Concluso il round di negoziati tecnici a Doha sull’accordo tra Usa e Iran. Il presidente Trump è ottimsita: “Incontri positivi, la denuclearizzazione di Teheran procede bene”. Gli inviati Usa Witkoff e Kushner in Qatar hanno incontrato anche l’emiro Al Thani. Il presidente del Parlamento iraniano Ghalibaf: "Negoziati solo con il memorandum attuato, la sovranità sullo stretto rimane nostra con l'Oman". Secondo il quotidiano egiziano Al-Hadath Gli Stati Uniti, l'Iran e i mediatori avrebbero raggiunto un accordo preliminare per lo sblocco di tre miliardi di dollari di fondi iraniani congelati.
Trump: “Sto portando avanti una guerra che sto vincendo facilmente”
"Sto portando avanti una guerra che sto vincendo molto facilmente". E' quanto ha detto Donald Trump, riferendosi al conflitto con l'Iran, nel discorso all'inaugurazione della Theodore Roosevelt presidential library in North Dakota.
Teheran: “Intesa su sblocco parziale degli asset congelati”
Una parte dei sei miliardi di dollari di asset iraniani congelati sarà utilizzata per l'acquisto di "beni necessari" per Teheran. Lo ha annunciato il vice ministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia di stampa ufficiale Irna, al termine dei colloqui tenuti a Doha. Nel corso degli incontri con i funzionari del Qatar, inclusi della Banca Centrale, sono state esaminate - secondo il negoziatore iraniano - alcune questioni relative alla gestione degli asset bloccati. "È
stato quindi deciso che alcuni beni necessari saranno acquistati e messi a disposizione dell'Iran in base alle esigenze indicate dal nostro Paese", ha dichiarato Gharibabadi, ribadendo che a Doha non c'è stato alcun incontro diretto tra le delegazioni iraniana e statunitense. Secondo l'Irna, le parti avrebbero anche concordato la creazione entro domani di un canale di comunicazione per segnalare e registrare eventuali violazioni del memorandum d'intesa.
Axios: “Intesa a Doha per allentare tensione a Hormuz”
I negoziatori statunitensi e iraniani a Doha hanno "concordato di mantenere la calma per la prossima settimana" nello Stretto di Hormuz "in modo da poter lavorare sui progressi relativi a tutti gli aspetti del memorandum d'intesa in un ambiente produttivo, senza missili che volano". Lo ha dichiarato un funzionario statunitense ad Axios, precisando che i colloqui indiretti nella capitale del Qatar si sono concentrati prevalentemente sulla questione di Hormuz. "Il presidente è stato chiaro: ogni volta che spareranno, noi risponderemo con più colpi - e contro obiettivi che indeboliscono ulteriormente la loro posizione nello stretto", ha aggiunto il funzionario statunitense.
L’Iran annuncia la fine dei colloqui a Doha
L'Iran ha annunciato la fine della sessione di negoziati indiretti e tecnici in Qatar riguardo al protocollo d'intesa firmato con gli Stati Uniti, secondo un media statale. "Il vice ministro degli esteri, Kazem Gharibabadi, che si è recato a Doha per monitorare l'attuazione delle disposizioni del memorandum d'intesa (...), ha annunciato la fine dei colloqui in Qatar", ha riferito l'agenzia Irna, precisando che le parti avevano approvato l'istituzione di un canale di comunicazione "entro domani" giovedì per segnalare e individuare eventuali violazioni del protocollo d'intesa.
Doha, l’Iran chiede di attuare i 5 punti dell'intesa e dare priorità agli asset
La delegazione iraniana a Doha per colloqui con i mediatori dei negoziati con gli Usa (Qatar e Pakistan) ha chiesto "l'attuazione di cinque disposizioni del memorandum d'intesa prima di passare ad altre questioni": è quanto riporta al Arabiya, citando una "fonte di alto livello" a conoscenza delle conversazioni in corso. L'emittente saudita non ha precisato quali siano i punti in questione, ma aggiunge che Teheran ha indicato come priorità l'applicazione delle disposizioni riguardanti lo sblocco dei beni iraniani congelati. "L'Iran ha chiesto di poter accedere ai propri beni congelati e che tali fondi siano messi a disposizione della banca centrale", ha affermato la fonte in questione.
