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Giornata Internazionale dell’educazione

WWF Italia compie 60 anni: la prima iniziativa è per la scuola

Una lezione di educazione ambientale tenuta da un operatore WWF in un bosco
Una lezione di educazione ambientale tenuta da un operatore WWF in un bosco 

Nel 1966 Fulco Pratesi portò l’associazione nel nostro Paese e l’educazione ambientale entrò in classe. Dai Panda Club alla piattaforma One Planet School, dai Cea alle Aule Natura. Coinvolti un milione e mezzo di studenti. Nel 1967 nasce la prima Oasi WWF: oggi sono più di 100

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“Tanti anni fa ero un cacciatore. Un giorno, mentre mi trovavo a caccia di orsi nei boschi della Turchia, ho assistito ad una scena che mi ha cambiato la vita: un'orsa con i suoi tre cuccioli, a pochi metri da me. In una manciata di secondi ho capito che stavo facendo una follia. Sono tornato in Italia, ho venduto i fucili e, con un gruppo di amici appassionati di natura, ho fondato il WWF. In me era nato un sogno: proteggere gli animali, gli ambienti, fare qualcosa per costruire un mondo di armonia tra uomo e natura. Era il 1966”. Così Fulco Pratesi pioniere dell’ambientalismo italiano, morto novantenne lo scorso anno, raccontava il giorno che cambiò per sempre la sua vita. Sono passati 60 anni da quando questo architetto romano riuscì a convincere un piccolo gruppo di visionari a difendere la natura “come bene comune, fragile e indispensabile” e a fondare la sede italiana del World Wide Fund for Nature (Fondo Mondiale per la natura), il WWF nato appena cinque anni prima. L’anno dopo acquisendo i diritti di caccia del lago di Burano nasce la prima Oasi WWF: oggi sono più di 100 in tutta Italia.

Per celebrare i 60 anni dalla sua fondazione, l’associazione ambientalista che in Italia conta 300 mila iscritti (sono 5 milioni nel mondo) ha voluto confermare il suo impegno nelle scuole e per la Giornata Internazionale dell’educazione (il 24 gennaio) ha messo disposizione Kit per educatrici e educatori WWF oltre al gioco “Un’avventura sostenibile”, entrambi scaricabili dalla piattaforma One Planet School. Il kit “nasce l'obiettivo di fornire uno strumento condiviso di ampliamento delle competenze per far fronte alle nuove sfide nell'ambito dell'educazione ambientale e alla sostenibilità” comprende 15 attività educative uniche e originali messe a disposizione per le attività educative nell'Oasi, nelle scuole e in qualsiasi altro ambito educativo”

In una foto in bianco e nero Pratesi al Parco nazionale d'Abruzzo negli anni 70 con il principe Filippo di Edimburgo primo presidente di WWF International
In una foto in bianco e nero Pratesi al Parco nazionale d'Abruzzo negli anni 70 con il principe Filippo di Edimburgo primo presidente di WWF International 

L’educazione ambientale: dalle aule alle lezioni all’aperto

Chiaro l’obiettivo dell’iniziativa preparata per la Giornata del 24 gennaio, fin dallo slogan, “Per proteggere la Natura non basta spiegarla, bisogna viverla” che vuole ricordare proprio questi 60 anni di educazione ambientale in Italia. In linea con l’età degli studenti, via via negli anni ha seguito i grandi temi ambientali. Così via via negli anni sono nati i Panda Club e i Centri di educazione ambientale, la piattaforma online e le Aule Natura, che grazie ai volontari WWF sono stati coinvolti oltre 72 mila classi e circa un milione e mezzo di studenti tra il 1971 e il 2019. Oggi solo le Aule Natura sono 81 e poi i campi estivi. “Nell'era della crisi climatica e della perdita di biodiversità, quelle competenze rimangono una guida - spiegano i responsabili italiani della ong - Proteggere gli habitat, rigenerare i paesaggi degradati, riportare la natura al centro delle scelte pubbliche e private non è più un orizzonte ideale, ma una necessità civile. La nostra storia insegna che il cambiamento è possibile".

Un esempio di Aula Natura in Campania
Un esempio di Aula Natura in Campania 

Crescere insieme al rispetto per l’ambiente: un po’ di storia

Per molte bambine e bambini, ragazze e ragazzi, il WWF è arrivato a scuola negli anni Settanta proprio attraverso il Kit Panda Club (1971). “Era un momento speciale: aprire la scatola, sfogliare i quaderni, appendere i poster e iniziare subito a sentirsi parte dell'Associazione. C'era il quaderno riservato agli studenti e quello dedicato al docente aiutandolo a praticare una didattica innovativa”. Con l’emergere di grandi crisi ambientali globali – da Chernobyl al buco dell’ozono, all’inquinamento dell’aria e dell’acqua – la questione ecologica è entrata nel dibattito pubblico e nelle aule scolastiche. Negli anni Ottanta si inaugurano le uscite all’aperto dei ragazzi e ragazze accompagnati non solo dagli insegnanti ma anche dalle guide ambientali. Il WWF porta le classi perfino nei supermercati per educare i più giovani al consumo critico e consapevole, connettendo i temi ambientali al quotidiano dei più giovani. “Nel 1987, con l’apertura del primo Centro di Educazione Ambientale nell’Oasi di Orbetello, nasce un modello destinato a diffondersi su scala nazionale: luoghi pensati per l’educazione residenziale, dove il contatto con la natura diventa parte integrante del percorso formativo”.

