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Guerra in Iran, le news. Iniziati funerali di Khamenei. Trump: “Potremmo farli fuori tutti ma poi non sapremmo con chi negoziare”

Guerra in Iran, le news. Iniziati funerali di Khamenei. Trump: “Potremmo farli fuori tutti ma poi non sapremmo con chi negoziare”
(reuters)
Le esequie proseguiranno fino al 9 luglio. Incognite sulla partecipazione del figlio Mojtaba. Al Arabiya: “Ripresa dei colloqui Usa-Iran l’11 luglio in Pakistan”. Trump: “Io e Netanyhau andiamo d’accordo, lui sa chi comanda. Forse un incontro già la prossima settimana”
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Al via a Teheran le esequie di Ali Khamenei. Il feretro dell'ex Guida suprema, uccisa il 28 febbraio nei raid di Usa e Israele, è esposta alla Grande Moschea in vista dei funerali che inizieranno oggi, in concomitanza con il 250mo anniversario della dichiarazione d'indipendenza Usa, e si concluderanno con la sepoltura a Mashhad, città natale di Khamenei, il 9 luglio. Prevista la partecipazione di 20 milioni di persone solo a Teheran. Incognita sulla partecipazione di Mojtaba, figlio di Khamenei ed attuale Guida suprema che non è mai apparso in pubblico dal momento dell'elezione. Secondo il New York Times, ha espresso alle autorità il desiderio di presenziare alla cerimonia funebre del padre al santuario sciita dell'Imam Reza nella città di Mashhad il 9 luglio per recitare la preghiera per i defunti. Sospesi i negoziati con gli Usa.

Colloquio telefonico tra i ministri degli Esteri di Francia, Qatar, Emirati e Oman su Hormuz

Colloquio telefonico tra il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, e i suoi omologhi degli Emirati Arabi Uniti, del Qatar e di Oman. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche tra i temi affrontati l'entrata in vigore del protocollo tra gli Stati Uniti e l'Iran e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.

Araghchi: “Oltre 70 Paesi ai funerali di Khamenei”

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato in un post scritto oggi in arabo su X che rappresentanti di oltre 70 Paesi hanno partecipato ai funerali di Ali Khamenei, tra cui quelli che ha definito i "fedeli fratelli arabi" dell'Iran.
"L'Iran è lieto di aver ricevuto rappresentanti da oltre settanta Paesi che hanno scelto di partecipare all'omaggio alla nostra Guida Suprema", ha scritto Araghchi, sottolineando che la commemorazione rimarrà un "ricordo indelebile" nelle relazioni condivise tra l'Iran e quei Paesi. Lo riporta Iran International.

Trump: “Netanyahu sa chi comanda, forse un incontro già la prossima settimana”

Il presidente Usa Donald Trump ha riferito che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto un incontro alla Casa Bianca che potrebbe avvenire già la prossima settimana, al rientro del tycoon dal vertice della Nato, in Turchia. "Andiamo molto d'accordo. Netanyahu sa chi comanda", ha detto Trump in una breve intervista telefonica con Axios, riferendosi a se stesso. Si tratterebbe del primo incontro tra i due leader dopo la drammatica riunione nella Situation Room dello scorso febbraio, durante la quale Netanyahu presentò il suo piano per lanciare una guerra congiunta contro l'Iran.
Un funzionario israeliano, aggiunge Axios, ha osservato che la prossima settimana potrebbe però essere troppo presto per la visita, a causa del viaggio di Trump in Turchia, dove il 7 e l'8 luglio si terrà il vertice della Nato. Pertanto, "potrebbe avvenire la settimana successiva", ha affermato il funzionario. L'ufficio del premier israeliano ha reso noto che Netanyahu ha telefonato a Trump venerdì per congratularsi in occasione del 250esimo anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti.
"Nel corso della conversazione, il premier ha affermato che gli Stati Uniti sono garanti della libertà globale e che Israele attribuisce grande valore allo stretto rapporto tra le due nazioni. Netanyahu e Trump hanno concordato di incontrarsi presto negli Stati Uniti", ha dichiarato l'ufficio di Netanyahu, nel resoconto di Axios.

Trump ad Axios: “Pensavo odiassero Khamenei, forse lacrime finte”

Il presidente americano Donald Trump si è detto sorpreso dal vedere persone piangere durante i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei. "Pensavo l'odiassero - ha detto ad Axios - Forse sono lacrime finte".

