Festival Green&Blue 2025
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Green City Network – Firenze, Galgani: “Uno spazio green al massimo a 300 metri da ogni casa”

Paola Galgani, vice sindaca della città di Firenze
Paola Galgani, vice sindaca della città di Firenze 

La vice sindaca del capoluogo fiorentino, Paola Galgani, sarà al G&B Festival il 6 giugno. E spiega il primo piano comunale del verde e degli spazi aperti. “Chiunque potrà monitorare la città: non solo alberi per contrastare le isole di calore”

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uno dei luoghi più amati d’Italia, meta imperdibile dei moderni Grand Tour. Quello per Firenze è amore che però sta stravolgendo questa città con un centro storico tutelato dall’Unesco, uno dei Musei più visitati d’Europa, un impianto urbanistico antico, fatto soprattutto di vicoli, ma inserito in una vasta Area Metropolitana di 3 mila chilometri quadrati suddivisa in 41 comuni. Dove ci vivino quasi un milione di persone. 400 mila solo in centro storico. Un territorio molto eterogeno sia dal punto di vista ambientale che urbanistico. “Per questo quando si affronta il tema della sostenibilità a Firenze, significa dover fare i conti non solo con il presente, ma soprattutto con il suo passato”. Così Paola Galgani, vice sindaca del capoluogo toscano. Sindacalista, ha ricevuto le deleghe all’Ambiente, agricoltura urbana e tutela degli animali. “Un sogno? Cambiare il volto della mia città e rendere più sostenibile la vita dei fiorentini”.

Una città complessa, Firenze. Cosa significa avviare la transizione green in un luogo dove la maggior parte dei palazzi sono vincolati e il turismo sta stravolgendo il tessuto sociale?

“Senza dubbio è una sfida. Ma per affrontarla c’è bisogno, non solo di pianificare progetti che abbiano l’avallo della scienza, ma bisogna far crescere la consapevolezza dei cittadini. Fargli capire quanto sia importante lavorare sulla rigenerazione urbana e sociale. Cambiare la mentalità è il primo passo e un impegno continuo. Diventare una città green è una scelta su sui devono convergere gli sforzi dell’amministrazione, dei ricercatori, dei cittadini e pure dei turisti. Perché significa migliorare la qualità della vita e l’immagine internazionale della città. Faccio un esempio. Per affrontare la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, aumentati anche a causa del turismo, abbiamo diversificato la raccolta secondo le zone: porta a porta nel centro storico; cassonetti “intelligenti” in alcuni quartieri, contenitori liberi nel resto della città. Abbiamo anche siglato accordi con i gestori delle piattaforme di alloggi turistici: al momento della prenotazione inviata una scheda per spiegare come avviene la raccolta differenziata, che ora grazie a tutto questo è salita dal 53 al 63%”.

Firenze è nella classifica mondiale delle 88 città leader nelle azioni contro i cambiamenti climatici. Quali iniziative avete preso?

“Ad esempio per mitigare gli effetti dell’aumento delle temperature, con i ricercatori della Nasa, abbiamo creato la mappa delle isole di calore: la città è stata divisa in aree climatiche, hot e cold, facendo risaltare i livelli di criticità. Si chiama Piano del Verde e degli Spazi Aperti sul quale la giunta retta dalla sindaca Funaro ha stanziato 10 milioni di euro. Sì, perché la nostra città punta ad essere tra le prime d’Italia ad impostare strategie contro le isole di calore ispirate al principio di 3-30-300 alberi da ogni finestra, il 30% di copertura verde e 300 metri al massimo tra la casa e lo spazio verde più vicino. Un piano che si integra con le politiche di mobilità urbana per la riduzione delle emissioni CO2».

Ossia?

“La strategia che il Comune ha adottato per ridurre l’inquinamento soprattutto da monossido è di puntare su un sistema di trasporto pubblico integrato, ferrovia-autobus elettrici-tramvia, con punti di interscambio. Sono già partiti i cantieri per le linea della tramvia che coinvolgono l’intera area metropolitana di Firenze. L’idea è di evitare il più possibile l’uso delle auto private nel centro storico (in cui si entrerà con il trasporto pubblico), spostandolo in aree più esterne. Inoltre, in alcune strade inserite nell’area Ztl abbiamo applicato il limite dei 30 chilometri. I risultati già si cominciano a vedere: tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 il livello di inquinamento è sceso”.

Si parla molto della Fondazione CR Firenze, di cosa si tratta?

“È lo strumento giuridico che l’amministrazione ha scelto per promuovere e costituire comunità energetiche rinnovabili a Firenze. Stiamo verificando la disponibilità di superfici pubbliche di proprietà comunale prive di vincoli paesaggistici e architettonici dove poter installare impianti fotovoltaici. Stiamo pensando soprattutto alle scuole che potrebbero dare poi energia al quartiere collegato alla stessa cabina. Stiamo lavorando molto su questo progetto”.

I fiorentini come stanno prendendo questi cambiamenti?

“La maggior parte condivide le scelte che stiamo facendo per portare avanti la transizione green e comprendono che è un’opportunità per migliorare la qualità della vita in città. Poi, quando vedono aprire un nuovo cantiere per un tratto di tramvia scattano le proteste. Anche questo però fa parte della sfida per un futuro più sostenibile. Per tutti”.

L’articolo è tratto dal numero di Green&Blue in edicola il 4 giugno, allegato a Repubblica e dedicato al Festival di Green&Blue (Milano, 5-7 giugno)