Guerra in Iran, news. Trump: “Teheran senza leader, a Hormuz passano 30 navi a notte”

Guerra in Iran, news. Trump: “Teheran senza leader, a Hormuz passano 30 navi a notte”
Nuovo raid Usa su Hormuz. Teheran risponde: missili contro basi in Giordania e Emirati. Il presidente Usa: “Li colpiremo duramente”. Israele e Grecia, maxi accordo sulla difesa per quasi 3 miliardi di euro
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Secondo attacco ravvicinato degli Usa all’isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz. Teheran annuncia che la risposta sarà “devastante” e “più dolorosa”, poi passa all’azione: colpite basi americane in Giordania ed Emirati. "L'Iran è ufficialmente uno stato fallito. E' finito" e la sua leadership è "nel caos più totale", scrive Donald Trump su Truth, sottolineando che le uniche cose che ha sono le "Fake News che arrivano dagli Stati Uniti, la volontà di uccidere i manifestanti e una buona dose di stronzate".

Trump: “Non c'è motivo di usare il nucleare”

Interrogato sulla possibilità di utilizzare un'arma nucleare contro l'Iran, il Presidente statunitense, Donald Trump, ha risposto definendo la domanda "stupida". "Non lo direi mai, ma la risposta è che non ce n'è motivo... Che domanda stupida... Sono stati completamente sconfitti militarmente, e ora dovrei usare un'arma nucleare contro di loro? Che domanda stupida", dice Trump a un giornalista nello Studio Ovale.

Trump: “L'Iran non sa chi è il suo leader, 30 navi a notte transitano a Hormuz”

L'Iran non sa chi è il suo leader. Lo ha detto Donald Trump dallo Studio Ovale, sostenendo che in media 30 navi ogni notte transitano per lo Stretto di Hormuz.

Axios, Trump valuta attacchi limitati a Hormuz

Donald Trump sta valutando la possibilità di sferrare attacchi limitati nello Stretto di Hormuz per impedire all'Iran di ripistinare le sue capacità radar e missilistiche per attaccare le navi. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali il Us Central Command ha messo a punto un piano con il sostegno del capo del Pentagono Pete Hegseth. Trump potrebbe dare il via libera all'operazione in seguito alla nuova escalation.

Vance: “Il video di Trump è un messaggio all’Iran, fermatevi o ci saranno conseguenze”

Donald Trump con il suo video sull'isola di Kharg sta "iniziando un messaggio, fermatevi o ci saranno conseguenze". Lo ha detto il vicepresidente JD Vance, sottolineando che gli Stati Uniti sono a conoscenza che l'Iran continua a sparare alle navi commerciali.

Iran, sale a tre morti bilancio attacco Usa a isola di Larak

E' salito a tre morti il bilancio dell'attacco statunitense condotto contro obiettivi nell'isola iraniana di Larak, nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim, secondo cui una delle persone rimaste inizialmente ferite è poi deceduta in ospedale a causa della gravità delle lesioni riportate. In risposta all'attacco, le Forze aerospaziali dei Guardiani della Rivoluzione, precisa la Tasnim, hanno annunciato di aver lanciato missili balistici e droni contro basi statunitensi in Giordania.

Bessent: “Economia iraniana non deve collassare, deve solo rinsavire”

L'Iran "prende sul serio le sanzioni". Lo ha detto il segretario al Tesoro Usa, Scott Bessent, assicurando che "l'economia iraniana non deve necessariamente collassare, deve solo rinsavire", in merito al D-Day economico annunciato la scorsa settimana contro Teheran. "Continueremo a esercitare la nostra pressione"; ha aggiunto. Risolvere il nodo Teheran è anche un modo per "riportare stabilità" nell'economia mondiale.

