Prima le durissime minacce: “Stanotte un'intera civiltà morirà”. Poi Trump ha accettato una tregua di due settimane. Ma a una condizione: “Teheran deve riaprire lo Stretto di Hormuz”, ha specificato il presidente Usa nel suo post su Truth. Netanyahu specifica: “Il cessate il fuoco non vale per il Libano”. L’Idf conduce su Beirut i raid più violenti dall’inizio della guerra che fanno registrare 89 morti e oltre 700 feriti. L’Iran valuta la ripresa dei raid e il blocco di Hormuz per l’aggressione di Israele in Libano.
Colpi di avvertimento su un mezzo Unifil italiano, Tajani: “Nessun ferito, convocato l’ambasciatore israeliano”. Crosetto: “Intervenga l’Onu”.
Le prime due navi attraversano lo Stretto dopo l’annuncio della tregua che però resta fragile, come ha spiegato Vance e come confermano anche i Pasdaran: “Il nostro dito resta sul grilletto, no ci fidiamo delle promesse Usa”. Intanto, in una dichiarazione congiunta dei leader Ue tra i quali c’è anche Meloni, viene chiesto che il cessate il fuoco venga applicato anche in Libano
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Sale a 182 il bilancio provvisorio dei morti in Libano
Gli attacchi israeliani sul Libano hanno fatto oggi 182 morti e 890 feriti. Il bilancio del ministero della Sanità libanese, diffuso in serata, è ancora provvisorio.
Macron sente Trump e Pezeshkian, tregua deve includere il Libano
Il cessate il fuoco in Medio Oriente deve includere il Libano per essere "credibile e duraturo": è il monito lanciato dal presidente francese, Emmanuel Macron, nel corso di due distinti colloqui telefonici con il presidente Usa, Donald Trump e con il presidente iraniano, Massoud Pezeshkian
Araghchi, Usa scelgano, o guerra o cessate il fuoco
"I termini del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere, cessate il fuoco oppure continuazione della guerra tramite Israele. Non possono avere entrambe le cose". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Il mondo vede i massacri in Libano. La palla è nel campo degli Stati Uniti, e il mondo sta osservando se agiranno in base ai loro impegni", ha spiegato.
Wsj, Trump vuole ritirare truppe da Paesi Nato poco collaborativi sull'Iran
L'amministrazione Trump sta valutando un piano per sanzionare alcuni Paesi della Nato che, a suo giudizio, si sono dimostrati poco collaborativi nei confronti degli Stati Uniti e di Israele durante la guerra contro l'Iran. Lo riporta il Wall Street Journal, citando funzionari americani. La proposta prevederebbe il ritiro delle truppe statunitensi dai Paesi Nato ritenuti poco utili allo sforzo bellico contro l'Iran, per poi ridislocarle in nazioni che hanno offerto un sostegno più convinto alla campagna militare americana.
Vance attacca i media: “Infondati i 10 punti su proposte pace Usa-Iran”
"Ho visto diverse testate – Nyt, Cnn e altre - riprendere e diffondere l'originale proposta in 10 punti, basandosi su poco più che un tizio a caso in Iran che l'aveva inviata a una tv pubblica locale; e poi le ho viste sostenere che quella proposta rappresentasse, in qualche modo, la posizione negoziale del governo". Lo ha detto il vicepresidente Usa, JD Vance, sulle proposte di pace in 10 punti tra Usa e Iran, "rivelatesi infondate". Vance ha detto che "gli iraniani pensavano che il cessate il fuoco includesse il Libano, ma non era affatto così", secondo Fox News. Vance guiderà la delegazione Usa nei colloqui di pace a Islamabad.
Vance: “Tregua non includeva Libano”
Il vicepresidente JD Vance ha dichiarato che i negoziatori di Teheran ritenevano che la tregua tra Stati Uniti e Iran concordata martedì includesse il Libano, ma che in realtà gli Stati Uniti non avessero acconsentito a ciò.
Nato: al via incontro a porte chiuse Trump-Rutte
E' cominciato nello Studio Ovale, a porte chiuse, l'incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il Segretario generale della Nato Mark Rutte. Il bilaterale arriva in un momento di tensione tra gli Usa e l'alleanza atlantica. Trump ha accusato gli alleati di non averlo appoggiato nella crisi con l'Iran, che riguardava anche la chiusura dello Stretto di Hormuz.
Israele domani riapre i luoghi sacri a Gerusalemme
La polizia israeliana ha annunciato che da domani saranno riaperti i luoghi sacri di Gerusalemme che erano stati chiusi nell'ambito delle misure di sicurezza adottate dall'inizio dell'attacco all'Iran. "A seguito delle nuovo linee guida del Comando del fronte interne, a partire da domani, giovedì 9 aprile, i luoghi sacri della città di Gerusalemme saranno riaperti a fedeli e visitatori", ha dichiarato la polizia israeliana, aggiungendo che "centinaia di agenti di polizia, agenti di frontiera e volontari saranno dispiegati" in modo da "permettere un accesso sicuro a tutti" e garantire "un ambiente sicuro per la libertà religiosa e mantenere l'ordine pubblico".
Ghalibaf: “Usa hanno violato cessate il fuoco”
Il Presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che "gli Stati Uniti hanno violato tre disposizioni fondamentali del cessate il fuoco ancor prima dell'inizio dei negoziati: l'invasione del Libano, la violazione dello spazio aereo iraniano e la negazione del diritto all'arricchimento dell'uranio. Dopo queste violazioni, un cessate il fuoco o negoziati bilaterali sono irragionevoli. Fin dall'inizio, abbiamo seguito l'attuale processo con scetticismo e, come previsto, gli Stati Uniti hanno violato i loro impegni ancor prima dell'inizio dei negoziati".
Onu: “Inviato Arnault incontrerà interlocutori iraniani”
L'Onu ha confermato che l'inviato personale del Segretario Generale per il conflitto in Medio Oriente, Jean Arnault, è arrivato in Iran. Lo ha detto il portavoce, Farhan Haq. "Su istruzione del segretario generale, sta visitando i Paesi della regione per sostenere tutti gli sforzi volti a raggiungere una soluzione complessiva e duratura del conflitto", ha aggiunto. Arnault, ha spiegato il portavoce, "incontrerà interlocutori iraniani per ascoltare il loro punto di vista su come procedere e ribadirà l'impegno del segretario generale a compiere ogni sforzo per sostenere una soluzione pacifica".
Onu, pedaggio per Hormuz? Ci sia libertà di movimento
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ritiene che "debba essere garantita la libertà di movimento per tutte le navi", anche nello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il portavoce, rispondendo alla domanda di un giornalista che chiedeva cosa pensasse dell'ipotesi che l'Iran possa farsi pagare un pedaggio per il passaggio delle navi.
Tajani: “Israele non metta a rischio il cessate il fuoco”
"Israele non deve mettere a repentaglio" il cessate il fuoco "con attacchi nei confronti del Libano dove si rischia anche di colpire la popolazione civile, un cessate il fuoco che è fondamentale per la stabilità della regione e quindi per far circolare le petroliere a Hormuz e per ridurre gli attacchi contro i Paesi del Golfo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Cinque Minuti su Rai1.
Tajani all'ambasciatore di Israele: “I soldati italiani non si toccano”
"La tregua è molto fragile e bisogna rafforzarla. Israele ha sbagliato ad attaccare il Libano, anche perché nell'attacco è stato coinvolto anche il contingente italiano dell'Unifil: un colpo ha raggiunto un mezzo militare del nostro Paese e questo è inaccettabile. Per questo ho fatto convocare l'ambasciatore di Israele per protestare". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Cinque Minuti su Rai1. "I soldati italiani non si toccano, lo abbiamo detto all'ambasciatore", ha aggiunto.
Casa Bianca: “Trump discute con Israele inclusione Libano”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump continuerà a discutere con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu l'idea di includere il Libano in un accordo di cessate il fuoco nella guerra contro l'Iran, ha dichiarato mercoledì il suo portavoce. "Questo argomento continuerà a essere discusso, ne sono certa, tra il presidente e Netanyahu, gli Stati Uniti e Israele e tutte le parti coinvolte", ha detto ai giornalisti la portavoce Karoline Leavitt. La tregua tra Stati Uniti e Iran non include il Libano, che è stato coinvolto nella guerra dopo che il gruppo Hezbollah, sostenuto dall'Iran, ha lanciato attacchi contro Israele.
Casa Bianca: “Trump discuterà con Rutte ritiro Usa”
Il presidente Donald Trump parlerà con il segretario generale della Nato dell'ipotesi di ritiro degli Stati Uniti dall'alleanza atlantica. Lo ha detto la portavoce, Karoline Leavitt, rispondendo alle domande dei giornalisti. "Penso che sia qualcosa che il presidente discuterà, ne discuterà tra un paio d'ore con il segretario generale Mark Rutte e forse sentirete parlarne direttamente dal presidente, dopo quell'incontro", ha aggiunto.
Trump: “Gli alleati della Nato sono stati messi alla prova e hanno fallito”
"Gli alleati della Nato sono stati messi alla prova e hanno fallito". Lo ha detto Donald Trump in una nota letta dalla portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Il presidente americano incontrerà oggi il segretario generale dell'Alleanza Mark Rutte. "Sarà un colloquio schietto e onesto", ha detto la funzionaria.
Casa Bianca: “Usa hanno avuto colloqui alto livello con Cina su Iran”
Gli Stati Uniti hanno avuto colloqui di "alto livello" con la Cina sull'Iran. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, in un briefing con la stampa.
Casa Bianca: “Libano non rientra in cessate il fuoco”
La Casa Bianca ha dichiarato che il Libano "non rientra nell'accordo per il cessate il fuoco che è stato presentato alle parti". Lo ha detto la portavoce Karoline Leavitt.
Casa Bianca: “Piano in 10 punti Iran è stato completamente scartato da Trump”
"Il piano in 10 punti presentato dagli iraniani era fondamentalmente ridicolo, inaccettabile e completamente scartato da Trump". Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt in un briefing con la stampa precisando che gli Stati Uniti stanno lavorando a un piano di pace modificato che rispecchierebbe fedelmente una proposta in 15 punti avanzata settimane fa, "a condizione che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto".
Casa Bianca: “Primo round negoziati sabato, ci sarà Vance”
Il primo round dei negoziati con l'Iran si svolgerà "sabato mattina" a Islamabad. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, annunciando che la delegazione Usa sarà guidata dal vicepresidente JD Vance e ne faranno parte Steve Witkoff e Jared Kushner.
