Tenerife dice basta e attiva una squadra speciale contro gli influencer che arrecano danni all'ambiente e al decoro. Gente che scavalca reti di aree protette solo per scattarsi una foto, altra che fuma in luoghi naturali dove c'è il divieto, altra ancora che per guadagnare views si mette a lanciare padelle per la paella nel bel mezzo di un parco protetto e patrimonio Unesco, oppure che si piazza in mezzo alla strada per farsi tagliare i capelli nel cuore di una riserva ambientale. Nella Spagna che tenta di combattere gli effetti dell'over tourism dalle Canarie arriva una nuova e importante iniziativa. Si chiama "Uvad" ed è l'Unità di vigilanza ambientale digitale, una nuova squadra speciale che il Consiglio di Tenerife ha attivato con uno scopo chiarissimo: far sì che i social e la rete non siano un sistema, quando si compiono azioni che creano danni all'ambiente solo per ottenere dei like, per restare impuniti.
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"Basta all'impunità" tuona senza mezzi termini Rosa Dávila, presidente del Consiglio dell'Isola di Tenerife. La nuova unità sarà composta da due membri, specializzati, che avranno il compito di osservare e scovare all'interno dei social network, da Instagram sino a Tik Tok, tutti quei comportamenti che spesso influencer o persone a caccia di like attuano in maniera irrispettosa dell'ambiente e delle leggi locali, con lo scopo di sanzionare. Le multe, a seconda dei reati, potrebbero essere davvero estremamente salate: si arriva a un tetto massimo di quasi 300mila euro. L'idea di una guerra agli influencer che danneggiano la natura o non rispettano le regole nasce anche dopo alcuni fatti eclatanti che sull'isola hanno scatenato diverse polemiche. Non ci sono infatti solo i selfie di turisti che si spingono dove non dovrebbero in mezzo alla natura, ma perfino azioni estremamente fastidiose - e tutte riprese in video - soprattutto se inserite in un contesto di paesaggi fragili che hanno bisogno di essere tutelati.
A scatenare indignazione c'è stato per esempio il video di Azogue Elea, creator che si è messo a lanciare padelle per la paella nel bel mezzo della natura selvaggia del Parco Nazionale del Teide, area vulcanica e sito protetto dall'UNESCO. Poi c'è stato per esempio il caso di un uomo che, per ottenere views, si è piazzato nel bel mezzo dei cammini delle aree protette per farsi tagliare i capelli o ancora a Gran Canaria la storia di un influencer che ha seppellito mille euro in una riserva naturale e lanciato una sfida virale che ha portato decine e decine di follower a scavare e devastare il terreno. Oppure a Lanzarote, pur di girare un video per Tik tok, turisti sono entrati illegalmente nella Cueva de los 7 Lagos, sistema di grotte chiuso al pubblico.
Il fatto che decine di questi influencer, content creator o semplicemente turisti a caccia di like usino territori come quelli di Tenerife come un loro personale set cinematografico, spesso senza rispettare le regole, secondo le autorità locali è diventato insostenibile. Per questo ogni atto di infrazione, vandalismo o deturpazione della natura non solo verrà punito se colto in flagrante, ma anche se - con la nuova unità speciale - i video compromettenti verranno individuati successivamente in rete. "Non possiamo permettere che le regole vengano infrante solo per scattare una bella fotografia" ricorda ancora Davila annunciando come la nuova unità speciale stia già setacciando i social con un occhio particolare a voli illegali di droni, accensione di sigarette in aree soggette a incendi boschivi e infrazioni in aree vulcaniche, dove ad esempio spesso avviene il furto di rocce. Per Pedro Millán, direttore Generale dell'Ambiente del Consiglio dell'Isola di Tenerife, è necessario far passare il concetto che certi tipi di reati e gesti "non restino impuniti. Anche perché non è solo l'atto in sé, ma anche il fatto di pubblicarlo che a volte provoca un effetto indesiderato, ovvero l'imitazione. Ma adesso basta, è finita".