Al Arabiya aggiunge che i colloqui in Qatar hanno toccato la situazione in Libano e a Hormuz, con Teheran che accusa Israele di "minare" l'attuazione dell'intesa Iran-Usa con il mantenimento del proprio esercito in territorio libanese.
Inoltre, l'Iran insiste nel sottolineare come ritenga che lo Stretto di Hormuz sia un'area sotto la sovranità propria e dell'Oman.
Vance: “Colloqui a Doha stanno andando bene”
I colloqui indiretti a Doha tra Stati Uniti e Iran stanno procedendo "bene" e a breve inizieranno le discussioni sul dossier nucleare. Lo ha dichiarato il vice presidente Usa, JD Vance, in un'intervista alla Cnn. "E' ancora presto, ma i colloqui stanno andando bene", ha affermato Vance, precisando che "proprio ora i negoziatori a livello tecnico sono seduti a parlare con gli iraniani, con i qatarioti e con altri a Doha per discutere di alcuni dettagli", ha detto il vice presidente, secondo cui gli Stati Uniti sono "preoccupati per la questione nucleare e inizieremo a parlarne"
Vance ai militari: “Iran più lontano che mai dall’atomica, Trump vi dirà sempre perché andate in guerra”
L'Iran "è più lontano che mai dalla bomba atomica". Lo ha detto JD Vance, rivendicando, durante un discorso all Naval Air Station Oceana in Virginia, i risultati della strategia militare americana nel conflitto con Teheran. "Se gli iraniani tentassero di ricostruire il programma nucleare, il presidente Trump avrebbe delle opzioni. Se gli iraniani tentassero di minacciare i propri vicini o di finanziare il terrorismo, avremmo delle opzioni - ha assicurato Vance - Ma ciò che non dobbiamo mai fare è sganciare bombe solo per il gusto di farlo. Ed è proprio questo che il presidente non vi chiederà mai di fare. Vi chiederà di andare in guerra, sì. Ma quando vi chiederà di andare in guerra, vi dirà esattamente per quale motivo ci andate. E penso che sia proprio questo che dovreste aspettarvi dai vostri leader politici".
Idf, ucciso comandante di plotone di Hamas nel sud di Gaza
Il comandante di plotone dell'ala militare di Hamas Adel Jihad Mohammad Asfour è stato ucciso ieri in un attacco dell'esercito israeliano nel sud di Gaza. Lo riferisce l'Idf, che aggiunge "nel corso della guerra, Asfour ha pianificato e diretto attacchi di cecchini e attentati con ordigni esplosivi contro le truppe dell'Idf impegnate nella Striscia di Gaza"
Controlli per i residenti di Gaza che tornano dall’Egitto e passano a Kerem Shalom
Il Cogat, che coordina l'attività nei territori palestinesi, ha reso noto che è stato avviato un progetto pilota per il trasferimento dei controlli di sicurezza sui residenti che rientrano dall'Egitto attraverso il valico di Rafah. Le procedure di controllo e identificazione che in precedenza venivano effettuate presso il centro di controllo Regavim sono state trasferite al valico di Kerem Shalom e sono ora svolte dal personale dell'Autorità dei valichi di frontiera del ministero della Difesa israeliano. "Questa modifica riguarda esclusivamente il luogo in cui vengono effettuati i controlli di sicurezza israeliani. Il meccanismo di transito attraverso il valico di Rafah rimane invariato, compresi il coordinamento con l'Egitto e con l'Oms, la preventiva autorizzazione di sicurezza da parte di Israele, la supervisione della Missione di assistenza alle frontiere dell'Unione europea (Eubam) e il sistema che regola l'uscita dei residenti della Striscia di Gaza verso l'Egitto", scrive il Cogat su X.
Media, Medvedev rappresenterà la Russia ai funerali di Khamenei
Dmitry Medvedev si recherà a Teheran per i funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei, in qualità di inviato speciale del presidente russo Vladimir Putin. Lo riporta Tasnim. Le cerimonie pubbliche inizieranno il 4 luglio presso la Grande Moschea Imam Khomeini.
