l'intenzione, ma il Dovere nel caso in cui scoppi la pace di essere presenti, perché in quel luogo più che in tanti altri serve il nostro approccio, la nostra cultura di pace, la nostra capacità di inclusione". È Quanto fa sapere il ministro della difesa, Guido Crosetto, rispondendo in un dialogo con Matteo Renzi alla stazione Leopolda a una domanda del leader di iv sul possibile coinvolgimento dei carabinieri a gaza nell'implementazione del piano di pace dell'amministrazione Trump. "Stiamo pensando di fare quello che l'Italia ha sempre fatto- aggiunge il ministro- ci siamo distinti in questi anni per il nostro impegno all'interno delle Nazioni Unite, delle missioni europee, delle missioni nato per la pace. Abbiamo forze apprezzate in tutto il mondo. E questo perché oltre a una preparazione di altissimo livello, si portano dietro l'italianità". Questo significa ad avviso del ministro della difesa "che in alcune zone del mondo dove un uomo in divisa e un'arma rappresentano arroganza, violenza le nostre forze armate hanno nel loro animo di essere accoglienti, di trattare gli altri non dall'alto al basso. È La stessa cosa che i carabinieri si stanno portando dietro mentre formano le forze di polizia libanesi: hanno la fiducia dei libanesi, degli americani, degli israeliani. Perché abbiamo una forza di polizia che è cresciuta in oltre 4 mila stazioni ed è abituata a parlare in ogni comune d'Italia con il popolo, con la vecchietta come col sindaco, e questo se lo portano dietro in qualunque porta dietro".
Nuove esplosioni vicino a parrocchia Gaza
Nuove esplosioni questa mattina nei pressi della parrocchia cattolica di Gaza. A documentare quanto successo sui social il parroco padre Gabriel Romanelli, che ha postato due video girati in chiesa. In particolare, in un video si notano dei bambini in preghiera che sono scossi dal forte boato udito.
Flotilla: decollato da Israele charter con i 26 italiani
Un aereo charter con i 26 italiani membri della Flottilla rilasciati da Israele è decollato da Eilat diretto a Istanbul. Lo riferisce la Farnesina. In Turchia i connazionali saranno assistiti da un team del consolato generale a Istanbul per le coincidenze con gli aeroporti italiani di destinazione e per l'eventuale rilascio di documenti di viaggio provvisori.
Sette morti a Gaza, oltre 67mila da 7/10 di cui 460 per fame
Il via libera condizionato di Hamas al piano Trump per Gaza non ferma il contatore delle vittime sul terreno. Almeno 7 morti oggi nella Striscia a causa del fuoco israeliano, ha riferito al Jazeera. Secondo pubblicati dal Ministero della Salute dell'enclave, in totale le vittime dall'inizio della guerra dopo il 7 ottobre 2023 sono oltre 67mila e quasi 170mila i feriti. Ieri poi sono venuti a mancare due bambini per cause legate alla malnutrizione e questo ha portato a 459 il numero delle persone morte per fame, tra cui 154 minori.
Hamas, impossibile restituzione tutti ostaggi in 72 ore
Hamas non è in grado di assicurare la restituzione di tutti gli ostaggi israeliani in 72 ore, come previsto dal piano Trump. A chiarirlo è stato Musa Abu Marzouq, alto dirigente del movimento, in un'intervista ad al Jazeera rilanciata da N12. "Non saremo in grado di rilasciarli tutti in 72 ore", ha spiegato. E non è l'unico tema su cui ci sarà da discutere. "Entreremo in negoziati su tutte le questioni relative al movimento e alle armi: è impossibile attuare il piano senza negoziati", ha sottolineato. Diverse clausole del piano di Trump necessitano di chiarimenti, ha riferito: "L'attuazione dei punti del piano richiede dettagli e comprensione", compreso sulla "forza di mantenimento della pace".
