Tre assi che si intersecano - infrastrutture, sostenibilità e innovazione - su cui puntare per il futuro. Snam, primo operatore europeo nel trasporto del gas naturale, dal 2023 al 2027 investirà 11,5 miliardi di euro, di cui oltre sette dedicati a condotte "hydrogen ready", rigassificatori e potenziamento dei siti di stoccaggio, concentrandosi sulla transizione energetica e sulle infrastrutture. L'azienda ha da poco presentato la sua nuova strategia di sostenibilità, ampliata rispetto al passato, con nuovi capitoli legati alla rigenerazione del capitale naturale, attenzione alla biodiversità e il presidio idrogeologico nei terreni interessati dalla presenza dei suoi gasdotti. A illustrare il piano, in un momento di confronto sul palco del Festival di Green&Blue a Milano, è stato l'amministratore delegato dell'azienda Stefano Venier.
A partire dal 2027 per esempio Snam si è presa l'impegno di avere un impatto non soltanto neutro ma "positivo" sui territori attraversati dagli asset aziendali. Un anticipo di quello che si sta realizzando - racconta la società - lo si è visto con gli interventi in Romagna sul fiume Marecchia, nel Riminese. Qui, dovendo passare il gasdotto sotto il fiume, sono stati fatti interventi per ripulire l'alveo e rifare le sponde operando per aumentare resistenza e tenuta del bacino, che in quei punti durante l'alluvione alla fine non è esondato, un piccolo esempio di come "lasciare impatti positivi".
In quella che è l'esigenza dei grandi gasdotti, dove è necessario scavare nel terreno per la posa, vengono adottate precise strategie di ripristino ambientale: per esempio si tiene da parte il terreno di superficie, più ricco di sostanze organiche, che viene poi riutilizzato per le coperture in modo da mantenere la fertilità. In questo processo vengono impiantate le piante autoctone la cui crescita e attecchimento viene monitorata per cinque anni. A questo si aggiungono monitoraggi della fauna e degli ecosistemi interessati dalla presenza degli asset.
G&B Festival 2024, Venier (Snam): "Puntiamo a diventare carbon neutral entro il 2040"
La strategia sostenibile, spiegano da Snam, è diventata la strategia aziendale nel suo complesso. "A monte le attività di business devono ormai sempre di più essere pensate, progettate e messe a terra per apportare il maggior impatto positivo possibile sul mondo in cui intervengono" precisano. Fra gli obiettivi nel contrasto alle emissioni climalteranti c'è quello di raggiungere la carbon neutrality sulle emissioni dirette al 2040 (e il net zero su tutte le emissioni al 2050).
Per questo, anche nelle infrastrutture - ragionano da Snam- è sempre più necessario guardare al futuro. Per esempio "tutte le condotte che mettiamo a terra sono già oggi pronte per trasportare anche idrogeno, molecole decarbonizzate. Noi che non compriamo, non produciamo e non vendiamo energia mettiamo a terra e gestiamo degli asset su cui domani se il mercato evolverà in maniera matura potranno viaggiare anche molecole verdi". Se il gas resta "fondamentale per permettere la transizione energetica", lo sguardo sul futuro, in chiave progettazione, oggi è anche diretto all'idrogeno. "L'idrogeno però ha un terzo del potere calorifico del gas: per avere gli stessi effetti che garantisce un metro cubo di gas bisogna trasportarne tre di idrogeno. Questo significa maggiore capacità di trasporto e condotte più ampie. Questo per esempio è uno dei motivi che stanno dietro al progetto della linea Adriatica, 425 chilometri di nuove condotte fra Sulmona e Minerbio pronti entro il 2027 che nel breve serviranno ad aumentare la capacità di trasporto di gas da sud a nord, dato che venendo meno il gas russo questa è oggi questa la direzione dei flussi necessaria, ma in futuro questa maggiore capacità di trasporto, 10 miliardi di metri cubi in più all'anno, servirà anche a sostenere i flussi di idrogeno".
Altri investimenti legati alla decarbonizzazione sono nel biometano, nella cattura e stoccaggio di anidride carbonica e nell'efficienza energetica. Il tutto con la consapevolezza dell'azienda che per accompagnare un sistema elettrico che sarà sempre più legato alle quote di rinnovabili "bisogna gestirne e assorbirne l'intermittenza. In questo il gas sarà decisivo nel fornire un sistema di backup che consente di coprire gli ammanchi. Per riuscire a garantire sicurezza energetica bisogna dunque avere uno sguardo prima di corto termine, immediato, per poi guardare oltre grazie ad asset capaci di accogliere biometano, idrogeno e CO2, pronti per un sistema energetico che nel 2050 dovrà essere net zero".