Bessent al G20: “Insieme porremo fine a 47 anni di terribile regime”

"Insieme, questo gruppo porrà fine a 47 anni di terribile regime" in Iran. Lo ha dichiarato il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, intervenendo in apertura del G20 ad Asheville, in North Carolina. "L'Iran sta prendendo le sanzioni molto sul serio. I leader iraniani sono sconvolti dalle condizioni della loro economia - aveva dichiarato in precedenza Bessent ai giornalisti - Stiamo vedendo code ai distributori di benzina lunghe tre o quattro ore. L'Iran sta reagendo militarmente perché sta perdendo sul piano economico". Il segretario al Tesoro ha inoltre ringraziato l'Unione europea per il "sostegno all'Operazione Economic Outcast". "La loro economia non deve necessariamente crollare - ha precisato - Dobbiamo soltanto fare in modo che il regime torni alla ragione".

Usa, nessuna nave ha urtato mine a Hormuz

Nessuna nave ha urtato mine nello Stretto di Hormuz. Lo afferma il Us Central Command, definendo "false" le informazioni diffuse dall'Iran secondo le quali una superpetroliera in transito a Hormuz ha urtato due mine, subendo un arresto completo.

Trump: “Vogliono colloqui con noi a tutti i costi"

Gli iraniani "desiderano incontrarsi a tutti i costi", ha detto il presidente Usa, Donald Trump. "Non so se si possa contare su un accordo con loro. Le sanzioni stanno avendo un impatto davvero forte", ha dichiarato in un'intervista telefonica a Fox News.

Fidan: "Comunità internazionale fermi Netanyahu"

"Il sistema e la comunità internazionale devono intervenire per fermare Netanyahu". A lanciare l'appello contro il premier israeliano Benjamin Netanyahu è il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan, al termine del primo vertice dell'alleanza strategico militare che la Turchia ha siglato con Pakistan e Arabia Saudita lo scorso 7 agosto. "Stiamo parlando di un leader che è diventato il nemico comune alla sicurezza della comunità internazionale, un genocida che non costituisce una controparte da prendere sul serio", ha detto Fidan. Le parole di Fidan arrivano a meno di due mesi dalle elezioni in Israele e sono dirette contro il governo del premier Benjamin Netanyahu, la cui politica nei confronti dei palestinesi di Gaza e della Cisgiordania ha portato alla rottura totale dei rapporti con la Turchia.

Trump: “Risponderemo all'attacco dell'Iran, li colpiremo duramente”

Gli Stati Uniti risponderanno all'attacco dell'Iran contro le forze americane. Lo ha detto Donald Trump in un'intervista a Fox. "Li colpiremo duramente", ha precisato il presidente.

Trump: “Iran è una nazione ufficialmente fallita; è morta”

"L'Iran è ufficialmente una nazione fallita. E' morto! Non hanno una marina, non hanno un'aeronautica, non hanno una valuta, non pagano i soldati nè la polizia, l'inflazione è al 300% e la loro leadership è nel caos più totale e incapace di rappresentare adeguatamente il paese". Lo scrive sul social Truth il presidente americano, Donald Trump. "L'unica cosa che hanno sono le fake news provenienti dagli Stati Uniti, la volontà di uccidere i manifestanti (ormai oltre 100 mila morti. Devono essere processati per crimini di guerra contro l'umanità!) e una buona dose di "cavoalte”. Grazie per l'attenzione! Presidente Donald J. Trump", aggiunge il capo della Casa Bianca.

Fonti Usa smentiscono Trump: “Nessun attacco a Kharg”

Un funzionario statunitense ha dichiarato a Reuters che l'esercito americano non ha attaccato l'isola iraniana di Kharg nello Stretto di Hormuz nei suoi radi la scorsa notte sull'Iran, come invece ha rivendicato Donald Trump. Il presidente Usa aveva pubblicato sul suo social network Truth un video generato dall'intelligenza artificiale che mostrava un'isola bombardata, accompagnato dalla didascalia: "L'isola di Kharg viene bombardata e fatta a pezzi". Teheran dal canto suo aveva già smentito che l'isola fosse stata attaccata.

