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Caldo estremo: quest’estate 16.500 morti in Europa, città italiane le più colpite

Caldo estremo: quest’estate 16.500 morti in Europa, città italiane le più colpite

Lo studio stima che circa 24.400 persone siano morte a causa delle temperature estreme nelle città. Il 68% dei decessi causati dal caldo da giugno ad agosto, con un aumento delle temperature fino a 3,6 °C

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I cambiamenti climatici hanno intensificato le temperature estive in tutta Europa, causando 16.500 decessi in più rispetto a un'estate non condizionata dal riscaldamento collegato alle attività umane. È quanto emerge da una nuova stima condotta da scienziati del clima ed epidemiologi.

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Lo studio, che si è concentrato su 854 città europee, ha rilevato che il cambiamento climatico è responsabile del 68% dei 24.400 decessi stimati per il caldo di quest'estate, grazie a un aumento delle temperature fino a 3,6 °C.

L'analisi è stata condotta dai ricercatori dell'Imperial College di Londra e della London School of Hygiene&Tropical Medicine, che avvertono che il risultato è solo un'istantanea del numero di morti legate al caldo estremo, poiché le città studiate rappresentano circa il 30% della popolazione europea.

L'analisi fa seguito a uno studio condotto dallo stesso team secondo il quale il cambiamento climatico potrebbe aver triplicato il numero di vittime di un'ondata di caldo a luglio in Europa.

Secondo lo studio, i cambiamenti climatici sono all'origine di 4.597 morti per il caldo stimate in Italia, 2.841 in Spagna, 1.477 in Germania, 1.444 in Francia, 1.147 nel Regno Unito, 1.064 in Romania, 808 in Grecia, 552 in Bulgaria e 268 in Croazia.

In Italia - rileva l'analisi - i cambiamenti climatici hanno causato 1156 morti stimate per il caldo a Milano, 835 a Roma, 579 a Napoli e 230 a Torino.

Nel resto d'Europa: 630 ad Atene, 409 a Parigi, 387 a Madrid, 360 a Bucarest, 315 a Londra e 140 a Berlino. Le persone di età pari o superiore a 65 anni hanno rappresentato l'85% dei decessi in eccesso.

"Il nostro studio dimostra che variazioni del calore estivo di pochi gradi possono fare la differenza tra la vita e la morte per migliaia di persone - afferma Clair Barnes, Researcher at the Centre for Environmental Policy Imperial College London - È un altro promemoria del fatto che il cambiamento climatico non è un problema che possiamo affrontare solo in un momento futuro. Quanto più a lungo i governi impiegheranno ad abbandonare i combustibili fossili e a ridurre le emissioni, tanto più il caldo estivo diventerà mortale, anche con gli sforzi per diventare più resilienti alle temperature estreme".

Per stimare il numero di questi decessi e quanti fossero legati ai cambiamenti climatici, lo studio si è concentrato sul caldo da giugno ad agosto. In primo luogo, gli scienziati del clima hanno analizzato le osservazioni meteorologiche e i modelli climatici per capire come il cambiamento climatico abbia influenzato le temperature giornaliere in ogni città. Così hanno scoperto che il cambiamento climatico, causato principalmente dalla combustione di combustibili fossili e dalla deforestazione, ha aumentato le temperature di una media di 2,2 °C e fino a 3,6 °C.

Gli epidemiologi hanno quindi utilizzato ricerche pubblicate che predicono le variazioni dei decessi a determinate temperature in 854 città europee. Hanno combinato queste funzioni di rischio di mortalità con gli spostamenti delle temperature giornaliere per stimare i decessi dovuti al caldo di quest'estate e di un'ipotetica estate più fresca che non fosse stata riscaldata di 1,3 °C.

Lo studio stima che circa 24.400 persone siano morte a causa delle temperature estreme nelle città. Tuttavia, se il clima non fosse stato riscaldato dai cambiamenti climatici legati alle attività umane, si sarebbero potuti evitare circa 16.500 decessi, il che significa che il cambiamento climatico è responsabile del 68% dei decessi in eccesso, ovvero che il numero di morti potenziali è triplicato.

I ricercatori affermano che i risultati dimostrano che anche pochi gradi di calore in più possono causare un'impennata dei decessi quando le persone vulnerabili sono esposte a temperature superiori ai limiti a cui sono abituate.