Media: “Negoziati al via domani, Witkoff in Egitto”
I negoziati per l'attuazione del piano Trump inizieranno domani in Egitto. Lo riferisce N12. La delegazione israeliana sarà guidata dal ministro Ron Dermer. Ci sarà anche l'inviato americano Steve Witkoff, già partito alla volta del Cairo. Un alto funzionario di Hamas ha riferito che i preparativi sul terreno iniziano già oggi.
Abu Mazen, bene dichiarazione Trump. Tregua subito
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas, ha commentato positivamente la richiesta di Donald Trump di uno stop immediato alla guerra a Gaza, dopo il via libera condizionato di Hamas al piano del presidente americano. "Accogliamo con favore queste dichiarazioni in quanto segnalano la volontà di rilasciare tutti gli ostaggi e adottare un approccio costruttivo durante questa fase critica, che richiede a tutti di esercitare il più alto livello di responsabilità nazionale", ha detto Abu Mazen in una dichiarazione diffusa dall'agenzia di stampa Wafa. "Ciò che conta per noi ora è un impegno immediato per un cessate il fuoco completo, il rilascio di tutti gli ostaggi e i prigionieri, la consegna urgente di aiuti umanitari attraverso le organizzazioni delle Nazioni Unite, e garanzie che siano impediti sfollamento o annessione, e che inizi un processo di ricostruzione", ha sottolineato.
Tajani, 'il 9 ottobre a Parigi riunione sulla pace a Gaza'
'Sulla situazione in Medio Oriente "abbiamo interlocuzioni con tutti i Paesi del mondo arabo, con gli Stati Uniti, ovviamente. E probabilmente il 9 a Parigi ci sarà una riunione per fare il punto della situazione, quindi per cercare di agevolare tutto il processo di pace". E' quanto ha dichiarato a Firenze, a margine di un evento elettorale di Forza Italia, il ministro degli Esteri e segretario del partito Antonio Tajani.
Flotilla, Farnesina, italiani partiranno nel pomeriggio per Istanbul
I 26 cittadini italiani membri della Global Sumud Flotilla fermati in mare nei giorni scorsi dalle forze armate di Israele, e che hanno accettato di firmare il foglio di via, "grazie a un intervento personale del ministro degli esteri Antonio Tajani anche con le autorità turche", prenderanno un volo speciale della Turkish Airlines che dovrebbe decollare alle 14,00 circa (ora locale, le 13,00 in Italia) diretto a Istanbul. Lo rende noto la Farnesina. In Turchia i connazionali verranno assistiti da un team del Consolato Generale a Istanbul che è pronto anche a fornire documenti di viaggio provvisori a chi ne avesse bisogno.
Media, nella notte riunione d’emergenza di Netanyahu: fuori Ben Gvir e Smotrich
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe convocato consultazioni d'emergenza nella notte dopo la risposta di Hamas al piano Trump per "la fine del conflitto a Gaza". Lo riferisce il sito di notizie israeliano Ynet, secondo cui erano presidenti i vertici della Difesa, il ministro della Difesa, Israel Katz, e il ministro per gli Affari strategici, Ron Dermer, ma non erano stati invitati i ministri di estrema destra Bezalel Smotrich e Itamar Ben Gvir. Secondo fonti dell'entourage di Netanyahu citate nelle scorse ore da Channel 12, il premier non valuterebbe in modo positivo la risposta di Hamas al piano Trump e sarebbe rimasto sorpreso dalla reazione del tycoon. "La considerano per lo più come una risposta negativa - emerge alle notizie rilanciate dal Times of Israel - Ma vanno avanti assecondando l'impegno Trump perché non hanno altra opzione".
Media, per Netanyahu risposta Hamas è negativa
Il primo ministro Benjamin Netanyahu non considera positiva la risposta di Hamas alla proposta del presidente americano Donald Trump. Lo riferiscono i diversi media israeliani. Nell'entourage del primo ministro israeliano, quella del movimento islamista è vista "come una risposta negativa", spiega Canale 12, "ma stanno sostenendo gli sforzi di Trump perché non vedono altra opzione". Netanyahu sarebbe rimasto sorpreso dal commento largamente entusiastico di Trump a quella che è considerata un'accettazione condizionata e ambigua di Hamas del suo piano.
