Green&Blue

Biodiversità

La lumaca è di cristallo: nel mare di Portofino l'incontro ravvicinato con il nudibranco pelagico

Lumaca di mare pelagica, Phylliroe bucephala (foto: Alessandro Grasso)
Lumaca di mare pelagica, Phylliroe bucephala (foto: Alessandro Grasso) 

Il fotografo subacqueo Alessandro Grasso immortala un esemplare di Phylliroe bucephala: “Nuotava con ritmo ipnotico, quasi ancestrale”

1 minuti di lettura

Una minuscola creatura che sembra fatta di cristallo. Con una caratteristica, la trasparenza, che non è un capriccio estetico quanto una precisa strategia di sopravvivenza: nel suo habitat, negli abissi più profondi, diventare invisibili può voler dire sottrarsi agli sguardi dei predatori. Stavolta però la lumaca di mare pelagica più bella del mondo, Phylliroe bucephala, si mostra a poche miglia dalla costa e quasi in superficie, in modo del tutto inedito: accade a Punta Chiappa, nell’area marina protetta di Portofino, a beneficio dell’incredulo fotografo Alessandro Grasso, non nuovo a incontri sorprendenti. “Nuotava con un ritmo ipnotico, quasi ancestrale”, racconta. “Avevo montato un fisheye, l'esatto opposto di ciò che servirebbe per un soggetto così piccolo e delicato, e per immortalarlo ho dovuto fare di necessità virtù, con scatti che non rendono giustizia alla bellezza eterea di questa creatura, ma ne testimoniano l'incredibile rarità”, racconta.

Lumaca di mare pelagica, Phylliroe bucephala (foto: Alessandro Grasso)
Lumaca di mare pelagica, Phylliroe bucephala (foto: Alessandro Grasso) 

Si tratta di un nudibranco fuori dal comune, in effetti: a differenza dei suoi "cugini", che strisciano sul fondo, lui è pelagico: vive, caccia e nuota in mare aperto. Predatore implacabile: da giovane vive come parassita all'interno della medusa Zanclea costata, nutrendosi di lei dall'interno finché non diventa abbastanza grande da vivere in piena autonomia, muovendosi con ondulazioni laterali del corpo, quasi danzando nell’acqua, e inseguendo attivamente le proprie prede, in particolare piccoli organismi gelatinosi come gli ctenofori, animali marini trasparenti anch’essi, spesso confusi con le meduse.

Lumaca di mare pelagica, Phylliroe bucephala (foto: Alessandro Grasso)
Lumaca di mare pelagica, Phylliroe bucephala (foto: Alessandro Grasso) 

Altra caratteristica è la bioluminescenza: già, perché Phylliroe bucephala è in grado di emettere luce. Le poche osservazioni disponibili descrivono emissioni deboli, spesso percepite come lampi o bagliori verdastri-bluastri. Non si tratta di una “lampada” costante, ma di una risposta episodica, probabilmente attivata da stimoli meccanici o da situazioni di stress, come l’avvicinarsi di un predatore o il contatto improvviso con l’ambiente circostante. Il fenomeno nasce, come in molti animali marini, da reazioni chimiche altamente efficienti: molecole specializzate reagiscono in presenza di enzimi dedicati, liberando energia sotto forma di luce fredda, senza quasi dispersione di calore. Quanto basta per alimentare il fascino di una specie straordinaria, che tuttavia ricorda con efficacia “quanto l’oceano custodisca forme di vita ancora poco note, eleganti e improbabili”, come racconta il fotografo.