Ambasciatore Usa presso la Nato: “Trump deluso da due alleati”
"Ci aspettavamo che i nostri alleati si unissero a noi. Il presidente ha espresso delusione per la riluttanza di un paio dei nostri alleati a sostenerci nell'utilizzo delle nostre basi nei loro Paesi. E, cosa altrettanto importante, è anche incredibilmente deluso dalle dichiarazioni politiche uscite intorno al periodo del lancio di Epic Fury.” ha dichiarato l'ambasciatore degli Usa presso la Nato Matthew Whitaker, a pochi giorni dal summit della Nato di Ankara, in Turchia. “Penso che quei giorni siano passati, per fortuna – ha spiegato -
Penso che tutti nell'Alleanza capiscano che siamo un'alleanza politico-militare e che le relazioni politiche sono incredibilmente forti".
Delegazione israeliana al Cairo per colloqui sul piano di Trump per Gaza
Una delegazione israeliana di alto livello è arrivata al Cairo da Tel Aviv per esaminare la situazione nella Striscia di Gaza alla luce del piano del Presidente Trump. Fonti informate all'aeroporto del Cairo hanno indicato che la delegazione, composta da tre alti funzionari, esaminerà gli ultimi sviluppi a Gaza, in particolare l'attuazione della prossima fase del piano del Presidente Trump per Gaza, le attività del Consiglio di Pace e le questioni relative alla governance della Striscia. Discuteranno anche della situazione regionale, in Libano e nel Golfo.
Al Thani vede Witkoff e Kushner, anche il Libano in agenda
L'emiro del Qatar, Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, ha incontrato i negoziatori statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo ha reso noto l'ufficio dell'emiro, secondo il quale i tre hanno discusso dello "stato di avanzamento dei negoziati" tra Stati Uniti e Iran, nonché della situazione in Libano e della "importanza di consolidare il cessate il fuoco" nel Paese dopo l'accordo quadro raggiunto con Israele a Washington.
Stallo a Hormuz, Pistorius valuta ritiro delle navi tedesche
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius valuta di richiamare in patria, probabilmente in estate, le due navi della Bundeswehr che erano state dispiegate a Gibuti, in Africa, in vista di una possibile missione militare nello Stretto di Hormuz. "Non aspetteranno all'infinito", ha affermato il politico dell'Spd, sottolineando che al momento non è prevedibile che le condizioni per un intervento militare volto a garantire la sicurezza di questa importante rotta commerciale vengano soddisfatte a breve. Il governo federale aveva già inviato settimane fa nella regione la nave dragamine "Fulda" e la nave da rifornimento "Mosel", affinché fossero pronte per un'operazione di sminamento. "Al momento non vedo alcuno scenario, nei prossimi giorni o nelle prossime settimane, in cui la situazione possa sbloccarsi rapidamente e noi potremmo entrare nello Stretto di Hormuz per sminare" ha affermato Pistorius. Martedì l'Iran avrebbe dato alla Francia un chiaro rifiuto riguardo a una missione di questo tipo.
Tajani: “L’Italia non ha mai preso parte a iniziative militari contro l'Iran”
"L'Italia non ha mai preso parte ad alcuna iniziativa militare contro l'Iran. Né ha mai autorizzato l'utilizzo delle proprie basi per azioni di guerra contro Teheran” Lo ha detto Antonio Tajani al question time alla Camera. Secondo il ministro degli Esteri “Il governo ha sempre agito nel rispetto più rigoroso della Costituzione, del diritto e dei trattati internazionali, a partire dagli accordi bilaterali con gli Stati Uniti sempre rispettati da governi di ogni colore politico e da tutti i principali partner europei. L’ho ribadito la settimana scorsa al Ministro degli Esteri iraniano Araghci, a cui ho confermato la volontà del governo italiano di mantenere con Teheran un dialogo franco e aperto".
Trump: “Incontri molto positivi, la denuclearizzazione dell’Iran procede bene”
"La denuclearizzazione dell'Iran sta procedendo bene. Ci sono stati incontri molto positivi e vedremo". Lo ha dichiarato Donald Trump, ai giornalisti prima della partenza per il North Dakota. "Li abbiamo colpiti molto duramente per tre notti - ha aggiunto - ma ora siamo in ottimi rapporti. La questione nucleare è molto semplice: l'Iran non può avere un'arma nucleare".
