Guerra in Iran, le news del 30 giugno. Nyt: “L’Oman propone il pedaggio volontario a Hormuz”. A Doha colloqui indiretti Usa-Iran

Guerra in Iran, le news del 30 giugno. Nyt: “L’Oman propone il pedaggio volontario a Hormuz”. A Doha colloqui indiretti Usa-Iran
Witkoff e Kushner non vedranno i funzionari iraniani In Qatar. Di Maio, in qualità di Rappresentante speciale europeo per il Golfo, incontrerà il primo ministro Al Thani. Non si fermano i raid di Israele sul sud del Libano
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Gl inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner sono arrivati a Doha per i colloqui con i mediatori del Qatar. Smentito, sia da da fonti Usa che da Teheran, l’incontro con i funzionari iraniani. Semmai, riferisce l’emittente al Arabyia, domani ci saranno negoziati indiretti tra Washington e pasdaran. Sul tavolo il nodo degli asset iraniani congelati e la gestione dello stretto di Hormuz. Intanto, Luigi Di Maio, in quali tà di Rappresentante speciale europeo per il Golfo, è volato in Qatar per vedere il primo ministro e ministro degli esteri Al Thani.

Ghalibaf: “Durante il blocco Usa non abbiamo esportato un solo barile di petrolio”

Durante il blocco imposto dagli Stati Uniti sui suoi porti in risposta alla chiusura dello Stretto di Hormuz da parte della Repubblica Islamica, l'Iran non è stato in grado di esportare "nemmeno un barile di petrolio". Ad affermarlo è stato il capo della squadra negoziale iraniana, Mohammad Bagher Ghalibaf. Dalla revoca del blocco, a seguito della firma di un memorandum d'intesa con gli Stati Uniti il 17 giugno, "abbiamo esportato più di 40 milioni di barili di petrolio... Al contrario, nei 50-60 giorni precedenti, non siamo stati in grado di esportare nemmeno un singolo barile di petrolio", ha dichiarato Ghalibaf in un'intervista trasmessa questa sera dalla televisione di stato.

Baghaei: “Leader Ue non avranno l'onore di partecipare ai funerali di Khamenei”

I leader dei Paesi europei non avranno "l'onore" di partecipare ai funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, assassinato durante la guerra, perché "non si sono schierati dalla parte giusta della storia". Lo ha dichiarato oggi il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei. Lo riporta Iran International. Intanto, scrive la Afp, a Teheran sono in corso i preparativi per i funerali di Stato dell'Ayatollah Ali Khamenei, che inizieranno sabato e dureranno sei giorni. La salma dell'uomo che ha guidato la Repubblica Islamica dell'Iran per quasi 37 anni — e che è rimasto ucciso il 28 febbraio, primo giorno dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran — sarà esposta a partire da sabato presso il Mosalla di Teheran. Questo vasto complesso è stato progettato per ospitare le principali preghiere del venerdì, le commemorazioni ufficiali e i raduni religiosi.
Per i funerali, le autorità prevedono la presenza di 15-20 milioni di persone solo a Teheran. Sono previsti tre giorni di commemorazioni a partire da sabato e, durante questo periodo, la capitale sarà "completamente chiusa e in giorno festivo", hanno decretato le autorità. Saranno applicate importanti restrizioni al traffico, con un'ampia zona del centro città inaccessibile alle auto. La televisione di Stato sta trasmettendo negli ultimi giorni numerosi documentari su Khamenei, mentre i funerali si terranno con temperature torride. Ali Khamenei sarà sepolto il 9 luglio nella città santa di Mashhad (nord-est), da cui era originario. Il giorno prima, un corteo funebre attraverserà l'Iraq e le città sante di Najaf e Kerbala.

