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Le soluzioni

Sburlati (L’oréal): “Anche la bellezza diventa sostenibile”

Chiara Sburlati, direttrice dello stabilimento L’Oréal di Settimo Torinese
Chiara Sburlati, direttrice dello stabilimento L’Oréal di Settimo Torinese 

Chiara Sburlati, direttrice dello stabilimento di Settimo Torinese de L’Oréal, all’avanguardia in tema di risparmio delle risorse, spiega: “Si può essere leader nel proprio settore e rispettare comunque il benessere del Pianeta”

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Nel dibattito sulla transizione ecologica dell’industria, anche il settore della cosmetica si trova a confrontarsi con la necessità di ridurre il proprio impatto ambientale, ripensando processi produttivi, materie prime e modelli di consumo. Una trasformazione che non riguarda solo i prodotti finali, ma l’organizzazione complessiva dei processi industriali e della filiera.Tra i gruppi più attivi su questo fronte c’è L’Oréal, che da anni ha avviato un percorso strutturato per integrare criteri ambientali e sociali nelle proprie attività, cercando di conciliare crescita globale e riduzione dell’impronta ambientale. Il programma “L’Oréal for the Future” rappresenta il quadro di riferimento entro cui si inseriscono queste azioni. Il piano si articola su quattro direttrici — clima, natura, circolarità e comunità — e punta a integrare la sostenibilità nelle pratiche operative, con un crescente ricorso a strumenti di monitoraggio e rendicontazione.

Sul fronte climatico, il gruppo ha rafforzato negli ultimi anni il proprio impegno, con obiettivi di riduzione delle emissioni validati dall’iniziativa Science Based Targets (SBTi) nel 2024 e allineati allo scenario di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°C.L’attenzione si concentra sulla riduzione delle emissioni nei siti produttivi e lungo la catena di fornitura, anche attraverso interventi di efficienza energetica e utilizzo di fonti rinnovabili.

Parallelamente, una parte rilevante delle strategie riguarda il rapporto con le risorse naturali. In questo ambito, le azioni si concentrano sull’uso di ingredienti sempre più bio-based (materie prime derivate, in tutto o in parte, da fonti biologiche rinnovabili, cioè da organismi viventi come piante, alghe, microrganismi o residui agricoli), su un approvvigionamento responsabile e sostenibile e su una gestione più efficiente dell’acqua, considerata una risorsa critica anche in relazione ai cambiamenti climatici.

Un ulteriore ambito di intervento riguarda la circolarità dei prodotti, in particolare sul fronte del packaging. Le iniziative includono la riduzione dei materiali utilizzati, l’impiego di componenti riciclati o di origine biologica e lo sviluppo di soluzioni come i prodotti ricaricabili, con l’obiettivo di limitare la produzione di rifiuti e prolungare il ciclo di vita degli imballaggi. Queste linee strategiche trovano applicazione concreta nei siti produttivi. È il caso dello stabilimento di Settimo Torinese, uno dei principali hub del gruppo, dove le politiche di sostenibilità si intrecciano con l’innovazione industriale. "A Settimo stiamo disegnando il futuro della bellezza industriale: un luogo dove l’eccellenza operativa sposa la sostenibilità", sottolinea Chiara Sburlati, direttrice dello stabilimento L’Oréal. “La nostra visione - prosegue - integra l’innovazione tecnologica con una gestione consapevole delle risorse, dimostrando che è possibile guidare mercati mondiali come quello dell’haircare e del mascara mantenendo una cultura della performance che sia, allo stesso tempo, all’avanguardia e rispettosa del Pianeta".

E aggiunge: "Il nostro stabilimento di Settimo Torinese, nato nel 1960 e oggi polo produttivo all’avanguardia del gruppo L’Oréal, rappresenta un’eccellenza italiana capace di servire trenta paesi in tutto il mondo». Dal 2018 lo stabilimento è diventato una waterloop factory, ovvero un sito produttivo dove l’acqua industriale viene purificata e riutilizzata in un ciclo continuo. Questo consente di risparmiare ogni anno una quantità di litri pari a circa 37 milioni di classiche bottiglie d’acqua. "Con 400 persone e un’energia 100% rinnovabile", evidenzia Sburlati, "dimostriamo ogni giorno come innovazione tecnologica, sostenibilità e passione possano rendere il futuro della bellezza una realtà concreta e responsabile".