Esercito Teheran: “Hormuz americano è solo un sogno di Trump”

"L'idea che Hormuz diventi una provincia americana è un sogno che non si avvererà mai. Lo ha detto il portavoce delle forze armate iraniane, secondo quanto riporta Al-Jazeera. "Siamo determinati a espellere le forze americane dalla regione e prima o poi vendicheremo il defunto leader - afferma - L'America sta cercando di ottenere con altri mezzi ciò che non è riuscita a ottenere attraverso la guerra militare. Le affermazioni di Trump sullo Stretto di Hormuz sono false e basate su desideri, non su fatti. Non abbiamo ancora sfruttato appieno tutte le nostre capacità nella guerra contro gli Stati Uniti. Sono determinati a espellere gli americani dalla regione".

Araghchi: “Al vertice della Sco cercheremo il riconoscimento dei nostri diritti”

Al vertice della Shanghai Cooperation Organisation (Sco) in Kirghizistan "è naturale che, innanzitutto", l'Iran cercherà di "ottenere il riconoscimento dei diritti del popolo in relazione alla guerra e agli ultimi scontri": è quanto dichiarato dal ministro degli Esteri di Teheran, citato da Tasnim. "In ogni caso, la regione è instabile e i Paesi membri della Sco devono essere informati anche su questo tema e devono assumere posizioni corrette e unite per affrontarlo", ha aggiunto Araghchi.

Pezeshkian: “Nonostante Usa lavoriamo ancora per accordo”

L'Iran resta impegnato a raggiungere un accordo, nonostante gli Stati Uniti continuino a rispettare i propri impegni, ha dichiarato da Bishkek il presidente Masoud Pezeshkian incontrando il primo ministro indiano Narendra Modi. "Restiamo fedeli agli obblighi assunti in base agli accordi, ma la parte americana non ha rispettato i propri impegni", ha dichiarato Pezeshkian durante il loro incontro a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai. "Stiamo ancora lavorando per raggiungere un accordo e un'intesa", ha aggiunto. "Crediamo che continuare la guerra non serva nè ai nostri interessi, nè a quelli della regione o dell'umanità", ha dicharato Pezeshkian sottolineando che l'India possiede una notevole capacità di contribuire a rafforzare la pace e la stabilità regionale.

Iran, intercettata nave che ha inquinato le acque nello Stretto di Hormuz

"L'Iran ha intercettato una nave da carico e ha deferito il caso alle autorità giudiziarie, in seguito alla diffusione di immagini che la ritraevano mentre scaricava olio esausto in mare nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato Esmaeil, vice responsabile del Dipartimento portuale e marittimo della provincia di Hormozgan. "Si trattava di una nave per rinfuse solide che trasportava zucchero e aveva scaricato direttamente in mare una miscela di olio esausto, acque di sentina e fanghi industriali", ha riferito all'agenzia Irna, aggiungendo che le squadre di esperti iraniani hanno provveduto alla bonifica dell'area.

Teheran: “Usa volevano impedirci di piazzare mine? Pura fantasia”

"L'affermazione degli americani secondo cui con l'attacco di ieri sera volevano impedire all'Iran di piazzare mine nello Stretto di Hormuz e ci sono riusciti, è pura fantasia e pura narrazione". Lo ha dichiarato una fonte militare all'agenzia Tasnim, aggiungendo: "Lo scontro di ieri sera non ha nulla a che vedere con la posa di mine". "Da un lato, gli americani affermano di aver neutralizzato tutte le mine, dall'altro sostengono di aver impedito la posa di nuove mine. Ora la domanda è: come sono state 'punite' esattamente le petroliere responsabili che hanno colpito le mine? Le navi in questione sono state punite e le loro basi nella regione sono state colpite da proiettili iraniani", ha sottolineato.

Teheran: “Risponderemo con decisione a qualsiasi attacco”

"L'attacco statunitense è un'aggressione militare contro il nostro Paese e, naturalmente, qualsiasi attacco alla nostra integrità territoriale, a qualsiasi livello, riceverà una risposta decisa da parte delle forze armate iraniane". Lo ha affermato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, citato dall'agenzia Tasim. "Gli stranieri devono essere allontanati da questa regione e devono imparare una lezione importante, in modo da non ripetere più aggressioni contro il nostro Paese", ha aggiunto.