Netanyahu: “Più forti che mai, le battaglie di Israele non sono mai finite”

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu loda i successi militari di Israele negli ultimi anni, ma avverte che le battaglie di Israele "non sono mai finite" e che c'è ancora "lavoro da fare" contro l'"asse iraniano". Intervistato dall'emittente Canale 14 citata dal Times of Israel, ad una domanda sulla possibilità di considerare concluse o vinte le guerre di Israele contro Iran, Hamas e Hezbollah, Netanyahu afferma che "non è mai finita. Se si vuole vivere in Medio Oriente - e nel mondo - bisogna essere molto forti". "Israele è più forte che mai e abbiamo respinto queste minacce. Le abbiamo notevolmente indebolite. Abbiamo ancora del lavoro da fare… Dobbiamo occuparci di ciò che resta dell'asse iraniano e cogliere le opportunità per accordi di pace", ha aggiunto, senza citare i paesi con i quali si aspetta di raggiungere intese. "Non faccio nomi perché voglio ottenere risultati. Ma tutti li vedranno… ci sono intese con il Libano che nessuno aveva previsto. Ci sono contatti anche con altri paesi. Non posso entrare nei dettagli". "Quando si è forti, le persone stringono alleanze con te e fanno anche la pace con te".

Ghalibaf: “Stretto senza pedaggi solo per 60 giorni”

Il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, torna a rivendicare "la sovranità dell'Iran sullo stretto di Hormuz" e precisa che "la gratuità del passaggio vale solo per i 60 giorni del memorandum d'intesa" siglato con gli Stati Uniti. "La sovranità dello stretto di Hormuz appartiene all'Iran e all'Oman e il traffico nello stretto è regolato secondo gli accordi stabiliti dall'Iran", ha affermato Ghalibaf in un'intervista alla tv di Stato. Il leader iraniano ha insistito che "l'Iran non scenderà mai a compromessi sui propri diritti sullo stretto".

Ghalibaf: “No negoziati senza attuazione memorandum”

"Non parteciperemo ad alcuna negoziazione finché non saranno soddisfatte le condizioni del memorandum d'intesa". Lo ha dichiarato il presidente del Parlamento iraniano e capo negoziatore, Mohamed Bagher Ghalibaf, in un'intervista alla tv di Stato. "Se si rifiuteranno di attuare quanto discusso, siamo pronti anche alla guerra", ha minacciato il leader iraniano. "Consideriamo gli ultimi attacchi americani contro di noi una violazione del memorandum d'intesa", ha aggiunto.

Tanker Trackers, da fine embargo esportati 50 milioni di barili

L'Iran ha esportato 50 milioni di barili di petrolio greggio da quando il blocco imposto dagli Stati Uniti è stato revocato due settimane fa. Lo riporta il sito di monitoraggio Tanker Trackers. "Ciò equivale a 1,66 milioni di barili al giorno per giugno 2026. La maggior parte degli altri paesi della regione è ancora lontana dai livelli prebellici", aggiunge.

Alzato livello di minaccia a Hormuz

E' stato elevato il livello di minaccia che riguarda le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, considerato "sostanziale". Lo si legge in un rapporto sulla sicurezza del Centro congiunto di informazione marittima (Jmic), nonostante il traffico marittimo sia rimasto stabile nelle ultime 48 ore. "Il livello di minaccia alla sicurezza marittima per lo Stretto di Hormuz è stato elevato a sostanziale, con un ulteriore rischio di mine persistente e operazioni di sminamento in corso", si legge nel rapporto. Il Jmic ha inoltre affermato che le interferenze alla navigazione, le comunicazioni radio del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, l'attività dei droni e le attività di sorveglianza sono continuate nella zona.

Teheran: “Nessun europeo invitato a funerali di Khamenei”

L'Iran non ha invitato i rappresentanti di alcun paese europeo al funerale dell'ayatollah Alì Khamenei, ucciso il 28 febbraio nel primo giorno dei bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Lo ha riferito il ministero degli Esteri iraniano, a quanto riporta la televisione Irib. "Coloro che si trovano dalla parte sbagliata della storia non avranno l'onore di partecipare a questa cerimonia", ha spiegato.

Media, Teheran riceverà 3 miliardi di beni congelati entro fine settimana

L'Iran riceverà 3 miliardi di dollari dei propri beni congelati entro la fine della settimana. Lo riporta Al-Arabiya, citando fonti proprie, riferendo anche che domani dovrebbero tenersi colloqui indiretti Usa-Teheran in Qatar alla presenza dei mediatori, incentrati sullo Stretto di Hormuz.

