La sostenibilità, per il gruppo FS, non riguarda più soltanto la riduzione delle emissioni del trasporto ferroviario. È diventata una strategia industriale che attraversa infrastrutture, gestione dell’energia, rinnovo delle flotte e rapporto con i territori. L’obiettivo è costruire un modello di mobilità capace di coniugare innovazione, competitività e minore impatto ambientale, intervenendo su tutto l’ecosistema ferroviario: dai consumi energetici all’economia circolare, fino alla valorizzazione del patrimonio esistente.In questo quadro si inserisce anche FS Energy, la nuova società creata per sviluppare e gestire attività legate a rinnovabili, efficientamento e gestione dell’energia. Un progetto che punta a rafforzare l’autonomia energetica del gruppo attraverso nuova capacità rinnovabile, interventi su stazioni e infrastrutture e accordi di lungo termine per la fornitura di elettricità pulita.
La trasformazione si muove su più fronti. Accanto agli investimenti destinati a ridurre l’impatto ambientale del trasporto ferroviario, il gruppo sta portando avanti un ampio programma di rinnovo della flotta, con convogli di nuova generazione progettati per consumare meno, aumentare il recupero dei materiali e migliorare qualità e comfort del viaggio. Sul fronte dell’Alta Velocità, il piano prevede l’ingresso di 74 nuovi Frecciarossa entro il 2031, con tecnologie pensate per incrementare ulteriormente l’efficienza energetica e la riciclabilità dei componenti.
"Per il gruppo FS la sostenibilità si misura nella capacità di trasformare gli obiettivi in risultati concreti", spiega Giuseppe Inchingolo, Chief corporate affairs, communication & sustainability officer. "Il Bilancio 2025 conferma che il nostro percorso di decarbonizzazione sta producendo segnali positivi, con le emissioni di gas serra scese a 1,87 milioni di tonnellate di CO2 equivalente rispetto ai 2,20 milioni del 2024". Un risultato, aggiunge Inchingolo, che "rafforza il percorso verso il Net Zero e la costruzione di un modello di mobilità sempre più coerente con la transizione ecologica del Paese".
Ma la sostenibilità, per FS, significa anche rigenerazione urbana e presidio sociale. Negli ultimi anni il gruppo ha avviato un programma di recupero di stazioni e immobili ferroviari non più funzionali all’esercizio, destinandoli ad attività di pubblica utilità, inclusione e servizi per le comunità locali. Sono oltre 1.500 i contratti di comodato attivi che hanno permesso di mettere a disposizione del territorio milioni di metri quadrati tra stazioni e altri spazi ferroviari. Su questa linea si inserisce anche il progetto “Stazioni del Territorio”, che punta a trasformare i fabbricati ferroviari dei piccoli centri in hub multifunzionali con servizi per cittadini, turismo e mobilità. L’obiettivo è rafforzare il ruolo delle stazioni come punti di riferimento per le comunità, contribuendo alla rigenerazione economica e sociale dei territori.
In parallelo, FS Energy sta accelerando anche sul fronte della produzione da fonti rinnovabili. Il piano punta allo sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici collegati direttamente alle sottostazioni ferroviarie, con un modello considerato un “unicum” in Europa perché consente di alimentare la trazione dei treni con energia rinnovabile prodotta localmente. Una strategia che si affianca agli accordi di lungo termine per l’approvvigionamento di elettricità pulita e agli interventi di efficientamento su stazioni, infrastrutture e immobili del gruppo. "La sostenibilità è oggi la bussola che orienta le scelte industriali del gruppo FS, a partire dalle sfide del cambiamento climatico e della transizione energetica", conclude Inchingolo. "FS Energy nasce dalla consapevolezza che l’energia non è soltanto un fattore operativo, ma una leva strategica per la competitività, la resilienza e la crescita del gruppo".