Media, raggiunto accordo preliminare per lo sblocco di tre miliardi di asset iraniani congelati
Gli Stati Uniti, l'Iran e i mediatori avrebbero raggiunto un accordo preliminare per lo sblocco di tre miliardi di dollari di fondi iraniani congelati, nell'ambito di colloqui tecnici a Doha. Lo riporta il quotidiano egiziano Al-Hadath. Le parti si sono incontrate separatamente oggi a Doha per far progredire i negoziati sul memorandum d'intesa. Teheran aveva subordinato qualsiasi progresso nei negoziati tecnici al ricevimento dei 3 miliardi di dollari.
Merz: “Vogliamo una pace duratura tra Stati Uniti e Iran”
"Il vertice Nato affronterà anche il tema del Medio Oriente. Continueremo a contribuire al raggiungimento di una pace duratura tra Stati Uniti e Iran". Lo ha dichiarato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in conferenza stampa con il Segretario generale della Nato Mark Rutte e il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius. "Il nostro obiettivo comune rimane la fine del programma nucleare iraniano e l'apertura permanente dello Stretto di Hormuz" ha aggiunto.
Araghci: “Se i cagnolini di Trump a Tel Aviv ignorano il padrone, riceveranno una lezione”
“I termini del memorandum d'intesa di Islamabad sono chiarissimi e di dominio pubblico. Il presidente degli Stati Uniti si è impegnato a tenere a bada i suoi 'cagnolini' a Tel Aviv. Se dovessero ignorare il loro padrone, l'Iran darà loro una lezione.” scrive su X il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, commentando una dichiarazione del ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, che ha definito un "condannato a morte" la Guida Suprema Mojtaba Khamenei. “Qualsiasi minaccia contro il nostro popolo o la nostra leadership riceverà una risposta immediata e potente” conclude il ministro
Wsj, scontro Usa-Arabia Saudita su Hormuz, Washington valuta ridurre basi
L'operazione “Project Freedom” lanciata da Donald Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz avrebbe causato uno scontro diplomatico fra Usa e Arabia Saudita. Lo scrive il Wall Street Journal. A scatenare la tensione sarebbe stato il 'no' di Riad all'utilizzo delle basi e dello spazio aereo che avrebbe costretto gli Usa ad annullare l'operazione stessa. Riad alla fine fece marcia indietro ma i funzionari statunitensi affermarono all'epoca che il danno non sarebbe stato facile da riparare. Secondo fonti citate dal Wsj ora gli Stati Uniti stanno valutando la possibilità di ridurre la propria presenza militare nel Regno.
Media Gaza postano foto di un detenuto ammanettato e legato, indagini interne dell’Idf
Ieri pomeriggio i media palestinesi hanno pubblicato online una foto che sarebbe stata scattata dall'Idf nella Striscia, in cui si vede un uomo bendato, ammanettato e legato a qualcosa che sembra un bastone su una branda da campo. L'Idf ha avviato un'indagine interna ma per il momento non è stato accertato l’autore della foto, chi l'abbia postata online o se l'immagine sia autentica, riferisce il portavoce.
Katz: “Non aspettiamo che la minaccia bussi alla porta, se serve colpiremo l'Iran”
"Gli eventi del 7 ottobre hanno illustrato una chiara verità per tutti noi: non dobbiamo aspettare che la minaccia bussi alla nostra porta. Abbiamo colpito due volte con attacchi preventivi in Iran e, se necessario, colpiremo anche una terza volta". Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz durante la cerimonia commemorativa per i caduti della seconda guerra del Libano. Il ministro ha ribadito che "le Forze di Difesa Israeliane non si ritireranno e rimarranno nelle zone di sicurezza in Libano, Siria e Gaza, a tempo indeterminato, per proteggere i nostri residenti e le nostre comunità dagli elementi jihadisti".