Netanyahu: “Tregua non è fine guerra”
La tregua concordata da Stati Uniti e Iran "non è la fine della guerra, ma una tappa sulla strada per raggiungere tutti gli obiettivi". Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu.
Netanyahu: “Non ci sarà uranio arricchito in Iran, siamo allineati con gli Usa”
"L'uranio arricchito abbandonerà l'Iran, o tramite un accordo o con la ripresa delle ostilità. Israele e gli Stati Uniti la pensano allo stesso modo su questo tema". Lo ha detto il premier israeliani Benjamin Netanyahu in una dichiarazione video.
Netanyahu: “Iran ha rinunciato alla precondizione del cessate il fuoco in Libano”
"L'Iran entra nei negoziati in una posizione più debole che mai, impegnandosi a riaprire lo Stretto di Hormuz, rinunciando a tutte le precondizioni che aveva posto inizialmente: la cancellazione delle sanzioni, gli indennizzi, la promessa della fine della guerra e anche al cessate il fuoco con il Libano". Lo ha detto il premier Netanyahu in una dichiarazione video.
Netanyahu: “Pronti a tornare in guerra in ogni momento”
Israele "ha ancora altri obiettivi da raggiungere". Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio diffuso dopo l'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. "Li raggiungeremo, o attraverso un accordo, o attraverso una ripresa dei combattimenti", ha spiegato. Israele, ha affermato, "è pronto a tornare a combattere in qualsiasi momento. Il dito è sul grilletto".
Netanyahu: “Iran oggi è un Paese debole”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha elogiato i legami tra Stati Uniti e Israele durante una conferenza stampa a Gerusalemme. "L'Iran oggi è un Paese debole, più che in qualsiasi altro momento precedente", ha affermato Netanyahu. Netanyahu ha affermato: "Lo Stato di Israele ha raggiunto traguardi straordinari, traguardi che fino a poco tempo fa sembravano del tutto irrealizzabili. L'Iran è più debole che mai. Israele è più forte che mai. Questo è il punto fondamentale della campagna fino ad ora. Siamo pronti a tornare a combattere in qualsiasi momento, se necessario, con il dito sul grilletto". Per Netanyahu "il cessate il fuoco temporaneo è stato concordato con Israele, gli americani non ci hanno colto di sorpresa all'ultimo momento. Questa non è la fine della guerra, ma una tappa sulla strada per raggiungere tutti gli obiettivi. Se non avessimo lanciato le operazioni contro l'Iran, quest'ultimo avrebbe già da tempo armi nucleari e migliaia di missili per distruggere Israele e minacciare la nostra stessa esistenza. Abbiamo fatto regredire il regime terroristico di anni. Il materiale arricchito lascerà l'Iran, tramite accordo o attraverso la ripresa dei combattimenti. Israele e gli Stati Uniti la pensano allo stesso modo su questo punto".
Ucciso da drone israeliano un reporter di Al Jazeera a Gaza
Il corrispondente di Al Jazeera Mohammed Wishah è stato ucciso da un attacco di droni israeliani a Gaza. Lo riporta l'emittente televisiva del Qatar, aggiungendo che verranno forniti ulteriori dettagli a breve. Wishah "è stato preso di mira e brutalmente ucciso mentre guidava sulla strada principale di Gaza City", riferisce un giornalista dell'emittente da Gaza city, aggiungendo che con la sua uccisione il numero di giornalisti palestinesi uccisi da Israele dall'inizio della guerra nell'ottobre 2023 è salito a 262.
Pezeshkian a Pakistan: “Hormuz dipende da stop attacchi”
"Garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz dipende dalla completa cessazione degli attacchi". Lo ha affermato il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un colloquio telefonico con il premier pakistano, Shehbaz Sharif. Pezeshkian ha sottolineato a Sharif la necessità che i Paesi della regione e del mondo esercitino pressioni sugli aggressori per impedire il ripetersi di tali aggressioni. Pezeshkian ha sottolineato che l'approccio responsabile di Teheran è subordinato al rispetto effettivo degli impegni da parte delle parti coinvolte. Pezeshkian ha condannato le violazioni che hanno preso di mira le isole di Lavan e Siri e ha sottolineato che Teheran risponderà con fermezza a qualsiasi aggressione. Pezeshkian ha confermato che il piano in 10 punti rappresenta un quadro di riferimento per porre fine alla guerra e include un cessate il fuoco in Libano.
L'Onu condanna gli attacchi di Israele al Libano
L'Onu "condanna in modo fermo gli attacchi israeliani in tutto il Libano" che hanno provocato numerose vittime. Lo ha detto vice portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. "L'Onu condanna fermamente la perdita di vite civili", ha aggiunto, esortando le parti a cogliere "l'opportunità del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran" per prevenire ulteriori decessi.
Starmer: “Rendere tregua permanente anche in Libano”
Il Primo Ministro britannico, Keir Starmer, ha visitato una base aerea in Arabia Saudita, dove ha esortato le parti coinvolte nel conflitto a rendere la tregua "permanente" e ha invitato "tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, compreso il Libano". Israele ha continuato a colpire il Libano per tutta la giornata. Starmer ha affermato che il Regno Unito è in "stretto contatto" con gli Stati Uniti e altri partner. Interrogato sulla questione se il suo rapporto con il Presidente degli Stati Uniti fosse "a pezzi", ha risposto: "I miei principi e i miei valori mi hanno indotto a non lasciarci coinvolgere in azioni senza una base legale, senza un piano valido e ben ponderato".
Trump: “Discuteremo dei punti accettabili dell'Iran a porte chiuse”
"C'e solo un gruppo di punti significativi che sono accettabili per gli Stati Uniti e ne discuteremo a porte chiuse. Sono proprio questi i punti che sono alla base del cessate il fuoco. Si tratta di una soluzione ragionevole, che può essere facilmente attuata". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth criticando i "numerosi accordi, elenchi e lettere che vengono diffusi da persone che non hanno assolutamente nulla a che fare con i negoziati tra Stati Uniti e Iran; in molti casi, si tratta di autentici truffatori, ciarlatani e individui persino peggiori".
Axios: “Mojtaba Khamenei coinvolto nell'accordo, ha dato il via libera”
E' stata la guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, a incaricare i suoi negoziatori all'accordo con gli Stati Uniti. Lo riporta Axios sottolineando che il suo coinvolgimento è stato "clandestino e laborioso". Di fronte al rischio di essere ucciso da Israele, Khamenei ha infatti comunicato principalmente tramite messaggeri che si scambiavano messaggini. Secondo le fonti di Axios, il via libera di Khamenei ha rappresentato una "svolta". Anche se il ministro degli esteri iraniano Abbas Araghchi e la Cina hanno giocato un ruolo importante nelle trattative, tutte le maggiori decisioni prese lunedì e martedì "sono passate attraverso Khamenei. Senza il suo via libera, non ci sarebbe stato un accordo", hanno riferito le stesse fonti ad Axios.
Media, l'inviato Onu per il Medio Oriente è arrivato in Iran
L'inviato speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per il conflitto in Medio Oriente è arrivato in Iran. Lo scrive la Bbc. Le Nazioni Unite affermano che Jean Arnault intende ascoltare, durante questo viaggio, le opinioni dei funzionari iraniani sul percorso da seguire per la pace.
Libano: “Sono 89 i morti e 772 i feriti dei raid di Israele di oggi”
Sono 89 i morti e 722 i feriti causati dagli attacchi israeliani in Libano. Lo dice il ministro della Salute libanese
Axios: “Trump non si è opposto con Netanyahu a continuare contro Hezbollah”
Nel corso della telefonata avuta ieri sera con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Donald Trump non ha espresso opposizione alla prosecuzione della lotta contro Hezbollah. Lo riporta Axios citando fonti americane
Wall Street Journal: “L’Iran pone la condizione dello stop dei raid sul Libano per partecipare ai negoziati”
L'Iran ha informato i mediatori regionali che la sua partecipazione ai negoziati con gli Usa previsti venerdì a Islamabad è vincolata allo stop dei raid israeliani sul Libano. Lo hanno riferito fonti informate al Wall Street Journal, secondo le quali Teheran ha precisato che il prosieguo degli attacchi contro il Paese dei Cedri potrebbe anche spingerla a rivedere la sua decisione di consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz
Trump: “Raid in Libano sono scaramucce; non inclusi nell’accordo”
Gli attacchi israeliani sul Libano sono "scaramucce separate" contro hezbollah e "non sono stati inclusi" nell'accordo di cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. Lo ha detto il presidente Usa, Donald Trump a PBS News Hour. ""Sì, non erano inclusi nell'accordo. A causa di Hezbollah. Non erano inclusi nell'accordo. Anche di questo ci occuperemo", ha detto Trump
Casa Bianca: “Il piano di pace diffuso dall’Iran non è quello in discussione con gli Usa”
Il piano di pace in 10 punti reso pubblico dall'Iran differisce dal piano che Trump ha definito una "base praticabile su cui negoziare". Lo ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca citato dal New York Times. Il funzionario non ha fornito dettagli sulle differenze, ma ha precisato che la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dovrebbe fare chiarezza sulla questione durante il briefing in programma alle 19
Erdogan sente Trump: “Non consentire che il processo di pace venga sabotato”
"Non si deve dare alcuna possibilità di sabotare il processo" di pace. E' quanto ha osservato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, durante una conversazione telefonica con il capo della Casa Bianca, Donald Trump, all'indomani dell'entrata in vigore del cessate il fuoco e mentre continuano i raid devastanti di Israele sul Libano. "Durante la chiamata, i due leader hanno discusso degli sviluppi in corso nella regione, in particolare del cessate il fuoco annunciato ieri sera riguardo all'Iran", si legge in una nota della presidenza turca, secondo la quale Erdogan ha espresso "soddisfazione" per gli sviluppi, aggiungendo che "la finestra di opportunità di due settimane che si è aperta dopo 40 giorni molto difficili e impegnativi per il mondo intero deve essere sfruttata al meglio per un accordo di pace duraturo". Erdogan ha infine sottolineato che "il sostegno della Turchia agli sforzi per la soluzione, condotti insieme ai Paesi amici e fratelli, in particolare il Pakistan, continuerà ad aumentare"
Netanyahu convoca il gabinetto di sicurezza sul cessate il fuoco
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu convocherà una riunione del gabinetto di sicurezza in serata, alle ore 20,30 italiane, per discutere gli sviluppi del cessate il fuoco in Iran. Lo dice un funzionario israeliano
Casa Bianca: “Il Libano non fa parte dell'accordo per il cessate il fuoco”
Il Libano non fa parte dell'accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ha riferito mercoledì Axios, citando la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt
Trump: “Presto colloqui di persona, senza Vance per motivi di sicurezza”
"Molto presto" si terranno colloqui di persona tra funzionari americani e iraniani in Pakistan dopo l'accordo raggiunto su un cessate il fuoco di due settimane. Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump nel corso di una intervista telefonica con il New York Post, precisando che il vice presidente JD Vance non vi parteciperà per motivi di sicurezza. "Ci saranno Steve Witkoff, Jared Kushner, JD... forse JD, non lo so", "c'è una questione di sicurezza", ha detto Trump
Media: “L’Iran blocca di nuovo Hormuz a causa dei raid Idf sul Libano”
L'Iran ha nuovamente bloccato il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz a causa degli attacchi israeliani in Libano. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Fars. "Contemporaneamente agli attacchi israeliani contro il Libano, il passaggio delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz è stato bloccato", si legge
Pakistan: “Sia rispettata la tregua, violazioni minano la pace”
Il premier pachistano Shehbaz Sharif ha dichiarato che "tutte le parti devono esercitare moderazione e rispettare il cessate il fuoco" di due settimane tra Usa e Iran. "Sono state segnalate violazioni del cessate il fuoco in alcuni punti della zona di conflitto, che minano lo spirito del processo di pace", ha dichiarato Sharif
Financial Times: “Israele informato tardi dell’accordo e non ha gradito”
Israele è stato informato tardi dell'accordo tra Stati Uniti e Iran senza essere consultato e "non ha gradito". Lo scrive il Wall Street Journal, che cita i mediatori e una fonte informata, secondo cui la consultazione si è limitata a una telefonata del presidente Donald Trump al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu poco prima dell'annuncio del cessate il fuoco la notte scorsa. Secondo le fonti, i funzionari israeliani non erano soddisfatti dei termini, compresa l'inclusione del Libano nell'accordo, poiché Israele considera l'Iran e il Libano come due scenari distinti. E in effetti stamattina Netanyahu ha dichiarato che l'accordo non coinvolge il Paese vicino, che nelle ultime ore Israele sta martellando con un'intensità senza precedenti, contraddicendo una precedente dichiarazione del Pakistan, che sta mediando i colloqui.
