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Economia Circolare

Circular Monday, la risposta sostenibile al Black Friday

Acquistare abiti di seconda mano: una scelta di economia circolare
Acquistare abiti di seconda mano: una scelta di economia circolare 

Non è una semplice contro-iniziativa, ma un movimento globale che invita a “riflettere prima di acquistare”. Obiettivo: spostare le scelte dei consumatori verso soluzioni circolari come la riparazione, il noleggio, la condivisione, prodotti di seconda mano

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Simbolo di annunci pubblicitari aggressivi, sconti e acquisti compulsivi, negli ultimi anni il “Black Friday” è diventato uno degli appuntamenti commerciali più attesi. Ma sta crescendo anche un’altra iniziativa, molto più silenziosa, ma non per questo meno determinata come ha appena dimostrato l’edizione 2025: il Circular Monday, la giornata dedicata al consumo circolare che si celebra ogni anno il lunedì che precede il “venerdì nero”. Quest’anno è stato celebrato non in un’unica giornata il 24 novembre, ma un’intera settimana ed è stato un successo. Non è una semplice contro-promozione, ma un vero e proprio movimento globale che sta crescendo e che invita "a riflettere prima di comprare e non fare il contrario”. A parte le iniziative organizzate nei singoli Paesi, per aderire bastava condividere un post sui social con l’hashtag #circularmonday.

In origine era il White Monday

Nato in Svezia nel 2017 da un’idea di Alexandra Davidsson e Henning Gillberg ed inizialmente conosciuto come “White Monday” è molto più di una semplice campagna di sensibilizzazione. È appunto un movimento che, come spiegano i promotori, non demonizza l’acquisto in sé, ma cerca di spostare il focus dei consumatori dai prodotti nuovi all’adozione di soluzioni circolari come la riparazione, il noleggio, la condivisione, l’acquisto di seconda mano e l’upcycling. Invece di cedere alla tentazione di “comprare cose delle quali non abbiamo bisogno”, il movimento invita a riscoprire il valore di ciò che già esiste. Per questo nel Circular Monday sono coinvolti aziende, artigiani, associazioni e realtà che lavorano soprattutto nel riciclo, nel noleggio e nella riparazione.

Un invito alla consapevolezza

Attivo in oltre 40 Paesi, il movimento conta su una rete di più di 1.400 “circular buddies”: aziende, organizzazioni, startup, università, media e influencer invitati a promuovere i principi dell’economia circolare. Nel 2024, la campagna ha raggiunto oltre 40 milioni di persone, un segnale che la domanda di un’economia più giusta e sostenibile è in forte crescita. I dati di quest’anno sono in fase di elaborazione, ma dovrebbero aver superato quelli della passata edizione.

In Italia da poco più di un anno, un team di sei giovani volontari - il portavoce è Simone Grasso – ha organizzato la campagna Circular Monday riuscendo a coinvolgere nel movimento quasi 100 realtà nazionali. Dalle sartorie che riparano e rigenerano abiti a piattaforme per il noleggio di attrezzature, da negozi di usato a startup che trasformano materiali di scarto in nuovi prodotti di design. Tanto per capire quanto il settore dell’economia circolare sia vivace, vale la pena ricordare che in Italia ci sono 827 startup dedicate alla “circular-only”. Sì, perché secondo il Rapporto 2025 del Circular Economy Network, l’Italia in questo settore, tra i 27 Paesi Ue, è seconda solo ai Paesi Bassi. Davanti a Germania, Francia e Spagna, contribuendo per 3,5 miliardi di euro al Pil e impiegando 519 mila addetti. Solo il tasso di utilizzo circolare dei materiali in Italia raggiunge il 20,8%.

Un laboratorio di sartoria creativa dove si utilizzano stoffe di seconda mano
Un laboratorio di sartoria creativa dove si utilizzano stoffe di seconda mano 

Rendere le soluzioni circolari visibili e convenienti

Vuoi riparare il tuo smartphone? Cerchi un abito per una cerimonia da noleggiare? Vuoi acquistare mobili di seconda mano di qualità? Il database del Circular Monday è la bussola per orientarsi in un mercato che sta provando ad offrire alternative al modello lineare. Al centro dell’iniziativa è i database online che si può consultare gratuitamente, un archivio mondiale di imprese circolari e che quindi consente a chiunque di trovare prodotti e servizi sostenibili vicino oppure che offrono servizi online. L’obiettivo è rendere le soluzioni circolari visibili, facilmente accessibili e anche convenienti. Non solo, Sul sito, grazie alla partnership con ClimateHero un calcolatore dell’impronta di carbonio permetta a chiunque, in pochi minuti, di misurare il proprio impatto climatico e ricevere consigli personalizzati per ridurlo. Per le aziende, invece, strumenti come il “Circular Action Guide” trasformano la visione circolare in un piano d’azione concreto, aiutandole a comunicare i benefici ambientali dei loro prodotti, come il risparmio di CO2. E forse ad attirare più consumatori.