Consiglio Sicurezza Iran: “Vendetta per Khamenei resta aperta”
"Il fascicolo sulla vendetta per il sangue del martire Ayatollah Khamenei e dei martiri iraniani rimane aperto. I comandanti e gli autori di questi crimini dovranno affrontare la giustizia a tempo debito, e non ci vorrà molto, per mano di elementi retti". Lo afferma il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale dell'Iran, riportato dalla tv di Stato iraniana Irib.
Media, nave si incaglia a Hormuz fuori dalla rotta designata da Teheran
Una nave portacontainer si è incagliata nello Stretto di Hormuz dopo essere entrata in acque poco profonde al di fuori della rotta di navigazione designata dalle autorità iraniane. Lo riferiscono i media statali di Teheran, ribadendo l'avvertimento delle Guardie Rivoluzionarie secondo cui le navi dovrebbero transitare solo attraverso il corridoio a sud dell'isola iraniana di Larak, che Teheran definisce l'unica rotta di ingresso e uscita approvata per le navi che attraversano lo stretto.
Il Board of Peace licenzia il direttore per la deradicalizzazione
Il Board of Peace ha licenziato il suo direttore per la 'deradicalizzazione' dopo circa tre mesi da quando gli era stato affidato l'incarico. Lo riporta il Times of Israel. Jason Olson era entrato a far parte del Board of Peace provenendo dal Dipartimento della Difesa Usa, la creazione di questa posizione rappresenta un segnale dei piani dell'organismo a guida statunitense per la supervisione della gestione postbellica di Gaza. "L'incarico di Jason a supporto della missione del Board of Peace si è concluso. Lo ringraziamo per il suo contributo allo sviluppo delle capacità", ha dichiarato un funzionario del Board of Peace. Non è stata fornita alcuna motivazione per le dimissioni di Olson.
Al Jazeera: “Teheran respinge condizioni Usa per uso dei fondi congelati”
L'emittente al Jazeera ha riferito che il ministero degli Esteri iraniano ha confermato che l'agenda odierna a Doha della delegazione iraniana, guidata dal viceministro degli Esteri Kazem Gharibabadi, si limita ai colloqui "iraniano-qatarioti" sullo sblocco dei beni congelati, negando qualsiasi negoziato diretto con la delegazione americana che si trova anch'essa a Doha. Teheran chiede lo sblocco immediato di 12 miliardi di dollari in due rate entro 60 giorni, a cominciare dai 6 miliardi depositati nelle banche del Qatar. Al Jazeera sottolinea che sono emersi forti disaccordi sull'utilizzo dei fondi: Teheran ha respinto le condizioni poste da Washington per l'istituzione di una linea di credito esclusiva per l'acquisto di prodotti agricoli americani (come grano, soia e mais), insistendo sul diritto assoluto della Banca Centrale iraniana di determinare il proprio fabbisogno di beni e medicinali senza imposizioni esterne.
Funzionari americani e iraniani avranno colloqui indiretti oggi a Doha
Rappresentanti statunitensi e iraniani terranno colloqui indiretti oggi a Doha: lo riferisce una fonte diplomatica dopo il balletto di annunci e smentite tra le parti. "Mercoledì a Doha, funzionari statunitensi e iraniani terranno colloqui tecnici indiretti con i mediatori del Qatar e del Pakistan", ha dichiarato il diplomatico, che ha chiesto di rimanere anonimo, precisando che gli emissari di Donald Trump, Jared Kushner e Steve Witkoff, che ieri hanno incontrato il primo ministro del Qatar a Doha, non parteciperanno a questi colloqui tecnici.
Pezeshkian: “Noi rispettiamo i patti, gli altri facciano altrettanto”
"Teheran rispetta gli impegni assunti nell'ambito del recente Memorandum d'intesa Iran-USA e spera che anche l'altra parte faccia altrettanto per garantire la pace e la sicurezza nella regione". Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dall'Irna, invitando la comunità internazionale a "contribuire a stabilizzare questo processo affinché l'aggressione e l'uso della forza non trovino spazio nelle relazioni internazionali".