Nyt: “Oman propone pedaggio per Hormuz ma volontario”

L'Oman ha elaborato una proposta per una nuova gestione dello stretto di Hormuz insieme con l'Iran: le navi pagherebbero un pedaggio che sarebbe però su base volontaria e servirebbe a pagare servizi di navigazione, sicurezza e ambientali. Lo riporta il New York Times. Il piano che Muscat ha presentato già agli Stati Uniti si basa sul modello già adottato per lo stretto di Malacca e Singapore, tra Oceano Indiano al Mar Cinese Meridionale, dove a raccogliere contributi volontari è una fondazione privata, la Nippon Foundation.
Ma non è detto che accontenti nessuno dei due nemici: l'Iran vuole imporre tariffe obbligatorie, gli Usa pretendono che la navigazione torni libera com'era prima della guerra dei 40 giorni. Tanto che la gestione di Hormuz è diventata uno dei nodi più spinosi delle trattative tra Teheran e Washington.
Ieri il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, è stato a Muscat per discutere della questione. Alla fine dei suoi incontri ha assicurato che la priorità di Teheran è raggiungere un accordo con l'Oman, ma se non si troverà un accordo allora l'Iran andrà avanti da solo. Il memorandum d'intesa tra Teheran e Washington del 17 giugno prevede che l'Iran e l'Oman si confrontino per decidere insieme sulla futura gestione di Hormuz. Fonti del Nyt hanno assicurato il team negoziale americano apprezza la relazione con l'Oman ed è fiducioso di poter risolvere le divergenze sulla proposta a livello tecnico.

Netanyahu: “Eliminati in Libano 9mila terroristi di Hezbollah”

"Quello che abbiamo fatto è stato colpire l'asse iraniano e iniziare a smantellarlo. Abbiamo colpito direttamente l'Iran, cosa che nessuno riteneva possibile, e abbiamo allontanato una minaccia esistenziale.
L'anello più importante dell'asse iraniano era qui: Hezbollah".
Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in visita nella zona di sicurezza nel sud del Libano. "Hezbollah aveva a disposizione circa 150.000 missili e razzi, la più alta concentrazione di questo tipo di armamenti al mondo. Oggi gliene resta circa l'8%. È ancora una capacità significativa, ma non è più quella di un tempo. Grazie alle vostre operazioni abbiamo eliminato 9.000 terroristi, centinaia dei quali nelle ultime settimane".

Cittadino americano di 20 anni arrestato in Israele, accusato di spionaggio a favore di Teheran

Un cittadino statunitense di 20 anni è stato arrestato in Israele tre settimane fa, il 9 giugno, con l'accusa di spionaggio a favore dell'Iran. Lo riferiscono la polizia israeliana e il servizio di sicurezza Shin Bet, spiegando che il cittadino americano avrebbe raccolto informazioni su siti sensibili in Israele dietro compenso ed era in contatto con funzionari dell'intelligence iraniana. Il sospettato avrebbe fotografato e documentato siti sensibili in Israele in cambio di compensi che variavano da decine a centinaia di dollari per incarico. Il sospetto è in custodia cautelare in attesa del processo.

Nyt: “Iran e Oman avanti con il piano per riscuotere pagamenti a Hormuz”

L'Iran e l'Oman stanno andando avanti con il loro piano di riscuotere pagamenti dalle navi in transito nello Stretto di Hormuz, nonostante le obiezioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando un funzionario iraniano e quattro diplomatici. L'Oman di recente avrebbe presentato agli Usa e ad altri alleati una proposta formale riguardante il piano di far pagare tariffe di servizio per l'utilizzo dello Stretto.

Israele: “Iron Dome aggiornato per contrastare meglio le nuove minacce”

Il sistema di difesa aerea israeliano a breve raggio Iron Dome è stato aggiornato a seguito di una "serie di test approfonditi contro una vasta gamma di minacce avanzate, integrando le lezioni apprese durante la guerra e le operazioni contro l'Iran". Lo comunica il ministero della Difesa israeliano in una nota.
I test, condotti dalla direzione ricerca e sviluppo della Difesa e dall'azienda Rafael, hanno affrontato "diversi aggiornamenti introdotti nel sistema per migliorarne ulteriormente la capacità di gestire scenari che simulano minacce attuali e future, tra cui razzi, missili da crociera e droni" si legge nel comunicato. Inoltre, insieme all'Iron Dome, è stato testato anche il nuovo sistema di intercettazione laser 'Iron Beam', in "scenari operativi congiunti".

