I rifiuti possono rinascere, trasformarsi in oggetti di design. Accade a Milano, in occasione della Design Week. In zona Sarpi sono esposte quattro ‘isole gioco’, realizzate a partire da materiali di recupero e nate dal coinvolgimento di studenti e studentesse di una scuola media milanese. Giochi che serbano un segreto “ecologico”: sono realizzati in gomma riciclata proveniente da pneumatici fuori uso (pfu), grazie alla collaborazione di Ecopneus, il consorzio senza scopo di lucro che si occupa della gestione di quella che il direttore generale Giuseppina Carnimeo definisce una “risorsa particolare e preziosa”. “La raccolta dei pfu non è l’obiettivo finale, ma il mezzo per valorizzare l’uso di materiali che hanno un grande potenziale sia economico sia ambientale”, spiega.
Dottoressa Carnimeo, quali sono le caratteristiche della filiera del riciclo nella quale operate?
"A differenza dei rifiuti domestici, la raccolta dei pfu avviene presso gommisti e officine. Operiamo secondo il principio della responsabilità estesa del produttore, rappresentiamo quindi i sei principali produttori mondiali di pneumatici e circa cinquanta soci tra produttori e importatori".
Come si passa dallo pneumatico alla gomma riciclata?
"Il pfu viene meccanicamente triturato in dimensioni che diventano sempre più piccole. Le dimensioni medio-grandi, il cosiddetto ‘ciabattato’, sono ancora classificate come rifiuto: vengono gestite direttamente da noi e avviate al recupero energetico, ad esempio nei cementifici. Le dimensioni più piccole, invece, il cosiddetto “granulo” o il “polverino”, sono invece soggette al decreto di “end of waste”, quindi cessano di essere rifiuti. Diventano materia prima seconda e rimangono in capo all’impianto che li ha recuperati per poi essere immessi sul mercato per nuovi impieghi".
Nel 2025 avete raccolto circa 200 mila tonnellate di pfu, superando del 23% l’obiettivo di legge. Cosa vuol dire?
"La legge prevede che ogni anno venga raccolta una quantità pari a quella immessa sul mercato dai nostri soci l’anno solare precedente. Quando diciamo che abbiamo superato l’obiettivo del 23%, significa aver raggiunto gli obiettivi ordinari e aver effettuato un’extra raccolta su richiesta del ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, a sostegno di una capillarità nella raccolta, dal Trentino a Lampedusa, e della operatività del sistema nazionale di gestione dei pfu e del mercato del ricambio".
A proposito di costi, come si stabilisce il valore della materia prima seconda?
"Il valore del materiale riciclato dipende dalle sue prestazioni e dalla stabilità della domanda. Se si riesce a incrementare la domanda, i flussi di raccolta si riequilibrano più rapidamente. È una delle principali sfide che abbiamo".
Quali sono gli ostacoli?
"I dubbi che ci rivolgono sono legati alle prestazioni. Noi lavoriamo molto sul far conoscere le prestazioni di elasticità e assorbimento, che rimangono inalterate".
Cosa si può fare con la gomma riciclata?
"Le piste di atletica, i campi da basket e da padel, i tappetini nelle palestre sono fatti con il granulo del riciclo. Anche gli isolanti nell’edilizia, per la capacità di assorbimento del rumore, e le applicazioni negli asfalti".
Un lavoro di sensibilizzazione che incrocia il sociale e la creatività.
"Portiamo avanti tanti progetti. Quello realizzato per la Milano Design Week è emblematico: un’occasione per dare a tutti la possibilità di divertirsi su superfici sicure e sostenibili, aiutando le persone a conoscere i benefici di una corretta gestione dei pfu".