Hamas, in Egitto vertice intra-palestinese su Gaza
L'Egitto organizzerà una conferenza delle fazioni palestinesi per decidere sul futuro della Striscia di Gaza, una volta che si arriverà alla pace. Lo ha annunciato un alto dirigente di Hamas. L'Egitto ospiterà un "dialogo intra-palestinese sull'unità palestinese e sul futuro di Gaza, compresa l'amministrazione della Striscia", ha spiegato.
Idf a Gazawi: “Pericoloso cercare di tornare a Gaza City”
Le forze israeliane, "le Idf continuano ad accerchiare Gaza City" e "tentare" di tornarvi "è molto pericoloso". E' quanto afferma in un messaggio rivolto ai gazawi il portavoce delle Idf, Avichay Adraee, aggiungendo che l'area a nord di Wadi Gaza è considerata sempre "zona di combattimento pericolosa" e "rimanere in quest'area rappresenta un grande rischio". La Al-Rashid Road, strada costiera, resta aperta per gli spostamenti verso il sud dell'enclave palestinese, precisa il messaggio. "Per la vostra sicurezza, evitate di tornare a nord o di avvicinarvi ad aree operative" delle Idf nella Striscia di Gaza, anche nel sud", aggiungono le forze israeliane.
Starmer, manifestate ma rispettate dolore ebrei britannici
Keir Starmer ha chiesto agli attivisti filo-palestinesi che stanno pianificando proteste questo fine settimana di "riconoscere e rispettare il dolore degli ebrei", mentre è sotto pressione per arginare la crescente ondata di odio antisemita. Ha affermato che le proteste pro-Palestina sono state usate da una minoranza per "alimentare stereotipi antisemiti". La morte di due fedeli in un presunto attacco islamista a una sinagoga di Manchester è stata un momento di lutto, non un'occasione per infiammare le tensioni e causare ulteriore dolore, ha aggiunto. Prima delle proteste programmate a Manchester e Londra, il primo ministro ha pubblicato un post su X, esortando chiunque pensasse di unirsi alle marce a "riconoscere e rispettare il dolore degli ebrei britannici". Ha aggiunto: "Questo è un momento di lutto. Non è il momento di alimentare la tensione e causare ulteriore dolore. E' il momento di stare uniti".
Farnesina, migliorare le condizioni di detenzione dei fermati
E’ terminata dopo molte ore la visita consolare dell'Ambasciata d'Italia in Israele ai cittadini italiani fermati sulla Flottilla. Il team consolare ha potuto incontrare tutti i fermati, che stanno bene anche se sono provati da un mese trascorso in mare e dai due giorni di profondo stress in coincidenza con l'operazione militare contro le barche.
Il team consolare ha segnalato che nel carcere le condizioni detentive sono particolarmente disagevoli. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dato quindi istruzioni all'ambasciata di chiedere tramite il ministero degli Esteri israeliano una verifica e un miglioramento delle condizioni di detenzione. L'ambasciata d'Italia inoltre sta operando per accelerare le pratiche di espulsione, che saranno particolarmente veloci soprattutto per i connazionali che hanno deciso di firmare il foglio di via proposto dalle autorità israeliane.
Tajani, 26 italiani Flotilla stanno per lasciare Israele
"Un primo gruppo di 26 cittadini italiani che erano sulla Flotilla sta per lasciare Israele con un charter. Li abbiamo inseriti in un volo della Turkish per Istanbul. Sono già stati trasferiti nella base aerea di Ramon e partiranno dall'aeroporto di Eilat". Così su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Gli altri 15 italiani non hanno firmato il foglio di rilascio volontario e dovranno attendere l'espulsione per via giudiziaria, che avverrà la prossima settimana - aggiunge – Ho nuovamente dato disposizioni all'Ambasciata d'Italia a Tel Aviv di far assicurare ai connazionali rimasti un trattamento rispettoso dei loro diritti".
