Il settore delle infrastrutture e dei trasporti sta vivendo una metamorfosi profonda, passando da mero abilitatore di flussi logistici a protagonista della transizione ecologica. Infatti, nella misura in cui la decarbonizzazione diventa prioritaria per abbattere le emissioni inquinanti e promuovere un modello di sviluppo sostenibile, le grandi arterie stradali emergono come laboratori a cielo aperto di sostenibilità. In questo scenario si inserisce la strategia di Milano Serravalle-Milano Tangenziali. Con 185 km di rete e circa 500 mila veicoli al giorno, la società gestisce una delle reti autostradali più strategiche del Paese, al centro della mobilità lombarda e dei principali corridoi Ten-T, il mega-progetto dell’Unione europea che punta a creare un sistema integrato e multimodale di infrastrutture per garantire la libera circolazione di persone e merci tra gli Stati membri.
"La sicurezza e l’efficienza si fondono con la riduzione dell’impronta ambientale, rendendo l’infrastruttura capace di restituire valore alle comunità e agli ecosistemi attraversati, in linea con la visione strategica del Gruppo FNM di cui facciamo parte", spiega Ivo Cassetta, amministratore delegato di Milano Serravalle. Il cuore di questa trasformazione risiede nel progetto chiamato “SerraH2Valle”. A giorni la società attiverà la prima rete nazionale di rifornimento a idrogeno dedicata a mezzi leggeri e pesanti, con cinque stazioni strategiche posizionate tra Tortona, Carugate e Rho. "Gli impianti sono dotati di standard internazionali per il rifornimento ad alta pressione e garantiscono capacità operative tali da supportare concretamente la logistica su scala industriale, contribuendo agli obiettivi nazionali che prevedono una diffusione massiccia di veicoli a idrogeno entro il 2050", aggiunge il manager.
L’impegno della società in termini di pratiche sostenibili si declina anche in progetti di economia circolare, promuovendo un modello capace di ottimizzare l’utilizzo delle risorse, ridurre gli sprechi e generare valore condiviso per il territorio. Un esempio il recupero degli pneumatici fuori uso abbandonati, che negli ultimi due anni ha permesso di raccogliere oltre sette tonnellate di materiale. Parte di questo scarto è stato trasformato in polverino di gomma per la posa di asfalti innovativi sulla Tangenziale Est, in grado di abbattere il rumore di circa 5 decibel mantenendo ottime proprietà drenanti. Parallelamente, il progetto “Green Ticket” segna la trasformazione del biglietto autostradale da rifiuto indifferenziato a risorsa riciclabile. Grazie all’uso di carta certificata Fsc e a nuovi accordi con le cartiere, i nove milioni di biglietti emessi annualmente rientreranno pienamente nel ciclo produttivo. Oltre 230 ettari della rete gestita ricadono all’interno di aree protette quali il Parco del Ticino e il Parco Sud Milano. In questi contesti la Società applica i principi della Road Ecology, una disciplina che trasforma le aree residuali sulla rete autostradale da elementi di frammentazione in corridoi ecologici.
Attraverso il progetto ReMi-Se, sviluppato con la Fondazione Lombardia per l’Ambiente, sono state mappate le aree verdi non funzionali alla viabilità per eliminare le specie vegetali invasive e favorire quelle autoctone, proteggendo la fauna locale. La tutela della biodiversità si estende anche agli insetti impollinatori che prevede l’installazione di apiari e di rifugi specifici per insetti posizionati nelle aree verdi per contrastare la carenza di habitat nelle zone urbanizzate. In parallelo, l’azienda sta realizzando un impianto fotovoltaico su oltre tre ettari di terreni limitrofi all’asse dell’A7. Questa infrastruttura consentirà l’autoproduzione di oltre 3.500 MWh di energia, riducendo le emissioni di anidride carbonica di oltre 16.500 tonnellate all’anno.