Trump: “Colpendo i funerali di Khamenei potremmo farli fuori tutti ma poi non sapremmo con chi negoziare”

Il presidente americano Donald Trump ha detto di star seguendo attentamente i funerali della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, ucciso dai raid di Usa e Israele dello scorso 28 febbraio. Trump ha ribadito ad Axios che gli iraniani "stanno supplicando di fare un accordo" aggiungendo che entrambe le parti hanno deciso di sospendere per una settimana i colloqui fino alla conclusione delle cerimonie funebri. "In questo momento, nessuno sparerà all'altro - ha detto - Sono tutti lì. Un solo colpo e potremmo eliminarli tutti, ma non lo faremo perché altrimenti non avremmo più nessuno con cui negoziare".

Teheran: “Anche domani giorno festivo in Iran per i funerali di Khamenei”

Il governo ha annunciato che domenica sarà festività ufficiale in Iran, per consentire la partecipazione della popolazione alla cerimonia di commiato di due giorni per il defunto leader Ali Khamenei, iniziata sabato mattina. La cerimonia funebre si terrà lunedì a Teheran, giornata festiva anche in tutto l'Iran.
Secondo la tv di stato, domenica alle 8 ora locale (le 6.30 in Italia) si terrà una preghiera pubblica per Khamenei e i quattro membri della sua famiglia, tutti uccisi durante l'attacco israeliano del 28 febbraio. La bara di vetro di Khamenei, con il suo turbante nero, è stata esposta su una piattaforma rialzata nel cortile della Grande Moschea Mosalla, insieme alle bare dei familiari del defunto leader: sua figlia Boshra e la sua nipotina di 14 mesi Zahra, il genero di Khamenei Mesbaholhoda Bagheri (marito di Hoda, un'altra figlia di Khamenei) e Zahra Hadad Adel, la moglie della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.

Attacchi israeliani a Gaza City e nel nord della Striscia: 3 morti

Un palestinese è stato ucciso e un altro ferito in un attacco di droni israeliani nel quartiere di Zaytoun a Gaza City. Lo riporta Al Jazeera citando fonti dell'ospedale arabo al-Ahli. La stessa emittente, citando fonti dei servizi di emergenza del nord di Gaza, ha affermato che due corpi sono stati recuperati in seguito al bombardamento israeliano della città di Beit Lahiya.

Araghchi incontra rappresentanti di Hamas e Hezbollah

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha pubblicato sul suo canale Telegram le immagini di un incontro con rappresentanti di Hamas e Hezbollah. Secondo quanto riferito dai portali israeliani, Araghchi è immortalato seduto accanto a Muhammad Ismail Darwish, presidente del Consiglio della Shura di Hamas, un organo consultivo religioso composto da circa 50 religiosi, e altri funzionari di Hamas e Hezbollah.

Al Arabiya: “Ripresa dei colloqui tra Iran e Usa l’11 luglio in Pakistan”

Il Pakistan ospiterà l'11 luglio un nuovo round di negoziati tra Stati Uniti e Iran, nell'ambito degli sforzi per rilanciare il dialogo tra i due Paesi. Lo riferiscono fonti ad Al Arabiya, secondo cui i colloqui si concentreranno su tre dossier principali ancora da risolvere: le sanzioni statunitensi contro Teheran, i fondi iraniani congelati e il programma nucleare della Repubblica islamica. Secondo le stesse fonti, non sarebbe ancora stato definito il livello di rappresentanza della delegazione iraniana, una decisione che sarà presa dopo la conclusione dei funerali della defunta Guida Suprema Ali Khamenei.

Reza Pahlavi: “L’Iran non piange Khamenei ma i 40mila massacrati a gennaio”

"Ai rappresentanti stranieri a Teheran per commemorare la morte del dittatore iraniano Ali Khamenei: l'Iran non lo piange. L'Iran piange oltre 40.000 figli e figlie massacrati l'8 e il 9 gennaio da Khamenei, Ghalibaf e dalla loro macchina repressiva". Lo scrive su X Reza Pahlavi, figlio dell'ultimo scià di Persia. "Il regime sta spendendo ingenti somme del patrimonio del popolo iraniano per mettere in scena questo spettacolo propagandistico, eppure nessun leader democratico vi ha partecipato. - aggiunge -. Quello che vedete oggi non è una nazione in lutto per il suo governante. È una nazione pervasa da una giusta indignazione, e questa indignazione e questo eroico coraggio abbatteranno ciò che resta di questo regime criminale".

Fonti: “Non ci sarà nessun rappresentante italiano ai funerali di Khamenei, non invitati”

A quanto si apprende, l'Italia non partecipa ad alcun livello ai funerali di Ali Khamenei. Fonti a conoscenza della questione chiariscono che il nostro Paese non è stato invitato alle cerimonie in corso per la defunta Guida suprema iraniana. Come già riferito dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, alle esequie sono stati invitati alcuni Paesi dell'est Europa - tra questi la Bielorussia - mentre sono stati esclusi "i Paesi che hanno assunto una posizione inappropriata riguardo all'attacco militare di Stati Uniti e Israele all'Iran", ha spiegato Baghaei. Tra questi ci sono la maggior parte dei Paesi europei, tra cui l'Italia.