Crosetto: “Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire”
"Chiedo alle Nazioni Unite di intervenire presso le Autorità Israeliane con la massima urgenza per chiarire l'accaduto, adottare tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza del contingente italiano e di tutto il personale Unifil e ribadire con fermezza il rispetto del mandato e della protezione dovuta ai caschi blu". Così su X il ministro della Difesa Guido Crosetto in merito ai colpi esplosi contro un mezzo Unifil. "L'Italia continuerà a sostenere la missione di pace, ma pretende il pieno rispetto del ruolo di Unifil e la tutela dei propri militari - aggiunge - Episodi come questo sono intollerabili e non devono ripetersi"
Tajani: “Ho dato indicazione di convocare l'ambasciatore d'Israele”
"Ho appena dato indicazioni di convocare al Ministero degli Esteri l'ambasciatore di Israele in Italia, per chiarire quanto accaduto oggi in Libano. I militari italiani non si toccano". Lo scrive su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.
Iran: “Discusso con il Pakistan la violazione del cessate il fuoco di Israele”
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha discusso delle "violazioni israeliane del cessate il fuoco in Iran e Libano" in una telefonata con il capo dell'esercito pakistano, il generale Asim Munir. In una lettura dei discorsi rilasciati da Araghchi su Telegram, Araghchi ha anche affermato di esprimere apprezzamento per gli "sforzi efficaci del Pakistan per porre fine alla guerra e rafforzare la pace e la sicurezza nella regione"
Media: “L’Iran valuta l’ipotesi di riprendere i raid contro Israele”
L'Iran sta valutando la possibilità di riprendere gli attacchi contro Israele in risposta a quelle che considera "violazioni del cessate il fuoco temporaneo in Libano": lo scrive l'agenzia di stampa iraniana Fars, citando un funzionario iraniano. Lo riporta Al Jazeera
Teheran: “Puniremo Israele per i raid in Libano”
L'Iran "punirà Israele in risposta al crimine commesso in Libano e alla violazione dei termini del cessate il fuoco". Lo dice un funzionario iraniano ad Al Jazeera. "Il cessate il fuoco include la regione, e Israele è noto per non mantenere le promesse e sarà scoraggiato solo dai proiettili", ha detto il funzionario. L'agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte militare anonima, afferma che l'Iran sta preparando una risposta alla violazione del cessate il fuoco da parte di Israele
Croce Rossa: “80 morti e 200 feriti nei raid israeliani”
E' di 80 morti e 200 feriti il bilancio dei raid israeliani di oggi su Beirut e altre località del Libano. Lo dice la Croce Rossa libanese secondo Al Arabiya
Il premier del Libano denuncia “una strage di civili” nei raid di Israele
"Israele continua a espandere la sua aggressione prendendo di mira aree residenziali densamente popolate e togliendo la vita a civili disarmati in varie parti del Libano, inclusa, in particolare, la capitale Beirut". Lo denuncia il premier libanese Nawaf Salam, in una drammatica dichiarazione ripresa con evidenza dalla Bbc britannica, sullo sfondo d'immagini di devastazioni estese. Salam evoca di fatto una strage di civili, smentendo i riferimenti dei bollettini di guerra israeliani che citano vittime solo fra gli Hezbollah sulla scia dell'ultima ondata di raid a tappeto
Tajani: “L’Idf non ha nessuna autorità per toccare i nostri militari”
"Appena uscito da quest'Aula chiederò al ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano, le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani". Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, facendo il punto sulla situazione in Libano durante il Question Time a Montecitorio
Tajani: “Chiederemo chiarimenti all’ambasciatore di Israele sugli spari al mezzo Unifil”
"Appena uscito da quest'aula chiederò al ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano" in Libano. "Per ribadire, i soldati italiani in Libano non si toccano. Le forze armate israeliane non hanno alcuna autorità per toccare i militari italiani". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera
L’Iran minaccia di rompere la tregua per i raid israeliani sul Libano
"In seguito alla violazione, da parte di Israele, del cessate il fuoco in Libano e contro Hezbollah, l'Iran si sta preparando a condurre operazioni contro le posizioni militari in Israele". Lo ha dichiarato una fonte della sicurezza iraniana citata dall'agenzia di stampa Fars. La fonte ha aggiunto che "a Teheran si sta diffondendo la convinzione che i continui attacchi, nonostante l'accordo, siano un segno dell'incapacità degli Stati Uniti di controllare Netanyahu o che Israele abbia ottenuto libertà d'azione dal Comando Centrale degli Stati Uniti"
Tajani: “Gli spari dell’Idf hanno danneggiato un veicolo Unifil italiano, nessun ferito”
"Una colonna italiana dell'Unifil che portava elementi a Beirut per il rimpatrio è stata bloccata dall'Idf. I colpi di avvertimento israeliani hanno danneggiato un nostro veicolo. Per fortuna nessun ferito, ma la colonna è dovuta rientrare". Lo ha riferito alla Camera durante il Question Time il ministro degli Esteri Antonio Tajani, annunciando che chiederà al "ministero degli Esteri di chiedere informazioni immediate all'ambasciatore di Israele in Italia su ciò che è accaduto e che ha portato al danneggiamento di un mezzo militare italiano". E "per ribadire che i soldati italiani in Libano non si toccano. L'Idf non ha alcuna autorità per toccare i militari italiani", ha sottolineato Tajani
Katz: “Attacco a sorpresa contro centinaia di membri di Hezbollah”
"Le Forze di Difesa Israeliane hanno effettuato un attacco a sorpresa contro centinaia di terroristi di Hezbollah nei centri di comando in tutto il Libano. Questo è il colpo concentrato più duro che Hezbollah abbia subito dall'Operazione Beepers". Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, riferendosi all'operazione del 2024 che utilizzò cercapersone esplosivi. Lo riporta il Times of Israel. Katz ha aggiunto che il leader di Hezbollah, Naim Qassem, era stato avvertito che "Hezbollah avrebbe pagato un prezzo molto alto per aver attaccato Israele e che anche per lui arriverà il momento di pagare"
Tajani: “La legge sulla pena di morte in Israele deve essere ritirata”
Tajani: “La legge sulla pena di morte in Israele deve essere ritirata”
Tajani: “Israele garantisca l’ingresso degli aiuti a Gaza”
"Al governo israeliano continuiamo a chiedere con forza di garantire l'accesso umanitario alla Striscia di Gaza; di condannare e reprimere i comportamenti dei coloni violenti, anche contro le comunità cristiane; di astenersi da qualsiasi ipotesi di annessione della Cisgiordania". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time alla Camera
Il più grande bombardamento del Libano da inizio guerra. Israele colpisce anche il centro di Beirut
Il più grande bombardamento del Libano da inizio guerra. Israele colpisce anche il centro di Beirut
Iran: “Israele si fermi in Libano altrimenti ci saranno conseguenze”
L'ambasciatore e rappresentante permanente dell'Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra Ali Bahreini ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano e che qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Lo riporta il quotidiano libanese L'Orient Le Jour
Russia: “Non ignorare la devastante escalation in Libano”
La Russia chiede che non sia ignorata l'escalation di violenza in Libano. La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova, ha sottolineato che "la devastante escalation d violenza in Libano non deve essere sottovalutata quando si parla della crisi in cui è precipitato il Medio Oriente. Anzi. Gli sviluppi in Libano sono il frutto di una aggressione non provocata di Stati Uniti e Israele"
Ministro della sanità del Libano: “Decine di morti e centinaia di feriti nei raid israeliani”
I raid israeliani di oggi in Libano, i pù violenti dalla ripresa degli attacchi il 2 marzo scorso, hanno fatto "decine di morti e centinaia di feriti". Lo ha detto il ministero della Sanità di Beirut, dopo che anche la Croce rossa ha parlato di 300 tra morti e feriti nella capitale libanese e nei sobborghi meridionali. Precisando che si tratta di un bilancio preliminare, il ministero ha parlato di "una pericolosa escalation"
Media: “Qassem, il leader di Hezbollah, obiettivo dei raid di Israele”
Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, era incluso nella lista degli obiettivi dei raid israeliani condotti a decine contemporaneamente sul Libano in queste ore. Lo ha riferito la tv israeliana Channel 12, secondo cui "è possibile che non si trovasse nel luogo preso di mira, un 'quartier generale di emergenza' del partito"
Croce Rossa: “Oltre 300 morti e feriti a Beirut per i raid israeliani”
Gli attacchi israeliani hanno causato oltre 300 morti e feriti a Beirut e nella sua periferia meridionale Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah. Lo riferisce ad Al Arabi il capo della Croce Rossa libanese, come riporta Haaretz. Molte persone sono ancora intrappolate sotto le macerie, mentre gli ospedali della zona sono sotto forte pressione. Il ministero libanese parla di decine di morti e centinaia di feriti
Hegseth: “L’Iran ci darà l’uranio arricchito o ce lo prenderemo”
L'Iran consegnerà l'uranio arricchito o gli Stati Uniti se lo prenderanno. E' l'avvertimento lanciato dal vice presidente americano JD Vance durante la sua visita in Ungheria. "L'Iran darà agli Stati Uniti il suo uranio arricchito o ce lo prenderemo noi", ha affermato
Hegseth: “Gli Usa rimarranno nella regione per garantire l’apertura di Hormuz”
Pete Hegseth ha affermato che le forze americane rimarranno nella regione durante il cessate il fuoco con l'Iran. "Rimarremo nei paraggi, non andremo da nessuna parte", ha detto il segretario alla Difesa durante un briefing sullìoperazione 'Epic Fury'. Hegseth ha poi spiegato che le forze armate Usa nella regione "garantiranno che l'Iran rispetti questo cessate il fuoco", incluso il passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz
Fonte di Teheran: “Potremmo riaprire Hormuz domani o venerdì”
Un alto funzionario iraniano coinvolto nei colloqui con gli Stati Uniti ha dichiarato: "Potremmo riaprire lo Stretto di Hormuz in modo limitato e controllato" domani o venerdì. Lo scrive Ynet News, citando la Reuters. Il funzionario ha aggiunto che "se raggiungeremo un'intesa su un quadro per i colloqui, lo Stretto potrebbe essere aperto sotto il controllo iraniano. Il cessate il fuoco è fragile, preferiamo una pace a lungo termine ma non temiamo di tornare alla guerra"
La Spagna convoca l’incaricato d’affari di Israele per l’arresto di un casco blu in Libano
Le autorità spagnole hanno convocato l'incaricato d'affari israeliano a Madrid dopo l'arresto di un soldato spagnolo in forza all'Unifil in Libano. A darne notizia sono fonti del ministero degli Esteri spagnolo citate dall'Afp. L'incaricato d'affari è stato convocato "per protestare contro l'ingiustificabile detenzione di un soldato spagnolo dell'Unifil ad opera dell'esercito israeliano". Ieri la forza di interposizione Onu in Libano aveva annunciato che le forze israeliane avevano arrestato uno dei caschi blu dopo "aver bloccato un convoglio logistico", senza precisare la nazionalità del militare fermato. Il soldato "era stato rilasciato in meno di un'ora"
Media: “Beirut travolta dai raid, vittime per le strade e panico”
Una massiccia ondata di israeliani hacolpito Beirut nell'arco di pochi minuti, investendo simultaneamente diversi quartieri della capitale libanese, dal centro al lungomare fino alla periferia sud. Lo riferiscono fonti locali e testimoni oculari. Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di "scene apocalittiche", con edifici danneggiati o distrutti e colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione
Caine: “Riprenderemo gli attacchi se i negoziati falliscono”
Il generale Dan Caine, capo dello stato maggiore congiunto, ha avvertito che il Pentagono è pronto a riprendere la campagna militare contro l'Iran se il cessate il fuoco dovesse crollare e i negoziati fallire. "Un cessate il fuoco è una pausa", ha dichiarato Caine, aggiungendo che le forze statunitensi sono pronte a riprendere le operazioni di combattimento
Hegseth: “L’Iran ha implorato la tregua, il suo esercito è decimato”
L'Iran "ha implorato questo cessate il fuoco" e l'operazione Epic Fury ha "decimato" l'esercito iraniano. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran. Hegseth ha affermato che il programma missilistico dell'Iran è stato "di fatto distrutto" e che la marina iraniana "è in fondo al mare"
Hegseth: “Trump ha fatto la storia, Iran smantellato in 38 giorni”
Donald Trump "ha fatto la storia. Nessun altro presidente ha mostrato la determinazione di Trump". Lo ha detto il capo del Pentagono Pete Hegseth, sottolineando che l'operazione Epic Fury ha "decimato" l'Iran. "In 38 giorni abbiamo smantellato" l'Iran, "rendendolo incapace di difendere la sua popolazione. Abbiamo raggiunto tutti gli obiettivi", ha aggiunto Hegseth
Hegseth: “Raggiunta una vittoria storica”
E' stata raggiunta "una vittoria storica" in Iran. Lo ha dichiarato il capo del Pentagono Pete Hegseth nel corso di una conferenza stampa congiunta con il Capo di Stato Maggiore Congiunto, il generale Dan Caine, dopo l'accordo di un cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran. "L'operazione Epic Fury è stata una vittoria storica e schiacciante sul campo di battaglia, una vittoria militare con la V maiuscola", ha affermato Hegseth, aggiungendo che l'operazione ha reso "inefficace la capacità di combattimento dell'esercito iraniano per gli anni a venire"
Meloni e i leader europei: “Tutti attuino il cessate il fuoco”
"Esortiamo tutte le parti ad attuare il cessate il fuoco, anche in Libano". È una delle richieste contenute nella dichiarazione congiunta firmata dai leader Ue. "Accogliamo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato oggi tra gli Usa e l'Iran. Ringraziamo il Pakistan e tutti i partner coinvolti per aver facilitato questo importante accordo. L'obiettivo deve ora essere quello di negoziare una fine rapida e duratura della guerra nei prossimi giorni. Ciò può essere realizzato solo con mezzi diplomatici". Lo affermano i leader Emmanuel Macron, Giorgia Meloni, Friederich Merz, Keir Starmer, Mette Frederiksen, Jens Jetten, Pedro Sanchez e la presidente della commissione europea von der Leyen, il presidente del consiglio europeo Costa e il primo ministro canadese Carney
Idf: “Completata la più grossa ondata di raid su Hezbollah dall’inizio della guerra”
Le forze armate israeliane hanno dichiarato di aver completato la più grande ondata di attacchi aerei contro Hezbollah in Libano dall'inizio dei combattimenti, colpendo 100 obiettivi in 10 minuti. Secondo quanto riferito dall'Idf, tra gli obiettivi colpiti a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale c'erano il quartier generale e gli uffici dei servizi segreti utilizzati dall'organizzazione terroristica per pianificare attacchi contro le truppe e i civili israeliani. Prese di mira anche le infrastrutture delle unità missilistiche e navali di Hezbollah, oltre alle risorse della forza d'élite Radwan
Trump: “Parliamo con l’Iran delle sanzioni, molti dei 15 punti già concordati”
"Stiamo, e continueremo a discutere con l'Iran di una riduzione delle tariffe e delle sanzioni. Molti dei 15 punti sono già stati concordati. Grazie per l'attenzione che ci avete dedicato". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Trump: “Collaboreremo con l'Iran per rimuovere tutta la polvere nucleare”
"Gli Stati Uniti collaboreranno strettamente con l'Iran che, a nostro avviso, ha attraversato un cambiamento di regime che si rivelerà molto produttivo! Non ci sarà alcun arricchimento dell'uranio e gli Stati Uniti, in collaborazione con l'Iran, dissotterreranno e rimuoveranno tutta la "polvere" nucleare (dei bombardieri B-2) sepolta in profondità. Questa è, ed è stata, sotto stretta sorveglianza satellitare (Space Force!). Nulla è stato toccato dalla data dell'attacco". Lo scrive su Truth il presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Il presidente del Libano: “Il nostro Paese sia incluso nella tregua nella regione”
Accoglie con favore la tregua annunciata tra Usa e Iran e auspica il Libano venga incluso nella tregua nella regione il presidente libanese Joseph Aoun. Aoun, rende noto su X la presidenza libanese, ha insistito sul lavoro del Paese dei Cedri, sugli "sforzi affinché la pace nella regione includa il Libano", una pace "stabile e duratura". Parole che arrivano dopo che nella notte, annunciando gli ultimi sviluppi, il premier pakistano Shehbaz Sharif ha scritto su X che Iran e Stati Uniti, "con i loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, anche in Libano e altrove, con effetto immediato". Ma poi in una dichiarazione diffusa dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu è stato precisato che "il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano". E le forze israeliane (Idf) hanno confermato che continuano le operazioni in Libano contro gli Hezbollah, storicamente sostenuti dall'Iran
Trump: “Dazi al 50% a chi vende le armi a Teheran”
"A qualsiasi Paese che fornisca armamenti all'Iran verranno applicati immediatamente dazi al 50% su tutte le merci vendute agli Stati Uniti, con effetto immediato". Scrive così in un nuovo post su Truth il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aggiungendo che "non ci saranno eccezioni né esenzioni" dopo l'annunciato accordo per una tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran
Macron accoglie Kohler e Paris di rientro dall’Iran
Il presidente francese Emmanuel Macron ha accolto all'Eliseo i due francesi liberati dopo essere stati detenuti in Iran per tre anni e mezzo con l'accusa di spionaggio, Cécile Kohler e Jacques Paris, dopo il loro arrivo a Parigi questa mattina. Il loro rilascio "è un grande sollievo per tutti noi", ha dichiarato Macron in un pot, ringraziando "tutti coloro che hanno contribuito a questo risultato"
Media: “Bombardamenti israeliani su Beirut”
Media libanesi hanno riferito di una serie di attacchi israeliani nel quartiere di Dahieh a Beirut, roccaforte di Hezbollah nel sud della capitale libanese. Israele insiste che le operazioni nel Paese dei Cedri contro il gruppo sciita filo-iraniano non rientrano nella tregua di due settimane raggiunta nella notte da Usa e Iran
Teheran: “Colpiti Kuwait ed Emirati dopo il raid su Lavan”
L'Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro il Kuwait e gli Emirati Arabi Uniti dopo i raid aerei contro gli impianti petroliferi sull'isola iraniana di Lavan. Lo ha riferito la televisione di Stato
Pasdaran: “Abbiamo il dito sul grilletto, non ci fidiamo delle promesse Usa”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di essere pronte a rispondere a qualsiasi nuovo attacco e hanno messo in guardia i partner regionali degli Stati Uniti contro la cooperazione. "Abbiamo le mani sul grilletto", hanno affermato in un comunicato. "Non abbiamo fiducia nelle promesse del nemico", si legge nel comunicato, che aggiunge: "Qualsiasi aggressione riceverà una risposta di livello superiore"
Erdogan: “Evitare sabotaggi della tregua”
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accolto con soddisfazione il cessate il fuoco tra Iran e Usa-Israele e ha messo in guardia da "sabotaggi" che potrebbero minare il negoziato. "Esprimo soddisfazione per la sospensione del conflitto che aveva incendiato la nostra regione dallo scorso 28 febbraio. Ora le parti applichino alla lettera le condizioni dell'intesa e non sia data alcuna possibilità a sabotaggi di minare il processo in corso", ha dichiarato il leader turco, ringraziando il Pakistan "dal profondo del cuore" per il ruolo svolto. Erdogan ha ribadito la disponibilità della Turchia ad agire "per la pace e la stabilità nella regione"