Pasdaran: “Rogo su petroliera dopo urto su mine a Hormuz”

Secondo quanto riferito dai Guardiani della Rivoluzione in Iran, una petroliera ha preso fuoco dopo aver urtato due mine marine, mentre tentava di attraversare lo Stretto di Hormuz seguendo una rotta "illegale". La nave è stata "completamente fermata dopo essere stata colpita da due mine marine", si legge nel comunicato dei Pasdaran, diffuso dall'emittente statale Irib senza aggiungere dettagli su eventuali vittime o sull'entità dei danni.

Dubai, drone iraniano sulle nostre acque territoriali è 'pericolosa escalation'

Dura condanna degli Emirati Arabi Uniti dell'attacco condotto dall'Iran con un drone intercettato sopra le proprie acque territoriali, definendolo una "pericolosa escalation". In una dichiarazione diffusa su X, il Ministero degli Esteri ha espresso "ferma condanna per l'ostile attacco iraniano contro il Paese, che ha coinvolto un drone intercettato dai sistemi di difesa aerea sopra le acque territoriali degli Emirati", aggiungendo che gli Emirati Arabi Uniti si riservano il "pieno e legittimo diritto di rispondere".

Soldati Idf si rifiutano di lavorare con collega donna, Smotrich li difende

"Sostengo i combattenti di Givati che hanno insistito sul loro diritto e dovere di servire nell'Idf mantenendo i propri valori e la propria fede. Ho sperato che l'Idf rinsavisse e evitasse la necessità del mio intervento, ma poiché ciò non è accaduto, come leader di 'Sionismo religioso' non posso rimanere inerte e pretenderò risposte dall'esercito in merito". Lo ha affermato in un post su X il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, leader del partito di estrema destra 'Sionismo Religioso'. Smotrich fa riferimento alla decisione dell'esercito di ieri di punire con detenzioni e altre misure disciplinari 16 soldati religiosi che la settimana scorsa si erano rifiutati di salire a bordo di un blindato a causa della presenza di una soldata, un'infermiera paramedica. Smotrich, il cui partito in vista delle elezioni del 27 ottobre lotta nei sondaggi con la soglia di sbarramento, ha affermato inoltre che i soldati hanno "il pieno appoggio dei rabbini della corrente religiosa" e che la scelta del comando dell'esercito "non farà che causare danni e minare la fiducia del pubblico nell'Idf". Il Battaglione Rotem della Brigata Givati, in cui prestano servizio i soldati, non è un'unità ultraortodossa alle quali l'esercito riserva regole ad hoc. Pertanto, secondo i protocolli dell'Idf, i soldati che vi prestano servizio sono tenuti a operare al fianco delle soldate. "Pensavamo che l'Iran fosse il nemico, non una fonte d'ispirazione", ha attaccato Yair Lapid, leader dell'opposizione. Anche Gadi Eizenkot, ex capo di Stato maggiore e leader del partito di opposizione 'Yashar!', che attualmente è in cima ai sondaggi, ha attaccato Smotrich, sostenendo che il ministro ostranzista promuove l'"anarchia"

Israele e Grecia, maxi accordo sulla difesa per quasi 3 miliardi di euro

Israele e Grecia hanno firmato un accordo in materia di difesa di vasta portata del valore di 10 miliardi di shekel (2,9 mld di euro). Denominato 'Scudo di Achille', prevede l'installazione da parte dello Stato ebraico nel Paese ellenico di un sistema di difesa aerea completo e multilivello. Come ha sottolineato il ministero della Difesa israeliano, "si tratta del più grande accordo di esportazione di armamenti nella storia delle relazioni tra Israele e Grecia, e uno dei più grandi nella storia dello Stato di Israele"