Hamas, pronti a negoziato sul piano Trump
Hamas ha dichiarato di essere pronto ad avviare i colloqui per risolvere tutte le questioni in sospeso relative all'accordo di cessate il fuoco a Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. "Siamo pronti ad avviare immediatamente i negoziati per definire tutte le questioni", ha detto all'AFP un alto funzionario di Hamas, a condizione di mantenere l'anonimato. Ieri il gruppo ha dichiarato di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi detenuti nella Striscia di Gaza, ma non ha risposto alle richieste di disarmo e di esilio dal territorio palestinese dopo la fine della guerra.
Media, Witkoff in arrivo nei prossimi giorni
L'inviato statunitense per il Medio Oriente, Steve Witkoff, dovrebbe recarsi nella regione nei prossimi giorni, mentre Israele e Hamas si preparano a tenere colloqui di mediazione sui dettagli del piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo quanto riportato dall'emittente pubblica Kan. L'emittente afferma che il primo round di negoziati si terrà in Egitto.
A Idf arrivato ordine di stop delle operazioni a Gaza City
Le Idf hanno ricevuto l'ordine di interrompere le operazioni offensive nella città di Gaza, in risposta alle pressioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra, lo scrive il Times of Israel. Tuttavia, l'esercito sta ancora portando avanti operazioni difensive e le Idf hanno dichiarato in precedenza che il capo di stato maggiore, il tenente generale Eyal Zamir, ha ordinato alle truppe di "rimuovere qualsiasi minaccia". Secondo i media palestinesi, quattro persone sono state uccise in un attacco nel quartiere Tuffah di Gaza City, mentre bombardamenti di artiglieria sono stati effettuati in un'area a nord di Bureij, nella parte centrale di Gaza, e nell'area di Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia. Nella notte, le Idf hanno rilasciato una dichiarazione in cui affermavano che "per ordine del livello politico", Zamir ha ordinato alle truppe di prepararsi "per l'attuazione della prima fase dei piani di Trump per liberare gli ostaggi", senza specificare cosa comportasse l'ordine, dopo aver incontrato i generali di alto rango per "una speciale valutazione della situazione alla luce degli sviluppi".
Media, team negoziale israeliano pronto a colloqui
Secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan, al team negoziale israeliano è stato ordinato di prepararsi a inviare una delegazione per tenere colloqui sull'attuazione del piano di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La mossa arriva dopo che le forze israeliane avrebbero interrotto le operazioni offensive a Gaza e l'ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele è pronto per "l'immediata attuazione della prima fase del piano di Trump per il rilascio immediato di tutti gli ostaggi". Kan afferma che i funzionari della sicurezza israeliani stanno stilando un elenco di prigionieri palestinesi che potrebbero essere liberati in cambio degli ostaggi, come parte dell'accordo.
Von der Leyen, per Ue unica soluzione due stati
"La dichiarata disponibilità di Hamas a rilasciare gli ostaggi e a impegnarsi sulla base della recente proposta @Potus è incoraggiante", scrive la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X. "Bisogna cogliere questo momento. Un cessate il fuoco immediato a Gaza e il rilascio di tutti gli ostaggi sono a portata di mano. L'Europa sosterrà tutti gli sforzi volti a porre fine alle sofferenze dei civili e a promuovere l'unica soluzione praticabile per la pace: la soluzione dei due Stati".
Media: “Da stamattina sospesi gli attacchi Idf a Gaza”
Israele si sta allineando alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump e da stamattina gli attacchi dell'Idf in tutta la Striscia di Gaza sono stati sospesi. È quanto risulta alla testata israeliana N12.