Ue: “Nessuna illusione, la crisi energetica non sarà di breve durata”
Nonostante l'accordo raggiunto per un cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, per la Commissione europea "non bisogna farsi illusioni" in quanto "questa crisi che comporta prezzi elevati dell'energia non sarà di breve durata". Lo ha dichiarato la portavoce della Commissione europea per l'Energia, Anna-Kaisa Itkonen, nel briefing quotidiano con la stampa. La portavoce ha ricordato come circa l'8,5% del Gnl provenga dallo Stretto, mentre per quanto riguarda il petrolio, inclusi greggio e prodotti raffinati, si tratta di circa il 7%, proveniente principalmente da Iraq, Kuwait, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Inoltre, per quanto riguarda carburante per aerei e diesel, si parla di circa il 40%, mentre a livello globale lo stretto è attraversato da circa il 20% sia del petrolio sia del Gnl. "Si tratta quindi di un punto di strozzatura estremamente importante e il blocco ha già mostrato l'impatto che può avere", ha aggiunto, aggiungendo di non essere in grado di "fare previsioni su cosa accadrà o su quanto rapidamente potrebbero vedersi effetti positivi". "Tuttavia, ciò che possiamo già prevedere è che questa crisi non sarà di breve durata", ha concluso
Iran, tv di Stato: “La raffineria sull’isola Lavan attaccata dopo l’annuncio della tregua”
La televisione di Stato iraniana ha riferito che una raffineria di petrolio sull'isola di Lavan, in Iran, è stata attaccata poche ore dopo l'annuncio del cessate il fuoco. Secondo l'emittente, i vigili del fuoco sono al lavoro per domare le fiamme e non ci sono feriti. Non è stato specificato chi abbia sferrato l'attacco
Ue: “Lo stretto di Hormuz deve rimanere aperto”
Lo Stretto di Hormuz "è un bene pubblico globale e deve rimanere aperto". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea per gli Affari esteri, Anouar El Anouni, nel briefing quotidiano con la stampa. Il portavoce ha dichiarato di non voler "entrare in speculazioni" sulle dichiarazioni del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, secondo cui il passaggio attraverso lo Stretto resterà in coordinamento con le Forze Armate iraniane, nè sull'ipotesi avanzata dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di istituire un sistema di pedaggio nello Stretto di Hormuz. Per il portavoce il libero passaggio nello Stretto "è in linea con il diritto internazionale così come con il diritto del mare"
Ue: “Chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano”
"La nostra posizione è stata chiara fin dall'inizio e non la cambieremo: chiediamo a Israele di cessare la sua operazione in Libano, nel rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale del Libano". Lo ha detto un portavoce della Commissione Europea. L'Ue, ha aggiunto, inoltre "sostiene pienamente l'Unifil nell'adempimento del suo mandato e che qualsiasi attacco contro l'Unifil è inaccettabile e deve cessare immediatamente"
Vance: "La tregua è fragile e Trump vuole progressi"
Il cessate il fuoco in Iran è "fragile" e Trump è "desideroso di fare progressi". Lo ha detto il vicepresidente Usa, JD Vance
Due navi attraversano Hormuz: sono le prime dopo la tregua
Due navi hanno attraversato lo stretto di Hormuz, le prime dall'annuncio della tregua di due settimane fra Stati Uniti e Iran, ha reso noto il sito per il tracciamento del traffico marittimo MarineTraffic. La nave cargo NJ Earth, di proprietà di un armatore greco, è passata dallo Stretto dalle 10.44 di questa mattina (ora italiana), e la Daytona Beach, con bandiera della Liberia, era passata prima, alle 8.59, poco dopo aver lasciato il porto di Bandar Abbas
Cremlino: “Il cessate il fuoco in Iran è una decisione molto importante”
Il Cremlino accoglie come una "decisione molto importante" il cessate il fuoco nel Golfo Persico, ha affermato il portavoce, Dmitry Peskov. "Abbiamo accolto con favore queste notizie di un cessate il fuoco e accogliamo con favore la decisione di non proseguire lungo la strada dell'escalation armata, soprattutto di non lanciare attacchi contro obiettivi civili e obiettivi economici dell'Iran", ha affermato Peskov, citato dall'agenzia Interfax
Pasdaran: “Le navi possono attraversare Hormuz solo con il nostro permesso”
Nonostante il cessate il fuoco, la Marina iraniana ha avvertito le navi ancorate vicino a Hormuz che resta necessario ottenere l'autorizzazione di Teheran per attraversare lo stretto. "E' necessario ricevere il permesso dalla Marina dei Pasdaran per attraversare lo stretto. Qualsiasi nave che tenti il passaggio senza autorizzazione sarà distrutta", si sente in una comunicazione radio diffusa alle imbarcazioni e condivisa con il Wall Street Journal da uno dei membri degli equipaggi. Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di aver accettato una tregua di due settimane con l'Iran a condizione di una riapertura "completa, immediata e sicura" di Hormuz. Teheran, tuttavia, ha lasciato intendere di voler continuare a esercitare la propria influenza sulla rotta marittima
Mosca: “Ora negoziati diretti Washington-Teheran”
La Russia auspica che a breve si possano stabilire contatti diretti tra Iran e Stati Uniti. Lo ha dichiarato il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov, secondo quanto riporta Ria Novosti. "Ci auguriamo che, come riportato dai media, nei prossimi giorni si svolgano contatti diretti tra le delegazioni iraniana e americana, che consentano la prosecuzione di colloqui pacifici e permettano a ciascuna parte di difendere i propri interessi non attraverso l'intervento armato, ma al tavolo delle trattative", ha detto Peskov. Il primo colloquio diretto è previsto per venerdì a Islamabad. A guidare la delegazione Usa sarà il vicepresidente JD Vance
Macron: “Quindici Paesi mobilitati per la ripresa del traffico a Hormuz”
"Circa 15 Paesi sono attualmente mobilitati e partecipano alla pianificazione, sotto la guida della Francia, per consentire l'attuazione di questa missione strettamente difensiva in coordinamento con l'Iran per facilitare la ripresa del traffico". Così il presidente francese Emmanuel Macron parlando dei progetti per lo Stretto di Hormuz durante un incontro con i suoi consiglieri e i membri del suo governo. Lo riporta Reuters sul sito
Zelensky: “Il cessate il fuoco è la decisione giusta, ora la Russia faccia altrettanto”
"Un cessate il fuoco è la decisione giusta che porta alla fine della guerra. Significa salvare vite umane, abbandonare la distruzione di città e villaggi e consentire alle centrali elettriche e ad altre infrastrutture di funzionare normalmente, fornendo così il tempo e le condizioni necessarie affinché la diplomazia dia i suoi frutti. L'Ucraina ha sempre chiesto un cessate il fuoco nella guerra condotta dalla Russia qui in Europa contro il nostro Stato e il nostro popolo, e sosteniamo il cessate il fuoco in Medioriente e nel Golfo che apre la strada agli sforzi diplomatici. L'Ucraina ribadisce alla Russia: siamo pronti a rispondere con la stessa moneta se i russi cessano i loro attacchi". Lo ha scritto su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Secondo il leader di Kiev "è evidente a tutti che un cessate il fuoco può creare i presupposti necessari per raggiungere un accordo. Diversi Paesi sono stati coinvolti nel processo negoziale ed è importante che gli Stati Uniti abbiano compiuto questo passo diplomatico"
Arabia Saudita: “La tregua porti a una de-escalation completa”
L'Arabia Saudita ha espresso il proprio sostegno al cessate il fuoco di due settimane raggiunto tra Stati Uniti e Iran, auspicando un accordo globale per riportare la stabilità nella regione. "Il Regno auspica che il cessate il fuoco rappresenti un'opportunità per raggiungere una de-escalation completa e sostenibile, rafforzando la sicurezza della regione, e che cessino tutti gli attacchi o le politiche che minano la sovranità, la sicurezza e la stabilità dei Paesi della regione", ha dichiarato il ministero degli Esteri
Leone XIV: “Accolgo con soddisfazione la tregua, veglia di preghiera sabato a San Pietro”
“A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l’annuncio di una tregua immediata di due settimane”. Così papa Leone XIV a conclusione dell’udienza generale in piazza San Pietro. “ Solo attraverso il ritorno al negoziato”, ha proseguito Prevost, “si può giungere alla fine della guerra. Esorto ad accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera auspicando che la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto mondo. Rinnovo a tutti”, ha concluso Leone, “l’invito a unirsi a me nella veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella basilica di San Pietro sabato 11 aprile”
Mosca: “Sconfitto l'approccio dell'attacco militare all'Iran”
L'approccio degli Usa e Israele di un "attacco non provocato" contro l'Iran ha subito una "schiacciante sconfitta". Lo ha detto la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. In un'intervista a Radio Sputnik ripresa dalla Tass, la portavoce ha sottolineato che la Russia "fin dall'inizio ha affermato che questa aggressione doveva essere subito fermata", che "non c'è una soluzione militare" in Medio Oriente e che è invece necessario perseguire una "soluzione politica e diplomatica" basata su un processo negoziale
Israele: “Stop ai raid in Iran ma avanti con le operazioni in Libano”