Araghchi, "serpente" Netanyahu ha trascinato Usa in guerra

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, di essersi vantato in un intervento in ebraico di aver trascinato con l'inganno l'amministrazione statunitense in una guerra contro l'Iran "per conto di Israele" e lo ha definito un "serpente". "Parlando in ebraico, Netanyahu si vanta apertamente di aver convinto l'amministrazione statunitense a entrare in guerra contro l'Iran per conto di Israele", ha scritto su X Araghchi rilanciando il video di un intervento televisivo del premier israeliano. "Netanyahu ride esplicitamente di come abbia 'influenzato' l'America attraverso 1.000 ore di trasmissione sulle reti televisive statunitensi. In inglese, elogia la leadership del presidente degli Stati Uniti. Serpente", conclude il capo della diplomazia di Teheran

Iran: appello Emirati per de-escalation "sostenibile"

Anwar Gargash, consigliere diplomatico presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, ha chiesto la fine dell'escalation nella regione e il ripristino della normale navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, avvertendo che uno "stato di nè guerra nè pace" non può essere sostenuto. In un post su X, Gargash ha affermato che prendere di mira gli Stati arabi del Golfo e la Giordania "si è dimostrato un fallimento" e ha chiesto "soluzioni politiche realistiche e sostenibili" per affrontare la crisi

Attesa oggi la firma Grecia-Israele per fornitura “Scudo di Achille” per la difesa aerea

Una delegazione del governo greco si appresta a firmare oggi a Tel Aviv con il ministero della Difesa israeliano un accordo del valore di 3,1 miliardi di euro per la fornitura del cosiddetto "Scudo di Achille", un sistema di difesa aereo integrato e multilivello contro missili, droni e aerei. Lo riportano i media ellenici. Lo 'Scudo' rientra nel programma decennale di ammodernamento delle Forze armate intrapreso dal governo greco entro il 2030, ed è stato definito dal ministro della Difesa, Nikos Dendias, come "un anello importante della riforma" e "una risposta necessaria alle sfide geopolitiche e tecnologiche del nostro tempo". L'accordo, negoziato nell'arco di tre anni, prevede l'acquisizione e l'installazione di diversi sistemi di difesa aerea di fabbricazione israeliana. I sistemi saranno consegnati alle forze armate greche in più fasi e dovrebbero diventare pienamente operativi entro 35 mesi, riporta Kathimerini
Si prevede che la partecipazione greca al processo di produzione e installazione contribuirà a circa il 25% del progetto, e le aziende greche riceveranno circa 700 milioni di euro in qualità di subappaltatrici delle aziende israeliane coinvolte.
Secondo fonti israeliane, la maggior parte dei fondi andrà alla Rafael Advanced Defense Systems, che fornirà i sistemi "David's Sling", progettati per intercettare razzi pesanti e missili balistici, nonché i sistemi "Spyder", progettati per contrastare i droni.
L'Israel Aerospace Industries fornirà, secondo quanto riferito, il sistema "Barak MX", progettato per la difesa contro aerei e missili.

Trump: “Dem vogliono vederci perdere la guerra, ma questo non accadrà”

"I democratici vogliono che il nostro Paese perda la guerra contro l'Iran, cosa che non accadrà perché stiamo vincendo nettamente e senza difficoltà". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News. "Al momento opportuno - ha proseguito - o vinceremo noi oppure saranno loro a fare qualcosa. A me va bene vincere. Non ho bisogno di una firma su un pezzo di carta".

Pasdaran annunciano “esplosioni controllate” nella zona di Isfahan

A mezzogiorno (ora locale, ndr) a Soffeh, nel Baharestan e nelle zone circostanti, potrebbero essere uditi rumori di esplosioni controllate. E' quanto hanno comunicato, secondo Iran International, le Guardie Rivoluzionarie della provincia di Isfahan.

Iran, Parigi invita alla “calma e alla riapertura pacifica” di Hormuz

Dopo i raid Usa e la risposta iraniana, la portavoce del governo francese Maud Bregeon invita alla "calma" e alla "riapertura pacifica" dello Stretto di Hormuz. Intervistata da Bfmtv-Rmc, Bregeon ha anche annunciato che il governo di Parigi intende "proseguire gli aiuti settoriali" all'acquisto di carburante, in particolare, per le imprese più in difficoltà.