Domani negoziati indiretti Usa-Teheran su Hormuz e beni

“Non ci sarà l'atteso colloquio diretto tra i negoziatori americani e gli iraniani domani a Doha, ma le parti si parleranno attraverso i mediatori. Secondo quanto riportato dalla televisione al Arabyia, vi saranno colloqui indiretti "sullo Stretto di Hormuz e sulla stabilità generale". E il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei ha di fatto confermato. "Ciò che probabilmente avverrà domani a Doha è un colloquio sull'attuazione di alcune clausole del memorandum d'intesa, tra cui quella relativa allo sblocco dei beni iraniani congelati", ha detto.
Al Arabyia ha riferito che l'Iran riceverà 3 miliardi di dollari dei suoi fondi congelati alla fine della settimana. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majid al-Ansari, ha invece detto ai giornalisti che ancora non c'è accordo sui 6 miliardi di dollari, ancora soggetti all'accordo del 2023 e destinati all'acquisto di beni umanitari.

Teheran conferma l’assenza di funzionari iraniani in Qatar: “Nessun incontro con Usa a Doha”

“L'Iran non ha in programma colloqui con gli Stati Uni e dunque il team negoziale non andrà a Doha”. A ribadirlo è stato il portavoce del ministero degli Affari Esteri in una conferenza stampa. "Non avevamo in programma alcun incontro con le parti statunitensi a nessun livello nei prossimi giorni, per cui non intendiamo recarci a Doha", ha spiegato a quanto riporta l'agenzia Tasnim.

Teheran “Rutte ha svelato che la Nato è stata complice degli Usa”

“Le dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, sono un'ammissione esplicita di complicità nelle violazioni del diritto internazionale contro l'Iran. E chi ha di fatto aiutato Stati Uniti e Israele ha commesso violazioni del diritto internazionale penalmente perseguibili. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, è tornato così sull'intervista in cui Rutte ha parlato di voli americani partiti da diversi paesi tra cui l'Italia.
"Per noi era chiaro che la Nato e alcuni dei suoi paesi membri avessero partecipato attivamente alla pianificazione, all'attuazione e al sostegno delle azioni di aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista", ha dichiarato.

Ieri 40 navi hanno attraversato Hormuz, 16 sulla rotta iraniana

Ieri, secondo i dati della società di intelligence marittima Kpler, quaranta navi hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, un numero comunque significativamente inferiore alla media giornaliera di attraversamenti prima dell'inizio della guerra con l'Iran a febbraio. Lo scrive Cnn. Sedici delle 40 navi sono transitate attraverso lo stretto seguendo la rotta iraniana, secondo i dati di Kpler condivisi con Cnn. Altre 12 non hanno più avuto notizie o hanno attraversato lo stretto seguendo una rotta "sconosciuta". Stando a un'analisi di Reuters, armatori e noleggiatori si stanno muovendo in anticipo per tornare a commerciare nel Golfo, nonostante il traffico non sia ancora stato del tutto ripristinato. I dati di tracciamento mostrano un numero crescente di petroliere vuote che rientrano a Hormuz, tra cui metaniere collegate al Qatar. Al tempo stesso, il volume di merci trasportate si attesta ancora a circa la metà dei livelli pre-conflitto. Le petroliere, dunque, si stanno posizionando in anticipo nel Golfo rispetto a quella che sarà la domanda effettiva, una volta ristabilito il traffico.

Qatar: “I sei miliardi di asset congelati non sono stati ancora trasferiti a Teheran”

Non sono stati ancora trasferiti a Teheran i sei miliardi di dollari di asset congelati in Qatar che verrebbero sbloccati nell'ambito del memorandum d'intesa firmato dall'Iran con gli Stati Uniti. Lo ha annunciato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, citato da al-Jazeera.
La notizia segue le dichiarazioni rilasciate ieri dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo cui il recente accordo con gli Stati Uniti ha rappresentato "un risultato significativo e una grande vittoria per il popolo iraniano" dal momento che "sono state revocate le sanzioni sui settori petrolifero e petrolchimico" e "sei miliardi di dollari dei 12 miliardi di dollari dei nostri fondi congelati in Qatar saranno sbloccati e restituiti al Paese".