Sharif ai funerali di Khamenei: “La sua saggezza sarà ricordata per generazioni”

Il premier del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha preso parte alla cerimonia funebre a Teheran per la Guida Suprema Ali Khamenei, elogiandone "la saggezza, la leadership e la profonda influenza su Iran e sull'intera regione" che "saranno ricordate per generazioni". Lo ha scritto su X, dopo essere stato anche un mediatore chiave per l'accordo tra Iran e Stati Uniti.

Nyt: “Pezeshkian ha detto a Khamenei che si dimetterà se salta accordo con gli Usa”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha informato la Guida Suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, che si dimetterà dal suo incarico qualora l'accordo con gli Stati Uniti venisse respinto. Lo riferisce il New York Times.

Khamenei convinto da Pezeshkian ad approvare il cessate il fuoco

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian avrebbe avuto un ruolo decisivo nel convincere la Guida Suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, ad autorizzare il cessate il fuoco e l'avvio di negoziati con Washington. Lo riferisce il New York Times, citando funzionari iraniani secondo cui il capo dello Stato avrebbe avvertito che l'economia del Paese era vicina al collasso a causa del blocco navale statunitense e avrebbe anche minacciato le dimissioni nel caso in cui l'intesa fosse stata respinta. Nella fase finale dei colloqui, Pezeshkian avrebbe incontrato Khamenei per presentare la gravità della situazione. In parallelo, il governatore della Banca centrale, Abdolnaser Hemati, avrebbe inviato una lettera in cui segnalava una pesante crisi di bilancio e il rischio di esaurimento delle forniture essenziali di cibo e medicinali entro la fine di agosto. Hemati avrebbe inoltre avvertito che il Paese non sarebbe stato in grado di mantenere su larga scala le esportazioni di petrolio né di individuare rotte commerciali alternative. Alla fine, Khamenei avrebbe dato il via libera ai negoziati, pur dichiarandosi contrario "in linea di principio", subordinando comunque la decisione all'approvazione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, che ha poi approvato il piano.

Nyt, Khamenei vorrebbe andare alla tumulazione del padre il 9

Mojtaba Khamenei ha espresso alle autorità il desiderio di presenziare alla cerimonia funebre del padre al santuario sciita dell'Imam Reza nella città di Mashhad il 9 luglio per recitare la preghiera per i defunti. Lo scrive il New York Times, citando due membri delle Guardie Rivoluzionarie e una persona coinvolta nell'organizzazione del funerale. I due, che hanno chiesto di rimanere anonimi, hanno affermato che le forze di sicurezza hanno finora respinto l'idea, temendo che Israele possa tentare di assassinare l'Ayatollah Khamenei durante la cerimonia o rintracciare i suoi spostamenti fino al suo eventuale nascondiglio.

Teheran avverte Francia e Regno Unito su Hormuz, chi provoca crisi la pagherà

"Lo Stretto di Hormuz non è un palcoscenico per le dimostrazioni di forza militare da parte di potenze extra-regionali. In qualità di potenza responsabile e garante della sicurezza dello Stretto, l'Iran mette in guardia contro qualsiasi manovra militare in questa via navigabile sensibile. La sicurezza dello Stretto spetta agli Stati costieri, chi provoca crisi sarà ritenuto responsabile delle conseguenze delle proprie avventure, questo avvertimento è serio". E' il monito lanciato dal vice ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi su X a commento della dichiarazione congiunta di ieri del premier britannico Keir Starmer e del presidente francese Emmanuel Macron sullo Stretto di Hormuz.

Pasdaran, la vendetta contro gli Stati Uniti e Israele non è lontana

"La vendetta divina" contro gli Stati Uniti e Israele "non è lontana". E' l'avvertimento del comandante della Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, Ali Ozmaei. "Questi regimi arroganti hanno commesso un crimine brutale (uccidendo la Guida Suprema Ali Khamenei nel loro attacco), ma ciò ha comportato la loro vergogna, e ora si troveranno ad affrontare l'ira schiacciante e la dura vendetta dell'Iran". Secondo l'agenzia Irna, il ministero dell'Intelligence, in una dichiarazione odierna, ha anche minacciato di vendicarsi degli Stati Uniti e di Israele, affermando: "La vendetta e la punizione saranno compiute, e giuriamo anche di respingerli definitivamente dalla regione".