Israele ha annunciato lo stop alle operazioni in Iran, ma il proseguimento di quelle in Libano. L'Aeronautica non ha effettuato alcun attacco in Iran dalle 3 del mattino, ora in cui, secondo le Forze di Difesa Israeliane, ha condotto una serie di attacchi "volti a ridurre il lancio di missili balistici iraniani contro Israele". L'esercito ha annunciato in un comunicato, rilanciato dal Times of Israel, che "continuerà a combattere contro Hezbollah in Libano". Durante la serie di attacchi "estesi" in Iran durante la notte, i caccia dell'Aeronautica israeliana hanno colpito siti di lancio e rampe di lancio di missili balistici, "con l'obiettivo di ridurre e sopprimere significativamente la portata dei lanci". L'Iran ha continuato a lanciare missili balistici contro Israele fino alle 3,30. L'Idf afferma di aver colpito anche siti di produzione di armi "chiave" in diverse aree dell'Iran prima del cessate il fuoco. "In ottemperanza alle direttive dei vertici politici, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno cessato il fuoco nella campagna contro l'Iran e rimangono in stato di massima allerta, pronte a rispondere a qualsiasi violazione", afferma l'esercito
Sanchez: “Nessun applauso a chi incendia il mondo e si presenta con un secchio d’acqua”
Il premier spagnolo Pedro Sanchez, che si è opposto con fermezza alla guerra all'Iran mossa da Usa e Israele, ha accolto con favore il raggiungimento di un cessate il fuoco in Medioriente ma ha voluto ricordare le responsabilità di chi ha scatenato il conflitto. "I cessate il fuoco sono sempre una buona notizia. Soprattutto se portano a una pace giusta e duratura. Ma il sollievo momentaneo non deve farci dimenticare il caos, la distruzione e le vite perdute. Il governo spagnolo non applaudirà chi incendia il mondo solo perché poi si presenta con un secchio d'acqua", ha scritto su X il leader socialista affermando che "ciò che serve ora" sono "diplomazia, diritto internazionale e pace"
La Cina non conferma se assumerà il ruolo di garante della sicurezza
Il governo cinese ha rifiutato di confermare se assumerà un ruolo di garante della sicurezza nella regione mediorientale, in seguito alla richiesta dell'Iran, e ha ribadito il suo impegno per una soluzione diplomatica che ponga fine al conflitto. La portavoce del ministero degli Esteri, Mao Ning, ha risposto alle notizie relative a una richiesta dell'ambasciatore iraniano a Pea garantire la stabilità nella regione dopo l'annuncio di una tregua tra Teheran e Washington. Mao ha evitato di confermare un coinvolgimento specifico della Cina in merito, limitandosi ad affermare che il Paese "manterrà i contatti con tutte le parti" e continuerà a lavorare per "portare la situazione verso una cessazione globale delle ostilità". La portavoce ha sottolineato che la Cina ha sempre sostenuto la risoluzione delle controversie attraverso mezzi politici e diplomatici e ha ricordato i contatti mantenuti con i Paesi coinvolti fin dall'inizio del conflitto. Allo stesso tempo, ha sostenuto che l'impatto sull'economia globale e sulla sicurezza energetica deriva dalla guerra e ha ribadito l'opposizione di Pechino alle sanzioni unilaterali prive del sostegno del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite
Von der Leyen: “C’era bisogno della tregua. Avanti con i negoziati”
"Accolgo con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato ieri sera tra Stati Uniti e Iran, porta a un allentamento delle tensioni di cui c'era grande bisogno. Ringrazio il Pakistan per la sua mediazione. Ora è fondamentale che proseguano i negoziati per una soluzione duratura a questo conflitto. Continueremo a coordinarci con i nostri partner a tal fine". Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.
I quattro anni di calvario in Iran di Cécile Kohler e Jacques Paris
I cittadini francesi Cécile Kohler e Jacques Paris sono arrivati nella capitale francese stamattina, dopo quasi quattro anni di calvario in Iran, dove sono stati condannati e imprigionati per spionaggio. I due insegnanti, rispettivamente di 41 e 72 anni, sono atterrati all'aeroporto di Parigi-Charles de Gaulle poco prima delle 9:00 (7:00 GMT) con un volo di linea, secondo quanto appreso dall'AFP da una fonte vicina al caso. Sono stati accolti direttamente sulla pista da squadre del Centro Crisi del Ministero degli Affari Esteri e avrebbero dovuto ricongiungersi con le loro famiglie, venute ad accoglierli, prima di essere condotti al Palazzo dell'Eliseo per incontrare il Presidente Emmanuel Macron, ha aggiunto la fonte. Erano arrivati il giorno precedente a Baku, in Azerbaigian, sotto scorta diplomatica dell'Ambasciata francese a Teheran, dove erano stati agli arresti domiciliari per cinque mesi. Emmanuel Macron, che ha parlato con i due ex prigionieri, ha annunciato la loro liberazione martedì pomeriggio, definendola "un sollievo per tutti noi" e ringraziando in particolare "le autorità omanite per i loro sforzi di mediazione".
Starmer oggi nel Golfo
Il primo ministro britannico Keir Starmer inizia oggi una visita negli Stati del Golfo per incontrare i leader regionali e lavorare per garantire il rispetto del cessate il fuoco, ha annunciato Downing Street. "Accolgo con favore l'accordo di cessate il fuoco raggiunto ieri sera", ha dichiarato Starmer in un comunicato. "Insieme ai nostri partner, dobbiamo fare tutto il possibile per sostenere questo cessate il fuoco, trasformarlo in un accordo duraturo e riaprire lo Stretto di Hormuz", ha aggiunto. Il leader britannico "ribadirà il sostegno incrollabile del Regno Unito e la necessità di una soluzione diplomatica a lungo termine per garantire che il cessate il fuoco porti a un accordo duraturo". Durante la visita, programmata prima dell'annuncio del cessate il fuoco, Starmer terrà "discussioni sui passi concreti da intraprendere per ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz". La scorsa settimana Londra ha riunito i rappresentanti di circa 40 Paesi per discutere la riapertura dello Stretto di Hormuz, di fatto bloccato dall'Iran dall'inizio di marzo. Essi avevano chiesto la "riapertura immediata e incondizionata" di questa strategica via navigabile.
Hezbollah annuncia lo stop agli attacchi sul nord di Israele per due settimane
Nelle prime ore di oggi, Hezbollah ha fermato gli attacchi sul nord di Israele e sulle truppe israeliane in Libano, nell'ambito del cessate il fuoco annunciato in precedenza da Stati Uniti e Iran, secondo quanto riferito a Reuters da tre fonti libanesi vicine al gruppo. Il primo ministro pachistano Shehbaz Sharif, figura chiave nei colloqui per il cessate il fuoco, ha dichiarato che la tregua di due settimane avrebbe incluso il Libano, dove il 2 marzo è scoppiata una nuova guerra tra Hezbollah, sostenuto dall'Iran, e Israele. Reuters aveva riportato il mese scorso che l'Iran voleva che il Libano fosse incluso in qualsiasi accordo con gli Stati Uniti. Tuttavia, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato stamattina che la tregua non avrebbe incluso il Libano. Israele ha emesso un nuovo ordine di evacuazione per una città del sud, lasciando intendere che avrebbe presto attaccato anche lì.
Arrivati a Parigi gli ex prigionieri francesi in Iran Kohler e Paris
Gli ex detenuti in Iran Cécile Kohler e Jacques Paris sono arrivati a Parigi.
Le fazioni filo-Iran in Iraq annunciano la sospensione degli attacchi per due settimane
Le fazioni armate filo-iraniane in Iraq, alleate all'interno della "Resistenza islamica in Iraq", hanno annunciato la sospensione per due settimane degli attacchi contro le "basi nemiche" nel Paese e nella regione, in seguito all'annuncio del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. "La Resistenza islamica in Iraq annuncia la sospensione delle sue operazioni in Iraq e nella regione per due settimane", ha dichiarato l'alleanza in un comunicato su Telegram. Alcune fazioni appartenenti a questa rete filo-iraniana hanno rivendicato quotidianamente decine di attacchi con droni e razzi contro "il nemico" in Iraq e in Medio Oriente, senza specificare alcun Paese, dall'inizio della guerra regionale alla fine di febbraio.
Trump: “Per Usa è vittoria totale. Se l’accordo non è buono torniamo in guerra”
Il presidente Usa Donald Trump ha dichiarato che per gli Stati Uniti l’intesa raggiunta è una “vittoria totale”. Aggiungendo che se “l’accordo non è buono torniamo in guerra”.
Axios: colloqui Usa-Iran venerdì a Islamabad
Stati Uniti e Iran terranno nuovi colloqui venerdì a Islamabad, dopo l'annuncio del cessate il fuoco di due settimane. Lo riferisce oggi Axios citando fonti.
Alle 14 conferenza stampa di Hegseth e Caine
Prevista per le 14 ora italiana una conferenza stampa del segretario alla Difesa Usa, Pete Hegseth, e del generale Dan Caine, capo degli Stati Maggiori Riuniti. Lo ha reso noto il Dipartimento della Difesa, come riportano i media americani.
Esplosioni nella capitale del Bahrein
Stamattina sono state udite delle esplosioni a Manama, capitale del Bahrein, poche ore dopo l'annuncio da parte degli Stati Uniti di un cessate il fuoco di due settimane con l'Iran. "La Protezione Civile ha spento un incendio in una struttura causato dall'aggressione iraniana. Non si segnalano feriti", ha dichiarato il ministero dell'Interno su X.
Nyt, Trump ha sentito Netanyahu e il numero uno dell’esercito pakistano prima dell’annuncio
Due telefonate per Donald Trump poco prima dell'annuncio della tregua di due settimane, passato più di un mese dall'avvio di operazioni militari di Usa e Israele contro l'Iran e dopo la discesa in campo del Pakistan come mediatore. A scriverne è il New York Times che cita due funzionari americani secondo cui il tycoon ha sentito il premier israeliano Benjamin Netanyahu e Asim Munir, potente numero uno dell'Esercito pakistano. Munir è noto per essere "il feldmaresciallo preferito di Trump". E Trump, secondo il giornale, lo ha sentito e ha sentito Netanyahu dopo le 17 ora di Washington. "Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, in cui mi è stato chiesto di sospendere l'invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera, e a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane", aveva scritto Trump su Truth nella notte.