Pasdaran: “Abbattuto un drone Usa sopra lo stretto di Hormuz”

"Un drone americano MQ-9 a lungo raggio è stato colpito da un missile lanciato dalle sempre vigili unità di difesa aerea del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie islamiche sopra lo Stretto di Hormuz ed è precipitato nelle acque blu del Golfo Persico". E' quanto si legge in una dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie dell'Iran pubblicata dall'agenzia Fars.

Direttore compagnia petrolio Iran: “A Kharg è tutto regolare”

"La situazione sull'isola di Kharg è tranquilla e le operazioni petrolifere non si sono interrotte". Lo afferma, secondo il canale X di Al-Jazeera, il direttore della Compagnia Petrolifera Nazionale Iraniana. Il presidente degli Usa Donald Trump ha pubblicato poche ore fa un video con l'IA che mostrava l'importante hub petrolifero iraniano "ridotto in macerie" da un bombardamento.

Libano, ripresi i bombardamenti israeliani nel Sud

L'artiglieria israeliana ha iniziato a bombardare le località meridionali libanesi di Mansouri e Beit al-Sayyad durante la notte. Lo riporta l'agenzia di stampa nazionale libanese, aggiungendo che gli attacchi dell'Idf sono proseguiti anche nelle prime ore di oggi.

Pasdaran: “Distrutte le infrastrutture di due basi aeree Usa in Giordania”

Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane ha annunciato di aver distrutto infrastrutture di manutenzione e aree di sosta per aerei da combattimento in due basi aeree americane in Giordania, secondo quanto riportato da Press TV. "Le infrastrutture di manutenzione e i punti di dispiegamento dei caccia in due basi americane sono stati distrutti", hanno dichiarato i Pasdaran, precisando che gli obiettivi colpiti sono le basi aeree King Hussein e Al-Azraq. Il canale ha inoltre pubblicato filmati del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche nei quali viene ripreso il lancio di missili balistici. In precedenza, Press TV aveva riferito che diverse esplosioni avevano scosso la Giordania in seguito agli attacchi iraniani. L'emittente aveva anche riportato che le forze iraniane avevano lanciato missili contro navi di proprietà statunitense nello Stretto di Hormuz.

Pezeshkian: “Non vogliamo la guerra ma risponderemo alle aggressioni”

"Non stiamo cercando la guerra e questo è il chiaro messaggio che abbiamo trasmesso al mondo finora, ma non rimarremo mai calmi di fronte a qualsiasi aggressione e daremo una risposta decisiva agli aggressori", ha detto questa mattina il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, citato dall'Irna, in reazione al recente attacco americano al Paese. "L'instabilità nella regione non è nell'interesse di nessun paese e costituirà una sfida per tutti" ha aggiunto.

Teheran: “Attacchi in Giordania sono la risposta ai raid su Larak”

L'Iran ha dichiarato che risponderà con fermezza a qualsiasi ulteriore aggressione militare e che gli Stati Uniti e le parti che sostengono le sue azioni si assumono la piena responsabilità di qualsiasi escalation. Lo scrive Al-Jazeera, citando una dichiarazione del Ministero degli Esteri iraniano. Teheran ha affermato che le forze armate del Paese hanno colpito basi militari statunitensi in Giordania in risposta all'attacco americano all'isola di Larak. Il Ministero ha aggiunto che le basi statunitensi in Giordania sono state utilizzate per lanciare e supportare l'attacco a Larak, che ha causato morti e feriti tra i membri delle forze armate iraniane e i civili.

Teheran: petroliera prende fuoco dopo aver urtato due mine a Hormuz

L'Iran ha riferito che una petroliera ha preso fuoco nei pressi dello Stretto di Hormuz dopo aver urtato due mine navali, secondo quanto riportato dai media di Stato. "Una superpetroliera che tentava di attraversare una rotta illegale a sud dello Stretto di Hormuz ha preso fuoco dopo aver urtato due mine navali ed è stata completamente immobilizzata", hanno affermato i Guardiani della Rivoluzione in una nota.

