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Tecnologia

L’illuminazione sostenibile che migliora l’umore e taglia i consumi

Luca Benedetti e Francesco Brocca, cofondatori di B2 Labtech
Luca Benedetti e Francesco Brocca, cofondatori di B2 Labtech 

A Rovereto la startup B2 Labtech ha ricreato la luce naturale negli ambienti di lavoro, scuole e ospedali. Risultato dei test: un aumento della produttività del 15%, mentre i consumi si sono ridotti del 40%

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Accendere o spegnere. Nella maggioranza dei casi sono questi i due gesti che regolano l’utilizzo della luce in ambienti interni. La startup B2 Labtech vuole rivoluzionare il modo in cui concepiamo la luce artificiale, soprattutto quando viviamo in uffici, spazi pubblici chiusi, scuole e ospedali, preoccupandosi non solo di illuminare gli ambienti, ma tenendo presente il benessere delle persone.

Con sede a Rovereto, la startup trentina ha lanciato un rivoluzionario sistema composto da sensori e algoritmi proprietari di machine learning in grado di attuare una illuminazione umanocentrica simile a quella naturale e che, nei primi test condotti negli uffici di Trentino Sviluppo insieme al Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento ha dato risultati promettenti, favorendo un aumento fino al 15% nella produttività e nel buon umore delle persone coinvolte.

Il benessere nella luce

“L’idea di creare la startup mi è venuta quando sono andato in Danimarca per il mio percorso di studi magistrali”, spiega a Green&Blue Luca Benedetti, cofondatore dell’azienda insieme a Francesco Brocca. “Lì dove si passa dalla luce del sole a mezzanotte durante l’estate a lunghi periodi bui invernali, mi sono reso conto di quanto la mia capacità di concentrazione e l’umore cambiassero sensibilmente. E così ho pensato di creare un tipo di illuminazione che risolvesse questo genere di problemi, migliorando benessere e performance delle persone”.

Il mercato dello human centric lighting esiste da anni, ma secondo Benedetti non è mai riuscito a decollare perché la ricerca non si concentrava sugli aspetti corretti: “Fino adesso si è pensato solo a ricreare e attivare manualmente scenari di illuminazione che cambiano colore e intensità per imitare la luce naturale. Noi invece abbiamo realizzato un sistema automatizzato che utilizza sensori ambientali, una centralina Internet of Things e algoritmi di Intelligenza Artificiale, oltre a dati reperiti dal web (come posizione geografica, calendario dell’alba e del tramonto, orario, eccetera) per garantire che la luce accompagni nel miglior modo possibile, senza intervento umano, la giornata delle persone, sfruttando le caratteristiche degli esistenti LED Tunable White, con cui si può regolare la temperatura del colore”.

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Il colore che segue il giorno: dall’alba al tramonto

Il sistema messo a punto dalla startup può variare da 1.800 a 6.500 gradi Kelvin, coprendo l’intensità e la colorazione che la luce naturale raggiunge dall’alba a mezzogiorno e poi fino al tramonto: “La luce calda rilassa maggiormente gli occhi perché ha meno toni di blu all’interno, che invece aumenta il contrasto tra gli oggetti e aiuta ad energizzare le persone”, spiega Benedetti. “Questa regolazione non necessita di nessun intervento, ma in ogni caso chi occupa la stanza può anche effettuarla manualmente nel caso in cui abbia bisogno di una luce più o meno intensa oppure calda, considerando poi che il sistema impara dalle preferenze degli utenti”.

I test

Tutto questo funziona perfettamente sulla carta, ma B2 Labtech, prima di iniziare a stringere accordi con alcune società (una multinazionale energetica francese implementerà il sistema in ambito sanitario), ha voluto condurre alcuni test su un ristretto numero di individui, con metodo scientifico e in collaborazione col Dipartimento di Psicologia e Scienze Cognitive dell’Università di Trento. La prova è stata condotta nella sede di Rovereto di Trentino Sviluppo e ha coinvolto oltre 80 dipendenti ia cui è stato chiesto tramite l’impatto della propria illuminazione umanocentrica rispetto a quella tradizionale. Spiegano i cofondatori: “Il risultato è stato che abbiamo visto un miglioramento fino al 15% sia in termini di performance e produttività, misurate ad esempio anche in relazione ai giorni di assenza, sia di benessere psicofisico e buon umore generale. Senza contare che il nostro sistema basato sugli algoritmi ha risposto a quei parametri della normativa italiana in termini di illuminazione in uffici e spazi pubblici che in Italia è largamente disattesa”.

Riduzione fino al 40% dei consumi energetici

A consolidare il principio secondo cui una luce d’interni che segue i nostri ritmi biologici produce benefici sulla salute, e su come le recenti tecnologie possano favorire tale risultato, sono altri vari studi come Intelligent human-centric lighting for mental wellbeing improvement di Dominika Cupkova; Evaluation of staff’s perception of a circadian lighting system implemented in a hospital di K.M. Schledermann e Effects of light on human circadian rhythms, sleep and mood di Christine Blume. “Il nostro test combinato con questi ed altri studi scientifici”, sottolinea Benedetti “ha rilevato come l’illuminazione artificiale inadeguata colpisca 2 lavoratori su 3, causando un aumento del 30% in fenomeni di affaticamento visivo, alterazione dell’umore e disturbi del sonno, una riduzione del 15% nella concentrazione e nelle performance e un aumento del 40% nei costi energetici”.

I riconoscimenti

La startup, attualmente in fase di fundraising dopo essersi assicurata un primo investimento da parte di Spreentech Ventures, ha vinto la Trentino Startup Valley 2023-2024, il Premio l’Adige Futuro e si è classificata al secondo posto al Premio Innovazione durante il Forum Europeo ad Alpbach in Austria. “Il benessere psicofisico non è l’unico elemento da tenere in considerazione quando si pensa alla soluzione di B2 Labtech”, spiega Benedetti, “perché un altro aspetto importante riguarda la sua sostenibilità”.

La piattaforma include un software che fornisce dati dettagliati su risparmio energetico, riduzione della CO2 ed efficienza operativa. I primi test effettuati permettono una stima di riduzione fino al 40% dei consumi energetici rispetto ai sistemi di illuminazione tradizionali, e la conseguente diminuzione del 30% delle emissioni di CO2 e di una percentuale compresa tra il 20% e il 30% relativamente ai costi operativi.