Un cartello che segnala l'ingresso ad una delle Oasi sotto la tutela del WWF: sono oltre cento in Italia
Un cartello che segnala l'ingresso ad una delle Oasi sotto la tutela del WWF: sono oltre cento in Italia 

Le Oasi WWF

Le Oasi diventano laboratori di educazione ambientale a cielo aperto, anticipando quello che è oggi è l'Outdoor Education, riconosciuto e promosso sia da Indire che dal Ministero dell'Istruzione e del Merito, oltre che a livello internazionale con il quadro delle competenze europee (GreenComp). Nasce Panda Junior, la rivista del WWF pensata per i più giovani, piena di curiosità, giochi ed esperimenti per scoprire la natura e il nostro pianeta. Negli anni Novanta, mentre si afferma il concetto di sviluppo sostenibile, l’associazione amplia il proprio sguardo educativo anche agli adulti, gli insegnanti, le istituzioni. Nascono grandi campagne di formazione capaci di coinvolgere centinaia di scuole e persone su temi complessi: la biodiversità, il futuro delle città, il cambiamento climatico. “Progetti come La riconquista della città o Immaginare il futuro testimoniano un’educazione che non si limita alla conoscenza, ma stimola visione, partecipazione e cittadinanza attiva”. Il Congresso dei Bambini di Bologna (1994) rappresenta simbolicamente questo passaggio: i più giovani che contribuiscono a ripensare lo spazio urbano, chiedendo città “a misura di bambino”.

Il digitale cambia linguaggi, competenze e anche i contenuti

"Con l’inizio del nuovo millennio, l’educazione ambientale esce definitivamente dalla dimensione sperimentale. Il WWF viene accreditato come ente di formazione dal Ministero dell’Istruzione (allora MIUR), rafforza la formazione dei docenti e sistematizza il proprio patrimonio educativo attraverso strumenti come i Quaderni di educazione ambientale”. L’approccio si fa più complesso e interdisciplinare: alla tutela della natura si affiancano temi come l’economia, la giustizia sociale, l’impronta ecologica e la cittadinanza globale.

WWF, Fulco Pratesi e la natura: l'ultima intervista

WWF, Fulco Pratesi e la natura: l'ultima intervista

“Negli ultimi quindici anni, in una società sempre più digitale e interconnessa, il WWF ha ampliato linguaggi e strumenti educativi, integrando piattaforme online, contenuti interattivi e formazione a distanza. Parallelamente, ha rafforzato il valore dell’esperienza diretta in natura, riconoscendone il ruolo fondamentale per l’apprendimento, il benessere e lo sviluppo delle competenze socio-emotive. Nasce così il progetto Aule Natura WWF: dalla consapevolezza che il contatto quotidiano con ambienti naturali, anche in contesti scolastici urbani, favorisca concentrazione, inclusione, apprendimento attivo e cura degli spazi comuni. Oggi sono oltre 80 le Aule Natura realizzate nelle scuole italiane. Le Oasi in Ospedale WWF estendono questa visione a contesti di fragilità, offrendo a bambini e famiglie spazi verdi pensati come luoghi di sollievo, relazione e continuità educativa, dove la natura diventa parte del percorso di cura e di benessere.

Nel 2022 Oasi in ospedale

Lanciato nel 2022, con l’edizione di Urban Nature “La Natura si fa Cura”, il progetto Oasi in Ospedale nasce dalla consapevolezza del legame inscindibile tra salute umana e salute della natura. Ad oggi sono 6 le Oasi in ospedale realizzate, con oltre 1.500 mq totali di spazio progettato e dedicato, per oltre 10mila possibili pazienti beneficiari/anno. Tra gli ultimi contributi all’educazione ambientale di questi ultimi anni si inserisce anche One Planet School, la piattaforma educativa e formativa del WWF che accompagna studenti, insegnanti e cittadini di tutte le età in percorsi di formazione continua sui temi della sostenibilità, del clima e della cittadinanza globale. L’educazione si allinea così agli obiettivi dell’Agenda 2030 in un ponte ideale che porta al futuro e ai bambini e alle bambine che domani scopriranno la natura con il WWF, così come lo hanno fatto ieri i loro genitori.