Doha, iniziato l'incontro tra Witkoff, Kushner e i mediatori del Qatar

Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar ha dichiarato che è cominciato a Doha l'incontro fra gli inviati Usa Jared Kushner e Steve Witkoff e i mediatori del Qatar. Lo riferisce Al Jazeera. Secondo il portavoce non sarebbero attualmente previsti incontri diretti fra la delegazione statunitense e i funzionari iraniani.

Di Maio inviato Ue a Doha vede Al Thani

Il Rappresentante speciale dell'Ue per il Golfo, Luigi Di Maio, è oggi a Doha dove ha incontrato il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Secondo quanto si apprende, il colloquio si inserisce nel quadro delle iniziative europee volte a sostenere gli sforzi di mediazione portati avanti dal Qatar tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare e assume "particolare rilievo" alla luce della presenza a Doha di una delegazione statunitense composta da Jared Kushner e Steve Witkoff, attesa per colloqui con il premier Al Thani nell'ambito del medesimo sforzo diplomatico.

Teheran: “Risponderemo ad ogni violazione della tregua”

"Siamo pronti a intervenire e senza esitazione adotteremo le misure necessarie e proporzionate in risposta a qualsiasi violazione dei termini del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa ad interim iraniano Majid Ebn-Reza, in una conversazione telefonica con il vice primo ministro e ministro di Stato per gli affari della Difesa del Qatar, Saoud bin Abdulrahman Al Thani.
"Le relazioni tra Teheran e Washington affondano le radici in decenni di sfiducia e ripetuti comportamenti ostili", ha aggiunto, citato da Tasnim. Denunciando le "interferenze extraregionali nella regione", ha affermato che queste non fanno altro che aumentare l'incomprensione, la sfiducia e l'instabilità.

Beirut: “Attacchi israeliani nella notte”

Il Libano riferisce che Israele ha colpito più volte durante la notte in territorio libanese. Secondo quanto riportato, a partire dalla mezzanotte Israele ha effettuato un raid aereo nel villaggio di Deir Siryan, nel distretto di Nabatieh, e nel villaggio di Hadatha è stata sganciata una "bomba sonora" contro un'abitazione.

Il ministro israeliano Smotrich: “Pronti a creare tre insediamenti nel nord della Striscia di Gaza”

"Siamo pronti a istituire immediatamente tre insediamenti nella fascia settentrionale di Gaza, non appena il primo ministro darà il via libera": è quanto affermato in un video postato sui social dal ministro delle Finanze israeliano, l'estremista di destra Bezalel Smotrich.
Come riportato dal Times of Israel, Smotrich ha rilasciato queste dichiarazioni durante una visita ieri al Sderot, comunità israeliana al confine con la Striscia. Il ministro ha rivolto un appello al premier Benjamin Netanyahu, esortandolo a "dare l'approvazione" al progetto, in modo da "completare la missione di ripristinare la sicurezza per i residenti del sud" di Israele. In aggiunta, riporta ancora il Times of Israel, Smotrich ha sostenuto che l'Idf dovrebbe "controllare più del 70%" del territorio della Striscia su cui attualmente già esercita predominio.

Teheran: “Solo noi smineremo Hormuz, la Francia non complichi la situazione”

Il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, ha dichiarato in un post sui social che le operazioni di sminamento nello Stretto di Hormuz saranno condotte esclusivamente dall'Iran e che nessun altro Paese può intervenire in questa missione. Le dichiarazioni di Gharibabadi arrivano dopo che il presidente francese Emmanuel Macron ha annunciato di aver parlato con il governo omanita per coordinare un'azione congiunta di sminamento nello stretto. "Consigliamo vivamente alla Francia di non complicare ulteriormente la situazione con le sue provocazioni", ha dichiarato il vice ministro.