Media: “Vertici israeliani ordinano di ridurre le operazioni a Gaza City”
I vertici politici israeliani avrebbero dato istruzioni all'esercito di ridurre al minimo l'attività militare a Gaza City, in modo che sia solo difensiva. Lo riportano alcuni media locali, tra cui l'emittente pubblica Kan News e Army Radio, fonti citate anche da The Times of Israel. Secondo quanto afferma la radio dell'esercito, l'ordine prevede che le operazioni siano ridotte al "minimo", con le truppe sul campo impegnate esclusivamente in manovre difensive, ordine emesso dopo colloqui notturni tra funzionari israeliani e statunitensi. Inoltre, viene spiegato dagli stessi media che i negoziati tra Israele e Hamas potrebbero iniziare presto.
Erdogan: “Israele ora interrompa immediatamente gli attacchi”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan definisce la risposta di Hamas al cessate il fuoco a Gaza "un significativo e costruttivo passo avanti per raggiungere una pace duratura" ed invita Israele a cessare "immediatamente" tutti gli attacchi attenendosi al piano del presidente Usa Donald Trump. "Come Turchia - scrive su X - continueremo a impegnarci con tutti i mezzi a nostra disposizione per assicurare che i negoziati producano il risultato più vantaggioso per il popolo palestinese e che la soluzione dei due Stati, sostenuta dalla comunità internazionale, venga attuata".
Israele: “Prepariamo attuazione prima fase piano Trump”
Israele si sta preparando ad attuare la prima fase del piano in 20 punti del presidente Donald Trump per far tornare gli ostaggi e mettere fine alla guerra a Gaza. Lo afferma l'ufficio del premier Benjamin Netanyahu citato dai media israeliani. "Continueremo a lavorare in piena collaborazione con il presidente e il suo staff per terminare la guerra in conformità con i principi stabiliti da Israele che sono coerenti con la visione del presidente Trump", afferma Tel Aviv.
Starmer: “Piano Usa avvicina pace. Attuare accordo senza indugio”
Il primo ministro britannico Keir Starmer ha dichiarato che l'accettazione da parte di Hamas dell'accordo di pace degli Stati Uniti rappresenta "un significativo passo avanti" nello sforzo di porre fine alla guerra a Gaza. La proposta del presidente Donald Trump "ci ha avvicinato alla pace più che mai", ha affermato Starmer in una dichiarazione, aggiungendo: "Chiediamo a tutte le parti di attuare l'accordo senza indugio".
Trump: ora mettere nero su bianco
"Oggi è un giorno davvero speciale, forse davvero senza precedenti". "Vedremo come andrà a finire. Ora bisogna mettere nero su bianco l'accordo finale" sulla cessazione della guerra in Medio Oriente. Lo ha detto il presidente degli Usa Donald Trump in un video su Truth.
Familiari ostaggi su parole Trump, 'mossa di leadership'
I familiari degli ostaggi israeliani esprimono il loro sostegno al presidente Usa che ha chiesto a Israele di fermare gli attacchi a Gaza. Lo scrive Times of Israel. Ronen Neutra, padre del soldato israelo-americano ucciso Omer Maxim Neutra, accoglie le parole di Trump come "una mossa coraggiosa di leadership", affermando di sperare che "porti al rapido rilascio di nostro figlio e degli altri 47 ostaggi e che il governo israeliano e la leadership di Hamas non trovino un modo per ostacolarlo". Einav Zangauker, madre dell'ostaggio Matan Zangauker, condivide la dichiarazione di Trump in un post su X, scrivendo: "Hai letto, Netanyahu?"
Trump, con piano pace tutti saranno trattati in modo equo
"Tutti saranno trattati in modo equo": lo ha detto Donald Trump in un videomessaggio di circa un minuto postato su Truth, dopo la risposta di Hamas al suo piano di pace.
Guterres accoglie con favore le dichiarazioni di Hamas
Il segretario delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha accolto con favore la risposta di Hamas al piano di Trump per Gaza. Lo ha affermato il suo portavoce Stephane Dujarric, ringraziando al contempo Qatar ed Egitto per la loro mediazione. Guterres ha anche ribadito il suo appello "per un cessate il fuoco immediato e permanente, il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi e un accesso umanitario senza restrizioni", ha spiegato Dujarric. "Le Nazioni Unite sosterranno tutti gli sforzi volti a raggiungere questi obiettivi per prevenire ulteriori sofferenze", ha aggiunto.
