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Sostenibilità

Natale 2025, come rendere le feste più sostenibili: la scelta dell’albero (e decorazioni)

Natale 2025, come rendere le feste più sostenibili: la scelta dell’albero (e decorazioni)

Vogliamo quello vero che arriva direttamente dalla foresta al salotto? Prima di comperarlo pensiamo dove piantarlo dopo le feste. L’albero di plastica inquina molto di più e per diventare l’opzione più sostenibile bisogna tenerlo almeno 10 anni. I consigli del Wwf e Legambiente

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Consumi energetici alle stelle, sprechi alimentari, alberi tagliati, uso massiccio di imballaggi legati alla e-commerce e una valanga di oggetti di plastica usa e getta. Tra l’8 dicembre e il 6 gennaio secondo gli ambientalisti di tutto il mondo, il nostro pianeta è sottoposto ad un forte stress. Le emissioni di Co2 salgono infatti del 6%, e in soli tre giorni di festività natalizie si genera il 5,5% dell’impronta carbonica globale dell’anno. Per non parlare della quantità di rifiuti che aumenta tra il 25 e il 30%. Ma è possibile rendere il Natale più sostenibile senza rinunciare alla magia di fare l’albero decorato, a comperare i regali e preparare pranzo e cena degni di una festa? A guardare i dati sembra che di anno in anno i consumatori non solo italiani stiano orientando le proprie scelte verso un minore impatto sull’ambiente convinti che un Natale etico e sostenibile sia possibile. Forse è solo questione di organizzazione.

Cominciamo dall’albero

Ogni anno la domanda è la stessa: albero vero o finto, qual è la scelta più sostenibile? “L’albero più ecologico è quello che non si fa” ha ribadito più volte Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente che aggiunge “comunque se in casa ne abbiamo uno finto teniamoci quello, perché la sua produzione ha un impatto ambientale molto alto”. In effetti per realizzare un albero di plastica di 10 chili servono 20 chilogrammi di petrolio: inquina fino a 10 volte più di quello vero. Quindi per diventare una scelta sostenibile e giustificarne l’acquisto deve durare a lungo: almeno 10 anni. Mentre oggi vengono sostituiti mediamente dopo 6 anni aumentando anche i rifiuti non riciclabili. E se proprio vogliamo quello vero, meglio che provenga da coltivazione certificate e vicine (di specie nostrane come abete rosso, ginepro o alloro) che dopo le feste possa essere reimpiantato o compostato. Raccomanda il Wwf: “Se l’albero non è in buone condizioni portiamolo all’isola ecologica, dove verrà trasformato in compost, evitando sprechi e riducendo l’impatto ambientale. Se invece è ancora sano, possiamo riportarlo al vivaio, sistemarlo in terrazzo (nelle zone più fresche) oppure affidarlo a associazioni che si occupano di ripiantarlo in aree idonee. Un avvertimento fondamentale: non piantare mai l’albero autonomamente in natura. Si rischia di compromettere il patrimonio genetico dei boschi e di alterare gli ecosistemi locali”.

Eco-crafting party

E se evitassimo di comperare l’albero? Il Wwf suggerisce soluzioni alternative creative e divertenti che possono creare la stessa atmosfera natalizia. "Organizziamo invece un laboratorio con amici o familiari per creare decorazioni natalizie fatte a mano utilizzando materiali di recupero. Visto che durante le feste rifiuti di carta e cartone arrivano a circa 75-80 mila tonnellate (in media oltre 3 kg a famiglia) e 125 tonnellate di imballaggi in plastica: praticamente sotto l’albero c’è una montagna di rifiuti oltre ai regali. Molti elementi decorativi e addobbi, come ghirlande, decorazioni dell’albero, biglietti di auguri e persino il trucco festivo sono spesso realizzati con glitter e brillantini di plastica che vengono persi nelle nostre case e nell’ambiente, esponendo persone, animali domestici (e selvatici) ad elevate quantità che possono accumularsi nell’organismo”.

Ghirlanda con i tappi di sughero
Ghirlanda con i tappi di sughero 

Decori fai-da-te

E se proprio non vogliano rinunciare all’albero, una volta fatto, è il momento di decorarlo. Per evitare inutili sprechi, possiamo dare nuova vita a ciò che già abbiamo in casa: vecchi giornali, tappi di sughero, ritagli di stoffa, bottoni spaiati o semplicemente dello spago possono trasformarsi in addobbi originali e a costo zero. Un’altra idea è fare una passeggiata nei giardini, nei parchi cittadini o nei boschi: raccogliere da terra rametti, pigne, foglie colorate, ghiande e fiori secchi permette di realizzare decorazioni completamente naturali. Possiamo abbinarli a bucce di arancia o mela essiccate che, oltre ad essere belle, profumano la casa di festa. Con questi materiali possiamo creare non solo addobbi per l’albero, ma anche ghirlande, centrotavola e piccoli segnaposto per la tavola delle feste. Queste decorazioni naturali, se conservate bene, possono durare anche anni.

Basta un’ora in meno

E a proposito di decori, visto che i consumi di energia in questo periodo aumentano in media del 30% soprattutto per l’uso delle luci colorate il consiglio degli ambientalisti è di sostituirle almeno in parte con le candele naturali. Oppure utilizzare decorazioni “diurne” create con frutta e piante secche. Un piccolo gesto per spegnere le luci artificiali con un buon effetto anche sulla bolletta. E se proprio non vogliamo rinunciarci, utilizziamo quelle con lampade led, energia solare o batterie ricaricabili. Oppure basta tenere accesi un’ora in meno al giorno gli addobbi natalizi per ridurre l’impatto ambientale di 109 tonnellate di Co2. Sì perché per ricreare la magia delle feste nelle case, gli italiani non badano a spese: consumano ogni giorno altri 1.603 MWh (stimando una accensione di sei ore al giorno) oltre i consueti 5.500. Uno scintillio che si traduce in ulteriori 18.870 tonnellate di C02. Le stesse emesse da 315 automobili in un anno. E che ha ripercussioni sulla bolletta. Per questo vale la pena organizzarsi.