Trump: “Penso che Cina abbia convinto Teheran a negoziare”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato all'Afp di ritenere che la Cina abbia contribuito a portare l'Iran al tavolo dei negoziati per concordare l'accordo di cessate il fuoco della durata di due settimane. "Mi sembra di sì", ha affermato Trump, durante un'intervista telefonica, rispondendo alla domanda se Pechino fosse stata coinvolta nel convincere Teheran a negoziare una tregua. Trump dovrebbe recarsi a Pechino il prossimo maggio per incontrare il presidente cinese Xi Jinping.
In Bahrein suona l'allarme missili ore dopo l'accordo sul cessate il fuoco
In Bahrein sono scattate le sirene d'allarme missilistico, poche ore dopo che Stati Uniti e Iran avevano annunciato di aver raggiunto un cessate il fuoco di due settimane, secondo quanto riportato da Ap. Il Ministero dell'Interno del Bahrein ha diffuso l'allarme. L'accordo di cessate il fuoco non specificava immediatamente quando sarebbero cessati i combattimenti. Dopo l'annuncio, l'Iran ha lanciato missili contro gli stati arabi del Golfo e Israele.
Trump: "Età dell'Oro del Medioriente"
"Questa potrebbe essere l'Età dell'Oro del Medioriente". Lo scrive il presidente Usa, Donald Trump, in un post sul suo social Truth.
Kallas oggi in Arabia Saudita
Oggi l'alto rappresentante Ue Kaja Kallas è in Arabia Saudita, dove incontrerà, tra gli altri, il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan Al Saud, e il segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, Jasem Al Budaiwi. "Questo è un momento pericoloso per la regione: il Golfo è coinvolto in un conflitto che non ha scelto, l'Iran ha lanciato centinaia di droni e missili balistici contro i suoi vicini", nota un funzionario Ue. "Kallas discuterà delle modalità per porre fine ai combattimenti e delle possibili vie d'uscita diplomatiche, la diplomazia funziona meglio faccia a faccia".
Trump: “Usa aiuteranno a gestire traffico in stretto di Hormuz”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che gli Usa contribuiranno a gestire l'aumento del traffico nello Stretto di Hormuz. "Ci saranno molte azioni positive! Si guadagneranno un sacco di soldi. L'Iran potrà avviare il processo di ricostruzione", ha scritto Trump su Truth.
Manifestanti pro governo in strada a Teheran: “Morte a Usa e Israele”
Dopo l'annuncio del cessate il fuoco manifestanti filogovernativi sono scesi in strada nella capitale iraniana Teheran gridando "morte all'America, morte a Israele, morte a chi scende a compromessi". A un certo punto gli organizzatori hanno cercato di calmare i manifestanti, ma questi hanno continuato a scandire gli slogan. Hanno anche bruciato bandiere statunitensi e israeliane per strada. Ciò dimostra la rabbia persistente dei radicali, che si erano preparati a quella che molti ritenevano sarebbe stata una battaglia apocalittica con gli Stati Uniti.
Giappone, bene tregua ma raggiungere accordo definitivo
Il Governo giapponese ha accolto con favore il cessate il fuoco di due settimane concordato tra Iran e Stati Uniti, ma ha sottolineato che la cosa più importante è che entrambe le parti raggiungano un "accordo definitivo" attraverso la diplomazia. "Accogliamo la notizia come un passo positivo, ma riteniamo che i risultati debbano essere raggiunti attraverso la diplomazia e speriamo che ci sia presto un accordo definitivo", ha affermato il portavoce del governo, Minoru Kihara, nella sua conferenza stampa quotidiana. Il portavoce ha assicurato che Tokyo continuerà a lavorare insieme alla comunità internazionale per contribuire agli sforzi diplomatici, ma ha chiarito che, per il momento, il capo del governo giapponese, Sanae Takaichi, non ha in programma di parlare con i leader di Stati Uniti e Iran.
Guterres: “Bene accordo su tregua, ora impegno per pace”
Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha accolto con favore la tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, esortando, nello stesso tempo, tutte le parti a impegnarsi per una pace duratura in Medio Oriente.
"Il segretario generale accoglie con favore l'annuncio di un cessate il fuoco di due settimane da parte degli Stati Uniti e dell'Iran", ha dichiarato il suo portavoce Stephane Dujarric in un comunicato, aggiungendo che Guterres "invita tutte le parti coinvolte nell'attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale e ad attenersi ai termini del cessate il fuoco, al fine di spianare la strada verso una pace duratura e globale nella regione".
Netanyahu: “Israele sostiene il cessate fuoco temporaneo con l'Iran. Libano escluso”
"Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere gli attacchi contro l'Iran per due settimane, a condizione che l'Iran apra immediatamente lo Stretto e cessi tutti gli attacchi contro gli Stati Uniti, Israele e i Paesi della regione. Israele sostiene inoltre l'impegno americano per garantire che l'Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terroristica per gli Stati Uniti, Israele, i Paesi arabi confinanti con l'Iran e il mondo intero. Gli Stati Uniti hanno informato Israele del loro impegno a raggiungere questi obiettivi, condivisi da Stati Uniti, Israele e dagli alleati regionali di Israele, nei prossimi negoziati. Il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano". Lo comunica l'ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella prima nota ufficiale sul cessate il fuoco Usa-Iran.
Trump: “Questione uranio sarà risolta, accordo è vittoria per gli Usa al 100%”
La questione dell'uranio iraniano sarà "perfettamente risolta". Lo ha detto Donald Trump in un'intervista alla France Press, definendo l'accordo con l'Iran una vittoria per gli Stati Uniti. "Vittoria totale e completa.
Al 100%. Senza alcun dubbio", ha messo in evidenza – Chi vince veramente? L’analisi di Paolo Mastrolilli
I democratici contro Trump, ha minacciato un genocidio e concesso Hormuz all'Iran
La sua dichiarazione non cambia nulla. Il presidente ha minacciato un genocidio contro il popolo iraniano e continua a brandire la minaccia. Deve essere rimosso". Lo afferma la deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez continuando a criticare Donald Trump nonostante l'accordo per il cessate il fuoco con l'Iran. L'intesa non piace ai democratici che, anzi, la mettono in dubbio. "Trump ha fatto marcia indietro, e il Congresso non merita alcun credito", ha detto secco il deputato Ro Kahnna. "Sono contento che abbia fatto retromarcia", ha aggiunto il leader dei liberal in Senato Chuck Schumer. Il democratico Chris Murphy dubita dell'accordo visto che Stati Uniti e Iran sembrano parlare di termini diversi dell'intesa. Il presidente "almeno per il momento ha concesso all'Iran il controllo" dello Stretto di Hormuz che "non aveva prima della guerra", ha spiegato.
Casa Bianca, accordo su tregua è una vittoria per gli Usa
L'accordo di cessate il fuoco con l'Iran è una "vittoria" per gli Stati Uniti. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: "Una vittoria per gli Stati Uniti, resa possibile dal presidente Trump e dalle nostre formidabili forze armate", ha scritto su X – Chi ci guadagna veramente? L’analisi di Paolo Mastrolilli
Nyt, Trump ha trovato via di uscita dall'Iran ma non risolte le cause della guerra
Trump ha trovato la sua via di uscita in Iran ma le cause della guerra restano irrisolte. Lo riporta il New York Times osservando come il presidente ha prima minacciato di far "morire la civiltà" iraniana e dieci ore dopo si è tirato indietro. "La sua tattica di spingere la retorica a livelli astronomici ha certamente aiutato Trump a trovare quella via di uscita che cercava da settimana. Questo successo di per sé potrebbe alimentare la sua convinzione che le tattiche apprese nel mondo immobiliare di New York, quali ignorare le vecchie convenzioni e avanzare richieste massimaliste, funzionano anche nel mondo geopolitico", mette in evidenza il New York Times. "Senza dubbio si è trattato di una vittoria tattica strappata all'ultimo respiro" ma una vittoria che "non risolve nessuno dei problemi fondamentali che hanno portato alla guerra", ha aggiunto il quotidiano precisando che ora Trump si trova davanti alla sfida di dover raggiungere non solo un accordo duraturo con l'Iran ma di dimostrate al mondo che il conflitto andava combattuto.
Feriti nel sud d'Israele nell'ultima ondata di lanci di missili dall'Iran
I servizi di soccorso israeliani riferiscono di undici feriti lievi a Tel Sheva, nel sud d'Israele, in seguito all'impatto di un frammento da intercettazione nell'ultima ondata di lanci missilistici dall'Iran.
Iraq: bene il cessate il fuoco, ora un dialogo serio e duraturo
Il ministero degli Esteri iracheno ha dichiarato di aver "accolto con favore" il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, auspicando un "dialogo serio e duraturo" tra i due Paesi. Il ministero "invita a consolidare questo passo positivo avviando percorsi di dialogo seri e duraturi che affrontino le cause profonde delle controversie e rafforzino la fiducia reciproca", si legge in un messaggio pubblicato su X.
Media, Iran e Oman riscuoteranno pedaggi a Hormuz
Il piano per il cessate il fuoco di due settimane prevede di consentire all'Iran e all'Oman di riscuotere pedaggi dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz. Lo riporta l'Associated Press sul proprio sito citando alcune fonti, secondo le quali l'Iran destinerà i fondi raccolti alla ricostruzione.
Rubio conferma la liberazione di Shelly Kittleson
Il segretario di Stato Marco Rubio conferma la liberazione della giornalista americana Shelly Kittleson, affermando che gli Stati Uniti stanno lavorando per sostenere la sua uscita sicura dall'Iraq.
Israele denuncia lancio missili iraniani su suo territorio
L'esercito israeliano ha diffuso tre avvisi in rapida successione segnalando che l'Iran aveva lanciato missili contro il suo territorio. Gli avvisi sono stati emessi dopo che Trump ha dichiarato di aver acconsentito al cessate il fuoco. "L'esercito israeliano ha individuato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito sul proprio canale Telegram ufficiale. Secondo i corrispondenti dell'Afp, sono state udite esplosioni da Gerusalemme e da Gerico.
Pakistan: il cessate il fuoco vale ovunque, anche in Libano
"Sono lieto di annunciare che la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti, insieme ai loro alleati, hanno concordato un cessate il fuoco immediato ovunque, inclusi il Libano e altrove". Lo afferma il premier del Pakistan Shehbaz Sharif su X.