Il presidente ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conversazione telefonica con il primo ministro indiano Narendra Modi, avvenuta ieri sera, durante la quale quest'ultimo ha ribadito l'importanza della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz per l'India e per il mondo. Secondo gli esperti, l'India importa circa il 40% del suo petrolio e circa la metà del suo gas attraverso lo Stretto di Hormuz.
Wsj, attivo canale comunicazione fra Pasdaran e Centcom
Gli Stati Uniti hanno avviato un canale di comunicazione per la gestione delle crisi tra il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche e il Comando Centrale degli Stati Uniti. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcuni funzionari statunitensi. Il canale - viene spiegato - sarebbe attivo e già utilizzato da entrambe le parti.
Il Wsj: “Trump ha valutato l’ipotesi della guerra totale, ma ora si va avanti con la diplomazia”
Il presidente americano Donald Trump ha valutato la possibilità di tornare a una guerra totale contro l'Iran, avendo avuto diverse conversazioni negli ultimi giorni con il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore congiunto, Generale Dan Caine, riguardo a ulteriori attacchi, ma ha deciso per ora di proseguire con i colloqui diplomatici anche oltre la scadenza del 18 agosto, secondo funzionari statunitensi a conoscenza della discussione. Lo riporta il Wall Street Journal. Le conversazioni si sono concentrate sulla possibilità che gli Stati Uniti abbandonino i negoziati e riprendano gli attacchi su vasta scala contro l'Iran, hanno affermato i funzionari, una mossa che alcuni di loro descrivono come "portare a termine il lavoro". Pur non avendo preso una decisione definitiva, Trump ha detto ai suoi collaboratori di ritenere che un'altra serie di attacchi su vasta scala potrebbe far deragliare la diplomazia e compromettere le possibilità di Washington di smantellare definitivamente il programma nucleare iraniano.
La nave sudcoreana Namu, colpita da un missile, lascerà Hormuz
La nave HMM Namu, colpita da un missile iraniano a inizio maggio, dovrebbe lasciare lo Stretto di Hormuz dopo aver completato le riparazioni a metà di questo mese. Lo riferiscono media sudcoreani citando il ministero degli Oceani e della pesca della Corea del Sud. La portacontainer è attualmente in riparazione a Dubai. La Namu trasporta 32 membri dell'equipaggio e è una delle due navi sudcoreane ancora bloccate all'interno dello Stretto.
Ghalibaf: “L’arricchimento dell’uranio per fini civili non è negoziabile”
Il presidente del parlamento e capo negoziatore iraniano, Mohammad Ghalibaf, ha affermato che l'arricchimento dell'uranio per fini civili da parte dell'Iran è "un nostro diritto legittimo e inalienabile". Ghalibaf – parlando alla televisione iraniana – ha anche aggiunto che Teheran ha esportato "quaranta milioni di barili di petrolio in meno di due settimane". Quanto ai colloqui dopo la firma del Memorandum di Intesa, ha dichiarato che il periodo di sessanta giorni per giungere a un accordo definitivo "può essere prorogato".
“Trump pronto a negoziare con Teheran anche oltre la scadenza del 18 agosto”
Donald Trump ha valutato l'ipotesi di tornare a una guerra su vasta scala contro l'Iran, discutendo nei giorni scorsi con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il Capo di Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, la possibilità di ulteriori attacchi. Tuttavia, secondo funzionari Usa a conoscenza dei colloqui, il tycoon ha deciso per il momento di proseguire con la via diplomatica. Lo ha riferito il Wall Street Journal, secondo il quale Trump ha detto ai suoi collaboratori di non ritenere un problema se i negoziati con Teheran dovessero protrarsi oltre la scadenza del 18 agosto fissata per l'accordo sul nucleare.
Ghalibaf: “Libero transito a Hormuz solo per 60 giorni”
Il presidente del Parlamento iraniano e capo del team negoziale di Teheran, Mohammad Bagher Qalibaf, ha sottolineato oggi che il libero transito attraverso lo Stretto di Hormuz "è previsto per soli 60 giorni" ai sensi del recente memorandum d'intesa con gli Stati Uniti. "L'Iran non rinuncerà in nessun caso ai propri diritti nello Stretto di Hormuz", ha affermato Qalibaf in un'intervista televisiva pubblicata sul suo canale Telegram.