Immaginate una città che possa “osservarsi” in tempo reale: in un piccolo comune una pioggia torrenziale rischia di allagare il centro. Ma il peggio viene evitato, grazie a un sistema digitale che segnala l’anomalia prima che accada, attiva un piano di deflusso, regola in tempo reale le pompe idriche. Non c’è magia, ma un “gemello digitale”: una copia virtuale della città che simula, prevede, suggerisce.
Scene come questa potrebbero presto moltiplicarsi. È la promessa — concreta — del progetto europeo Local Digital Twin Toolbox, una nuova infrastruttura pensata per portare tecnologie predittive e sostenibili anche nei territori più periferici, dando agli enti locali la possibilità di reagire con anticipo ai fenomeni climatici estremi. Una singola città non basta a influenzare il mercato tecnologico: servono un sistema comune, con market draw che includa la voce dei cittadini e la gestione dei dati come risorsa pubblica.
La cassetta degli attrezzi per città intelligenti
Le fondamenta del progetto sono state gettate dal professor Martin Brynskov, direttore scientifico per l’Intelligenza Artificiale e i Dati presso l’Università di Copenhagen, ex presidente della rete globale con sede in Europa Open & Agile Smart Cities e attualmente responsabile del lancio della nuova strategia dell’Unione Europea sull’uso dell’intelligenza artificiale nella scienza, durante il semestre di presidenza danese del Consiglio dell’Ue.
Brynskov è promotore di grandi infrastrutture per testare le tecnologie urbane emergenti. Come ha spiegato durante il Cities Forum 2025 a Cracovia, organizzato dalla European Urban Initiative (EUI) e dalla Commissione Europea – DG REGIO, il progetto ha dato vita a strutture come il Local Digital Twin Network for Smart Community e l’AI Testing Facility, finanziate con decine di milioni di euro. Le definisce “palestre per le città che vogliono sperimentare, prima che queste tecnologie entrino davvero nelle amministrazioni”.
Al centro di questa iniziativa c’è una “cassetta degli attrezzi” pensata per offrire ai Comuni strumenti concreti: percorsi di digitalizzazione, consulenze tecniche, formazione online e in presenza, ma soprattutto regole condivise per far dialogare le tecnologie tra loro. Grazie al lavoro sulla cosiddetta interoperabilità digitale, i dati di settori come mobilità, energia, gestione delle acque o qualità dell’aria possono finalmente essere integrati e utilizzati per guidare decisioni più efficaci.
Tecnologie predittive contro l’emergenza climatica
Perché i gemelli digitali possono fare la differenza nella lotta alla crisi climatica? Perché permettono di simulare scenari, prevedere rischi, ottimizzare i servizi in modo proattivo. Significa, ad esempio, regolare i consumi energetici di scuole e ospedali pubblici in base ai dati in tempo reale, oppure pianificare nuovi spazi verdi nelle zone più colpite dall’isola di calore urbana. Significa anche gestire meglio il traffico, o monitorare le emissioni di CO? strada per strada.
Brynskov lo sottolinea con forza: “Il deep tech non è una tecnologia che si compra da uno scaffale. Bisogna comprenderla, adattarla, e soprattutto riorganizzare le amministrazioni per usarla davvero. È prima di tutto una questione culturale”. Durante il suo intervento a Cracovia ha ricordato come nessuna città, da sola, sia in grado di influenzare il mercato tecnologico. Nemmeno un singolo paese, a volte, ha il peso necessario per orientare la direzione dell’innovazione. Per questo l’approccio europeo diventa fondamentale: solo una massa critica coordinata può dare voce alle esigenze dei cittadini e trasformare i dati urbani in una risorsa collettiva, ben regolata e condivisa.
G&B Festival, Green City Network - Parlano le città
Una rete europea per comunità sostenibili
Il progetto Local Digital Twin Toolbox fornisce strumenti e costruisce una rete, coinvolgendo le associazioni municipali di tutti i 27 Stati membri dell’UE con l’obiettivo di mettere in connessione territori con una differente maturità digitale. È un’alleanza che unisce enti pubblici, università, aziende e cittadini per condividere soluzioni replicabili, accessibili e adattabili ai contesti locali.
Parallelamente, prende forma anche il Data Space for Smart Communities, un’infrastruttura pensata per gestire i dati in modo sicuro, inclusivo e sostenibile. “I dati sono il nuovo materiale del millennio”, dice Brynskov, “ma dobbiamo imparare a trattarli come le risorse naturali: con attenzione, trasparenza, visione collettiva”.
Il futuro passa da qui
Il messaggio che arriva dal Cities Forum è chiaro: nessuna realtà è troppo piccola per diventare intelligente. Servono strumenti adeguati, governance capace, e una visione aperta alla collaborazione. “Alla fine - riflette Brynskov - si tratta di persone: delle competenze che servono oggi nei Comuni, dei profili professionali da attrarre, delle reti da costruire. Perché solo così il digitale può diventare il motore della transizione ecologica”.