Sirene in tutto Israele a seguito di lanci missilistici dall'Iran
Le sirene stanno suonando a nord, sud e centro d'Israele a seguito di lanci missilistici dall'Iran. A Gerusalemme, in seguito a un lancio avvenuto poco fa, i servizi di soccorso riportano un'area impattata da frammenti intercettati, ma nessun ferito.
Gli Usa pronti a colloqui diretti, a Islamabad anche Vance
L'amministrazione Trump si prepara a colloqui diretti con l'Iran. Lo riporta la Cnn citando alcune fonti secondo le quali per la Casa Bianca a Islamabad dovrebbero esserci il vicepresidente JD Vance, oltre agli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner.
Teheran conferma la riapertura di Hormuz
"Se gli attacchi nei confronti dell'Iran cessano, le nostre potenti forze armate fermeranno le operazioni difensive. Per un periodo di due settimane, sarà possibile il transito sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate dell'Iran e tenendo in considerazione limitazioni tecniche". Lo afferma il ministro degli Esteri iraniano, Seyed Abbas Araghchi, annunciando il sì di Teheran al cessate il fuoco di 15 giorni nella guerra con gli Usa.
Ecco i 10 punti della proposta: c’è anche un pedaggio di Teheran a Hormuz
Dieci punti presentati dall'Iran agli Stati Uniti. Tra le novità, c'è l'ipotesi che l'Iran faccia pagare un pedaggio per il passaggio dallo Stretto di Hormuz. Questi i punti: garanzia che l'Iran non verrà più attaccato; fine permanente della guerra, non solo un cessate il fuoco; fine degli attacchi israeliani in Libano; revoca di tutte le sanzioni statunitensi contro l'Iran; fine di tutti i combattimenti regionali contro gli alleati dell'Iran. In cambio, l'Iran aprirebbe lo Stretto di Hormuz, imporrebbe una tassa di 2 milioni di dollari per nave nello Stretto di Hormuz, dividerebbe questi introiti con l'Oman, stabilirebbe regole per il passaggio sicuro attraverso Hormuz e userebbe i proventi di Hormuz per la ricostruzione invece che per le riparazioni.
Cessati gli attacchi Usa in iran
Un funzionario statunitense ha dichiarato al New York Times che gli attacchi militari americani contro l'Iran sono cessati, in conformità con l'accordo di cessate il fuoco di due settimane.
Trump: “Proposta in 10 punti dell’Iran base per negoziare”
"Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall'Iran e riteniamo che sia una base praticabile su cui negoziare. Quasi tutti i vari punti di controversia passati sono stati concordati tra gli Stati Uniti e l'Iran, ma un periodo di due settimane consentirà di finalizzare e portare a compimento l'accordo", scrive ancora Trump su Truth.
Teheran: “Una vittoria. Rimanere uniti e determinati”
"Ci congratuliamo con il popolo dell'Iran per questa vittoria e ribadiamo che, fino a quando non saranno definiti i dettagli finali della vittoria stessa, funzionari e cittadini devono rimanere uniti e determinati". Il Supremo Consiglio di Sicurezza Nazionale della Repubblica islamica annuncia, come riferiscono Cnn e New York Times, che gli Stati Uniti hanno accettato tutti i 10 punti del piano proposto da Teheran per porre fine alla guerra.
Media, Teheran ha chiesto di cancellare le sanzioni
L'Iran ha inserito nei dieci punti della proposta di tregua agli Stati Uniti la cancellazione delle sanzioni primarie e secondarie. Lo riportano i media iraniani.
Primo round trattative venerdì a Islamabad
Il primo round di trattative fra Stati Uniti e Iran per un accordo per mettere fine alla guerra è previsto a Islamabad venerdì. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Teheran: “Ritirata umiliante di Trump”
La tv di stato iraniana definisce una “ritirata umiliante” quella di Trump. “Ha accettato le condizioni dell’Iran per la fine della guerra”
Sirene a Gerusalemme per lanci di missili dall'Iran
Le sirene sono suonate a Gerusalemme e nell'area del centro ed est d'Israele in seguito a lanci missilistici dall'Iran. A Gerusalemme si sono sentite esplosioni. Lo constata l'Ansa sul posto.
Il petrolio affonda a New York con Trump, -10%
Il petrolio affonda a New York, dove le quotazioni perdono il 10% con Donald Trump che ha accettato di posticipare la scadenza del suo ultimatum.
Nyt: Teheran dice sì a proposta di tregua
L'Iran ha accettato la proposta di tregua di 2 settimane nella guerra con gli Stati Uniti. Lo afferma il New York Times evidenziando che la proposta, formulata dal Pakistan, sarebbe stata approvata direttamente dalla nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei. Decisivo, secondo il quotidiano, anche l'intervento della Cina.
Casa Bianca, anche Israele ha accettato il cessate il fuoco
Secondo la Casa Bianca, anche Israele avrebbe accettato il cessate il fuoco di due settimane.
Trump: “Stop a condizione che riapra Hormuz”
Lo stop ai bombardamenti è "a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz". Lo afferma Donald Trump. "Sulla base delle conversazioni intrattenute con il Primo Ministro Shehbaz Sharif e con il Feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan; i quali hanno richiesto che io sospendessi la forza distruttiva in fase di invio questa notte verso l'Iran; e a condizione che la Repubblica Islamica dell'Iran acconsenta all'APERTURA COMPLETA, IMMEDIATA e SICURA dello Stretto di Hormuz, accetto di sospendere i bombardamenti per un periodo di due settimane".
Trump: “Accetto cessate il fuoco di due settimane”
"Accetto di sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane. Si tratterà di un CESSATE IL FUOCO bilaterale", scrive Trump su Truth. Sottolineando che "la ragione di tale decisione risiede nel fatto che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari e siamo a un punto molto avanzato nella definizione di un accordo definitivo riguardante una PACE a lungo termine con l'Iran, nonché la PACE in Medio Oriente".
Proiettile caduto a Baghdad, 2 morti tra cui un bambino
Due persone, tra cui un bambino di otto anni, sono morte a Baghdad dopo che un proiettile è caduto sulla loro abitazione, provocando un incendio. Lo ha riferito una fonte della polizia all'Afp, secondo cui "altri tre civili, tra cui una donna, sono rimasti feriti", nel quartiere di Amiriya, nella parte orientale della capitale irachena.
Frenetici contatti diplomatici tra i mediatori tra Usa e Iran
I diplomatici stanno lavorando freneticamente per raggiungere un accordo prima che scada la scadenza fissata da Trump all'Iran. Il ministero degli Esteri pakistano ha rilasciato dichiarazioni in merito alle telefonate tra Dar es Salaam e i ministri degli esteri di Egitto, Arabia Saudita, Turchia e Marocco sulla "situazione regionale in evoluzione". Un comunicato del ministero degli Esteri egiziano ha affermato che sono stati discussi sforzi congiunti per raggiungere un'intesa tra Stati Uniti e Iran al fine di porre fine ai combattimenti.
Media, complesso petrolchimico in Iran colpito da attacco aereo
Un complesso petrolchimico nel sud-ovest dell'Iran è stato colpito da un attacco aereo israelo-americano che non ha causato vittime, hanno annunciato due funzionari citati da un media iraniano. Il direttore delle relazioni pubbliche della società petrolchimica Amir Kabir Petrochemical Company di Mahshahr ha dichiarato che un'unità di questo complesso è stata attaccata, secondo l'agenzia di stampa Mehr. L'attacco aereo è avvenuto poco prima di mezzanotte e non ha causato vittime, ha precisato all'agenzia il vicegovernatore della provincia del Khuzestan.
Ambasciatore Teheran in Pakistan, passo avanti dopo fase delicata
L'ambasciatore iraniano in Pakistan, Reza Amiri Moghadam, ha dichiarato in un post su X che "a oggi" si è fatto "un passo avanti rispetto alla fase critica e delicata". "Nella prossima fase, il rispetto e la cordialità dovranno sostituire la retorica e dalla ridondanza. Restate sintonizzati", ha aggiunto.
Agenzie sicurezza Usa: hacker Teheran hanno attaccato nostre infrastrutture
Le agenzie di sicurezza federali americane affermano che hacker iraniani hanno sferrato attacchi informatici contro i sistemi idrici ed energetici degli Stati Uniti, poche ore dopo che Trump aveva minacciato di distruggere le infrastrutture civili iraniane. In una dichiarazione congiunta, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency, l'Fbi, la National Security Agency e il dipartimento dell'Energia hanno reso noto che hacker sostenuti dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica hanno avviato attacchi informatici contro le infrastrutture energetiche statunitensi.
Arabia Saudita, intercettati cinque missili verso l'est
L'Arabia Saudita ha reso noto di aver intercettato cinque missili lanciati verso la regione orientale.
Manifestazione davanti alla Casa Bianca contro Trump
Il National Iranian American Council, un'organizzazione non profit con sede a Washington, ha convocato con una ventina di altre organizzazioni una manifestazione per stasera davanti alla Casa Bianca per protestare contro la retorica del presidente Trump riguardo alla guerra. "Non c'è ambiguità: minacciare la distruzione di una civiltà costituisce un linguaggio genocida", ha affermato il presidente dell'organizzazione, Jamal Abdi. Le parole del presidente, ha aggiunto, costituiscono "una pericolosa e illegittima escalation che mette a rischio milioni di civili".
Israele emette avviso di evacuazione nel sud del Libano
L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per Tiro, nel sud del Libano.
Qatar, 4 feriti dai detriti di un missile abbattuto. C’è anche un bambino
Il ministero dell'Interno del Qatar ha dichiarato che quattro persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite dopo che alcuni detriti sono caduti su un'abitazione nella zona di Muraikh in seguito all'intercettazione di missili iraniani. Lo riporta il Guardian.
Cnn, per fonte pachistana presto buone notizie da Usa e Iran
Una fonte pachistana ha riferito alla Cnn che "presto sono attese buone notizie da entrambe le parti" dopo che il Pakistan ha chiesto a Donald Trump di prorogare di due settimane la sua scadenza e all'Iran di riaprire lo stretto di Hormuz per lo stesso periodo per permettere di raggiungere un accordo. La fonte ha riferito alla testata giornalistica che si prevede di raggiungere un'intesa entro stanotte. La fonte anonima afferma che le discussioni sono dirette dal capo dell'esercito pakistano Asim Munir.