Medvedev: “Estremamente complesso un accordo definitivo Teheran-Usa”

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, ritiene che il processo per raggiungere un accordo definitivo tra Stati Uniti e Iran sarà "estremamente complesso". Lo ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti al termine della sua visita in Iran, per partecipare alla cerimonia funebre per la morte della Guida Suprema Ali Khamenei, secondo quanto riporta Tass. Ieri Medvedev ha avuto un colloquio con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Secondo l'ex presidente della Russia sarà difficile in particolare arrivare a un'intesa su una serie di questioni tra cui l'assegnazione dei fondi per la ricostruzione dell'Iran.

Iran: “L'avventurismo sullo stretto di Hormuz avrà delle conseguenze”

“L'Iran, in quanto potenza che garantisce e si assume la responsabilità della sicurezza dello Stretto di Hormuz, mette in guardia contro qualsiasi mossa militare in questa delicata via d'acqua... Questo avvertimento è serio!", ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi. "Chi crea una crisi è responsabile delle conseguenze del proprio avventurismo". Gharibabadi, a capo del team tecnico nei colloqui tra Iran e Stati Uniti, ha rilasciato questa dichiarazione in risposta a una dichiarazione congiunta di Regno Unito e Francia, firmata ieri da Keir Starmer ed Emmanuel Macron, che ribadiva la disponibilità dei due Paesi a schierare una più ampia missione militare multinazionale a sostegno della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Garantire la sicurezza dello stretto è un dovere degli Stati rivieraschi. La via d'acqua non è il campo di battaglia per le dimostrazioni militari delle potenze ultraregionali", ha scritto Gharibabadi.

Medvedev vede Pezeshkian: “Accordo con Usa estremamente difficile”

Raggiungere un accordo tra l'Iran e gli Usa sarà "estremamente difficile". Lo ha detto il vice presidente del Consiglio di sicurezza ed ex presidente russo Dmitry Medvedev dopo un colloquio con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian a Teheran, dove si è recato per i funerali della Guida Suprema Ali Khamenei, uccisa negli attacchi israelo-americani. "Sarò sincero, penso che questo processo sarà estremamente difficile", ha detto Medvedev, citato dalla Tass, sottolineando che negli Usa "non tutti sono favorevoli a togliere le sanzioni all'Iran".

Cori anti-Usa a funerali Khamenei, previste milioni di persone

Il governo iraniano prevede l'afflusso di milioni di persone a Teheran per i funerali, che dureranno diversi giorni, della Guida Suprema, l'yatollah Ali Khamenei, iniziati sabato a pochi mesi dalla sua morte in un raid aereo all'inizio della guerra. Le autorità hanno svelato la bara contenente il corpo di Khamenei in una teca di vetro nella Grande Moschea di Teheran e i presenti hanno pianto alla vista intonando slogan come: "La nostra parola è una sola! Vendetta! Vendetta!". La capitale iraniana è invasa da cartelloni che mostrano l'immagine di Khamenei con scene che ricordano i funerali della Guida Suprema, Ruhollah Khomeini, nel 1989. Il governo intende capitalizzare la grande affluenza per dare nuovo impulso nei negoziati con gli Stati Uniti sul controllo dello Stretto di Hormuz e una soluzione definitiva al conflitto. È stato scelto il 4 luglio, 250esimo anniversario della fondazione degli Stati Uniti, per dare inizio alle esequie. La folla presente alla cerimonia a Teheran ha scandito: "Morte all'America!", riprendendo un grido comune in Iran sin dalla Rivoluzione islamica del 1979 e dall'occupazione dell'ambasciata statunitense con conseguente crisi degli ostaggi.

Iniziati i riti funebri per Khamenei. Grida contro gli Usa all’arrivo della bara

L'Iran ha ufficialmente dato inizio a sei giorni di cerimonie funebri pubbliche per il defunto leader supremo Ayatollah Ali Khamenei. Migliaia di persone in lutto, con in mano striscioni rossi, simbolo associato alle richieste di vendetta, si sono radunate nel cortile della Grande Moschea di Teheran prima dell'arrivo della bara di Khamenei, scandendo slogan come "morte all'America" e "vendetta, vendetta".

Portaerei francese Charles De Gaulle lascia il Medio Oriente

La portaerei francese Charles De Gaulle lascia il Medio Oriente dove era stata dispiegata nel corso della guerra e rientra alla sua base di Tolone, rende noto Emmanuel Macron, citando "l'evoluzione delle necessità". Rimangono dispiegati gli sminatori, pronti a intervenire con i partner, ha aggiunto in un tweet.

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