Merz: Pace a Gaza e rilascio ostaggi sono a portata di mano
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato che "la pace a Gaza e il rilascio degli ostaggi sono a portata di mano" dopo che Hamas ha "accettato in linea di principio" il piano di pace del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Merz ha spiegato in un post su 'X' che il piano rappresenta "la migliore opportunità di pace" nel conflitto e che la Germania "sostiene pienamente" l'appello di Trump a entrambe le parti.
Media, Netanyahu sorpreso da risposta Trump ad Hamas
Il Primo Ministro israeliano Benyamin Netanyahu è rimasto sorpreso dalla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump il quale ha affermato di credere che Hamas sia "pronto per una pace duratura" e ha invitato Israele a interrompere immediatamente gli attacchi a Gaza, ha riferito un funzionario israeliano a Channel 12 News secondo quanto scrive Times of Israel. Il servizio afferma inoltre che Netanyahu avrebbe considerato la risposta del gruppo terroristico come un rifiuto della proposta americana.
Lapid: Trump ha ragione quando dice che è opportunità senza prcedenti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump "ha ragione nel dire che c'è un'opportunità senza precedenti per liberare gli ostaggi e porre fine alla guerra". Ad affermarlo è il leader dell'opposizione israeliano, Yair Lapid commentando le dichiarazioni di Trump e il si condizionato di Hamas al piano Usa. "Israele deve annunciare la sua adesione alle dichiarazioni del presidente Trump per finalizzare gli ultimi dettagli dell'accordo. Ho informato l'amministrazione americana che Netanyahu ha il sostegno politico per portare avanti l'iniziativa", sottolinea Lapid in una nota citata da 'The Times of Israel'.
Qatar, avviati colloqui in coordinamento con Usa e Egitto
Il Qatar accoglie con favore quello che definisce l'accordo di Hamas alla proposta del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per porre fine alla guerra. Secondo quanto scrive The Times of Israel, il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, esprime soddisfazione anche per l'annuncio di Trump che chiede "un cessate il fuoco immediato per facilitare il rilascio sicuro e rapido degli ostaggi". Ansari afferma che il Qatar e l'Egitto, altro mediatore arabo, hanno avviato colloqui in coordinamento con gli Stati Uniti per "completare le discussioni sul piano volto a garantire la fine della guerra"
Macron: rilascio ostaggi e cessate il fuoco a gaza sono a portata di mano
"Il rilascio di tutti gli ostaggi e un Cessate il fuoco a gaza sono a portata di mano! l'impegno di Hamas deve essere rispettato senza indugio. Ora abbiamo l'opportunità di compiere progressi decisivi verso la pace. La Francia svolgerà appieno il suo ruolo, in linea con i suoi sforzi presso le nazioni unite, insieme agli stati uniti, agli israeliani e ai palestinesi e a tutti i suoi partner internazionali. Vorrei ringraziare il presidente Donald Trump e i suoi collaboratori per il loro impegno per la pace". Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron.
Meloni: sostegno a sforzi Trump, pronti a fare la nostra parte
"Seguo con grande attenzione gli sviluppi a Gaza e rinnovo il mio pieno sostegno agli sforzi del presidente Trump per portare la pace in Medio Oriente". Lo scrive la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su X. "La priorità per tutti deve essere ora giungere a un cessate il fuoco che conduca all'immediato rilascio di tutti gli ostaggi.
L'Italia - continua - rimane pronta a fare la sua parte".
Hamas, pronti al rilascio degli ostaggi
A tarda sera e rispettando così l'ultimatum lanciato dal presidente Usa mercoledì scorso, Hamas ha annunciato ufficialmente di essere pronto a rilasciare tutti gli ostaggi, secondo quanto previsto dal piano dettagliato in 20 punti proposto da Donald Trump, e di essere disponibile ad avviare "immediatamente" negoziati sui dettagli della proposta americana.