Cnn: Witkoff in volo verso il Qatar per l’incontro con l’Iran. Ma Teheran smentisce il vertice

La Cnn ha riferito stamattina che Steve Witkoff è in viaggio verso il Qatar. Tuttavia, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baqaei, ha dichiarato ieri che una delegazione di esperti iraniani si recherà a Doha questa settimana, ma ha categoricamente smentito qualsiasi incontro con gli americani. "Non siamo ancora entrati nella fase di negoziazione di un accordo definitivo", ha affermato, precisando che "nei prossimi giorni non avremo alcun incontro negoziale con la controparte statunitense a nessun livello".
L'accordo preliminare tra le nazioni per porre fine al conflitto e riaprire lo strategico Stretto di Hormuz è stato ripetutamente messo a dura prova dagli scontri, ma è stato anche ostacolato dalle affermazioni contraddittorie delle parti. Subito dopo il post di Trump su Truth di ieri, in cui annunciava l'incontro a Doha con l'Iran, la sua portavoce ha dichiarato a Fox News che l'inviato statunitense Steve Witkoff e il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner, "voleranno a Doha questa settimana per incontri di alto livello".
Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato che l"'Iran ha richiesto un incontro oggi in Qatar", nonostante Teheran abbia negato che fossero previsti negoziati diretti con Washington sull'accordo volto a porre fine alla guerra in Medio Oriente. Sia Washington che Teheran hanno affermato di aver inviato delle squadre nello stato del Golfo, ma hanno rilasciato dichiarazioni contrastanti sulla maggior parte degli altri dettagli, compresi i tempi e lo scopo del viaggio.

Due pasdaran uccisi nell’Iran occidentale: “Attacco terroristico”

Due membri delle Guardie rivoluzionarie sono stati uccisi e altri due feriti in quello che Teheran definisce “un attacco terroristico armato” nella città di confine di Paveh, nell'Iran occidentale. Lo scrive Al-Jazeera, citando l'agenzia iraniana Tasnim.

Media Libano: raid aerei contro città del sud del Paese

"Aerei da guerra nemici hanno lanciato un attacco all'alba contro la città di Deir Seryan nel distretto di Marjeyoun". Lo scrive l'agenzia libanese Nna. Deir Seryan si trova nella zona di Nabatieh, nel sud del Libano.

Rubio e Witkoff aggiornano il Congresso sull'Iran, toni duri dei deputati

L'obiettivo dell'amministrazione è quello di negoziare un accordo definitivo che proibisca all'Iran di avere l'uranio altamente arricchito. Lo hanno assicurato al Congresso il segretario di Stato Marco Rubio e l'inviato Steve Witkoff, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti all'incontro, il primo sull'accordo siglato fra Iran e Stati Uniti. Rubio e Witkoff sono stati incalzati in modo bipartisan.
Con i deputati presenti i toni sono stati particolarmente accesi: alcuni democratici hanno sollevato timori sui conflitti di interesse di Witkoff, che ha varie attività in Medio Oriente, costringendo Rubio a difenderlo a spada tratta. La conference call si è chiusa improvvisamente dopo l'acceso botta e risposta fra la democratica Debbie Wasserman e Rubio sulle sanzioni petrolifere. Il leader dei democratici in Senato Chuck Schumer ha riferito che con l'allentamento delle sanzioni l'Iran riceverà miliardi di dollari in ricavi petroliferi mantenendo allo stesso tempo la sua leva sullo Stretto di Hormuz.

Funzionari Usa confermano: Witkoff in viaggio verso Doha

L'inviato speciale statunitense Steve Witkoff è attualmente in viaggio verso Doha. Lo rendono noto alla Cnn due funzionari statunitensi. Un altro alto funzionario statunitense, nel frattempo, aveva dichiarato alla CNN nel fine settimana che i colloqui tecnici relativi al memorandum d'intesa stavano procedendo "come previsto", nonostante un recente scambio di colpi tra Washington e Teheran. L'Iran, tuttavia, ha dichiarato che nei prossimi giorni non sono previsti incontri negoziali con gli Stati Uniti a nessun livello, poichè Teheran rimane concentrata sull'attuazione del memorandum d'intesa piuttosto che sul passaggio a colloqui per un accordo definitivo.

Pezeshkian: “Se gli Usa rispetteranno l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni”

"L'intesa è una questione bilaterale. Se la parte americana rispetterà l'accordo, noi adempiremo ai nostri impegni. Il nostro approccio di fronte a vanterie irragionevoli e minacce prive di fondamento è quello di basarci sulla razionalità e sulla dignità umana nelle decisioni, e di difenderci con fermezza e senza esitazioni quando è il momento di agire". Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.

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