L’Iran attacca basi Usa anche negli Emirati: droni su Al Minhad

Dopo la Giordania, anche gli Emirati: Teheran ha fatto sapere di aver attaccato con i droni la base Usa di El Minhad

Trump pubblica video IA: “L’isola di Kharg in mille pezzi”

Immagini (false) di un bombardamento dell'isola iraniana di Kharg: un serbatoio di stoccaggio del petrolio e una petroliera esplodere, ripresa dall'alto da un velivolo. È un video generato con l'intelligenza artificiale e condiviso dal presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sulla sua piattaforma Truth, con il post dove si legge: "Kharg Island ridotta in mille pezzi!". Prima dell'inizio della guerra, l'isola di Kharg gestiva la maggior parte delle esportazioni petrolifere iraniane, rappresentando un nodo strategico per l'economia di Teheran. Dall'inizio del conflitto Trump ha più volte minacciato di prendere il controllo dell'isola o di distruggerne le infrastrutture.

Il comando Usa: “Attacco su Larak non è stato aggressione ma difesa”

Il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica dell'Iran ha sostenuto che gli attacchi condotti dalle forze americane per impedirgli di posizionare mine nello Stretto di Hormuz costituissero un “atto di aggressione”. Ma “tale affermazione è assolutamente falsa", scrive il Comando centrale americano sul suo account X, spiegando che l'attacco sui lanciatori iraniani a Larak è stata "un'azione limitata e precisa contro le unità dei pasdaran impegnate nella posa di mine, che rappresentavano una minaccia imminente nello stretto di Hormuz".

Washington conferma attacchi dell’Iran in Giordania: “Tutti i missili intercettati”

Un funzionario americano ha confermato alla Fox News che l'Iran sta attaccando le forze Usa in Giordania, dopo che queste hanno colpito due lanciamissili iraniani sull'isola di Larak. Secondo la fonte, finora non sono stati segnalati impatti significativi e quasi tutti i missili in arrivo sono stati intercettati.

Patriot in azione per difendere la base Usa in Giordania. Allerta anche in Qatar, Kuwait e negli Emirati

Filmati postati sui social mostrano l'azione delle batterie di Patriot per difendere la base giordana di Muwaffaq al Salti. Si vede chiaramente la distruzione di numerosi missili balistici iraniani - almeno tre - e non ci sono esplosioni al suolo. Massima allerta in Qatar, Kuwait e negli Emirati: i velivoli cisterna americani schierati nell'aeroporto qatarino di Al Udeid si sono alzati in volo e stanno dirigendo versò Israele. Fonti iraniane sostengono che pure questa installazioni è stata presa di mira dalla ritorsione dei Guardiani della Rivoluzione.

(a cura di Gianluca Di Feo)

Missili iraniani contro basi delle forze Usa in Giordania

Arriva subito l’annunciata risposta di Teheran agli attacchi Usa: l'Iran ha lanciato missili verso Aqaba e la base di Muwaffaq Salti, in Giordania, dove sono ospitate forze dell'esercito Usa. o riferiscono fonti arabe citate dall'agenzia iraniana Fars. Le stesse fonti, riprese anche da altri media iraniani, hanno parlato di "diverse esplosioni" in alcuni punti della Giordania.

Teheran minaccia rappresaglia dopo l’attacco a Larak

La risposta iraniana all'attacco Usa all'isola di Larak sarà "devastante" e "più dolorosa". Lo ha scritto su X il presidente della Commissione per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, Ebrahim Azizi.
"Senza dubbio nessun crimine, a qualsiasi livello, resta senza risposta", ha affermato Azizi, "una risposta che sarà devastante, più dolorosa e istruttiva, che completerà la catena dei vostri fallimenti. Attendete con paura e terrore!". "Mettete alla prova la nostra volontà ancora una volta e pagherete un prezzo più pesante", aveva scritto in precedenza su X l'influente parlamentare iraniano ed ex portavoce del Consiglio dei Guardiani,

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